{"id":26631,"date":"2018-12-26T09:46:00","date_gmt":"2018-12-26T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/26\/la-verita-e-la-mente-conoscente-che-torna-a-se-stessa\/"},"modified":"2018-12-26T09:46:00","modified_gmt":"2018-12-26T09:46:00","slug":"la-verita-e-la-mente-conoscente-che-torna-a-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/26\/la-verita-e-la-mente-conoscente-che-torna-a-se-stessa\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 \u00e8 la mente conoscente che torna a se stessa"},"content":{"rendered":"<p>La modernit\u00e0 \u00e8 una malattia, questo \u00e8 il punto centrale; e dalle malattie si guarisce, oppure si muore. Ma non si guarisce se non si fa nulla: per guarire bisogna curarsi; e, prima ancora di curarsi, bisogna sospendere quegli stili di vita che ci hanno fatto ammalare. Degli stili di vita che fanno ammalare fanno parte le cattive abitudini, le cattive compagnie, la cattiva musica, le cattive letture. Dipendere da telefonini, televisione e computer crea cattive abitudini; frequentare persone vuote, superficiali e consumiste denota cattive compagnie; ascoltare musica rock, o rap, o simili, fornisce cattivi stimoli; leggere libri stupidi volgari, insulsi, intossica la mente. Uno stile di vita sano si alimenta di un uso sobrio della tecnologia, limitato allo stretto indispensabile; della solitudine come ricerca del silenzio e dell&#8217;interiorit\u00e0, e della frequentazione di pochi amici selezionati; dell&#8217;ascolto frequente di musica armoniosa e spirituale, che innalza l&#8217;anima; di poche ma buone letture. Questo, sul piano naturale; sul piano soprannaturale, le frequente partecipazione alla Messa e alla Comunione, perch\u00e9 dai Sacramenti viene l&#8217;aiuto, il consiglio e il conforto soprannaturale, senza i quali \u00e8 impossibile mantenersi sulla retta via e non deviare, prima o poi, nell&#8217;errore: mentre l&#8217;uomo che confida solo nelle proprie forze \u00e8 perduto. Nessuna casa rimane vuota per sempre: se non sa aprirsi alle forze del bene, finir\u00e0 per diventare albergo delle forze del male. Abbiamo detto che la modernit\u00e0 \u00e8 una malattia: la definizione \u00e8 generica; ora precisiamo: la modernit\u00e0 \u00e8 una forma di possessione diabolica. L&#8217;uomo \u00e8 paragonabile a una casa: se non apre la porta a Dio, prima o dopo entra il diavolo, richiamato dall&#8217;orgoglio e dalla superbia della creatura che vuol far da sola, che non vuole servire il suo Creatore; e il diavolo fomenta le passioni distruttive.<\/p>\n<p>Le buone letture, dunque: esse aprono la mente, e, attraverso la mente, il cuore; mentre le cattive letture, come i cattivi film, la restringono, la rimpiccioliscono, la chiudono. I utile dire che, per un&#8217;anima persa, questo rimpiccolimento e questa degradazione sono un avanzamento, un progresso: quando giunge a uno stadio avanzato, il male non riconosce pi\u00f9 se stesso, anzi, capovolge la giusta prospettiva e si gloria di ci\u00f2 che \u00e8 diventato, nello stesso tempo in cui deride e disprezza il bene. Per chi ama la filosofia e cerca la verit\u00e0, leggere sant&#8217;Agostino o san Tommaso alimenta un modo di ragionare austero, costruttivo, metodico, preciso, paziente, armonioso, consequenziale, logico ma anche potentemente spirituale, riflesso e strumento di una disposizione interiore coraggiosa e umile nello stesso tempo. Fra i moderni, solo Kierkegaard sta allo stesso livello; e anche Nietzsche, ma a patto di saperlo leggere nella maniera giusta, che non \u00e8 affatto quella che pare evidente alla prima lettura. Paragonare sant&#8217;Agostino o san Tommaso a un Althusser, a un Sartre, a un Foucault, a un Derrida, \u00e8 come passare da una fuga di Bach a un concerto di Sfera Ebbasta: dalla maestosit\u00e0 alla meschinit\u00e0, dalla nobilt\u00e0 allo squallore; quelli erano dei giganti, questi sono dei nani. Eppure ci sono persone che ci credono colte, ci sono ad esempio dei professori di filosofia, che ha letto solo Althusser, Sartre, ecc. e non hanno mai letto sant&#8217;Agostino o san Tommaso: cosa poi insegnino ai loro studenti, non \u00e8 difficile immaginare. In questo modo, un pensiero sempre pi\u00f9 debole, sempre pi\u00f9 meschino, sempre pi\u00f9 ciarlatanesco, si alimenta di se stesso: ci sono sempre nuove reclute, nuovi propagandisti che vengono arruolati ed entrano a far parte del tristo esercito della cultura moderna. Allo stesso modo, ci sono persone che hanno letto solo Ginsberg, Eco, Moravia, Genet, Jelinek, S\u00fcskind, e perci\u00f2 si credono colte; ma non hanno mai letto Dante (tranne a scuola, forse, sbuffando e non capendoci nulla): in nome della modernit\u00e0, costoro disprezza ci\u00f2 che non \u00e8 moderno, lo giudicano noioso, superato, eccetera, peraltro senza conoscerlo.<\/p>\n<p>Il problema dei problemi, sul piano conoscitivo, \u00e8 quello della verit\u00e0. Se la verit\u00e0 esiste, la nostra vita ha un senso; se non esiste, non ce l&#8217;ha, e in tal caso hanno ragione i nichilisti e tutti i predicatori di stanchezza, disgusto, noia e morte. Scrive san Tommaso d&#8217;Aquino nelle <em>Quaestiones disputatae de veritate<\/em> (1, 1-4; a cura di Fernando Fiorentino, Milano, Bompiani, 2005, pp. 117-141):<\/p>\n<p><em>1. [CHE COS&#8217;\u00c8 LA VERIT\u00c0] La presente [questione] riguarda la verit\u00e0. E per primo ci si chiede che cosa sia la verit\u00e0. Ora, sembra che il vero s&#8217;identifichi con l&#8217;ente: Agostino, nel libro dei &quot;Soliloqui&quot;, dice che &quot;il vero \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8&quot;; ora, ci\u00f2 che \u00e8, non \u00e8 nient&#8217;altro che ente; dunque, il vero e l&#8217;ente designano assolutamente la stessa cosa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>2. [SE LA VERIT\u00c0 SI TROVI PRINCIPALMENTE NELL&#8217;INTELLETTO PI\u00d9 CHE NELLE COSE] Per secondo ci si chiede se la verit\u00e0 si trovi principalmente nell&#8217;intelletto pi\u00f9 che nelle cose. Infatti, il vero, come stato detto, si converte con l&#8217;ente; ma l&#8217;ente si trova principalmente nelle cose pi\u00f9 che nell&#8217;anima; dunque, anche il vero. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, il compimento di un qualsiasi movimento od operazione risiede nel suo termine. Ma il movimento della facolt\u00e0 conoscitiva termina nell&#8217;anima: occorre, infatti, che la cosa conosciuta sia nel soggetto conoscente secondo il modo di essere del soggetto conoscente. Ora, il movimento della facolt\u00e0 appetitiva termina nelle cose: da ci\u00f2 segue che il Filosofo, nel libro III dell&#8217;&quot;Anima&quot;, pone un certo movimento circolare negli atti dell&#8217;anima, nella misura in cui, cio\u00e8, la cosa conosciuta muove l&#8217;appetito e l&#8217;appetito tende in modo da pervenire alla cosa, dalla quale ebbe inizio il movimento. E poich\u00e9 il bene, com&#8217;\u00e8 stato detto, dice ordine dell&#8217;ente all&#8217;appetito, invece il vero dice ordine [dell&#8217;ente] all&#8217;intelletto, da ci\u00f2 segue che il Filosofo, nel libro VI della &quot;Metafisica&quot;, dice che il bene e il male sono nelle cose, invece il vero e il falso sono nella mente. Ora, una cosa non \u00e8 detta vera, se non nella misura in cui \u00e8 adeguata all&#8217;intelletto; per conseguenza, il vero si trova in secondo luogo nelle cose, invece in primo luogo nell&#8217;intelletto.<\/em><\/p>\n<p><em>3. [SE LA VERIT\u00c0 ESISTA SOLTANTO NELL&#8217;INTELLETTO CHE COMPONE E CHE DIVIDE] Per terzo ci si chiede se la verit\u00e0 esista soltanto nell&#8217;intelletto che compone e che divide. E sembra di no. Infatti, il vero \u00e8 detto per rapporto dell&#8217;ente all&#8217;intelletto. Ora, il primo rapporto, mediante il quale l&#8217;intelletto si rapporta alle cose \u00e8 [quello] secondo il quale forma le essenze delle cose, concependone le definizioni. Dunque, il vero si trova principalmente e prima di tutto in quest&#8217;operazione dell&#8217;intelletto.<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre &quot;Il vero \u00e8 l&#8217;adeguazione delle cose e dell&#8217;intelletto&quot;; ora, come si pu\u00f2 adeguare alle cose l&#8217;intelletto che compone e divide, cos\u00ec [pure] l&#8217;intelletto che intende le essenze delle cose; dunque, la verit\u00e0 non esiste soltanto nell&#8217;intelletto che compone e divide.<\/em><\/p>\n<p><em>4. [SE ESISTA UNA SOLA VERIT\u00c0, IN VIRT\u00d9 DELLA QUALE TUTTE LE COSE SONO VERE] Per quarto ci si chiede se esista una sola verit\u00e0, a causa della quale tutte le cose sono vere. E sembra di s\u00ec. Infatti, Anselmo, nel libro &quot;La verit\u00e0&quot;, dice che il tempo si rapporta alle cose temporali come la verit\u00e0 alle cose vere; ora, il tempo si rapporta a tutte le cose temporali in modo tale che di tempo ce ne sia uno solo; dunque, la verit\u00e0 si rapporta in tal modo a tutte le cose vere, che di verit\u00e0 ce ne sar\u00e0 una sola<\/em>.<\/p>\n<p><em>5. [Se qualche altra verit\u00e0, oltre alla prima, sia eterna] Per quinto ci si chiede se qualche altra verit\u00e0, oltre alla prima [cio\u00e8 Dio: nota nostra], sia eterna. E sembra di s\u00ec. Infatti, Anselmo, parlando della verit\u00e0 degli enunciati, dice nel &quot;Monologio&quot;: &quot;Sia che si pensi che la verit\u00e0 abbia sia che si dica che la verit\u00e0 non abbia un principio o una fine, la verit\u00e0 non pu\u00f2 essere racchiusa da un principio e da una fine&quot;. Ora, di ogni verit\u00e0 si pensa o che abbia un principio e una fine o che non abbia un principio e una fine; dunque nessuna verit\u00e0 \u00e8 racchiusa da un principio o da una fine; ora, ogni cosa del genere \u00e8 eterna; dunque, ogni verit\u00e0 \u00e8 eterna<\/em>.<\/p>\n<p>Su ciascuno di questi concetti potremmo soffermarci per ore e ore: non si finirebbe pi\u00f9 di estrarre tutto il metallo prezioso che questo generosissimo dispensatore di ricchezza distribuisce a quanti si recano nella sua miniera. Dunque, i punti che qui abbiamo evidenziato sono i seguenti: 1) la verit\u00e0 esiste, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;ente; 2) la verit\u00e0 si trova sia nella mente che nelle cose, ma in primo luogo nella mente, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 un giudizio, e pi\u00f9 precisamente il giudizio che coglie le cose cos\u00ec come sono; 3) si trova nella mente, perch\u00e9 \u00e8 la mente che giudica, ma si trova anche nelle cose, perch\u00e9 le cose sono l&#8217;oggetto del giudizio: ed entrambi, la mente e le cose, sono l&#8217;ente; 4) la verit\u00e0 \u00e8 una, e grazie a questo fatto le singole cose sono vere; 5) la verit\u00e0 \u00e8 eterna, non avendo inizio n\u00e9 fine.<\/p>\n<p>Una volta assodati questi cinque punti, diventa possibile fare filosofia; se non li si accetta, risulta impossibile. La cosiddetta filosofia moderna \u00e8 impossibile, o folle, perch\u00e9 rifiuta di accettare almeno uno di questi punti, a cominciare dal primo e pi\u00f9 importante, sul quale tutto lo sforzo di conoscere si regge e trova un significato: che la verit\u00e0 esista. Quanti sostengono che la verit\u00e0 esiste, ma la mente non \u00e8 capace di coglierla, rifiutano il secondo punto: pertanto, se fossero coerenti, poserebbero la penna e si dedicherebbero a qualcos&#8217;altro: se no, tutto quel che possono fare \u00e8 spandere intorno la loro frustrazione, la loro impotenza e la loro rabbia. Se poi qualcuno pensa che la verit\u00e0 sia tutta e soltanto nella mente, cade nel solipsismo e il mondo intero diventa una creazione, o piuttosto un delirio, del soggetto individuale: ma anche cos\u00ec risulta impossibile fare filosofia, perch\u00e9 non esiste pi\u00f9 una base su cui poggiare, n\u00e9 una meta verso cui tendere. E Dio sa se non vi \u00e8 bisogno che gli uomini imparino a uscire da se stessi, a sgonfiare un poco il loro io ipertrofico: di tutto hanno bisogno, nelle condizioni odierne, tranne che di coltivare l&#8217;idea che la loro mente \u00e8 non solo il centro del mondo, ma <em>\u00e8<\/em> il mondo essa stessa. Chi nega che la verit\u00e0 sia una, e parla delle verit\u00e0 al plurale, o si esprime male, o nega ci\u00f2 che afferma. La verit\u00e0 \u00e8 una per definizione: poich\u00e9 l&#8217;ente \u00e8 l&#8217;ente, non pu\u00f2 essere in contraddizione con se stesso, altrimenti non sarebbe. Parlando in maniera approssimativa, si pu\u00f2 dire che esistono le verit\u00e0, per intendere che esistono le cose, e che le cose che esistono, in quanto esistono, sono vere, ci sono e sono cos\u00ec come sono: in questo senso, e solo in questo senso, si pu\u00f2 dire che ci sono le verit\u00e0. Potremmo anche dire che le verit\u00e0 sono tante e diverse facce dell&#8217;unica verit\u00e0, che la mente umana, essendo finita, coglie come isolate e separate, mentre, in effetti, sono un&#8217;unica realt\u00e0: cos\u00ec come una creatura molto piccola, davanti ad un mosaico smisurato, pu\u00f2 riuscire a vedere solo una singola tessera: ma il mosaico \u00e8 uno solo ed \u00e8 fatto di moltissime tessere. Infine la verit\u00e0 \u00e8 eterna: e chi la ritiene transitoria, o parla in maniera impropria, o delira. La verit\u00e0 pu\u00f2 apparire transitoria, se la si identifica con gli enti finiti; ma gli enti finiti sono manifestazioni del solo ente che da s\u00e9 esiste e da s\u00e9 \u00e8 vero: l&#8217;Essere; dunque la verit\u00e0 \u00e8 eterna, non ha principio n\u00e9 fine. La mente che coglie la verit\u00e0 degli enti ha un principio, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che esiste sul piano del finito, esiste a partire da un certo momento, mentre c&#8217;era un tempo in cui non esisteva. Anzi, il tempo stesso \u00e8 un concetto che acquista un senso solo se si ammette che gli enti non esistevano e poi hanno cominciato a esistere, perch\u00e9 il tempo \u00e8 la registrazione del modificarsi degli enti finiti.<\/p>\n<p>Molti equivoci verrebbero chiariti e molte perplessit\u00e0 sarebbero sciolte se si tenesse bene a mente che l&#8217;ente, nel senso forte del termine, \u00e8 uno solo. Quando parliamo degli enti, al plurale, parliamo di qualcosa che partecipa all&#8217;ente, che proviene dall&#8217;ente, che \u00e8 causato dall&#8217;ente e dall&#8217;ente riceve il movimento, cio\u00e8 l&#8217;esistenza fisica: usiamo perci\u00f2 la parola &quot;ente&quot; in un senso debole, esattamente come quando diciamo &quot;le verit\u00e0&quot; al plurale. In conclusione, l&#8217;essere umano tende all&#8217;Essere, perch\u00e9 tende all&#8217;ente nella sua pienezza: intuisce la finitezza e la transitoriet\u00e0 del proprio esistere e aspira a ricongiungersi con ci\u00f2 che non ha inizio n\u00e9 fine. E cos\u00ec come la volont\u00e0 tende al bene, l&#8217;intelletto tende al vero: sono entrambi dei movimenti che esprimono questa nostalgia, la nostalgia dell&#8217;unit\u00e0, della verit\u00e0, dell&#8217;armonia e dell&#8217;eternit\u00e0. La vita umana, cos\u00ec come la conoscenza, \u00e8 un movimento: un movimento circolare, che vuol tornare all&#8217;origine, arricchita e pacificata: ma l&#8217;origine degli enti \u00e8 fuori di essi, \u00e8 nell&#8217;Ente originario ed unico. La cultura moderna nega o disprezza l&#8217;Essere e cerca di sopprimere sia la nostalgia, sia la tensione dell&#8217;ente finito verso l&#8217;Ente infinito: per questo diciamo che \u00e8 una forma di possessione diabolica. \u00c8 diabolico voler recidere il legame originario fra gli enti e l&#8217;Ente, perch\u00e9 \u00e8 un legane ontologico, e volerlo spezzare equivale a porre l&#8217;uomo in guerra contro se stesso, come lo \u00e8 un cane idrofobo, che \u00e8 divorato da una sete spaventosa ma, al tempo stesso, \u00e8 spinto da una forza terribile a fuggire l&#8217;acqua. L&#8217;uomo, ente finito, immerso nel tempo, non trova il bene se non facendo la pace con se stesso; e non far\u00e0 mai la pace con se stesso se non ritorner\u00e0 a Dio, l&#8217;Ente infinito ed eterno. <em>Come la cerva anela ai rivi delle acque, cos\u00ec l&#8217;anima mia anela a Te, o Dio; ha sete di Te l&#8217;anima mia<\/em>, dice il salmista, nella sua struggente invocazione all&#8217;Onnipotente. Una vita ben orientata \u00e8 una vita che esprime questa costante invocazione: niente \u00e8 buono e niente \u00e8 vero, lontano da Dio o contro Dio, che \u00e8 il Bene e il Vero; mentre tutto \u00e8 o diventa vero e buono, anche ci\u00f2 che umanamente \u00e8 doloroso, se ci si apre alla Bont\u00e0 e alla Verit\u00e0 di Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La modernit\u00e0 \u00e8 una malattia, questo \u00e8 il punto centrale; e dalle malattie si guarisce, oppure si muore. 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