{"id":26572,"date":"2019-08-08T11:58:00","date_gmt":"2019-08-08T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/08\/la-societa-ha-bisogno-di-un-principio-coagulante\/"},"modified":"2019-08-08T11:58:00","modified_gmt":"2019-08-08T11:58:00","slug":"la-societa-ha-bisogno-di-un-principio-coagulante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/08\/la-societa-ha-bisogno-di-un-principio-coagulante\/","title":{"rendered":"La societ\u00e0 ha bisogno di un principio coagulante"},"content":{"rendered":"<p>Qualsiasi societ\u00e0, semplice o complessa, piccola o grande, per esistere ha bisogno di un principio che la animi, che la compatti, che attragga le sue energie spirituali o, quanto meno, che non le mortifichi n\u00e9 le disperda. Per le societ\u00e0 antiche e per quelle primitive, il principio coagulante era il sacro. La societ\u00e0 romana ha cominciato a decomporsi quando ha perso il principio ideale che la teneva unita, l&#8217;amor di Patria e la <em>pietas<\/em> verso gli dei e verso la famiglia; il che \u00e8 accaduto molto prima della nascita dell&#8217;Impero, pi\u00f9 o meno all&#8217;epoca delle guerre puniche e della conquista dei regni ellenistici. La societ\u00e0 medievale ha iniziato a disgregarsi quando lo spirito mercantile e il nascente capitalismo hanno messo in ombra la forte componete spirituale e religiosa che l&#8217;aveva tenuta a battesimo e l&#8217;aveva sostenuta per un migliaio d&#8217;anni. Il nostro caso di cittadini europei del terzo millennio \u00e8 un po&#8217; diverso: noi siamo figli di una non-civilt\u00e0, se non addirittura di una anti-civilt\u00e0. La cosiddetta civilt\u00e0 moderna, infatti, nasce da un progetto di rivolta consapevole contro la tradizione e contro la religione dei padri, con tutta la sua morale e la sua visione del mondo: il momento di passaggio si legge, in controluce, nelle poesie di Petrarca e soprattutto nelle novelle di Boccaccio. Ora, una anti-civilt\u00e0 non va in crisi per una ragione o per una serie di ragioni; nasce gi\u00e0 morta e la sua esistenza non \u00e8 che una continua agonia. Noi siamo dei moribondi che coltivano tenacemente la propria necrofilia: come attestano migliaia di romanzi, di poesie, di film, di opere d&#8217;arte, di canzoni, di telefilm polizieschi e non (che iniziano con l&#8217;autopsia del cadavere di un uomo sulla cui morte gli inquirenti devono far luce) e perfino di fumetti, videogiochi e pubblicit\u00e0 varie, tutti caratterizzati da una perversa attrazione per la morte e da una ostentazione di corpi martoriati, di sevizie inflitte sadicamente, da giochi di ruolo in cui si svolgono partite che hanno per posta la vita di qualcuno, nonch\u00e9 da un vero diluvio di licantropi, lupi mannari, maghi neri, satanisti impegnati in sacrifici umani e diavoli dell&#8217;inferno pronti a erompere dalla loro dimensione per ghermire, sghignazzando paurosamente, i viventi. Pertanto, la fine di una societ\u00e0 come la nostra \u00e8 solo questione di tempo: in un certo senso, essa \u00e8 iniziata sin dal primo giorno e tutto il resto non \u00e8 stato che una lunga, interminabile discesa verso la fine, non priva di un sinistro compiacimento e di cospicue componenti sado-masochiste.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che una societ\u00e0 di questo genere non \u00e8 in grado, non diciamo d&#8217;integrare, ma neppure di accogliere alcun apporto estraneo, tanto meno se nelle forme di un&#8217;immigrazione cos\u00ec massiccia e imperiosa da potersi considerare a tutti gli effetti come un&#8217;invasione, anzi come un&#8217;auto-invasione, dato che \u00e8 incoraggiata da noi stessi e che le forze preposte alla difesa dei confini sono invece impiegate per incentivarla; e come una sostituzione di popoli, dato che noi ci stiamo estinguendo non solo spiritualmente, ma anche biologicamente, mentre i nuovi venuti si riproducono secondo i ritmi dei loro Paesi d&#8217;origine, cio\u00e8 in maniera esponenziale. Per noi, mettere al mondo un figlio \u00e8 divenuto un problema, nonch\u00e9 un drammatico caso di coscienza: molti potenziali genitori si chiedono infatti: <em>Abbiamo il diritto di dare alla luce una creatura che si trover\u00e0 a dover vivere in un mondo cos\u00ec difficile?<\/em> Ma per gli immigrati maghrebini, centroafricani, bengalesi e pakistani non si pongono domande del genere: i figli si fanno, poi qualcuno penser\u00e0 a mantenerli. Tanto pi\u00f9 che le mogli per farli possono essere due, tre o quattro, e non una sola, come concede la religione islamica ai suoi seguaci; e pazienza se le leggi italiane considerano concubinato un secondo matrimonio, figuriamoci un terzo o un quarto, e lo perseguono come un reato a termini di codice penale; ma solo se a commetterlo \u00e8 un italiano. Cos\u00ec come dissimulare il volto \u00e8 un reato, ma di fatto solo per i cittadini italiani, ai quali, per esempio, non \u00e8 consentito andare in giro indossando un casco da motociclista; mentre basta uscire in strada un quarto d&#8217;ora per imbattersi in numerose donne islamiche col viso interamente nascosto dal velo, senza che vigili o altre forze dell&#8217;ordine le fermino, le identifichino e notifichino loro il reato commesso.<\/p>\n<p>Naturalmente la societ\u00e0 si fonda su quella societ\u00e0 elementare che \u00e8 la famiglia, perci\u00f2 \u00e8 da l\u00ec che bisogna ricominciare per tentar di restituire coesione al corpo sociale. Da quando l&#8217;individualismo e l&#8217;edonismo sono entrati nelle pareti domestiche e hanno spinto mogli e mariti a preoccuparsi pi\u00f9 dei rispettivi diritti che del bene della famiglia e innanzitutto dei figli, nulla ha pi\u00f9 funzionato come prima; e la causa di ci\u00f2 va attribuita in grandissima parte alla cultura femminista, che ha trasformato il matrimonio in un agone sindacale ove ciascuna delle due parti misura puntigliosamente ogni minuto di tempo e ogni gesto prestati alle cure familiari, per pretendere che l&#8217;altra faccia altrettanto, pena il ricorso al giudice e lo scioglimento dell&#8217;unit\u00e0 familiare. Vi \u00e8 stata, in generale, una progressiva rinuncia, una progressiva abdicazione, da parte dei genitori, a svolgere con autorevolezza il loro ruolo nei confronti dei figli: spesso a questi ultimi non hanno chiesto sacrifici, n\u00e9 impegno, n\u00e9 senso del dovere; in compenso hanno assicurato paghette, vestiti firmati e vacanze garantite, indipendentemente dalla situazione del bilancio familiare: proprio come quei sindacalisti i quali pretendono il posto garantito e lo stipendio fisso per i dipendenti, anche se le aziende sono in gravi difficolt\u00e0 e non producono pi\u00f9 lo stesso fatturato dei tempi buoni. Oggi, poi, l&#8217;attacco mortale contro la famiglia viene sferrato dall&#8217;ideologia gender e dai movimenti LGBT, tutti protesi a dimostrare la pari dignit\u00e0, e possibilmente la superiorit\u00e0, dell&#8217;amore omosessuale rispetto a quello eterosessuale, e delle famiglie cosiddette arcobaleno rispetto alle famiglie tradizionali, le quali ultime, come dice la signora Cirinn\u00e0, sono fasciste e producono una vita di merda, con licenza parlando. Oggi \u00e8 in atto una manovra sempre pi\u00f9 capillare, coordinata e pianificata per far penetrare nella coscienza delle persone, e specialmente dei pi\u00f9 giovami, simili idee aberranti, le stesse che animano certi psichiatri, certi giudici del tribunale dei minori e certi assistenti sociali, sia in quel di Bibbiano che in cento altri luoghi di tutta Italia. In ogni film o telefilm, ormai c&#8217;\u00e8 la presenza fissa di uno o pi\u00f9 personaggi dichiaratamente omosessuali, secondo un piano prestabilito; e ci\u00f2 vale anche per i fumetti, la letteratura, l&#8217;arte, la musica leggera, perfino la pubblicit\u00e0 commerciale. Per fare solo un esempio, la serie tv intitolata <em>Un posto al sole<\/em>, che va in onda da circa vent&#8217;anni su Rai3, nella fascia di prima serata e perci\u00f2 destinata a un pubblico familiare, anche di minorenni, dopo aver sciorinato tutta una serie di personaggi e situazioni omosessuali, pretendendo anche di ricavarne una morale (l&#8217;ottusit\u00e0 dei genitori che non accettano, l&#8217;ipocrisia di quelli che criticano, ecc.), secondo i pi\u00f9 vieti stereotipi della sinistra, ora ha introdotto anche il tema del transessualismo: un padre, che aveva abbandonato anni prima la famiglia, ora si ripresenta per stabilire un dialogo con l&#8217;ex moglie e le figlie. Piccolo particolare, costui nel frattempo ha fatto l&#8217;operazione per cambiare sesso ed \u00e8 diventato donna. Senza dubbio gli sceneggiatori si preparano a rifilarci la solita morale progressista e libertaria: che male c&#8217;\u00e8 se un povero Cristo segue le proprie inclinazioni e decide di diventare donna, da uomo che era? Certo, \u00e8 spiacevole che moglie e figli ne abbiano sofferto; ma a tutto c&#8217;\u00e8 rimedio, se c&#8217;\u00e8 l&#8217;amore, se c&#8217;\u00e8 la comprensione e se finalmente l&#8217;Italia si decide a diventare un Paese civile, come sempre ripetono i sussiegosi soloni del Partito Democratico. Conclusione: i figli capiranno, perdoneranno, saranno felici per la scelta &quot;coraggiosa&quot; del loro ex pap\u00e0, divenuto un transessuale che sembra Luxuria e parla con voce profonda da uomo, nonostante la camicetta sexy, la vistosa acconciatura e le scarpe coi tacchi a spillo. E tutti vissero felici e contenti, sia pure in un mondo alla rovescia.<\/p>\n<p>Dopo la famiglia, a svolgere un ruolo educante decisivo sono, o piuttosto erano, la chiesa e la scuola, specialmente la scuola elementare, perch\u00e9 \u00e8 quella che forma le menti e i cuori dei bambini e lascia in loro un&#8217;impronta indelebile. Ma che fare con una chiesa che non \u00e8 pi\u00f9 se stessa, che si vergogna del proprio passato e rinnega la propria tradizione, che \u00e8 diventata una grande O.N.G. laicista, modernista, semi-giudea e semi-protestante, venuta a patti col mondo e impegnata essa stessa a diffondere una dottrina relativista e una morale possibilista, tanto larga di manica quanto priva del concetto di pentimento e proponimento di non perseverare nel peccato? Di una &quot;chiesa&quot; che parla tutti i giorni sempre e solo del dovere di accogliere qualunque numero di migranti, e che apre alle unioni gay, ai fidanzamenti gay, e invoca al pi\u00f9 presto un &quot;riconoscimento&quot; ai matrimoni gay? Che tace sull&#8217;eutanasia, parla poco e male dell&#8217;aborto, civetta coi radicali e i massoni, ammicca ai peggiori nemici del Vangelo e svende, per compiacere costoro, il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, trasformandolo in una blando e generico messaggio di amore e riconciliazione, senza alcuna vera distinzione fra ci\u00f2 che \u00e8 naturale e ci\u00f2 che \u00e8 soprannaturale, fra il mondo e la grazia, fra il peccato e la Redenzione, e dove ogni singolo prete si sente autorizzato e perfino incoraggiato a farsi da s\u00e9 stesso la propria liturgia, la propria pastorale, la propria dottrina? Cosa aspettarsi da una chiesa che ai bambini non insegna pi\u00f9 il valore della purezza, della castit\u00e0, della rinuncia, del superamento delle passioni, dello sforzo di piacere a Dio e non agli uomini, del dovere e della gioia di uniformarsi alla sua Volont\u00e0, ma che insegna loro, al contrario, come un qualsiasi movimento di attivisti LGBT o un qualunque circolo politico-culturale dell&#8217;estrema sinistra, che l&#8217;importante \u00e8 &quot;realizzare se stessi, &quot; inseguire i propri sogni&quot;, e via di questo passo con innumerevoli banalit\u00e0 ed espressioni equivoche, senza mai specificare che non esiste alcuna realizzazione, per il cristiano, che non tenga conto della chiamata divina, e che la vita non ci \u00e8 data per inseguire i sogni voluttuosi dell&#8217;uomo carnale, ma per piantare solidamente in terra i paletti che segnano la strada all&#8217;uomo spirituale, di sacrificio in sacrificio, di conquista in conquista, fino al cospetto di Dio? A che serve una chiesa del genere, se non a confermare gli uomini nel peccato e a dar loro l&#8217;illusione di essere a posto con Dio, mentre disprezzano e calpestano la sua Volont\u00e0?<\/p>\n<p>Quanto alla scuola, c&#8217;\u00e8 poco da dire: il disastro \u00e8 sotto gli occhi di tutti. La scuola italiana era una delle migliori al mondo fino a due generazioni fa; poi ha voluto diventare &quot;moderna&quot;, cio\u00e8 uniformarsi agli schemi e ai metodi della scuola anglosassone, puntando sullo sviluppo di una efficienza pratica e di abilit\u00e0 tecniche del tutto avulse dalla coltivazione del carattere e dalla trasmissione dei valori. Inoltre ha dichiarato guerra al merito, all&#8217;impegno, al sacrificio (anche lei!) e ha concentrato i suoi sforzi non nell&#8217;innalzare il livello dell&#8217;apprendimento e nel contribuire alla maturazione degli alunni, ma tutto al contrario, nell&#8217;abbassare il livello generale, affinch\u00e9 non spicchi in maniera troppo impietosa il divario fra quelli che s&#8217;impegnano, prendono lo studio sul serio, cercano di migliorare, e quelli che tirano a campare, pigri e svogliati, e par quasi che a scuola ci vadano per fare un favore ai genitori o agli insegnanti, quando addirittura non ci vanno al preciso scopo di molestare e infastidire gli altri, certi di poter godere di ogni sorta di scusanti e giustificazione e, in definitiva, di una sorta d&#8217;impunit\u00e0 preventiva, grazie al retaggio culturale del <em>Proibito proibire<\/em> di sessantottesca memoria, oggi divenuto uno dei cardini della sedicente pedagogia scolastica. La societ\u00e0 liquida ha partorito una scuola liquida, in cui il bambino non ha pi\u00f9 una maestra o un maestro, ne ha quattro o cinque, e nessuno di loro riesce a porsi nella giusta maniera sotto il profilo didattico, con la necessaria autorevolezza, perch\u00e9 si \u00e8 voluto mettere in soffitta, giudicandolo obsoleto e autoritario, il metodo che poneva al centro il rapporto fra maestro e alunno, ma partendo dalla centralit\u00e0 del maestro, che \u00e8 colui che deve insegnare, e non dell&#8217;alunno, che \u00e8 colui che deve essere aiutato a svilupparsi. Ma se il maestro diventa la variabile secondaria e tutto si incentra sull&#8217;alunno, da dove attinger\u00e0, l&#8217;alunno, il senso della scopetta, dell&#8217;impegno, del lavoro e della bellezza di impegnarsi e fare anche dei sacrifici, per poter divenire ci\u00f2 che \u00e8 chiamato a divenire? Oggi questo discorso \u00e8 divenuto improponibile: la scuola moderna, americanizzata e materialista, ha abolito qualunque idea di finalismo; guai a parlare di una vocazione sia dell&#8217;alunno, sia del maestro, sia di chiunque altro; non ci sono vocazioni, ma solo &quot;sogni da realizzare&quot;, come insegnano Susanna Tamaro e le auree massime dei Baci Perugina. Il concetto di vocazione ha a che fare con una chiamata al proprio dover-essere; ma la societ\u00e0 edonista e permissiva non vuol neanche sentir nominare il dover-essere, tanto pi\u00f9 se si sottintende che tale chiamata non \u00e8 di origine naturale ma soprannaturale. Per la cultura politicamente corretta non c&#8217;\u00e8 alcun fine nel mondo, quindi non <em>deve<\/em> esserci alcun fine per l&#8217;uomo, tranne quello di &quot;realizzarsi&quot;, pomposa espressione che significa, in realt\u00e0, semplicemente fare quel che pi\u00f9 gli pare e piace. Torniamo cos\u00ec alla domanda iniziale: dove trovare il principio coagulante che, solo, potrebbe ridare un minino di coesione, e perci\u00f2 di concordia e di speranza nel futuro, alla nostra societ\u00e0? Siamo convinti che una sola \u00e8 la strada possibile: quella del ritorno alla nostra vera tradizione, alla fede religiosa, ai valori dello spirito. Siamo diventati pagani, cio\u00e8 adoratori dei beni e delle cose; ma adorare le cose \u00e8 lo stesso che adorare il nulla. Le cose danno sempre e soltanto cose: per trovare il bene, il giusto, il vero e il bello, bisogna tornare alla fede dei padri e rifondare la Chiesa e lo Stato, scuola compresa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualsiasi societ\u00e0, semplice o complessa, piccola o grande, per esistere ha bisogno di un principio che la animi, che la compatti, che attragga le sue energie<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26572","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}