{"id":26625,"date":"2009-09-26T09:09:00","date_gmt":"2009-09-26T09:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/26\/e-impossibile-cercare-la-verita-solo-nei-fatti-occorre-un-criterio-per-saperli-interpretare\/"},"modified":"2009-09-26T09:09:00","modified_gmt":"2009-09-26T09:09:00","slug":"e-impossibile-cercare-la-verita-solo-nei-fatti-occorre-un-criterio-per-saperli-interpretare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/26\/e-impossibile-cercare-la-verita-solo-nei-fatti-occorre-un-criterio-per-saperli-interpretare\/","title":{"rendered":"\u00c8 impossibile cercare la verit\u00e0 solo nei fatti: occorre un criterio per saperli interpretare"},"content":{"rendered":"<p>Una delle grandi illusioni del Pensiero Unico scientista, tipico della modernit\u00e0, \u00e8 che nei fatti risieda la veridicit\u00e0 o la validit\u00e0 di cui siamo alla ricerca; che in essi si trovi la verit\u00e0 gi\u00e0 bella e pronta, liberata da ogni sovrastruttura soggettiva.<\/p>\n<p>Un fatto del genere, bisogna dirlo con molta chiarezza, non esiste e non \u00e8 mai esistito, n\u00e9 mai esister\u00e0: il fatto in se stesso non \u00e8 pi\u00f9 eloquente, o pi\u00f9 veritiero, o pi\u00f9 garante di una determinata validit\u00e0 conoscitiva, di quanto non lo sia la semplice opinione.<\/p>\n<p>\u00abI fatti, dateci soltanto e unicamente i fatti!\u00bb, tuonavano i sacerdoti del Positivismo, tutti presi nella loro folle ubriacatura razionalista. Perfino gli scrittori naturalisti avevano fatto proprio un tale punto di vista, e andavano delirando di un romanzo che si potesse costruire come un esperimento di liberatorio, con rigoroso metodo scientifico; anzi, di un romanzo che sembrasse essersi fatto da s\u00e9, oggettivo e impersonale quanto potrebbe esserlo una fotografia. Ahim\u00e9: nessuna fotografia \u00e8 oggettiva e impersonale: ogni sguardo sul reale, sia esso quello dello scienziato, dell&#8217;artista, del filosofo o del teologo, \u00e8 sempre e inevitabilmente soggettivo, parziale, limitato.<\/p>\n<p>Hanno dunque ragione i corifei del cosiddetto \u00abpensiero debole\u00bb, da noi tante volte criticati, sul fatto che non esistono alcuna verit\u00e0, alcun valore, alcuna certezza assoluti, e che dovremmo abituarci a farcene una ragione?<\/p>\n<p>Niente affatto: una cosa \u00e8 negare che la verit\u00e0 esista; un&#8217;altra, e ben diversa, \u00e8 affermare che essa ci sia accessibile solo mediante il metodo scientifico. Dire che la verit\u00e0 non sta unicamente nei fatti, non equivale a sostenere che essa non stia da alcuna parte: sono due cose profondamente diverse. Si tratta di riconoscere che i fatti, di per s\u00e9, non parlano un linguaggio obiettivo, perch\u00e9 qualunque cosa abbiano da dirci, non possono dircela che attraverso le nostre categorie conoscitive.<\/p>\n<p>In questo senso, bisogna avere il coraggio di riconoscere che, negli ultimi tre secoli, abbiamo seguito una strada sbagliata: convinti, come eravamo, che la via verso la verit\u00e0 conducesse direttamente al fatto puro e semplice, possibilmente osservabile e misurabile sperimentalmente e magari, meglio di tutto, riproducibile in laboratorio.<\/p>\n<p>Questa strada si \u00e8 rivelata sbagliata, perch\u00e9 tutta una serie di smentite ci hanno indotti a ridimensionare saggiamente le pretese di veridicit\u00e0 e validit\u00e0 assoluta della nostra conoscenza, quando essa si basa unicamente sull&#8217;osservazione dei fatti. Cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 veritiero, di pi\u00f9 oggettivo, del levarsi del sole ogni mattino, e del suo tramontare ogni sera? Eppure, ormai sappiamo che non si tratta di un movimento reale, ma apparente; e che esso \u00e8 dovuto a un movimento completamente diverso da quello osservato: ossia il movimento di rotazione della Terra su se medesima, che, invece, non \u00e8 percepibile con i sensi fisici.<\/p>\n<p>In altre parole, il fatto ci d\u00e0 il fenomeno, non la cosa in s\u00e9: la cosa in s\u00e9 \u00e8 oggettiva, ma giace al di l\u00e0 della nostra portata; il fenomeno \u00e8 il fatto, cos\u00ec come noi lo possiamo osservare: ma \u00e8, inevitabilmente, soggettivo. Infatti, quando avessimo la pretesa di affermare che un determinato fatto \u00e8 veritiero, subito qualcuno ci potrebbe obiettare: \u00abVeritiero, per chi? E, inoltre: veritiero, che cosa?\u00bb.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, noi non abbiamo a disposizione soltanto i sensi fisici, per gettare uno sguardo su mondo; e non disponiamo della sola ragione, per organizzare i dati dell&#8217;esperienza sotto forma di ipotesi, teorie e leggi.<\/p>\n<p>Il giudizio sulla veridicit\u00e0 e sulla validit\u00e0 dei fatti dipende, in larga misura, dall&#8217;intuizione del soggetto e, comunque, da un insieme di elementi che i sostenitori della validit\u00e0 universale del metodo scientifico amano descrivere come irrazionali, mentre sono piuttosto extrarazionali e, forse, sovrarazionali.<\/p>\n<p>Immaginiamo che un uomo ci dica di aver visto atterrare un disco volante nel campo dietro casa sua; e immaginiamo che, recatici sul luogo, non riusciamo a trovare alcun elemento oggettivo che ci permetta di convalidare tale affermazione (bruciature sul terreno, schiacciamento delle coltivazioni e simili). La nostra conclusione sulla veridicit\u00e0 di quel fatto, o di quel presunto fatto, ricadr\u00e0 sul grado di attendibilit\u00e0 che vorremo dare alla testimonianza di quell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Se, per esempio, si trattasse di un uomo in evidente stato di alterazione alcolica, il suo grado di attendibilit\u00e0 ci apparirebbe minimo o nullo; ma se, per caso, si trattasse di persona estremamente seria e degna di fiducia, poniamo di un nostro caro amico, del quale sappiamo che non \u00e8 uso fare scherzi o dire la pi\u00f9 piccola bugia, allora il grado di attendibilit\u00e0 delle sue parole acquister\u00e0 un peso notevole. Se poi vi fossero altri elementi concomitanti a suffragarle, per esempio segni inconfondibili di autentica paura o di profondo turbamento nel suo aspetto e nella sua voce, le probabilit\u00e0 a favore della sua sincerit\u00e0 saliranno ulteriormente.<\/p>\n<p>Sorger\u00e0, a questo punto, un ulteriore problema. Non si tratter\u00e0 di credere o non credere al suo racconto, essendo evidente che quell&#8217;uomo ci ha riferito un fatto della cui realt\u00e0 egli non dubita minimamente; ma, piuttosto, di stabilire in quale misura ci\u00f2 che egli ha visto possa considerarsi reale: in quale misura, cio\u00e8, egli abbia saputo interpretare correttamente l&#8217;esperienza di cui \u00e8 stato protagonista. Il problema ermeneutico, insomma, si pone inevitabilmente. Non potrebbe darsi che quell&#8217;uomo, in perfetta buona fede, si sia ingannato, scambiando un fenomeno atmosferico per un disco volante?<\/p>\n<p>Valutazioni di questo genere hanno sempre a che fare con ci\u00f2 che, entro un determinato contesto culturale, una societ\u00e0 \u00e8 abituata a ritenere possibile, e con ci\u00f2 che, viceversa, essa, in linea generale, \u00e8 propensa a ritenere impossibile; fra i due giudizi estremi, si colloca poi una sorta di zona grigia, ove i confini tra l&#8217;una e l&#8217;altra cosa tendono a farsi pi\u00f9 incerti e sfumati, e ammettono una serie pi\u00f9 o meno numerosa di eccezioni.<\/p>\n<p>Oppure facciamo un altro esempio: le \u00abvoci\u00bb che udiva Giovanna d&#8217;Arco, e che molte altre persone &#8211; alcune sante, altre pazze e criminali &#8211; sostengono di udire, e dalle quali si sentono spinte ad agire in un determinato modo. Recentemente, questa fenomenologia ha fatto la sua comparsa nelle aule di un tribunale, allorch\u00e9 l&#8217;avvocato difensore di un individuo, accusato di aver partecipato a un efferato omicidio, ha invocato la possessione demoniaca quale circostanza invalidante la volont\u00e0 del proprio assistito.<\/p>\n<p>Se le \u00abvoci\u00bb, o una forza ancora pi\u00f9 cogente, possono operare all&#8217;interno dell&#8217;anima umana, che cosa rimane della nostra libert\u00e0 di scelta fra bene e male? E che cosa rimane della nostra presunzione di poter giudicare i fatti in modo spassionato e oggettivo?<\/p>\n<p>Ma torniamo a Giovanna d&#8217;Arco. Come \u00e8 noto, anch&#8217;ella venne sottoposta a processo: e il tribunale che la giudicava arriv\u00f2 alla conclusione ch&#8217;ella era colpevole di stregoneria, e la condann\u00f2 al rogo. Si tratt\u00f2 di un giudizio essenzialmente politico, come oggi riconoscono onestamente tutti gli storici, compresi quelli inglesi: l&#8217;impressione, del resto, fu quasi subito quella. \u00abSiamo perduti! &#8211; esclamarono i soldati inglesi presenti all&#8217;esecuzione &#8211; Abbiamo bruciato una santa\u00bb. Santa o strega? Voci autentiche o voci ingannevoli?<\/p>\n<p>Peraltro, vale la pena di ricordare che i giudici che condannarono Giovanna, non la accusarono di essere una bugiarda; non sostennero che si fosse inventata le voci: negarono che fossero voci provenienti dall&#8217;alto, e si convinsero che doveva trattarsi di voci di origine diabolica. Ancora una volta, il problema ermeneutico: posto che un determinato fatto sia vero, come lo si deve interpretare? Come si vede, un medesimo fatto pu\u00f2 essere soggetto a due interpretazioni perfino opposte; con tutti i possibili gradi intermedi di giudizio, tanto sulla sua autenticit\u00e0, quanto sulla sua effettiva natura. Il fatto in se stesso, non \u00e8 mai autoevidente: tutto dipende dal giudizio che ne vogliamo dare.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, cari signori scientisti, smettetela con questa storia che bisogna darvi i fatti e soltanto i fatti: la verit\u00e0 \u00e8 che voi, imbevuti di pregiudizi, avete gi\u00e0 deciso in anticipo quali fatti ritenete possibili, e quali no; e, sulla base dei vostri pregiudizi, andrete poi a cercare le ragioni per motivare il vostro assenso o il vostro rifiuto nei confronti della loro veridicit\u00e0 e della loro validit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che bisogna rinunciare, sempre e comunque, ad esprimere un giudizio sulla veridicit\u00e0 e sulla validit\u00e0 delle cose; significa che bisogna procedere con molta cautela, e riconoscere la precariet\u00e0 delle nostre categorie interpretative.<\/p>\n<p>Ma esistono altre forme di conoscenza, come abbiamo detto, oltre a quella puramente razionale, che possono permetterci di percepire la verit\u00e0 di un fatto: ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente allorch\u00e9 ci si trova in presenza di un evento legato alla fede religiosa. Un uomo pu\u00f2 trasformare l&#8217;acqua in vino? Pu\u00f2 camminare sulle acque? Pu\u00f2 resuscitare dal sepolcro un altro essere umano, e ritornare dalla morte egli stesso?<\/p>\n<p>Certi teologi moderni hanno fatto i salti mortali per tentare di conciliare ragione e fede, esaminando minuziosamente i miracoli del Vangelo ad uno ad uno, nel vano tentativo di trovare una spiegazione che non scontentasse n\u00e9 l&#8217;una, n\u00e9 l&#8217;altra. Ma il fatto \u00e8 che la verit\u00e0 scientifica giace su un piano &#8211; quello materiale &#8211; che \u00e8 diverso dal piano della fede religiosa, o della creazione artistica, o del sentimento intimo dell&#8217;io (a proposito di quest&#8217;ultimo: l&#8217;amore \u00e8 un fatto o una opinione? Ecco una domanda alla quale lo scientismo non saprebbe rispondere).<\/p>\n<p>Il giudizio sulla veridicit\u00e0 o sulla validit\u00e0 di un fatto, quindi, dipende anche dal contesto culturale entro il quale ci collochiamo: ci\u00f2 che appare come incredibile dal di fuori, diventa assolutamente indubitabile all&#8217;interno; e viceversa.<\/p>\n<p>Ma allora dobbiamo rinunciare ad ogni criterio di veridicit\u00e0 e adattarci alla radicale, irriducibile soggettivit\u00e0 di ogni giudizio circa la verit\u00e0 delle cose?<\/p>\n<p>Noi non lo crediamo. Al contrario, possiamo e dobbiamo esprimere dei giudizi sulla verit\u00e0 delle cose; del resto, lo fanno anche coloro i quali, a parole, negano la legittimit\u00e0 di qualsiasi criterio oggettivo. Per\u00f2, al tempo stesso, dobbiamo essere consapevoli che esistono anche dei sensi interni, di natura spirituale, che ci aiutano a formulare tali giudizi.<\/p>\n<p>Noi possiamo \u00absentire\u00bb che una cosa \u00e8 vera, anche se non siamo in grado di spiegarlo razionalmente. La verit\u00e0 del filosofo, del mistico, del poeta, non \u00e8 di grado inferiore a quella dello scienziato, tutt&#8217;altro; ma si colloca su un piano diverso e presuppone una differente prospettiva, entro la quale sono valide categorie che non coincidono con il Logos razionale.<\/p>\n<p>Una persona cara muore a molti chilometri di distanza: eppure accade che l&#8217;amico, il congiunto, ne abbiamo la certezza immediata, prima di ricevere qualunque comunicazione al riguardo, con lo stesso grado di certezza che se fossero stati presenti al momento del fatto. Questo \u00e8 solo un esempio; potremmo farne moltissimi altri dello stesso genere, molti dei quali documentati in maniera incontrovertibile.<\/p>\n<p>La stesso tipo di ragionamento si pu\u00f2 fare riguardo alla consapevolezza e alle esperienze superiori della coscienza, ossia quelle relative alla sua apertura e alla sua capacit\u00e0 di abbracciare, in un solo istante fuori del tempo, tutta la ricchezza, la bellezza e la verit\u00e0 dell&#8217;esistenza. Lo scienziato di formazione positivista e materialista alzer\u00e0 le spalle al riguardo: lui, esperienze del genere non ne avr\u00e0 mai fatte: di conseguenza, le riterr\u00e0 impossibili, o puramente illusorie.<\/p>\n<p>Chi le ha fatte, o chi vi si \u00e8 anche soltanto avvicinato, sa, invece, che esse sono vere, pi\u00f9 vere di qualunque dimostrazione matematica; e sa anche che la loro veridicit\u00e0 e validit\u00e0 non sono verificabili mediante le categorie del Logos strumentale e calcolante, ma appartengono ad un altro ordine di realt\u00e0: un ordine che comprende le verit\u00e0 della pura ragione, ma che le oltrepassa di gran lunga, attingendo alla dimensione dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, dunque, esiste: perch\u00e9 l&#8217;Essere, dal quale derivano tutte le cose, ne \u00e8 il supremo garante, gi\u00e0 per il solo fatto di averle tratte dal non essere.<\/p>\n<p>Se il mondo in cui viviamo fosse causale, potrebbe anche non esservi una Verit\u00e0, n\u00e9 un criterio per attingerla: nel senso che le cose potrebbero essere o non essere, indifferentemente.<\/p>\n<p>Ma, se il mondo si d\u00e0 la pena di esistere, significa che \u00e8 stato tratto dal non essere all&#8217;essere; e che tale operazione non \u00e8 stata causale, ma intenzionale, sapiente e benevola.<\/p>\n<p>Dunque, la Verit\u00e0 esiste, perch\u00e9 essa non \u00e8 e non pu\u00f2 essere la figlia del caso, ma di un piano intelligente e armonioso.<\/p>\n<p>E non \u00e8 vero che noi siamo esclusi da essa, anche se \u00e8 vero che non possiamo attingerla interamente.<\/p>\n<p>Possiamo, per\u00f2, avvicinarci ad essa: e lo facciamo ogni qualvolta riusciamo a sollevarci, anche solo di poco, dal piano puramente materiale dell&#8217;esistenza, per tentare di intravedere ci\u00f2 che sta oltre, e che ci attira come il mormorio delle acque attira la cerva assetata.<\/p>\n<p>Il sapere della scienza \u00e8 puramente quantitativo e, in genere, rivolto alla manipolazione utilitaristica delle cose; quello della coscienza \u00e8, invece, qualitativo e contemplativo, cio\u00e8 assolutamente disinteressato.<\/p>\n<p>La Verit\u00e0 \u00e8 una: ma quei frammenti di essa che a noi mortali \u00e8 dato cogliere, sono quelli che ci si presentano alla coscienza allorch\u00e9, mediante la contemplazione, ci poniamo di fronte alla realt\u00e0 in maniera del tutto equanime, distaccata e amorevole, piuttosto che quelli di cui \u00e8 capace un Logos vorace e assetato di possesso e di dominio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle grandi illusioni del Pensiero Unico scientista, tipico della modernit\u00e0, \u00e8 che nei fatti risieda la veridicit\u00e0 o la validit\u00e0 di cui siamo alla ricerca;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-26625","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26625"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26625\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}