{"id":26591,"date":"2019-01-02T10:29:00","date_gmt":"2019-01-02T10:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/02\/la-sua-manovra-e-chiara-santificare-il-concilio\/"},"modified":"2019-01-02T10:29:00","modified_gmt":"2019-01-02T10:29:00","slug":"la-sua-manovra-e-chiara-santificare-il-concilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/02\/la-sua-manovra-e-chiara-santificare-il-concilio\/","title":{"rendered":"La sua manovra \u00e8 chiara: santificare il Concilio"},"content":{"rendered":"<p>Lo aveva detto a chiare note, il signore argentino, poco dopo essere stato eletto papa: indietro non si torna, il Concilio Vaticano II \u00e8 una tappa fondamentale e irrinunciabile nella storia della Chiesa; per essere cattolici, bisogna riconoscere pienamente e incondizionatamente la &quot;svolta&quot; operata da esso. Stano, perch\u00e9 la Chiesa non ha mai proceduto, nel suo cammino, a colpi di svolte; il cammino della Chiesa \u00e8 sempre stato lineare, coerente e uniforme; quelli che hanno tentato d&#8217;imprimerle delle svolte, sono stati chiamati e trattati per ci\u00f2 che realmente erano, degli eretici desiderosi di trascinare la Chiesa nell&#8217;apostasia. E anche i concili, tutti i venti concili ecumenici fino al Vaticano I, hanno seguito questa via: ciascuno di essi ha ribadito le verit\u00e0 fondamentali della fede cattolica; ciascuno si \u00e8 richiamato ai precedenti concili e a tutto il precedente Magistero; nessuno, mai, ha preteso di porsi come una novit\u00e0, come una deviazione, e sia pur sotto il trucco linguistico dell&#8217;aggiornamento pastorale e dell&#8217;approfondimento, rispetto alla fede e al Magistero.<\/p>\n<p>Nessuno, fino al Vaticano II. Il Concilio Vaticano II ha preteso di far questo; non solo: \u00e8 l&#8217;unico concilio ecumenico nella storia della Chiesa che \u00e8 stato convocato senza un vero ordine del giorno, senza alcuna emergenza di tipo dottrinale o disciplinare; senza niente a cui fosse necessario rispondere per ribadire la fede dei padri, la fede di sempre e il solo Vangelo, quello di Ges\u00f9 Cristo, affidato ai credenti dai <em>Vangeli<\/em> e dagli apostoli stessi di Ges\u00f9, e poi custodito e tramandato fedelmente, nel corso di millenovecento anni, dai vicari di Cristo in terra. Solo il Vaticano II si \u00e8 presentato al mondo come un concilio meramente pastorale. In effetti, i documenti del Vaticano II si presentano come confermativi della dottrina e del Magistero, o, per dir meglio, proclamano di voler riaffermare e confermare l&#8217;una e l&#8217;altro; di fatto, per\u00f2, alcuni di essi, come la <em>Nostra aetate<\/em> e la <em>Dignitatis humanae<\/em>, aprono spiragli a delle sconvolgenti novit\u00e0: la verit\u00e0 oggettiva della Rivelazione cristiana \u00e8 attenuata dall&#8217;affermazione del principio della libert\u00e0 religiosa e da quello della volont\u00e0 di dialogo con le altre religioni; le quali, evidentemente, sono innalzate dal livello di &quot;errori&quot;, in senso teologico, a quello di legittimi culti aventi la medesima dignit\u00e0 intrinseca del cristianesimo cattolico. A ci\u00f2 si aggiunga la cosiddetta riforma liturgica, che \u00e8 stata, a tutti gli effetti, una rivoluzione; non tanto per le singole norme e per le singole novit\u00e0, ma per tutto l&#8217;insieme che scaturisce da essi, e pi\u00f9 ancora per lo spirito, indubbiamente nuovo, che le ispira e che le sottintende: uno spirito nettamente antropocentrico. La riforma liturgica, infatti, non nasconde di essere figlia della cosiddetta svolta antropologica in teologia, ispirata da Jacques Maritain, che poi si \u00e8 pentito e ha sostanzialmente ritrattato, e soprattutto da Karl Rahner: un laico e un gesuita; e quest&#8217;ultimo, allievo del filosofo Martin Heidegger. Costui era un teologo che nessun teologo cattolico, prima della met\u00e0 del &#8216;900, avrebbe riconosciuto come un proprio collega, perch\u00e9 il suo pensiero \u00e8 intessuto di svariate eresie, la pi\u00f9 grave delle quali \u00e8 appunto questa: aver fatto dell&#8217;uomo il centro della relazione fra Dio e l&#8217;uomo stesso, capovolgendo letteralmente tutta l&#8217;impostazione della fede. Il capovolgimento degli altari, il nuovo <em>ordo Missae<\/em>, la soppressione del latino (non decretata da alcun documento ufficiale; al contrario, i documenti ufficiali confermavano l&#8217;uso della lingua latina), la scomparsa del canto gregoriano, e, pi\u00f9 tardi, la santa Comunione sulla mano anzich\u00e9 in bocca, ritti in piedi anzich\u00e9 in ginocchio; l&#8217;accesso delle donne alle letture della Scrittura e al sevizio dei chierichetti; la scomparsa del velo sui capelli, sempre per le donne; la stretta di mano quale &quot;segno di pace&quot;, in stile profano (e massonico) sono tutte cose che hanno spostato il senso profondo della celebrazione liturgica dall&#8217;adorazione di Dio alla celebrazione dell&#8217;uomo, dall&#8217;offerta a Dio del Sacrificio eucaristico all&#8217;auto-glorificazione dell&#8217;assemblea dei fedeli. Da qui al presentarsi in chiesa vestiti sommariamente o indecentemente; al pretendere di ricevere la Comunione anche in tale stato, come un diritto spettante in ogni caso; e, ancor pi\u00f9, al pretenderla pur trovandosi in stato di conclamato e pubblico di peccato, cio\u00e8 in stato di adulterio rispetto al coniuge spostato secondo il Sacramento cristiano; e di qui alla licenza per ogni singolo prete di compiere ogni sorta di cambiamento e stravolgimento, togliendo o cambiando le preghiere e le formule, il passo era breve. E infatti, nel giro di pochi anni, \u00e8 stato compiuto, ma sempre presentandolo come un &quot;progresso&quot;, una forma di rinnovamento, una riscoperta del vero significato, quello originario, della Tradizione, evidentemente obliato o travisato per quasi due millenni.<\/p>\n<p>Un solo vescovo, monsignor Marcel Lefebvre, vide e comprese quasi subito che tutto ci\u00f2 era una rivoluzione, e che una rivoluzione cattolica equivale a un tradimento del vero cattolicesimo e della vera Chiesa, e vi si oppose. Vi si oppose non in nome di qualche personale verit\u00e0, ma in nome della fedelt\u00e0 a tutto ci\u00f2 che la Chiesa, da secoli e secoli, insegnava a tramandava; in nome di quella verit\u00e0 sopranaturale, e perci\u00f2 perfetta e immutabile, che non pu\u00f2 esser modificata a seconda dei cambiamenti storici e sociali. Nessuno infatti pot\u00e9 accusarlo di eresia: sarebbe stato un controsenso; lo accusarono di disobbedienza e di rifiuto della comunione con la chiesa; ma la chiesa che lo accusava di rompere la comunione, se lui aveva ragione, non era pi\u00f9 la chiesa di sempre, quella vera, ma un&#8217;altra, che, dissimulando i suoi intenti, si preparava a stravolgere il Deposito della fede e quindi a sovvertire il senso stesso della divina Rivelazione. Da parte sua monsignor Lefebvre rispose agli attacchi affermando, semplicemente, di ave difeso ci\u00f2 che aveva a sua volta ricevuto, senza nulla aggiungere, senza nulla togliere; <em>tradidi et quod accepi<\/em>: ho tramandato quello che avevo ricevuto. Oggi, che conosciamo molti elementi che allora erano sconosciuti, in particolare le trame del B&#8217;Nai B&#8217;rith, del cardinale Bea, dell&#8217;arcivescovo Bugnini, del teologo eretico Rahner, e della volont\u00e0 di &quot;dialogare&quot; a qualsiasi prezzo con il comunismo da parte dei due papi in questione, Giovanni XXIII e Paolo VI, anche a costo di abbandonare al loro destino i cristiani viventi nei Paesi del blocco sovietico e in Cina, in base all&#8217;erronea convinzione (cui erano giunti i gesuiti, veri artefici della &quot;svolta&quot;) che presto il comunismo avrebbe trionfato anche in Occidente e che sarebbe divenuto un elemento stabile e definitivo della societ\u00e0 mondiale futura, possiamo capire molte cose che allora parevano incomprensibili, o che, nella maggior pare dei casi, non furono neppure notate, o furono interpretate come un segno di distensione, di pace, di dialogo con il mondo moderno, all&#8217;insegna di un generico desiderio di rasserenamento del clima internazionale, reso incandescente dalla Guerra Fredda (la crisi dei missili a Cuba \u00e8 del 1962) e dal terrore di un conflitto nucleare generalizzato. Resta il fatto che un concilio ecumenico, per la prima volta nella storia della chiesa, si faceva dettare l&#8217;agenda e si ispirava a preoccupazioni di ordine politico, sociale, economico; per la prima volta era la chiesa che, dicendo di voler dialogare con il mondo, si metteva sul terreno del mondo, e apriva le porte al modo di pensare e di sentire del mondo; era la prima e unica volta in cui l&#8217;assemblea mondiale dei vescovi di tutti e cinque i continenti, con i vescovi extra-europei in netta maggioranza rispetto a quelli europei, e con un forte, agguerrito nucleo di vescovi massoni al centro della ragnatela, appariva subalterna alle logiche del mondo e si metteva in condizione di subire l&#8217;influenza del mondo, invece di tenere ben ferma la sua missione originaria e perenne, quella di convertire il mondo. <em>O la chiesa converte il mondo, o il mondo convertir\u00e0 la chiesa<\/em>: \u00e8 strano che pochi, allora, abbiano riflettuto sulla profonda verit\u00e0 di questa massima. Eppure, per quasi due millenni, la chiesa l&#8217;ha sempre saputo, e mai si \u00e8 adeguata alle tendenze del mondo, mai ha ritenuto di dover venire a compromessi col mondo. Il compromesso fondamentale, e inaccettabile per un cattolico, \u00e8 che la fede si possa ridisegnare sulla misura dei &quot;tempi&quot;. La stessa espressione: <em>i segni dei tempi<\/em>, venuta assai di moda dopo il Concilio, \u00e8 un vero cavallo di Troia: dietro un&#8217;apparenza di tipo profetico (ma puramente verbale), cela quanto di pi\u00f9 anti-profetico si possa immaginare. I profeti, infatti, hanno sempre predicato al mondo la conversione a Dio; ora, invece, \u00e8 un modo per dire che la chiesa si deve adeguare al modo di essere mondano. Esattamente il contrario di ci\u00f2 che \u00e8 sempre stata la missione della chiesa e un vero tradimento nei confronti del Deposito della fede, che \u00e8 quello e non pu\u00f2 essere toccato, non pu\u00f2 essere rivisto, non pu\u00f2 essere aggiornato: \u00e8 perenne e immutabile, <em>iota unum<\/em> pu\u00f2 essere tolto o cambiato di ci\u00f2 che la Chiesa, fedelmente trasmettendo ci\u00f2 che ha ricevuto da Ges\u00f9 Cristo, tramanda, di generazione in generazione, nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>Ora che i nodi stanno venendo al pettine, tutti in una volta, e che anche i pi\u00f9 miopi possono vedere, solo che lo vogliano, a quali esiziali conseguenze abbiano condotto le tanto decantate &quot;aperture&quot; e il tanto strombazzato &quot;spirito conciliare&quot;, si pone, in maniera urgente e drammatica, la questione che appare come realmente ineludibile: fare il punti sul Concilio, una volta per tutte. Se esso \u00e8 in linea con la storia della Chiesa, con le finalit\u00e0 della Chiesa, con la fedelt\u00e0 della chiesa a Dio, al Dio che si \u00e8 incarnato in Ges\u00f9 Cristo (non a un Ges\u00f9 umano, come insegna l&#8217;eretico Enzo Bianchi, il teologo di corte del signore argentino), allora ha ragione Bergoglio, hanno ragione i catto-progressisti, bisogna proseguire su quella strada, e non \u00e8 possibile prescindere da quella stagione e da quella &quot;svolta&quot;. Ha ragione don Milani, ha ragione padre Turoldo, ha ragione don Gallo, ha ragione don Farinella, ha ragione don Olivero e hanno ragione i teologi della liberazione; e in tal caso hanno torto (ma che brutta parola; diciamolo in maniera pi\u00f9 diplomatica: sono un po&#8217; superati) i don Bosco, i Pio IX, le suor Lucia dos Santos e le suor Faustina Kowalska, i padre Mandic e i padre Pio. Non siamo noi che contrapponiamo artificialmente due differenti modelli di vita cristiana; sono i fatti che lo mostrano. Se, viceversa, il Vaticano II rompe con la tradizione della Chiesa, se modifica e sovverte il Magistero, se capovolge la vera dottrina, se intorbida la liturgia e allontana le anime dalla verit\u00e0 di Cristo, verit\u00e0 soprannaturale e non gi\u00e0 verit\u00e0 puramente umana, allora bisogna aver il coraggio di dire chiaro e tondo che il concilio ha errato, che le sue decisioni non erano ispirate dallo Spirito Santo, che i suoi lavori sono stati manipolati da una setta massonica nemica della vera Chiesa, e hanno fuorviato le anime, invece di accostale a Dio, creando le premesse affinch\u00e9 si allontanassero. L&#8217;albero, del resto, si riconosce dai frutti: \u00e8 un concetto schiettamente evangelico. Ebbene, quali sono i frutti del Concilio? Le anime sono pi\u00f9 vicine o pi\u00f9 lontane da Cristo? La chiesa \u00e8 pi\u00f9 vicina o pi\u00f9 lontana dalla divina Rivelazione? Il clero \u00e8 pi\u00f9 coerente e pi\u00f9 credibile, o \u00e8 compromesso da scandali e sozzure da ogni genere, a cominciare dai piani alti, cio\u00e8 da cardiali e dai vescovi? E il peccato, \u00e8 ancora all&#8217;ordine del giorno? E la grazia? E la lotta fra il bene e il male? Oppure una concezione meramente naturalistica si \u00e8 sostituita alla visione genuinamente religiosa, e si spaccia questo naturalismo vagamente panteista, per cattolicesimo, mentre non lo \u00e8 affatto? Come interpretare, ad esempio, tutte le attenzioni rivolte dal signore argentino ai problemi dell&#8217;ambiente, al punto da farne oggetto di una enciclica, e da tornarvi sopra in continuazione nelle sue omelie? Che cos&#8217;\u00e8 la natura, per questo signore che si \u00e8 presentato sin dall&#8217;inizio come colui che vuole instaurare definitivamente lo spirito del concilio nella chiesa? Prendiamo la sua affermazione che la natura, oltraggiata dagli uomini, si &quot;vendica&quot;, apportando disastri e calamit\u00e0. \u00c8 un&#8217;affermazione cattolica? I cattolici vedono nella natura una entit\u00e0 a s\u00e9 stante, che premia o punisce gli esseri umani per il loro comportamento? Non si obietti che l&#8217;espressione <em>la natura si vendica<\/em> \u00e8 solo un modo di dire: \u00e8 un modo di dire quando si fanno quattro chiacchiere al bar, fra amici; \u00e8 qualcos&#8217;altro quando esce dalla bocca di un pontefice, rivolto a un uditorio di fedeli.<\/p>\n<p>Del resto, la strategia del signore argentino si fa sempre pi\u00f9 chiara ed esplicita: vuole blindare il Concilio, lo vuole instaurare definitivamente nel cuore del Magistero. Se il motto di san Pio X era <em>instaurare omnia in Christo<\/em>, il motto di Bergoglio potrebbe essere <em>instaurare omnia in Concilio<\/em>. Tanto per cominciare, ha proclamato santi i tre maggiori papi del concilio e del post-concilio: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, il 27 aprile del 2014, in una ben studiata doppietta (il riformatore e il presunto conservatore), indi Paolo VI il 14 ottobre 2018. L&#8217;ultima proclamazione \u00e8 stata particolarmente scandalosa, perch\u00e9 sulla santit\u00e0 di Paolo VI ci sarebbe veramente molto da dire: pare (e lo diciamo con dolore, ma per aver avuto informazioni da persone direttamente infornate di ci\u00f2) che il signore argentino abbia voluto dare concretezza all&#8217;affermazione del gesuita James Martin, paladino della causa arcobaleno, secondo il quale la chiesa \u00e8 piena di santi gay. A parte ci\u00f2, resta l&#8217;anomalia di questa raffica di canonizzazioni: a un papa non \u00e8 richiesta la santit\u00e0, ma la fedelt\u00e0 al Deposito della fede. I papi proclamati santi sono relativamente pochi: \u00e8 perlomeno singolare che tre papi degli ultimi decenni siano proclamati santi da uno stesso pontefice, secondo criteri che appaiono assai pi\u00f9 &quot;politici&quot; che religiosi. In cosa consisteva la santit\u00e0 di Paolo VI, per esempio? Ma tutto diventa chiaro se si individua la strategia del signore argentino: blindare il Concilio, santificandolo. Se erano santi i due papi che l&#8217;hanno attuato e un terzo che l&#8217;ha sempre difeso (per non parlare del prossimo, lui stesso, che i suoi fan &#8211; \u00e8 proprio il caso di usare questa parola &#8211; vorrebbero santo gi\u00e0 in vita), come dubitare che esso sia stato ispirato direttamente da Dio?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo aveva detto a chiare note, il signore argentino, poco dopo essere stato eletto papa: indietro non si torna, il Concilio Vaticano II \u00e8 una tappa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,157,216,262],"class_list":["post-26591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}