{"id":26595,"date":"2019-04-23T09:58:00","date_gmt":"2019-04-23T09:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/23\/la-svolta-post-conciliare-era-inevitabile\/"},"modified":"2019-04-23T09:58:00","modified_gmt":"2019-04-23T09:58:00","slug":"la-svolta-post-conciliare-era-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/23\/la-svolta-post-conciliare-era-inevitabile\/","title":{"rendered":"La &#8220;svolta&#8221; post-conciliare era inevitabile?"},"content":{"rendered":"<p>Su sente dire da molti che il cambiamento, nelle cose umane, \u00e8 un fattore inevitabile; che tutto cambia continuamente, che \u00e8 una legge inscritta nelle cose di questo modo. Cambiano le leggi, gli stili, le opinioni, gli ideali, i valori: tutto cambia incessantemente, ora a ritmo pi\u00f9 lento, ora sotto la sferza di una drammatica accelerazione. \u00c8 anche una legge della natura: nulla rimane fermo e uguale a se stesso; una foresta, ad esempio, \u00e8 formata da milioni di piante che incessantemente i avvicendano, quelle vecchie cadono al suolo e concimano il terreno, ne spuntano altre, di nuove: nel corso di anni, decenni o secoli, tutte le piante sono state sostituite da nuovi esemplari, anche se l&#8217;aspetto complessivo del bosco pu\u00f2 sembrare sostanzialmente uguale a com&#8217;era un tempo. E cos\u00ec per le cose umane: perfino le istituzioni, gli stati, le forme dell&#8217;economia. A volte si pu\u00f2 assistere al cambiamento nell&#8217;arco di pochi anni: c&#8217;\u00e8 un tempo in cui le persone vanno o tornano dalla banca e temono di poter esser rapinate per la strada, coi soldi da versare o con quelli appena ritirati nel portafogli; e un tempo in cui le persone percepiscono il pericolo di essere rapinate, ma in maniera assai pi\u00f9 sofisticata, dentro la banca, non dai banditi mascherato ma dagli stessi funzionari dei quali si sono sempre fidati. C&#8217;era un tempo in cui entravano in banca con fiducia, a depositarvi i propri risparmi, e vi accompagnavano anche i propri figli ancora adolescenti, facendo aprire loro un libretto di conto corrente; e c&#8217;\u00e8 un tempo in cui le persone entrano in banca con diffidenza, con inquietudine, vengono bombardate di offerte per l&#8217;acquisto di prodotti finanziari dei quali non sanno nulla, non capiscono nulla, e son costrette a fidarsi, sperano che tutto vada bene, ma non ne hanno l&#8217;assoluta certezza, come i loro genitori, di ritrovare intatti i loro risparmi nel prossimo futuro, quando avranno bisogno di prelevarli. Allo stesso modo, c&#8217;\u00e8 un tempo in cui i ragazzi devono osservare delle chiare regole di comportamento, a casa e fuori; devono fare il proprio dovere a scuola, devono rientrare a una certa ora la sera, e c&#8217;\u00e8 un tempo in cui son lasciati liberi di fare o di non fare pressoch\u00e9 qualsiasi cosa, di scaldare i banchi collezionando bocciature, di star fuori gran parte della notte, bere e divertirsi senza regola e senza misura.<\/p>\n<p>Sulla base di queste osservazioni, la maggior parte delle persone, e qui stiamo parlando dei credenti, vede nella &quot;svolta&quot; che ha interessato la Chiesa cattolica dopo la morte di Pio XII, e specialmente dopo il Concilio Vaticano II qualcosa d&#8217;inevitabile, di naturale e assolutamente improcrastinabile, una vera e propria legge del destino. Se tutto cambia, perch\u00e9 non avrebbe dovuto cambiare anche la Chiesa? E se, a partire dagli anni &#8217;50 e &#8217;60 del secolo scorso, una potente accelerazione ha caratterizzato il cambiamento sociale, con la scomparsa della societ\u00e0 contadina e con la nascita del consumismo, perch\u00e9 la Chiesa non avrebbe dovuto tenerne conto, non avrebbe dovuto riconsiderare la sua strategia; perch\u00e9 non avrebbe dovuto cercare di rimettersi al passo coi tempi e riguadagnare, cos\u00ec, il terreno perduto nei confronti del mondo moderno? Perch\u00e9, questo \u00e8 ci\u00f2 che pensano quasi tutti, \u00e8 innegabile che si era creato un forte &quot;ritardo&quot;: la Chiesa di Pio XII era rimasta sostanzialmente la stessa di Pio XI, Benedetto XV, Pio X, Leone XIII e perfino di Pio IX: quel Pio IX che, con l&#8217;enciclica <em>Quanta cura<\/em> e con il <em>Sillabo<\/em>, aveva solennemente condannato le principali forme del mondo moderno, dal pensiero alla politica. Quel Pio IX che, mentre lo Stato della Chiesa andava in sfacelo, e la societ\u00e0 italiana ed europea si andava secolarizzando, proclamava il dogma dell&#8217;Immacolata Concezione di Maria, poi il dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 papale. Insomma, quasi tutti i cattolici, se si trovano a riflettere su ci\u00f2 che \u00e8 accaduto fra l&#8217;elezione di Giovanni XXIII e il Concilio, sono pronti e disposti ad ammettere che un cambiamento era inevitabile, era salutare, era necessario, anzi era assolutamente indispensabile. Rievocano con una scrollata di spalle l&#8217;epoca anteriore, quando la Chiesa era &quot;rigida&quot;, il clero era &quot;formalista&quot;, il senso del peccato incombeva ovunque (?) e la morale cattolica era assurdamente repressiva; e traggono la conclusione che se, non fosse cambiata, se non si fosse rinnovata, la Chiesa sarebbe morta.<\/p>\n<p>Che cosa rivela questo diffuso modo di ragionare, se non che la mentalit\u00e0 moderna \u00e8 penetrata talmente a fondo nei cattolici, da impedir loro di vedere le cose come un cattolico le dovrebbe vedere, e come i loro genitori, i loro nonni e i loro avi le avevano sempre viste? I cattolici delle ultime due generazioni si sono bellamente scordati che, se nella dimensione umana tutto \u00e8 soggetto al cambiamento, ed \u00e8 perfettamente naturale che sia cos\u00ec, la Chiesa fondata da Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 affatto una realt\u00e0 naturale, ma soprannaturale. \u00c8 soprannaturale nella sua origine, nel suo scopo, nella sua ispirazione: \u00e8 una creazione di Dio ed \u00e8 costantemente vivificata dallo Spirito Santo. Il fatto che, per la sua parte visibile, si regga sulle gambe degli uomini, non contraddice questa realt\u00e0, la rende pi\u00f9 articolata e complessa, senza per\u00f2 stravolgerla. Gli uomini, in quanto uomini, sono soggetti alle tentazioni, agli errori e al peccato; ma la Chiesa, in quanto istituzione fondata e voluta da Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 perenne, immutabile, infallibile. Dio non cambia idea; Dio non ha bisogno di riverniciature e aggiustamenti; la sua azione non necessita di revisioni periodiche. Ma, si dice, se la Volont\u00e0 divina \u00e8 immutabile, bisogna tuttavia adattare il <em>modo<\/em> di annunciarla agli uomini, tenendo conto delle trasformazioni economiche, sociali, culturali. Questa osservazione \u00e8 in se stessa giusta e ragionevole, tuttavia va presa con molta cautela, perch\u00e9 nasconde una pericolosa insidia: quella di servirsi del mutamento nel modo di annunciare il Vangelo per introdurre dei mutamenti nella sostanza del Vangelo stesso. Teoricamente, si tratta di due ambiti cos\u00ec diversi, che sembrerebbe impossibile possa verificarsi una confusione o una sovrapposizione di funzioni e di obiettivi; in pratica, per\u00f2, la cosa \u00e8 possibile, possibilissima. Se si assume la legge del cambiamento come una legge inflessibile e inderogabile, si introietta un modo di pensare che non \u00e8 pi\u00f9 cristiano, ma storicista. Lo storicismo non \u00e8 una maniera di declinare il cristianesimo, ne \u00e8 la perfetta negazione. Lo storicismo assolutizza la storia, ne rimarca la centralit\u00e0, ne fa l&#8217;arbitra di tutte le cose umane; il cristianesimo sa e non scorda mai che la storia umana non \u00e8 chiusa in se stessa, non si produce da se stessa, ma ha un solo ed unico Signore, che \u00e8 anche il Re dell&#8217;intero universo: Ges\u00f9 Cristo. I secoli e i millenni piegano il ginocchio per adorare il Signore Crocifisso: questo \u00e8 il punto di vista cristiano; e non ve ne sono altri. Perci\u00f2, quando si parla di un necessario aggiornamento del modo di annunciare il Vangelo, bisogna procedere coi piedi di piombo: la Chiesa non si aggiorna, perch\u00e9 la Chiesa riflette la Verit\u00e0 divina, e la Verit\u00e0 divina \u00e8 perfetta e definitiva, nulla vi si pu\u00f2 aggiungere, nulla vi si pu\u00f2 togliere. Ripetiamo: chi ha compreso questo \u00e8 un vero cristiano e un vero cattolico; chi non lo ha capito \u00e8 uno storicista, o un luterano, o un modernista, o un relativista, o tutte queste cose insieme.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che quasi tutti i cattolici dei nostri giorni, senza rendersene conto, sono scivolati nell&#8217;errore storicista: non vedono pi\u00f9 la storia come sottomessa al disegno di Dio, ma come una realt\u00e0 autonoma, che procede da sola e che va dove gli uomini decidono di farla andare. Di qui l&#8217;errore dei novatori conciliari: l&#8217;idea che la Chiesa fosse ormai invecchiata e che avesse bisogno di un rilancio, trasformandosi profondamente nelle strutture, nelle finalit\u00e0, nelle prospettive teologiche. Nulla di pi\u00f9 falso, nulla di pi\u00f9 sbagliato: eppure \u00e8 stato creduto ed \u00e8 stato accolto con entusiasmo, addirittura con sollievo. Via, aria fresca, far volare gli stracci! Un vento di follia ha attraversato la Chiesa all&#8217;epoca del Concilio: pochi uomini decisi e senza scrupoli, affiliati alla massoneria e perci\u00f2 ferocemente nemici di Cristo, sono stati cos\u00ec abili da sfruttare questo confuso stato d&#8217;animo, questa introiezione di modi di penare e di sentire tipicamente moderni, da parte della maggioranza dei padri conciliari; inoltre, hanno saputo giovarsi del sostegno, non certo disinteressato, dei mezzi d&#8217;informazione laici, i quali non aspettavano occasione migliore per prendere d&#8217;assolto quella cittadella che, da duemila anni, nessuna potenza terrena era riuscita a conquistare o a snaturare. La mentalit\u00e0 moderna \u00e8 stata la grande complice e la forza che ha reso possibile il colpo di mano della massoneria ecclesiastica: il suo capolavoro \u00e8 stato quello di arruolare nelle sue file, inconsapevoli, un gran numero di vescovi, sacerdoti e fedeli in buona fede, ma ingenui, superficiali, sprovvisti di una salda visione teologica, e con una fede ormai gravemente indebolita. Perch\u00e9 quest&#8217;ultimo \u00e8 stato il fattore decisivo: se la fede di quegli uomini fosse stata ancora salda; se la loro spiritualit\u00e0 fosse stata ancora integra; se avessero conservato la tensione verso la santit\u00e0, verso la vita perfetta, verso la piena e incondizionata adesione alla Volont\u00e0 del Padre celeste, esattamente come Ges\u00f9 Cristo ha insegnato con le parole e con l&#8217;esempio della sua vita e del suo stesso Sacrificio, la &quot;svolta&quot; non ci sarebbe stata, perch\u00e9 non ve ne sarebbe stato alcun bisogno. Le anime si sarebbero rese conto che quanti cianciavano di svolte e di rinnovamento erano soltanto dei cattolici con poca fede, i quali si erano stancato della &quot;severit\u00e0&quot; del Vangelo di Ges\u00f9 (<em>se il tuo occhio ti d\u00e0 scandalo, strappatelo; se la tua mano o il tuo piede ti sono di scandalo, tagliateli!<\/em>) e cercavano un pretesto per venire a patti con la mentalit\u00e0 del mondo. Si erano stancati: perch\u00e9 gli &quot;altri&quot; potevamo godersi la vita a modo loro, fare quel che volevano dentro e fuori le lenzuola, giudicare ogni cosa a proprio talento e non sentendosi vincolati alla Volont\u00e0 di Dio? Essi volevano fare quel che faceva il mondo, perch\u00e9 l&#8217;esempio del nascente consumismo e quello dell&#8217;edonismo esasperato esercitava su di loro un fascino irresistibile; per\u00f2 volevano farlo con la benedizione della Chiesa: avevano pertanto necessit\u00e0 di una &quot;chiesa&quot; fatta sulla loro misura di cattolici tiepidi o, meglio, di ex cattolici che si vergognavano di confessare la loro apostasia. Se la fede della maggioranza dei cattolici non si fosse irreparabilmente indebolita, il Concilio non ci sarebbe stato, perch\u00e9 nessuno ne avrebbe visto, non che l&#8217;urgenza, neppure la necessit\u00e0; o, se anche ci fosse stato, non si sarebbe trasformato in una macchina da guerra dei modernisti mascherati e della massoneria ecclesiastica, per sovvertire gradualmente, silenziosamente, abilmente, le basi stesse della religione cattolica. Libert\u00e0 religiosa? Ma quando mai! Chi crede nel principio della libert\u00e0 religiosa \u00e8 un modernista, non \u00e8 un cattolico, per il semplice fatto che adorare Dio nel dovuto modo non \u00e8 una questione di gusti personali, ma di verit\u00e0 e pertanto un dovere ineludibile! Dialogo con le altre religioni e con le sette scismatiche protestanti: ma quando mai? Chi crede nel dialogo con le altre religioni e con le sette (non, si badi, con le singole persone che seguono le altre religioni e le altre sette) \u00e8 uno storicista e un relativista, non pi\u00f9 un cattolico. Riconoscimento della piena legittimit\u00e0 del giudaismo, anzi, pieno riconoscimento della &quot;verit\u00e0&quot; degli ebrei, in quanto pur sempre eredi dell&#8217;Alleanza divina? Ma quando mai! Tanto varrebbe dire che il cristianesimo \u00e8 nato per sbaglio e che Cristo poteva risparmiarsi tanto l&#8217;Incarnazione che la Passione e la Morte sulla Croce: se il popolo eletto c&#8217;era gi\u00e0, e se la Rivelazione era destinata ad esso soltanto, perch\u00e9 mai Ges\u00f9 si sarebbe preso la briga di fondare una sua Chiesa? Perch\u00e9 mai avrebbe raccomandato a san Pietro, ripetendoglielo pere tre volte: <em>Pasci le mie pecorelle?<\/em> E perch\u00e9 avrebbe detto che ci sono altre pecorelle che devono essere raggruppate, affinch\u00e9 vi siano un solo gregge ed un solo pastore? Forse parlava per scherzo? Possibile che avesse voglia di scherzare su delle cose tanto serie? E poi ancora, secondo i padri conciliari: basta con gli anatemi, basta con le difese contro l&#8217;eresia, avanti con la dolcezza e la misericordia? Ma quando mai! I nemici di Cristo esistevano, allora come oggi, come sempre: abolire le difese, inibire lo spirito di residenza, mortificare il senso della militanza cattolica e la fierezza di essere seguaci di Cristo, equivale a una autodistruzione deliberata: non si possono abbassare le difese quando si \u00e8 sotto attacco. Come dite, che la Chiesa non \u00e8 sotto attacco? E i trecento morti, in gran parte cristiani, che la Pasqua del 2019 ha fatto registrare nello Sri Lanka, per opera di terroristi islamici, sono acqua fresca? Anche se i mass-media hanno fatto di tutto per far credere che si sia trattato di un &quot;terrorismo&quot; di matrice generica, e che abbia colpito a caso, non si sa chi, magari dei semplici turisti occidentali: nossignori, sono stati attacchi contro i cristiani, mirati e pianificati in base al criterio dell&#8217;odio religioso. Come sarebbe, che la Chiesa non \u00e8 sotto attacco? E tuttavia l&#8217;attacco pi\u00f9 insidioso non \u00e8 quello che viene dall&#8217;esterno, ma quello che sale dal&#8217;interno. Una Chiesa che non parla pi\u00f9 dell&#8217;aborto; che non condanna la sodomia, anzi la liberalizza; che non si pronuncia sull&#8217;eutanasia; che autorizza la Comunione ai divorziati risposati: che razza di chiesa \u00e8? Non possiamo pi\u00f9 nemmeno scriverla con la lettera maiuscola, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 la Sposa di Cristo, ma una sua immonda contraffazione, creata allo scopo di confondere e perdere le anime: \u00e8 la Sinagoga di Satana. Per la restaurazione della vera Sposa di Cristo, che \u00e8 immortale, perch\u00e9 non si regge solo (per fortuna!) sulle gambe degli uomini, sulle loro umane qualit\u00e0, sulle loro capacit\u00e0, diciamolo forte e chiaro: fuori i profanatori dalla Chiesa! Fuori, a pedate nel sedere! Hanno insozzato, hanno insudiciato abbastanza; hanno sparso veleno a piene mani, ingannando i fedeli, traviando le anime. Il giudizio di Dio sta loro sospeso sul capo. E anche sul nostro, se saremo cos\u00ec deboli, cos\u00ec vili, cos\u00ec tiepidi, meschini e opportunisti, da tollerare oltre questa inaudita profanazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su sente dire da molti che il cambiamento, nelle cose umane, \u00e8 un fattore inevitabile; che tutto cambia continuamente, che \u00e8 una legge inscritta nelle cose<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[107,109,216],"class_list":["post-26595","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26595"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26595\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}