{"id":26672,"date":"2017-01-15T07:39:00","date_gmt":"2017-01-15T07:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/15\/lasciatemi-in-pace-e-la-bandiera-vittimistica-del-pastore-che-rifiuta-le-sue-responsabilita\/"},"modified":"2017-01-15T07:39:00","modified_gmt":"2017-01-15T07:39:00","slug":"lasciatemi-in-pace-e-la-bandiera-vittimistica-del-pastore-che-rifiuta-le-sue-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/15\/lasciatemi-in-pace-e-la-bandiera-vittimistica-del-pastore-che-rifiuta-le-sue-responsabilita\/","title":{"rendered":"\u00abLasciatemi in pace\u00bb \u00e8 la bandiera vittimistica del pastore che rifiuta le sue responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Certo che l&#8217;ha combinata proprio grossa, don Andrea Contin, quarantottenne prete padovano, parroco della chiesa di San Lazzaro; delle sue orge a luci rosse, della sua girandola di amanti-prostitute, della sua canonica trasformata in attrezzatissima palestra-bordello per giochi erotici da sesso estremo, hanno parlato i mass media di tutta Italia. Possiamo solo immaginare come si saranno sentiti i suoi parrocchiani, beninteso quelli che non sapevamo o che non intuivano: perch\u00e9 la stampa ha riportato che delle segnalazioni sugli strani movimenti del parroco erano partite per la Curia della citt\u00e0 del Santo, ma il vescovo, don Claudio Cipolla, che si vanta di esse un ex &quot;prete di strada&quot; e che, debitamente progressista e modernista, \u00e8 stato voluto a capo della diocesi patavina da papa Francesco in persona, non aveva preso alcun provvedimento, almeno che si sappia.<\/p>\n<p>Dopo essersi rifugiato in un casa di soggiorno slovena, don Contin ha trovato il coraggio di rientrare in Italia e attualmente si trova in un convento di Trento, presso dei religiosi specializzati nel recupero dei sacerdoti in cristi di fede; frattanto, per\u00f2, ha affidato il suo pensiero ad un legale, con il quale si difender\u00e0 dalle gravissime accuse che gli sono state mosse da una parrocchiana, e che l&#8217;ispezione delle forze dell&#8217;ordine presso la sua canonica avrebbe decisamente avvalorato: <em>Sono un uomo distrutto; voglio essere lasciato in pace, desidero rimanere solo<\/em>. Tutto qui. <em>Voglio essere lasciato in pace<\/em>: non una parola di scuse, o almeno di rammarico, n\u00e9 per i suoi parrocchiani, n\u00e9 per le persone che ha personalmente avvilito e offeso, n\u00e9 per il suo vescovo, n\u00e9 per la sua Chiesa, che gli aveva affidato il gregge dei fedeli, in nome e per conto di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Capito? <em>Vuole essere lasciato in pace, lui<\/em>. Evidentemente, ritiene di esserne in diritto. Che brutta abitudine, quella dei magistrati e delle forze dell&#8217;ordine, di venire a mettere il naso nelle porcherie private delle persone. La gente! Che s&#8217;impicci degli affari suoi: possibile che un parroco non possa avere dei rapporti sessuali con una quindicina delle sue parrocchiane, scelte deliberatamente fra le vedove e le malmaritate, per offrir loro conforto e consolazione? Quanto al sesso estremo, perch\u00e9 scandalizzarsi? Picchiarle, legarle, son cose che si fanno tra gente di mondo, cerchiamo di non essere ipocriti: si fanno, perch\u00e9 alle donne piace. Ed ecco spiegate le fruste, le catene, le cinghie e tutto l&#8217;armamentario sadomasochista di cui era piena zeppa la canonica, peggio di un sexy shop di quelli pi\u00f9 rampanti. E che male c&#8217;\u00e8 ad &quot;imprestare&quot; queste vedove allegre, queste spose infelici e frustrate, a qualche altro parrocchiano, e, gi\u00e0 che ci siamo, a ricevere un po&#8217; di denaro per il disturbo? Quanto ai viaggetti erotici, duemila euro spesi in ventiquattr&#8217;ore, per andare a Roma in compagnia di una donna, be&#8217;, lo sanno tutti che la vita \u00e8 cara: lo sanno quei lavoratori che 2.000 euro al mese non arrivano a vederli in busta paga, pur avendo una famiglia da mantenere, e i figli da mandare all&#8217;universit\u00e0; non parliamo poi dei pensionati da 500 euro al mese.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;importante \u00e8 non giudicare. <em>Chi sono io per giudicare?<\/em>, ha detto papa Francesco, parlando degli omosessuali. Gi\u00e0, appunto: chi sono i parrocchiani di San Lazzaro, per giudicare il loro porno-parroco? Via, siamo uomini, la carne \u00e8 debole: bisogna capire. Infatti, il vescovo Cipolla, quello che non aveva fatto niente di niente fino a quando si sono mosse le forze dell&#8217;ordine, pur essendo stato informato che qualcosa, in quella parrocchia, non quadrava, si \u00e8 affrettato a spedire un suo delegato per celebrare la Messa di Natale 2016, e spiegare ai parrocchiani frastornati ed umiliati che &quot;non bisogna aver fretta di giudicare, il parroco ha il diritto di difendersi e di essere ascoltato&quot;. Certo, il garantismo innanzitutto. Forse era un tipo un po&#8217; espansivo, un po&#8217; esuberante, quel simpaticone di don Contin: ma fra preti ed ex preti di strada ci si comprende al volo, e alle formalit\u00e0 non si bada.<\/p>\n<p>Certo che quei poveri parrocchiani sono proprio sfortunati. Perch\u00e9, prima di don Contin, c&#8217;era stato, in quella stessa chiesa, un altro parroco alquanto <em>sui generis<\/em>, che aveva messo a rumore la citt\u00e0, il Veneto e l&#8217;Italia: don Rock, lo chiamavano, con simpatia, i giovani, per la sua spigliatezza e il suo travolgente stile pastorale alla <em>beat generation<\/em>, pi\u00f9 Jack Kerouac che il curato di campagna di Georges Bernanos. Don Rock, al secolo don Paolo Spoladore (che si \u00e8 pure guadagnato una voce biografica su Wikipedia) \u00e8 stato un po&#8217; di tutto, oltre che parroco: compositore, cantante, scrittore e fondatore di una piccola casa editrice, destinata, guarda caso, alla pubblicazione delle sue opere; nonch\u00e9 guaritore, o sedicente tale. Nei primi anni del 2000 era cos\u00ec famoso per le sue attivit\u00e0 presbiteriali-taumaturgico-musicali, che migliaia di persone accorrevano, anche da lontano, per assistere alle sue memorabili esibizioni, alle sue canzoni e alle sue guarigioni; insomma, la santa Messa era diventata il pretesto per un inverosimile spettacolo da baracconi. Tutto questo bel castello \u00e8 miseramente franato nel 2010, allorch\u00e9 il vescovo di allora, Antonio Mattiazzo, ha annunciato la sua sospensione <em>a divinis<\/em> e ha dichiarato ufficialmente che tutte le attivit\u00e0 dell&#8217;ex parroco, tanto musicali, quanto editoriali, non avevano alcun avallo da parte dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica. Lo scandalo nasceva dalle voci, sempre pi\u00f9 insistenti, di una paternit\u00e0 di don Paolo, dichiarata da una sua parrocchiana; voci che si sono trasformate in certezza quando, nel 2011, il Tribunale dei minori di Venezia ha accertato che quella paternit\u00e0 \u00e8 effettivamente di don Rock, imponendogli il versamento di una quota mensile per il mantenimento del bambino. Nel 2015 la Chiesa ha concluso l&#8217;iter di riduzione di Spoladore allo stato laicale, in pratica cacciandolo via per sempre. Queste disavventure giudiziarie ed ecclesiali non hanno peraltro rallentato il ritmo, decisamente intenso, della produzione discografica e letteraria dell&#8217;ex prete di san Lazzaro, che ha tentato di ritagliarsi un nuovo spazio come <em>guru<\/em> spirituale &quot;indipendente&quot;, facendosi pagare i suoi corsi a peso d&#8217;oro. Il quotidiano <em>Il mattino di Padova<\/em> parla di corsi super-blindati da cento iscritti alla volta, per un business complessivo che dovrebbe aggirarsi sui 770 mila euro. Niente male per il tuttologo spretato, nell&#8217;Italia in piena recessione economica di questi anni.<\/p>\n<p>E adesso, dopo don Spoladore, don Contin, ossessionato dal sesso, anzi, dal sesso violento, e forse, peggio ancora &#8212; se possibile &#8211; reo di favoreggiamento della prostituzione. Lungi da noi voler anticipare il processo giudiziario con un processo mediatico; ma non \u00e8 colpa nostra se un prete, cui \u00e8 stata affidata la responsabilit\u00e0 di una parrocchia, oltretutto in una grande citt\u00e0 che vanta una antica e gloriosa tradizione cattolica, \u00e8, in una certa misura, un personaggio pubblico; e, soprattutto, se ha una notevole responsabilit\u00e0 morale, accanto a quella civile: perch\u00e9, se un assessore, o un impiegato delle poste, commettono reati amministrativi, o anche penali, danneggiano, s\u00ec, l&#8217;istituzione cui appartengono, ma non provocano una lacerazione morale cos\u00ec traumatica come quella di un prete moralmente indegno (e il guaio \u00e8 che pare si sia trattato anche di lacerazioni fisiche, stando al racconto boccaccesco di quella famosa parrocchiana, ex amante del parroco, da cui tutto \u00e8 partito; racconto che, ahim\u00e8, sembra suffragato dalle testimonianze di numerose altre parrocchiane di questo harem <em>sui generis<\/em>). Ci preme, piuttosto, fare due osservazioni di carattere generale su questa tristissima vicenda, la quale se, da un lato, si presta alle facili battute in salsa piccante, dall&#8217;altro produce un senso infinito di malinconia, specie fra chi abbia un minimo di sensibilit\u00e0 religiosa e di consapevolezza del delicatissimo momento che la Chiesa tutta sta vivendo. Non sono in gioco, infatti, solamente la sua credibilit\u00e0 e la sua seriet\u00e0 verso l&#8217;esterno, ma anche, e forse pi\u00f9, la stima che essa ha di s\u00e9, nei confronti di se stessa. I danni morali, in questo ambito, sono ancora pi\u00f9 gravi di quelli che possono apparire da un punto di osservazione esterno: sono la carne e il sangue stessi della Chiesa ad essere straziati e profanati: vale a dire, per il credente, la carne e il sangue stessi di Ges\u00f9 Cristo, vero ed unico capo della Chiesa da Lui fondata, e fondata al prezzo del suo sacrificio d&#8217;amore supremo sul legno della santa Croce. In altre parole, \u00e8 come se le porcherie di questi preti indegni rinnovassero la Passione del Signore; con l&#8217;aggravante che a mettere in croce il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo furono i suoi nemici aperti e dichiarati, mentre ora, a rinnovare le sue sofferenze, sono i membri della sua stessa Chiesa, coloro che si dicono cristiani.<\/p>\n<p>La prima osservazione \u00e8 che il clima di disordine teologico e pastorale oggi imperante in Italia, e malamente mascherato dietro i sorrisi e i buonismi del &quot;nuovo corso bergogliano&quot;, deve avere, necessariamente, un qualche effetto negativo sul tessuto morale del clero, o di una parte del clero, con le disastrose conseguenze che si possono facilmente immaginare anche nelle coscienze dei fedeli, e specialmente dei pi\u00f9 giovani: proprio quelli che pi\u00f9 facilmente sono attratti, sedotti e ingannati dallo stile spigliato e disinvolto, &quot;moderno&quot; ed informale, dei vari don Spoladore e don Contin. In altre parole, se sarebbe ingeneroso, e anche meschinamente malevolo, istituire in maniera semplicistica e automatica una relazione fra le due cose, pure, sarebbe ingenuo, o peggio, ipocrita, negare in via di principio che una qualche relazione vi sia: perch\u00e9 non \u00e8 possibile seminare vento senza raccogliere tempesta.<\/p>\n<p>I teologi e i vescovi modernisti e progressisti che non parlano mai del male e del peccato, del giudizio e dell&#8217;inferno; che non parlano mai della giustizia di Dio, oltre che della sua misericordia, come se questa annullasse e neutralizzasse quella, e come se Dio non avesse altro scopo che scusare e giustificare qualunque peccato, anche il pi\u00f9 turpe, prima ancora che vi sia l&#8217;ombra di un pentimento, e perfino di un rimorso, da parte del peccatore: tutti costoro sono moralmente corresponsabili delle degenerazioni pratiche che possono verificarsi tra i fedeli, e nello stesso clero, a causa della sostanziale ambiguit\u00e0, della parzialit\u00e0, della mancanza di ortodossia delle tesi da loro sostenute e delle affermazioni da loro reiterate. Se i teologi avessero continuato a fare, invece della tanto decantata &quot;svolta antropologia&quot;, conciliare e post-conciliare, quello che, con intelligenza e umilt\u00e0, i loro predecessori hanno sempre fatto, e cio\u00e8 aiutare la fede con il sostegno della ragione, invece di adoperare la ragione per mettere in crisi la fede dei cristiani, forse certe aberrazioni nei comportamenti individuali sarebbero ora meno frequenti, o, se non altro, meno sfacciate. E se certi vescovi della contro-chiesa modernista avessero dedicato meno tempo a compiacere i gusti e gl&#8217;indirizzi del &quot;mondo&quot;, minimizzando il senso del peccato e la responsabilit\u00e0 morale dell&#8217;uomo, banalizzando il problema del male, negando l&#8217;esistenza del giudizio e dell&#8217;inferno, e dileggiando la credenza nel diavolo, e la pratica dell&#8217;esorcismo; se costoro, invece di cavalcare le peggiori temerariet\u00e0 dottrinali, al limite dell&#8217;eresia, e anche oltre, avessero posto maggior cura nella formazione e nella sorveglianza del clero, e maggior pazienza e umilt\u00e0 nella istruzione cristiana dei fedeli, a cominciare dalle pi\u00f9 giovani generazioni, forse non sarebbero poi cos\u00ec frequenti fenomeni come don Rock o come il parroco a luci rosse, di cui tutta Italia parla, e di cui la Chiesa cattolica ha ben motivo di arrossire e vergognarsi.<\/p>\n<p>Se una morale si pu\u00f2 ricavare da questa brutta vicenda, \u00e8 che bisogna smetterla di seminare vento, di incoraggiare e accarezzare le tendenze proprie della secolarizzante, i cui venti soffiano ormai da molto tempo non solo nella societ\u00e0 profana, ma anche all&#8217;interno della Chiesa cattolica. \u00c8 da molto tempo, infatti, che il maggior pericolo per la Chiesa non viene dal di fuori di essa, ma dal di dentro: viene da quella cattiva teologia, mondanizzata e relativista, che tende ad annacquare la seriet\u00e0 (e la severit\u00e0) del Vangelo, con formule vaghe, che sono cattoliche solo in apparenza, ma in realt\u00e0 sono la negazione della Parola di Cristo, e mirano a scardinare la Chiesa dalle sue stesse basi, seminando ovunque un clima d&#8217;ipercritica e di libera interpretazione delle Scritture, nonch\u00e9 di disprezzo e rifiuto nei confronti della sacra Tradizione: che \u00e8, non lo si dimentichi mai, l&#8217;altra colonna su cui poggia la roccia della Rivelazione. Se codesti teologi, cardinali e vescovi modernisti vogliono interpretare liberamente le Scritture, bene, che lascino la Chiesa cattolica e si facciamo protestanti: che problema c&#8217;\u00e8? Se il cattolicesimo non va loro pi\u00f9 bene, se si sono stancati di esso, se ritengono che Lutero e Calvino avessero ragione, allora che se ne vadano ed entrino a far parte di una delle decine di chiese e di sette protestanti, ce ne sono tantissime, vi \u00e8 solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Se, viceversa, vogliono restare nella Chiesa cattolica, allora la smettano di seminare dottrine ambigue e semi-eretiche; la smettano di tentare la buona fede dei credenti; e cessino, una buona volta, di dare scandalo stravolgendo la lettera e lo spirito della Parola di Dio, per introdurre e scusare uno spirito di tolleranza e permissivismo che non \u00e8 cristiano, non \u00e8 cattolico, non \u00e8 evangelico. Quando mai Ges\u00f9 ha incoraggiato anche solo minimamente il permissivismo e il relativismo? Quanto al relativismo, ha detto che non cadr\u00e0 neanche uno <em>iota<\/em> dalla Legge, <em>iota unum<\/em>; e quanto al permissivismo, ha detto: <em>Se il tuo occhio ti \u00e8 motivo di scandalo, cavatelo; e se il tuo piede ti \u00e8 motivo di scandalo, taglialo.<\/em> Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec. Se c&#8217;\u00e8 chi non vuol capire, avr\u00e0 i suoi secondi fini&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Certo che l&#8217;ha combinata proprio grossa, don Andrea Contin, quarantottenne prete padovano, parroco della chiesa di San Lazzaro; delle sue orge a luci rosse, della sua<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,236],"class_list":["post-26672","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26672"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26672\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}