{"id":26632,"date":"2019-03-13T01:22:00","date_gmt":"2019-03-13T01:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/13\/la-verita-e-la-moderna-terra-incognita\/"},"modified":"2019-03-13T01:22:00","modified_gmt":"2019-03-13T01:22:00","slug":"la-verita-e-la-moderna-terra-incognita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/13\/la-verita-e-la-moderna-terra-incognita\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 \u00e8 la moderna Terra Incognita?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo ha sempre avvertito il fascino dell&#8217;ignoto; e l&#8217;ignoto collocato nello spazio ha sempre sollecitato la sua curiosit\u00e0, evocando l&#8217;immagine di vaste regioni e meravigliosi paesaggi esotici che attendono di essere scoperti e di rivelare i loro tesori. Dall&#8217;<em>Odissea<\/em> alle <em>Mille e una notte<\/em>, dai romanzi di Chr\u00e9tien de Troyes al <em>Milione<\/em> di Marco Polo, i paesi sconosciuti non cessano di tentare la fantasia, posti come sono al confine, non solo in senso geografico, fra possibilit\u00e0 reale e pura immaginazione. L&#8217;Atlantide esiste davvero, oppure esistette?, si chiedevano i nostri antenati; e il paese del prete Gianni, era realt\u00e0 o fantasia? Cos\u00ec, l&#8217;idea della Terra Incognita rappresentava una sfida costante, e quegli spazi vuoti sulle carte geografiche, come quello a sud del Sahara, del quale i romani dicevano semplicemente <em>Hic sunt leones<\/em>, spronavano gli animi pi\u00f9 avventurosi a mettersi in cammino, o pi\u00f9 spesso in navigazione, per verificare quanto di vero e di reale esistesse nelle leggende popolari e nei racconti dei marinai su quei paesi favolosi. Ma il mito pi\u00f9 seducente e pi\u00f9 persistente, dopo che Bartolomeo Diaz ebbe doppiato l&#8217;estremit\u00e0 meridionale dell&#8217;Africa e Cristoforo Colombo ebbe raggiunto il Nuovo Continente, era quello relativo alla vastissima e fertile terra che si sarebbe trovata pi\u00f9 a Sud: e ci\u00f2, sin dall&#8217;inizio, a dispetto dell&#8217;evidenza e del buon senso, visto che il mare posto a sud del Capo di Buona Speranza, cos\u00ec come quello che doveva trovarsi a sud dello Stretto di Magellano, scoperto dall&#8217;omonimo navigatore portoghese, non poteva che lambire una terra la quale doveva essere, se pure esisteva, fredda e inospitale. Per secoli, nondimeno, ma specialmente fra il XV e il XVIII, gli scienziati europei, e soprattutto i geografi, furono ossessionati dalla questione della cosiddetta Terra Australis Incognita, il grande continente che avrebbe dovuto trovarsi nell&#8217;emisfero meridionale, a fare da contrappeso meccanico &#8212; secondo le idee degli antichi geografi greci e romani &#8212; alle masse continentale presenti dell&#8217;emisfero nord. Dopo che i geografi l&#8217;ebbero ipotizzata, i navigatori ne andarono alla ricerca, sollecitati dai governi e finanziati dai banchieri e dai mercanti; solcarono i mari australi in lungo e in largo, ma non la trovarono. Pure, per molto tempo, non si scoraggiarono: mano a mano che le sue estremit\u00e0 &#8212; l&#8217;isola di Pasqua, la Terra del Fuoco, l&#8217;isola Bouvet, e infine la stessa Australia e la Nuova Zelanda &#8211; rivelarono la loro natura insulare, non si persero d&#8217;animo e rivolsero la prua ancora pi\u00f9 a mezzod\u00ec; finch\u00e9 si resero conto, giunti fra le nebbie e i ghiacci galleggianti, che quella fantomatica terra, se pure esisteva, non valeva la spesa di seguitare a cercarla, perch\u00e9 doveva trattarsi di un luogo spaventoso e del tutto inabitabile.<\/p>\n<p>Collegato al mito della Terra Incognita \u00e8 quello delle Colonne d&#8217;Ercole, il limite del mondo conosciuto, che svolge la doppia e contraddittoria funzione di monito, affinch\u00e9 gli uomini non si spingano oltre, rispettando il limite del loro statuto ontologico di creature finite, e al tempo stesso di sollecitazione affinch\u00e9 essi, spinti dal loro desiderio di conoscenza, osino farlo. Questa ambivalenza \u00e8 evidente nella vicenda dell&#8217;Ulisse dantesco, nel XXVI canto dell&#8217;<em>Inferno<\/em>: le colonne poste dall&#8217;eroe greco all&#8217;estremit\u00e0 del mondo conosciuto sono indicate con l&#8217;espressione <em>dov&#8217;Ercule segn\u00f2 li suoi riguardi, \/ acci\u00f2 che l&#8217;uom pi\u00f9 oltre non si metta<\/em>; eppure Ulisse sente che la vita umana non pu\u00f2 consumarsi ristretta nel limite di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 conosciuto, ma deve spingersi oltre; e dice ai suoi compagni: <em>Considerate la vostra semenza: \/ fatti non foste a vivere come bruti, \/ ma per seguir virtute e canoscenza<\/em>. Sappiamo come finisce il <em>folle volo<\/em> di Ulisse e dei suoi compagni, e sappiamo anche la causa della catastrofe finale: ad esser punito non \u00e8 il desiderio di conoscenza in se stesso, ma l&#8217;atteggiamento con cui viene attuato, che \u00e8 quasi di sfida verso Dio; un atteggiamento caratterizzato dalla <em>curiositas<\/em>, ma non accompagnato dalla necessaria <em>virtus<\/em>. E non \u00e8 certo un caso che Francesco Bacone, uno dei padri fondatori della modernit\u00e0, affermi (nei <em>Pensieri e conclusioni sulla interpretazione della natura<\/em>), che <em>le colonne che impediscono di passare oltre sono pi\u00f9 che mai fisse e non v&#8217;\u00e8 quindi affatto da meravigliarsi che non si raggiunga ci\u00f2 che gli uomini non hanno la volont\u00e0 n\u00e9 la speranza di conseguire<\/em>.<\/p>\n<p>Di qui alla similitudine fra le Colonne d&#8217;Ercole e la Terra Incognita da una parte, e la ricerca della verit\u00e0 dall&#8217;altra, il passo \u00e8 breve. La metafora non \u00e8 nostra, ma di un filosofo ebreo tedesco che studi\u00f2 in Germania negli anni del nazismo e della Seconda guerra mondiale e che dopo il 1945 rimase in Germania, ad insegnare filosofia, per tutto il resto della sua vita, in diverse universit\u00e0 tedesche (circostanze degne di nota, e che si prestano a qualche considerazione): Hans Blumenberg, nato a Lubecca nel 1920 e morto ad Altenberge, nel <em>land<\/em> della Renania Settentrionale-Vestfalia, nel 1996. Egli sostiene, in opere come <em>Paradigmi per una metaforologia<\/em> e <em>La leggibilit\u00e0 del mondo: il libro come metafora della natura<\/em>, che le grandi scoperte geografiche del XV secolo rivelarono agli europei quanto piccola fosse la parte del mondo da essi abitata e come vi fosse, al di l\u00e0 delle Colonne d&#8217;Ercole, un mondo assai pi\u00f9 vasto di quello da essi conosciuto, ci\u00f2 che diede loro il presentimento che delle parti decisive della verit\u00e0 non erano state ancora scoperte. Blumenberg ha ragione di cogliere in questo atteggiamento degli europei del XVI secolo, bene illustrato dal <em>knowledge is power<\/em> di Francesco Bacone, un aspetto centrale della modernit\u00e0, ossia il sentimento di trepidante inquietudine che scaturisce dall&#8217;aspettativa di essere all&#8217;inizio di un mondo in procinto di realizzare un accrescimento incommensurabile delle sue conoscenze &#8212; \u00e8 l&#8217;ideologia del progresso illimitato; ma ha torto, a nostro avviso, quando ipotizza che, cinque secoli fa, gli europei ebbero la coscienza, o l&#8217;intuizione, che parti decisive della verit\u00e0 dovevano ancora essere portate in luce. Per dire meglio: questa idea del Blumenberg \u00e8 un&#8217;idea tipicamente moderna, nata e coltivata entro il paradigma della modernit\u00e0, e quindi non si presta a spiegare la genesi del pensiero moderno <em>in maniera oggettiva<\/em>, ma solo soggettiva<em>.<\/em> Del resto, \u00e8 tipico del pensiero moderno credersi il vero pensiero, e non concepire nemmeno che esistano altre forme di pensiero, altrettanto logiche e razionali, altrettanto valide e coerenti, ma fondate su presupposti diversi, sia di tipo dogmatico (ogni paradigma, come ogni sapere, ha necessariamente i suoi dogmi). sia su una differente ermeneutica. E diciamo che Blumenberg \u00e8 in errore perch\u00e9 la sua idea della verit\u00e0 \u00e8 essenzialmente di tipo quantitativo, il che si evince dall&#8217;affermazione che gli europei del 1500 presentirono come le parti decisive della verit\u00e0 fossero ancora da scoprire: perch\u00e9 la verit\u00e0, parlando in un senso rigorosamente filosofico, non ha parti, esattamente come il punto geometrico: \u00e8 indivisibile e irriducibile, non pu\u00f2 essere frazionata, n\u00e9 semplificata, n\u00e9 manipolata in qualsiasi altra maniera: essa \u00e8, per definizione, il tutto, e se non viene considerata come tale, cio\u00e8 come il tutto, come l&#8217;intero, allora non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno se stessa, non \u00e8 pi\u00f9 la verit\u00e0, perch\u00e9 una parte della verit\u00e0 non \u00e8 una quasi verit\u00e0, ma una falsificazione della verit\u00e0. Per la stessa ragione, non esistono parti <em>decisive<\/em> della verit\u00e0: se cos\u00ec fosse, essa dovrebbe contenere anche delle parti secondarie; ma questo \u00e8 contrario al puro concetto della verit\u00e0: la quale \u00e8 totalmente, radicalmente decisiva come un intero, perch\u00e9 nulla vi \u00e8 fuori di essa, se non l&#8217;errore, cio\u00e8 la non conoscenza della verit\u00e0, o &#8211; peggio &#8211; la menzogna, cio\u00e8 la sua contraffazione intenzionale. Ci\u00f2 detto, proviamo a vedere se la metafora dell&#8217;idea moderna di verit\u00e0 come un andare oltre le Colonne d&#8217;Ercole, ossia oltre limite conosciuto, possa rivelarsi utile per comprendere meglio cosa sia la verit\u00e0 in senso moderno, e cosa sia, invece, nel senso classico della metafisica (e, ovviamente, della teologia).<\/p>\n<p>Per la cultura moderna, la verit\u00e0 \u00e8 un processo, e pi\u00f9 precisamente \u00e8 un processo continuo e tendenzialmente illimitato: non si finisce mai di conoscere la verit\u00e0; per\u00f2, almeno, una cosa \u00e8 certa: che i moderni ne sanno qualcosa in pi\u00f9, o ne vedono una porzione maggiore, dei pre-moderni, appunto perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 accrescimento, e chi viene dopo pu\u00f2 giovarsi di una massa maggiore di conoscenze. Questo, ripetiamo, \u00e8 un concetto sostanzialmente quantitativo della verit\u00e0: ed \u00e8 un concetto erroneo, perch\u00e9 la verit\u00e0 non \u00e8 un processo, ma un atto: <em>adaequatio rei et intellectus<\/em>, corrispondenza fra la cosa e il giudizio che viene dato di essa. Inoltre, se fosse un processo, la verit\u00e0 sarebbe tale solo in un determinato contesto temporale: vi sarebbe quindi una verit\u00e0 per gli antichi, una per i medievali, una per i moderni, eccetera. Ma la verit\u00e0, in se stessa, non \u00e8 soggetta ad essere storicizzata: la verit\u00e0 \u00e8 assoluta e quindi permanente, o non \u00e8. Una verit\u00e0 che sia &quot;vera&quot; solo in un determinato contesto, non sarebbe pi\u00f9 la verit\u00e0. Lo storicismo \u00e8 una forma di relativismo ed \u00e8 incompatibile con la metafisica. L&#8217;attacco alla metafisica \u00e8 un elemento fondamentale della modernit\u00e0: la modernit\u00e0 vorrebbe storicizzare tutto, proprio perch\u00e9 detesta l&#8217;idea di una verit\u00e0 assoluta. E la detesta per la semplice ragione che essa nasce da una rivola contro l&#8217;Essere, che \u00e8 la verit\u00e0, in nome dell&#8217;autonomia dell&#8217;uomo, che non \u00e8 un assoluto, ma un relativo: un relativo con la nostalgia dell&#8217;assoluto. Bisognava e bisogna, dunque, adoperarsi affinch\u00e9 gli uomini sopprimano in se stessi, scordino e rimuovano la nostalgia dell&#8217;assoluto: solo allora saranno degli uomini pienamente <em>moderni<\/em>, cio\u00e8 totalmente immanenti e autocentrati. Tutta la costruzione della modernit\u00e0 \u00e8 caratterizzata da quest&#8217;opera di attacco, demolizione e rimozione della tensione umana verso l&#8217;assoluto, cio\u00e8 verso l&#8217;Essere, in nome di una non meglio specificata &quot;libert\u00e0&quot;. <em>Se Dio esiste<\/em>, spiega, invero assai rozzamente, ma efficacemente, Bakunin, <em>l&#8217;uomo non \u00e8 libero, ma servo; per\u00f2 l&#8217;uomo vuole essere libero, quindi Dio non esiste.<\/em> Ecco dunque perch\u00e9 la modernit\u00e0 detesta la metafisica, al punto che un altro dei suoi padri fondatori, David Hume, raccomanda di gettare nel fuoco tutti i libri di metafisica (nella sua <em>Ricerca sull&#8217;intelletto umano<\/em>):<\/p>\n<p><em>Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi di questi principi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani qualche volume, per esempio di teologia o di metafisica scolastica, domandiamoci: Contiene qualche ragionamento astratto sulla quantit\u00e0 e sui numeri? No. Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatti e di esistenza? No. E allora, gettiamolo nel fuoco, perch\u00e9 non contiene che sofisticherie e inganni<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo ha sempre avvertito il fascino dell&#8217;ignoto; e l&#8217;ignoto collocato nello spazio ha sempre sollecitato la sua curiosit\u00e0, evocando l&#8217;immagine di vaste regioni e meravigliosi paesaggi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[113],"class_list":["post-26632","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-cristoforo-colombo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26632"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26632\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}