{"id":26607,"date":"2011-07-08T02:18:00","date_gmt":"2011-07-08T02:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/08\/la-tristezza-crea-da-se-i-fantasmi-che-la-alimentano\/"},"modified":"2011-07-08T02:18:00","modified_gmt":"2011-07-08T02:18:00","slug":"la-tristezza-crea-da-se-i-fantasmi-che-la-alimentano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/08\/la-tristezza-crea-da-se-i-fantasmi-che-la-alimentano\/","title":{"rendered":"La tristezza crea da s\u00e9 i fantasmi che la alimentano"},"content":{"rendered":"<p>Le persone naturalmente dotate di un carattere allegro, purch\u00e9 &#8211; ovviamente &#8211; non siano superficiali e inconsapevoli, godono di un grande vantaggio nella vita, un bene prezioso che le aiuter\u00e0 moltissimo nei momenti difficili che tutti, prima o poi, dobbiamo attraversare.<\/p>\n<p>Quelle che non possiedono un tale dono, vuoi perch\u00e9 non l&#8217;hanno ricevuto fin dall&#8217;inizio, vuoi perch\u00e9 le circostanze della vita lo hanno eroso e lentamente distrutto dentro di loro, dovrebbero sforzarsi di conquistarlo o di riconquistarlo e porsi tale impresa come un importante obiettivo esistenziale, da perseguire con impegno e perseveranza.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di porsi in modo sorridente e leggero nei confronti del reale, beninteso accompagnata da retto vedere, retto sentire e retto volere, non \u00e8, infatti, un qualcosa di estemporaneo ed aggiuntivo, un qualcosa di secondario: \u00e8, al contrario, un elemento fondamentale per sviluppare una relazione armoniosa con se stessi e con il mondo.<\/p>\n<p>Una sana e benevola allegria non soltanto \u00e8 di aiuto prezioso nelle difficolt\u00e0; \u00e8 anche lo strumento che ci consente di relazionarci in modo corretto con il reale, impedendo alla nostra emozionalit\u00e0 di deformare oltre misura i dati del&#8217;esperienza e di imprigionarci nella ragnatela della tristezza, che subdolamente si insinua nella nostra vita e indebolisce le nostre difese.<\/p>\n<p>La persona triste non vede il mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 e non riesce a vedere esattamente neanche se stessa: li vede come attraverso una nebbia, una nebbia popolata dagli orribili fantasmi che la tristezza crea incessantemente, traendo alimento dalla paura e dallo scoraggiamento che ne costituiscono l&#8217;essenza e la forza perversa e segreta.<\/p>\n<p>La tristezza possiede la capacit\u00e0 di entrare silenziosamente nella nostra vita, dissimulandosi abilmente; e poi, una volta che vi si sia insediata, acquista forza e si alimenta da se stessa, in un circuito maligno che, se non viene riconosciuto e contrastato per tempo, rischia di creare degli automatismi pressoch\u00e9 cronici.<\/p>\n<p>La tristezza, per esempio, si presenta alla nostra porta sotto le vesti, perfettamente rispettabili, della pensosit\u00e0 e della profondit\u00e0: come si fa a stare allegri, in un mondo cos\u00ec pieno di sofferenze e di ingiustizie, senza cadere nell&#8217;indifferenza o, peggio, nel cinismo?<\/p>\n<p>Per cui sembrerebbe che la persona triste sia, semplicemente, una persona sensibile e consapevole di tutti i dolori che affiggono il mondo; e spesso ella stessa, ignara del proprio male segreto, ama presentarsi in tal modo davanti agli altri.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il fatto di essere sensibili e consapevoli non significa, automaticamente, che si debba essere tristi: valga per tutti l&#8217;esempio del medico americano Patch Adams (conosciuto in Italia grazie alla sua interpretazione cinematografica da parte dell&#8217;attore Robin Williams), che aveva deciso di fare della sua vita un costante impegno per portare il sorriso nei malati e specialmente nei bambini ricoverati in ospedale per gravi patologie.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, pertanto, che la persona sensibile e consapevole, che riesca a mantenere una sana allegria per se stessa e per coloro con i quali si relaziona, ha raggiunto il vertice della saggezza e della benevolenza ed \u00e8 in grado di creare ed alimentare continuamente un circuito virtuoso in se stessa e fuori di s\u00e9, nell&#8217;ambiente in cui vive e lavora.<\/p>\n<p>I monaci del Medioevo, contrariamente alla Vulgata di cui sono espressione film come \u00abIl nome della rosa\u00bb, ben conoscevano l&#8217;importanza, se non proprio della schietta risata, certo del sereno e costante buon umore; e lo stesso vale per la saggezza orientale, a partire dal Taoismo, la pi\u00f9 &quot;sorridente&quot; di tute le filosofie dell&#8217;Asia e, forse, del mondo: per il saggio taoista, la giornata deve iniziare con una franca, sana, liberatoria risata, che alleggerisce il cuore, apre la mente e predispone a bene interagire con i propri simili e con tutto il mondo circostante.<\/p>\n<p>Malinconia e tristezza vengono spesso confuse e, in effetti, viste da lontano possono anche sembrare sorelle gemelle; tuttavia, da vicino, l&#8217;occhio un po&#8217; esercitato a vedere oltre le apparenze, ne riconosce immediatamente la differente natura.<\/p>\n<p>La malinconia non \u00e8 uno stato d&#8217;animo, ma un modo dell&#8217;essere e non smarrisce mai, quanto a se stessa, n\u00e9 la benevolenza verso il prossimo, n\u00e9 la capacit\u00e0 di scorgere la bellezza, ovunque si trovi; mentre la tristezza tende alla chiusura di s\u00e9 nel cerchio della sofferenza e, pertanto, fatalmente finisce per divenire insensibile ai bisogni degli altri, quando addirittura non si trasformi in attiva e deliberata malevolenza.<\/p>\n<p>A sua volta, la tristezza pu\u00f2 facilmente degenerare in depressione e ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire in modo tanto pi\u00f9 insidioso, quanto meno facilmente viene riconosciuto di primo acchito: come un tumore al cervello che si annunci come un semplice mal di testa e venga cos\u00ec scambiato per una banale nevralgia, ritardando la presa di coscienza della sua gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, anche se non degenera in depressione vera e propria, la tristezza costituisce una grave patologia dell&#8217;anima e va combattuta energicamente, se non altro per il diaframma che essa pone tra noi e il mondo, deformando la nostra visione delle cose e alimentando i fantasmi della nostra mente, cui finiamo per attribuire consistenza reale.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 per la persona triste sembra che le cose vadano sempre storte: \u00e8 come se un&#8217;aura negativa la seguisse e la perseguitasse; e, di fatto, \u00e8 proprio cos\u00ec: tristezza chiama ancora tristezza e, a sua volta, la tristezza cronica chiama le negativit\u00e0, gli ostacoli, i malintesi, i contrattempi e ogni genere di sofferenze.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un personaggio, nella saga del commissario Maigret creata da Georges Simenon, che bene incarna questa figura della persona triste e perennemente sfortunata: l&#8217;ispettore Lognon, la cui tristezza genera ad un tempo scortesia e sfortuna: quasi che il destino volesse punirlo per non aver imparato quale sia il giusto modo di porsi nei confronti della vita.<\/p>\n<p>Un altro fattore importante da tener presente \u00e8 il contesto socioculturale nel quale attualmente ci muoviamo e che, inevitabilmente, ci condiziona assai pi\u00f9 di quanto non siamo, di norma, disposti ad ammettere.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 contemporanea \u00e8 fondamentalmente una societ\u00e0 depressiva, che vampirizza le nostre energie migliori e si alimenta di quelle negative, pi\u00f9 o meno artificialmente indotte dai meccanismi alienanti e brutali della massificazione: indifferenza, stupidit\u00e0, cattiveria, egoismo, gelosia, rabbia, rancore, brame smodate e paure irragionevoli.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 sono preposte le apposte agenzie di rimbecillimento collettivo, dalla pubblicit\u00e0 alla televisione, il cui scopo deliberato, e nemmeno tanto nascosto, \u00e8 &#8211; appunto &#8211; quello di conseguire un pieno e incondizionato controllo sulle nostre menti: fino al punto da suscitare in noi, a comando, emozioni, bisogni, speranze e paure, trasformandoci in docili e volonterosi (soprattutto volonterosi: gi\u00e0 Etienne De La Bo\u00ebtie parlava della nostra &quot;servit\u00f9 volontaria&quot;, in pieno XVI secolo!) burattini telecomandati<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 da stupirsi se, in una societ\u00e0 di questo genere, ove ogni barlume di spirito critico viene immediatamente censurato e messo a tacere, episodi di per s\u00e9 assolutamente banali fungono da catalizzatori di tutte le nostre frustrazioni, di tutte le nostre ansie, di tutte le nostre ambizioni sbagliate, represse, distruttive e autodistruttive; e la tristezza \u00e8 certamente uno degli aspetti della nostra vita quotidiana che maggiormente vengono alimentati dalla societ\u00e0 depressiva.<\/p>\n<p>Possiamo anzi ipotizzare, e non crediamo di andare troppo lontano dal vero, che oscure forze economiche e politiche abbiano ogni interesse ad alimentare il circuito perverso della tristezza, della paura, della depressione, con tutto lo squallido ma redditizio mercato che esso foraggia, dalla droga agli psicofarmaci; per non parlare della convenienza che ha un sistema formalmente democratico, ma in realt\u00e0 profondamente totalitario, di tenere le persone rinchiuse nel cerchio stregato della tristezza, dello scoraggiamento e dell&#8217;isolamento reciproco.<\/p>\n<p>Se, infatti, come diceva Aristotele, l&#8217;uomo \u00e8 prima di tutto un animale sociale, \u00e8 evidente che uno dei primissimi effetti di un sistema che riesca a tenere gli esseri umani divisi, dispersi, frammentati (pur nella promiscuit\u00e0 della massa che d\u00e0 l&#8217;illusione, ma soltanto l&#8217;illusione, delle relazioni sociali) sar\u00e0 appunto quello di intristirlo, come avviene agli animali rinchiusi negli zoo, che giungono fino alla pazzia dietro le sbarre delle loro gabbie.<\/p>\n<p>Basterebbero queste semplici considerazioni per farci comprendere che combattere la tristezza e lottare per conquistare una sana allegria nei confronti della vita \u00e8 non solo un nostro diritto sacrosanto, ma anche un doveroso strumento per contrastare la sottomissione mentale, l&#8217;alienazione ed il plagio di cui siamo costantemente minacciati dalle oscure forze economiche e politiche cui abbiamo fatto cenno, e che molti indizi fanno pensare essere organizzate entro strutture segrete dedite al satanismo e volte al controllo totale dell&#8217;umanit\u00e0, dietro il paravento di una democrazia puramente formale ed apparente.<\/p>\n<p>Anche al livello della vita quotidiana, comunque, va sottolineato che un atteggiamento &quot;leggero&quot;, allegro ed ottimista si presta magnificamente ad affrontare nel modo pi\u00f9 idoneo le piccole e grandi difficolt\u00e0 con le quali dobbiamo confrontarci e che troppo spesso hanno il potere di scoraggiarci, prostrarci, sfinirci.<\/p>\n<p>Se i nostri processi vitali implicano un continuo scambio di energie fra noi stessi e l&#8217;ambiente circostante &#8211; persone, animali, piante e cose -, allora noi dobbiamo fare di tutto per proteggere e mantenere il pi\u00f9 alto possibile il nostro potenziale energetico e tenere a bada quelle presenze e quelle situazioni che tendono a sottrarci energia senza restituircela, prosciugando le nostre forze migliori e sottoponendo la nostra mente ad un continuo stato di stress.<\/p>\n<p>Le emozioni, di per s\u00e9, sono faticose, anche quando sono di carattere positivo; figuriamoci quelle negative, come l&#8217;ansia, la paura e, appunto, la tristezza.<\/p>\n<p>La persona consapevole \u00e8 a conoscenza del rischio che il continuo bombardamento emozionale rappresenta per il proprio equilibrio interiore e fa in modo da non esporvisi in misura eccessiva e senza protezione alcuna.<\/p>\n<p>La persona inconsapevole, invece, non solo vi si espone in modo imprudente, ma fa in modo di aggravare il pericolo, andando essa stessa in cerca di quelle situazioni e di quei contesti ove vige la massima intensit\u00e0 emozionale: dai megaconcerti rock, ai film televisivi che trasudano orrore e violenza gratuita, al frastuono ossessivo delle discoteche, all&#8217;abuso di superalcolici, alla guida spericolata e in mille e mille altre maniere di tal genere.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il rischio al quale si espongono le persone superficiali e immature, ve n&#8217;\u00e8 un altro che riguarda, invece, proprio le persone pi\u00f9 sensibili, scrupolose e moralmente oneste: quello di lasciarsi coinvolgere esageratamente nei problemi della vita quotidiana e specialmente nelle relazioni affettive, disperdendo immense quantit\u00e0 di energia psichica che, poi, sar\u00e0 loro assai difficile reintegrare e ricostituire.<\/p>\n<p>Il nostro equilibrio interiore \u00e8 un bene prezioso che dovremmo imparare ad amministrare saggiamente, almeno tanto quanto dovremmo imparare ad amministrare con saggezza e intelligenza il bene insostituibile della salute fisica.<\/p>\n<p>Orbene, la volont\u00e0 di lottare contro la tristezza e la capacit\u00e0 di coltivare il buonumore e l&#8217;allegria dovrebbero costituire il nucleo di questo necessario abito mentale, fatto di prudenza, di saggezza e di consapevolezza di s\u00e9.<\/p>\n<p>La tristezza \u00e8 una forma di prostrazione della vita, di abbassamento e di mortificazione delle immense potenzialit\u00e0 positive che essa quotidianamente ci offre; \u00e8 una nemica, dunque, che va riconosciuta come tale, allontanata e scacciata senza tanti complimenti, anche e soprattutto allorch\u00e9 si presenta sotto le mentite spoglie di un atteggiamento esistenziale nobilmente e austeramente pensoso.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 nulla di nobile e nulla di austero nella tristezza; non \u00e8 altro che compiacimento masochista nella solitudine e nella sofferenza, subdolo richiamo del nostro io pi\u00f9 infantile e ciecamente, selvaggiamente autodistruttivo.<\/p>\n<p>Non ascoltate le sue sirene incantatrici: quando bussa alla vostra porta, reagite e mandatela via.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le persone naturalmente dotate di un carattere allegro, purch\u00e9 &#8211; ovviamente &#8211; non siano superficiali e inconsapevoli, godono di un grande vantaggio nella vita, un bene<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-26607","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26607"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26607\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}