{"id":26564,"date":"2022-04-13T03:00:00","date_gmt":"2022-04-13T03:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/13\/la-schiavitu-inizia-quando-si-perde-il-dominio-di-se\/"},"modified":"2022-04-13T03:00:00","modified_gmt":"2022-04-13T03:00:00","slug":"la-schiavitu-inizia-quando-si-perde-il-dominio-di-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/13\/la-schiavitu-inizia-quando-si-perde-il-dominio-di-se\/","title":{"rendered":"La schiavit\u00f9 inizia quando si perde il dominio di s\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>Oltre mezza umanit\u00e0 caduta schiava del proprio governo nel giro di qualche anno, o, come ne caso della Cina, di qualche decennio; una <em>deb\u00e2cle<\/em> ignominiosa e subitanea delle democrazie occidentali; un immediato allineamento e asservimento dei mezzi d&#8217;informazione, della scuola, del&#8217;universit\u00e0, della magistratura, delle forze dell&#8217;ordine, delle amministrazioni pubbliche, dei sindacati, dei partiti e delle cooperative di consumatori: questo il tragico, ed inedito panorama di macerie che si offre al nostro sguardo nell&#8217;ora presente, specie dopo che, negli ultimi due anni, i governi, palesemente manovrati da forze occulte di natura finanziaria si sono rivolti contro i loro stessi popoli e hanno revocato da un giorno all&#8217;altro diritti e libert\u00e0 che parevano scolpiti nella roccia, e che mai neppure le dittature del Novecento n\u00e9 gli Stati impegnati in guerra per la vita e per la morte avevano osato fare.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;ovvia domanda che ci si deve fare \u00e8 la seguente: come \u00e8 stato possibile? In altre parole: che cosa non ha funzionato, che cosa ci \u00e8 sfuggito di mano? \u00c8 evidente infatti che qualcosa ci \u00e8 sfuggito di mano, anzi, ci era sfuggita di mano gi\u00e0 da prima, da molto prima: diversamente \u00e8 impossibile spiegare che con tanta prontezza la maggioranza della gente abbia accettato di obbedire agli ordini folli e criminali dei propri governanti, e di prestar fede alle fandonie vergognose e interessate di un esercito di servi il cui unico scopo era quello di far nascere e tenere sempre alto nella popolazione il terrore della morte. Pertanto, la sola risposta possibile a quella domanda \u00e8 la seguente: tutto quel che \u00e8 accaduto \u00e8 stato possibile perch\u00e9 da molto tempo abbiamo perduto il dominio di noi stessi. A ci\u00f2 hanno contribuito vari fattori, uno dei quali, sena dubbio, ha a che fare con l&#8217;ingresso capillare, pervasivo, &quot;totalitario&quot; della tecnologia nelle nostre vite. In altre prole, ci siamo abituati a delegare alle macchine tutta una serie di funzioni, anche minime, anche relative alla vita nostra privata, anche nell&#8217;ambito privatissimo degli affetti e dei sentimenti, col risultato che abbiamo finito per perdere, senza neanche rendercene conto, il pieno controllo di noi stessi. La nostra volont\u00e0 si \u00e8 indebolita: da strumento, le macchine &#8211; il computer e il telefonino specialmente &#8212; sono diventati fini, nonch\u00e9 padroni e signori della nostra vita. A che serve considerare attentamente i fini delle nostre azioni, valutare i pro e i conto, quando \u00e8 cosa tanto facile, tanto rapida e tanto &quot;leggera&quot; lasciare che ci pensi la macchina? E a che scopo esercitare la forza di volont\u00e0, se si pu\u00f2 affidare ogni fatica e ogni impegno ad essa, divenuta ormai non solo la migliore amica, ma anche la compagna inseparabile e indispensabile di tutto ci\u00f2 che facciamo, di tutto ci\u00f2 che pensiamo e perfino di tutto ci\u00f2 che vogliamo?<\/p>\n<p>Ma non c&#8217;\u00e8 solo questo aspetto da tener presente. \u00c8 difficile pensare che milioni e miliardi di esseri umani si siano lasciati instupidire e plagiare cos\u00ec grossolanamente dalla tecnologia, sena avvertire il pericolo e credendo anzi di semplificarsi le cose, di guadagnare tempo e di rimuovere ostacoli e lungaggini, senza che qualcos&#8217;altro li abbia incoraggiati a mettersi e a perseverare su una strada cos\u00ec stupida e cos\u00ec distruttiva. La natura umana ha un istinto fondamentale, quello della conservazione: e un tal modo di vivere equivale a scegliere una vita anti-umana, cio\u00e8, in prospettiva, a correre verso la propria distruzione. Come mai l&#8217;istinto della sopravvivenza non ha messo in guardia le persone? E non giova rispondere che non erano pi\u00f9 persone nel senso autentico della parola, ma piuttosto ex-persone, perch\u00e9 un essere umano il quale rinunci al ben dell&#8217;intelletto e all&#8217;esercizio della volont\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un essere umano, ma una specie dio morto che cammina. Non giova, perch\u00e9 la domanda resta: dal momento che un simile processo non si compie in n giorno, o n un anno, ma nell&#8217;arco di due o tre generazioni, che cosa non ha funzionato nell&#8217;istinto di conservazione? Che cosa ha neutralizzato il campanello d&#8217;allarme, facendo s\u00ec che non suonasse o non venisse percepito dagli interessati <em>prima che fosse tropo tardi per reagire<\/em>? Per rispondere a questa domanda dobbiamo uscire dall&#8217;ambito della psicologia e ampliare la riflessione a trecentosessanta gradi. La maggior parte della gente fa quel che fanno gli altri, i quali, a loro volta, fanno ci\u00f2 che vedono fare dai modelli di riferimento: che, nella fase storica attuale, sono i persuasori occulti: cinema, televisione, stampa, pubblicit\u00e0. Pertanto basta chiedersi chi controlla i persuasori occulti e si avr\u00e0 la risposta. Quanto ai governanti, la spiegazione \u00e8 ancor pi\u00f9 semplice: non esistono pi\u00f9 governi, non esistono pi\u00f9 partiti, non esistono pi\u00f9 sindacati, non esistono pi\u00f9 governi, non esistono pi\u00f9 parlamenti, non esistono pi\u00f9 stati, n\u00e9 patrie, n\u00e9 confini. Esiste solo il potere globale della grande finanza, la quale controlla tutto e lascia sussistere l&#8217;illusione che vi siano stati, confini, governi parlamenti, partiti, sindacati, eccetera, mentre in realt\u00e0 tutte queste cose sono scomparse, sono state assorbite nella grande strategia del Nuovo Ordine Mondiale: e non da ieri, ma gi\u00e0 da diverso decenni Solo che noi in ce n&#8217;eravamo accorti; e non ce n&#8217;eravamo accorti per la buona ragione che nessuno ce l&#8217;ha mai detto. Ora, per la maggior parte delle persone esiste quel che viene detto dalla stampa, dalla televisione, dal cinema; e ci\u00f2 che non viene detto, n\u00e9 mostrato, semplicemente non esiste, o per meglio dire <em>non pu\u00f2 esistere<\/em>. Pu\u00f2 esistere solo ci\u00f2 che rientra nello schermo sul quale ci viene mostrata la realt\u00e0; ci\u00f2 che non vi entra non ha diritto di cittadinanza, neppure a livello d&#8217;ipotesi o di semplice congettura.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, tutto questo \u00e8 stato reso possibile dal fatto che gi\u00e0 in precedenza noi avevamo smarrito il dominio di noi stessi. Una filosofia sbagliata, e devastante, un misto di libertinismo e di permissivismo a oltranza, diffusa a tappeto dagli intellettuali organici al sistema di potere, e la cui forza di persuasione \u00e8 stata moltiplicata per mille di mass-media e dalla pubblicit\u00e0, aveva indebolito e gradualmente distrutto in noi tale facolt\u00e0, che distingue l&#8217;uomo dall&#8217;animale. Perch\u00e9 affaticarsi a pensare, quando c&#8217;\u00e8 qualcun altro che pensa al posto tuo? E perch\u00e9 affaticarsi a volere il vero, il bene, il bello, quando la nuova parola d&#8217;ordine, molto pi\u00f9 semplice e &quot;liberatoria&quot;, \u00e8 : <em>Fa&#8217; ci\u00f2 che vuoi?<\/em> (che era la formula fondamentale del pensiero del mago e satanista Aleister Crowley, volgarizzata e resa un prodotto di consumo da gruppi musicali di grande presa sull&#8217;immaginario collettivo, come i <em>Beatles<\/em>? Senza pi\u00f9 la ragione per discernere il vero, il bene e il bello e senza pi\u00f9 la volont\u00e0 per cercarli, attuarli e impegnarsi per essi, che cosa resta della vita umana, nel senso proprio dell&#8217;espressione? E csa rimane della persona umana, se non un fantoccio telecomandato, cui pu\u00f2 anche essere ordinato di marciare allegramente verso l&#8217;abisso, seguendo le note di qualche malvagio pifferaio magico?<\/p>../../../../n_3Cp>Scriveva il gesuita della vecchia scuola &#8211; per intenderci, quella preconciliare &#8211; Antonin Eymieu (1861-1933), da noi gi\u00e0 altre volte citato, nella prima parte dell&#8217;opera <em>Il governo di se stesso<\/em>, intitolata <em>Le grandi leggi<\/em> (titolo originale: <em>Le Gouvermenent de soi-m\u00eame. Le grandes lois<\/em>, Paris, Librairie Acad\u00e9mique Perrin 1952; traduzione dal francese di Luigi Rosadoni, Roma, Edizioni Paoline, 1960, pp. 5-6; 13-15):<\/p>\n<p><em>Se il cuore sbaglia strada, \u00e8 stata la testa, \u00e8 stata la ragione che non ha funzionato bene. Premendo sul pistone, il vapore fa esattamente ci\u00f2 deve fare, qualunque sia la parte in cui si apra il cassetto di distribuzione; e se la macchina deraglia oppure scoppia, non \u00e8 con essa che bisogna prendersela, neppure se uccide il macchinista, ma col macchinista stesso, giacch\u00e9 costui poteva e doveva moderare la tensione del vapore, o regolarne l&#8217;impiego. Se la macchina gli &quot;ha fatto male&quot;, ci\u00f2 dipende dal fatto che lui, per primo, ha maltrattato la macchina.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cuore \u00e8 una forza cieca, come il vapore; chi deve guidarlo \u00e8 la testa. Certi esseri &#8212; i bruti &#8212; sono, per cos\u00ec dire, montati meccanicamente, come un orologio, ed arrivano sino alla fine della loro vita sempre regolati dall&#8217;istinto, al pari dell&#8217;orologio che &quot;cammina&quot; finch\u00e9 non ha esaurito la molla. L&#8217;uomo, invece, non \u00e8 regolato dall&#8217;istinto, perch\u00e9 il suo destino \u00e8 al di l\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0 dei suoi organi, e perch\u00e9 egli \u00e8 libero. Si pu\u00f2 fare l&#8217;analogia con la locomotiva, a regolare la quale non \u00e8 sufficiente l&#8217;espandersi del vapore, poich\u00e9 il suo destino \u00e8 di servire a tutt&#8217;altra cosa che al vapore stesso, e di adattarsi ad una molteplicit\u00e0 di circostanze. Il valore da cui trae la sua forza ha un movimento cieco: che spinga avanti o indietro, a destra o a sinistra, non \u00e8 cosa che lo riguardi; ed \u00e8 proprio perch\u00e9 cieco ed indeterminato che ha bisogno di ricevere una direzione e che, appena gli viene impressa, docilmente subisce. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 forte \u00e8 anche pericoloso. Una locomotiva sotto pressione pu\u00f2 deragliare, ma perch\u00e9 pu\u00f2 muoversi; una spada di latta, invece, o un fucile senza pallottole, non sono pericolosi perch\u00e9 non servono a nulla: possiamo usarli come giocattoli, non certo come armi. Un cuore fiacco, o secondo una nota espressione, &quot;un&#8217;anima senza passione&quot;, sarebbero da compiangere, perch\u00e9 equivarrebbero ad un fucile senza pallottole.<\/em><\/p>\n<p><em>Siccome il cuore \u00e8 un pericolo, bisogna dirigerlo; ma siccome \u00e8 una forza, non bisogna distruggerlo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Evidentemente, noi non siamo liberi come d\u00e8i, n\u00e9 d&#8217;altra parte determinati come le pietre. Per poter ben dirigere noi stessi \u00e8 necessario conoscerci, guardarci da vicino come siamo. Ad un esame superficiale l&#8217;uomo appare sempre una contraddizione vivente, poich\u00e9 egli \u00e8 un essere pieno di contrasti, \u00e8 il punto d&#8217;incontro fra la materia e lo spirito. In quanto materia, deve subire certe determinazioni; in quanto spirito, dev&#8217;essere libero. Determinismo e libert\u00e0, ecco i due poli di quel microcosmo ch&#8217;\u00e8 ciascuno di noi; su di essi, su l&#8217;uno e l&#8217;altro di essi, si basa la nostra vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa materia, che \u00e8 un elemento del nostro essere, subisce, come del resto tutta quanta la materia, non solo quelle ripercussioni che le sue diverse parti esercitano le une sulle altre, ma anche tutte quelle che le vengono attraverso lo spazio o attraverso la durata. L&#8217;abitudine e l&#8217;ereditariet\u00e0 &#8212; che \u00e8 l&#8217;abitudine della stirpe &#8212; influiscono in bene o in male sul momento attuale; in ciascuna delle nostre azioni operano una virt\u00f9 originale o un peccato originale che incidono, mediante la traccia lasciata da essi nel nostro organismo, sul resto della nostra vita e, per via di generazione, su tutta la nostra discendenza. L&#8217;educazioni, che ha coltivato in noi le prime abitudini, e l&#8217;ambiente nel quale abbiamo vissuto ci stringono come maglie che potremmo spezzare, s\u00ec, ma che ci hanno segnato con un&#8217;impronta indelebile. Il ciclo delle stagioni, gli imprevisti di ogni giorno, le azioni degli altri, il nostro stato sociale, le tradizioni degli antenati, i pregiudizi dei contemporanei, l&#8217;epoca storica in cui viviamo esercitano su di noi un influsso inevitabile.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi siamo nell&#8217;immensit\u00e0 dello spazio e del tempo come una barca nell&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;oceano \u00e8 l\u00e0, in quel punto preciso. \u00c8 stata una tempesta, o una falsa manovra, o la sua rotta normale a portarvela? Ci\u00f2 non ha importanza. Avrebbe potuto non esserci, d&#8217;accordo, ma di fatto c&#8217;\u00e8, e i fatti son fati, realt\u00e0 cio\u00e8 di cui non si pu\u00f2 non tener conto. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 l&#8217;immagine dell&#8217;uomo: in quanto materia, subisce tutte le forze ineluttabili della materia, ma in quanto spirito pu\u00f2 introdurre nel determinismo della catena di quelle forze una forza nuova, o una direzione da lui scelta liberamente. Siccome, infine, tutte le cose sono collegate fra loro e l&#8217;una ha le sue ripercussioni sulle altre, egli \u00e8 veramente colui dal quale dipendono in ultima analisi i risultati, purch\u00e9 conosca bene la manovra e tenga stretto il timone, purch\u00e9 metta la propria libert\u00e0 al servizio della propria ragione.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, per uscire dal pantano nel quale siamo sprofondati, dalla palude del relativismo, del soggettivismo e dello scetticismo radicale, dobbiamo cominciare da qui: a ricostruire la nostra facolt\u00e0 razionale e riappropriarci della nostra volont\u00e0. Dobbiamo tornare a cercare il vero, abbandonando le strade che portano in tutt&#8217;altra direzione. E per trovare il vero, bisogna anzitutto amarlo: amarlo ed essere disposti a soffrire per arrivarci. Ed ecco a cosa serve la volont\u00e0: a tenere a bada i bassi istinti, a incanalare la nostra forza vitale e il nostro naturale desiderio di felicit\u00e0 nella direzione giusta. Desiderare la felicit\u00e0 \u00e8 normale: non c&#8217;\u00e8 nulla di sbagliato in ci\u00f2. Si tratta di capire che la felicit\u00e0 non consiste nel fare quel che si vuole e strappare alla vita tutti i piaceri possibili, soprattutto nella sfera carnale; consiste, al contrario, nel portare a compimento quanto di meglio \u00e8 insito nella natura umana. La cosa pi\u00f9 nobile e alta che contraddistingue la natura umana \u00e8 il desiderio del vero: e lo strumento per raggiungerlo \u00e8 la volont\u00e0. Chi non sa vedere le cose per quel che sono e chi non ha la volont\u00e0 per fare ci\u00f2 che deve essere fatto, spreca la libert\u00e0 umana e la riduce a licenza, a libertinismo e tradisce la propria natura. La nostra natura ci porta verso l&#8217;alto, verso Dio, non verso il basso e il disordine, il peccato e il male. Dobbiamo tornare ad essere amici di noi stessi; e per farlo dobbiamo tornare ad essere figli adottivi di Dio. Allora s\u00ec, potremo puntare alla felicit\u00e0 e sconfiggere le tentazioni e tutti gli altri nemici. Ma se non faremo ci\u00f2, siamo perduti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre mezza umanit\u00e0 caduta schiava del proprio governo nel giro di qualche anno, o, come ne caso della Cina, di qualche decennio; una deb\u00e2cle ignominiosa e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26564","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26564"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26564\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}