{"id":26558,"date":"2017-10-20T08:45:00","date_gmt":"2017-10-20T08:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/20\/la-santa-ira-del-rettore-politically-correct\/"},"modified":"2017-10-20T08:45:00","modified_gmt":"2017-10-20T08:45:00","slug":"la-santa-ira-del-rettore-politically-correct","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/20\/la-santa-ira-del-rettore-politically-correct\/","title":{"rendered":"La santa ira del rettore politically correct"},"content":{"rendered":"<p><em>Se i fatti, come sembra, corrispondono alla denuncia presentata dagli studenti, si tratta di un ATTEGGIAMENTO ASSOLUTAMENTE IMPROPRIO E CENSURABILE. L&#8217;universit\u00e0 \u00e8 uno spazio di convivenza pacifica e rispettosa di opinioni, culture e fedi religiose. L&#8217;universit\u00e0 non \u00e8 luogo di gesti divisivi, n\u00e9, tanto meno, di imposizione e se ci\u00f2 \u00e8 avvenuto nel nostro ateneo non pu\u00f2 essere accettato dal rettore, che rappresenta l&#8217;ateneo stesso nella sua interezza e nella pluralit\u00e0 delle sue espressioni, che ne costituiscono la ricchezza e la istintivit\u00e0. Valori assolutamente da conservare, difendere, rafforzare ed \u00e8 a nome dell&#8217;intero ateneo che CHIEDO SCUSA a tutti coloro che sono stati feriti nella sensibilit\u00e0 e nella fiducia vero l&#8217;universit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Questa nota, dalla quale trasudano allarme, preoccupazione, sacra indignazione e vibrante senso civico offeso, \u00e8 stata emessa dal rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Macerata e noi la riprendiamo da <em>Il Resto del Carlino<\/em>, che l&#8217;ha riportata il 16 ottobre 2017, in riferimento a un episodio che sarebbe accaduto il giorno 13. Non sappiamo se le parti evidenziate graficamente siano del giornale o del rettore; del rettore, sicuramente, oltre al tono drammatico e scandalizzato, sono le ripetizioni (l&#8217;avverbio &quot;assolutamente&quot; ripetuto due volte in quattro righe), le invenzioni lessicali (la &quot;distintivit\u00e0&quot; \u00e8 un neologismo a dir poco bislacco), le forzature di senso (&quot;la denuncia presentata dagli studenti&quot; \u00e8 la denuncia presentata da <em>alcuni<\/em> studenti e non certo da tutti), il vittimismo (&quot;la ferita&quot; inferta senz&#8217;altro alla sensibilit\u00e0 e non, si badi, a coloro i quali si sono &quot;sentiti&quot; feriti), il metodo &quot;giudiziario&quot; quanto meno opinabile, vista la pretesa di rappresentare una istanza moralmente superiore e oggettiva (&quot;se i fatti, come sembra, corrispondono ecc&quot;.: da che mondo \u00e8 mondo, nei sistemi di diritto, per accertare i fatti, si comincia col chiederne conto all&#8217;accusato e non ascoltando solo la voce dell&#8217;accusatore) e la debolezza del ragionamento stesso (&quot;se i fatti&#8230; si tratta di un atteggiamento&quot;: dunque, &quot;i fatti&quot; diventano &quot;un atteggiamento&quot;, il che non \u00e8 precisamente la stessa cosa).<\/p>\n<p>Ad ogni modo, all&#8217;ignaro cittadino, o allo studente della sventurata universit\u00e0, cui capiti fra le mani questa nota, la pressione arteriosa sale immediatamente di almeno quindici punti e si affaccia la domanda, inquietante, sconvolgente: ma che cosa mai sar\u00e0 accaduto, in quell&#8217;ateneo? Che cosa avr\u00e0 turbato a tal punto il suo ordinato funzionamento, avr\u00e0 messo in pericolo la pacifica convivenza, avr\u00e0 ferito la sensibilit\u00e0, tanto da esigere le pronte e sentite scuse del suo massimo responsabile? Il riferimento alla pacifica convivenza farebbe pensare a un attacco di estremisti religiosi o di fanatici di chiss\u00e0 quale ideologia: vuoi vedere che anche nella tranquilla, provinciale Macerata \u00e8 arrivato il vento sanguinoso della <em>Jihad<\/em>? Mio Dio, che anche nella sonnacchiosa provincia marchigiana sia accaduto qualche drammatico fatto sul tipo di quelli di Barcellona, Berlino, Nizza? No, grazie al cielo pare di no. Ma che cosa, allora? Ah, ecco: forse degli <em>skinhead<\/em> hanno insozzato i muri con scritte antisemite, oppure hanno insultato uno studente africano, o magari hanno sottoposto ad atti di bullismo un portatore di <em>handicap<\/em>? No, neppure: niente di tutto ci\u00f2. Ma cosa \u00e8 successo, allora, che ha tanto indignato il buon rettore &#8212; per la cronaca, si chiama Francesco Adornato &#8211;, facendolo schizzare sulla sua sedia e strappandogli un comunicato cos\u00ec sofferto, cos\u00ec struggente, nel quale egli si mostra cos\u00ec investito del proprio ruolo di difensore del pluralismo culturale, della pacifica convivenza, del rispetto dovuto ad ogni opinione? Beh, ecco: pare si tratti di questo: il 13 ottobre, alle 17,30, cio\u00e8 nello stesso giorno e nella stessa ora in cui milioni di cattolici facevano la stessa cosa, in Polonia, in Europa e in tutto il mondo, la professoressa di Glottologia, Clara Ferranti, pare proprio che&#8230; esitiamo a dirlo&#8230; pare proprio che abbia, alzandosi in piedi e chiedendo ai suoi studenti, per rispetto, di alzarsi anche loro&#8230; pare proprio che abbia&#8230; insomma, che abbia sottratto circa venti secondi della sua lezione, pagata dall&#8217;erario statale, per&#8230; recitare un&#8217;<em>Ave Maria<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco: l&#8217;abbiamo detto; ci siamo tolti questo enorme macigno dallo stomaco. La professoressa Clara Ferranti, nel centenario delle apparizioni di Fatima, ha recitato un&#8217;<em>Ave Maria<\/em>. Pare abbia anche invitato a recitarla con lei quanti desideravano farlo, senza imporlo a tutti i presenti. Questi sono i fatti atroci, censurabili, assolutamente inappropriati, sconvolgenti, lesivi della pacifica convivenza, addebitati alla professoressa: senza, peraltro, che il rettore l&#8217;abbia chiamata per farsi dare la sua versione dell&#8217;accaduto, ma solo sulla base di un&#8217;accusa pervenutagli da qualche studente. Questo \u00e8 lo sfregio inferto alla laica, moderna e civile universit\u00e0 maceratese; questa l&#8217;invasione di uno spazio consacrato al rispetto delle opinioni diverse; questo il terribile gesto &quot;divisivo&quot; (un neologismo tipicamente catto-progressista, che porta l&#8217;<em>imprimatur<\/em> di papa Francesco, da quattro chilometri di distanza); questo l&#8217;affronto ai valori cui si ispira l&#8217;ateneo in questione, e che il rettore ritiene di dover tutelare, scagliandosi contro la professoressa, senza neanche degnarsi di chiamarla nel suo ufficio per farsi raccontare <em>da lei<\/em> come sono andate le cose. Se lo abbia fatto, poi, in un secondo momento, questo non lo sappiamo; ma ci risulta, da quanto dice la stampa, che non lo abbia fatto prima di emettere il comunicato in questione.<\/p>\n<p>Nel quale domanda scusa. A chi domanda scusa? A tutti quelli <em>che sono stati feriti nella loro sensibilit\u00e0 e nella loro fiducia verso l&#8217;universit\u00e0<\/em>. Fiducia che, evidentemente, a suo parare, \u00e8 stata incrinata dal gesto irresponsabile. E quanti sono, quanti sarebbero, i soggetti che sono stati feriti nella loro sensibilit\u00e0 e nella loro fiducia? Non \u00e8 dato saperlo. Potrebbe essere stato anche uno solo, per quel che si sa: il solito laicista arrabbiato o, magari, il solito islamista intollerante, al quale non va gi\u00f9 il dato di fatto che l&#8217;Italia, per adesso, \u00e8 un Paese di cultura e tradizione cattolica, dove milioni di persone, diciamo pure la maggioranza relativa, piaccia o non piaccia, sono di fede cattolica. Certo, fra meno di due generazioni le cose cambieranno, perch\u00e9, con l&#8217;attuale tasso di migrazione\/invasione\/sostituzione di popolazione, e con quello d&#8217;incremento demografico dei migranti\/invasori\/sostituenti la nostra popolazione, l&#8217;Italia sar\u00e0 diventata un Paese a maggioranza islamica. Con gran soddisfazione di Boldrini, Cirinn\u00e0, Kyenge, Gentiloni, Mattarella, Renzi, e, soprattutto, Bergoglio, che sar\u00e0 il pi\u00f9 felice di tutti. Almeno, stando a quanto si sbraccia e si scalmana per favorire in ogni modo questa migrazione\/invasione\/sostituzione di popolazione, e quanto sta mobilitando tutte le risorse della Chiesa, col quotidiano <em>L&#8217;Avvenire<\/em> in testa, per favorire l&#8217;approvazione, in Parlamento, della legge sullo <em>ius soli<\/em> (anche se nessun cattolico un buona fede e di media intelligenza ha capito cosa c&#8217;entri lo <em>ius soli<\/em> con <em>L&#8217;Avvenire<\/em>, con la Chiesa cattolica e con la religione cristiana; ma forse Bergoglio, insieme al direttore del quotidiano, Marco Tarquinio, lo sa perfettamente, beato lui).<\/p>\n<p>Ecco, dunque, l&#8217;orribile, censurabile, nefanda iniziativa della professoressa cattolica: avere recitato l&#8217;Ave Maria in aula. Terribile, intollerabile. Qualsiasi altra cosa poteva esser digerita, ma questa no. In una scuola superiore di San Don\u00e0 di Piavea, e ne abbiamo parlato a suo tempo, un professore transessuale, un bel giorno, si \u00e8 presentato in classe con la minigonna, le calze a rete e i tacchi a spillo, e non solo non \u00e8 successo niente, ma il buon preside in questione si \u00e8 affrettato a far sapere alla stampa, con un comunicato &#8212; ah, questi comunicati, che goduria: sono meglio delle grida di manzoniana memoria, per quanti li scrivono! &#8212; che l&#8217;iniziativa del professore (o della professoressa? chi lo sa, fate voi, come vi piace) era del tutto in linea con la politica <em>inclusiva<\/em> dell&#8217;istituto (di nuovo questo neologismo tipicamente bergogliano, e molto, molto politicamente corretto). Nelle chiese di Venezia, invece, e anche di questo abbiamo dato conto, il passatempo preferito di certi migranti\/invasori\/sostituenti della nostra popolazione, \u00e8 quello di entrare nel luogo sacro e di sputare sul Crocifisso, oppure di spezzarlo, cos\u00ec, tanto per far sapere come la pensano, qual \u00e8 la loro idea del pluralismo e del rispetto tra fedi diverse, e che tipo di aria tirer\u00e0, quando avranno la maggioranza). E basta andare a spasso per le strade di una qualsiasi citt\u00e0 italiana, in un qualunque momento, per vedere quanto sia rispettato il divieto d&#8217;indossare pubblicamente il <em>burqa<\/em>, divieto che nasce da ragioni di sicurezza, in quanto tale indumento nasconde completamente l&#8217;identit\u00e0 di una persona, e non da ragioni di tipo religioso, come lo \u00e8, in Francia, il divieto del velo a scuola, o il divieto del <em>burkini<\/em> in spiaggia).<\/p>\n<p>Ma l&#8217;universit\u00e0 italiana, quella \u00e8 un&#8217;altra cosa. Qualunque professore pu\u00f2 dire praticamente qualsiasi cosa, purch\u00e9 resti nel solco del politicamente corretto; pu\u00f2 insultare la religione cattolica, pu\u00f2 ferire i sentimenti dei suoi studenti, pu\u00f2 far propaganda per l&#8217;ideologia immigrazionista, o per quella <em>gender<\/em>, o per quella massonico-radicale, comunque declinata: ma non pu\u00f2, non deve arrogarsi il diritto di recitare una preghiera. Eh, quello no, mille volte no; pu\u00f2 anche bestemmiare, probabilmente: ma pregare, no, assolutamente no. Figuriamoci, pregare una preghiera cattolica; figuriamoci pregare un&#8217;<em>Ave Maria<\/em>; figuriamoci un&#8217;<em>Ave Maria<\/em>, nel centenario delle apparizioni di Fatima. E che! Siamo forse ripiombati nell&#8217;oscuro Medioevo? Che cos&#8217;\u00e8 questo rigurgito reazionario e sanfedista; come osano rialzare la testa, costoro, i credenti, i cattolici, smentiti dalla storia e della scienza, e ridotti al silenzio dalla nuda realt\u00e0 dei fatti, dal progresso tecnologico, dalle acquisizioni dello studio comparato delle religioni, dalla sociologia, dall&#8217;antropologia, dalla psicologia, dalla psichiatria, dalla psicanalisi? E come osano tornare a biascicar preghiere in un luogo pubblico, in <em>quel<\/em> luogo pubblico? Inaudito; intollerabile. Nel tempio del sapere laico, della cultura laica, dello Stato laico, recitare una preghiera alla Madre di Ges\u00f9 Cristo! Davvero, sembra tutto un brutto sogno; sembra di vivere un incubo.<\/p>\n<p>E bene ha fatto, perdio &#8212; <em>pardon<\/em>, volevamo dire: per tutti i diavoli! &#8212; il valoroso rettore Adornato, a insorgere, a indignarsi, a battere i pugni sul tavolo, cio\u00e8, sulla cattedra; a chiedere scusa, a stracciarsi le vesti, come Caifa nel Sinedrio (<em>pardon<\/em>, volevamo dire: come Galilei col suo <em>Eppur si muove!<\/em>, davanti ai bruti ignoranti della santa Inquisizione). Bravo, magnifico rettore: meno male che ci sono ancora uomini di polso, uomini fieri, pronti a combattere per difendere il principio della laicit\u00e0, della civile convivenza, del pluralismo, del rispetto reciproco fra gli uomini, contro l&#8217;orribile minaccia dell&#8217;&#8230; <em>Ave Maria<\/em>. Eh, s\u00ec: non sono i terroristi islamici che fanno paura; non sono gli assassini i quali, urlando <em>Allah Akhbar,<\/em> si fanno saltare in aria, ammazzando nel mucchio, donne e bambini compresi: no: sono le professoresse retrograde e superstiziose, che biascicano l&#8217;<em>Ave Maria<\/em>. Che brutta preghiera, l&#8217;Ave Maria: sa cos\u00ec di&#8230; vecchio, di muffito&#8230; sa proprio di&#8230; di cattolico, ecco. L&#8217;abbiamo detta, la parolaccia. Non avremmo voluto; avremmo preferito evitarlo: ci \u00e8 stata proprio strappata fuori di bocca. Ebbene, s\u00ec: questi cattolici, che gente pericolosa. Se ne vanno in giro a recitar preghiere, a recitare <em>Ave Maria<\/em>, figuriamoci; e non si rendono conto di quale terribile insulto ci\u00f2 rappresenti per il mondo di pace e di razionalit\u00e0 che stiamo costruendo, malgrado loro; quale pietra d&#8217;inciampo, quale spaventoso regresso, rispetto all&#8217;instaurazione dei diritti universali dell&#8217;uomo e del cittadino; rispetto alla marcia del Progresso, che \u00e8, per definizione, un marciare in avanti e non indietro, verso le <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>.<\/p>\n<p>Senza contare la loro inaudita, imperdonabile faccia tosta: dicono di pregare per la pace, <em>loro<\/em>! Proprio loro, i credenti di una religione che \u00e8 intessuta di guerre e di violenze, la quale, nella storia, non ha portato altro che divisioni, odio e intolleranza, e che ha frenato e ritardato la nascita e lo sviluppo del libero pensiero, per secoli e secoli. E adesso dicono di voler pregare <em>per la pace<\/em>! Ma non lo sanno, non l&#8217;ha detto loro proprio nessuno, che a custodire la pace ci pensiamo <em>noi<\/em>? Che la pace \u00e8 un&#8217;acquisizione della cultura laica, e che, col cristianesimo, con la Croce, con Ges\u00f9 Cristo, non ha niente a che fare? Non lo sanno che la pace \u00e8 una faticosa conquista dell&#8217;Occidente moderno, dell&#8217;Occidente laico, dopo che esso ha spezzato le catene della religione, dopo che si \u00e8 emancipato da frati, monache, Rosari e Madonne? E ora ci vengono a recitar l&#8217;<em>Ave Maria<\/em> nel bel mezzo di un&#8217;aula universitaria? Ma questo non \u00e8 solamente uno scandalo: \u00e8 un provocazione, una provocazione intollerabile! Speriamo che a quella professoressa non la facciano passare liscia: l&#8217;ha fatta veramente troppo grossa, ed \u00e8 giusto che paghi. Ringrazi Dio &#8212; cio\u00e8, <em>pardon<\/em>, ringrazi la nostra umanit\u00e0 &#8212; che non esistono pi\u00f9 i metodi della <em>loro<\/em> Inquisizione, perch\u00e9 la sua iniziativa meriterebbe una punizione veramente esemplare, di quelle che si ricordano per un bel pezzo. Che la smettano con simili provocazioni; che vadano a recitar preghiere in sacrestia, e lascino a noi progressisti la responsabilit\u00e0 della pace. La pace, siamo noi a custodirla, con l&#8217;aiuto dei valorosi rettori, solleciti del bene della pacifica convivenza negli atenei nostrani. Dentro di essi, i nostri ragazzi sono al sicuro. Forse non saranno del tutto al riparo dagli spacciatori di droga, o dai molestatori sessuali, e nemmeno dai terroristi islamici. Per\u00f2 saranno ben protetti contro i malvagi recitatori di <em>Ave Maria<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se i fatti, come sembra, corrispondono alla denuncia presentata dagli studenti, si tratta di un ATTEGGIAMENTO ASSOLUTAMENTE IMPROPRIO E CENSURABILE. 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