{"id":26547,"date":"2020-03-24T09:14:00","date_gmt":"2020-03-24T09:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/24\/la-rimozione-del-passato-dogma-centrale-del-potere\/"},"modified":"2020-03-24T09:14:00","modified_gmt":"2020-03-24T09:14:00","slug":"la-rimozione-del-passato-dogma-centrale-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/24\/la-rimozione-del-passato-dogma-centrale-del-potere\/","title":{"rendered":"La rimozione del passato, dogma centrale del Potere"},"content":{"rendered":"<p>La natura del potere \u00e8 in se stessa malvagia: questo pensava Jakob Burckhardt e lo esprimeva con un aforisma bruciante: <em>Die Macht im Sicht ist B\u00f6se<\/em>. Parliamo del potere, una categoria che di per s\u00e9 rimanda all&#8217;idea della sopraffazione di qualcuno ai danni di qualcun altro; non stiamo parlando dell&#8217;autorit\u00e0, concetto che esprime una realt\u00e0 necessaria alla vita degli uomini civili. Il potere \u00e8 malvagio perch\u00e9 ha come scopo e come fine se stesso, cio\u00e8 quello di auto-riprodursi, a dispetto di tutto e calpestando qualsiasi altra cosa. La prima vittima del potere \u00e8 la verit\u00e0: esso \u00e8 relativista per natura, per convenienza e per necessit\u00e0, nel senso che deve, per mantenersi, adattare continuamente la realt\u00e0 a ci\u00f2 che \u00e8 disposto a riconoscere di essa, e rimuovere quella parte che contrasta coi suoi fini e i suoi interessi. La prima verit\u00e0 da rimuovere \u00e8 il passato, cio\u00e8 la verit\u00e0 di quel che siamo stati, di quel che hanno fatto i nostri genitori e i nostri nonni, di quel che ha significato la nostra civilt\u00e0 e la nostra tradizione. Ignorare il passato equivale a ignorare se stessi, cio\u00e8 a ignorare chi si \u00e8 e che cosa si sta fare al mondo. Quanto pi\u00f9 un potere \u00e8 oligarchico (l&#8217;autocrazia perfetta non esiste), tanto pi\u00f9 ha bisogno di manipolare il passato, vale a dire la narrazione del passato: di adattarlo alle sue esigenze e di piegarlo ai suoi interessi. Quando il potere afferma se stesso tramite una rottura con il potere precedente, allora diviene necessario rimuovere radicalmente il passato: adoperarsi affinch\u00e9 le persone lo ignorino del tutto. Sappiamo che quando i sacerdoti di Amon ripresero il controllo dell&#8217;antico Egitto con l&#8217;avvento al trono del faraone Tutankhamon, essi decretarono che bisognava cancellare perfino il ricordo di suo padre, Akhenaton, reo di aver tentato una rivoluzione religiosa mirante a sostituire l&#8217;antico Pantheon con il monoteismo solare, per cui il suo nome venne raschiato via tanto dai papiri quanto dai monumenti in pietra e praticamente cancellato dalla storia, per secoli e secoli. Allora non esisteva altro mezzo per tramandare il passato se non la parola scritta (e naturalmente quella orale, che per\u00f2 richiede uno speciale allenamento mnemonico, tipico dei popoli senza scrittura), per cui la cosa era relativamente semplice. Oggi, nell&#8217;era della stampa e del computer, la cosa \u00e8 alquanto pi\u00f9 complesso; tuttavia non impossibile, se si pensa che i libri possono essere ritirati dal mercato e materialmente distrutti (vedi <em>Fahrenheit 451<\/em>, di Ray Bradbury) e che i siti e i canali internet possono esser chiusi e i programmi informatici resettati, eliminati o modificati a piacere. Resta, sul breve periodo, la memoria umana: troppo complicato sottoporre l&#8217;intera popolazione a delle tecniche mentali per la rimozione dei ricordi personali, almeno fino a quando il potere non trover\u00e0 il modo &#8212; e pare che non manchi pi\u00f9 molto &#8212; di inserire obbligatoriamente un microchip sottocutaneo in ogni persona e agire per mezzo di esso mediante impulsi elettromagnetici opportunamente mirati e programmati. Fino a quel momento, bisogna avere la pazienza di attendere che i diretti testimoni del passato pi\u00f9 recente abbiano la compiacenza di morire di vecchiaia, portandosi nella tomba i loro inutili ricordi; solo dopo aver fatto il funerale all&#8217;ultimo di essi si potr\u00e0 tirare un rigo sopra ci\u00f2 che \u00e8 stato, e procedere esattamente come se non fosse mai stato. Il potere, per\u00f2, non brilla per la qualit\u00e0 della pazienza: sa, per millenaria esperienza, che deve sempre giocare d&#8217;anticipo, se non vuol correre il rischio di essere sorpassato dagli eventi &#8212; il che, per esso, sarebbe il principio della fine, specialmente se si tratta di un potere progressista, la cui essenza consiste nel guidare sempre gli uomini avanti, e non lasciarsi superare mai da qualcuno o da qualcosa.<\/p>\n<p>Scriveva George Orwell nel suo celebre romanzo distopico <em>1984<\/em> (titolo originale: <em>Nineteen Eighty-Four<\/em>, London, Airstrip One, Oceania, 1949; traduzione di Gabriele Baldini, Milano, Mondadori, 1950, 1983, pp. 239-240):<\/p>\n<p><em>La mutabilit\u00e0 del passato \u00e8 il dogma centrale del Socing. Si ritiene infatti che gli avvenimenti del passato non abbiano alcuna realt\u00e0 obbiettiva ma che sopravvivano solamente in documenti scritti ovvero nella memoria degli uomini Il passato \u00e8 tutto ci\u00f2 sul quale da un lato i documenti e dall&#8217;altro la memoria sono d&#8217;accordo. E dal momento che il Partito ha il controllo totale di tutti i documenti, cos\u00ec come quello, del pari totale, delle menti dei suoi membri, ne consegue che il passato \u00e8 quello che il Partito decide che sia. Ne consegue inoltre che, sebbene il passato sia mutevole, esso non \u00e8 mai stato mutato in un caso specifico. Poich\u00e9, non appena \u00e8 stato ricreato in quella forma che si \u00e8 resa necessaria in un determinato momento, da allora questa nuova versione \u00c8 il passato, e non pu\u00f2 essere mai esistito alcun passato in contrasto con essa. Ci\u00f2 vale anche quando, come succede spesso, lo stesso avvenimento viene trasformato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, fimo a diventare del tutto irriconoscibile, pur nel corso di un solo anno. In ogni momento il Partito \u00e8 in possesso della verit\u00e0 assoluta, ed \u00e8 chiaro che l&#8217;assoluto non pu\u00f2 mai essere stato diverso da ci\u00f2 che \u00e8 al momento presente. Si vedr\u00e0 che il controllo del passati dipende soprattutto da una sorta di educazione della memoria. Verificare che tutti i documenti scritti concordino con l&#8217;ortodossia del momento non costituisce che un atto automatico dell&#8217;intelligenza. Ma \u00e8 anche necessario, nello stesso tempo, RICORDARE che i fatti avvennero in quella determinata maniera. E se \u00e8 necessario rimettere a posto la propria memoria, e raggiustarla con documenti scritti, \u00e8 necessario che poi ci si DIMENTICHI di averlo fatto. Il procedimento per arrivare a ci\u00f2 pu\u00f2 essere appreso allo stesso modo in cui si apprende qualsiasi altro tipo di tecnica mentale. Esso \u00c8 appreso dalla maggioranza dei membri del Partito, e certamente da tutti coloro che sono, insieme, intelligenti e ortodossi. In archelingua tale procedimento si chiamava, con frase onesta, &quot;controllo della realt\u00e0&quot;. In neolingua si chiama &#8216;bipensiero&#8217;; sebbene il concetto di &quot;bipensiero&quot; comprenda un&#8217;infinit\u00e0 di altre cose. &quot;Bipensiero&quot; sta a significare la capacit\u00e0 di condividere simultaneamente due opinioni palesemente contraddittorie e di accettarle entrambe. L&#8217;intellettuale di Partito sa in quale direzione i suoi ricordi debbono essere alterati: sa quindi perfettamente che sottopone la realt\u00e0 a un processo di aggiustamento; ma mediante l&#8217;esercizio del &quot;bipensiero&quot; riesce nel contempo a persuadere se stesso che la realt\u00e0 non \u00e8 violata. Il procedimento ha da essere CONSCIO, altrimenti non riuscirebbe a essere condotto a termine con sufficiente PRECISIONE, ma deve anche essere INCONSCIO poich\u00e9 altrimenti non saprebbe andar disgiunto da un senso VAGO di menzogna e quindi di COLPA. Il &quot;bipensiero&quot; giace proprio nel cuore del sistema cosiddetto Socing, dal momento che l&#8217;atto essenziale del Partito consiste nell&#8217;usare un inganno cosciente e nello stesso tempo mantenere una fermezza di proposito che s&#8217;allinea con una perfetta onest\u00e0. Spacciare deliberate menzogne e credervi con purit\u00e0 di cuore, dimenticare ogni avvenimento che \u00e8 divenuto sconveniente, e quindi, allorch\u00e9 ridiventa necessario, trarlo dall&#8217;oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l&#8217;esistenza della realt\u00e0 obbiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realt\u00e0 che viene negata&#8230; tutto ci\u00f2 \u00e8 indispensabile, in modo assoluto. Persino nell&#8217;usare la parola stessa &quot;bi pensiero&quot; occorre mettere in opera il &quot;bipensiero&quot; stesso, poich\u00e9 usando la parola si ammette implicitamente che si sta adattando una realt\u00e0; con un primo, ingenuo atto di &quot;bipensiero&quot; tale ammissione viene soppressa, e cos\u00ec all&#8217;infinito, con una menzogna che si preoccupa d&#8217;arrivar sempre prima della verit\u00e0. Insomma, \u00e8 proprio mediante il &quot;bipensiero&quot; che il Partito \u00e8 stato capace (e pu\u00f2 continuare ad esserlo, per quanto ne sappiamo, per migliaia d&#8217;anni) di arrestare il corso della storia. Tutte le passate oligarchie hanno dovuto rinunziare al potere o perch\u00e9 si sono irrigidite, o perch\u00e9 si sono addolcite. Sia che divenissero, insomma, tropo sciocche o troppo arroganti, non furono capaci di adattar se stesse alle circostanze, e vennero rovesciate; se invece diventarono liberali per debolezza allorch\u00e9 avrebbero, invece, dovuto usare la forza, furono rovesciate anche allora. Vale a dire che esse caddero sia per la consapevolezza della propria natura sia per la NON consapevolezza di essa. \u00c8 appunto opera del Partito l&#8217;aver prodotto un sistema filosofico nel quale entrambe le condizioni possono esistere simultaneamente. Ed infatti non si pu\u00f2 pensare ad altro fondamento sul quale il dominio del Partito avrebbe potuto raggiungere appunto quel suo carattere di permanenza. Se si vuol comandare e persistere nell&#8217;azione di comando, bisogna anche essere capaci di manovrare e dirigere il senso della realt\u00e0. Poich\u00e9 il segreto del comando consiste, per l&#8217;appunto, nel combinare, fra loro, da un lato la fede nella propria infallibilit\u00e0 e dall&#8217;altro la capacit\u00e0 di apprendere da passati errori.<\/em><\/p>\n<p>Vi \u00e8 una tremenda attualit\u00e0 nelle intuizioni di Orwell, solo parzialmente attinte dalla realt\u00e0 dei regimi totalitari della prima met\u00e0 del XX secolo, e per il resto frutto di autentica antiveggenza, unita a una notevole capacit\u00e0 di penetrazione psicologica. Si pensi a questa affermazione, riferita ai detentori del potere e a tutti i suoi servitori: <em>Spacciare deliberate menzogne e credervi con purit\u00e0 di cuore.<\/em> In questi giorni di drammatica emergenza scatenata dal Coronavirus, o meglio dal terrorismo psicologico deliberatamente attuato per diffondere il panico nella popolazione, le parole di Orwell acquistano un amaro sapore d&#8217;immediatezza. Abbiamo udito tutti, coi nostri orecchi, fior di giornalisti dire in televisione che i dati reali sula mortalit\u00e0 <em>da<\/em> Coronavirus non devono essere diffusi, perch\u00e9 in tal caso la popolazione non capirebbe la ragione di aver bloccato l&#8217;economia, costretto i cittadini agli arresti domiciliari e sospeso di fatto le libert\u00e0 democratiche: non i dati reali bisogna diffondere (e cio\u00e8 tre morti accertarti <em>per<\/em> Coronavirus, dato ufficiale dell&#8217;Istituto Superiore della Sanit\u00e0), ma quelli truccati, cio\u00e8 le decine e centinaia di persone morte <em>con<\/em> il Coronavirus, ma non di esso, bens\u00ec per la somma di svariate e gravi patologie preesistenti, sommate agli effetti debilitanti dell&#8217;et\u00e0 avanzata. Ebbene: allorch\u00e9 diffondono tali menzogne, i giornalisti sono consapevoli di essere venuti meno all&#8217;ABC dei loro doveri deontologici e dell&#8217;etica professionale? Probabilmente no, perch\u00e9 una parte di loro, quella chiamata coscienza, ha deciso di credere con assoluta purezza di cuore &#8211; e soprattutto d&#8217;intenzioni, si capisce! &#8212; che quelle spacciate al pubblico non solo menzogne, ovvero una trasmissione parziale e tendenziosa dei dati reali, ma la pura verit\u00e0, o, il che ai loro occhi \u00e8 la stessa cosa, la verit\u00e0 <em>necessaria<\/em> in questo momento di emergenza. E qui stiamo parlando di occultamento e falsificazione del presente; la menzogna verso il passato \u00e8 sotto molti aspetti pi\u00f9 facile ma la psicologia \u00e8 la stessa: una sorta di autocensura e di auto-giustificazione preventiva, facendo appello a un presunto stato di necessit\u00e0 per scusare il venir meno al proprio dovere, morale e professionale. \u00c8 la stessa psicologia che adottano quasi tutti gli uomini i politici, i quali non si vergognano di dire oggi l&#8217;esatto contrario di quel che proclamavamo solennemente appena ieri, e tuttavia non ritengono di aver nulla di cui giustificarsi, perch\u00e9 il loro movente era ed \u00e8 sempre il bene comune, perci\u00f2 qualsiasi cosa facciano ha comunque una giustificazione intrinseca. \u00c8 il bi-pensiero di Orwell, tale e quale.<\/p>\n<p>Un esempio molto chiaro che si pu\u00f2 fare per la rimozione di un passato recente \u00e8 la linea adottata dalla gerarchia cattolica e dalla stragrande maggioranza del clero dopo il Concilio, sul piano liturgico, pastorale e perfino dottrinale. Lo stravolgimento della vera Chiesa \u00e8 stato tale da aver dato luogo a una nuova religione, che non \u00e8 pi\u00f9 quella cattolica, ma quella modernista, gi\u00e0 solennemente condannata da san Pio X pi\u00f9 di cent&#8217;anni fa, anzi, in forme ancor pi\u00f9 palesemente eretiche di quelle del primo modernismo; e di una &quot;dottrina&quot; che non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 di tipo religioso, ma tutta umana e per giunta massonica, nonostante sulla massoneria gravi ancora la scomunica del 1738, in seguito pi\u00f9 volte rinnovata. Tuttavia, per una persona nata dopo il Concilio, non \u00e8 affatto facile rendersi conto del gigantesco inganno: il cattolicesimo per lui \u00e8 quello post-conciliare, nel quale \u00e8 cresciuto, e del quale ha sempre sentito cantare le lodi da tutti; di quel che fosse il cattolicesimo prima del Concilio non sa nulla e comunque gli viene detto e ripetuto che non vi \u00e8 stata alcuna rottura, ma un benefico rinnovamento nell&#8217;ambito della stessa fede e dello stesso Magistero. Chi ha visto cos&#8217;era la Chiesa e cos&#8217;era la fede cattolica prima del Concilio, ormai si \u00e8 portato il ricordo nella tomba; restano quelli che all&#8217;epoca erano bambini, e perci\u00f2 oggi hanno dai sessant&#8217;anni in su. Se la loro memoria \u00e8 buona e le impressioni della dottrina di allora, della Prima Comunione e di tutto il resto, sono rimaste vive, costui <em>sa<\/em> che ci sono stati un tradimento e una truffa colossali, per la semplice ragione che ha visto l&#8217;una e l&#8217;altra epoca e pu\u00f2 fare un confronto spontaneo, eventualmente confermato dallo studio. La cosa \u00e8 evidente, ma solo per chi la vuol vedere: basta consultare un qualsiasi manuale di teologia di prima e dopo il 1965, ad esempio alle voci <em>ecumenismo<\/em> o <em>libert\u00e0 religiosa<\/em>; e qualsiasi amante di storia dell&#8217;arte, entrando in una chiesa e osservando l&#8217;altar maggiore, la collocazione del Santissimo, la disposizione dei banchi, coglie di primo acchito la differenza col cattolicesimo preconciliare; per non parlare della musica sacra. Allora il coro cantava per Dio, oggi canta per essere ammirato; allora le note solenni dell&#8217;organo creavano un&#8217;atmosfera mistica, oggi quelle della chitarra immergono i fedeli nella dimensione mondana. Rimozione del passato, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura del potere \u00e8 in se stessa malvagia: questo pensava Jakob Burckhardt e lo esprimeva con un aforisma bruciante: Die Macht im Sicht ist B\u00f6se.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[263],"class_list":["post-26547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26547\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}