{"id":26637,"date":"2023-01-08T08:07:00","date_gmt":"2023-01-08T08:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/01\/08\/la-via-fiorita\/"},"modified":"2023-01-08T08:07:00","modified_gmt":"2023-01-08T08:07:00","slug":"la-via-fiorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/01\/08\/la-via-fiorita\/","title":{"rendered":"La via fiorita"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 sempre lieta e fiorita la via cha dobbiamo percorrere dalla nascita alla morte; a volte \u00e8 spinosa, irta di cardi e sassi aguzzi, umida e scivolosa.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 la sola specie vivente che abbia ricevuto un dono straordinario, che quasi gliela fa raddoppiare. Non solo una vita da vivere, ma anche una vita da osservare, da giudicare, della quale stupirsi.<\/p>\n<p>Fino a quando la religione \u00e8 stata un fattore vitale, tutti ne eravamo consapevoli: non c&#8217;era azione che non fosse seguita da una riflessione, n\u00e9 decisione che non fosse accompagnata da un&#8217;attenta valutazione; e la giornata si concludeva con piccolo esame di coscienza.<\/p>\n<p>Oggi sono pochissime le persone che osservano e valutano la propria vita, anche indipendentemente dal fattore religioso. Sono talmente proiettate nel presente che non avanza loro tempo per osservare, n\u00e9 se stesse, n\u00e9 il mondo.<\/p>\n<p>Eppure, sapersi osservare \u00e8 un grande privilegio. Guardarsi dentro onestamente, senza barare al gioco; non osservarsi per apprendere la triste arte di camuffarsi meglio. Al contrario, per mettersi sempre pi\u00f9 a nudo dinanzi a se stessi.<\/p>\n<p>Attenzione. Non stiamo parlando della tendenza all&#8217;introspezione esasperata, morbosa, delirante, che paralizza la vita e rende simili all&#8217;<em>uomo del sottosuolo<\/em> di Dostoevskij. Stiamo parlando della sana e normale capacit\u00e0 di guardarsi, valutarsi e ponderare adeguatamente prima d&#8217;intraprendere una decisione.<\/p>\n<p>E soprattutto della capacit\u00e0, tipica dell&#8217;infanzia, e che raramente sopravvive nell&#8217;adulto, di stupirsi, di provare l&#8217;esaltante sentimento della meraviglia. Stupirsi di una cosa equivale a raddoppiarla, triplicarla, moltiplicarla all&#8217;infinito: scoprire che non \u00e8 mai la stessa, non \u00e8 mai prevedibile, ma sempre ci riserva la possibilit\u00e0 d&#8217;infinite sorprese. E che questa potenzialit\u00e0 risiede in noi, non in lei.<\/p>\n<p>Non \u00e8 quella vecchia casa di periferia col suo giardino rinselvatichito ad incantarci, ma le mille possibilit\u00e0 che l&#8217;immaginazione prende a pretesto da essa per sollecitare con la fantasia il nostro senso dell&#8217;avventura. E non \u00e8 quel soldatino di piombo, di terracotta o di plastica dipinta, che ora, infatti, ritrovato in un vecchio scatolone, ci dice ben poco: sono le cento storie delle quali pu\u00f2 essere protagonista, mentre l&#8217;erba del prato \u00e8 divenuta una savana e la siepe di bosso una impenetrabile foresta verticale. E come mai una scatola di burattini pu\u00f2 diventare lo scrigno magico dal quale fuoriescono storie, personaggi, brividi ed emozioni all&#8217;infinito?<\/p>\n<p>Siamo noi a fare la differenza fra la via fiorita e la via squallida e banale: perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 squallore o banalit\u00e0 quotidiana che possano tener lontani i colori del cielo, la forma delle nuvole, e quel respiro di terra nuova che si leva in primavera, dopo la pioggia; o quel presentimento dell&#8217;inverno che sta per finire e che presto la terra si risveglier\u00e0, frustandoci amabilmente il viso con le ultime ventate che hanno gi\u00e0 in s\u00e9 il profumo fresco delle cose nuove.<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;immaginazione aiuta, ma non basta. Le spine ci sono. Ci sono le care cose di un tempo, che se ne vanno ad una ad una; e anche le persone. I nonni per primi, poi i genitori, qualche volta i fratelli e gli amici se ne vanno, non si sa bene dove, per il loro lungo viaggio solitario, dove neppure tutto il nostro amore li pu\u00f2 accompagnare. L&#8217;ultimo saluto ai loro volti freddi, ormai distaccati, che gi\u00e0 guardano altrove e che mai pi\u00f9 ci potranno rispondere, non fisicamente almeno, \u00e8 l&#8217;esperienza pi\u00f9 amara in assoluto nel corso di un cammino che mai ad alcuno, neanche ai pi\u00f9 fortunati, pu\u00f2 risparmiare simili prove, magari precedute dal dolore impotente di vederli soffrire a lungo, senza poter fare nulla per dar loro sollievo.<\/p>\n<p>Poi ci sono le delusioni, i tradimenti, le aspettative mancate, i sogni irrealizzati, i desideri inespressi e mai giunti a rivelarsi apertamente. Le parole necessarie che non furono mai dette. I gesti indispensabili che non vennero compiuti; neppure i pi\u00f9 semplici ed essenziali. I sorrisi negati, gli sguardi vuoti ed assenti, i silenzi ingrati, carichi d&#8217;indifferenza. A volte, fermandosi a ricapitolare i momenti essenziali della propria vita interiore &#8212; lasciamo perdere quella pubblica, che pu\u00f2 essere falsamente brillante, come un gioiello contraffatto &#8212; ci si accorge di quante note stonate, di quante risposte inadeguate, di quante banali forme di superficialit\u00e0 ed egoismo \u00e8 intessuta. Di quante volte ci siamo avvicinati al dunque, o almeno abbiamo sfiorato, forse senza saperlo n\u00e9 vederlo chiaramente, al centro del nostro cuore, dei nostri veri sentimenti, del nostro profondo bisogno d&#8217;essere illuminati dalla grazia divina. E di quante occasioni abbiamo mancato, quanti appuntamenti col destino abbiamo sprecato; quanto spesso ci siamo comportati come piccoli, astuti topolini eternamente ghiotti di formaggio, ma egoisti, ma vili, sempre pronti a lasciare la nave al primo indizio che forse potrebbe affondare; sempre tutti presi dai casi nostri, dalle nostre vanit\u00e0 piccole e grandi, dalle nostre ambizioncelle, dalla nostra puerile smania di apparire, di far colpo, di sembrare pi\u00f9 di quel che siamo, di valere ben pi\u00f9 di quanto in realt\u00e0 valiamo; di apparire pesanti come l&#8217;oro e invece di essere cos\u00ec leggeri, cos\u00ec dozzinali, da restare sempre a galla, su qualunque onda, come latte di plastica.<\/p>\n<p>Eppure la strada \u00e8 fiorita, \u00e8 sempre fiorita, se noi alla fine ne impariamo il segreto: che \u00e8 quello di gettar via il superfluo, di lasciar andare tutta la zavorra, e di concentrarci esclusivamente sull&#8217;essenziale. L&#8217;essenziale \u00e8 l&#8217;amore di Dio che ci brucia il cuore e ci richiama continuamente sulla via fiorita, anche quando noi, accecati dalla nostra follia, ce ne allontaniamo per percorrere i viali ampi ed invitanti della perdizione, sedotti e ingannati da mille fantasmi, da mille false apparizioni, presi all&#8217;amo come stupidi pesciolini dall&#8217;esperto e spietato pescatore, che se ne sta sempre l\u00ec, sulla riva, ci alletta coi suoi sorrisi e le sue false promesse, e non aspetta altro che di trascinarci alla rovina. E quante volte abbiamo ignorato i buoni insegnamenti delle persone care e di quelle che erano migliori di noi; le abbiamo perfino derise, ci siamo permessi di mancar loro di rispetto quando avremmo dovuto gettarci ai loro piedi, con il cuore colmo di gratitudine, e far tesoro di ogni loro parola. E quante volte siamo stati ciechi e sordi ai suggerimenti, alle implorazioni dell&#8217;Angelo Custode; quante volte abbiamo perfino disprezzato la voce dei Santi, della Vergine dolcissima, del Signore Ges\u00f9. Troppo gonfi di sapienza mondana, di brame carnali, di avarizia e d&#8217;invidia; talmente sovraccarichi di miraggi da non vedere pi\u00f9 la differenza con le cose reali, con la giusta rotta da seguire.<\/p>\n<p>La strada fiorita \u00e8 sempre stata qui, davanti ai nostri piedi: gli Angeli del Signore ce l&#8217;hanno preparata fin dall&#8217;istante del nostro concepimento. Quando siamo nati, da nove mesi essi erano impegnati a coltivarla, irrigarla, togliere da essa il pi\u00f9 piccolo sasso sul quale avremmo potuto inciampare e cadere. Non che cadere sia un male, in s\u00e9 e per s\u00e9: anzi, \u00e8 proprio dalle cadute che s&#8217;impara a camminare meglio, e a fare pi\u00f9 attenzione nel porre avanti il piede. Ma neppure vivere cadendo di continuo \u00e8 una cosa che va bene. Noi dobbiamo imparare a non cadere, non dobbiamo ruzzolare in terra ogni volta con la scusa della nostra fragilit\u00e0. Perch\u00e9 \u00e8 vero che siamo fragili, ma la nostra fragilit\u00e0 ci \u00e8 stata data affinch\u00e9 impariamo a misurare le nostre forze, a non voler fare il passo pi\u00f9 lungo della gamba. La nostra fragilit\u00e0 non deve diventare un alibi, una scusante per ogni genere d&#8217;imprudenza.<\/p>\n<p>Il nostro destino non \u00e8 quello di cadere di continuo; n\u00e9 di lamentarci e piangerci addosso; e neppure quello di rimandare eternamente le scelte giuste, di scansare sistematicamente i fastidi inevitabili e necessari, di aggirare ogni difficolt\u00e0 o scappare davanti ad essa; e meno che mai quello di scaricare i nostri pesi sugli altri, i nostri doveri sugli altri, e gravare le spalle degli altri con tutti i fardelli di ci\u00f2 che a noi in realt\u00e0 non serve, ma da cui non vogliamo n\u00e9 sappiamo liberarci, come bambini capricciosi e viziati. Il nostro destino non \u00e8 quello di compatirci o di farci compatire, n\u00e9 di cercare qualche Cireneo al quale gettare addosso la nostra croce, perch\u00e9 ciascuno ha gi\u00e0 la propria da portare, ed \u00e8 un peso pi\u00f9 che sufficiente per stancare le forze anche dei pi\u00f9 robusti. Dobbiamo imparare a stringere i denti e a portare la nostra croce in silenzio; se possibile, addirittura col sorriso. Vi sono persone dall&#8217;animo semplice, ma generoso, che ne sono capaci, anche per tutta la vita; perch\u00e9 non dovremmo provarci anche noi?<\/p>\n<p>Certo, non con le nostre sole forze.<\/p>\n<p>Le nostre forze valgono poco: sono calibrate per questo mondo materiale, cio\u00e8 per gli sforzi di minore importanza. Sforzi che, non di rado, la tecnologia pu\u00f2 risolvere al posto nostro: segno che non si tratta di chiss\u00e0 quali impegni, anche se si trattasse di estrarre in istante la radice quadrata di un numero di ottomila cifre.<\/p>\n<p>La cosa peggiore che possa capitare \u00e8 quella di non riconoscere pi\u00f9 affatto la strada fiorita, di percepirla come un tunnel buio e angoscioso, con gli angoli tutti storti e innaturali, come in un film espressionista. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere quando ci si lascia invadere interamente dalle forze del male. Allorch\u00e9 ci si trova in quello stato, alla loro merc\u00e9, il vero diventa falso e la menzogna appare veritiera; anche il brutto diventa bello e viceversa. L&#8217;\u00ecanima \u00e8 immersa in una tale confusione ed \u00e8 in preda a suggestioni cos\u00ec innaturali da ritenere, per trovare una qualche forma di sollievo al suo profondo malessere, di doversi inoltrare sempre pi\u00f9 sulla strada ampia e comoda che porta all&#8217;inferno, e dove non ci sono fiori, perch\u00e9 ogni fiore \u00e8 il pensiero gentile di un piccolo angelo ed \u00e8 fiorito per allietare la via e ristorare le forze di quanti, pur camminando con i piedi piagati per la stanchezza, sono diretti verso la luce.<\/p>\n<p>Il mondo del buon Dio \u00e8 un mondo di luce e di calore; per questo le forze del male si appiattiscono contro i muri, strisciano nei fossi, per tenersi nascoste, vergognose della loro orrenda laidezza che, se fosse vista in piena luce, farebbe fuggire terrorizzati anche i pi\u00f9 spavaldi. Purtroppo sono ormai molte le anime che si trovano in una simile condizione: sono schiere innumerevoli, forse addirittura la maggioranza. Fuorviate sin da giovani da abitudini sbagliate, abituate a vedere e giudicare il mondo alla rovescia, costruiscono la propria infelicit\u00e0 e la propria rovina giorno dopo giorno, come manzi avviati al mattatoio. E il contrasto fra la loro artificiale allegria, fra la loro spavalda brutalit\u00e0, e il destino verso cui sono dirette, forma un contrasto raccapricciante. \u00c8 penoso e angosciante non poter far niente per aiutarle; ma forse qualcosa si pu\u00f2 fare: pregare e non stancarsi di seminare buoni esempi. Ma le parole servono a poco, \u00e8 come se un muro di cemento armato le tenesse prigioniere, separate da noi; anche se urlassimo con tutta la nostra voce, probabilmente non ci udrebbero. Per\u00f2 un gesto pu\u00f2 essere pi\u00f9 eloquente di mille parole. Forse con tanti piccoli gesti d&#8217;amore si possono salvare molte di queste anime e sottrarle al loro destino, proprio quando sono ormai quasi sospese sull&#8217;abisso.<\/p>\n<p>\u00c8 giunto il tempo di parlar chiaro. Il mondo ha scelto le tenebre e rifiutato la luce. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per salvare il mondo, ma i figli delle tenebre non l&#8217;hanno voluto e continuano a rifiutarlo, a odiarlo, a combatterlo, dopo duemila anni. \u00c8 troppo tardi perch\u00e9 questa civilt\u00e0 demoniaca cambi strada; \u00e8 troppo tardi per recuperare il giusto orientamento. Le anime sono impazzite, ebbre di piaceri e di miraggi di felicit\u00e0 terrena, che conducono direttamente alla perdizione. Bisogna conservare un piccolo resto. Bisogna tornare a insegnare, a pregare, ad agire, a vivere come si viveva un tempo neanche tanto lontano, quello dei nostri nonni: con l&#8217;amore e il timore di Dio. Bisogna ricominciare a farsi l&#8217;esame di coscienza, a impegnarsi nel fare il bene, non mentire, non invidiare, non calunniare, non desiderare ci\u00f2 che \u00e8 degli altri, onorare il padre e la madre e render sempre grazie a Dio. Bisogna restare strettamente uniti a Lui, come la vite ai tralci: sono le sue parole, e le sue parole sono Parole di verit\u00e0 e di salvezza<\/p>\n<p>Dobbiamo dare i buoni esempi soprattutto ai bambini, rieducare i bambini spogliandoli delle cattive abitudini del consumismo e degli oggetti tecnologici diseducativi, che rubano loto l&#8217;anima, insieme alla creativit\u00e0 e all&#8217;immaginazione. I bambini. Non dobbiamo renderci complici di questo scempio. Dobbiamo proteggerli, sempre: dal concepimento in avanti. Ges\u00f9 amava i bambini perch\u00e9 sono la speranza del futuro.<\/p>\n<p>E ai discepoli che li sgridavano, perch\u00e9 correvano in frotta da Lui a farsi benedire, che forse era stanco per la faticosa giornata (<em>Mt<\/em> 19,13-15):<\/p>\n<p><em>^13^Allora gli furono portati dei bambini perch\u00e9 imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.\u00a0^14^Ges\u00f9 per\u00f2 disse loro: \u00abLasciate che i bambini vengano a me, perch\u00e9 di questi \u00e8 il regno dei cieli\u00bb.\u00a0^15^E dopo avere imposto loro le mani, se ne part\u00ec.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 sempre lieta e fiorita la via cha dobbiamo percorrere dalla nascita alla morte; a volte \u00e8 spinosa, irta di cardi e sassi aguzzi, umida<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[268],"class_list":["post-26637","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-virtu-di-speranza"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26637","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26637"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26637\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26637"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}