{"id":26560,"date":"2019-03-04T12:09:00","date_gmt":"2019-03-04T12:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/04\/la-santita-e-una-forma-di-idiozia\/"},"modified":"2019-03-04T12:09:00","modified_gmt":"2019-03-04T12:09:00","slug":"la-santita-e-una-forma-di-idiozia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/04\/la-santita-e-una-forma-di-idiozia\/","title":{"rendered":"La santit\u00e0 \u00e8 una forma di &#8220;idiozia&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p>Se si volesse riassumere in una semplicissima formula la differenza, veramente abissale, che esiste fra l&#8217;etica moderna e l&#8217;etica cristiana (cristiana, non medievale: l&#8217;essenza del cristianesimo \u00e8 sempre quella e non cambia col cambiare dei secoli) potremmo dire cos\u00ec: per l&#8217;etica moderna, di matrice razionalista e umanista, l&#8217;amore del prossimo, concepito su una base meccanicista e utilitarista, \u00e8 solo uno slogan pubblicitario, a meno che coincida oggettivamente con l&#8217;interesse del soggetto in questione, nel quale caso \u00e8 un amore condizionato e quindi &quot;malato&quot;; mentre per l&#8217;etica cristiana l&#8217;amore del prossimo, che ha la sua fonte, il suo sostegno e la sua garanzia nell&#8217;amore di Dio, \u00e8 gratuito e tendenzialmente incondizionato, ma al tempo stesso \u00e8 un amore profondamente &quot;sano&quot;, cio\u00e8 non legato a logiche di dominio o di convenienza.<\/p>\n<p>L&#8217;amore del prossimo \u00e8 il luogo pi\u00f9 caratteristico ove si dispiega il modo di vita ispirato al modello della santit\u00e0. \u00c8 un modello cristiano, che non ha l&#8217;equivalente nell&#8217;etica laica nei secoli che vanno dall&#8217;umanesimo, all&#8217;illuminismo, al positivismo; e che altro \u00e8 la santit\u00e0, se non amore, amore gratuito, amore oblativo, offerto spontaneamente in nome di Dio, padre di tutti gli uomini? E che altro \u00e8 un simile amore, date le caratteristiche della natura umana &#8212; la durezza, l&#8217;egoismo, l&#8217;avidit\u00e0 &#8211; se non <em>follia<\/em>? Dal punto di vista umano, infatti, \u00e8 da folli amare in quel modo. Ci\u00f2 significa che il cristianesimo, consapevole dei limiti oggettivi della condizione umana, fa perno sull&#8217;amore per Dio, e sulla grazia che viene da Dio, per oltrepassarli: perch\u00e9 solo uscendo dalla spirale perversa dell&#8217;amore egoistico di s\u00e9, si pu\u00f2 sperare in un futuro nel quale si possa realizzare un giusto equilibrio fra il bene del singolo e quello della comunit\u00e0. L&#8217;Europa ha avuto un&#8217;anima finch\u00e9 il cristianesimo \u00e8 stato la sua anima; quando \u00e9 nata e si \u00e8 affermata la civilt\u00e0 moderna, l&#8217;Europa ha perso la sua anima, perch\u00e9 ha completamente scordato il modello della santit\u00e0, cio\u00e8 il modello dell&#8217;amore eroico e disinteressato. Una cultura che non conosce questo tipo di amore, una cultura che conosce solo l&#8217;amore di possesso e d&#8217;interesse, \u00e8 una non cultura, una contro-cultura: e tale \u00e8 stata, e lo \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9, la cosiddetta cultura moderna. Si pensi alla letteratura, alle arti figurative, alla musica, al cinema della modernit\u00e0: sono il luogo dell&#8217;amore egoistico, disordinato e autodistruttivo di se stessi; il luogo dove gli altri sono, per definizione &#8212; come dice Sartre &#8212; il nostro inferno. E se gli altri sono l&#8217;inferno, come \u00e8 possibile amarli? Da ci\u00f2 la caratteristica ambivalenza, per non dire la schizofrenia, della cultura moderna: tanto filantropica a parole, quanto ferocemente aggressiva nei fatti. Si osservino gli esponenti pi\u00f9 tipici di questa cultura, i professori, sia di liceo, sia universitari: sono, al novanta per cento, mondialisti, europeisti, laicisti, immigrazionisti, relativisti, ambientalisti, pacifisti, progressisti e gay-friendly; considerano razzismo qualsiasi riserva sull&#8217;invasione quotidiana dell&#8217;Italia, e antisemitismo qualsiasi osservazione sul ruolo della grande finanza ebraica, e omofobia qualsiasi obiezione sulla diffusione dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em> e negli asili e nelle scuole elementari. Per\u00f2, nello stesso tempo, quando si trovano a faccia a faccia con chi non la pensa come loro, sono i pi\u00f9 rabbiosi, rancorosi, vendicativi, intolleranti, spietati e totalitari: sempre pronti a querelare, a calunniare, a insultare, a denigrare, ad augurare la morte, a invocare sanzioni draconiane e memorabili. Tanto per stabilire una volta per tutte che indietro non si torna, che loro sono il bene e non si lasciano giudicare da nessuno, ma in compenso hanno il diritto di processare per direttissima chiunque altro. Loro s\u00ec, gli altri no. Perch\u00e9? Perch\u00e9 loro sono la Coscienza Morale del Paese, anzi, del mondo: se non esistessero, bisognerebbe inventarli. Tutti gli altri sono superflui; loro sono indispensabili.<\/p>\n<p>Ma chi il santo cristiano? \u00c8 colui che si ispira, come unico modello, a Cristo. E chi \u00e8 Cristo? \u00c8 colui che ha amato senza misura, gratuitamente, totalmente. \u00c8 chiaro che si tratta di un modello irraggiungibile. Di pi\u00f9: \u00e8 chiaro che Ges\u00f9 non pretende tanto dalla maggior parte degli uomini. Se milioni di persone volessero perseguire un simile modello di santit\u00e0, tutto il corpo sociale si fermerebbe e imploderebbe. Tuttavia, e qui sta il punto, non esiste un tale &quot;pericolo&quot;, di fatto. <em>Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti<\/em>: Ges\u00f9 conosce molto bene le debolezze della natura umana e sa che, arrivando al dunque, solo pochi, pochissimi, sono capaci di prenderlo a modello, caricarsi la propria croce sulle spalle, e seguirlo. Sa anche che \u00e8 grazie al sacrificio di quei pochi che l&#8217;intera umanit\u00e0 pu\u00f2 continuare a esistere, e che la maggioranza degli esseri umani pu\u00f2 seguitare a disperdere follemente le proprie energie, il proprio tempo, le proprie sostanze. Quei pochi prendono si di s\u00e9 tutto l&#8217;amore e tutto il dolore del mondo, e rendono possibile la sopravvivenza del genere umano. Se la massa degli uomini continua ad esistere, \u00e8 perch\u00e9 una piccola minoranza si sacrifica. A differenza di quel che pensano le filosofie politiche moderne, gli uomini non sono buoni per natura e non riuscirebbero a coabitare per ventiquattro ore senza saltarsi al collo gli uni degli altri, se non ci fossero quei coraggiosi, quei generosi che, prendendo a modello Ges\u00f9 Cristo, l&#8217;Uomo dei Dolori, si sacrificano e si prendono sulle spalle la croce anche per loro. Quei cattolici progressisti e ottimisti secondo i quali il Vangelo \u00e8 la religione della gioia e della pace, dovrebbero riflettere che sia la gioia, sia la pace, nel linguaggio cristiano assumono una tonalit\u00e0 che le distingue nettamente dai corrispondenti concetti laici. La gioia del cristiano non \u00e8 la gioia del mondo, e la pace del cristiano non \u00e8 la pace del mondo. Voler fare del cristianesimo, con la scusa dell&#8217;apertura e del dialogo, una religione che va d&#8217;amore e d&#8217;accordo con il mondo moderno, significa tradire il cristianesimo e uccidere lo spirito del Vangelo: cio\u00e8 collaborare alla strategia che il diavolo persegue da sempre.<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 la domanda, ed \u00e8 una domanda profondamente tragica: il santo cristiano \u00e8 un folle, e, per certi versi, un idiota? Dopo aver detto che il solo, grande modello di santit\u00e0 del cristiano \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, questa \u00e8 anche, evidentemente, una domanda quasi blasfema. Era folle, l&#8217;amore di Ges\u00f9 per gli uomini? Quando lui stesso aveva ammonito che non si devono regalare le perle ai porci, perch\u00e9 i porci non vogliono perle, ma ghiande, e si ribelleranno e cercheranno di calpestare con gli zoccoli quelli che daranno loro le perle, non \u00e8 stata forse una follia, quella di voler annunciare loro la Verit\u00e0, e di volerlo fare sino in fondo, sino al Sacrificio totale di se stesso? Proprio lui lo aveva detto (<em>Matteo<\/em>, 7, 6): <em>Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perch\u00e9 non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.<\/em> E allora, perch\u00e9 ha voluto morire per della gente che gridava a Pilato di crocifiggerlo? Per della gente che seguitava a dileggiarlo anche mentre era gi\u00e0 appeso alla croce? Per della gente che aveva giurato di morire con lui, ma che nell&#8217;ora del pericolo si era scandalizzata di lui e lo aveva lasciato solo? Uno dei pi\u00f9 grandi europei moderni che hanno voluto tentar di rispondere a questa domanda \u00e8 stato F\u00ebdor Dostoevskij, in particolare nel delineare la dolorosa figura del Principe My\u0161kin, il commovente e sconcertante protagonista de <em>L&#8217;idiota<\/em>. Un titolo che \u00e8 tutto un programma, e suona come uno schiaffo: dunque \u00e8 da idioti, essere santo? Amare come Ges\u00f9 ci ha amati? Amare senza nulla chiedere, senza nulla attendere, con purezza e altruismo assoluti?<\/p>\n<p>Scrive Andrea Panzavolta (in: <em>Il coraggio di pensare<\/em>, diretto da Umberto Curi, Torino, Loescher, 2019, vol. 2, pp. 251-252):<\/p>\n<p><em>IL PRINCIPE MY\u0160KIN, IL SANTO IDIOTA. Spinoza \u00e8 riuscito a collocarsi in posizione mediana tra le opposte etiche tese, rispettivamente, a un conflitto frontale con le passioni (sia per autocontrollo sia per usi politici) e a un&#8217;apertura incondizionata ai desideri. Compiendo un balzo di secoli, sempre in tema di comprensione delle passioni, \u00e8 impossibile non richiamare lo scrittore risso F\u00ebdor Dostoevski (1821-81) e in particolare uno dei suoi romanzi pi\u00f9 gradi ed enigmatici, &quot;L&#8217;idiota&quot; (1869), dove l&#8217;&quot;amore&quot; del Principe My\u0161kin, il protagonista della storia, per tutti coloro che gli si relazionano acquista un tale livello di &quot;comprensione&quot; da condurlo all&#8217;annichilimento di s\u00e9. Come rivela lo stesso titolo del romanzo, My\u0161kin \u00e8 un &quot;idiota&quot; proprio perch\u00e9 ama. Di etimo greco, la parola &quot;idiota&quot; deriva dall&#8217;aggettivo &quot;id\u00edos&quot; che significa &quot;proprio&quot;, &quot;particolare&quot;, &quot;specifico&quot;; da qui la parola &quot;id\u00edoma&quot;, lingua &quot;propria&quot;, &quot;specifica&quot; di una comunit\u00e0 ben circoscritta e incomprensibile alle altre. Il linguaggio di My\u0161kin \u00e8 quello dell&#8217;amore e come tale non \u00e8 capito, e quindi non accolto, dai pi\u00f9, come quello del Cristo, figura sulla quale My\u0161kin&quot; \u00e8 modellato, il cui &quot;l\u00f3gos&quot; \u00e8 definito dall&#8217;evangelista Giovanni (Gv 6, 60) &quot;skler\u00f3s&quot;, &quot;duro&quot;, di difficile comprensione. My\u0161kin si innamora, ricambiato, di Nastas&#8217;ja Filippovna, la quale per\u00f2, ritenendosi indegna del suo amore, sceglie Rogo\u017ein, un uomo violento e possessivo che la uccider\u00e0. Sono numerose le parti di altissima riflessione spirituale sul senso ultimo dell&#8217;uomo che fanno dell&#8217;&quot;Idiota&quot; uno dei pi\u00f9 grandi romanzi di sempre; almeno una, per\u00f2, merita un cenno, perch\u00e9 pi\u00f9 di qualunque altra \u00e8 rivelatrice della &quot;comprensione&quot; di My\u0161kin. Siano alla fine del romanzo: Rogo\u017ein ha appena assassinato Nastas&#8217;ja e ed \u00e8 in preda agli incubi. My\u0161kin gli \u00e8 seduto accanto, e a ogni accesso di delirio<\/em><\/p>\n<p><em>Si affretta ad accarezzare il malato e a passargli dolcemente le mani tra i capelli. Infine si distende accanto a lui: i due volti sono a tal punti vicini che le lacrime dell&#8217;uno si confondono con quelle dell&#8217;altro. Infine lo stesso Principe sprofonda in un deliquio dal quale non si riprender\u00e0 pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>IL SILENZIO ESSENZIALE. La &quot;h\u00e9nosis&quot; divina, l&#8217;&quot;abbassamento&quot; di Dio alla condizione del servo, il suo &quot;annichilimento&quot;, il suo &quot;farsi peccato&quot;, come scrive san Paolo in un celebre della Seconda Lettera ai Corinzi (2 Cor 5, 21), il perfetto santo che \u00e8 nel contempo anche il perfetto peccatore, il Dio che continua cercare l&#8217;uomo anche se \u00e8 da questi allontanato e persino disprezzato, in avrebbero potuto trovare una resa poetica pi\u00f9 potente nell&#8217;immagine delle lacrime dell&#8217;assassino che si mescolano a quelle di colui che \u00e8 &quot;icona Christi&quot;, &quot;immagine di Cristo&quot;. Il romanzo, dunque, si chiude con due uomini che, per amore (un amore malato, quello di Rogo\u017ein, totalmente gratuito, invece, quello di My\u0161kin), precipitano nella follia: quando li lasciamo, entrambi hanno gli occhi chiusi, sprofondati come sono in un sonno dal quale non si risveglieranno pi\u00f9. Torna l&#8217;immagine del dio d&#8217;Amore cieco, solo che qui la cecit\u00e0, almeno quella del Principe, diviene emblema compiuto di un amore che si \u00e8 fatto tutto a tutti, un amore talmente &quot;smisurato&quot;, talmente &quot;eccedente la misura&quot; dinanzi al quale si pu\u00f2 solo fare silenzio. Anche sulla croce Ges\u00f9, dopo aver emesso un alto grido, china il capo e chiude gli occhi. Ma \u00e8, quella cecit\u00e0, massima conoscenza dell&#8217;umano, come ha intuito il compositore il compositore tedesco Johann Sebastian Bach (1685-1750) che termina la &quot;Passione secondo Matteo&quot; con le parole: &quot;In gioia suprema alla fine i tuoi occhi \/ si chiudono&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Nessuno, nell&#8217;Europa moderna, ha saputo vedere con pi\u00f9 spietata nitidezza l&#8217;abisso esistente fra il modello dell&#8217;amore cristiano e la <em>mediocritas<\/em> dell&#8217;umanit\u00e0 comune, per la quale tale modello \u00e8 pazzia, o addirittura idiozia; nessuno (tranne, forse, Cervantes) tranne un altro grande spirito tormentato di quegli stessi anni, Friedrich Nietzsche, che ne ha scritto cose illuminanti, sia nello <em>Zarathustra<\/em>, sia nell&#8217;<em>Anticristo<\/em> e nell&#8217;<em>Ecce homo<\/em>, naturalmente da un punto di vista anticristiano. Ma Nietzsche, forse, era anticristiano perch\u00e9 era, al fondo, un cristiano troppo esigente, cio\u00e8 troppo coerente; cos\u00ec come lo era un altro grandissimo spirito ribelle, animato da altrettanto amore per la verit\u00e0 e altrettanto disposto a sacrificarsi per distribuire le perle ai porci: S\u00f8ren Kierkegaard. Chi non sa che, nella vicenda della persecuzione da parte del giornale satirico <em>Il Corsaro<\/em>, dell&#8217;ebreo M. Goldschmidt, Kierkegaard accett\u00f2 di farsi mettere in croce agli occhi dell&#8217;opinione pubblica danese, pur di tenere alta la bandiera della verit\u00e0? E non accett\u00f2 forse di mettersi in croce da se stesso, agli occhi della donna da lui tanto amata, Regina Olsen, e agli occhi del padre e della famiglia di lei, fingendo di aver rotto il fidanzamento per leggerezza ed incostanza, mentre lo fece perch\u00e9 l&#8217;amava troppo e, come la Nastas&#8217;ja Filippovna de <em>L&#8217;idiota<\/em>, non si riteneva capace di renderla felice? E non accett\u00f2 di portarsi quella croce sulle spalle per tutta la vita, senza mai cercare di posarla a terra, nemmeno per prendere il fiato, perfino quando vide Regina fidanzarsi con un altro e andarsene via, portandosi dietro quell&#8217;immagine ingiusta di lui?<\/p>\n<p>Parrebbe che siamo giunti ad un vicolo cieco. Il cristiano prende a modello Cristo; ma Cristo \u00e8 un modello troppo alto: nessuno pu\u00f2 avvicinarsi alla sua santit\u00e0, e, se per assurdo lo potesse, ci\u00f2 finirebbe per destabilizzare qualsiasi societ\u00e0. E allora? Ges\u00f9, che conosce l&#8217;umana debolezza, sa che all&#8217;uomo bisogna chiedere il massimo, per far s\u00ec che doni il minimo. Non chiede pi\u00f9 di ci\u00f2 che pu\u00f2 dare: a Pietro che, dopo averlo tradito, lo vede passare, non risponde con uno sguardo di rimprovero ma di amore. \u00c8 quello sguardo a salvare Pietro dalla disperazione. E a fare di lui un uomo nuovo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si volesse riassumere in una semplicissima formula la differenza, veramente abissale, che esiste fra l&#8217;etica moderna e l&#8217;etica cristiana (cristiana, non medievale: l&#8217;essenza del cristianesimo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117,131,157,245],"class_list":["post-26560","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-etica","tag-gesu-cristo","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26560\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}