{"id":26664,"date":"2018-03-21T12:41:00","date_gmt":"2018-03-21T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/21\/lampada-per-i-miei-passi-e-la-tua-parola\/"},"modified":"2018-03-21T12:41:00","modified_gmt":"2018-03-21T12:41:00","slug":"lampada-per-i-miei-passi-e-la-tua-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/21\/lampada-per-i-miei-passi-e-la-tua-parola\/","title":{"rendered":"Lampada per i miei passi \u00e8 la tua Parola"},"content":{"rendered":"<p><em>Lampada per i miei passi \u00e8 la tua parola, luce sul mio cammino<\/em>: questi versetti del salmo biblico (119, 105) mi risuonano alla mente mentre dirigo i miei passi verso la chiesetta di San Rocco, nel minuscolo borgo in riva al lago, nell&#8217;ora del tramonto invernale che gi\u00e0 imbrunisce le superfici. \u00c8 un piccolo lago prealpino, stretto nella piega dei monti, le sponde meravigliosamente verdeggianti nella bella stagione, ora avvolte in un velo di nebbia, le acque strette nella morsa del ghiaccio. Le vette sono nascoste in una coltre di foschia, mentre il sole al tramonto getta un ultimo guizzo di luce sulla porta della chiesetta che, come so prima ancora di spingerla, \u00e8 sempre aperta. Non c&#8217;\u00e8 nulla da rubare, e poi questa borgata di sei o sette case, in parte abitate da stranieri, \u00e8 come se fosse alla fine del mondo: la strada termina qui e incomincia subito il bosco, col sentiero di sassi che corre tutto intorno al lago, lungo la sponda; nessuno potrebbe arrivare e ripartire velocemente, anzi, \u00e8 quasi impossibile arrivare fin qui con la macchina, per la mancanza di spazio fra i vecchi muri e i cortili invasi dalla vegetazione. Meglio fermarsi prima e lasciare l&#8217;automobile all&#8217;imbocco del borgo, dopo il ponte, non lungi dalla centrale idroelettrica.<\/p>\n<p>La piccola chiesa \u00e8 stata costruita su un rialzo del terreno, meno di un poggio, pi\u00f9 di un semplice dislivello; \u00e8 circondata da un minuscolo giardino e vi si accede per alcuni scalini fra due muretti di pietra, dopo aver varcato un cancelletto di ferro.\u00a0 \u00c8 un edificio semplicissimo, non antico e privo di qualunque interesse storico o artistico, risalente al XIX secolo; niente a che fare con la torre longobarda, forse romana, e con la chiesa dalla fondazione altomedievale che s&#8217;innalza sulla riva dell&#8217;altro lago, quello che si apre pi\u00f9 a valle, il secondo di una serie di tre. All&#8217;interno, silenzio, come in un mondo ovattato e un po&#8217; misterioso, quasi assorto: lo spazio ottagonale \u00e8 modesto, ma non trasmette alcun senso di angustia; disadorno, pressoch\u00e9 spoglio, e tuttavia ordinato e pulito. Evidentemente, c&#8217;\u00e8 qualche buona persona che se ne occupa, almeno quanto basta a mantenerlo in condizioni accettabili. Le pareti sono solide e spesse, come quelle delle case di campagna e delle stalle, fatte per trattenere il calore nei mesi invernali e per respingerlo all&#8217;esterno in quelli estivi. Pochissimi arredi, niente di valore: un altare di legno, una bianca tovaglia su cui \u00e8 posato un vaso di ciclamini; quattro banchi e alcune sedie per i pochissimi fedeli, perch\u00e9 qui non si dice mai la Messa, perfino nella parrocchiale la Messa domenicale \u00e8 stata soppressa; le pareti spoglie intonacate di bianco, il nudo pavimento, il soffitto da cui pende una lampada in ferro battuto; una pala di modestissima fattura, dietro l&#8217;altare, ma vecchia d&#8217;un buon paio di secoli: San Rocco con il cane che gli reca la pagnotta fra i denti, dove si posa l&#8217;ultima luce del giorno morente, entrando dalla finestra dai vetri gialli; qualche lampada di cera sull&#8217;apposito sostegno metallico; una minuscola sacrestia con un vecchio armadio e che, ormai, non viene pi\u00f9 utilizzata da nessuno. Mezzo secolo fa, quando la borgata era pi\u00f9 popolosa e tutti i paesini della valle vivevano l&#8217;ultimo periodo di vitalit\u00e0 economica e demografica &#8212; c&#8217;era perfino la fermata della stazione ferroviaria, sull&#8217;altra sponda del lago, sulla linea a binario unico che si apre la strada verso il passo, a forza di gallerie; e una minuscola edicola di giornali per i viaggiatori che prendevano il treno &#8212; il prete ci veniva, in questa chiesetta. C&#8217;erano preti in abbondanza, allora; e il seminario vescovile, una dozzina di chilometri a valle, era frequentato da alcune decine di ragazzi. Altri tempi. Ora chiss\u00e0 da quanto un sacerdote non varca pi\u00f9 questa soglia, a eccezione di una sola volta l&#8217;anno: nella ricorrenza di San Rocco, il giorno dopo Ferragosto.<\/p>\n<p>Lascio correre lo sguardo fra i banchi, lungo le pareti, poi sulla superficie della pala polverosa, infine sulla statua di legno della Madonna, anch&#8217;essa di poco o nessun pregio, e torno col pensiero a quel tempo, che non \u00e8 poi cos\u00ec lontano, ma che pare inghiottito nelle profondit\u00e0 dei secoli, misurando l&#8217;ampiezza delle cose sopravvenute: lo spopolamento e l&#8217;impoverimento dell&#8217;Italia, l&#8217;abbandono della montagna, la secolarizzazione, la crisi delle vocazioni, l&#8217;affievolimento e il progressivo spegnersi del sentimento religioso; e, quel che \u00e8 peggio di tutto, lo snaturamento della dottrina da parte di un clero progressista e modernista che vuol reagire alla fuga dalla Chiesa gettando via da un canto duemila anni di Tradizione e di Magistero, e strizzando l&#8217;occhio furbescamente &#8212; misera furbizia, invero &#8211; al mondo moderno, ai suoi falsi miti, ai suoi idoli e ai suoi feticci, alla sua pretesa di esaltare l&#8217;uomo, i suoi diritti a senso unico, compreso quello di ricevere i Sacramenti anche in stato di peccato morale, e quello, se possibile ancor pi\u00f9 sacrilego, di guadagnare la salvezza eterna senza merito alcuno. E un profondo senso di malinconia mi s&#8217;insinua nell&#8217;anima, insieme al freddo della sera che avanza.<\/p>\n<p>Ecco, ora il sole \u00e8 scomparso e la luce si \u00e8 spenta; nel piccolo locale scendono le ombre della notte. San Rocco, con la sua barba bianca, il suo mantello e la sacca da viaggio, scivola silenziosamente nell&#8217;oscurit\u00e0, insieme al cane con la pagnotta fra i denti. Mi volgo e torno fuori, nell&#8217;aria umida di marzo; getto un ultimo sguardo all&#8217;edificio sacro che ha conosciuto tempi migliori, al campanile, al muretto che cinge il minuscolo spazio esterno, all&#8217;ombra degli alberi; apro e richiudo il cancello di ferro e mi ritrovo davanti alle vecchie case di pietra, con i ciuffi dell&#8217;erba che cresce fra i sassi qua e l\u00e0, e che paiono uscite da una cartolina dell&#8217;Ottocento, o meglio, da un vecchio Presepe artistico, fatto di legno, gesso e terracotta. C&#8217;\u00e8 persino una fontana con la vasca in pietra, entro cui sgorga, freschissima, l&#8217;acqua dal fianco della montagna. \u00c8 quasi incredibile che esistano ancora degli angoli come questo, dove il tempo sembra essersi fermato; molti abitanti delle citt\u00e0, probabilmente, non ne immaginano neppure l&#8217;esistenza. Penso a quando la borgata era relativamente popolosa, e non c&#8217;erano, come adesso, case vuote e abbandonate, che vanno lentamente in rovina; a quando erano tutte famiglie italiane, nate e vissute in questi luoghi, mentre ora molte sono straniere, provenienti da altre culture, da altre civilt\u00e0; e a quando anche la piccola chiesa, la domenica, doveva essere affollata di fedeli, anche se i battesimi, le comunioni e i matrimoni, senza dubbio, venivano officiati non qui, ma nella parrocchiale del borgo principale, sull&#8217;altra sponda del lago, o addirittura in citt\u00e0, antichissima sede episcopale. Le loro preghiere sono salite al cielo per tante generazioni, insieme al fumo dell&#8217;incenso; e la visione della vita, i valori, gli insegnamenti della religione cattolica hanno forgiato quelle persone, di padre in figlio, nel corso dei secoli, attraverso guerre, carestie, terremoti, dando loro la forza di andare avanti, di lavorare la terra e procurarsi onestamente il pane, di creare delle famiglie, di allevare dei figli, di passare il testimonio ai nipoti. Valori come la<em>\u00a0pietas\u00a0<\/em>verso Dio, la famiglia, la patria; come l&#8217;onest\u00e0, la laboriosit\u00e0, la perseveranza, la solidariet\u00e0. Gli uomini non erano mai del tutto soli: avevano il Padre celeste, e, sulla terra, dei parenti, degli amici, delle figure sagge alle quali rivolgersi nei momenti difficili. Certo non si rivolgevano allo psicanalista o all&#8217;assistente sociale; semmai pregavano e facevano un voto alla Madonna. Le donne non riuscivano ad avere un figlio? Si rivolgevano a Maria Vergine e a san Giuseppe. Le madri vedevano il figlio, alpino, partire per la guerra? Lo affidavano all&#8217;Angelo custode. Le cose avevano un senso: la famiglia, il lavoro, il risparmio, anche lo svago: tutto, dalla nascita alla morte, era illuminato dall&#8217;amore e dal timor di Dio.<\/p>\n<p>Non che quegli uomini e quelle donne fossero dei santi; erano spesso, invece, dei peccatori: bevevano, bestemmiavano, violavano i comandamenti: per\u00f2 sapevano di essere peccatori, si pentivano, si confessavano, chiedevano perdono e facevano la pace con Dio. Non accampavano scuse per giustificarsi, neanche la pi\u00f9 ovvia: la povert\u00e0. Si prendevano sulle spalle il carico delle loro colpe; e poi, quando era troppo pesante per le loro forze, aprivano il cuore a Dio per ricevere il suo perdono. Forse ricadevano nel peccato; non erano dei santi: ma non baravano al gioco, non spacciavano il male come bene, n\u00e9 denigravano il bene come male. Non erano ancora infettati dalla peste del relativismo; non si costruivano alibi per i loro fallimenti, l&#8217;inconscio, l&#8217;educazione ricevuta, la figura autoritaria del padre, i traumi infantili e tutte le altre balle della cultura moderna, vittimista e paurosa di qualsiasi assunzione di responsabilit\u00e0 verso le proprie azioni. Sapevano che c&#8217;\u00e8 un giusto giudice, gi\u00e0 in questa vita: la vita stessa; e che per meritare la stima dei parenti e degli amici c&#8217;\u00e8 una sola maniera sicura, rigare dritto; il resto sono solo chiacchiere, e non conta nulla. E penso a quale immenso beneficio, quale immenso sollievo, quale immenso conforto \u00e8 stato, per tutti quegli uomini, i nostri nonni, i nostri genitori, possedere l&#8217;amore e il timore di Dio, farsi piccoli davanti a Lui. Ora le cose sono cambiate, l&#8217;uomo non vuole pi\u00f9 sentirsi piccolo, n\u00e9 peccatore; non sa cosa sia il timor di Dio, anche perch\u00e9 non vuole\u00a0 avere alcun dio sopra di s\u00e9: il suo dio \u00e8 il suo ventre, il suo portafoglio, il potere che riesce a esercitare sugli altri. Ma non \u00e8 pi\u00f9 felice e nemmeno pi\u00f9 in pace con se stesso e con il prossimo, di quanto lo fossero i nostri nonni; ed \u00e8 terribilmente, insopportabilmente solo. Dispone di molte cose, di molte pi\u00f9 cose dei suoi antenati, e di una sofisticata tecnologia; ma ha perduto se stesso.<\/p>\n<p>Mentre mi avvio nella sera di questo inverno che pare non voler pi\u00f9 finire, mi risuonano alla mente le parole del salmista:<\/p>\n<p><em>Lampada per i miei passi \u00e8 la tua parola, \/ luce sul mio cammino. \/ Ho giurato, e lo confermo, \/ di seguire i tuoi precetti di giustizia. \/ Sono stanco di soffrire, Signore, \/ dammi vita secondo la tua parola. \/ Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, \/ insegnami i tuoi giudizi. \/ La mia vita \u00e8 sempre in pericolo, \/ ma non dimentico la tua legge&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Ripenso alle chiese della mia infanzia: da quella del ricordo pi\u00f9 antico, il santuario dell&#8217;isola di Barbana, immerso in un giardino simile al Paradiso terrestre, ma quasi perso nella nebbia del tempo, fino a quella che ho visto per ultima, prima di lasciare per sempre la terra natia, la pieve di San Lorenzo a Sauris di Sopra, sospesa come una nuvola sulla valle, a oltre millequattrocento metri d&#8217;altezza, con il suo campanile dal tetto acutissimo, in stile austriaco, slanciato dritto verso il cielo; e nel mezzo, anche geografico, la cattedrale bellissima della citt\u00e0 natale, che tutti chiamano semplicemente il duomo, dedicata a Santa Maria Annunziata, nella cui parrocchia ho ricevuto quella formazione cristiana che, una volta impressa, non se ne va pi\u00f9, per quanto le vicende della vita possano poi condurci fino ai lidi pi\u00f9 lontani, in tutti i sensi della parola &quot;lontano&quot;. Quanto tempo \u00e8 passato. Cosa strana, ora \u00e8 giunto l&#8217;impensabile: il giardino si \u00e8 coperto di rovi, la fonte si \u00e8 disseccata, la luce si sta spegnendo velocemente. Gli uomini d&#8217;oggi sono pieni di dubbi, di lacerazioni, di rimorsi, e avrebbero pi\u00f9 che mai bisogno di essere confortati, riscossi, restituiti alla retta via; avrebbero pi\u00f9 che mai bisogno di sentire dal clero le parole di ieri, di sempre, le Parole del Vangelo, nella loro perenne validit\u00e0, limpide, forti, incuranti del tempo e delle mode; avrebbero pi\u00f9 che mai bisogno di un clero fedele, che custodisce il Deposito della fede, senza nulla aggiungere, perch\u00e9 presumere di aggiungere, di cambiare, di migliorare, equivale a tradire, equivale a non aver capito nulla, a non aver fiducia nei piani eterni di Dio, e volersi sostituire ad essi, anteporre ad essi la saggezza umana, pensando &#8212; miserabile e ridicola superbia &#8212; che se non si &quot;aggiorna&quot; il Vangelo, gli uomini d&#8217;oggi non vorranno ascoltarlo. Mille volte sciocchi, mille volte pazzi: codesti neopreti modernisti credono forse che fosse cosa pi\u00f9 facile predicarlo al tempo di Ges\u00f9? O ai tempi di san Paolo? O al tempo dei martiri, quando gli imperatori pagani si divertivano a trasformare i corpi dei cristiani in torce umane, per illuminare il buio della notte, oppure a gettarli fra i denti delle belve feroci, per il sollazzo del popolaccio assetato di sangue umano? O magari credono che sia facile essere cristiani in tanti luoghi del mondo d&#8217;oggi, dove basta essere sorpresi con il Vangelo fra le mani per finire, nel migliore dei casi, in una prigione? Possibile non abbiano ancora capito, dopo duemila anni, che la forza del Vangelo \u00e8 nella sua apparente debolezza, ma soprattutto nella sua coerenza cristallina; e che esso \u00e8 capace di smuovere le montagne, purch\u00e9 coloro i quali lo annunziano non dubitino mai, neppure per un istante, che Dio li sorregger\u00e0 attraverso qualsiasi prova, e che mai si deve scendere a patti con lo spirito del mondo, mai bisogna tacere e voltar la testa dall&#8217;altra parte davanti a ci\u00f2 che offende Dio e la stessa legge naturale, come il divorzio, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, le oscene unioni omosessuali e perfino l&#8217;adozione di bambini da pare di simili coppie?<\/p>\n<p>Eppure, anche ieri, il signor Bergoglio ha parlato in tutt&#8217;altro modo, e proprio ai giovani, ai ragazzi, agli adolescenti, a quelli che pi\u00f9 di tutti avrebbero necessit\u00e0 di udire parole di verit\u00e0, di certezza, di orientamento nel caos dilagante. Si \u00e8 rivolto a trecento di essi, giunti a Roma da ogni parte del mondo per udire la parola del pastore della Chiesa cattolica, in vista del sinodo dei giovani, e li ha invitati a pregare <em>ognuno nella propria fede, nel proprio dubbio, in quello che ha nell&#8217;anima, pensi a Dio, pensi al bisogno di Dio, pensi al dubbio che ha, se Dio c&#8217;\u00e8, pensi alla propria coscienza e chieda la benedizione e la bont\u00e0 su tutti noi<\/em>. Ma la benedizione di chi, di quale dio? E la bont\u00e0 \u00e8 una cosa che si chiede, come i protestanti chiedono la fede, o che si cerca di praticare, come i cattolici cercano di praticare le opere buone? Sta parlando il papa dei cattolici, o un vescovo luterano? Ancora parole oscure, parole confuse, parole che seminano dubbi, che li accrescono, che scavano come tarli nelle poche certezze che ancora si hanno; parole che non dissetano, n\u00e9 sfamano, ma aumentano la sete e la fame; che non orientano, ma acuiscono il senso di smarrimento. Parole di relativismo, di soggettivismo, di laicismo: interrogare la propria coscienza, restare nei propri dubbi, fare perno su ci\u00f2 che si ha nell&#8217;anima, qualunque cosa sia, qualunque fede, o anche l&#8217;assenza di fede, va bene tutto, il giudaismo, l&#8217;islamismo, il buddismo, o anche l&#8217;ateismo: qualsiasi cosa, \u00e8 tutto buono, tutto genuino, tutta merce di prima scelta. Ancora una volta non ha parlato come il papa della Chiesa cattolica, n\u00e9 come il vescovo di Roma, ma come un gran maestro della massoneria. Non ha detto che la salvezza viene da Ges\u00f9 Cristo e soltanto da Ges\u00f9 Cristo, non \u00e8 stato fedele al Vangelo, nel quale si dice: <em>Nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me<\/em>, e ancora: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. Vuol cambiare il Vangelo, il signor Bergoglio? Vuol farci dono del quinto e definitivo vangelo, quello scritto di suo pugno, pi\u00f9 carino, pi\u00f9 inclusivo, pi\u00f9 aperto e dialogante verso i non cattolici? Benissimo: ma questo non \u00e8 pi\u00f9 il cattolicesimo; non \u00e8 pi\u00f9 la nostra religione; non \u00e8 pi\u00f9 la Parola di Ges\u00f9. Bisogna che ci\u00f2 sia chiaro, che lo comprendano tutti. O si \u00e8 seguaci di Ges\u00f9 Cristo, oppure del signor Bergoglio e della sua falsa chiesa, che vuol portare nell&#8217;apostasia milioni di fedeli, <em>senza che se ne rendano neppur conto<\/em>.<\/p>\n<p>Mentre lascio la minuscola borgata e mi avvio sulla strada del ritorno, ripenso a tutte queste cose e stringo i denti: no, non glielo permetteremo. Non lasceremo che questo clero infedele falsifichi la Parola di nostro Signore. Grideremo al tradimento finch\u00e9 avremo un po&#8217; di fiato in gola; metteremo le anime in guardia, anche se riceveremo solo insulti e calunnie. Come aveva risposto san Pietro, rivolgendosi ai sacerdoti di Gerusalemme i quali gli avevano ordinato di non predicare pi\u00f9 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo? <em>Si deve piacere a Dio piuttosto che agli uomini<\/em>. Ecco, la Verit\u00e0 del Vangelo si \u00e8 nascosta sotto la superficie, come le acque di questo lago, che sono assai profonde, ma che, sotto la coltre di ghiaccio, paiono essere morte, paiono essere scomparse. Presto verr\u00e0 la primavera e il tepore scioglier\u00e0 il ghiaccio, e le acque riappariranno, tremolando nella brezza del mattino: noi ora non possiamo vederle, ma esse sono sempre l\u00ec, fedeli a se stesse, alle montagne, ai boschi, al cielo e alle stelle. Anche la parola di Dio \u00e8 fedele: che nessuno ne dubiti. <em>Ed ecco<\/em>, dice Ges\u00f9, <em>io sono con voi ogni giorno, sino alla fine del mondo<\/em>. Non dice: <em>io sar\u00f2 con voi<\/em>, ma dice: <em>io sono con voi<\/em>. Usa il presente per dare maggior forza alle sue Parole. Come potremmo dubitare di una simile promessa, uscita dalle labbra stesse del divino Maestro? Lampada per i nostri passi \u00e8 la tua Parola, o Signore, Ges\u00f9 Cristo, Verbo incarnato, nostro Salvatore e Redentore, Tu che sei morto e risorto per amore nostro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lampada per i miei passi \u00e8 la tua parola, luce sul mio cammino: questi versetti del salmo biblico (119, 105) mi risuonano alla mente mentre dirigo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,236,245],"class_list":["post-26664","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26664\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}