{"id":26614,"date":"2022-08-16T09:10:00","date_gmt":"2022-08-16T09:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/16\/la-vera-filosofia-e-scienza-dellessere-in-quanto-essere\/"},"modified":"2022-08-16T09:10:00","modified_gmt":"2022-08-16T09:10:00","slug":"la-vera-filosofia-e-scienza-dellessere-in-quanto-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/16\/la-vera-filosofia-e-scienza-dellessere-in-quanto-essere\/","title":{"rendered":"La vera filosofia \u00e8 scienza dell&#8217;essere in quanto essere"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo detto molte volte che quasi tutto il pensiero moderno non merita la qualifica di &quot;filosofia&quot;, perch\u00e9, a patire da Kant, dichiara l&#8217;indimostrabilit\u00e0, e quindi la superfluit\u00e0, della metafisica; e ci\u00f2 sulla base dell&#8217;idea che la metafisica \u00e8 il cuore della filosofia, e che una filosofia la quale prescinda dalla metafisica sar\u00e0 quel che si vuole, ma non \u00e8 pi\u00f9 realmente filosofia, se le parole hanno un significato preciso.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe domandare perch\u00e9 sosteniamo una tesi del genere, che, senza dubbio, parr\u00e0 eccessiva ed estremista a molti, abituati a considerare come &quot;filosofia&quot; qualsiasi espressione del pensiero speculativo, anche la pi\u00f9 lontana dalla vera filosofia, come il razionalismo, l&#8217;utilitarismo, l&#8217;idealismo e il neoidealismo, l&#8217;hegelismo di destra e di sinistra, il positivismo e il neopositivismo, lo spiritualismo, il personalismo, lo strutturalismo, la filosofia del linguaggio, il pensiero debole, il nichilismo, il pragmatismo, l&#8217;ermeneutica, la fenomenologia, eccetera. Su quale base dunque noi diciamo che la filosofia \u00e8 metafisica, o pone comunque al centro la metafisica, oppure non \u00e8 filosofia, ma qualcos&#8217;altro?<\/p>\n<p>Cominciamo col chiarire il significato della parola <em>metafisic<\/em>a. Per la maggior parte delle persone ha un significato incerto ed oscuro, vagamene esoterico, avvolto da una patina antica e veneranda, s\u00ec, ma in qualche modo obsoleta, come una moneta fuori corso o come un tesoro sprofondato in fondo al mare insieme al galeone che lo trasportava, e che sarebbe ormai pi\u00f9 dispendioso cercar di recuperare piuttosto che lasciarlo giacere l\u00e0 dove si trova e dove il destino ha voluto che si perdesse, mentre coloro che lo attendevano sono morti da un pezzo e i loro eredi si sono scordati perfino della sua esistenza.<\/p>\n<p>\u00c8 abbastanza noto che un esponente della scuola peripatetica, Andronico di Rodi, raccolse gli scritti del maestro che venivano <em>dopo<\/em> quelli dedicati alla natura, cio\u00e8 dopo i libri di fisica, sicch\u00e9 <em>metafisica<\/em> significherebbe semplicemente <em>ci\u00f2 che viene dopo la fisica<\/em>. Aristotele, da pare sua, chiamava la materia di quei libri, semplicemente, <em>filosofia prima<\/em>, per evidenziarne il carattere essenziale e universale, che prescinde dal dato empirico e da ogni determinazione specifica relativa a questo o quell&#8217;aspetto dell&#8217;esistente; mentre la fisica \u00e8, per lui, la <em>filosofia seconda<\/em> (e nei secoli successivi, fino al Rinascimento e oltre, le scienze fisiche hanno conservato, nelle universit\u00e0 europee, la denominazione di <em>filosofia naturale<\/em>). Nel corso del Medioevo, sotto l&#8217;influenza dei traduttori e degli interpreti arabi dello Stagirita, la parola metafisica ha acquisito il significato di <em>ci\u00f2 che sta oltre la fisica<\/em> (in effetti, il suffisso greco <em>met\u00e0<\/em> autorizza anche queste traduzione), laddove &quot;oltre&quot; reca implicito il concetto di &quot;superiore&quot; e &quot;trascendente&quot; rispetto al dato immediato e particolare, e dunque rispetto alla fisica.<\/p>\n<p>Si \u00e8 a lungo discusso su quale delle due interpretazioni sia pi\u00f9 vicina alle intenzioni originarie del maestro, e recentemente la bilancia sembra essersi spostata definitivamente in favore di questa seconda accezione, per cui <em>metafisica<\/em>, gi\u00e0 nelle intenzioni di Aristotele e non solo in quelle dei suoi studiosi arabi, o dei suoi discepoli cristiani, come san Tommaso d&#8217;Aquino, indicherebbe non solo e non tanto la materia che viene dopo la fisica, visto soprattutto che di tale riordino bibliografico egli non poteva sapere nulla, essendo vissuto quattro secoli prima di Andronico, e considerato che il suo pensiero, a differenza di quello di Platone, \u00e8 giunto fino a noi non nei testi scritti di suo pugno, ma sostanzialmente attraverso gli appunti delle sue lezioni presi dai suoi discepoli; bens\u00ec ci\u00f2 che sta al di l\u00e0, e in ultima analisi al di sopra, della fisica, cos\u00ec come i cieli immutabili stanno al di l\u00e0 e al di sopra del mondo sublunare e delle cose mutevoli che giacciono in esso. Dunque la metafisica come scienza dell&#8217;assoluto, di ci\u00f2 che \u00e8 ultimo.<\/p>\n<p>Solo questo? Ma perch\u00e9, si potrebbe ancora obiettare, ci\u00f2 che sta <em>oltre<\/em> la fisica dovrebbe stare anche <em>al di sopra<\/em> di essa? In altre parole: perch\u00e9 la realt\u00e0 ultima, quella che trascende i dati particolari e le categorie contingenti, dovrebbe godere anche di una superiorit\u00e0 quanto allo statuto ontologico? Perch\u00e9 dovrebbe essere la realt\u00e0 assoluta? Non sarebbe ci\u00f2 un riprodurre l&#8217;assolutezza delle Idee platoniche, ossia di un mondo che \u00e8 la matrice originale di quella copia sbiadita che \u00e8 il mondo sensibile? Concezione che in Aristotele fonda la critica al platonismo, anzi segna proprio il distacco e la rottura fra l&#8217;antico maestro e il discepolo, orientato quest&#8217;ultimo in maniera sempre pi\u00f9 decisa verso il realismo e contro l&#8217;idealismo. E la risposta \u00e8 che la filosofia di Aristotele \u00e8 una filosofia dell&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;Essere, del primato dell&#8217;essere, cos\u00ec come lo \u00e8 quella di san Tommaso d&#8217;Aquino: vale a dire dell&#8217;essere in quanto essere. E siccome quella \u00e8 stata la vetta insuperata del pensiero (questo, attenzione, \u00e8 un giudizio di valore: si pu\u00f2 condividerlo oppure no), ne consegue che tutti i filosofi moderni i quali, sulla scia di Kant, hanno creduto di poter fare a meno della metafisica e dedicarsi ad altro che all&#8217;essere o alla cosa in s\u00e9, e solo al fenomeno, costoro a noi pare che abbiano tradito la filosofia, abbiano smesso consapevolmente di fare filosofia, per costruire delle speculazioni che non poggiando sulla roccia dell&#8217;essere, poggiano di necessit\u00e0 sulla sabbia del relativo e del mutevole.<\/p>\n<p>Il grande merito di Tommaso, evidenziato particolarmente da \u00c9tienne Gilson, \u00e8 stato proprio quello di porre a fondamento di tutto, l&#8217;essere come <em>actus essendi<\/em>,e non solo come <em>aliquid<\/em>, vale a dire una filosofia dell&#8217;ente che esiste e non dell&#8217;ente come sostanza; laddove Aristotele pone, s\u00ec, l&#8217;essere a fondamento del reale, ma poi definisce l&#8217;essere come <em>sostanza<\/em> (ossia come una categoria, e sia pure la prima e la fondamentale delle dieci categorie: sostanza, qualit\u00e0, quantit\u00e0, relazione, luogo, tempo, stare, avere, agire, subire), mentre l&#8217;essere \u00e8 prima di tutto essere, secondo le parole bibliche del <em>Libro dell&#8217;Esodo<\/em>, dove Dio dice di Se stesso: <em>Io sono colui che sono<\/em> (3,13-15): ed \u00e8 questo che permette all&#8217;ente in atto di essere in una certa maniera e in un determinato punto del tempo e dello spazio. Quasi tutte le filosofie moderne, comprese quelle realistiche le quali, direttamente o indirettamente, si richiamano ad Aristotele e allo stesso san Tommaso d&#8217;Aquino, cadono poi in una qualche forma di sostanzialismo, ovvero di essenzialismo. Cio\u00e8 privilegiano l&#8217;essere come essenza e si dimenticano che, prima ancora di avere un&#8217;essenza, gli enti reali (non quelli puramente logici, ad esempio quelli matematici) hanno l&#8217;esistenza e che l&#8217;atto di esistere si pone come anteriore, non cronologicamente ma concettualmente, rispetto all&#8217;essenza che \u00e8, in definitiva, come abbiamo visto, una sostanza, cio\u00e8 una modalit\u00e0 dell&#8217;essere o quantomeno una delle modalit\u00e0 con le quali l&#8217;intelletto coglie l&#8217;essere delle cose.<\/p>\n<p>Scrive Aristotele nella <em>Metafisica<\/em> (libro IV, 1-2; traduzione di Antonio Russo, Laterza, 1973; in: I Classici del pensiero, Mondadori, 2008, vol. 1, pp. 741-743):<\/p>\n<p><em>1. C&#8217;\u00e8 una scienza che studia l&#8217;essere-in-quanto-essere e le propriet\u00e0 che gli sono inerenti per la sua stessa natura. Questa scienza non s&#8217;identifica con nessuna delle cosiddette scienze particolari, giacch\u00e9 nessuna delle altre ha come suo particolar oggetto di indagine l&#8217;essere-in-quanto-essere, ma ciascuna di esse ritaglia per proprio conto una qualche parte dell&#8217;essere e ne studia gli attributi, come fanno, ad esempio, le scienze matematiche. E poich\u00e9 noi stiamo cercando i principi e le cause supreme, non v&#8217;\u00e8 dubbio che questi principi e queste cause sono propri di una certa realt\u00e0 in virt\u00f9 della sua stessa natura. Se, pertanto, proprio su questi principi avessero spinto la loro indagine quei filosofi che si diedero a ricercare gli elementi delle cose esistenti, allora anche gli elementi di cui essi hanno parlato sarebbero stati propri dell&#8217;essere-in-quanto-essere e non dell&#8217;essere-per-accidente; ecco perch\u00e9 anche noi dobbiamo riuscire a comprendere quali sono le cause prime dell&#8217;essere-in-quanto-essere.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Il temine &quot;essere&quot; \u00e8 usato in molte accezioni, ma si riferisce in ogni caso ad una cosa sola e ad un&#8217;unica natura e non per omonimia; mas., come tutto ci\u00f2 che \u00e8 sano si riferisce in ogni caso alla salute &#8212; sia in quanto la conserva sia in quanto la procura sia in quanto la manifesta sia in quanto \u00e8 in grado di riceverla &#8212; e come tutto ci\u00f2 che \u00e8 medico si rapporta alla medicina (giacch\u00e9 una cosa si dice medica perch\u00e9 possiede l&#8217;arte della medicina, e un&#8217;altra perch\u00e9 \u00e8 naturalmente adatta ad essa e un&#8217;altra ancora perch\u00e9 \u00e8 opera della stessa medicina &#8212; anzi possiamo assumere anche altri termini usati in modo simile a quelli precedenti, cos\u00ec anche il termine &quot;essere&quot; viene usato in molte accezioni, ma ciascuna di queste si riferisce pur sempre ad un unico principio. Alcune cose, infatti, si chiamano &quot;esseri&quot; perch\u00e9 sono sostanze, altre perch\u00e9 sono determinazioni affettive della sostanza, altre perch\u00e9 aprono la via verso la sostanza o ne indicano la distruzione o la privazione o le qualit\u00e0, o perch\u00e9 sono produttrici o generatrici di una sostanza ovvero dei termini relativi ala sostanza, o anche perch\u00e9 sono negazioni di qualcuno di questi termini o della sostanza; ed \u00e8 questo il motivo per cui noi diciamo che anche il non-essere \u00c8 in-quanto-non-essere. E come, dunque, di tutte le cose sane esiste un&#8217;unica scienza, parimenti avviene questo anche per le altre cose. Di fatti \u00e8 riservato ad un&#8217;unica scienza lo studio non solo di quei termini che esprimono una nozione comune, ma anche di quei termini che sono relativi ad una sola natura, giacch\u00e9 anche questi ultimi, in un ceto senso, esprimono una nozione comune. Quindi \u00e8 chiaro che spetta ad un&#8217;unica scienza anche lo studio degli esseri-in-quanto-esseri. In ogni caso, poi, la scienza ha come suo oggetto peculiare ci\u00f2 che \u00e8 primo, ossia ci\u00f2 da cui le altre cose dipendono e mediante cui esse ricevono le loro denominazioni. Pertanto, se questa prima cosa si identifica con la sostanza, allora il filosofo dovr\u00e0 avere in suo dominio i principi e le cause, appunto, delle sostanze.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma di ogni genere determinato di cose, come esiste un&#8217;unica sensazione, cos\u00ec esiste anche un&#8217;unica scienza, allo stesso modo che, ad esempio, la grammatica, che pur \u00e8 una, studia tutte quante le parole. Perci\u00f2 \u00e8 compito di una scienza unica per genere studiare quante siano le specie dell&#8217;essere-in-quanto-essere, ed \u00e8 compito delle parti specifiche di questa scienza studiare le parti specifiche dell&#8217;essere. Tuttavia, se l&#8217;essere e l&#8217;Uno sono identici ed hanno una sola natura in quanto esiste tra loro la medesima correlazione che si riscontra tra principio e causa, e non in quanto essi vengono indicati con la medesima definizione (del resto, non vi sarebbe alcuna differenza, anzi sarebbe persino pi\u00f9 utile a noi concepire l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;essere e dell&#8217;Uno anche sotto questo secondo aspetto), giacch\u00e9 sono la medesima cosa le espressioni &quot;un-uomo&quot; e &quot;uomo esistente&quot; e &quot;uomo&quot;, e cos\u00ec anche raddoppiare l&#8217;espressione dicendo &quot;uomo ed uomo esistente&quot; in realt\u00e0 non porta ad indicare qualcosa di diverso, ma \u00e8, anzi, evidente che tra l&#8217;uomo e l&#8217;essere non c&#8217;\u00e8 separazione n\u00e9 per quanto concerne la generazione n\u00e9 per quanto concerne la corruzione, e lo stesso dicasi anche a proposito del termine &quot;uno&quot;, e da ci\u00f2 consegue che l&#8217;aggiunzione di un termine a queste espressioni non apporta alcun cambiamento di significato, e l&#8217;Uno non \u00e8 nulla al di fuori dell&#8217;essere e, inoltre, la sostanza di ciascuna cosa \u00e8 unica non per accidente, ma \u00e8 in tal modo qualcosa che esiste essenzialmente, &#8211; allora si avr\u00e0 di conseguenza che quante sono le specie dell&#8217;Uno altrettante sono anche quelle dell&#8217;essere; e sar\u00e0 compito di una scienza che sia unica per genere studiare l&#8217;essenza di tali cose, vale a dire, ad esempio, l&#8217;essenza dellidentico, del simile e delle altre determinazioni siffatte. Anzi, quasi tutti i contrari potranno essere riportati a questo principio; del resto valgano le considerazioni fatte da noi a tale proposito nella &quot;Raccolta dei contrari&quot; [forse il secondo libro del &quot;De bono&quot;, oppure il trattato &quot;De contrariis&quot; di cui parla Diogene Laerzio].<\/em><\/p>\n<p>Ha perfettamente ragione, Aristotele, a sottolineare che anche l&#8217;Uno, che alcuni vorrebbero come il principio universale di tutte le cose (e sarebbe poi divenuta la posizione dei neoplatonici) non \u00e8 nulla al di fuori dell&#8217;essere; cos\u00ec come nel dire che la sostanza di tutte le cose \u00e8 unica e lo \u00e8 non per accidente, ma per il fatto che tutto ci\u00f2 che esiste, esiste essenzialmente, cio\u00e8 \u00e8 identico quanto alla vera essenza, che \u00e8 l&#8217;essere. E dunque \u00e8 arrivato vicinissimo all&#8217;idea fondamentale della priorit\u00e0 dell&#8217;essere su ogni altra cosa, compresa l&#8217;essenza: vicinissimo, e tuttavia ha seguitato a girarci intorno, senza arrivare a riconoscerla distintamente.<\/p>\n<p>Il grandissimo merito di aver visto quell&#8217;idea spetta a san Tommaso d&#8217;Aquino e a lui solo: nessun altro, n\u00e9 prima n\u00e9 poi, l&#8217;ha riconosciuta con altrettanta chiarezza, facendone la base della metafisica. Perch\u00e9 se la metafisica \u00e8 la scienza dell&#8217;essere in quanto essere, e poi si viene a dire, come fa Aristotele, che oggetto della metafisica \u00e8 la sostanza, in un certo senso si sprecano quelle splendide premesse e si ricade in una delle tante possibili forme di ontologia. Ma la vera metafisica non \u00e8 una ontologia qualsiasi, \u00e8 la scienza dell&#8217;essere in quanto essere, in quanto atto di essere e perci\u00f2 di esistere, precedente ogni altra categoria: perch\u00e9 solo ci\u00f2 che esiste <em>\u00e8<\/em> nel senso pi\u00f9 pieno della parola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo detto molte volte che quasi tutto il pensiero moderno non merita la qualifica di &quot;filosofia&quot;, perch\u00e9, a patire da Kant, dichiara l&#8217;indimostrabilit\u00e0, e quindi la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,141,199,241],"class_list":["post-26614","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-filosofia","tag-metafisica","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26614"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26614\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}