{"id":26539,"date":"2022-04-23T10:51:00","date_gmt":"2022-04-23T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/23\/la-regalita-di-cristo-in-un-sermone-di-s-tommaso\/"},"modified":"2022-04-23T10:51:00","modified_gmt":"2022-04-23T10:51:00","slug":"la-regalita-di-cristo-in-un-sermone-di-s-tommaso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/23\/la-regalita-di-cristo-in-un-sermone-di-s-tommaso\/","title":{"rendered":"La Regalit\u00e0 di Cristo in un sermone di s. Tommaso"},"content":{"rendered":"<p>Le lezioni accademiche non erano il solo strumento in cui avveniva la trasmissione del sapere e la comunicazione culturale, in particolare quella teologica e religiosa, dell&#8217;uomo medievale. A volte dei predicatori molto colti, oltre che eloquenti, spesso appartenenti all&#8217;ordine di san Domenico, altre volte gli stessi professori ordinari delle facolt\u00e0, dedicavano tempo ed energie alla catechesi diretta dei fedeli, mettendo al servizio della pastorale le loro enormi risorse logiche e dialettiche e impressionando profondamente l&#8217;uditorio con delle predicazioni specifiche che avevano la propriet\u00e0 d&#8217;imprimersi per sempre nell&#8217;anima e nella memoria di quanti, assiepandosi in atteggiamento di riverente ascolto, potevano fruirne nelle chiese o in altri luoghi pubblici, come i sagrati delle cattedrali e le piazze cittadine.<\/p>\n<p>Per noi moderni, abituati a parlare in collegamento internet o quanto meno a utilizzare strumenti tecnologici come microfoni e amplificatori, \u00e8 molto difficile capire come tali appuntamenti fossero delle preziosissime occasioni di crescita intellettuale e spirituale, indirizzate non solo a un pubblico di specialisti, addentrati nelle discipline teologiche e filosofiche, ma anche per gli illetterati: poich\u00e9 quei predicatori possedevano la straordinaria capacit\u00e0 di andar dritti alla mente e al cuore di ogni genere di uditore, colto o ignorante, evitando inutili digressioni e artifici dialettici fine a se stessi e facendo vibrare le corde pi\u00f9 profonde di un pubblico che, per quanto variegato, aveva una caratteristica comune: l&#8217;umilt\u00e0 nell&#8217;ascolto della parola. Tale umilt\u00e0 veniva in parte dal prestigio e dall&#8217;autorevolezza del singolo predicatore, ma in parte assai maggiore da un altro fattore, oggi pressoch\u00e9 smarrito e dimenticato: la consapevolezza che, come in una <em>lectio divina<\/em>, la parola del predicatore \u00e8 solo lo strumento di cui si serviva la Parola di Dio, il Logos medesimo. Da ci\u00f2 il silenzio denso di attenzione e carico di aspettativa; da ci\u00f2 la ferma volont\u00e0 di non mancare all&#8217;appuntamento, conquistandosi un posto, magari in piedi, magari disponendosi ad un&#8217;attesa assai paziente, in modo da non perdere nemmeno un una parola del sermone, dal principio alla fine. La gente non si recava a simili appuntamenti per sbadigliare, non vedendo l&#8217;ora che finissero, ma al contrario con una fortissima motivazione, perch\u00e9 cercava in essi un aiuto alla vita, un conforto nelle proprie difficolt\u00e0 esistenziali, una saggia indicazione nei passi perigliosi che tutti, prima o poi, si trovano a dover affrontare.<\/p>\n<p>Insomma, l&#8217;uomo medievale sapeva riconoscere il buon grano dal loglio; non si faceva incantare facilmente dalla chiacchiere come oggi si crede, e come una lunga traduzione denigratoria ci ha indotti a ritenere, ma era suo modo esigente, un po&#8217; come lo sono i bambini, ai quali non \u00e8 possibile raccontare cose fasulle, perch\u00e9 essi colgono, anche se non sul piano razionale o non solo sul piano razionale, la profondit\u00e0, la solidit\u00e0 e la sincerit\u00e0 delle cose che vengono dette loro e la credibilit\u00e0 di colui che le dice, assai pi\u00f9 di quanto non si sarebbe portati a immaginare. Infatti l&#8217;uomo medievale era semplice, non stupido; era in certo qual modo primitivo, e perci\u00f2 immediato e spontaneo, ma tutt&#8217;altro che credulo e superstizioso nel senso che dall&#8217;illuminismo in poi \u00e8 entrato nel nostro immaginario, e che film e romanzi continuano a propagandare. Ma soprattutto l&#8217;uomo medievale amava la vita: l&#8217;amava come la amano le persone semplici e immediate, d&#8217;istinto, e anche perch\u00e9 sorretto e orientato da una visione complessiva, quella elaborata dal cristianesimo nel corso di molti secoli, che vedeva nella vita un passaggio talvolta doloroso, ma comunque necessario, nel quale ciascuno \u00e8 chiamato a fare buon uso dei propri talenti e non sono ammesse pigrizie e infingardaggini, perch\u00e9 alla fine di essa verr\u00e0 chiesto di rendere conto di come la si \u00e8 adoperata. Dunque l&#8217;uomo medievale non prendeva la vita alla leggera, ma con tutta la dovuta seriet\u00e0, fino alla sua conclusione naturale che \u00e8 la morte: la quale poteva forse inquietarlo e spaventarlo, ma non terrorizzarlo n\u00e9 prenderlo alla sprovvista, perch\u00e9 non era succube della suggestione, tutta moderna, che essa sia un fastidioso inconveniente destinato prima o poi prima a venire rimosso, e inoltre perch\u00e9 la vedeva spessissimo, anche in casa propria, come oggi non accade pi\u00f9, ad esempio con la morte precoce di alcuni dei suoi numerosi figli, o con la morte per setticemia della moglie al momento del parto.<\/p>\n<p>Prendiamo uno di questi <em>sermones<\/em> a titolo d&#8217;esempio: quello pronunciato da un predicatore d&#8217;eccezione, san Tommaso d&#8217;Aquino, per diffondere una verit\u00e0 della dottrina cattolica &#8211; quella della Regalit\u00e0 di Cristo &#8211; a Parigi, nella prima domenica d&#8217;Avvento del 1270, che illustra con la sua magistrale, insuperabile chiarezza. Partendo dal versetto <em>Ecce rex tuus tibi venit mansuetus<\/em> (<em>Mt<\/em> 21,5) egli sviluppa l&#8217;argomentazione distinguendo quattro tipi di Avvento, e passa a considerarli uno ad uno. Per ragioni di brevit\u00e0 riportiamo qui solo l&#8217;introduzione e saltiamo anche il <em>prothem<\/em>a, cio\u00e8 l&#8217;invocazione &#8212; piuttosto rara nelle omelie destinate ai laici &#8212; a Dio per ottenere il suo speciale aiuto, per il predicatore o anche per i suoi ascoltatori; il testo \u00e8 quello stampato da L. Leclercq in <em>L&#8217;Id\u00e9e de la royaut\u00e9 du Christ au Moyen Age<\/em>, Paris, Edtions du Cerf, 1959, pp. 84-87 (con il testo latino e la traduzione in italiano di Carlo Delcorno, in: <em>La predicazione nell&#8217;et\u00e0 comunale<\/em>, Firenze, Sansoni, 1974, pp. 94-95):<\/p>\n<p><em>ECCO IL TUO RE VIENE A TE MANSUETO (cfr. Matteo 21,25 e Zaccaria, 9,9).<\/em><\/p>\n<p><em>Questo testo \u00e8 tratto dal Vangelo d&#8217;oggi: sono parole di Zaccaria, con una piccola modifica. In questo versetto ci \u00e8 chiaramente annunziato l&#8217;avvento di Cristo Per evitare ambiguit\u00e0, sappiamo che la Scrittura parla di quattro avventi di Cristo. Il primo \u00e8 l&#8217;Incarnazione, mediante il quale viene nella carne; il secondo avvento \u00e8 la sua venuta nella mente del cristiano; il terzo \u00e8 la sua venuta alla morte dei giusti; infine, il quarto \u00e8 quando viene a giudicare.<\/em><\/p>\n<p><em>Il primo avvento \u00e8 nella carne umana: non vi si deve intendere un mutamento di luogo, poich\u00e9 dice in Geremia: \u00abIo riempio cielo e terra\u00bb. Dunque come s&#8217;incarn\u00f2? Dice che venne nella carne scendendo dal cielo, non lasciando il cielo ma assumendo la nostra natura. \u00c8 quello che intende Giovanni: \u00abVenne nella sua dimora\u00bb. E in che termini si pu\u00f2 parlare della sua presenza nel mondo? Dicendo: \u00abIl Verbo si \u00e8 fatto carne\u00bb (Gv 1,14). Badate che questa venuta prelude a un altro avvento di Cristo, che \u00e8 nella nostra mente. L&#8217;Incarnazione di Cristo non ci servirebbe a nulla, se egli non venisse nella nostra mente santificandoci. Si legge in san Giovanni: \u00abSe qualcuno mi ama, osserver\u00e0 la mia parola, e il Padre mio lo amer\u00e0 e verremo a lui e faremo dimora presso di lui\u00bb (Gv 14,23).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel primo avvento viene solo il Figlio; nel secondo Egli viene col Padre per abitare nell&#8217;anima. Per questa venuta, mediante la grazia santificante, l&#8217;anima \u00e8 liberata dalla colpa, non per\u00f2 dalla pena, in quanto si riceve la grazia, ma non ancora la gloria. Perci\u00f2 \u00e8 necessario il terzo avvento di Cristo: quello si verifica alla morte dei santi, e che consiste nel riceverli presso di lui. Dice a questo proposito Giovanni: \u00abSe parto\u00bb, con la Passione, \u00abe preparo a voi un luogo\u00bb, togliendo ogni ostacolo, \u00abio ritorner\u00f2 a voi\u00bb, al momento della morte, \u00abe vi porter\u00f2 con me\u00bb, cio\u00e8 nella gloria, \u00abperch\u00e9 dove io sono, lo siate anche voi\u00bb (Gv 14,3). E sempre nel Vangelo di san Giovanni dice: \u00abIo sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita\u00bb, cio\u00e8 la mia presenza nelle loro anime, \u00abe l&#8217;abbiano con pi\u00f9 abbondanza\u00bb (Gv 10,10), cio\u00e8 partecipando alla gloria.<\/em><\/p>\n<p><em>Un quarto avvento di Cristo sar\u00e0 al Giudizio, quando il Signore verr\u00e0 a giudicare: allora la gloria dei santi si estender\u00e0 al loro corpo e i morti risusciteranno. Perci\u00f2 dice san Giovanni: \u00abEcco viene l&#8217;ora in cui tutti quelli che sono nel sepolcro udiranno la voce del Figlio di Dio, e in cui gli operatori di bene risusciteranno alla vita\u00bb (Gv 5,28-29). Probabilmente a causa di queste quattro venute di Cristo la Chiesa celebra quattro domeniche d&#8217;Avvento.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un buon esempio di come, nella cultura e nella spiritualit\u00e0 medievali, si potesse fare un discorso edificante dal punto di vista religioso e morale, che era, al tempo stesso, un discorso di livello buono o anche ottimo sul piano teologico e filosofico, ossia fondato sulla razionalit\u00e0 oltre che su una conoscenza puntuale e amorevole delle Scritture; e di come uomini di grande valore intellettuale non disdegnassero di scendere dalla cattedra per rivolgersi alle masse popolari, per istruirle ed edificarle, innalzandole verso la verit\u00e0 e non, come si vede oggi sempre pi\u00f9 spesso, abbassando se stessi e la materia trattata al livello di un pubblico incolto e superficiale, quasi cercando di blandirlo e cos\u00ec assecondandolo nelle sue cattive abitudini. \u00c8 chiaro che ci\u00f2 presupponeva la seriet\u00e0 e l&#8217;autorevolezza, sia scientifica che morale, del predicatore; e non \u00e8 detto che fosse ancora sufficiente, poich\u00e9 abbiamo casi documentasti nei quali predicatori di grande autorevolezza e addirittura in fama di santit\u00e0, potevano trovarsi alle prese con situazioni impreviste e difficili da gestire, perfino potenzialmente pericolose. Tale fu il caso accaduto nel 1227 a san Antonio di Padova durante una predica tenuta a Udine, all&#8217;aperto, nel borgo di Pracchiuso, utilizzando come pulpito il ramo di un grande albero, allorch\u00e9 egli si vide costretto a interrompere il suo sermone e darsi alla fuga dinanzi alla reazione di una folla furibonda (vedi il nostro articolo: <em>\u00abTu, o Dio, ti sveli nelle profondit\u00e0 della memoria\u00bb<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/12\/21). E simili episodi potevano verificarsi perch\u00e9, anche indipendentemente dal valore del predicatore, dalla sua cultura, dal suo tatto nel rivolgersi alla folla, altri fatti, accaduti di recente e non direttamente legati a quella specifica predicazione, potevano gettare fin dall&#8217;inizio un&#8217;ipoteca sul buon esito di questa: ad esempio una sentenza severa del tribunale dell&#8217;Inquisizione, spesso formato da frati domenicani, poteva determinare uno stato di tensione latente fra la popolazione di un certo luogo e i frati predicatori, e allora un determinato sermone poteva agire come la pietra focaia che d\u00e0 esca a un incendio.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 detto, l&#8217;uditorio medievale era formato da persone la cui psicologia e la cui vita, sia sociale che interiore, era molto diversa da quella degli uomini d&#8217;oggi. Alle persone comuni che affollavamo una chiesa o una piazza per ascoltare il sermone di un predicatore non interessavano questioni astratte e puramente teoriche, come invece sovente avviene nelle conferenze: ci\u00f2 che lo muoveva era un interesse concreto, un bisogno di avere certezze riguardo alla dimensione morale e a ci\u00f2 che comportava dare un determinato indirizzo alla propria vita lavorativa, familiare e pubblica. Non erano rari i casi di noti usurai e strozzini o quali, colpiti dai contenuti di uno di tali sermoni atterriti dalla prospettiva della dannazione eterna, si gettavamo in ginocchio, domandavano perdono alla comunit\u00e0 per i loro illeciti guadagni e stabilivano seduta stante di versare alla chiesa cifre cospicue da adoperare per qualche forma di beneficenza a favore dei poveri, delle vedove, degli orfani, ecc. \u00c8 noto che la Cappella degli Scrovegni a Padova, con il meraviglioso ciclo di affreschi di Giotto, \u00e8 stata innalzata da un banchiere-usuraio di quella citt\u00e0, il quale ha voluto cos\u00ec bilanciare in senso spirituale i suoi enormi guadagni finanziari, ottenuti non andando troppo per il sottile quanto ai metodi, e cos\u00ec offrire a Dio un segno di ravvedimento e alla propria comunit\u00e0 parrocchiale quasi una forma di risarcimento, poich\u00e9 erigere una chiesa equivale a lasciare qualcosa di prezioso, dal punto di vista spirituale, che faccia un po&#8217; dimenticare, o perdonare, il fatto di essersi arricchito speculando sugli interessi pretesi sui prestiti di denaro e quindi di aver ottenuto dei guadagni su una cosa, il tempo, che appartiene a Dio e non all&#8217;uomo. E poteva accadere che la folla, a sua volta, si commuovesse davanti alla scena del banchiere\/usuraio che si pente e si confessa pubblicamente, e cos\u00ec che il sermone di quel certo predicatore si concludesse in un&#8217;apoteosi edificante. Viceversa, quel grande bambino che era l&#8217;uomo medievale, figlio di una civilt\u00e0 giovane e piena di vita, abituato a vivere sulla strada ed a contatto fisico coi suoi simili assai pi\u00f9 di quanto accada oggi, e perci\u00f2 non avvezzo, come lo \u00e8 l&#8217;uomo moderno, a sorvegliare la propria emotivit\u00e0 e a dissimulare i propri sentimenti, poteva infuriarsi contro il predicatore e passare a minacce o a gesti di violenza inconsulta dagli esiti imprevedibili e incontenibili: perch\u00e9 davanti a simili scoppi di rabbia non era certo che alcuna forza pubblica potesse ristabilire l&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Tornando al sermone di san Tommaso d&#8217;Aquino tenuto nella prima domenica di Avvento, a Parigi, cio\u00e8 davanti a una grande folla, per certi aspetti non facile da accontentare e soprattutto da istruire, \u00e8 commovente pensare che un sommo pensatore come lui abbia trovato parte naturale dei suoi doveri di religioso sottrarre del tempo ai suoi studi e alle sue lezioni universitarie per edificare un pubblico di fedeli non qualificato. Uomini di tal fatta non avevano certo la puzza sotto il naso: e ci\u00f2 dovrebbe far riflettere quei moderni progressisti che vanno blaterando con sussiego intorno all&#8217;<em>intellettuale organico<\/em>, come se Gramsci avesse scoperto un&#8217;idea assolutamente nuova, quando invece essa \u00e8 vecchia di secoli e, soprattutto, \u00e8 stata pienamente realizzata nell&#8217;ambito della civilt\u00e0 cristiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le lezioni accademiche non erano il solo strumento in cui avveniva la trasmissione del sapere e la comunicazione culturale, in particolare quella teologica e religiosa, dell&#8217;uomo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[157,241],"class_list":["post-26539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-gesu-cristo","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26539"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26539\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}