{"id":26633,"date":"2021-04-10T10:26:00","date_gmt":"2021-04-10T10:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/10\/la-verita-adeguare-il-giudizio-alla-cosa\/"},"modified":"2021-04-10T10:26:00","modified_gmt":"2021-04-10T10:26:00","slug":"la-verita-adeguare-il-giudizio-alla-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/10\/la-verita-adeguare-il-giudizio-alla-cosa\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0? Adeguare il giudizio alla cosa"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte che la questione filosofica decisiva \u00e8, e sar\u00e0 sempre, quella della verit\u00e0 del conoscere; e che senza la verit\u00e0 non si d\u00e0 alcun effettivo conoscere, dunque non si d\u00e0 nemmeno alcuna filosofia nel senso proprio della parola, ma solo blaterare di chiacchieroni e gracchiare di cornacchie (cfr. spec. il nostro articolo <em>La verit\u00e0 \u00e8 e resta la questione ineludibile e decisiva<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/01\/01; vedi anche: <em>Capire cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0 \u00e8 capire il senso della vita<\/em>, il 14\/706\/20; e <em>Siamo caduti cos\u00ec in basso per aver tradito la verit\u00e0<\/em>, il 25\/01\/21).<\/p>\n<p>Pertanto la filosofia moderna, avendo abbandonato la metafisica ed escluso il suo legame con la teologia, si \u00e8 autoesclusa dalla verit\u00e0. Lasciamola stagnare nella sua palude e non dedichiamole nemmeno un minuto del nostro tempo: sarebbe tempo sprecato. Lasciamo Cartesio al suo soggettivismo e al suo dualismo, Kant al suo fenomenismo immanentista, Hegel alle sue fumisterie solipsistiche e panteiste, e Heidegger ai suoi cattivi sofismi di ex cattolico inacidito e votato a un esistenzialismo funereo, degno presupposto della funerea ed esistenzialistica teologia di Karl Rahner; e torniamo alle fonti pure del pensiero, alla logica impeccabile di Aristotele e alla sintesi mirabile di essa con la Rivelazione cristiana fatta da san Tommaso d&#8217;Aquino. Domandiamo a questi due sommi filosofi cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0: ci risponderanno che essa \u00e8 l&#8217;adeguamento, o la conformit\u00e0, del giudizio e della cosa. Dei due termini, per\u00f2, il soggetto che giudica e la cosa che viene giudicata, la priorit\u00e0 spetta alla seconda: \u00e8 la cosa che determina il giudizio, e non il giudizio la cosa. Da ci\u00f2 si vede quanto sano realismo, quale saldo ancoraggio alla realt\u00e0 permea il pensiero di questi due sommi filosofi. Da ci\u00f2 si vede anche la loro umilt\u00e0 intellettuale, propria delle gradi menti e delle grandi anime: essi non pretendono d&#8217;imporre al reale le categorie del soggetto; non pretendono, come Cartesio, Kant, Hegel ed Heidegger, che la realt\u00e0 dipenda dal soggetto: no, la realt\u00e0 \u00e8 la realt\u00e0, ed \u00e8 il soggetto che deve coglierla nella sua essenza, affinch\u00e9 il giudizio ne risulti veritiero. Dunque, \u00e8 vero il giudizio quando coglie la cosa veracemente: per dirla con Aristotele, quando afferma che ci\u00f2 che, \u00e8, e che ci\u00f2 che non \u00e8, non \u00e8.<\/p>\n<p>Scrive dunque san Tommaso d&#8217;Aquino in <em>Le questioni disputate. Questione I, la verit\u00e0<\/em> (Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1992, pp. 77-79; ci siamo servito della citazione di Boffi e altri, <em>Alla scoperta della filosofia<\/em>, vol 1b, <em>Filosofia medievale<\/em>, Sansoni, 2004, pp. 150-151):<\/p>\n<p><em>Ma ogni conoscenza si compie attraverso l&#8217;assimilazione del conoscente alla cosa conosciuta, cos\u00ec che l&#8217;assimilazione \u00e8 detta causa della conoscenza, come la vista, per il fatto di essere disposta secondo la specie del colore, conosce il colore: la prima comparazione dell&#8217;ente all&#8217;intelletto \u00e8 dunque che l&#8217;ente concordi con l&#8217;intelletto, la quale concordanza \u00e8 detta &quot;adeguazione della cosa e dell&#8217;intelletto&quot;(&quot;adaequatio intellectus et rei&quot;), e in ci\u00f2 formalmente si compie la definizione di &quot;vero&quot;. Questo \u00e8 dunque ci\u00f2 che il vero aggiunge sopra l&#8217;ente [tesi fondamentale]: la conformit\u00e0 , cio\u00e8 l&#8217;adeguazione, della cosa e dell&#8217;intelletto, alla quale conformit\u00e0, come si \u00e8 detto, segue la conoscenza della cosa: cos\u00ec dunque l&#8217;entit\u00e0 della cosa precede la nozione della verit\u00e0, ma la conoscenza \u00e8 un certo effetto della verit\u00e0. La prima riguarda ci\u00f2 che precede la nozione di verit\u00e0 e in cui il vero si fonda, e cos\u00ec Agostino dice che &quot;il vero \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8&quot;, e Avicenna che &quot;la verit\u00e0 di qualsiasi cosa \u00e8 la propriet\u00e0 del suo essere che le \u00e8 stato assegnato, e alcuni che &quot;il vero \u00e8 l&#8217;indivisione dell&#8217;essere e di ci\u00f2 che \u00e8&quot;. Il secondo tipo di definizione \u00e8 dato in base a ci\u00f2 in cui formalmente si compie la definizione di vero, e cos\u00ec Ysaac [Israeli] dice: &quot;la verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;adeguazione della cosa e dell&#8217;intelletto&quot;, e Anselmo che &quot;la verit\u00e0 \u00e8 la rettitudine percettibile della sola mente&quot;- infatti questa rettitudine si dice secondo una certa quale adeguazione; e il Filosofo (Aristotele) dice che definiamo il vero quando diciamo che \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 o che non \u00e8 ci\u00f2 che non \u00e8. Il terzo tipo di definizione \u00e8 dato in base all&#8217;effetto conseguente, e cos\u00ec Ilario [Ilario di Poitiers, &quot;Sulla Trinit\u00e0&quot;, V,3] dice &quot;il vero \u00e8 dichiarativo e manifestativo dell&#8217;essere&quot;; e Agostino [&quot;De vera religione&quot;, 36,31] che &quot;la verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 mediante cui si mostra ci\u00f2 che \u00e8&quot; e ancora che &quot;la verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 in base a cui giudichiamo degli inferiori&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Ribadiamo pertanto il concetto: solo la verit\u00e0 ci d\u00e0 una retta comprensione del reale; ma per avere una retta comprensione del reale bisogna restare saldamente ancorati ad esso: chi si discosta dal reale tramite il soggettivismo finisce per perderlo di vista e per vaneggiare, sostituendo alla realt\u00e0 vera una realt\u00e0 fittizia, immaginaria, che, per renderla intellettualmente accettabile, chiama talvolta utopia. Ora, la civilt\u00e0 moderna, bandendo la metafisica e mettendo in soffitta la religione, ha creato un vuoto enorme nella mente e nel cuore dell&#8217;uomo, il vuoto derivante dalla scomparsa della verit\u00e0. L&#8217;uomo moderno \u00e8 costretto a vivere senza il conforto della verit\u00e0 e ne risulta crudelmente mutilato, cos\u00ec come un uomo al quale vengano amputate barbaramente le gambe soffre per il fatto che la sua mobilit\u00e0 \u00e8 stata crudelmente mutilata. Il bisogno di verit\u00e0 fa parte della costituzione originaria dell&#8217;uomo, cos\u00ec come la sete di Dio: i filosofi lo chiamano l&#8217;essere, la causa prima, il primo motore, la causa finale, mentre i credenti lo chiamano Dio, ma \u00e8 sempre la stessa cosa: \u00e8 la Verit\u00e0 in Se stessa, e per il fatto che la Verit\u00e0 esiste, ogni verit\u00e0 umanamente intelligibile trova il suo fondamento e la sua garanzia. Se non ci fosse la verit\u00e0 dell&#8217;Essere, su cosa poggerebbe il giudizio veritiero? Sul nulla: ciascun individuo potrebbe rivendicare la verit\u00e0 del proprio giudizio; e infatti \u00e8 quel che accade nella societ\u00e0 moderna. Una tale societ\u00e0, per\u00f2, \u00e8 qualcosa di molto simile all&#8217;inferno sulla terra: se ciascuno ha la sua verit\u00e0 da far valere, nulla impedisce che il mondo sia il campo di battaglia di una guerra incessante fra i tanti soggetti che vogliono imporre ciascuno la propria verit\u00e0. L&#8217;uomo moderno soffre inoltre per il distacco dalla realt\u00e0 e per il fatto che forze potenti, con azione incessante e capillare, vogliono indurlo ad entrare in una dimensione di esistenza pi\u00f9 virtuale che reale, fatta di stimoli artificiali e operfino di sensazioni e pensieri che non vengono dalla realt\u00e0 e nemmeno da lui stesso, ma che sono diretti dall&#8217;esterno, e per cos\u00ec dire impiantati nella sua mente e nella sua immaginazione. Si tratta di pensieri e sentimenti che configgono irrimediabilmente con la realt\u00e0, perch\u00e9 sono stati diffusi da una piccola minoranza della popolazione, la minoranza progressista, e specialmente dagli intellettuali e dagli uomini di governo progressisti, i quali odiano la realt\u00e0 e la verit\u00e0 e vogliono sostituirle con una loro realt\u00e0 e una loro verit\u00e0. Il caso di una celebre universit\u00e0 tedesca nella quale \u00e8 proibito agli studenti di biologia apprendere che in natura ci sono il sesso maschile e il sesso femminile, perch\u00e9 enunciare una tale verit\u00e0 offende il mondo LGBT, e ancor pi\u00f9 l&#8217;ideologia gender, e quello della traduzione in Belgio e Olanda della <em>Divina Commedia<\/em> purgata dei versi su Maometto condannato alle pene dell&#8217;inferno, in omaggio alla sensibilit\u00e0 dei molti immigrati di fede islamica residenti in quei Paesi, sono due buoni esempi dell&#8217;odio e della negazione della realt\u00e0 a favore di una realt\u00e0 altra, esistente nella testa dei signori progressisti che, imbevuti di cultura illuminista, si proclamano tolleranti verso tutto e verso tutti, tranne che verso il principio di realt\u00e0, specialmente se esso ha a che fare con l&#8217;affermazione positiva dei valori e delle tradizioni della propria civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, la natura umana \u00e8 fatta in modo tale che non pu\u00f2 sopportare la privazione di ci\u00f2 che le \u00e8 essenziale: si ammala e impazzisce. Per non impazzire, gli uomini, privati della verit\u00e0 e disancorati dalla realt\u00e0, devono aggrapparsi alla prima verit\u00e0 che si vedono offerta a portata di mano, e alla sola realt\u00e0 che viene propagandata tutti i santi giorni dai giornali, dalle televisioni, dal cinema e da tutte le altre fonti di indottrinamento del Pensiero Unico. Non importa se \u00e8 una realt\u00e0 orribile e traumatizzante, oltre che menzognera: \u00e8 la &quot;sola&quot; realt\u00e0 della quale si sentono capaci. Disabituata a pensare con la propria testa e a fidarsi del proprio senso comune, ovvero delle certezze universali e necessarie esistenti in qualsiasi coscienza (l&#8217;esistenza dell&#8217;io, quella del mondo, quella degli altri, quella della legge morale e infine quella della causa prima), la maggior parte delle persone preferisce affidarsi ciecamente alla &quot;realt\u00e0&quot; surrogata che s&#8217;impone con la forza invadente dei mass-media, entra in tutte le case a ogni ora del giorno e della notte, e martella le stesse menzogne finch\u00e9 non sono diventate realt\u00e0. Infatti la natura umana ha bisogno di crede in qualcosa: sia l&#8217;ateismo che l&#8217;agnosticismo le sono estranei. E infatti \u00e8 necessario che essa compia uno sforzo su se stessa e contro se stessa per adattarvisi, senza per\u00f2 poter impedire che resti, sul fondo, un senso d&#8217;insoddisfazione e di scontentezza, perch\u00e9 la mente e il cuore si sentono privati di qualcosa che per essi \u00e8 essenziale: la spiegazione logica della realt\u00e0 e la contemplazione adorante di ci\u00f2 che \u00e8 all&#8217;origine di tutto. Non si pu\u00f2 imporre all&#8217;infinito una sistema di credenze fondato sulla negazione della realt\u00e0 vera, e quindi sulla menzogna sistematica: prima o poi l&#8217;edificio scricchiola e vacilla, poi finisce per crollare miseramente. \u00c8 proprio per questo che i Padroni Universali stanno correndo ai ripari e, consapevoli di quanto abbiamo appena detto, stanno lavorando non solo a &quot;convincere&quot; gli uomini che la vera realt\u00e0 \u00e8 quella che dicono loro, anzich\u00e9 quella che s&#8217;impone ai sensi e alla ragione, ma anche per modificare radicalmente e irreversibilmente i meccanismi stessi della psiche, in modo che la menzogna diventi la nuova natura dell&#8217;intelligibile e che l&#8217;uomo, o meglio l&#8217;essere post-umano e trans-umano che essi stanno cercando di realizzare, non senta pi\u00f9 la nostalgia della verit\u00e0 e la sete di Dio, ma si appaghi di un&#8217;esistenza puramente biologica, passiva e tranquilla, eseguendo ciecamente quanto le viene ordinato e non ponendosi mai alcuna domanda che vada al di l\u00e0 delle mansioni strumentali che deve svolgere. <em>Lasciate una parrocchia senza il suo curato per vent&#8217;anni, e alla fine vedrete gli uomini adorare le bestie<\/em>, soleva dire il santo Curato d&#8217;Ars, Jean-Marie Vianney. Oggi i Padroni Universali, forti di questa conoscenza dell&#8217;animo umano, stanno lavorando sia per offrire agli uomini l&#8217;equivalente dell&#8217;adorazione delle bestie, sia per modificare definitivamente il sistema logico e quello percettivo, in modo che essi non si rendano conto che stanno adorando le bestie, o magari qualcosa di peggio, e anzi credano di fare la cosa pi\u00f9 bella e naturale del mondo. Il delitto perfetto \u00e8 quello in cui l&#8217;assassino fa sparire anche la pi\u00f9 piccola traccia di quel che ha fatto o, addirittura, in cui \u00e8 talmente abile da far &quot;sparire&quot; il fatto che c&#8217;\u00e8 stato un delitto, in modo che nessuno si accorga di alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>La domanda che possiamo e che dobbiamo farci, a questo punto, \u00e8 se la natura umana potr\u00e0 sopportare una simile forzatura e una simile deformazione. E la risposta pi\u00f9 ragionevole \u00e8 che no, la mente umana, per come \u00e8 fatta, non pu\u00f2 tollerare un sistematico rovesciamento, e meno ancora una totale rimozione della verit\u00e0 dal proprio orizzonte esistenziale. Tuttavia non siamo in grado di dire quasi nulla su come reagirebbe una mente non pi\u00f9 umana, ma post-umana o trans-umana, che \u00e8 quanto i Padroni Universali si stanno sforzando di realizzare, operando sulla popolazione mondiale come su un&#8217;unica, immensa cavia da esperimenti. Inutile quindi proseguire su questa linea di ragionamento, dove saremmo costretti a fare delle speculazioni totalmente ipoetiche, vale a dire delle ipotesi basate sul nulla, o quasi. Molto meglio, invece, concentrarsi su ci\u00f2 che conosciamo, su ci\u00f2 che sappiamo e soprattutto su ci\u00f2 che possiamo fare per scongiurare il destino che qualcuno, padrone di tutti i meccanismi che determinano l&#8217;andamento delle nostre vite, ha stabilito di riservarci. La ragione e il buon senso ci dicono che al profilarsi di un pericolo mortale, la cosa pi\u00f9 saggia da fare \u00e8 evitare di mettersi nelle condizioni di andargli incontro. Se sappiamo, perch\u00e9 ne udiamo i ruggiti, che un leone si aggira a poca distanza da casa nostra, la cosa migliore che si possa fare \u00e8 evitare di andare a fare una passeggiata nella direzione in cui presumibilmente si aggira la fiera; e, se non siamo in grado di localizzarla, di restare ben chiusi in casa, con la porta e le finestre sbarrate, finch\u00e9 il pericolo non sia passato. Attenzione: stiamo parlando di un pericolo reale, non di un pericolo simulato, che qualcuno ci vuole indurre a credere vero e imminente, come sta accadendo con la falsa pandemia da Covid-19 che funge da pretesto all&#8217;emergenza sanitaria e a tutte le sue conseguenze. Perci\u00f2 dobbiamo accertarci che il leone ci sia davvero: i suoi ruggiti potrebbero essere registrati e diffusi mediante altoparlanti. Ma quando siamo sicuri che il pericolo c&#8217;\u00e8, che \u00e8 grave ed \u00e8 vicino, dobbiamo evitare di andargli incontro. Ora, il pericolo immediato che si sovrasta \u00e8 quello di perdere la nostra umanit\u00e0: di rinunciare sia all&#8217;esercizio della ragione, sia alla fiducia accordata ai nostri sensi. Ecco allora in che direzione dobbiamo muoverci: esercitare al massimo la ragione e coltivare al massimo l&#8217;evidenza sensibile che ci viene dalla coscienza, filtrata dalla ragione stessa. Ragione e sensibilit\u00e0 non sono antitetiche: nella persona normale funzionano in perfetto accordo. Qualcuno vuol fare di noi degli anormali e ci lavora da moltissimo tempo: bisogna sventare questo progetto. Dobbiamo restare ancorati alla realt\u00e0: e per farlo dobbiamo ritornare a Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte che la questione filosofica decisiva \u00e8, e sar\u00e0 sempre, quella della verit\u00e0 del conoscere; e che senza la verit\u00e0 non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[153,173,241,263],"class_list":["post-26633","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant","tag-san-tommaso-daquino","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26633"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26633\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}