{"id":26626,"date":"2019-02-12T11:50:00","date_gmt":"2019-02-12T11:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/12\/la-verita-puo-essere-insegnata\/"},"modified":"2019-02-12T11:50:00","modified_gmt":"2019-02-12T11:50:00","slug":"la-verita-puo-essere-insegnata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/12\/la-verita-puo-essere-insegnata\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 pu\u00f2 essere insegnata?"},"content":{"rendered":"<p>Gira e rigira, il problema filosofico essenziale \u00e8 sempre lo stesso: visto perfettamente da Socrate, poi obliato, a lunghi intervalli, per duemila anni, e rivisto nuovamente da Kierkegaard, con altrettanta e perfino maggiore chiarezza e lucidit\u00e0: <em>la verit\u00e0 pu\u00f2 essere oggetto d&#8217;insegnamento, pu\u00f2 essere trasmessa da maestro a discepolo?<\/em> Questa domanda, naturalmente, presuppone un&#8217;altra domanda: <em>la verit\u00e0 esiste?<\/em>, e la risposta affermativa ad essa: certo, la verit\u00e0 esiste, e consiste nella corrispondenza fra la cosa e il giudizio. Quando il giudizio coglie esattamente la cosa e la descrive cos\u00ec com&#8217;essa \u00e8, si ha la verit\u00e0; quando non la coglie o non la descrive fedelmente, si ha l&#8217;errore. In questa sede, dato anche che gi\u00e0 molte volte ci siamo soffermati su questa domanda, concentriamo la nostra attenzione sulla domanda che ne deriva: <em>la verit\u00e0 pu\u00f2 essere trasmessa, e quindi pu\u00f2 essere insegnata, oppure no?<\/em><\/p>\n<p>Potremmo partire da una ipotesi <em>a contrario<\/em> e vedere quali sarebbero le conseguenze di una risposta negativa. Se la verit\u00e0 non pu\u00f2 essere insegnata, n\u00e9 trasmessa, allora nulla pu\u00f2 essere insegnato e nulla pu\u00f2 essere trasmesso: perch\u00e9 insegnare l&#8217;errore \u00e8 la stessa cosa che non insegnare. Insegnare, infatti, significa insegnare il vero; supporre il contrario significa non comprendere cosa voglia dire insegnare. L&#8217;idea di un insegnamento dell&#8217;errore, o peggio, della menzogna, cio\u00e8 dell&#8217;errore volontario e della falsificazione deliberata del vero, \u00e8 un controsenso concettuale: perch\u00e9 presuppone appunto la verit\u00e0 del suo contrario. Infatti, insegnare il contrario della verit\u00e0 equivale ad ammettere, implicitamente, che la verit\u00e0 esiste: se no, non si potrebbe pensare il suo contrario, e tanto meno insegnarlo. Se c&#8217;\u00e8 la non verit\u00e0, se esiste la possibilit\u00e0 di mentire, \u00e8 perch\u00e9 il vero esiste; se il vero non esistesse non esisterebbe neppure il non vero e meno ancora esisterebbe la menzogna. Ci sarebbe solo un vago, indistinto relativismo, una pluralit\u00e0 di &quot;veri&quot;, ciascuno dei quali sarebbe la pretesa di una verit\u00e0 parziale, cosa in se stessa altrettanto assurda e contraddittoria, perch\u00e9 il vero coincide con l&#8217;intero oppure non esiste, e una verit\u00e0 parziale \u00e8 una contraddizione in termini. Se \u00e8 parziale, significa che \u00e8 una parte del tutto; ma il tutto, in questo caso, \u00e8 il vero: dunque, la verit\u00e0 esiste, e una verit\u00e0 parziale \u00e8 una falsificazione di essa. Una mela non pu\u00f2 essere <em>anche<\/em> una pera: A non pu\u00f2 essere B. Se A \u00e8 B, allora vuol dire che non \u00e8 A. E se qualcuno sostiene che A \u00e8 anche B, allora quel qualcuno deve prendersi la responsabilit\u00e0 di ammettere che tutto \u00e8 uguale a tutto, i diversi sono uguali, e i contrari coincidono: il che equivale a dichiarare la pazzia la vera signora del mondo. Non \u00e8 detto che qualcuno non ci pensi, anzi pi\u00f9 di qualcuno; sospettiamo perfino che qualcuno stia seriamente pensando d&#8217;imporre questa non verit\u00e0 come la nuova verit\u00e0 da adorare e al di fuori della quale non ne verr\u00e0 ammessa alcun&#8217;altra. Doppia pazzia: perch\u00e9 questo progetto, che probabilmente \u00e8 gi\u00e0 in via di attuazione, senza che ce ne accorgiamo, non solo \u00e8 di per se stesso delirante, ma \u00e8 anche intrinsecamente contraddittorio: voler imporre per legge la non verit\u00e0 equivale a riconoscere, per logica deduzione, che la verit\u00e0, in effetti, da qualche parte esiste: bench\u00e9 cacciata fuori dalla porta, esiste ed \u00e8 un fatto imprescindibile anche per quelli che la odiano e che vorrebbero espellerla, negarla, cancellarla. Se non partissero dalla tacita accettazione della sua esistenza, perch\u00e9 mai si darebbero tanto da fare per imporre al mondo intero la certezza che essa non esiste? Non ci si prende la briga di negare ci\u00f2 che non esiste; non si sprecano tempo ed energie per lanciare una crociata contro i fantasmi. A meno che non si tratti per nulla di fantasmi, ma di cose che sappiamo, nel profondo, essere assolutamente reali.<\/p>\n<p>Dunque: posto che la verit\u00e0 esiste, e che i suoi stessi nemici, col combatterla, concorrono a provare la sua esistenza, la si pu\u00f2 anche insegnare e trasmettere? La verit\u00e0, di per s\u00e9, non \u00e8 il frutto di un insegnamento, ma \u00e8 un <em>atto<\/em> della coscienza: la coscienza vede che la cosa \u00e8 quale essa se la rappresenta, e gode di tale corrispondenza, cos\u00ec come il matematico gode nel dimostrare un teorema di geometria, o il naturalista gode di poter datare l&#8217;et\u00e0 di uno strato geologico grazie a un fossile-guida, e il filosofo gode di pervenire, mediante il ragionamento logico e dimostrativo, alla conferma dell&#8217;esattezza di una proposizione ipotetica. E diciamo che essi godono d&#8217;un piacere intellettuale, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 bella, cos\u00ec come l&#8217;errore \u00e8 brutto, e ancora pi\u00f9 brutta \u00e8 la menzogna: esiste una dimensione estetica del vero, che \u00e8 anche la dimostrazione della sua autenticit\u00e0. Infatti, l&#8217;animo umano tende naturalmente verso la bellezza: e cos\u00ec come lo studioso di geometria sente la bellezza del teorema di Pitagora, e ne gode intimamente, cos\u00ec la verit\u00e0 esercita su noi tutti, istintivamente, un moto di attrazione e di desiderio, perch\u00e9 le cose belle ci attraggono naturalmente, mentre le cose brutte naturalmente ci ripugnano. E abbiamo precisato <em>naturalmente<\/em>, perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna ha costruito la pi\u00f9 innaturale delle culture, nella quale perfino il senso istintivo del bello e del vero sono stati radicalmente sovvertiti, al punto che ormai molte persone percepiscono come bello ci\u00f2 che \u00e8 brutto, e come vero ci\u00f2 che \u00e8 falso: cosciente degradazione dell&#8217;umano e deliberata discesa verso l&#8217;inferno &#8212; se inferno \u00e8 una realt\u00e0 nella quale l&#8217;essere umano si condanna, da se stesso, a una tragica contraffazione della propria natura. La natura umana, infatti, tende naturalmente verso la luce, verso l&#8217;aria pura, e rifugge dall&#8217;aria stagnante e pestilenziale che si respira ove regnano incontrastate la non verit\u00e0 e la menzogna. Questo ci pu\u00f2 dare un&#8217;idea fino a che punto abbiamo eretto la follia a sistema di vita e di pensiero, e fino a che punto ci siamo allontanati da noi stessi, accecati da una superbia che si ritorce contro di noi.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la verit\u00e0, che non \u00e8 un insegnamento, ma un atto della coscienza, possa diventare oggetto d&#8217;insegnamento, \u00e8 necessario che ci siano un maestro che la conosce e un discepolo capace di apprenderla e disposto ad apprenderla. <em>Capace<\/em>, cio\u00e8 atto a riceverla esattamente, senza alterarla; e <em>disposto<\/em>, cio\u00e8 intenzionato a riceverla, in maniera disinteressata e trasparente, senza sovrapporvi la sua idea di ci\u00f2 che <em>dovrebbe<\/em> essere vero. Ora, alla domanda se un tale maestro esiste, possiamo rispondere di s\u00ec, ma solo in senso relativo: nessun essere umano ha visto la verit\u00e0 faccia a faccia, tutta intera, senza ombre n\u00e9 margini d&#8217;incertezza; nessuno ha visto la cosa in s\u00e9, per dirla con Kant, ma solo il fenomeno, cio\u00e8 la cosa come appare. Sono due realt\u00e0 profondamente diverse e non vanno confuse. La conoscenza umana \u00e8, per sua natura, limitata e imperfetta; e ci\u00f2 vale anche per il presupposto di qualsiasi conoscenza, ossia la verit\u00e0. Senza verit\u00e0 non vi sarebbe conoscenza; ma se gli uomini fossero capaci di conoscere tutta la verit\u00e0, allora non sarebbero pi\u00f9 uomini, ma angeli o d\u00e8i. Il limite ontologico dell&#8217;essere umano, che \u00e8 contrassegnato dalla sua condizione di creatura, vieta che egli sia capace di cogliere la verit\u00e0 in maniera perfetta: la sua vista rimarrebbe accecata, i suoi sensi sarebbero annichiliti e la sua ragione si perderebbe. D&#8217;altra parte, abbiamo detto che una verit\u00e0 incompleta, o parziale, non \u00e8 la verit\u00e0, ma una non verit\u00e0, perch\u00e9 la verit\u00e0 o \u00e8 completa e perfetta, oppure non \u00e8 realmente tale. Parrebbe che siamo giunti a un vicolo cieco, oltre il quale non \u00e8 possibile andare. E invece no: perch\u00e9 esiste un Maestro perfetto, che pu\u00f2 insegnare la verit\u00e0 tutta intera, essendo Lui stesso la verit\u00e0. Dio \u00e8 la Verit\u00e0 ed \u00e8 anche la via per giungere alla Verit\u00e0; chi si mette alla sequela di un tale Maestro, non fallisce, perch\u00e9 Dio \u00e8 il solo maestro veritiero e quindi il solo che non faccia promesse ingannevoli. Giungiamo cos\u00ec alla constatazione che esiste un solo Maestro in senso assoluto; ma esistono pure dei maestri in senso relativo, anch&#8217;essi idonei a insegnare la verit\u00e0, perch\u00e9 non se la danno da se stessi, ma la ricevono da Lui. Il vero maestro, in senso umano, \u00e8 colui che riconosce, con profonda umilt\u00e0, il proprio limite ontologico, e chiede alla grazia divina d&#8217;illuminarlo e mostrargli quella Verit\u00e0 cui da solo non sarebbe capace di giungere. E quei maestri che agiscono in tal modo, sono capaci di trasmettere a loro volta a verit\u00e0; mentre quelli che si presentano come maestri puramente umani sono dei mentitori, perch\u00e9 la verit\u00e0&quot; che pretendono d&#8217;insegnare \u00e8 solo una verit\u00e0 parziale e mutilata, quindi una non verit\u00e0 o una menzogna; e spacciare la menzogna per verit\u00e0 equivale a un tradimento nei confronti dei discepoli. Purtroppo la storia umana \u00e8 letteralmente costellata di falsi maestri che hanno attirato e sedotto masse pi\u00f9 o meno cospicue di seguaci, avvolgendoli nella trama dei loro errori e trascinandoli, cos\u00ec, alla rovina: perch\u00e9 il premio finale della menzogna \u00e8 <em>sempre<\/em>, per gli uomini, la loro rovina morale, e sovente anche quella materiale.<\/p>\n<p>E i discepoli? Se \u00e8 gi\u00e0 una cosa rara trovare dei veri maestri, ancor pi\u00f9 raro \u00e8 imbattersi in un vero discepolo, cio\u00e8 in una persona sinceramente, disinteressatamente e generosamente innamorata del vero, e disposta a qualunque sacrificio pur di trovarlo; un essere umano che, non avendo in s\u00e9 forze sufficienti per tentare l&#8217;impresa da solo, accetta con gratitudine la guida di un maestro, ossia di qualcuno che \u00e8 arrivato alla meta, o in vista della meta, e pu\u00f2 aiutare altri a fare lo stesso percorso. Il mondo \u00e8 pieno di falsi discepoli, oltre che di falsi maestri, cio\u00e8 di discepoli che non cercano la verit\u00e0 in maniera trasparente e disinteressata, ma la cercano per scopi inconfessabili, egoistici, oppure fingono di cercarla, ma in realt\u00e0 cercano di acquisirne solo le apparenze, paghi di quelle, per poi andarsene in giro a spacciare quelle apparenze per la cosa in se stessa, cio\u00e8 per la verit\u00e0 vera. Si tratta di un tipo umano molto diffuso perch\u00e9 corrisponde alle principali caratteristiche della cultura moderna: la curiosit\u00e0 superficiale, l&#8217;egoismo e il narcisismo, la pretesa di essere qualcuno e di possedere qualcosa senza esser disposti a sopportare i sacrifici, le privazioni e le fatiche che qualsiasi grande risultato presuppone; infine, una presunzione tanto cieca quanto irragionevole, che fa smarrire il senso delle proporzioni e conferisce a tante persone una falsa coscienza, originata da un giudizio erroneo, e largamente sovrastimato, di se stesse. In altre parole, il mondo moderno \u00e8 pieno di uomini piccoli e mediocri, che si credono degli eroi e dei giganti; di uomini meschini e interessati, che vorrebbero vedersi riconosciuti dei meriti inesistenti, e divorati da un&#8217;ambizione che li spinge a mentire, ingannare e tradire, pur di avvicinarsi alla meta agognata. Da questo tipo umano, frequente e dozzinale, ha origine la turba dei falsi discepoli; se, poi, il falso discepolo s&#8217;incontra con un falso maestro e si mette alla sua sequela, il risultato sar\u00e0 ancor pi\u00f9 disastroso e l&#8217;allontanamento dalla verit\u00e0 sar\u00e0 totale e irreparabile. Ecco perch\u00e9, di regola, il vero maestro si sceglie personalmente il proprio discepolo, e non avviene il contrario, cio\u00e8 non \u00e8 il discepolo che si sceglie il maestro. Quando un discepolo si sceglie il proprio maestro, compie un atto simile a quello di chi, recatosi al supermercato, si sceglie il tipo di frutta o di verdura o di conserva che intende acquistare: atto che implica un giudizio; ma il vero discepolo non pretende affatto di giudicare il maestro, perch\u00e9 giudicare significa essere superiori a ci\u00f2 che viene giudicato. Ora, se il discepolo fosse in grado di giudicare il suo maestro, allora non sarebbe pi\u00f9 quel che \u00e8, un discepolo; sarebbe gi\u00e0 un maestro: ma se fosse un maestro, non avrebbe neppure bisogno di mettersi alla sequela di un altro. Potrebbe andare in cerca della verit\u00e0 da se se stesso, con le sue forze: fatta slava la precisazione di cui sopra, e cio\u00e8 che nessun essere umano, con le sue sole forze, potr\u00e0 mai giungere alla verit\u00e0 in senso assoluto, n\u00e9 da solo, n\u00e9 con la guida di qualcun altro.<\/p>\n<p>E ora vediamo che cosa, esattamente, il maestro pu\u00f2 insegnare al discepolo circa la verit\u00e0. Diciamo per prima cosa che non pu\u00f2 insegnargli la verit\u00e0 in se stessa, ma solo la strada che conduce verso la verit\u00e0. Abbiamo detto che la verit\u00e0 \u00e8 un atto, l&#8217;atto del giudicare; aggiungiamo ora che questo giudizio \u00e8 anche un <em>riconoscimento<\/em>. Colui che giunge alla verit\u00e0, vede che la cosa \u00e8 conforme al suo giudizio, e ne gioisce. Pertanto, chi ha visto la verit\u00e0 non pu\u00f2 insegnarla, nel senso che non pu\u00f2 farla vedere, perch\u00e9 la verit\u00e0 o viene vista direttamente, oppure rimane inaccessibile; il maestro non tenta nemmeno di descriverla, perch\u00e9 si tratta di un&#8217;esperienza ineffabile, che nessuna lingua umana pu\u00f2 dire, e nessun orecchio umano pu\u00f2 udire. Egli pu\u00f2 solo spiegare per quale via e con quali mezzi \u00e8 possibile giungere, personalmente, al cospetto della verit\u00e0; poi, il discepolo dovr\u00e0 fare da solo. Nessuno pu\u00f2 sostituirsi a un altro nell&#8217;<em>esperienza<\/em> della verit\u00e0, perch\u00e9 si tratta di un&#8217;esperienza assolutamente personale. Forse che un esperto alpinista pu\u00f2 trasportare il suo allievo, per magia, sulla cima di un&#8217;alta ed impervia montagna? Evidentemente non lo pu\u00f2 fare; pu\u00f2 solo insegnare in che modo, per quale via e grazie a quali accorgimenti l&#8217;allievo pu\u00f2 arrivare in cima a quella vetta, ma con le sue forze, e mettendosi in gioco di persona. Si comprende allora perch\u00e9 il mondo sia pieno di maestri cialtroni e di discepoli millantatori: gli uni si vantano d&#8217;esser giunti in cima e di potervi condurre anche gli altri, mentre non sono mai saliti oltre le prime rocce; gli altri si gloriano d&#8217;aver fatto altrettanto, ma forse quelle montagne le hanno viste solo in cartolina. Riassumendo: alla domanda se la verit\u00e0 pu\u00f2 essere insegnata, possiamo rispondere affermativamente, ma solo fino a un certo punto. Non si pu\u00f2 insegnare un&#8217;esperienza personale; si pu\u00f2 solo indicare con quali mezzi farla a propria volta. D&#8217;altra parte, si \u00e8 visto che il mondo pullula di falsi maestri e fasi discepoli; perci\u00f2 bisogna aggiungere che, di fatto, quella che \u00e8 una possibilit\u00e0 remota ma possibile, si restringe fin quasi a sparire. E dunque perch\u00e9 non mettersi alla sequela del solo Maestro totalmente veritiero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gira e rigira, il problema filosofico essenziale \u00e8 sempre lo stesso: visto perfettamente da Socrate, poi obliato, a lunghi intervalli, per duemila anni, e rivisto nuovamente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[253],"class_list":["post-26626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26626"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26626\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}