{"id":26682,"date":"2017-10-06T12:37:00","date_gmt":"2017-10-06T12:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/06\/le-anime-sono-come-cera-in-attesa-del-sigillo\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"le-anime-sono-come-cera-in-attesa-del-sigillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/06\/le-anime-sono-come-cera-in-attesa-del-sigillo\/","title":{"rendered":"Le anime sono come cera in attesa del sigillo"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;anima di un essere umano? \u00c8 un foglio bianco, una cera in attesa del sigillo che verr\u00e0 impresso su di lei, mostrando, una volta per tutte, se essa \u00e8 divenuta quel che doveva essere, se vi si \u00e8 avvicinata, oppure se ha scelto di diventare tutt&#8217;altro, tradendo se stessa e mancando alla propria vocazione divina. Tutte le anime sono chiamate, tutte hanno una vocazione; nessuna \u00e8 destinata a vivere solo per se stessa.<\/p>\n<p>E che cos&#8217;\u00e8 un sigillo? Un sigillo \u00e8 un segno, <em>signum<\/em> (diminutivo: <em>sigillum<\/em>) che s&#8217;imprime su di un documento per certificarne l&#8217;autenticit\u00e0. Nello stesso tempo, un oggetto &quot;sigillato&quot; \u00e8 un oggetto che ha ricevuto una forma definitiva, e il cui contenuto non pu\u00f2 pi\u00f9 essere alterato o modificato. Non si pu\u00f2 aprire una lettera sigillata, se non rompendo il sigillo; e non si pu\u00f2 entrare in una casa sui cui siano stati apposti i sigilli, se non spezzando questi ultimi. Ci\u00f2 che ha ricevuto un sigillo, ci\u00f2 che \u00e8 stato impresso con un sigillo, deve restare cos\u00ec come \u00e8: quella lettera, quella casa, sono state sigillate, ma anche suggellate; e una cosa suggellata \u00e8 una cosa definita, compiuta una volta per tutte; suggellare un&#8217;azione, una cerimonia, un&#8217;impresa, vuol dire imprimere ad esse il tratto definitivo, portarle a coronamento. Anche &quot;suggello&quot; deriva da <em>sigillum<\/em>. Sigillare, suggellare, indicano l&#8217;azione di chiudere qualcosa, o di portarla a compimento, o entrambe le azioni insieme: chiudere e portare a compimento.<\/p>\n<p>L&#8217;anima riceve il suo sigillo al momento della morte; ma non \u00e8 la morte, il sigillo. Il sigillo \u00e8 il giudizio di Dio; meglio: \u00e8 lo specchiarsi dell&#8217;anima nella sua volont\u00e0. Al momento della morte, quando tutte le azioni e i pensieri della vita terrena sono stati compiuti, e l&#8217;ultima pagina bianca \u00e8 stata scritta, si pu\u00f2 vedere, nella maniera pi\u00f9 chiara, se l&#8217;immagine che quell&#8217;anima ha dato a se stessa \u00e8 conforme, oppure no, alla volont\u00e0 di Dio; e, se no, di quanto se ne discosta, se di molto oppure di poco. Riuscita \u00e8 la vita che ha saputo plasmarsi secondo la sua volont\u00e0; fallita, o mancata, \u00e8 la vita che non vi si \u00e8 per nulla conformata, che ha preteso di vivere solo e unicamente per se stessa: il che \u00e8 l&#8217;essenza del peccato. E tutto questo si vede sull&#8217;anima, con la stessa chiarezza con cui si pu\u00f2 riconoscere il disegno di un sigillo, ancora caldo, impresso sulla bianchezza della molle cera. L&#8217;anima si specchia in Dio, cos\u00ec come la cera, tolto il sigillo, rivela oppure no la fedelt\u00e0 al disegno che vi \u00e8 stato impresso. Gli uomini che vogliono vivere per se stessi fanno della loro vita qualcosa di contorto, di erratico, di stralunato: credendo di realizzarsi, si sono alienati da se stessi, perch\u00e9 la casa dell&#8217;anima \u00e8 in Dio, e Dio \u00e8 gi\u00e0 presente nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima, e non cessa di chiamarla, fino all&#8217;ultimo giorno della vita mortale. Poi la chiamata tace, e il sigillo viene impresso. \u00c8 il momento della verit\u00e0. Spogliata delle false apparenze, l&#8217;anima si mostra nuda, per quello che realmente \u00e8. Non pu\u00f2 pi\u00f9 barare, non pu\u00f2 pi\u00f9 mentire, non pu\u00f2 pi\u00f9 illudersi. Parlano i fatti e solamente i fatti. Proprio per questo, il detto popolare ricorda che l&#8217;inferno \u00e8 lastricato di buone intenzioni.<\/p>\n<p>La similitudine della cera e del sigillo \u00e8 molto antica; fra i moderni, uno scrittore che l&#8217;ha ripresa con molta efficacia \u00e8 stato Thomas Merton (1915-1968), il famoso monaco trappista americano, molto conosciuto soprattutto per essere stato un esponente di punta del clero cattolico impegnato attivamente sui temi della pace, dell&#8217;ecumenismo, del dialogo interreligioso e dei diritti civili, ragion per cui la cultura cattolica di sinistra si \u00e8 affrettata ad impadronirsi della sua figura e della sua vasta opera e a farne un&#8217;icona delle sue posizioni. Ma basta leggere uno dei suoi libri di spiritualit\u00e0, e pensare alla drastica scelta della vita di un monaco trappista, per capire che l&#8217;icona cara ai cattolici progressisti rivela di essere solo una parte della ricca e complessa personalit\u00e0 di Merton. In lui \u00e8 presente anche una spiritualit\u00e0 profondissima, un&#8217;ansia di perfezione e unione mistica con Dio quali raramente si trovano in altri scrittori cristiani del XX secolo. E anche se certe sue prese di posizione sono state, effettivamente, sopra le righe, almeno a nostro giudizio, ci\u00f2 non significa che in lui si possa vedere nient&#8217;altro che il precursore del troppo decantato &quot;spirito conciliare&quot;. Certe pagine di Merton, al contrario, sembrano scritte da un monaco di clausura del Medioevo, tanto sono distaccate dalle cose terrene e immerse nella silenziosa e trepidante contemplazione di Dio. \u00c8 come se quell&#8217;uomo straordinario fosse stato capace di staccare la spina e d&#8217;isolarsi completamente dal rumore del mondo, comprese quelle ideologie e quella battaglie, in cui pure interveniva e s&#8217;impegnava, ma che, al suo sguardo interiore, null&#8217;altro gli apparivano che qualcosa di fugace e d&#8217;illusorio, qualcosa che scompare addirittura quando l&#8217;anima si abbandona al cospetto dell&#8217;eternit\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Davanti al mistero di Dio, del Dio che si \u00e8 rivelato all&#8217;uomo in Cristo, facendosi uomo Egli stesso, Merton prova, e riesce a trasmettere ai suoi lettori, un senso di vertigine: \u00e8 un&#8217;ebbrezza, un trasporto, un&#8217;esaltazione che dilata ogni istante e ogni spazio e li proietta, moltiplicati all&#8217;infinito, in una dimensione sconosciuta, luminosa, gioiosa, dove i limiti scompaiono e le barriere si dissolvono, perch\u00e9 l&#8217;universo intero si riconosce in Dio, suo creatore, suo redentore e suo giudice supremo. Scriveva in uno dei suoi libri pi\u00f9 conosciuti di meditazione e spiritualit\u00e0 (F. Merton, <em>Da &quot;Semi di contemplazione&quot;<\/em>, Roma, Figlie della Chiesa, 1953, pp. 60-62):<\/p>\n<p><em>Lo Spirito Santo viene mandato ogni momento nella mia anima da Cristo e dal Padre che dimorano nel mezzo della mia anima, allo stesso modo in cui il sangue della mia vita viene mandato dal cuore in tutte le parti del mio corpo. E questo Spirito mi riporta in Cristo e mi lega al Padre in Lui, cos&#8217; che la mia vita \u00e8 nascosta con Cristo in Dio. Eppure io mi allontano da Lui, nel Suo Spirito, per fare la Sua opera e adempiere la Sua volont\u00e0 fra gli uomini. E quando viene il momento secondo la Sua volont\u00e0, Egli mi attira di nuovo a S\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>Se ho questa vita in me, che mi importa degli accidenti di pena e piacere, speranza e paura, gioia e dolore? Essi non sono la mia vita, e poco hanno a che fare con essa. Perch\u00e9 dovrei temere qualcosa che non pu\u00f2 privarmi di Dio e perch\u00e9 dovrei desiderare qualcosa che non pu\u00f2 darmi il possesso di Lui?<\/em><\/p>\n<p><em>Le cose esteriori vanno e vengono, ma perch\u00e9 dovrebbero commuovermi? Perch\u00e9 la gioia dovrebbe eccitarmi e il dolore dovrebbe abbattermi, il piacere allettarmi e la pena turbarmi, la vita attirarmi e la morte destare la mia repulsione, se io vivo solo della Vita che \u00e8 in me per dono di Dio?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 dovrei crucciarmi di perdere una vita corporale, che deve inevitabilmente andare perduta, fino a quando posseggo una vita spirituale e un&#8217;identit\u00e0 che non possono andare perdute contro il mio desiderio? Perch\u00e9 dovrei aver paura di cesare di essere ci\u00f2 che non sono, quando sono gi\u00e0 diventato qualcosa di ci\u00f2 che sono? Perch\u00e9 dovrei affaticarmi per conseguire soddisfazioni che non possono durare un&#8217;ora e che portano con s\u00e9 sofferenza, quando possiedo gi\u00e0 Dio nella Sua eternit\u00e0 di gioia?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 la cosa pi\u00f9 facile del mondo possedere questa vita e questa gioia: devi soltanto credere e amare; eppure c&#8217;\u00e8 gente che consuma la propria vita in immani fatiche, difficolt\u00e0 e sacrifici per ottenere cose che rendono la vera vita impossibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 una delle principali contraddizioni che il peccato ingenera nelle nostre anime: dobbiamo fare violenza a noi stessi per non affaticarci inutilmente per ci\u00f2 che \u00e8 amaro e senza gioia e dobbiamo fare uno sforzo per prendere ci\u00f2 che \u00e8 facile e pieno di felicit\u00e0, quasi fosse contro il nostro interesse, perch\u00e9 per noi la linea di minor resistenza conduce sulla via della maggiore difficolt\u00e0, e qualche volta, per noi, fare ci\u00f2 che \u00e8, in s\u00e9, estremamente facile pu\u00f2 rappresentare la cosa pi\u00f9 difficile di questo mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Le anime sono come cera in attesa di un sigillo. Per s\u00e9 stesse non hanno una speciale identit\u00e0. Il loro destino \u00e8 quello di essere plasmate e preparate in questa vita, dalla volont\u00e0 di Dio, a ricevere, alla loro morte, il sigillo del loro grado di somiglianza a Dio in Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 ci\u00f2 che significa, fra l&#8217;altro, essere giudicato da Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>La cera che \u00e8 diventata molle nella volont\u00e0 di Dio pu\u00f2 ricevere facilmente lo stampo della propria identit\u00e0, e pu\u00f2 in verit\u00e0 divenire ci\u00f2 che era destinata ad essere. Ma la cera che \u00e8 dura, secca, fragile, e senza amore non prende il sigillo, perch\u00e9 questo, cadendovi sopra, la riduce in polvere.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi se trascorrerete la vita ne tentativo di sfuggire al calore del fuoco che deve ammorbidirvi e prepararvi a diventare il vostro vero io, se cercherete di impedire alla vostra sostanza di fondersi nel fuoco &#8212; come se la vostra vera identit\u00e0 dovesse essere cera dura &#8212; il sigillo cadr\u00e0 alla fine su di voi e vi frantumer\u00e0. Non potrete ricevere il vostro vero nome e il vostro vero aspetto, e sarete distrutti dall&#8217;evento che avrebbe dovuto darvi la vostra perfezione.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, il segreto \u00e8 questo: lasciar perdere le cose inutili, che non portano a Dio, e quindi allontanano anche l&#8217;uomo da se stesso, lo allontanano dal suo vero bene e dalla sua vera pace, e cercare l&#8217;essenziale, che \u00e8 Dio. Anche l&#8217;amore del prossimo, per il cristiano, si manifesta come un riflesso dell&#8217;amore di Dio. Se cos\u00ec non fosse, non si avrebbe l&#8217;amore cristiano, bens\u00ec il filantropismo: e il filantropo \u00e8 uno che ama l&#8217;uomo vedendo nell&#8217;uomo l&#8217;unico essere meritevole di amore e di considerazione, tagliando fuori ci\u00f2 che gli sta al di sotto, come gli altri esseri viventi, e ci\u00f2 che gli sta al di sopra: i Santi, gli Angeli, la Madonna e Dio. Il filantropo non ha bisogno di Dio: vuol essere lui il dio di se stesso, o meglio, vuol essere lui dio per gli altri uomini. Vuole sentirsi potente e vuole sentirsi buono. Ma nessuno \u00e8 potente, tranne Dio Onnipotente, e nessuno \u00e8 buono, tranne il Padre. <em>Perch\u00e9 mi dici buono?<\/em>, domanda Ges\u00f9 a un uomo che l&#8217;aveva apostrofato con l&#8217;espressione &quot;maestro buono&quot;. E aggiunge: <em>Uno solo \u00e8 buono, Dio<\/em>. L&#8217;uomo \u00e8 fragile ed \u00e8 incapace di bont\u00e0 incondizionata: se fa il bene, lo fa per se stesso, oppure in vista di un vantaggio, magari indiretto. Solo se l&#8217;uomo si annulla come io, e restituisce il suo io al suo Creatore; solo se si fa tutt&#8217;uno con Dio, rinunciando a stesso; solo se \u00e8 capace di rinunciare ai suoi piani, alle sue speranze, perfino ai suoi bisogni, per lasciarsi riempire totalmente, senza riserve, dalla volont\u00e0 di Dio, e gli permette di agire per mezzo di lui, come un puro e semplice strumento, solo allora l&#8217;uomo ritrova la pace, la vita, il senso, la meraviglia, l&#8217;incanto, lo stupore, la beatitudine: solo se permette alla sua cera di farsi molle, di essere plasmata e modellata da Dio. Le prove, le rinunce e le sofferenze della vita sono la maniera di cui Dio si serve perch\u00e9 la nostra cera si lasci modellare. L&#8217;anima che gli resiste, che non gli riconosce i suoi diritti, che si chiude alla sua chiamata, sceglie le tenebre: perch\u00e9, lontano da Dio, non c&#8217;\u00e8 alcuna luce, alcun calore, alcun bene. Il mondo diventa orribile, un luogo gelido, ghiacciato dall&#8217;egoismo e dalle passioni pi\u00f9 degradanti e bestiali. Solamente l&#8217;anima che gli si abbandona, cos\u00ec da poter ricevere perfettamente il suo sigillo, realizza se stessa. Il destino dell&#8217;anima \u00e8 Dio. L&#8217;anima che rifiuta Dio e si allontana da Lui, \u00e8 perduta.<\/p>\n<p>Di un&#8217;anima che \u00e8 giunta alla fine della vita mortale, la mistica francese Marthe Robin (1902-1981), cieca e immobile nel suo letto di dolore, sempre al buio perch\u00e9 i suoi poveri occhi non sopportavano la luce, diceva, pensosamente: <em>Allora \u00e8 compiuta<\/em>. In latino, &quot;compiere&quot; si esprime con il verbo <em>perficere<\/em>, il cui participio passato \u00e8 <em>perfectus<\/em>. Una cosa compiuta \u00e8 una cosa perfetta, e una cosa perfetta \u00e8 una cosa compiuta. Precisiamo: \u00e8 perfetta quella cosa che si \u00e8 compiuta, cos\u00ec come doveva essere; non quella cosa che si \u00e8 compiuta in maniera difforme da ci\u00f2 che doveva essere. Le cose non si realizzano a caso: tutte sono chiamate a realizzarsi secondo il modello assegnato a ciascuna da Dio. In questo consiste la vera libert\u00e0: nel divenire ci\u00f2 che si deve essere, non ci\u00f2 che si vuole. Al capriccio, sempre mutevole e imprevedibile, delle volont\u00e0 individuali, si contrappongono l&#8217;ordine, la sapienza e la perfezione della volont\u00e0 divina, che vuole solo il bene, e che non desidera, per ciascun&#8217;anima umana, nient&#8217;altro che il bene. Il guaio \u00e8 che noi facciamo resistenza, perch\u00e9 ci sembra che sia molto pi\u00f9 semplice e divertente vivere come ci pare e piace, senza alcun ordine e senza giustizia. La giustizia \u00e8 dare a ciascuno secondo ci\u00f2 che gli spetta; all&#8217;anima spetta la libert\u00e0, con cui potersi realizzare; ma essa si realizza solo nella relazione d&#8217;amore con Dio. Pertanto, se l&#8217;anima usa la propria libert\u00e0, pervertendola, per cercare e perseguire non ci\u00f2 che \u00e8 giusto, ma unicamente ci\u00f2 che le piace, essa non trover\u00e0 Dio, n\u00e9 la pace, e nemmeno se stessa. E, se non trova se stessa, di certo non si realizza. Dunque, per ritrovarsi, l&#8217;anima deve perdersi. Dice ancora Ges\u00f9: <em>Perch\u00e9 chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0.<\/em> I cristiani della domenica, cio\u00e8 un po&#8217; tutti noi, se n&#8217;erano dimenticati. Ci eravamo scordati che il Vangelo non chiede poco, anzi, chiede moltissimo, chiede tutto; ma che Ges\u00f9 ha promesso, in cambio, di dare dieci volte tanto. Pensiamoci: un po&#8217; di tempo, in cambio dell&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;anima di un essere umano? \u00c8 un foglio bianco, una cera in attesa del sigillo che verr\u00e0 impresso su di lei, mostrando, una volta<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[96,117],"class_list":["post-26682","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-anima","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26682"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26682\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}