{"id":26684,"date":"2021-01-24T09:48:00","date_gmt":"2021-01-24T09:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/01\/24\/le-armi-necessarie-ad-affrontare-questa-eta-oscura\/"},"modified":"2021-01-24T09:48:00","modified_gmt":"2021-01-24T09:48:00","slug":"le-armi-necessarie-ad-affrontare-questa-eta-oscura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/01\/24\/le-armi-necessarie-ad-affrontare-questa-eta-oscura\/","title":{"rendered":"Le armi necessarie ad affrontare questa et\u00e0 oscura"},"content":{"rendered":"<p>Siamo entrati &#8212; non stiamo andando: <em>siamo entrati<\/em> &#8212; in piena crisi, nel senso etimologico della parola <em>krisis<\/em>, trasformazione. Tutto sta cambiando e nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima: lo abbiamo gi\u00e0 sentito dire tante volte, ma questa volta \u00e8 vero e va preso alla lettera. Forse ce l&#8217;hanno ripetuto cos\u00ec spesso proprio per assuefarci, per renderci distratti e poi sferrare il colpo, certi che non avremmo capito quel che stava accadendo; e quando l&#8217;avessimo capito, sarebbe stato troppo tardi. Ebbene, non mai troppo tardi per aprire gli occhi, la mente e il cuore alla realt\u00e0 di cui siamo parte; ma la cosa pi\u00f9 importante, prima ancora di capire dove stia andando il mondo, \u00e8 fare il punto di noi stessi, e capire dove siamo, e se siamo ancora integri, e su quali aspetti della nostra realt\u00e0 dobbiamo lavorare. In altre parole dobbiamo fare l&#8217;inventario della nostra attrezzatura interiore: proprio come il naufrago, giunto perigliosamente su una riva sconosciuta, per prima cosa fa l&#8217;inventario delle cose che \u00e8 riuscito a salvare insieme a s\u00e9 stesso, o che il mare ha avuto la generosit\u00e0 di spingere a riva dopo il naufragio della sua nave.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: se si parte scoraggiati; se si considera troppo a lungo, quasi ipnotizzati, l&#8217;immensa sproporzione di forze fra il potere che viole sottometterci materialmente e spiritualmente, e le nostre magre risorse individuali per quanto relativamente dotati possiamo esserne, allora tanto vale rassegnarsi senz&#8217;altro e rinunciare a qualsiasi lotta, a qualsiasi resistenza, semplicemente aspettando che venga il nostro turno di soccombere. Noi dobbiamo infatti per rima cosa sviluppare l&#8217;autostima e la fiducia in noi stessi, non perch\u00e9 ciascuno di noi possa ritenersi davvero fornito di risorse sufficienti a fronteggiare adeguatamente la minaccia che ci assale da ogni parte in questo momento storico, ma perch\u00e9 dobbiamo ricordare sempre che noi difendiamo, insieme a noi medesimi, al nostro lavoro, alla nostra famiglia, alla nostra patria, ai nostri valori, anche la causa comune della vera civilt\u00e0, e dunque che noi apparteniamo, pur se indegni considerato oggettivamente, allo schieramento dei figli della luce, mentre &quot;essi&quot; appartengono ai figli delle tenebre: e dunque \u00e8 a noi, non a loro, che spetta la parola finale, cos\u00ec come il bene trionfa sempre sul mare, sempre, anche se in tempi e modi che oltrepassano di molto le umane capacit\u00e0 di previsione e, non di rado, anche quelle di pura e semplice comprensione. Chi si batte per la verit\u00e0, non si batte per il proprio ego, e pertanto \u00e8 portatore di un&#8217;istanza superiore, spirituale, che trova riscontro e sostegno, diretto o indiretto, da parte delle Potenze superiori, le quali vedono la sua trasparenza e il suo disinteresse; mentre chi lotta per affermare il proprio ego non si batte per la verit\u00e0, ma per la menzogna, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 inconciliabile con l&#8217;egotismo, e dunque costui \u00e8 sostenuto, s\u00ec, dalle Potenze oscure, ma da esse viene ingannato e manipolato e, credendo di servire se stesso e farsi servire da loro, ne diventa in realt\u00e0 il misero burattino, che esse non esiteranno a gettar via e distruggere, quando avr\u00e0 finito di render loro i suoi servizi e sar\u00e0 divenuto inutile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 sufficiente tuttavia, adagiarsi nella formula consolatoria del <em>non praevalebunt<\/em>. Certo, alla fine vincer\u00e0 il Bene, perch\u00e9 il Bene \u00e8 Dio, e Dio vince sempre, su qualunque avversario; ma questo non significa n\u00e9 che ci sar\u00e0 risparmiata una grande tribolazione, n\u00e9 che gli uomini di buona volont\u00e0 siano dispensato dal prestare la loro opera fattiva perch\u00e9 la vittoria del Bene non venga esclusivamente dall&#8217;intervento provvidenziale di Dio, ma essi, gli uomini, in qualche maniera, s\u00ec impegnino alla venuta di quel momento e rischino anche, se necessario, qualche cosa, rinuncino alle loro comodit\u00e0 e si facciano carico della comune battaglia contro le forze delle tenebre. Per fare ci\u00f2, d&#8217;altra parte, \u00e8 necessaria una preparazione: nessun esercito va in guerra impreparato, nessun soldato viene chiamato a combattere se non ha le armi, n\u00e9 ha ricevuto almeno un minio d&#8217;istruzione militare. Ora, le armi di cui c&#8217;\u00e8 bisogno in questo momento sono di natura in primo luogo spirituale: l&#8217;intelligenza, la volont\u00e0, e soprattutto la fede, dalla quale derivano, a loro volta, la speranza e la carit\u00e0. Quelle di natura materiale, ad esempio un posto di lavoro con il relativo stipendio, sono, s\u00ec, importantissime, ma non devono essere sopravvalutate: si pu\u00f2 essere ben protetti dal punto di vista materiale, e tuttavia pressoch\u00e9 inermi dal punto di vista spirituale. Infatti, mentre chi ha conservato integre la fede, la volont\u00e0 e l&#8217;intelligenza, pu\u00f2 sempre lottare per assicurarsi le condizioni materiali dell&#8217;esistenza, chi ha la sicurezza di queste ultime ma non ha pi\u00f9 n\u00e9 la fede, n\u00e9 la volont\u00e0, n\u00e9 l&#8217;intelligenza, \u00e8 gi\u00e0 in balia del nemico, come uno che sia stato sconfitto senza nemmeno aver combattuto. In primo luogo, dunque, bisogna impegnarsi a conservare e rafforzare l&#8217;armatura spirituale, perch\u00e9 senza di essa la battaglia \u00e8 gi\u00e0 persa in partenza, come dice san Paolo nella <em>Lettera agli Efesini<\/em> (6, 10-18):<\/p>\n<p><em>10 Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. 11\u00a0Rivestitevi dell&#8217;armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. 12 La nostra battaglia infatti non \u00e8 contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potest\u00e0, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.<\/em><\/p>\n<p><em>13 Prendete perci\u00f2 l&#8217;armatura di Dio, perch\u00e9 possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. 14 State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verit\u00e0, rivestiti con la corazza della giustizia, 15 e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. 16 Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; 17 prendete anche l&#8217;elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cio\u00e8 la parola di Dio. 18 Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi&#8230;<\/em><\/p>\n<p>E dunque passiamo in rassegna le nostre armi spirituali e verifichiamo se sono state conservate in piena efficienza o se, a causa del disuso, si sono arrugginite e spuntate: perch\u00e9 dobbiamo conoscere con esattezza ci\u00f2 che abbiamo a nostra disposizione e ci\u00f2 su cui, invece, non \u00e8 pi\u00f9 possibile fare alcun affidamento.<\/p>\n<p><em>a<\/em>) <em>L&#8217;intelligenza<\/em>. Un tempo essa veniva coltivata soprattutto dalla scuola e dall&#8217;universit\u00e0, ma anche, sia pure in maniera indiretta, da altre agenzie educative, famiglia compresa. Non erano ammessi comportamenti irrazionali e contraddittori; il bambino, una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 della ragione, era chiamato ad usarla, e a giustificarsi quando andava contro di essa. Parliamo della sana ragione naturale e non dei sofismi malefici inventati, nel corso di questi ultimi anni, da falsi intellettuali che hanno letteralmente smarrito il senno e costruito complicatissimi e deliranti castelli di menzogne per convincere la societ\u00e0, o per costringerla ad ammettere, che il vero \u00e8 falso e il falso \u00e8 vero, che il bello \u00e8 brutto e il brutto \u00e8 bello, ecc. Tipica della modernit\u00e0, infatti, \u00e8 una ragione strumentale e calcolante sempre pi\u00f9 staccata dalle cose, sempre pi\u00f9 indipendente dall&#8217;adesione al reale, sempre pi\u00f9 velleitaria e autoreferenziale; una ragione malefica e maligna, che \u00e8 bravissima nel minare, corrodere e demolire tutte le certezze, ma non sa, n\u00e9 vuole costruire nulla di positivo per rimpiazzarle; una ragione malsana, farneticante, distruttiva e autodistruttiva, nemica del vero, nemica del bello, nemica del bene, nemica della vita e di tutto ci\u00f2 che rende la vita dolce e amabile, a cominciare dalla purezza dei sentimenti e dei legami familiari e di amicizia. Essa \u00e8 il frutto avvelenato di un&#8217;intelligenza insuperbita oltremisura per aver posto Dio in cantina e assaporato l&#8217;ebbrezza del fare ogni cosa da sola; un&#8217;intelligenza impazzita, che sempre guida gli uomini verso il male e che, perfino tra due mali, sceglie infallibilmente il peggiore, perch\u00e9 non \u00e8 mai sazia di dolore, infelicit\u00e0 e cattiveria. Ora, \u00e8 proprio questa intelligenza che ci ha condotti nel vicolo cieco in cui adesso ci stiamo dibattendo: \u00e8 pertanto evidente che non sar\u00e0 lei a trarci fuori d&#8217;impaccio, ma che dobbiamo ritrovare la nostra vera facolt\u00e0 razionale, quella basata sul concetto fondamentale della verit\u00e0: quella, cio\u00e8, che pone in accordo il giudizio e la cosa, e che sola pu\u00f2 porre la nostra vita sui giusti binari, in accordo con la concretezza e la fondamentale bont\u00e0 del reale Il reale, infatti, altro non \u00e8 che la manifestazione visibile della creazione divina; e Dio essendo il Bene in se stesso, tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale non pu\u00f2 essere che buono, <em>ad eccezione di ci\u00f2 che ha voluto separarsi da Dio e andare contro la sua opera<\/em>. Non tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 buono, dunque, ma solo ci\u00f2 che si mantiene in accordo e in relazione di grazia con il suo Creatore; e questo vale anche per il dono preziosissimo dell&#8217;intelligenza, senza la quale l&#8217;uomo non sarebbe che un bruto. E come il Diavolo non \u00e8 il contrario di Dio, ma la scimmia di Dio, cio\u00e8 un essere che scimmiotta esteriormente il Creatore e che, visto confusamente e da lontano, pu\u00f2 perfino farsi passare per Lui, beninteso alle anime intorpidite e alle intelligenze deviate, cos\u00ec la ragione pervertita non \u00e8 il contrario della ragione, ma qualcosa che assai vagamente le somiglia, solo che non \u00e8 diretta al suo scopo naturale, confermare la verit\u00e0 delle cose, ma a uno scopo malvagio, quello di confondere e turbare chi sconsideratamente si affida a lei per orientarsi nel mondo. E dunque chiediamoci: a che punto \u00e8, in quali condizioni si trova, la nostra buona, solida, vecchia ragione naturale? Per l&#8217;intellettuale, la domanda si fa ancor pi\u00f9 specifica: la ragione naturale \u00e8 stata coltivata con la linfa vitale della sana filosofia, da Aristotele a san Tommaso d&#8217;Aquino; oppure \u00e8 stata inquinata e avvelenata dai liquami nauseabondi del deviante pensiero contemporaneo?<\/p>\n<p><em>b<\/em>) <em>La volont\u00e0<\/em>. Lo strumento della volont\u00e0 \u00e8 importantissimo, perch\u00e9 l&#8217;intelligenza pi\u00f9 acuta, senza la volont\u00e0, \u00e8 condannata all&#8217;impotenza. Al tempo stesso, la volont\u00e0 \u00e8 probabilmente il fattore pi\u00f9 trascurato della nostra topografia interiore, a cominciare da noi stessi. Fino a un tempo non lontano gli adulti sapevano bene quanto \u00e8 importante la volont\u00e0 per la costruzione del carattere e dedicavano ad essa la maggior parte dei loro sforzi educativi, insegnando al bambino a raggiungere il pieno dominio di se stesso grazie a una volont\u00e0 forte e ben orientata. Oggi tale fattore \u00e8 stato del tutto trascurato, e in molti si sono perfino dimenticati che esista. A che serve la volont\u00e0, insegnano tanti cattivi maestri, se non a costruire la prigione dell&#8217;io, il quale, al contrario, deve essere lasciato libero di espandersi e sfogarsi a suo talento? Essi vedono la volont\u00e0 come una sorta di auto-censura e di auto-repressione, perch\u00e9 hanno un&#8217;idea errata della libert\u00e0: credono che la libert\u00e0 consista nel fare qualche piace e non gi\u00e0 quello che \u00e8 giusto, e di conseguenza considerano la volont\u00e0 con diffidenza, specie se sollecitata e curata dagli adulti nei confronti dei bambini. La realt\u00e0 \u00e8 che un bambino il quale non abbia mai esercitato seriamente la propria volont\u00e0, sar\u00e0 un adulto disadattato, incapace di adeguarsi al mondo reale e propenso a esigere che il mondo si adatti alle sue comodit\u00e0 e inclinazioni. \u00c8 questo il prototipo dell&#8217;uomo illuminista: un alienato che ha perso il senso della realt\u00e0 delle cose e che pretende di rifar tutto secondo i dettami della ragione. La ragione folle di cui dicevamo sopra, ovviamente, e non la sana ragione di Aristotele e san Tommaso.<\/p>\n<p><em>c<\/em>) <em>La fede<\/em>. \u00c8 la cosa pi\u00f9 importante di tutte: i mali del mondo moderno derivano tutti, direttamente o indirettamente, dalla perdita della fede e dall&#8217;allontanamento dell&#8217;uomo da Dio. Ma come \u00e8 avvenuto questo, se ancora cinquant&#8217;anni fa i nostri nonni erano cos\u00ec devoti e uniformavano con tanta coerenza la loro vita alla fede cristiana? Per arrivare a capirlo, bisogna scavare senza piet\u00e0 negli strati profondi dell&#8217;ego, fatti di superbia, avarizia, lussuria: la superbia di voler essere come Dio (il peccato di Lucifero), l&#8217;avarizia di voler possedere ogni cosa come se fosse nostra e non del Creatore (il peccato di Adamo), la lussuria di voler godere il piacere per se stesso, senza impegni n\u00e9 doveri, e soprattutto senza fastidi (il peccato che conduce all&#8217;adulterio, al divorzio, all&#8217;aborto, al vizio contro natura). Dunque, per ritornare alla fede \u00e8 necessario liberarsi da questa triplice catena; \u00e8 necessario tornare in grazia di Dio, perch\u00e9 \u00e8 da Dio che viene il dono della fede, non da un atto della nostra volont\u00e0 che sia sciolto dalla relazione con Lui. Niente di buono pu\u00f2 venire senza Dio o contro Dio: neppure la fede. Una fede sbandierata, ma senza l&#8217;amore e il timore di Dio, sar\u00e0 una fede tutta umana e solo nominalmente cristiana. Lo vediamo ormai tutti i giorni, specialmente nel clero che si dice ancora cattolico, ma che in realt\u00e0 odia il cattolicesimo, perch\u00e9 essere cattolici vuol dire rinunciare al proprio ego e rimettersi totalmente alla volont\u00e0 del Signore, mentre costoro sono gonfi di ego, vogliono piacere al mondo e riceverne gli applausi, e di fatto non si accorgono, sciagurati (<em>sarebbe stato meglio che non fossero mai nati!<\/em>) di essere divenuti gli strumenti del Diavolo per condurre le anime non a Cristo, ma alla perdizione.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la disamina fondamentale che si deve fare per affrontare le dure prove che ci attendono in questa et\u00e0 oscura. Ci siamo pesati e ci siamo trovato scarsi? Niente paura: nulla \u00e8 perduto, finch\u00e9 resta un minimo d&#8217;intelligenza, volont\u00e0 e fede; Dio compenser\u00e0 le nostre insufficienze. Intanto, per\u00f2, dobbiamo fare la nostra parte. Come malati di diabete, dobbiamo metterci a dieta. Basta con le pessime abitudini della vita moderna: social, tv spazzatura, musica infernale; se no, sar\u00e0 tutto inutile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo entrati &#8212; non stiamo andando: siamo entrati &#8212; in piena crisi, nel senso etimologico della parola krisis, trasformazione. 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