{"id":26687,"date":"2009-07-06T12:11:00","date_gmt":"2009-07-06T12:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/06\/le-cose-ci-parlano-sempre-con-molta-chiarezza-se-noi-sappiamo-comprenderne-il-linguaggio\/"},"modified":"2009-07-06T12:11:00","modified_gmt":"2009-07-06T12:11:00","slug":"le-cose-ci-parlano-sempre-con-molta-chiarezza-se-noi-sappiamo-comprenderne-il-linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/06\/le-cose-ci-parlano-sempre-con-molta-chiarezza-se-noi-sappiamo-comprenderne-il-linguaggio\/","title":{"rendered":"Le cose ci parlano sempre con molta chiarezza, se noi sappiamo comprenderne il linguaggio"},"content":{"rendered":"<p>La maggior parte degli esseri umani vivono come immersi in una nebbia; e, per quanto la loro vista corporea possa essere buona o magari eccellente, quella interiore \u00e8 offuscata e come atrofizzata, e fa s\u00ec che esse vaghino sulle strade della vita brancolando a tentoni.<\/p>\n<p>Eppure, tutto intorno a noi le cose parlano, e con estrema chiarezza: basterebbe fare un po&#8217; di silenzio e riscoprire l&#8217;arte dimenticata di vedere, in luogo del semplice guardare: allora ci si spalancherebbe davanti tutto un mondo intensamente dialogante.<\/p>\n<p>Le cose parlano: non \u00e8 una espressione retorica, una immagine figurata, buona &#8211; tutt&#8217;al pi\u00f9 &#8211; per infiorare i versi di una qualche poesia pi\u00f9 o meno sentenziosa; al contrario, \u00e8 una espressione da prendere alla lettera. Ovviamente, la parola delle cose \u00e8 una parola particolare, che pu\u00f2 essere fatta di odori, di colori, di silenzi. Ma \u00e8 sempre una parola fresca, immediata, assolutamente incapace di artifici: come lo \u00e8, invece, tanto spesso, la parola umana.<\/p>\n<p>Esercitarsi a cogliere questa parola, reimparare l&#8217;alfabeto di questo linguaggio universale \u00e8 il compito che deve porsi il viandante che voglia diventare consapevole del proprio posto nel mondo, e cessare di essere un numero fra tanti, una pecora nel gregge.<\/p>\n<p>Da bambino, ciascuno di noi ne conserva un ricordo, e sia pure pallido e sbiadito, come di un sapere appartenente a un&#8217;epoca in cui non eravamo ancora qui, in questi corpi, e tuttavia c&#8217;eravamo, su un altro piano di esistenza. Questa \u00e8 una concezione che il materialista convinto respingerebbe con un sorrisetto di superiorit\u00e0, convinto &#8211; com&#8217;\u00e8 &#8211; che la nostra vita sia racchiusa fra due punti ben precisi, la nascita e la morte: il primo proveniente dal nulla, il secondo adducente al nulla. Un segmento sospeso fra due nulla, privo di scopo e privo di fine.<\/p>\n<p>Ma noi non la pensiamo cos\u00ec. Per noi, nascita e morte sono due punti solo in apparenza univoci e definitivi: perch\u00e9 ogni inizio e ogni fine, ogni arrivo e ogni partenza, ogni incontro e ogni distacco, non sono che l&#8217;increspatura delle onde sotto l&#8217;azione dei venti e delle correnti; mentre, in profondit\u00e0, il mare \u00e8 immensamente calmo, e non vi \u00e8 mutamento in esso.<\/p>\n<p>Noi siamo gi\u00e0 nella casa dell&#8217;essere: infinita, luminosa, eterna; ma \u00e8 una verit\u00e0 che abbiamo dimenticato nascendo, e dalla quale sempre pi\u00f9 ci allontaniamo, mano a mano che, crescendo, crediamo di avviarci verso la sapienza.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la nostra colossale ignoranza \u00e8 pari soltanto alla nostra superbia e alla nostra presunzione: crediamo di sapere, e pi\u00f9 accumuliamo conoscenze, pi\u00f9 fermamente lo crediamo; ma la verit\u00e0 \u00e8 che non sappiamo nulla. Siamo piuttosto dei ciechi che credono di vedere, dei sordi che credono di udire, dei mutilati che credono di toccare.<\/p>\n<p>E magari la nostra ignoranza si limitasse ad ignorare! No, pretendiamo pure di sapere: sicch\u00e9 non siamo semplicemente delle creature che ignorano tutto, ma proprio degli ignoranti: ossia delle creature intossicate da mille false credenze. Vi \u00e8 una profonda differenza tra ignorare ed essere ignoranti: nel primo caso si pu\u00f2 sempre imparare; nel secondo, si \u00e8 chiusi e corazzati nei propri errori, indisponibili ad aprirsi alla luce della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Noi &#8211; lo ripetiamo &#8211; siamo gi\u00e0 nella casa dell&#8217;essere: e l&#8217;essere ci parla, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 parte di un grande, armonioso discorso cui noi stessi siamo chiamati a partecipare, a interloquire, ad arricchirci gli uni con gli altri. Capire che le cose parlano, significa capire che l&#8217;essere dispiega ovunque la sua vita pulsante, la sua pienezza sovrabbondante.<\/p>\n<p>Quando affermiamo che le cose parlano, non ci riferiamo solo agli enti fisici: fiori, piante, animali, fiumi, colline, montagne, astri; ma anche alle situazioni della vita, agli incontri, ai pensieri, alle emozioni, ai sogni, alle attese, alle gioie e ai dolori. Questi ultimi, anzi, ci parlano pi\u00f9 di ogni altra cosa: ci insegnano e, contemporaneamente, ci interrogano. Sta a noi comprendere il senso della domanda, ed essere in grado di offrire una risposta.<\/p>\n<p>Del resto, anche per gli enti fisici noi compendiamo solo una minima parte del loro linguaggio e dei loro discorsi. \u00c8 cos\u00ec: crediamo di vedere, di sapere e di capire, mentre \u00e8 vero il contrario: non vediamo nulla, non sappiano nulla, non comprendiamo nulla.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso del nostro stesso corpo fisico; del nostro, e di quello di coloro che ci stanno intorno, e con i quali entriamo in relazione, in un modo o nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Il corpo ci parla, e parla chiaramente: ma quanti di noi se ne rendono conto, quanti lo sanno ascoltare? Pu\u00f2 essere che il linguaggio del corpo sia esattamente opposto a quello delle parole intenzionali: queste passano attraverso i meccanismi del pensiero razionale, e possono essere ingannevoli; quello sgorga direttamente dalla nostra pi\u00f9 profonda essenza.<\/p>\n<p>Le parole del pensiero razionale possono essere ingannevoli, perch\u00e9 il pensiero razionale garantisce solo la verit\u00e0 dei passaggi intermedi, ma non ha nulla da dire circa le premesse, e meno ancora riguardo ai fini: e, se le premesse sono fallaci o se i fini sono aberranti, tutta la costruzione basata su di esso si riduce ad un gioco dell&#8217;intelligenza, elegante, ma illusorio.<\/p>\n<p>Le parole del corpo, invece, non tradiscono mai; e, a chi le sappia riconoscere, parlano nella maniera pi\u00f9 chiara e illuminante.<\/p>\n<p>Il pallore o il rossore improvviso del volto; il tremito delle mani o la sudorazione abbondante; lo sguardo carico di sentimenti: amore, odio, speranza, paura; il modo di camminare, il modo di stare seduti; il tono della voce, la qualit\u00e0 dei silenzi; la pressione di una carezza, pi\u00f9 o meno distaccata, pi\u00f9 o meno coinvolgente; il mangiarsi le unghie, lo strapparsi le pellicine intorno ad esse; il mordicchiarsi le labbra, il passarsi la mano sulla fronte: sono tutte forme di espressive che parlano per noi, anche nostro malgrado.<\/p>\n<p>Dal modo in cui due innamorati camminano tenendosi per mano, essi sono in grado di comunicare pi\u00f9 efficacemente, e in maniera pi\u00f9 veritiera, che se adoperassero cento, mille parole; dal modo in cui si guardano, dal modo in cui tacciono, possono esprimere un discorso compiuto, pi\u00f9 ricco e armonioso di quanto potrebbe esserlo qualunque discorso verbale.<\/p>\n<p>La parola del corpo \u00e8 universale ed \u00e8 inequivocabile. Si pu\u00f2 equivocare su una parola detta o, pi\u00f9 facilmente ancora, scritta: ma non \u00e8 possibile, in alcun modo, equivocare sulla parola del corpo, che ci viene trasmessa attraverso lo sguardo, il sorriso, la carezza. Con le parole si possono ingannare gli altri e perfino se stessi, ma il linguaggio del corpo non inganna nessuno, se non &#8211; forse &#8211; colui che desidera essere ingannato.<\/p>\n<p>Questa riflessione ci porta ad un altro problema, tipico della societ\u00e0 odierna: la povert\u00e0 affettiva, e, pi\u00f9 specificamente, la mancanza di tenerezza che contraddistinguono, oggi, la qualit\u00e0 delle nostre relazioni umane.<\/p>\n<p>La carezza, in particolare; il contatto fisico immediato, che scaturisce dallo star bene con qualcuno e dal desiderio di esprimergli tutta la nostra vicinanza e la nostra gratitudine, \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 rara. I corpi si spogliano sempre di pi\u00f9, sotto la sciocca suggestione di un certo stile di vita basato sull&#8217;esteriorit\u00e0 pi\u00f9 volgare; ma, al tempo stesso, i corpi parlano sempre di meno: tendono a divenire opachi, spenti, per quanto si sforzino di essere fin troppo eloquenti.<\/p>\n<p>Lo spettacolo offerto dalle nostre spiagge, o anche dalle nostre strade, \u00e8, sotto questo aspetto, piuttosto desolante. Uomini e donne si riducono a grottesche caricature di qualche mediocre personaggio televisivo, sfoggiano un erotismo di maniera che \u00e8 il contrario della autentica sensualit\u00e0: paiono truccati per una festa di cattivo gusto, per un eterno carnevale senza gioia e senza allegria.<\/p>\n<p>Non basta spogliare il proprio corpo, non basta modellarlo con la palestra o abbronzarlo con le lampade, non basta inguainarlo in abiti firmati o adornarlo con acconciature sempre pi\u00f9 elaborate e sempre pi\u00f9 costose, per renderlo eloquente; al contrario, \u00e8 proprio con un tale eccesso di espedienti che si rende ancor pi\u00f9 evidente la sua mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p>Un corpo ci parla realmente, quando s&#8217;illumina per la bellezza dell&#8217;anima che riveste, per la purezza dei sentimenti e dei pensieri di cui \u00e8 l&#8217;involucro. Solo un&#8217;anima bella conferisce bellezza al proprio corpo; solo una mente pura e dei pensieri gioiosi e leali sono in grado di trasmettere luce e splendore al proprio corpo.<\/p>\n<p>Il corpo \u00e8 come la Luna: non brilla di luce propria, ma riflessa: la luce del Sole. L&#8217;anima \u00e8 il nostro Sole interiore: se si spegne, nessuno stratagemma sar\u00e0 in grado di restituire luce all&#8217;involucro corporeo.<\/p>\n<p>Di nuovo, coloro che pensano altrimenti sono fuorviati da una concezione materialistica della realt\u00e0: pensano che il corpo possa essere bello di per se stesso, perch\u00e9 credono che tutta la realt\u00e0 non sia fatta altro che di corpi, di materia. Inoltre, tali persone sono fuorviate da una concezione riduzionistica della realt\u00e0: perch\u00e9 credono che una singola parte possa brillare, anche se l&#8217;insieme \u00e8 opaco o, addirittura, oscuro.<\/p>\n<p>Invece non \u00e8 cos\u00ec. I corpi non sono che il rivestimento dell&#8217;anima, e l&#8217;armonia del tutto \u00e8 la risultante dell&#8217;armonia delle singole parti. Concentrare i propri sforzi per apparire belli e seduttivi, mentre la propria anima \u00e8 in balia di passioni disordinate e distruttive, di ottusit\u00e0 e mancanza di amore, \u00e8 cosa assurda e pietosa. Sarebbe come pretendere che una bella confezione possa soddisfare qualunque esigenza, anche se essa racchiude dei rifiuti maleodoranti.<\/p>\n<p>Di nuovo, \u00e8 una questione di autentica ignoranza: non nel senso, accettabilissimo, di non sapere, ma in quello, ben pi\u00f9 esiziale, di credere di sapere e di pretendere di avere la soluzione in tasca per qualunque problema.<\/p>\n<p>Se tale \u00e8 la nostra ignoranza riguardo alle parole dei corpi umani, che pure dovrebbero essere inequivocabili &#8211; e, di fatto, lo sono -, si pu\u00f2 soltanto immaginare quanto enorme sia la nostra ignoranza rispetto ai corpi degli animali, degli alberi, degli elementi del paesaggio; e quanto incommensurabile debba essere la nostra ignoranza rispetto alle parole delle situazioni, degli affetti, dei pensieri, delle fantasie, dei ricordi, dei sogni, delle emozioni, e di tutta quella rete impalpabile, ma ricchissima, di enti spirituali da cui siamo perennemente avvolti.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;incapacit\u00e0 di decifrare il linguaggio delle cose reca con s\u00e9, necessariamente, anche quella di leggere e comprendere il linguaggio complessivo della nostra vita.<\/p>\n<p>\u00c8 ben per questo che si vedono talune persone ripetere sempre gli stessi errori, abbandonarsi sempre alle stesse illusioni, ricadere sempre nelle medesime amarezze. Quando non si \u00e8 capaci di leggere il disegno complessivo della propria vita, ci sfugge la chiave per interpretare tutto quel che ci accade, nel male e nel bene; o, come sarebbe pi\u00f9 giusto dire, tutto quel che ci viene incontro, in attesa che noi siamo abbastanza evoluti per riconoscerlo e per dargli un significato all&#8217;interno della nostra evoluzione spirituale.<\/p>\n<p>Abbiamo recentemente sostenuto, in un altro articolo (\u00abIncontri felici\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice) che noi facciamo gli incontri importanti della nostra vita quando siamo maturi per farli; che le cose ci accadono, quando \u00e8 giunto il tempo in cui ci devono accadere. Perci\u00f2 pu\u00f2 succedere che, se la nostra evoluzione spirituale \u00e8 ancora molto imperfetta, le cose preziose ci passano accanto senza che noi riusciamo a vederle; e gli angeli che potrebbero soccorrerci, ci sfiorano, senza che riserviamo loro neppure uno sguardo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante ritornare in possesso del linguaggio delle cose, ritornare in possesso della facolt\u00e0 di vedere nel profondo, e non soltanto di guardare. Sarebbe una cosa ben triste non riuscire a scorgere gli angeli che, forse, ci stanno venendo incontro, magari proprio nel momento in cui ne avremmo maggiormente bisogno e in cui, sia pure inconsapevolmente, li abbiamo invocati, per ricevere aiuto e conforto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che ci troviamo a camminare tutti soli sulle strade di un mondo vuoto e silenzioso. Il mondo intero ci parla: siamo noi che ne abbiamo scordato il linguaggio.<\/p>\n<p>Riscoprire il linguaggio delle cose \u00e8, in effetti, meno difficile di quel che si potrebbe immaginare. Non si tratta di un&#8217;operazione mentale, di un atto della volont\u00e0 o di un processo del pensiero strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>Non \u00e8 niente di tutto questo.<\/p>\n<p>Per riscoprire il linguaggio segreto delle cose, la via maestra, anzi, l&#8217;unica via fruttuosa, \u00e8 quella di reimparare ad amare.<\/p>\n<p>\u00c8 per mancanza di amore, che non sappiamo pi\u00f9 vedere, udire, capire.<\/p>\n<p>\u00c8 per mancanza di amore che non sappiamo pi\u00f9 comprendere neppure il linguaggio del corpo, a cominciare dal nostro.<\/p>\n<p>L&#8217;amore \u00e8 apertura, ascolto, disponibilit\u00e0: tutti ne saremmo capaci, non richiede alcuna laurea o specializzazione.<\/p>\n<p>Dobbiamo riconoscere la nostra ignoranza, e riscoprire la nostra facolt\u00e0 di amare.<\/p>\n<p>Solo allora, magicamente, le cose torneranno a sorriderci, a parlarci, a incoraggiarci nel nostro cammino, lungo le strade polverose della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte degli esseri umani vivono come immersi in una nebbia; e, per quanto la loro vista corporea possa essere buona o magari eccellente, quella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-26687","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26687"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26687\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}