{"id":26605,"date":"2019-02-23T06:25:00","date_gmt":"2019-02-23T06:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/23\/la-trappola-diabolica-dei-casi-pietosi\/"},"modified":"2019-02-23T06:25:00","modified_gmt":"2019-02-23T06:25:00","slug":"la-trappola-diabolica-dei-casi-pietosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/23\/la-trappola-diabolica-dei-casi-pietosi\/","title":{"rendered":"La trappola diabolica dei &#8220;casi pietosi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il codice morale di una intera societ\u00e0 non pu\u00f2 essersi capovolto, quasi da una generazione all&#8217;altra, per cause naturali. Le tendenze naturali agiscono molto lentamente e prima di giungere non a una serie di parziali modifiche, ma ad un ribaltamento completo, ci vogliono secoli. Invece nel caso della societ\u00e0 europea il ribaltamento completo c&#8217;\u00e8 stato e si \u00e8 consumato nel giro di pochi decenni: una generazione o due al massimo. Qui stiamo parlando non di tutto l&#8217;Occidente, non degli Stati Uniti, in particolare, ma della sola Europa; e in modo speciale dell&#8217;Europa che \u00e8 stata cattolica fino alla prima met\u00e0 del Novecento e che, nel corso di millecinquecento anni, \u00e8 stata formata, nutrita e sostenuta dalla visione cattolica della vita. Naturalmente esistono delle differenza fra un Paese e l&#8217;altro: in Francia, per ovvie ragioni, il processo di secolarizzazione e di vera e propria scristianizzazione era gi\u00e0 avanzato, sebbene, nelle province e nelle campagne, l&#8217;antico spirito cattolico resistesse ancora; in Italia, il tracollo \u00e8 avvenuto a partire dagli anni del &quot;miracolo economico&quot;; in Polonia e in altri paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, l&#8217;ondata non si \u00e8 ancora abbattuta in tutta la sua forza, anche se ormai nessun luogo ne \u00e8 immune e nessuna comunit\u00e0 pu\u00f2 considerarsi al sicuro. In tutti questi Paesi, per non parlare di quelli di cultura protestante, che sono stati colpiti dal fenomeno ancor prima, si \u00e8 verificato non solo uno slittamento, ma un autentico capovolgimento della morale: ci\u00f2 che fino a qualche anno fa era giusto, ora comincia ad esser considerato sbagliato; e ci\u00f2 che era sbagliato, e perci\u00f2 riprovato dalla coscienza delle persone, ora appare giusto, ovvio e naturale. La laicizzazione della societ\u00e0 e il prevalere del <em>Nomos<\/em> imposto dai parlamenti e, poi, dalle istituzioni sovranazionali, come le Nazioni Unite e l&#8217;Unione Europea, largamente ispirate e dominate dalla massoneria e quindi pervase da uno spirito anticristiano, spiega solo in parte il fenomeno. La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;ondata di relativismo morale ha investito anche la Chiesa e si \u00e8 fatta sentire ampiamente anche all&#8217;interno delle comunit\u00e0 cattoliche e dalla coscienza cattolica, non esclusi i seminari e le facolt\u00e0 teologiche: anzi, per dir meglio, proprio a partire da questi. Infatti \u00e8 solo dopo che i settori &quot;progressisti&quot; del clero hanno incominciato a rimettere in discussione la morale tradizionale &#8212; sui temi del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, della omosessualit\u00e0, della fecondazione eterologa &#8212; che la massa dei cattolici ha incominciato a fare altrettanto, seguendone le indicazioni. \u00c8 stato il clero, anzi \u00e8 stata l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> intellettuale del clero, a perdere la fede per prima e a iniziare lo scardinamento e il capovolgimento del codice morale ad essa legato; i laici se ne stavano distaccando, \u00e8 vero, dal punto di vista della vita pratica, ma nessun laico cattolico, in quanto cattolico, era mai arrivato a sostenere apertamente che il bene \u00e8 male e che il male \u00e8 bene: per esempio, che lo spirito contemplativo e la vocazione claustrale sono frutto di tendenze disordinate o patologiche, e che, viceversa, il divorzio, l&#8217;aborto e l&#8217;omosessualit\u00e0 sono conquiste di civilt\u00e0, che la Chiesa dovrebbe riconoscere pienamente. Per giungere a tali aberrazioni, era necessario che si facessero avanti i teologi progressisti e i sacerdoti e i vescovi <em>di strada<\/em>, come amano definirsi, con espressione pi\u00f9 veritiera di quel che essi non credano: cio\u00e8 i porno-teologi, come li chiamava Cornelio Fabro, e ora i porno-preti e porno-vescovi, come li chiamiamo noi, per logica estensione del concetto.<\/p>\n<p>Ora, la domanda \u00e8 quale sia stata la strategia che ha permesso a costoro, i quali, trenta o quarant&#8217;anni fa, erano una minuscola minoranza, e che ancora vent&#8217;anni fa, pur essendo cresciuti alquanto sia di numero, sia di potere e di influenza, restavano pur sempre una netta minoranza, di giungere al fine che si proponevano: l&#8217;intorbidamento, lo scardinamento e infine il capovolgimento della morale, e ci\u00f2 non a titolo personale, ma per mezzo di azioni e pronunciamenti formali da parte della chiesa, o meglio della neochiesa, cio\u00e8 di quell&#8217;insieme di strutture, di funzioni e di persone che si sono illecitamente sovrapposte alla vera Chiesa, oscurandola e prendendone il posto, come nel caso della moneta falsa che viene immessa sulla piazza e si sovrappone alla moneta autentica, sorprendendo la buona fede della gente e creando una situazione di caos pressoch\u00e9 inestricabile nella circolazione del denaro. Ebbene, ci pare che a questa domanda si possa rispondere abbastanza agevolmente: la strategia vincente, di cui costoro si sono serviti, \u00e8 stata quella di sfruttare l&#8217;effetto emotivo provocato dai casi pietosi, scelti in modo da servire da grimaldello per scardinare l&#8217;intero edificio della morale, mediante il meccanismo delle eccezioni. Prendiamo, come caso esemplare, il divorzio: di fatto, anche storicamente, l&#8217;introduzione della legge sul divorzio e la sconfitta politica delle forze referendarie favorevoli alla sua abrogazione, coi cattolici in prima fila, si \u00e8 attuata mediante uno schema poi ripetuto, con successo, per tutte le altre &quot;battaglie di civilt\u00e0&quot; condotte dalle forze progressiste, ivi compresi i sedicenti cattolici progressisti (i quali, di cattolico, hanno mostrato di aver conservati solamente il nome). Lo schema \u00e8 questo: si \u00e8 partiti dal riconoscimento della utilit\u00e0 e necessit\u00e0 del matrimonio; quanto meno, nessuno lo ha attaccato e contestato frontalmente. In compenso, si \u00e8 portata all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica la miserevole condizione in cui vivono le famiglie, bambini compresi, nelle quali uno dei coniugi viene meno a tutti i suoi doveri e rende impossibile la vita agli altri: o per il suo carrettiere violento, o per il vizio dell&#8217;alcol o della droga di cui \u00e8 preda, o per altre cause gravissime e difficilmente eliminabili o modificabili. E si \u00e8 chiesto: <em>chi se la sente di dire che una simile famiglia rappresenta ancora un valore?<\/em> Quando la moglie, per esempio, viene maltrattata, picchiata, perfino minacciata di morte, dalla cieca violenza di un marito cronicamente aggressivo e totalmente irresponsabile; quando i figli devono assistere, quotidianamente, a scene degradanti e angosciose di cattiveria e crudelt\u00e0 fra i loro genitori, senza niente e nessuno che li possa proteggere e prendersi cura di loro, ebbene, non \u00e8 forse evidente che il divorzio \u00e8 l&#8217;unica soluzione possibile e ragionevole? Non si tratta di attaccare la norma, bens\u00ec di riconoscere l&#8217;esistenza delle eccezioni. Il matrimonio \u00e8 un bene, ma vi sono matrimoni nei quali esso \u00e8 degenerato in un male irrimediabile: con quale diritto si condanna a una vita d&#8217;inferno le persone che hanno la sfortuna di trovarsi in simili situazioni? Questo per il matrimonio civile, cio\u00e8 per il matrimonio come mero contratto sociale. E il matrimonio-sacramento, il solo matrimonio riconosciuto come tale dai cattolici, almeno fino a qualche decennio fa? Ecco: i cattolici progressisti hanno detto: noi crediamo che il matrimonio religioso sia indissolubile; ma chi siamo noi per impedire a due sposi, sposati civilmente, di rifarsi una vita, o anche a due sposi cattolici, venutisi a trovare in situazioni impreviste e imprevedibili, drammatiche e pericolose, chi siamo noi per dire &quot;no&quot;, non avete diritto a sciogliere quel legame malato, dovete rimanere murati nella vostra prigione d&#8217;infelicit\u00e0 e di violenza? Tali furono i ragionamenti sbandierati dai cattolici progressisti negli anni &#8217;70 del secolo scorso; tale fu il tenore dei discorsi tenuti da anche da uomini di chiesa, come il sacerdote servita, nonch\u00e9 grande poeta, regista, scrittore (grande, a detta dei suoi ammiratori) David Maria Turoldo. Il quale disse <em>apertis verbis<\/em> di schierarsi per il &quot;no&quot; alla richiesta di abrogazione; e lo stesso avrebbe fatto, qualche anno dopo, quando si ripropose un analogo referendum circa la questione, ancor pi\u00f9 delicata e drammatica, della interruzione volontaria della gravidanza, ovvero dell&#8217;aborto volontario.<\/p>\n<p>Una volta aperta la fessura, si \u00e8 passati alla fase due: allargarla lentamente ma implacabilmente, sino a trasformarla in una voragine. Come? Facendo passare per casi pietosi delle situazioni sempre meno drammatiche di quelle presentate al principio, ma pur sempre caratterizzate da un certo grado di sofferenza. Perch\u00e9 la legge, il <em>Nomos,<\/em> funziona cos\u00ec: \u00e8 assoluta, in quanto riguarda il bene comune; ma quando si introduce l&#8217;eccezione, il bene privato passa davanti al bene comune; e una volta che questa operazione \u00e8 stata compiuta, diventa praticamente impossibile porvi un argine, perch\u00e9 sempre nuovi soggetti si fanno avanti a esigere, anch&#8217;essi, l&#8217;applicazione dello stesso principio, ossia che il bene individuale prevalga sul bene comune. Il bene comune, nel caso del divorzio, riguarda innanzitutto i figli: il divorzio dei genitori \u00e8 un male per essi, anche se legioni di psicologi e di sociologi progressisti vengono a giurare e spergiurare l&#8217;esatto contrario. Pu\u00f2 essere non un bene, ma il male minore, solamente in casi rarissimi ed estremi; cos\u00ec come solamente in casi rarissimi ed estremi si pu\u00f2 giustificare l&#8217;intervento dello Stato nella vita familiare, allorch\u00e9 un giudice, su segnalazione dei servizi sociali, assume la grave decisione di sottrarre la patria potest\u00e0 ai genitori e allontanare da essi i figli minorenni. Naturalmente, per il cattolico questo ragionamento dovrebbe apparire estraneo e improponibile sin dall&#8217;inizio, dal momento che il matrimonio cattolico \u00e8 una legge divina, e la sua violazione corrisponde alla rottura di un Sacramento. Perci\u00f2, per un cattolico, il concetto stesso di rottura del matrimonio \u00e8 un controsenso: non ha forse dichiarato Ges\u00f9 Cristo: <em>l&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>? E lo ha detto in una societ\u00e0, quella ebraica del I secolo, nella quale tutti indistintamente ammettevano la liceit\u00e0 del divorzio, e la sola discussione verteva fra quelli che lo ritenevano lecito in qualsiasi caso, e quelli che lo limitavano al caso specifico dell&#8217;adulterio da parte della donna. Ges\u00f9, dunque, non ha avuto alcuna paura di parlare in maniera impopolare: sapeva benissimo di andare contro il sentire comune della sua gente; eppure non ha esitato un istante a esprimere il suo pensiero in modo forte e senza alcuna ambiguit\u00e0, ben sapendo di dispiacere ai suoi uditori e d&#8217;inimicarsi gli anziani e i capi del popolo (mentre i cattolici progressisti, e specialmente i gesuiti, pare che siano letteralmente dominati dalla preoccupazione di non allontanare la gente e di restar soli ad annunciare il Vangelo). Pure, i cattolici progressisti, e prima di loro i teologi progressisti e il clero progressista, non hanno esitato ad assumere il punto di vista del mondo e non quello del Vangelo; hanno ragionato sulla questione del divorzio non da cattolici, ma da progressisti e da amici del mondo. Pur di piacere agli uomini, non hanno esitato a dispiacere a Di: e ci\u00f2 dimostra che la loro fede se n&#8217;era gi\u00e0 andata chiss\u00e0 dove, e che i tempi erano maturi per l&#8217;assalto frontale alla morale riconosciuta, da parte delle forze anticattoliche e anticristiane. Ora, che tali forze fossero gi\u00e0 largamente penetrare all&#8217;interno della Chiesa, e non agissero pi\u00f9, come in passato, principalmente dall&#8217;esterno, \u00e8 un fatto senza dubbio nuovo e altamente significativo, ma non sposta in modo sostanziale i termini della questione: semmai resta da capire come sia stato possibile che ci\u00f2 avvenisse senza che le forze sane, dentro la Chiesa e fra i cattolici laici, si rendessero conto della manovra e dessero l&#8217;allarme, insorgendo con tutte le loro forze affinch\u00e9 non venisse spacciata per buona la moneta falsa.<\/p>../../../../n_3Cp>C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa importante che merita d&#8217;esser sottolineata. Il tradimento si \u00e8 consumato all&#8217;ombra della legge, facendo appello a una interpretazione misericordiosa della legge stessa. E poich\u00e9 qui stiamo parlando non di un&#8217;arcigna legge repressiva, ma della Legge dell&#8217;Amore, ch\u00e9 tale \u00e8 il senso del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, si comprende meglio come i progressisti abbiano potuto giocare sul filo dell&#8217;ambiguit\u00e0, presentando come pietosi quei casi che dovevano servire, nella loro strategia, a scardinare la legge stessa. In altre parole: se il Vangelo \u00e8 la legge dell&#8217;amore, inteso soprattutto come dono e come misericordia, come negare alle persone che vivono in condizioni di particolare sofferenza il beneficio di un&#8217;eccezione alla legge, proprio in nome del principio di misericordia? Attenzione: questo \u00e8 uno schema che si ripete continuamente e che ora viene applicati a proposito della sodomia, dell&#8217;eutanasia, dell&#8217;immigrazione selvaggia, e perfino della manipolazione genetica: sempre in nome della misericordia e dell&#8217;ultimo ritrovato linguistico in fatto di falsificazione, il <em>discernimento<\/em>. Di fatto il discernimento, cio\u00e8 il saper distinguere e valutare caso per caso, apparentemente in nome dell&#8217;amore, diventa un grimaldello per scardinare la legge, cio\u00e8 per scardinare l&#8217;Amore. \u00c8 un curioso paradosso, che rivela la malizia infernale dei progressisti, che sarebbe pi\u00f9 giusto chiamare con il loro vero nome: rivoluzionari. I rivoluzionari non vogliono aggiornare il Vangelo (cosa del resto impossibile e blasfema), ma scardinarlo e distruggerlo, e per fare questo devono attuare una rivoluzione. Per\u00f2 non osano chiamarla con il suo vero nome, per non suscitare l&#8217;allarme e per non tradire le loro vere intenzioni; infatti hanno bisogno di giocare sul &quot;buon cuore&quot; della gente. Ma il concetto di <em>buon cuore<\/em> \u00e8 un concetto laico (e massonico) e non ha nulla a che fare col concetto cristiano della bont\u00e0. La bont\u00e0 cristiana non \u00e8 buonismo, non \u00e8 pietismo, non \u00e8 vittimismo, non ha niente a che fare con tutti questi <em>ismi<\/em> che sino fritti della cultura moderna, edonista e materialista. La bont\u00e0 cristiana \u00e8 forte, attiva, esclusiva e intransigente: non si fa ingannare, n\u00e9 menare per il naso; non scambia lucciole per lanterne, n\u00e9 permette ad alcuno di strumentalizzarla. La bont\u00e0 cristiana \u00e8 dar da mangiare ai poveri; dar da mangiare ai poveri <em>dentro<\/em> le chiese, rimuovendo i banchi e sostituendo il pranzo alla santa Messa, la pastasciutta e lo stufato di carne al Pane e al Vino di vita eterna, che sono il Corpo e il Sangue del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, non appartiene alla bont\u00e0 cristiana, ma al buonismo propagandistico e strumentale della massoneria ecclesiastica, il cui vero fine \u00e8 desacralizzare il Vangelo e capovolgere la fede cattolica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il codice morale di una intera societ\u00e0 non pu\u00f2 essersi capovolto, quasi da una generazione all&#8217;altra, per cause naturali. 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