{"id":26582,"date":"2020-11-15T11:23:00","date_gmt":"2020-11-15T11:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/15\/la-storia-diviene-intelligibile-solo-per-mezzo-cristo\/"},"modified":"2020-11-15T11:23:00","modified_gmt":"2020-11-15T11:23:00","slug":"la-storia-diviene-intelligibile-solo-per-mezzo-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/15\/la-storia-diviene-intelligibile-solo-per-mezzo-cristo\/","title":{"rendered":"La storia diviene intelligibile solo per mezzo Cristo"},"content":{"rendered":"<p>La cosiddetta civilt\u00e0 moderna \u00e8 stata costruita senza Dio e contro Dio: l&#8217;uomo \u00e8 stato posto come essere (non come creatura!) che si autodeterminata, e la storia come l&#8217;opera del suo determinarsi. L&#8217;idealismo gentiliano, addirittura, fa della storia la determinazione assoluta mediante il pensiero, non di Dio, ma dell&#8217;uomo, anzi dell&#8217;uomo che diventa dio, e pertanto risolve cos\u00ec il pensare quanto l&#8217;agire in uno storicismo assoluto. La storia, in sostanza, diventa la protagonista assoluta del movimento dialettico del pensiero: pensando (ma che cosa?), il pensiero diventa azione, e il pensiero-storia esprime la realt\u00e0 totale. Tutto \u00e8 pensiero, dunque tutto \u00e8 storia. Ahim\u00e8, solo a parole: perch\u00e9, nei fatti, la storia \u00e8 sempre e solo storia, cio\u00e8 movimento parziale e contingente, movimento che trova in altro da s\u00e9, sia la propria origine, sia la propria meta; mentre il pensiero, per quanto pensi, non potr\u00e0 mai pensare tutta la realt\u00e0, perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, sarebbe un pensiero che pensa se stesso, e ci\u00f2 appartiene solo a Dio. Non a un dio solo pensante, che non potrebbe mai uscire da s\u00e9 e non potrebbe mai pensare altro che s\u00e9; ma il Dio creatore, il Verbo, cio\u00e8 il Dio che si fa Parola e, facendosi Parola, crea il mondo, e lo crea perch\u00e9 lo ama, e lo ama a tal punto da mandare nel mondo il suo Figlio unigenito.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 si rimane all&#8217;interno del cerchio stregato dell&#8217;immanenza radicale; finch\u00e9 si considera la storia come frutto della dimensione puramente umana; finch\u00e9 si esclude la trascendenza, cio\u00e8 il naturale rapporto delle creature con il loro Creatore, la storia \u00e8 destinata a rimanere un qualcosa d&#8217;incomprensibile, inintelligibile e perfino di assurdo o di beffardo. E ci\u00f2 vale sia per la grande storia, quella dei popoli, delle nazioni e del&#8217;intera umanit\u00e0, sia per la piccola storia individuale, quella delle singole persone, con tutto il loro bagaglio di speranze e delusioni, di aspettative e di frustrazioni. E cos\u00ec come la vita individuale risulta incomprensibile e beffarda se considerata solo nell&#8217;ottica dell&#8217;immanenza, anche la grande storia risulta un rebus indecifrabile, una tragedia che eternamente si ripete e che non insegna nulla ad alcuno, perch\u00e9 nessuno impara mai nulla da essa. \u00c8 a questa storia, a questo modo di guardare alla storia e alla vita umana, che si riferiva Shakespeare quando consegna al <em>Macbeth<\/em> questa tremenda riflessione:<\/p>\n<p><em>La vita \u00e8 un&#8217;ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa pi\u00f9 niente. \u00c8 un racconto narrato da un idiota, pieno di strepiti e furore, che non significa niente.<\/em><\/p>\n<p>Ed \u00e8 sempre alla penna di Shakespeare, questa volta nel <em>King Lear<\/em>, che si deve una riflessione analoga, ma che sembra pensata appositamente per descrivere la nostra situazione attuale, immersi come siamo nel terrore di una falsa pandemia e, frattanto, spogliati del lavoro, della propriet\u00e0 e perfino della pi\u00f9 elementare libert\u00e0 di muoverci, parlare, scrivere, curare la nostra salute come riteniamo giusto, tutto in nome e con la scusa di una falsa emergenza sanitaria: <em>che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi!<\/em><\/p>\n<p>E tuttavia, proprio collegando queste due riflessioni di Shakespeare, che giungono allo stesso luogo ma partendo da due punti di osservazione diversi, ci sembra che si possa estrarre una morale valida per noi, oggi, ma anche per l&#8217;intera riflessione sulla storia e quindi sul senso della vita umana. Nel <em>Macbeth<\/em>, Shakespeare osserva che la vita \u00e8 uno spettacolo assai rumoroso, ma stupido, di passioni disordinate, che non ha alcun significato e quindi sembra pensato da un pazzo. Nel <em>King Lear<\/em> il poeta lamenta che la stupidit\u00e0 umana \u00e8 posta al governo di una massa inconsapevole: il che lascia aperto uno spiraglio alla speranza, perch\u00e9, evidentemente, se al governo non ci fossero degli idioti, forse anche le masse uscirebbero dal loro stato di ottundimento e di cecit\u00e0 interiore. In altre parole: la storia \u00e8 qualcosa di assurdo e incomprensibile solo se a scrivere il copione \u00e8 un&#8217;umanit\u00e0 impreparata, presuntuosa e arrogante, che crede di sapere tutto ma in realt\u00e0 non sa nulla. Al contrario, essa comincia ad acquistare un senso, o meglio noi cominciamo a vedere il senso che in essa si annida, a condizione che gli uomini aprano gli occhi, si riscuotano dal sonno sonnambolico in cui sono immersi, sappiano alzare lo sguardo verso l&#8217;alto, verso il Cielo, e comprendere che il senso della vita \u00e8 quello che essi intendono darle. \u00c8 proprio a questo punto, per\u00f2, che pu\u00f2 scattare la trappola dell&#8217;ego. Non basta infatti che gli uomini si risveglino e si riscuotano; non basta che imparino ad aprire gli occhi e a vedere dove mettono i piedi; non basta che assumano una posizione di consapevolezza e di responsabilit\u00e0 sia verso se stessi, sia verso il mondo: il pi\u00f9 \u00e8 ancora da fare. E il pi\u00f9 consiste nel prendere coscienza che l&#8217;uomo non \u00e8 tutto; che la storia, la grande e la piccola storia senza distinzione, non acquisteranno mai un vero significato, finch\u00e9 gli uomini pretendono di essere gli artefici esclusivi di tale senso; che per proiettarla nella dimensione della verit\u00e0, come \u00e8 necessario ad una vita autentica e a una storia che non si avvolga continuamente su se stessa, senza respiro, senza ampiezza, senza profondit\u00e0, \u00e8 necessario aprire le porte della consapevolezza al terzo attore: Dio, che poi \u00e8 l&#8217;artefice primo di ogni cosa e la meta finale cui ogni cosa \u00e8 chiamata a ritornare.<\/p>\n<p>Tutta la storia acquista un significato nuovo e diverso, come pure la singola vita umana, se guardata dal punto di vista di Dio, che \u00e8 il punto di vista dell&#8217;eternit\u00e0. Ogni cosa \u00e8 destinata a fare i conti con l&#8217;eternit\u00e0: acquistano perci\u00f2 valore e significato le vite individuali e le costruzioni storiche che hanno ben chiaro il punto di riferimento e il punto d&#8217;arrivo del proprio movimento; mentre scivolano nel caos e nella follia del non-senso, quelli che non ce l&#8217;hanno. La civilt\u00e0 medievale \u00e8 quella, fra tutte, che ha avuto pi\u00f9 chiara la connessione fra il presente e l&#8217;eterno, fra il mondo di quaggi\u00f9 e il mondo di lass\u00f9, fra ci\u00f2 che l&#8217;uomo \u00e8 e ci\u00f2 che Dio lo chiama ad essere, trasformandosi mediante la conversione. L&#8217;uomo che si converte a Dio, che rivolge a Dio i suoi pensieri, che fa del richiamo di Dio la bussola della propria esistenza, realizza pienamente se stesso e diviene ci\u00f2 che deve essere, ci\u00f2 che a Dio piace e che permette il massimo sviluppo delle sue potenzialit\u00e0, intellettuali, affettive, sociali. L&#8217;uomo che disprezza Dio, che lo ignora, o addirittura lo combatte, si consegna nelle mani del diavolo e si vota all&#8217;inferno dell&#8217;immanenza chiusa in se stessa, il cui esito finale \u00e8 la dannazione, ossia l&#8217;eterna separazione dell&#8217;Amore divino. Varrebbe la pena che l&#8217;uomo moderno, letteralmente frastornato e ottenebrato da tutto il clima culturale in cui vive, dalle frivolezze in cui lo immerge il diabolico consumismo, dalla superficialit\u00e0 e dalla presunzione degli uomini politici che assumono la guida dei governi, si riscuotesse dal suo letargo e riacquistasse coscienza della sua intrinseca dignit\u00e0: che non gli viene da se stesso (<em>no<\/em> quindi a ogni umanesimo), ma dal suo Creatore, che lo ha fatto a propria immagine. Ecco perch\u00e9 non si pu\u00f2 capire nulla della <em>Divina Commedia<\/em> se si prescinde dall&#8217;orizzonte di senso che Dante, anima profondamente cristiana, vi ha impresso; perch\u00e9 non si pu\u00f2 capire la pittura di Giotto, del Beato Angelico, di Giovanni Bellini; n\u00e9 si pu\u00f2 comprendere a pieno la bellezza e l&#8217;armonia delle cattedrali medievali; n\u00e9 capire la bellezza sontuosa e la solennit\u00e0 austera della liturgia cattolica pre-conciliare, soprattutto la musica sacra, cos\u00ec ineffabilmente protesa verso l&#8217;Infinito. Non si pu\u00f2 capire e apprezzare nulla di queste cose, e di moltissime altre che sono a fondamento della nostra civilt\u00e0, se si prescinde dalla prospettiva cristiana, se si mette Dio fra parentesi (come fanno anche i pessimi teologi della cosiddetta teologia negativa, secondo i quali bisogna vivere <em>etsi Deus non daretur<\/em>, come se Dio non ci fosse) o si considera il mistero della divina Incarnazione come una dolce favoletta per bambini, o qualcosa del genere.<\/p>\n<p>Osserva a questo proposito lo storico Giorgio Cracco in <em>Lineamenti di storia medievale<\/em> (Torino, G. Giappichelli Editore, 1969, vol. 1, pp. 43-45):<\/p>\n<p><em>Il Medioevo sarebbe impenetrabile senza il Cristianesimo. Non gi\u00e0 perch\u00e9 port\u00f2 civilt\u00e0 e fu civilt\u00e0, ma perch\u00e9 port\u00f2 salvezza e fu salvezza. Esso \u00e8 infatti una religione; e come tale non si preoccupa tanto dell&#8217;uomo e della storia quanto del fine ultimo dell&#8217;uomo e della storia; opera nel mondo, perch\u00e9 qui si svolge la sua missione, qui prepara la salvezza dei singoli e della comunit\u00e0 dei singoli, cio\u00e8 della Chiesa; ma non \u00e8 del mondo; sta con gli uomini, con la societ\u00e0, con i sistemi politici ed economici pi\u00f9 diversi, perch\u00e9 al Dio dei cristiani piace stare con gli uomini; ma \u00e8 nel contempo irriducibile a ogni esperienza terrena. \u00c8 tipico anzi del Cristianesimo capovolgere la gerarchia di valore in cui sta irretito l&#8217;uomo non redento: pretendendo la pace e il perdono al posto della guerra e della violenza, l&#8217;amore invece che l&#8217;odio, la povert\u00e0 invece che la ricchezza, l&#8217;umilt\u00e0 invece che a superbia, il disprezzo di s\u00e9 invece che la gloria, e infine la Croce come suggello estremo di una dignit\u00e0 che Cristo Crocefisso ha meritato agli uomini: la dignit\u00e0 di figli di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna dire che rispetto alle grandi religioni precristiane di Oriente e di Occidente il Cristianesimo ha questo di peculiare e di straordinario, quasi assurdamente rivoluzionario: toglie Dio dai cieli, lo incarna, lo fa uomo tra gli uomini, per innalzare gli uomini a Dio. I Greci avevano separato, allontanato irreparabilmente Dio dagli uomini; l&#8217;induismo, il buddismo, l&#8217;universismo cinese avevano puntato sulla nobilt\u00e0 delle risorse umane, sulla capacit\u00e0 del singolo di sottrarsi in qualche modo al suo destino di dolore, non su un Dio di amore che riscattasse l&#8217;umanit\u00e0 ferita (specchio, in questo, di civilt\u00e0 complesse e maestose). Il Dio dei cristiani, invece, &quot;ha tanto amato il mondo da darli il suo unico Figlio&quot; (Giov. 3,16). Con l&#8217;incarnazione di Dio in Cristo comincia appunto la sua storia una religione che oggi conta 600 milioni di seguaci. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La trama dei fatti che divinamente guidata, porta a Cristo e permette la comprensione di Cristo e della Chiesa che da lui discende, principia quando &quot;Dio cre\u00f2 il cielo e la terra&quot; (Gen. 1,1), l&#8217;uomo e la donna e li pose a regnare nel Paradiso terrestre. Alla gioia creativa di Dio rispose tuttavia l&#8217;infedelt\u00e0 della creatura, la sua caduta, la cacciata, la maledizione (ma non l&#8217;abbandono) di Dio, il succedersi di una stirpe buona (quella di Abele e di Set), ma anche di una stirpe cattiva (quella che veniva da Caino). &quot;Allora si pent\u00ec il Signore di aver fatto l&#8217;uomo sulla terra&quot; (Gen. 6,6), e mand\u00f2 il diluvio, dal quale si salv\u00f2 soltanto No\u00e8 e il suoi figli (Sem, Cham, Iafet) , ammonendoli: &quot;Chi sparge sangue umano, dall&#8217;uomo sar\u00e0 sparso il suo sangue, perch\u00e9 a somiglianza di Dio fu fatto l&#8217;uomo. E voi prolificate e crescete, spandetevi per la terra e in essa moltiplicatevi&#8230; N\u00e9 pi\u00f9 verr\u00e0 il diluvio a guastare la terra (Gen. 9, 6-7, 11).<\/em><\/p>\n<p>La storia umana, quindi, cos\u00ec come la singola vita umana, ha senso se proiettata nella prospettiva cristiana: cio\u00e8 come storia della salvezza, e dunque della redenzione. Ogni anima \u00e8 chiamata a convertirsi: e convertirsi significa morire al mondo e rinascere in Cristo. Per colui che si converte, le cose di prima non contano pi\u00f9 nulla, e le cose che prima erano evitate ed aborrite acquistano un valore decisivo. Il cristianesimo, infatti, insegna agli uomini il &quot;disprezzo&quot; di s\u00e9 e del mondo: disprezzo non nel senso di rifiuto radicale e di condanna, ma nel senso di riconquista della propria totale autonomia spirituale, e rescissione di ogni dipendenza da ci\u00f2 che \u00e8 effimero, transitorio, contingente. Il cristiano punta all&#8217;Assoluto, e per puntare all&#8217;Assoluto deve sbarazzarsi di tutto ci\u00f2 che \u00e8 superfluo: in questo senso disprezza il proprio ego, e in questo senso disprezza il mondo. Non li disprezza nel senso che li odia, ma nel senso che sa porli nella giusta relazione con l&#8217;Assoluto: ossia come tappe verso la meta finale, e non gi\u00e0 come trappole in cui restare imprigionato. L&#8217;uomo che rifiuta la conversione cristiana rimane prigioniero di tali trappole: la trappola dell&#8217;ego e la trappola del mondo. Con la prima si fa schiavo delle proprie passioni disordinate; con la seconda, si fa schiavo di qualsiasi oggetto esterno eserciti un fascino materiale su di lui. L&#8217;anima redenta \u00e8 anche un&#8217;anima liberata; non teme pi\u00f9 le delusioni, perch\u00e9 non aspira a quelle soddisfazioni che gonfiano l&#8217;ego; non teme la povert\u00e0, la vecchiaia, la malattia e la morte, perch\u00e9 le cose materiali non lo intimoriscono, cos\u00ec come non lo seducono. La morte per lui perde i connotati angosciosi che la cultura moderna le ha conferito; non \u00e8 pi\u00f9 la sciagura suprema, il nemico che bisogna combattere prolungando una vita ormai giunta alla sua naturale conclusione, a prezzo d&#8217;inutili sofferenze (concetto comunque, si badi, ben lontano da quello dell&#8217;eutanasia). Al contrario, la morte diventa il luogo dell&#8217;incontro luminoso e definitivo con Ges\u00f9 Cristo. Per questo pu\u00f2 dire, con Kierkegaard: <em>Allora la lotta sar\u00e0 terminata: io potr\u00f2 riposare in un giardino di rose, e parlare in eterno a Ges\u00f9&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cosiddetta civilt\u00e0 moderna \u00e8 stata costruita senza Dio e contro Dio: l&#8217;uomo \u00e8 stato posto come essere (non come creatura!) che si autodeterminata, e la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,270],"class_list":["post-26582","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-william-shakespeare"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26582\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}