{"id":26606,"date":"2019-12-26T01:01:00","date_gmt":"2019-12-26T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/26\/la-triplice-sfida-della-lega-come-partito-nazionale\/"},"modified":"2019-12-26T01:01:00","modified_gmt":"2019-12-26T01:01:00","slug":"la-triplice-sfida-della-lega-come-partito-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/26\/la-triplice-sfida-della-lega-come-partito-nazionale\/","title":{"rendered":"La triplice sfida della Lega come partito nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Ora che il passaggio, e la trasformazione, da movimento\/partito del Nord, antimeridionalista e secessionista, a partito pienamente nazionale, che si presenta alle elezioni e chiede i voti per governare e rilanciare tutta l&#8217;Italia, dal Brennero a Lampedusa, si sono formalmente conclusi, resta da vedere se questa grossa forza politica, che i sondaggi accreditano come la maggiore del momento e che, alleandosi a Fratelli d&#8217;Italia, avrebbe quasi certamente i numeri per formare un governo auto-sufficiente, sapr\u00e0 vincere la triplice sfida che le si pone davanti.<\/p>\n<p>La prima sfida \u00e8 quella di dare un contributo decisivo alla soluzione del massimo problema italiano: la mancata o insufficiente formazione di uno spirito nazionale. Questa \u00e8 la debolezza fondamentale dell&#8217;Italia e all&#8217;estero tutti lo sanno; solo noi facciamo finta che il problema non sussista, per non scoperchiare la pentola e scatenare le tensioni latenti, che potrebbero condurre a una disintegrazione dello Stato, come \u00e8 accaduto per la Jugoslavia e, in forma pacifica, per la Cecoslovacchia, e come \u00e8 sempre sul punto di accadere per il Belgio. Pesa sull&#8217;Italia l&#8217;opera parziale, insufficiente o sbagliata del Risorgimento: di come \u00e8 stato fatto, delle forze che lo hanno voluto, delle ambiguit\u00e0 e le contraddizioni che lo hanno contraddistinto e, pi\u00f9 grave di tutti, per il peccato d&#8217;origine che lo ha partorito: il disegno massonico di staccare gli italiani dalla Chiesa cattolica, calpestando il loro sentimento religioso e cercando di sostituirlo con un suo pessimo surrogato. Comunque, bene o male, e pi\u00f9 male che bene, l&#8217;opera di unificazione degli italiani era in atto, dopo secoli di divisioni campanilistiche; e un contributo decisivo era venuto dalla stipulazione dei Patti Lateranensi, che aveva sanato la ferita dei rapporti conflittuali fra Stato e Chiesa, cittadinanza laica e appartenenza religiosa. Ma poi la sconfitta e la guerra civile del 1943-45 hanno riaperto tutte le piaghe, hanno fatto sprizzare nuovamente il sangue da tutte le vecchie e recenti ferite; c&#8217;\u00e8 stato perfino il tentativo secessionistico della Sicilia, mentre gli italiani della sponda orientale dell&#8217;Adriatico hanno conosciuto il loro calvario e sono stati vittime di una troppo a lungo rimossa pulizia etnica. La giornata, drammatica e vergognosa, dell&#8217;8 settembre, ha segnato un momento cruciale nella dispersione del processo unitario: tutto quel che \u00e8 venuto dopo, tutta la politica, la societ\u00e0, la cultura italiana dei settant&#8217;anni successivi, trova la sua spiegazione e il suo orizzonte psicologico e morale nell&#8217;infamia dell&#8217;8 settembre. E poi la memoria manipolata, il mito aberrante di un&#8217;orrenda guerra civile trasformato nella pagina pi\u00f9 limpida e gloriosa della nostra storia; e l&#8217;egemonia della sinistra, che da allora non ha pi\u00f9 mollato la presa (e il portafoglio: quanto denaro pubblico ha finanziato i cosiddetti istituti storici della Resistenza; quanto se ne va per pagare gli onorari del signor Fabio Fazio; e quando va a sostenere le attivit\u00e0 culturali della &quot;scuola di Bologna&quot; catto-progressista del professor Melloni?) e che tuttora fa sentire i suoi attardati eredi come la parte migliore del Paese. Loro sono quelli che hanno il diritto di giudicare, senza mai esser giudicati; quelli col ditino sempre alzato, a fare la lezione a tutti; quelli che sono pi\u00f9 buoni, pi\u00f9 onesti, pi\u00f9 preoccupati del pubblico bene e pi\u00f9 colmi di amore per il prossimo, di chiunque altro: si chiamino comunisti, o cattolici progressisti, o libertari, o europeisti, o girotondini, o sardine, o in qualunque altro modo, ma sempre sponsorizzati da quei poteri finanziari occulti che, a parole, criticano e condannano, ma per la verit\u00e0 sempre di meno, e sempre pi\u00f9 stancamente. Il loro volto si compendia in quello della signora Boldrini ed esprime supponenza, spocchiosit\u00e0, presunzione di essere moralmente superiori; oppure in quello di monsignor Zuppi, la quintessenza del catto-comunismo, ossia un cattolicesimo che non ha pi\u00f9 nulla di religioso ma \u00e8 solo un pretesto per portare avanti, dietro la retorica degli ultimi, dei pranzi santegidini dentro le basiliche e della solidariet\u00e0 coi movimenti anti-populisti e filo-immigrazionisti, un odio feroce e un&#8217;implacabile volont\u00e0 di distruzione delle proprie radici, delle proprie tradizioni e della propria identit\u00e0, a cominciare dalla vera identit\u00e0 cattolica e dalla vera fede cattolica: col signor Bergoglio che invita i calciatori a non farsi pi\u00f9 il segno della croce&#8230;<\/p>\n<p>Dunque, la prima sfida che la Lega, come partito nazionale, dovr\u00e0 sostenere, \u00e8 quella di porre mano al processo interrotto di unificazione nazionale. Dalla nascita della Repubblica fino ad oggi la politica italiana \u00e8 stata meridionalizzata e gli interessi del Nord, la parte produttiva del Paese, sono stati sempre pi\u00f9 sacrificati, comprimendo e opprimendo la piccola borghesia imprenditoriale, artigiana e commerciale, quella che manda avanti il Paese e consente di pagare gli stipendi a una numerosissima categoria d&#8217;impiegati pubblici, molti dei quali, specie al Sud, hanno una mentalit\u00e0 parassitaria. Parliamoci chiaro; c&#8217;\u00e8 una parte del Sud che pensa di poter campare all&#8217;infinito sul lavoro altrui; molti ne hanno fatto una filosofia di vita, che non si preoccupano neanche di nascondere. Nelle scuole del Nord, non \u00e8 rara la figura dell&#8217;impiegato meridionale che dice apertamente ai suoi colleghi: <em>Ma quanto lavorate, voialtri! Non vi riposate mai? A me non piace sgobbare cos\u00ec tanto; del resto, ci siete voi che lavorate anche per noi<\/em>. Sfotte, oltre a lavorare il minimo indispensabile: conosce tutte le leggi, tutti i cavilli sindacali, tutti i trucchi per ottenere permessi, licenze e aspettative, per non parlare dei falsi certificati di malattia e le false attestazioni d&#8217;invalidit\u00e0. Pensate che stiamo esagerando? Benissimo: prendete un treno, o un aero, e fatevi una bella gita in quel di Napoli. Appena usciti dalla stazione, cosa vedete? Montagne di spazzatura sui marciapiedi ed eserciti di barboni. I napoletani perbene non osano lasciare che i figli vadano alla stazione da soli, neppure di giorno: bisogna attraversare quartieri pericolosi, e questo in pieno centro storico. In nessun&#8217;altra citt\u00e0 d&#8217;Europa si vedono scene simili: neppure a Bucarest, dove esiste la piaga dei bambini di strada; neppure nelle pi\u00f9 scalcagnate citt\u00e0 balcaniche, dove oltretutto \u00e8 passata la guerra. Ora entrate in un bar e chiedete un caff\u00e8: \u00e8 facile che il barista lo prepari con un sospiro, se non con uno sbuffo, e ha dipinta in viso la domanda: <em>ma proprio qui dovevi venire a disturbare la mia pace?<\/em> Pare che siate voi a domandare un favore perch\u00e9 avete scelto proprio quel bar. Poi fissate una stanza all&#8217;albergo. Il caso vuole che quella stanza, al piano terra, sia adiacente alla <em>reception<\/em>; e che il portiere, per ammazzare la noia delle ore notturne, tenga accesa la televisione tutta la notte, a pieno volume. Voi gli chiedete cortesemente di abbassare il volume; lo fa, piuttosto malvolentieri; ma la seconda notte siamo daccapo. E stiamo parlando del personale dell&#8217;albergo, non di altri clienti maleducati. Se non importa a loro di fare in modo che chi sceglie il loro albergo resti contento, e sia invogliato a ritornarci, a chi dovrebbe importare? Poi si parla tanto di rilanciare il turismo come grande industria del Sud: \u00e8 vero, sarebbe una risorsa economica notevolissima, ma con questi modi di fare e di pensare nessun turismo di qualit\u00e0 potrebbe mai decollare. E venire a Napoli per vedere cosa, poi? Le strada affogate nell&#8217;immondizia? O pagare il biglietto del museo quasi venti euro, pi\u00f9 di quanto costi visitare un museo in qualsiasi altra citt\u00e0 d&#8217;Italia, il che fa una spesa di quasi cento euro per una famiglia di quattro persone? E perch\u00e9 solo a Napoli i giovani e gli studenti non hanno l&#8217;agevolazione vigente in qualsiasi altra citt\u00e0 d&#8217;Italia? E quanta gente paga il biglietto dei mezzi pubblici; quanti acquistano il biglietto dell&#8217;autobus o della funicolare? E perch\u00e9 mancano i controlli? Perch\u00e9 nessun bigliettaio ha voglia di prendersi un pugno o una coltellata per averlo chiesto, probabilmente. Appunto: \u00e8 la resa dello Stato; \u00e8 come ammettere che in quella citt\u00e0 comanda di vuole, paga chi vuole, rispetta le regole chi vuole, se vuole e quando vuole. E via di questo passo: ovunque sporcizia, sciatteria, incuria, e un approfittarsi poco intelligente del visitatore di passaggio; per non parlare dell&#8217;insicurezza per le strade. In compenso mamma tiv\u00f9, da vent&#8217;anni, ammannisce uno sceneggiato quotidiano su Rai 3, la rete progressista per definizione, quella di Augias, Fazio, Saviano e compagnia bella, intitolato <em>Un posto al sole<\/em>, ambientato a Napoli, nel quale le vedute della citt\u00e0 sono sempre bellissime, suggestive, a volo d&#8217;uccello, sicch\u00e9 cassonetti stracolmi e rifiuti puzzolenti non si vedono mai; e se qualche scena \u00e8 ambientata in ospedale, si direbbe proprio che siamo in uno dei migliori ospedali svizzeri o tedeschi.<\/p>\n<p>Ora, sappiamo bene che non tutti i meridionali hanno questa mentalit\u00e0; tutt&#8217;altro. Ci sono le brave persone, le persone serie, che hanno voglia di lavorare e guadagnarsi onestamente lo stipendio; ma sono costrette quasi a nascondersi, per non incorrere nelle ire del collega o del vicino. Una maestra che non stia a casa &quot;per malattia&quot; un tot di giorni all&#8217;anno rischia che le taglino i copertoni dell&#8217;automobile: andando a lavorare tutto l&#8217;anno, toglie la possibilit\u00e0 di avere un posto temporaneo a qualche supplente; e cos\u00ec lo Sato paga due stipendi invece di uno (parliamo della situazione nella scuola perch\u00e9 \u00e8 quella che conosciamo meglio, e tutto ci\u00f2 che ora abbiamo detto, lo abbiamo visto e sperimentato di persona). Cos\u00ec funzionano le cose da quelle parti; questa \u00e8 la mentalit\u00e0 parassitaria; e non parliamo delle associazioni criminali, la mafia, la camorra e la n&#8217;ndrangheta. Tutti chinano la testa e pagano il pizzo; se qualcuno si ribella, rischia di finire in fondo al mare con un paio di scarpe di cemento ai piedi. Questa \u00e8 la realt\u00e0: altro che Beirut, altro che Tripoli o Kabul. Lo Stato italiano finisce alle porte di Napoli, Palermo e Catanzaro. \u00c8 da qui che bisogna ripartire, se si vuol rendere l&#8217;Italia un Paese efficiente e normale: il che implica un cambio di mentalit\u00e0. Finora i partiti politici hanno accarezzato il clientelismo e il parassitismo di quel tipo di elettori: il reddito di cittadinanza \u00e8 stato l&#8217;ultimo, disastroso cattivo esempio che lo Stato ha dato a costoro. Possibile che al governo non sapessero cosa sarebbe successo, e cio\u00e8 che molte persone avrebbero rifiutato le offerte di lavoro perch\u00e9, al netto delle tasse e delle spese, con ottocento euro si campa meglio stando a casa, che andando tutti i giorni a timbrare il cartellino? Ma certo che lo sapevano: \u00e8 ben per questo che i Cinque Stelle hanno voluto quel provvedimento: e infatti \u00e8 al Sud che hanno preso una valanga di voti. Ebbene, bisogna dare un taglio a questa mentalit\u00e0; bisogna far capire che il denaro pubblico non spunta dal terreno come i funghi dopo la pioggia; che qualcuno lo deve produrre, e poi versare al fisco; che finora lo ha prodotto il Nord, ma adesso che la crisi \u00e8 arrivata anche al Nord, la cosa non pu\u00f2 seguitare. Non \u00e8 possibile che la Calabria assuma un numero di guardie forestali superiore a quello di tutto il Canada, un Paese grande pi\u00f9 di trenta volte l&#8217;Italia intera, e che ha le foreste pi\u00f9 vaste al mondo. E non \u00e8 possibile che i malati di Napoli, Bari e Reggio Calabria vadano a curarsi o a farsi operare negli ospedali del Nord, perch\u00e9 quelli del Sud, che sono da Terzo Mondo, servono solo a mantenere una classe di medici e infermieri che lavora con modalit\u00e0 inefficienti, e soprattutto di amministratori scialacquatori o disonesti, i quali pagano per l&#8217;acquisto dei materiali sanitari dieci volte pi\u00f9 di quanto lo pagano gli ospedali al Nord. Come abbiamo accennato sopra, anche all&#8217;estero certe cose si notano e ormai tedeschi, inglesi, americani, fanno distinzione fra italiani del Nord e italiani del Sud: verso i primi, in linea di massima, hanno stima e fiducia, per gli altri no. Pu\u00f2 sembrare un discorso troppo duro e perfino razzista, ma non \u00e8 questa la nostra intenzione: il buon medico guarda le piaghe per quelle che sono e chiama le malattie col loro nome, se vuol guarire il paziente. Bisogna incidere il cancro dello statalismo, del parassitismo e del clientelismo; bisogna dichiarare guerra aperta alla malavita organizzata; bisogna ridare speranza ai giovani del Sud e abituarli all&#8217;idea che esistono anche altre maniere di guadagnarsi la vita, che assicurarsi, in un modo o nell&#8217;altro, un posto da statale, che sia di bidello o di magistrato, da conservare per forza d&#8217;inerzia. Bisogna favorire la nascita di una mentalit\u00e0 imprenditoriale, facendo leva sulla piccola impresa, non certo su mostri sovradimensionati come le acciaierie di Taranto; e, per far ci\u00f2, bisogna dotare il Sud d&#8217;infrastrutture moderne, laddove vaste aree sono ancora servite da cattive strade o da ferrovie a binario unico, che funzionano &#8212; e talvolta deragliano &#8211; come trenini del Far West.<\/p>\n<p>Le altre due sfide riguardano la Chiesa e l&#8217;Europa. Qui possiamo solo farvi un cenno, riservandoci di tornare in maniera specifica su questi temi. Seconda sfida: la Chiesa. C&#8217;\u00e8 un profondo malessere oggi fra i cattolici: il consenso verso la gerarchia sta toccando i minimi storci e seguiter\u00e0 a scendere, quanto pi\u00f9 preti e vescovi insisteranno nella loro politicizzazione esasperata e nella loro linea migrazionista e omosessualista. I veri cattolici non si riconoscono in queste battaglie e, soprattutto, sono stufi e arcistufi di un clero che non parla mai di Dio, che non nomina neppure Ges\u00f9 Cristo per un falso riguardo verso le altre fedi, ma che si riempie sempre la bocca con i migranti, il clima, l&#8217;ambiente e la biodiversit\u00e0. La Lega ha la possibilit\u00e0 d&#8217;intercettare il malessere di questi cattolici. Si pensi pure che i richiami alla religione fatti da Salvini (e da Giorgia Meloni) siano puramente strumentali: il fatto \u00e8 che la gente \u00e8 consolata nel vedere che qualcuno si ricorda ancora dei valori cattolici. C&#8217;\u00e8 un vuoto, quindi, che deve essere riempiuto. la Lega non pu\u00f2 farlo di certo in quanto partito; per\u00f2 pu\u00f2 agire da propulsore per una rinascita del vero cattolicesimo, che restituisca le chiese a Dio e alla preghiera e faccia cessare l&#8217;abuso di trasformarle in dormitori o mense per i poveri (sempre poveri stranieri, peraltro; i poveri italiani sono di seconda classe). Infine, l&#8217;Europa. La Lega \u00e8 il pi\u00f9 forte partito sovranista europeo: rappresenta perci\u00f2, piaccia o no, le speranze di un intero continente che non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di migranti e dei banchieri di Bruxelles, e vuol voltare pagina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che il passaggio, e la trasformazione, da movimento\/partito del Nord, antimeridionalista e secessionista, a partito pienamente nazionale, che si presenta alle elezioni e chiede i<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[178,186],"class_list":["post-26606","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-italia","tag-lega-nord"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26606","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26606"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26606\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}