{"id":26598,"date":"2019-07-27T01:15:00","date_gmt":"2019-07-27T01:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/27\/la-tempesta-sedata\/"},"modified":"2019-07-27T01:15:00","modified_gmt":"2019-07-27T01:15:00","slug":"la-tempesta-sedata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/27\/la-tempesta-sedata\/","title":{"rendered":"La tempesta sedata"},"content":{"rendered":"<p>Il celebre episodio miracoloso della tempesta sedata, o della burrasca sul lago, \u00e8 raccontato da rutti e tre i <em>Vangeli<\/em> Sinottici (<em>Matteo<\/em>, 8,23-27: <em>Marco<\/em>, 4, 35-41; e <em>Luca<\/em>, 8,22-25); scegliamo la versione di Marco, in questo caso la pi\u00f9 ricca di particolari, pur nell&#8217;estrema sobriet\u00e0, per non dire concisione, del racconto:<\/p>\n<p><em>In quello stesso giorno, alla sera, Ges\u00f9 disse loro: \u00abPassiamo all&#8217;altra riva\u00bb.\u00a0E lasciata la folla, lo presero con s\u00e9, cos\u00ec com&#8217;era, nella barca. C&#8217;erano delle altre barche con lui.\u00a0Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa gi\u00e0 si riempiva.\u00a0Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: \u00abMaestro, non t&#8217;importa che noi moriamo?\u00bb\u00a0Egli, svegliatosi, sgrid\u00f2 il vento e disse al mare: \u00abTaci, calmati!\u00bb Il vento cess\u00f2 e si fece gran bonaccia.\u00a0Egli disse loro: \u00abPerch\u00e9 siete cos\u00ec paurosi? Non avete ancora fede?\u00bb.\u00a0Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: \u00abChi \u00e8 dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 senza dubbio il racconto di un miracolo, cio\u00e8 di un evento scientificamente inspiegabile; e proprio per questo \u00e8 uno di quei passi evangelici che, di questi tempi, si sente citare sempre pi\u00f9 di rado. A un clero che sembra essersi stancato della dimensione soprannaturale, e a dei cristiani &quot;adulti&quot; o &quot;maturi&quot;, come amano sovente definirsi, cio\u00e8 emancipati, secondo la lezione di Bultmann, dalle incrostazioni del mito, che rendono inaccettabile il racconto biblico all&#8217;uomo moderno, abituato a servirsi del telefono e dell&#8217;elettricit\u00e0 (e oggi, potremmo aggiungere, del computer e della bioingegneria), e tutti protesi nella dimensione sociale, politica ed ecologica, parlare dei miracoli di Ges\u00f9 procura una certa allergia. Specialmente se, come in questo caso, \u00e8 difficile, se non addirittura impossibile, ridurli alla dimensione sociale: perch\u00e9 qui Ges\u00f9 non guarisce un lebbroso, non restituisce la vista a un cieco, ma &quot;semplicemente&quot; salva la barca da un sicuro naufragio, e lo fa rivolgendosi direttamente agli elementi scatenati della natura: il vento e il mare (ossia, per meglio dire, le acque del lago di Tiberiade). Povero Bergoglio, che non pu\u00f2 trasformare la <em>moltiplicazione<\/em> dei pani e dei pesci in una semplice <em>divisione<\/em> e <em>distribuzione<\/em> di essi; e povero Kasper, che non pu\u00f2 slanciarsi in una delle sue filippiche per il rinnovamento della Chiesa, della liturgia, della pastorale e magari anche della dottrina; e povero Enzo Bianchi, che qui si trova impacciato a spiegare come un semplice profeta, quale Ges\u00f9 era, secondo lui, qui diviene il signore della natura, che comanda ai venti e alle acque. No, non c&#8217;\u00e8 verso di trasporre il significato del miracolo compiuto da Ges\u00f9 sul terreno sociale o ambientale; non ci sono margini per adulterare e mistificare il racconto evangelico, forzandone il significato sino a farne un simbolo della teologia della liberazione o dell&#8217;accoglienza dei migranti (laddove Bergoglio \u00e8 riuscito a definire &quot;migranti&quot; perfino gli astronauti del&#8217;Apollo 11 che nel 1969, cinquant&#8217;anni fa, misero piede sulla Luna); bisogna proprio rassegnarsi a parlare solo della tempesta sul lago, senza allusioni o sottintesi n\u00e9 politici, n\u00e9 sociali, n\u00e9 ecologici, n\u00e9 di qualsiasi altro tipo materiale.<\/p>\n<p>Dunque, nell&#8217;episodio della tempesta sedata, ci sono due cose che piacciono poco ai cattolici progressisti: primo, si tratta di un miracolo, e gi\u00e0 questo urta la loro sensibilit\u00e0 (dicono e ripetono infatti, sbagliando e mentendo, che il Vangelo sta in piedi anche senza bisogno di miracoli; ma la Resurrezione cos&#8217;\u00e8?); secondo, \u00e8 un miracolo nel quale non si ravvisa alcun risvolto sociale, ma semplicemente una sollecitudine nei confronti degli apostoli che si trovano in pericolo di fare naufragio con la loro barca e annegare. Partiamo dal primo punto: si tratta indubbiamente d&#8217;un miracolo. Le leggi della natura sono sospese, addirittura sovvertite: la tempesta si placa repentinamente alle parole di Ges\u00f9, come per incanto; e un momento prima pareva sul punto di rovesciare la fragile barca dei pescatori. I quali erano gente che conosceva benissimo quello specchio d&#8217;acque; gente che conosceva i venti, le correnti, e tutto ci\u00f2 che riguarda le condizioni materiali della vita in quell&#8217;angolo di Galilea; non erano sprovveduti cittadini che si possono spaventare per un po&#8217; di mare mosso, solo per un vento che cresce di forza in maniera inaspettata. Se essi ritenevano che vi fosse un pericolo immediato di fare naufragio, era senza dubbio cos\u00ec: nessuno meglio di loro avrebbe potuto valutare se vi fosse un rischio reale, oppure no. La barca, del resto, aveva gi\u00e0 imbarcato una notevole quantit\u00e0 d&#8217;acqua, a causa del forte rollio; e il peso di tutta quell&#8217;acqua contribuiva a tenderla ingovernabile. Perci\u00f2, quando essi decidono di svegliare il Maestro per dirgli, angosciati, <em>\u00abMaestro, non t&#8217;importa che noi moriamo?\u00bb<\/em>, la loro non \u00e8 la paura esagerata e irragionevole dell&#8217;inesperto, ma la piena coscienza della gravit\u00e0 della situazione da parte di chi sa valutare perfettamente come stanno in realt\u00e0 le cose.<\/p>\n<p>La cosa forse pi\u00f9 misteriosa, in tutto questo episodio, \u00e8 il sonno di Ges\u00f9. Durante la burrasca che si era scatenata sul lago, Ges\u00f9 dormiva profondamente. Come \u00e8 possibile dormire su una piccola barca d pescatori, con le onde che la sballottano come un guscio di noce? D&#8217;altra parte, la tempesta stessa ha qualcosa di sorprendente. Per quanto sia noto che, negli specchi d&#8217;acqua interni circondati dalle montagne, delle correnti atmosferiche improvvise possono abbattersi in maniera inaspettata, \u00e8 difficile credere che degli esperi pescatori come Pietro, Andrea e gli altri, abituati a vivere su quelle acque e conoscitori di tutti i loro segreti, si siano lasciati sorprendere a quel modo. Il lago non \u00e8 grandissimo: ha una superficie di 166 kmq. e una circonferenza di 53 km., quindi \u00e8 poco pi\u00f9 grande del nostro lago di Como (che ha una superficie di 145 kmq.); e Ges\u00f9 voleva passare da Cafarnao, sulla riva settentrionale, a Gerasa su quella orientale (ove l&#8217;indomani, probabilmente, comp\u00ec il miracolo della liberazione dell&#8217;indemoniato; cfr. il nostro articolo: <em>L&#8217;episodio dell&#8217;indemoniato di Gerasa, pietra d&#8217;inciampo dei cattolici modernisti<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 23\/01\/18); si trattava quindi di attraversarne la sezione nord-orientale, magari tenendosi abbastanza sotto costa invece di spingersi verso il suo centro (si tenga presente che la superficie del lago si trova in fondo a una depressione tettonica, a oltre 200 metri <em>sotto<\/em> la superficie del vicino Mediterraneo). Certo, il racconto evangelico precisa che Ges\u00f9 prese questa decisione di sera, cosa un po&#8217; strana, a meno che vi fossero le condizioni ideali, dal punto di vista atmosferico, per salpare le ancore col sole gi\u00e0 al tramonto. Si ha comunque l&#8217;impressione che tanto la traversata, quanto il sonno di Ges\u00f9, siano la premessa necessaria perch\u00e9 si manifestasse ai discepoli la potenza di Dio; e anche perch\u00e9 la loro fede venisse messa alla prova. Quando il vento si lev\u00f2 improvviso e le onde del piccolo mare divennero sempre pi\u00f9 alte, essi ebbero paura: videro la morte vicina e ormai quasi certa, come si evince dalle loro parole: <em>Maestro, non t&#8217;importa che noi moriamo?<\/em> E intanto Ges\u00f9, per tutto quel tempo, aveva dormito tranquillamente, a poppa, con la testa posata su un guanciale! Certo, doveva essere estremamente stanco, perch\u00e9 aveva predicato a lungo e intrattenuto una grande folla; ma nessun uomo, per quanto affranto dalla stanchezza, conserva il sonno in mezzo a una tempesta, specie se si torva a bordo d&#8217;un piccolo legno. Che si sia trattato di una prova, e che i discepoli non l&#8217;abbiano superata, lo si ricava dalle parole stesse di Ges\u00f9: <em>Perch\u00e9 siete cos\u00ec paurosi? Non avete ancora fede?<\/em> La paura \u00e8 figlia della mancanza di fede; chi ha la fede, non si spaventa. Essi erano in compagnia di Ges\u00f9; Lui dormiva a bordo della loro stessa barca: la sua Presenza avrebbe dovuto rassicurarli e trasmettere loro il coraggio necessario; invece, si erano spaventati a morte. Lo avevano svegliato perch\u00e9 ormai si vedevano perduti; si erano rivolti a Lui non con la fede del credente, ma col terrore di chi sente sul collo il fiato della tremenda nemica, la morte (e chi non la considera tale, affermando che si tratta di un evento perfettamente naturale, o mente a se stesso, oppure si sforza di esorcizzare i suoi sentimenti pi\u00f9 profondi con un razionalismo falsamente distaccato, senza avere per\u00f2 il coraggio di guardarli sino in fondo). Il che ci riporta alla domanda fondamentale: <em>E voi, chi dite che io sia?<\/em> (<em>Mt<\/em>. 16,15; <em>Mc<\/em>. 8,29; <em>Lc<\/em>. 9,20). \u00c8 molto dubbio che gli apostoli avessero compreso per davvero la natura del loro Maestro; perfino san Pietro, che rispose: <em>Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente<\/em> (<em>Mt<\/em>. 16,16; <em>Mc<\/em>. 8,29; <em>Lc.<\/em> 9,20). Non avevano capito per davvero nemmeno alla vigilia della Passione; n\u00e9 capirono durante i toccanti discorsi che Ges\u00f9 rivolse loro durante l&#8217;Ultima Cena. Solo dopo la Morte e la Resurrezione cominciarono a capire; e solo dopo le apparizioni nel cenacolo e l&#8217;evento della Pentecoste, le loro mento ed i loro cuori si aprirono veramente al mistero ineffabile della divina Incarnazione di Ges\u00f9 Cristo. Se avessero capito qualcosa, non avrebbero avuto una paura cos\u00ec grande, quella sera, sul lago di Tiberiade. Quello spavento, quel terrore della morte, indicano chiaramente che essi avevano compreso solo a met\u00e0, e forse anche meno, il mistero sublime del quale erano entrati a far parte, essendo stati scelti uno per uno, amorevolmente, dal Maestro in Persona. <em>Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perch\u00e9 andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perch\u00e9 tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda<\/em> (<em>Gv<\/em>. 15,16).<\/p>\n<p>La fede in Ges\u00f9, Figlio di Dio, comprende ogni aspetto della vita. I cattolici progressisti e i modernisti travestiti da cattolici si preoccupano ossessivamente delle condizioni materiali dell&#8217;esistenza, della giustizia sociale, della distribuzione dei beni economici e finanziari, delle libert\u00e0 politiche, dei diritti civili; e ancora, per soprammercato, dell&#8217;inquinamento, del supposto mutamento climatico, della preservazione delle foreste tropicali, e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta. Inutile dire che molte di queste cose, anzi tutte, per la maniera in cui sono affrontate e per la particolare prospettiva adottata, che \u00e8 cattolica sono di nome, ma nella sostanza \u00e8 modernista, cio\u00e8 storicista e laicista, finiscono per essere usate come dei cavali di Troia per operare, dall&#8217;interno del cattolicesimo, una sua mutazione genetica. Un po&#8217; alla volta, la preoccupazione per le cose materiali, per quanto in s\u00e9 legittima, soppianta completamente la tensione spirituale, la preghiera e l&#8217;ascesi, e fa passare in seconda linea, o scordare addirittura, la vita di grazia, senza la quale non si d\u00e0 vita eterna, ma solo eterna perdizione. In altre parole, imboccando questa via si perde di vista l&#8217;essenza del Vangelo: che non \u00e8 un messaggio politico o sociale. Ges\u00f9 non parla di queste cose, incessantemente, come un disco rotto, come fa Bergoglio coi migranti, fino all&#8217;assurdo, sostenendo che anche Ges\u00f9 era un migrante e che lo erano perfino gli astronauti giunti sulla Luna nel 1969; anzi, per dir le cose come stanno, Ges\u00f9 non parla affatto dei problemi economici e sociali, tanto meno di quelli politici. E sappiamo che il problema politico pi\u00f9 scottante e all&#8217;ordine del giorno era il dominio romano sulla Giudea, che di l\u00ec a pochi anni avrebbe indotto il partito nazionalista degli zeloti a scatenare una sanguinosa e disperata guerra contro gli occupanti, guerra che si sarebbe conclusa &#8211; come profetizzato da Ges\u00f9 &#8212; col saccheggio di Gerusalemme e la distruzione del suo Tempio. E questo non perch\u00e9 a Ges\u00f9 siano indifferenti le condizioni materiali di vita delle persone, ma perch\u00e9 il suo Vangelo si rivolge alla dimensione totale dell&#8217;uomo e non a una sola dimensione, come quella economico-sociale. Riguardo alle necessit\u00e0 materiali dell&#8217;esistenza, Ges\u00f9 ha sempre insegnato che non bisogna preoccuparsene oltre i limiti del giusto, perch\u00e9 Dio vede e provvede: fa testo il discorso di <em>Matteo<\/em>, 6,25-34:<\/p>\n<p><em>Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale pi\u00f9 del cibo e il corpo pi\u00f9 del vestito?\u00a0Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, n\u00e9 mietono, n\u00e9 ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse pi\u00f9 di loro?\u00a0\u00a0E chi di voi, per quanto si dia da fare, pu\u00f2 aggiungere un&#8217;ora sola alla sua vita?\u00a0E perch\u00e9 vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.\u00a0Eppure io vi dico che neanche Salomone, in tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.\u00a0Ora se Dio veste cos\u00ec l&#8217;erba del campo, che oggi c&#8217;\u00e8 e domani verr\u00e0 gettata nel fuoco, non far\u00e0 assai pi\u00f9 per voi, gente di poca fede?\u00a0Non affannatevi dunque dicendo: Cosa mangeremo? cosa berremo? cosa indosseremo?\u00a0Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.\u00a0Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.\u00a0Non affannatevi dunque per il domani, perch\u00e9 il domani avr\u00e0 gi\u00e0 le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.<\/em><\/p>\n<p>Si poteva esser pi\u00f9 chiari? <em>Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.\u00a0<\/em>E questo vale anche per la tempesta sul lago: l&#8217;intervento di Ges\u00f9, che placa il vento e le acque, significa che tutto nell&#8217;ordine della natura \u00e8 nelle sue mani, anche la nostra vita. Ges\u00f9 vuole che ci occupiamo in primo luogo della nostra anima: tutto il resto dipende da ci\u00f2&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il celebre episodio miracoloso della tempesta sedata, o della burrasca sul lago, \u00e8 raccontato da rutti e tre i Vangeli Sinottici (Matteo, 8,23-27: Marco, 4, 35-41;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[157],"class_list":["post-26598","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26598\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}