{"id":26533,"date":"2018-06-06T08:00:00","date_gmt":"2018-06-06T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/06\/la-ragione-chiarisce-la-fede-se-ne-e-illuminata\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"la-ragione-chiarisce-la-fede-se-ne-e-illuminata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/06\/la-ragione-chiarisce-la-fede-se-ne-e-illuminata\/","title":{"rendered":"La ragione chiarisce la fede, se ne \u00e8 illuminata"},"content":{"rendered":"<p>Lo spettacolo miserevole di confusione e di rilassatezza che caratterizza la vita della Chiesa ai nostri giorni, con un clero sempre pi\u00f9 temerario nel discostarsi dal Deposito della fede, e una massa di fedeli sempre pi\u00f9 abbandonati e allo sbando, tanto sul piano dottrinale, che pastorale, e perfino morale, ci spinge a interrogarci senza sosta sulle ragioni che hanno reso possibile questa situazione, perch\u00e9, fino a quando non avremo capito come ci\u00f2 sia stato possibile, non troveremo nemmeno la strada per uscirne. E dobbiamo interrogarci sia su quel che vediamo accadere, purtroppo ormai quotidianamente, tutto intorno a noi, dentro la Chiesa, sia su quel che accade nella nostra stessa interiorit\u00e0, dentro la nostra anima: perch\u00e9 nessuno di noi \u00e8 una monade isolata e autosufficiente, siamo gocce nel mare e quel che si verifica nel mondo \u00e8 simile a quel che accade nelle nostre pi\u00f9 intime profondit\u00e0. Se pensassimo che la fede \u00e8 esclusivamente una relazione diretta e personale fra ciascun&#8217;anima e Dio, cadremmo nell&#8217;errore dei protestanti, che poi \u00e8 anche l&#8217;errore dei modernisti: ridurremmo la fede, cio\u00e8, a puro e semplice sentimento, a una relazione sentimentale fra noi e Dio. Invece, anche se la fede \u00e8, <em>innanzitutto<\/em>, una relazione personale fra noi e Dio, essa \u00e8 <em>anche<\/em> una relazione che si attua intorno a un contenuto di verit\u00e0, che, in quanto tale, \u00e8 razionalmente intelligibile, almeno fino a un certo punto; e, inoltre, si esplica in un contesto provvidenziale, che si chiama Chiesa: <em>Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l\u00e0 sono Io<\/em>, ha promesso Ges\u00f9. La mediazione della Chiesa, dunque, \u00e8 necessaria: se cos\u00ec non fosse, non si capisce perch\u00e9 Ges\u00f9 avrebbe avuto tanta cura nell&#8217;istituirla, e perch\u00e9 avrebbe raccomandato a san Pietro, per tre volte, di pascere le sue pecorelle. E uno degli strumenti che la Chiesa mette a disposizione del credente, per aiutarlo, sostenerlo e incoraggiarlo nel suo cammino verso la fede, \u00e8 il Magistero; il quale, a sua volta, si avvale del contributo di fede, sapienza e intelligenza che gli hanno offerto i Padri e i Dottori della Chiesa, e, in genere, tutti i teologi di buona volont\u00e0, nel corso dei secoli; nessuno dei quali, mai, ha osato anche solo immaginare di poter <em>aggiungere<\/em> o <em>togliere<\/em> un solo iota dai contenuti della Relazione stessa.<\/p>\n<p>Ma poich\u00e9, a partire dal Concilio Vaticano II, il ruolo svolto dai teologi nella determinazione del Magistero \u00e8 stato enormemente e, secondo alcuni, illecitamente sovrastimato, e poich\u00e9 da alcuni teologi della seconda met\u00e0 del Novecento sono scaturiti alcuni gravissimi errori filosofici, che si sono ripercossi in maniera drammatica sulla vita della Chiesa, \u00e8 bene chiarire che la teologia \u00e8 solo una scienza sussidiaria della fede; e che, se \u00e8 la regina delle scienze umane, non \u00e8 affatto, per\u00f2, la regina della fede cattolica, non \u00e8 essa che ne determina i contenuti, bens\u00ec ha la funzione di illuminarli e di renderli pi\u00f9 chiari, procedendo per mezzo delle categorie filosofiche, che sono le categorie del pensiero razionale. Il legame tra filosofia e teologia \u00e8 questo: la filosofia fornisce gli strumenti concettuali, la teologia se ne serve per chiarire e illuminare le verit\u00e0 della fede. Le quali verit\u00e0, per\u00f2, sono eterne e immutabili, e non derivano in alcun modo la loro esistenza, n\u00e9 la loro evidenza, dal lavoro del teologo: il teologo \u00e8, come ogni altro cristiano, solamente un onesto operaio chiamato a lavorare nella vigna del Signore: se pretende di eccedere i propri compiti, cade nell&#8217;errore, che, in casi gravi, si chiama eresia. In tal caso, la sua responsabilit\u00e0 \u00e8 immensa, perch\u00e9, invece di condurre le pecorelle verso la verit\u00e0 della fede, le allontana da essa, con grave pericolo per le loro anime immortali. Al teologo che, accecato dall&#8217;orgoglio umano, si lasci prendere dalla superbia e dalla vanit\u00e0, e, scordandosi di essere solo un operaio della vigna, s&#8217;impanchi a rivelatore di nuovi contenuti della Verit\u00e0 rivelata, quasi un &quot;correttore&quot; del Magistero, si possono applicare le durissime parole d&#8217;ammonimento di Ges\u00f9 Cristo (<em>Luca<\/em>, 17, 1-3): <em>E&#8217; inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono.\u00a0E&#8217; meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.\u00a0State attenti a voi stessi!<\/em><\/p>\n<p>Il <em>contento<\/em> della fede cristiana e cattolica \u00e8 formato da un insieme di verit\u00e0, le quali formano la Rivelazione divina. Se la fede, dunque, nasce da un assenso della volont\u00e0, la quale presuppone l&#8217;azione della Grazia, perch\u00e9, dice Ges\u00f9, <em>Nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me<\/em>, la fede ha dei contenuti che sono razionali e che richiedono l&#8217;assenso della ragione; ma non la normale ragione logico-scientifica, non la ragione strumentale e discorsiva, bens\u00ec la ragione che viene illuminata dalla fede. Singolare circuito virtuoso: la fede ha bisogno della ragione, ma la ragione ha bisogno della fede. Non si tratta di una contraddizione, ma di una complementarit\u00e0: la fede cristiana \u00e8 fede in qualcosa, in una serie di verit\u00e0 che chiedono l&#8217;assenso della ragione; la ragione, tuttavia, per poterle comprendere e dare il suo assenso, deve innalzarsi al si sopra del suo livello ordinario, deve compiere un salto di qualit\u00e0 e lasciarsi illuminare da qualcosa che \u00e8 ad essa superiore, la fede. Il nodo del mistero \u00e8 nella fede, non nella ragione: perch\u00e9 la fede scende dal&#8217;alto, \u00e8 un dono di Dio; e l&#8217;uomo la pu\u00f2 chiedere, ma non la pu\u00f2 pretendere. Abbiamo la garanzia di Ges\u00f9 che, a chi la cerca sinceramente e instancabilmente, la fede verr\u00e0 donata: <em>Cercate e troverete; bussate e vi sar\u00e0 aperto, chiedete e vi sar\u00e0 dato<\/em>. Per\u00f2 non basta la perseveranza, ci vuole anche l&#8217;umilt\u00e0: nulla trova chi cerca con superbia e chi bussa con alterigia: sia per trovare che per ricevere, \u00e8 necessario rivestirsi di umilt\u00e0 e semplicit\u00e0, farsi piccoli come i bambini, cio\u00e8, in altre parole, abbandonare la pretesa di sapere gi\u00e0, o di essere degni di capire, perch\u00e9, umanamente parlando, noi non siamo degni di niente, n\u00e9 meritevoli di nulla. Quante anime superbe abbiamo visto rimanere deluse nella ricerca di Dio: <em>e dis\u00efar vedeste sanza frutto \/ tai che sarebbe lor disio quetato, \/ ch&#8217;etternalmente \u00e8 dato lor per lutto<\/em> (Dante, <em>Purgatorio<\/em>, III, 40-42); e ci\u00f2 perch\u00e9 si sono scordaste le chiarissime, inequivocabili parole del divino Maestro: <em>Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. \u00a0S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a te.\u00a0Tutto mi \u00e8 stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 11, 25-27).<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: per trovare la fede, \u00e8 necessario deporre l&#8217;orgoglio: solo a tale condizione Dio si rivela al cuore umano, ed esalta quanti si sono arresi a Lui. Chi non sa liberarsi del proprio orgoglio, non trover\u00e0 Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 un Signore geloso, che non vuol fare a met\u00e0 con alcuno nel dominio della nostra anima: ci vuole tutti per S\u00e9, per potersi dare a noi. Sia Ges\u00f9, sia gli Apostoli, non hanno mai cessato di fare questa raccomandazione: per seguire Cristo \u00e8 necessario spogliarsi della dura corazza del proprio orgoglio. <em>Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 11, 29). E san Giacomo, nella <em>Lettera<\/em> che porta il suo nome (4, 1-10), con argomentazione ancor pi\u00f9 circostanziate: <em>Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra?\u00a0Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perch\u00e9 non chiedete;\u00a0chiedete e non ottenete perch\u00e9 chiedete male, per soddisfare cio\u00e8 le vostre passioni. Gente infedele! Non sapete che l&#8217;amore per il mondo \u00e8 nemico di Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: \u00abFino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi\u00bb?\u00a0Anzi, ci concede la grazia pi\u00f9 grande; per questo dice: &quot;Dio resiste ai superbi, agli umili invece d\u00e0 la sua grazia&quot;. Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggir\u00e0 lontano da voi.\u00a0Avvicinatevi a Dio ed egli si avviciner\u00e0 a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall&#8217;animo indeciso, santificate i vostri cuori.\u00a0Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza.\u00a0Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalter\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque: la ragione chiarisce la fede, per mezzo della filosofia e della teologia, ma solo a condizione di essere illuminata dalla fede, cio\u00e8 solo a condizione di riconoscere la propria impotenza e il proprio limite. Da una situazione che, umanamente parlando, \u00e8 di scacco, di impossibilit\u00e0, un vero e proprio circolo vizioso, si origina il circuito virtuoso che viene da Dio e che permette all&#8217;uomo di superare il proprio limite: perch\u00e9 l&#8217;uomo, in quanto uomo, cio\u00e8 con le sue sole forze, non possiede i mezzi per elevarsi fino alla Verit\u00e0: <em>ma non eran da ci\u00f2 le proprie penne<\/em>: \/ <em>se non che la mia mente fu percossa \/ da un fulgore in che sua voglia venne<\/em> (Dante, <em>Par<\/em>., 139-141). La ragione umana \u00e8 il pi\u00f9 nobile attributo, che rende unica la nostra condizione nell&#8217;insieme del creato; ma, come suole accadere, se non \u00e8 sorvegliata dalla volont\u00e0 e se non sa inginocchiarsi umilmente davanti a ci\u00f2 che la sorpassa infinitamente, ossia la Verit\u00e0 divina, questo ornamento si pu\u00f2 trasformare nella nostra maledizione. Potremmo fare una similitudine con l&#8217;attributo della bellezza, che, specialmente nella donna, \u00e8 un superbo ornamento e una dote impagabile, ma che diviene pietra d&#8217;inciampo in chi non la sa indossare in maniera conveniente, in chi, cio\u00e8, per dominare gli altri, se ne lascia dominare, cadendo nel narcisismo pi\u00f9 grossolano e puerile. A quel punto, infatti, cadono tutti i veli e chiunque pu\u00f2 vedere che la bellezza, non sostenuta da una coscienza matura, mostra da s\u00e9 tutti i propri limiti e finisce per apparire qualcosa di goffo, di sgradevole, e, in definitiva, di brutto. Questo accade perch\u00e9 anche la bellezza \u00e8 soggetta alla legge dello spirito, e non ha in se stessa forza sufficiente per imporre al mondo la propria legge: se tradisce la propria missione, rivela a tutti la sua insufficienza, la sua limitatezza e il suo stesso limite intrinseco; se non altro, per ragioni meramente fisiologiche: quanto dura e si conserva, la bellezza, se non \u00e8 sostenuta da una forza spirituale? Ebbene, lo stesso ragionamento si pu\u00f2 fare per l&#8217;intelligenza umana: \u00e8 un ornamento superbo della nostra condizione, tuttavia non \u00e8 un valore in se stesso, ma solo uno strumento: lo strumento per avvicinarsi alla verit\u00e0. Se, da strumento, pretende di adorare se stessa, e di farsi adorare dagli altri; se pretende di stabilire da s\u00e9 che cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0, uscendo dai suoi limiti e ingannando il proprio statuto ontologico, finisce per rendersi ridicola, per precipitare dalle superbe altezze ove si era spinta, e per mostrare a tutti la miseria di una pretesa tanto superba quanto ingiustificata.<\/p>\n<p>Il rapporto tra fede e ragione \u00e8 stato chiarito in maniera esemplare dal massimo pensatore cristiano di tutti i tempi, san Tommaso d&#8217;Aquino: la ragione \u00e8 autonoma e ha le sue vie, ma non pu\u00f2 arrivare a comprendere tutto; essa \u00e8 solo una <em>ancilla<\/em>, una umile serva nei confronti della fede. E ne avessimo ancora di menti speculative come la sua, invece di tutti questi Teilhard, Rahner, De Lubac, K\u00fcng, Congar, Schillebeeckx, Kasper, seminatori d&#8217;innumerevoli errori perch\u00e9 dominati, dal primo all&#8217;ultimo, da una superbia tutta umana, da una pretesa tutta umana di aver capito il Vangelo pi\u00f9 e meglio di ogni precedente generazione, e perci\u00f2 di aver il dovere, e forse anche il diritto, di ri-orientare la Chiesa nel senso della &quot;vera&quot; comprensione della Parola di Dio. Che cosa faceva, invece, san Tommaso, quando non riusciva a trovare, nelle sue categorie razionali, le risposte ad alcuni interrogativi particolarmente ardui? Posava la penna sul foglio, correva in chiesa e si metteva a pregare e supplicare, ai piedi del Santissimo, affinch\u00e9 Dio gli rivelasse la sua santa Verit\u00e0. Stava l\u00ec, inginocchiato, se necessario tutta la notte (a proposito, qualcuno ha visto il signor Bergoglio inginocchiarsi davanti al Santissimo, qualche volta, e con lui tutti i suoi cardinali, vescovi e preti &quot;di strada&quot;, per non parlare dei suoi teologi e filosofi di riferimento?); abbracciava l&#8217;altare e continuava a domandare insistentemente a Dio che illuminasse la sua mente. E la sua mente, se ci \u00e8 concesso questo giudizio personale, funzionava forse meglio, e sapeva pensare pi\u00f9 in grande, di quanto non accada con i teologi della &quot;gloriosa&quot; stagione postconciliare. I quali, crediamo, saranno ricordati, nei secoli a venire, quando la Verit\u00e0 sar\u00e0 stata ristabilita e questo momento di confusione e sbandamento sar\u00e0 stato superato, cosa in cui crediamo fermamente, come i cattivi maestri che, ubriacatisi ai fumi della loro umana superbia, hanno svolto una pessima funzione nello spingere verso l&#8217;errore un numero incalcolabile di anime, e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave ancora, se possibile, nel voler spingere la Chiesa stessa fuori dal solco tracciato per lei dal Signore Ges\u00f9 Cristo. Ricordiamo le severe parole d&#8217;ammonimento di san Paolo ai cristiani della Galazia (<em>Galati<\/em>, 1, 6-10): <em>Mi meraviglio che cos\u00ec in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo.\u00a0In realt\u00e0, per\u00f2, non ce n&#8217;\u00e8 un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. \u00a0Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia an\u00e0tema!\u00a0L&#8217;abbiamo gi\u00e0 detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia an\u00e0tema!\u00a0Infatti, \u00e8 forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei pi\u00f9 servitore di Cristo!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spettacolo miserevole di confusione e di rilassatezza che caratterizza la vita della Chiesa ai nostri giorni, con un clero sempre pi\u00f9 temerario nel discostarsi dal<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,157,257,263,267],"class_list":["post-26533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-teologia","tag-verita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26533"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26533\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}