{"id":26634,"date":"2018-12-22T06:53:00","date_gmt":"2018-12-22T06:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/22\/la-verita-e-ricerca-e-grazia\/"},"modified":"2018-12-22T06:53:00","modified_gmt":"2018-12-22T06:53:00","slug":"la-verita-e-ricerca-e-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/22\/la-verita-e-ricerca-e-grazia\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 \u00e8 ricerca e grazia"},"content":{"rendered":"<p>Si parla della verit\u00e0; sempre di meno, in effetti. Ad ogni modo, quando se ne parla, lo si fa alla maniera della filosofia moderna: cio\u00e8 chiudendo ogni apertura metafisica e limitando rigorosamente la ricerca alla sola dimensione immanente, compreso il modo della ricerca, che deve essere conforme a tale premessa: deve escludere, cio\u00e8, nella maniera pi\u00f9 rigorosa, che qualche forma di conoscenza possa venire all&#8217;uomo da altro che se stesso. Ma questa, ovviamente, \u00e8 una contraddizione in termini: se noi cerchiamo la verit\u00e0, \u00e8 appunto perch\u00e9 sentiamo che ci manca; se gi\u00e0 l&#8217;avessimo, non la cercheremmo, perch\u00e9 la verit\u00e0 sarebbe in noi, e quindi la verit\u00e0 saremmo noi. Ma l&#8217;uomo non pu\u00f2 darsi da s\u00e9 quello di cui \u00e8 privo: se lo potesse, sarebbe Dio, e avrebbe solo bisogno di rendersene conto: allora i veli gli cadrebbero dagli occhi e potrebbe contemplare il vero, in perfetta trasparenza, entro di s\u00e9. Questa, per inciso, \u00e8 l&#8217;essenza della concezione buddista: non \u00e8 questo il luogo per discuterne; ci basta aver accennato che l&#8217;uomo ha bens\u00ec la nostalgia della verit\u00e0, ma non ha la verit\u00e0, perch\u00e9 non \u00e8 la verit\u00e0<\/p>\n<p>Nelle\u00a0<em>Quaestiones disputatae de Veritate\u00a0<\/em>di san Tommaso d&#8217;Aquino troviamo questo aureo passaggio (Quest. 24 art. 1):\u00a0<em>Fu conveniente che la bont\u00e0 divina ponesse la creatura pi\u00f9 sublime nel migliore dei luoghi; ora, \u00e8 collocato nel migliore dei luoghi ci\u00f2 che aderisce immutabilmente alla cosa migliore<\/em>.<\/p>\n<p>Meravigliosa chiarezza e lucidit\u00e0 del modo di ragionare di san Tommaso: il suo pensiero \u00e8 come una immensa miniera traboccante di pietre preziose; basta allungare la mano per coglierne una, quattro, dieci, cos\u00ec, come se fossero ciottoli di fiume; oppure, se si preferisce, \u00e8 come una immensa cattedrale dalle volte slanciate verso l&#8217;alto, dove ogni particolare concorre all&#8217;effetto prospettico dell&#8217;insieme: uno slancio dell&#8217;occhio verso la luce del presbiterio, uno slancio dell&#8217;anima verso Dio. Di qualunque argomento si tratti, ogni pagina di questo filosofo superbo distribuisce al lettore perle di speculazione, delle quali non si sa sede ammirare di pi\u00f9 il nitore cristallino del percorso speculativo o la perfetta definizione conclusiva della questione trattata, tale da appagare interamente, come la risoluzione di un problema geometrico, o come una sublime partitura musicale, sia la mente razionale sia il senso estetico. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una bellezza nel ragionamento come c&#8217;\u00e8 una bellezza nella contemplazione, cos\u00ec come c&#8217;\u00e8 una bellezza nell&#8217;arrampicarsi su per le montagne e c&#8217;\u00e8 una bellezza nell&#8217;ammirare il paesaggio maestoso, dall&#8217;alto, una volta giunti sulla cima innevata. La verit\u00e0, infatti, \u00e8 bella: la bellezza della verit\u00e0 non \u00e8 un modo di dire, \u00e8 l&#8217;espressione precisa di una verit\u00e0 fattuale.<\/p>\n<p>Osservate il viso di una persona che sta dicendo il vero: la sua espressione \u00e8 bella. Anche se si tratta di una verit\u00e0 dolorosa, l&#8217;espressione \u00e8 bella perch\u00e9 cogliamo, pur nella sofferenza della cosa evocata, la tensione dell&#8217;anima verso ci\u00f2 che \u00e8 migliore &#8211; come direbbe, appunto, San Tommaso: perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 cosa migliore della mancanza di verit\u00e0, e soprattutto \u00e8 assai migliore della menzogna. Viceversa, l&#8217;espressione di colui che mente, o di colui che, sia pure per ignoranza, non sta dicendo la verit\u00e0, non \u00e8 altrettanto bella: vi si possono leggere diversi stati dell&#8217;animo, nessuno dei quali, tuttavia, pu\u00f2 dirsi bello. La malizia del bugiardo non dipinge una bella espressione sul suo volto; e, quantunque il bugiardo si sforzi di mentire abilmente, cio\u00e8 con il pi\u00f9 smagliante dei sorrisi, o assumendo l&#8217;aria pi\u00f9 innocente di questo mondo, insomma simulando sentimenti che non prova ed emozioni che sono lontane da quelle che si agitano nel suo profondo, questa simulazione, o questa dissimulazione, non si realizzano senza che qualche segno rivelatore non permette di cogliere, all&#8217;osservatore attento, che qualcosa non va, che qualcosa non \u00e8 come dovrebbe essere. Ora, l&#8217;essere non conforme a ci\u00f2 che si dovrebbe essere \u00e8 una disarmonia: e la disarmonia, per definizione, \u00e8 qualcosa di brutto. Sar\u00e0 per questo che gran parte della cosiddetta arte contemporanea \u00e8 insopportabilmente brutta, cio\u00e8 perch\u00e9 nasce da una disarmonia, da un essere non conforme a\u00a0 ci\u00f2 che dovrebbe essere?<\/p>\n<p>Ma torniamo al nostro assunto.\u00a0<em>La creatura pi\u00f9 sublime \u00e8 collocata nel migliore dei luoghi; ora, \u00e8 collocato nel migliore dei luoghi ci\u00f2 che aderisce immutabilmente alla cosa migliore.\u00a0<\/em>Ne consegue che gli uomini, per trovarsi al posto giusto nella loro vita, ossia nel &quot;luogo&quot; migliore, devono aderire strettamente alla cosa migliore; e, di fatto, questo \u00e8 proprio ci\u00f2 che essi, istintivamente, tentano di fare. Il problema \u00e8 che saper giudicare quali siano le cose migliori non \u00e8 cosa da tutti: ci vuole un animo bene educato; e se ci\u00f2 \u00e8 vero per il giudizio sulle cose materiali, a maggior ragione lo \u00e8 per quelle spirituali, che richiedono un discernimento pi\u00f9 raffinato. Le creature di fango amano il fango, le creature luminose cercano la luce. Questo \u00e8 un discorso che, oggi, non piace: contrasta frontalmente con la pretesa, tipicamente democratica, che esista un diritto al bene secondo natura, mentre il bene non \u00e8 un diritto, ma una conquista, e richiede sacrificio, generosit\u00e0, perseveranza, oltre che, appunto, discernimento. Non c&#8217;\u00e8 un diritto alle cose buone, come non c&#8217;\u00e8 un diritto alla verit\u00e0; la verit\u00e0 richiede un percorso, una ricerca, un trascendimento di ci\u00f2 che \u00e8 inferiore in vista di ci\u00f2 che \u00e8 superiore; ma \u00e8 anche un dono. La verit\u00e0 si rivela a chi la cerca nel modo giusto, non nei tempi e nei modi che vorrebbe il ricercatore, ma in quelli di chi sa tutto e, sapendo tutto, sa anche quali sono i tempi e i modi migliori per ogni singola persona. Non tutto pu\u00f2 essere svelato contemporaneamente a tutti. Ora, il solo soggetto che possiede la qualit\u00e0 dell&#8217;onniscenza \u00e8 Dio: nessun uomo, per quanto evoluto sul piano intellettuale o su quello spirituale, pu\u00f2 arrivare a vedere chiaramente e pienamente neppure ci\u00f2 che \u00e8 bene per se stesso. Nella tensione verso la verit\u00e0 si incontrano, dunque, questi due elementi: da un lato, il desiderio umano; dall&#8217;altro, la grazia divina. Ma dei due, quello decisivo \u00e8 il secondo: senza essere in grazia di Dio, nessuno pu\u00f2 arrivare alla verit\u00e0. Pu\u00f2 credere, forse, di esserci arrivato: ma credere di essere nella verit\u00e0 \u00e8 cosa ben diversa dall&#8217;essere nella verit\u00e0.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 ultima \u00e8 Dio: quindi, solo Dio \u00e8 verit\u00e0, perch\u00e9 solo Dio possiede la piena consapevolezza e conoscenza di se stesso; gli uomini possono solo tendere verso di Lui, ma certo non riescono neppure ad avvicinarsi alla meta, senza il suo soccorso. In pratica, Dio si fa trovare da coloro che hanno il cuore puro e da coloro che sono umili; ma resiste ai superbi e non si fa trovare dai presuntuosi. Essere presuntuoso significa fare affidamento solo ed esclusivamente sulle proprie forze, anche in ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere fatto da una singola persona, e neppure da un gruppo di persone, e neanche da un&#8217;intera societ\u00e0, perch\u00e9 trascende le possibilit\u00e0 umane. L&#8217;uomo, da solo, non \u00e8 capace della verit\u00e0:\u00a0<em>Rimanete in me e io in voi; perch\u00e9\u00a0<\/em>s<em>enza di me, voi non potete fare niente<\/em>, dice Ges\u00f9 ai suoi discepoli, quando tratteggia la similitudine della vite e dei tralci. Non dice:\u00a0<em>senza di me, voi potete fare poco<\/em>; ma dice:\u00a0<em>senza di me, voi non potete fare niente.<\/em>\u00a0S&#8217;intende: niente che equivalga ad un merito; dunque, neppure un piccolo passo verso la verit\u00e0. La verit\u00e0 non \u00e8 per chiunque: \u00e8 per coloro che ne sono degni. Infatti, chi \u00e8 indegno di essa non la vedrebbe, neppure se ce l&#8217;avesse davanti. La verit\u00e0 splende come una luce nella notte; ma per colui che non ha pi\u00f9 occhi per vedere, quella luce \u00e8 inesistente.<\/p>\n<p>Non solo: per le creature del buio, la luce \u00e8 fastidiosa, perch\u00e9 \u00e8 accecante: si spiega cos\u00ec il fatto, solo apparentemente paradossale, che i cercatori della verit\u00e0, e coloro che vorrebbero portarne qualche bagliore ai propri simili, sono considerati alla stregua di perturbatori dell&#8217;ordine pubblico, di nemici del bene comune. Chi cerca la verit\u00e0, chi la cerca non solo per se stesso, ma anche per gli altri, non deve aspettarsi altro che incomprensione, invidia, rancore, inimicizia e persecuzione. Ci\u00f2 rende palese perch\u00e9 siano cos\u00ec pochi quelli che cercano la verit\u00e0: non solo le veglie, le fatiche, la solitudine, ma anche la diffidenza, l&#8217;ostilit\u00e0 e la cattiveria degli altri sono ci\u00f2 che li attende. Ma abbiamo detto che la verit\u00e0 ultima \u00e8 Dio: ed ecco spiegato perch\u00e9 le persecuzioni anticristiane non siano mai finite: da quando Ges\u00f9 Cristo fu trascinato davanti ai giudici iniqui che lo condannarono a morte, fino ai giorni nostri, quando milioni di cristiani sono perseguitati in moltissimi luoghi, lo scenario \u00e8 sempre lo stesso: quello di un odio implacabile da parte del mondo contro la verit\u00e0.\u00a0<em>Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verit\u00e0<\/em>, dice Ges\u00f9 davanti a Pilato. Ma il mondo non vuole la verit\u00e0; il mondo la odia. Il mondo di tenebra odia la luce, perci\u00f2 odia la verit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p><em>Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.\u00a0Se foste del mondo, il mondo amerebbe ci\u00f2 che \u00e8 suo; poich\u00e9 invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia<\/em>\u00a0(<em>Giovanni<\/em>, 15, 18-19).<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che molti cristiani, oggi, e una bella fetta del clero, specialmente dell&#8217;alto clero, si regolino in maniera diametralmente opposta: con il pretesto del dialogo e del rispetto dell&#8217;altro, censurano la propria fede, nascondo la luce della verit\u00e0 di cui dovrebbero essere portatori, denigrano lo spirito missionario e, cos\u00ec facendo, disprezzano tutti i martiri della fede; in compenso, dicono e fanno molte cose che piacciono al mondo, ricevono l&#8217;applauso del mondo e si gloriano di essere ascoltati nei palazzi del potere mondiale. Infatti: vengono ascoltati proprio perch\u00e9 non dicono la verit\u00e0, ma la nascondono; tacciono su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale alla verit\u00e0, parlano e straparlano su ci\u00f2 che \u00e8 secondario o su ci\u00f2 che \u00e8 una mezza verit\u00e0, cio\u00e8 una non verit\u00e0, perch\u00e9 la verit\u00e0 o \u00e8 intera, o non \u00e8 tale. Il mondo li ama, il mondo li riverisce, il mondo li porta in trionfo: e questo \u00e8 gi\u00e0 un giudizio. Il mondo approva e si compiace di ci\u00f2 che \u00e8 suo, mentre \u00e8 contrariato da ci\u00f2 che non \u00e8 suo, ma di Dio.\u00a0<\/p>\n<p>In conclusione.\u00a0L&#8217;uomo, che \u00e8 la creatura pi\u00f9 sublime, \u00e8 collocata nel migliore dei luoghi, perch\u00e9 \u00e8 collocato nel migliore dei luoghi ci\u00f2 che aderisce immutabilmente alla cosa migliore. Ma abbiamo visto che l&#8217;uomo non aderisce immutabilmente alla cosa migliore, senza l&#8217;aiuto della grazia. Anzi, quanto alla sua natura terrena, l&#8217;uomo sovente non prova neppure il desiderio della cosa migliore: i suoi appetiti si limitano a ci\u00f2 che\u00a0<em>appare\u00a0<\/em>migliore ad un animo grossolano e superficiale. Per il lussurioso, la cosa migliore \u00e8 il piacere sessuale disordinato; per il superbo, la cosa migliore \u00e8 esercitare un dominio sugli altri; per l&#8217;avaro, la cosa migliore \u00e8 accumulare pi\u00f9 beni di chiunque altro. Solo le creature spirituali capiscono, o almeno intuiscono, che la cosa migliore \u00e8 Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 la Verit\u00e0, e la Verit\u00e0 \u00e8 la cosa migliore di tutte, perch\u00e9 le comprende tutte e perch\u00e9 niente di ci\u00f2 che potrebbe essere buono, \u00e8 realmente buono senza di essa e fuori di essa. L&#8217;uomo, dunque, \u00e8 la creature che, fra tutte, pu\u00f2 aderire\u00a0 alla cosa migliore; ma, per farlo, ha bisogno di desiderarlo, e di desiderarlo nel modo giusto.\u00a0<\/p>\n<p><em>Bramate e non riuscite a possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra! Non avete perch\u00e9 non chiedete;\u00a0chiedete e non ottenete perch\u00e9 chiedete male, per spendere per i vostri piaceri.\u00a0Gente infedele! Non sapete che amare il mondo \u00e8 odiare Dio?\u00a0Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.\u00a0O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi?\u00a0<\/em>(<em>Lettera di Giacomo<\/em>, 4, 2-5).<\/p>\n<p>Il primo passo, dunque, \u00e8 desiderare la verit\u00e0. Tutti provano la sete, ma solo pochi desiderano spegnerla con la bevanda giusta. Il secondo passo \u00e8 cercarla attivamente, affrontando i sacrifici che ci\u00f2 comporta, non solo con pazienza, ma con letizia, come si cercherebbe la persona amata: perch\u00e9 chi cerca con impazienza, o con rabbia, non trover\u00e0 la verit\u00e0, ma un suo mediocre surrogato. Il terzo passo \u00e8 farsi piccoli e umili, semplici come i bambini: e ci\u00f2 val anche per i filosofi e i teologi, anzi, soprattutto per loro: semplici e umili di cuore, perch\u00e9 solo cos\u00ec la verit\u00e0 intellettuale diverr\u00e0 loro accessibile. Diversamente, troveranno l&#8217;errore mascherato da verit\u00e0, la pazzia camuffata da sapienza, l&#8217;eresia mascherata da ortodossia. Non troveranno la verit\u00e0 e non potrebbero trovarla in nessun caso, perch\u00e9 i loro cuori superbi non cercano nel mondo giusto, ma con la pretesa che la loro intelligenza li renda, di per se stessa, meritevoli di conseguire la verit\u00e0. Ma chi non sa di essere solo un tralcio, e non la vite, tanto meno il padrone della vigna; chi si rifiuta di ammettere che il tralcio, da solo, non porta alcun frutto, ma si secca, e serve solo ad essere gettato nel fuoco a bruciare: chi ha scordato questa esemplare verit\u00e0, non trover\u00e0 nulla, ma solo dei fantasmi suadenti, i quali, di sorriso in sorriso, lo porteranno, lui e gli sciagurati che gli andranno dietro, sin oltre le porte dell&#8217;inferno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si parla della verit\u00e0; sempre di meno, in effetti. 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