{"id":26553,"date":"2022-02-23T10:40:00","date_gmt":"2022-02-23T10:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/23\/la-ruota-della-fortuna-il-rosone-del-duomo-di-trento\/"},"modified":"2022-02-23T10:40:00","modified_gmt":"2022-02-23T10:40:00","slug":"la-ruota-della-fortuna-il-rosone-del-duomo-di-trento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/23\/la-ruota-della-fortuna-il-rosone-del-duomo-di-trento\/","title":{"rendered":"La ruota della fortuna, il rosone del duomo di Trento"},"content":{"rendered":"<p>Se alzate lo guardo per ammirare la mole del Duomo romanico di Trento e lo soffermate sul lato settentrionale del transetto, potrete ammirare uno splendido rosone della seconda met\u00e0 del XIII secolo, vale a dire dell&#8217;et\u00e0 di Dante Alighieri (e infatti la data di consacrazione della Cattedrale di San Vigilio \u00e8 quella della morte di Dante, il 1321; ma la costruzione era iniziata pi\u00f9 d&#8217;un secolo prima, nel 1212). Guardando con un po&#8217; di attenzione vi accorgerete che al centro di esso \u00e8 scolpita una figura umana in posizione ieratica, una donna, con entrambe le braccia semi-sollevate, come se volesse imprimere il movimento alle colonnine che partono dal cerchio nel quel ella \u00e8 inscritta e si diramano verso l&#8217;esterno, come i raggi di una ruota. Affinando ancora lo sguardo, vedrete che sul margine pi\u00f9 esterno del rosone sono scolpite delle figure umane, le quali vengono perci\u00f2 a trovarsi come se fossero nelle varie posizioni, rivolte verso l&#8217;alto o verso il basso, rispetto ad una ruota che giri sul suo perno. Le colonnine sono dodici, come i mesi dell&#8217;anno (o come i dodici Apostoli): un numero simbolico che sembra alludere alla totalit\u00e0, alla completezza e quindi al giro completo determinato dal movimento della ruota stessa. Quel rosone, infatti, \u00e8 noto come la Ruota della Fortuna: perch\u00e9 la Fortuna \u00e8 il personaggio femminile centrale, mentre le figure minori disposte intorno a lei sono evidentemente la raffigurazione dell&#8217;umanit\u00e0, sottoposta agli alti e ai bassi del suo imperscrutabile capriccio, o forse del suo misterioso disegno. Il tutto \u00e8 assai suggestivo; e non \u00e8 neppure un <em>unicum<\/em> nella scultura medievale. Ne esiste un altro esemplare, ad esempio, nella non lontana Basilica di San Zeno a Verona.<\/p>\n<p>Cos\u00ec descrive la Ruota della Fortuna della cattedrale di Trento Bruno Passamani ne <em>La Scultura Romanica del Trentino<\/em> (Trento, Casa Editrice Gianbattista. Monauni, 1963, pp. 88-90):<\/p>\n<p><em>La Fortuna, perno delle alterne vicende dei mortali, volont\u00e0 imperscrutabile e volubile che, donando e togliendo a caso, eleva al fasto mondano o precipita nel baratro dell&#8217;anonimato e della miseria, \u00e8 uno dei temi tipici del pensiero e della poesia medioevale. E se da un lato il concetto di Fortuna pu\u00f2 porsi in relazione con le teorizzazioni duna borghesia avventurosa che nell&#8217;iniziativa e nel rischio poneva le ragioni del successo contro la stabilit\u00e0 gerarchica dell&#8217;ordine feudale, dall&#8217;altro esso si deve ancor pi\u00f9 rapportare al pessimismo di un tempo disarmato ideologicamente di fronte alle pi\u00f9 dure vicende del vivere (pesti, carestie, guerre, oppressioni) le cui cause risultavano oscure.<\/em><\/p>\n<p><em>I versi danteschi nei quali la Fortuna appare come la fedele traduttrice nella realt\u00e0 della superiore ragione provvidenziale per la quale anche le sorti pi\u00f9 maledette dagli uomini si giustificano nell&#8217;ordine universale, la rivestono di un sentimento tragicamente religioso. Cos\u00ec non \u00e8 per gratuito desiderio di trasposizione letteraria che si accosta a quei versi la Ruota trentina, ma perch\u00e9 essa, come alte, aperte nelle cattedrali romaniche o visibili in affreschi e miniature, si spiega con le medesime premesse. Nella vicina Verona, la Ruota di Brioloto adorna la facciata di San Zeno con sei figure simboleggianti la schiera dei vivi tratti verso il culmine della loro vicenda, il fortunato che l&#8217;ha raggiunto, i miseri che rovinano dopo l&#8217;effimero momento di felicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 complesso, quasi a sottolineare la funzione dominante della &quot;ministra e duce&quot;, il monumento trentino mostra al centro della raggiera di colonnine l&#8217;icastica figura femminile, frontale e astratta come un dio, che &quot;vile sua ruota&quot; sulla quale dodici mortali (forse a simbolo dei mesi e quindi del tempo nel cui perenne trascorrere hanno vita le mutazioni) vengono trascinati nel giro fatale. In alto, incoronato dalla Sorte, chi impera alza due nappi a brindare, ma alla sua destra altri precipitano ed all&#8217;opposta mano altri salgono a cacciarlo dal suo trono. V&#8217;\u00e8 qui una predilezione per il particolare maggiore che in Brioloto, dal cui stile si staccano profondamente i rilievi, cosicch\u00e9 al risone veronese si potr\u00e0 forse attribuire unicamente il merito di aver stimolato nei committenti trentini la scelta del motivo.<\/em><\/p>\n<p><em>Mentre la rosa di San Zeno appare infatti concepita pi\u00f9 come architettura che come scultura, nella nostra le modulazioni chiaroscurali date dagli strombi, gli intrecci degli archi, gli elementi quadrilobi, la Fortuna al centro del mozzo ed il numero doppio di figure sulla ghiera, mostrano chiaramente che essa fu concepita per animare pittoricamente la compatta superficie murata.<\/em><\/p>\n<p><em>Per tale impegno decorativo, tendente ad imporsi all&#8217;architettura sottraendo la scultura alla condizione ancillare tipica di tutta la plastica pregotica, lo scultore pu\u00f2 essere avvicinato ad Anselmo da Campione, la cui ampia risa nella fronte del Duomo di Modena, con gli archi a tutto sesto dalle ghiere lisce, intrecciati in modo da suggerire l&#8217;ogiva, ha grandi affinit\u00e0 strutturali con la nostra. Anche nella chiesa modenese essa port\u00f2 infatti ad una diminuzione dell&#8217;effetto volumetrico dell&#8217;architettura, introducendo un fattore chiaroscurale nella serrata sintassi delle murature romaniche.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo infatti alla radice del gusto gotico. Tuttavia le figure ornamentali della rosa trentina hanno concisione di gesti e cubatura di teste e di corpi ancora romaniche. Le teste sono squadrate rudemente, gli occhi larghi, decisamente contornati sotto i forti archi sopracciliari, i nasi grossi e a triangolo ben staccati dai piani del viso. Solo nella fattura delle vesti il maestro rompe i piani compatti del nucleo plastico, insistendo nelle pieghe parallele che corrono dalle spalle al bordo inferiore, interrotte alla vita dalla cintura, con leggere inflessioni miranti ad enunciare sommariamente la sottostante massa del corpo. Povera e monotona la fantasia dello scultore che si attarda a ripetere per ben undici volte la stessa figura pi\u00f9 o meno nella medesima posa.<\/em><\/p>\n<p>Ora, ci si pu\u00f2 chiedere come mai l&#8217;artista duecentesco abbia scelto un simile soggetto per trasformare un elemento architettonico, come il rosone, in un elemento essenzialmente decorativo, come la Ruota della Fortuna, caricando la superficie esterna del luogo sacro per eccellenza di significati allegorici che a prima vista non parrebbero del tutto in linea con la concezione cristiana dell&#8217;uomo e della vita. Nella concezione cristiana, infatti, l&#8217;uomo \u00e8 creatura di Dio e sta di fronte a Dio, che lo ha posto nel mondo affinch\u00e9 realizzi la sua natura di animale razionale, ossia perch\u00e9 trovi, con lo strumento della ragione, quella Verit\u00e0 dalla quale il progenitore Adamo si \u00e8 allontanato, riverberando i frutti amari della sua disobbedienza su tutte le generazioni a venire. Perci\u00f2 il mondo umano, come del resto tutto il mondo naturale, \u00e8 sottoposto all&#8217;azione invisibile, ma costante e infallibile, della Provvidenza divina: nulla va secondo il caso, nulla si perde nell&#8217;insignificanza: tutto ha un fine e uno scopo, e il fine e lo scopo di ogni cosa \u00e8, appunto, il ritorno a Dio, e per l&#8217;uomo la contemplazione gioiosa e la pacificazione interiore che vengono dal raggiungimento della suprema Verit\u00e0 e del Bene supremo, che \u00e8 anche la somma Bellezza, ossia Dio stesso. Ma che pensare allora di questo rammemorare la fortuna, e presentarla quasi come l&#8217;arbitra indiscussa e incontrollabile degli umani destini?<\/p>\n<p>Una risposta a questo interrogativo si pu\u00f2 trovare nel discorso di Virgilio a Dante, nel VII canto dell&#8217;<em>Inferno<\/em> (vv. 73-96):<\/p>\n<p><em>Colui lo cui saver tutto trascende,<\/em><\/p>\n<p><em>fece li cieli e di\u00e8 lor chi conduce<\/em><\/p>\n<p><em>s\u00ec, ch&#8217;ogne parte ad ogne parte splende,75<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\ndistribuendo igualmente la luce.<\/em><\/p>\n<p><em>Similemente a li splendor mondani<\/em><\/p>\n<p><em>ordin\u00f2 general ministra e duce78<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nche permutasse a tempo li ben vani<\/em><\/p>\n<p><em>di gente in gente e d&#8217;uno in altro sangue,<\/em><\/p>\n<p><em>oltre la difension d&#8217;i senni umani;81<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nper ch&#8217;una gente impera e l&#8217;altra langue,<\/em><\/p>\n<p><em>seguendo lo giudicio di costei,<\/em><\/p>\n<p><em>che \u00e8 occulto come in erba l&#8217;angue.84<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nVostro saver non ha contasto a lei:<\/em><\/p>\n<p><em>questa provede, giudica, e persegue<\/em><\/p>\n<p><em>suo regno come il loro li altri d\u00e8i.87<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nLe sue permutazion non hanno triegue:<\/em><\/p>\n<p><em>necessit\u00e0 la fa esser veloce;<\/em><\/p>\n<p><em>s\u00ec spesso vien chi vicenda consegue.90<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nQuest&#8217;\u00e8 colei ch&#8217;\u00e8 tanto posta in croce<\/em><\/p>\n<p><em>pur da color che le dovrien dar lode,<\/em><\/p>\n<p><em>dandole biasmo a torto e mala voce;93<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\nma ella s&#8217;\u00e8 beata e ci\u00f2 non ode:<\/em><\/p>\n<p><em>con l&#8217;altre prime creature lieta<\/em><\/p>\n<p><em>volve sua spera e beata si gode.96<\/em><\/p>\n<p>Nella visione dantesca, la Fortuna \u00e8 dunque permessa da Dio per mutare incessantemente il destino degli esseri umani, cos\u00ec che i forti non insuperbiscano e i deboli non si abbattano, e tutti quanti ricordino l&#8217;instabilit\u00e0 che \u00e8 parte essenziale della condizione terrena: per cui n\u00e9 ci si deve abituare troppo ai giorni felici e alla prosperit\u00e0, n\u00e9 si deve cadere nella disperazione quando le cose vanno male. Il che \u00e8 un altro modo di esprimere il concetto della Provvidenza: poich\u00e9 tutto, nel mondo, \u00e8 creato e ordinato da Dio, e ci\u00f2 che a noi sembra capriccio imprevedibile delle circostanze, fa parte di un disegno perfettamente sapiente e provvidenziale, sempre da Lui concepito e sviluppato per l&#8217;umanit\u00e0 tutta, cos\u00ec come per i singoli individui. Ma non basta. Nell&#8217;apparente instabilit\u00e0 delle fortune umane, che \u00e8 solo l&#8217;altra faccia della medaglia di un disegno ordinato e sapiente, \u00e8 necessario che l&#8217;uomo si abitui a non ragionare secondo la propria sapienza, bens\u00ec sforzandosi di riconoscere, dietro lo schermo mutevole delle vicende terrene, i segni della somma sapienza e benevolenza che tutto sa condurre a buon fine, purch\u00e9 la volont\u00e0 umana decida di collaborarvi e non gi\u00e0 di andare nella direzione opposta. Si prenda il caso di un uomo giovane ricco e fortunato, che potrebbe intraprendere qualsiasi carriera, potrebbe essere amato da tante donne, fare un ottimo matrimonio, conquistarsi un posto invidiabile nel mondo; e poi lo s&#8217;immagini povero, ridotto a vivere di elemosina, senza una casa, senza una sposa, senza figli, senza nessun bene terreno. Verrebbe da pensare: poveretto! Come si \u00e8 accanita la signora fortuna, contro di lui! Ma poi si viene a sapere che quel giovane, che tutto ha perduto di ci\u00f2 che piace al mondo, l&#8217;ha perduto per un atto di rinuncia spontanea, sincera e gioiosa; che si \u00e8 spogliato d&#8217;ogni bene per sposare Madonna Povert\u00e0 e mettersi alla sequela di Ges\u00f9 Cristo: in beve, che stiamo parlando di uno dei Santi pi\u00f9 grandi nella storia del cristianesimo, san Francesco d&#8217;Assisi. \u00c8 forse da commiserare, il suo destino? Bisogna pensare che la Fortuna si \u00e8 divertita a precipitarlo in una condizione spregevole, dopo avergli dischiuso le pi\u00f9 rosee prospettive di questo mondo? Evidentemente no. Ci\u00f2 che ha perso, ci\u00f2 a cui ha rinunziato, gli ha reso possibile trovare la vera ricchezza, il vero tesoro della vita, secondo le parole stesse del divino Maestro. \u00c8 dunque da ammirare e da invidiare chi ha fatto una scelta come la sua, non da commiserare. E allora l&#8217;immagine della fortuna scolpita nel rosone d&#8217;una cattedrale romanica serve all&#8217;uomo medievale per ricordargli non solo e non tanto la mutevolezza delle cose di quaggi\u00f9, che \u00e8 il significato pi\u00f9 ovvio e banale, ma per farlo riflettere su quali sono i veri beni che l&#8217;anima deve imparare a desiderare, anche al prezzo dei pi\u00f9 grandi sacrifici, per trovare il suo vero posto nella vita, secondo la massima evangelica di vivere <em>nel<\/em> mondo, senza essere <em>del<\/em> mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se alzate lo guardo per ammirare la mole del Duomo romanico di Trento e lo soffermate sul lato settentrionale del transetto, potrete ammirare uno splendido rosone<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[92],"class_list":["post-26553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26553\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}