{"id":26530,"date":"2020-01-23T09:19:00","date_gmt":"2020-01-23T09:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/23\/la-psicopatologia-e-uninvenzione-del-potere\/"},"modified":"2020-01-23T09:19:00","modified_gmt":"2020-01-23T09:19:00","slug":"la-psicopatologia-e-uninvenzione-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/23\/la-psicopatologia-e-uninvenzione-del-potere\/","title":{"rendered":"La psicopatologia \u00e8 un&#8217;invenzione del Potere?"},"content":{"rendered":"<p>Nella seconda met\u00e0 del Novecento, come riflesso di una generale ondata di relativismo filosofico, di cui l&#8217;esistenzialismo \u00e8 stata la punta di diamante (non l&#8217;esistenzialismo concettualmente serio e moralmente impegnato di Kierkegaard, ma quello balordo e nichilista di Heidegger e pi\u00f9 ancora di Sartre), si \u00e8 diffusa una corrente di pensiero psicologico secondo la quale la malattia psichica non esiste. Partendo dalla contestazione dei manicomi (vedi Basaglia) e dalla critica spietata della societ\u00e0 oppressiva, desiderosa di controllare ogni cosa nella vita delle persone (Foucault), si \u00e8 giunti l\u00e0 dove nemmeno i pi\u00f9 strampalati, i pi\u00f9 deliranti personaggi di Pirandello, nei pi\u00f9 paradossali fra i suoi drammi teatrali, avrebbero mai osato spingersi: alla contestazione radicale del concetto stesso di psicopatologia e al suo rovesciamento. I fautori di questa posizione sostenevano che ad essere schizofrenica \u00e8 la societ\u00e0 e che, in un simile contesto, l&#8217;unica maniera di coltivare e proteggere la propria salute mentale \u00e8 quella di andare nella direzione opposta, ossia di assumere comportamenti e stili di vita &quot;folli&quot;, perch\u00e9 la vera saggezza, in un mondo di pazzi che non sanno di esserlo, \u00e8 quella di esser folli dal <em>loro<\/em> punto di vista. Esito estremo di una cultura relativista, ripetiamo: perch\u00e9 se tutto \u00e8 relativo, allora sono relativi anche i concetti di salute e malattia: e ci\u00f2, evidentemente, \u00e8 ancora pi\u00f9 vero per le malattie psichiche rispetto alle altre, perch\u00e9 in esse si pu\u00f2 meglio osservare la nefasta influenza esercitata da un ambiente sociale degenerato. E in effetti, l&#8217;etnopsichiatria ha avuto buon gioco, ad esempio, nel mostrare che comportamenti giudicati devianti in una certa cultura, appaiono invece come normali, o quantomeno accettabili, in un&#8217;altra; insomma, che ciascuna cultura ha una sua idea di cosa sia normale e cosa sia patologico a livello mentale: il che esclude la possibilit\u00e0 di giungere a una definizione e universale e condivisa, valida per tutte le culture, di cosa la malattia mentale in effetti sia.<\/p>\n<p>Scriveva lo psicoanalista ebreo-americano James Hillman (1926-2011), di tendenza junghiana, considerato un&#8217;autorit\u00e0 a livello mondiale, su questo argomento (da: <em>Re-visione della Psicologia<\/em>; titolo originale: <em>The Re-Visioning Psycholog<\/em>y, 1975; traduzione dall&#8217;inglese di Aldo Giuliani, Milano, Adelphi, 1983, pp.121-122 e 123-124):<\/p>\n<p><em>La NEGAZIONE ANARCHICA dice pi\u00f9 o meno cos\u00ec: le classificazioni sono delle convenzioni linguistiche derivati la loro autorit\u00e0 esclusivamente dal consenso degli esperti, dalla tradizione e dai libri di testo. Queste parole diventano parole di potere, parole politiche, parole di una casta sacerdotale psichiatrica. Sono modi per avvolgere i pregiudizi in un camice bianco, cos\u00ec da potere condannar impunemente certi stili politici, medici e culturali. Esse giovano a chi d\u00e0 i nomi e nuocciono a chi li riceve; sono importanti soltanto per coloro che vincono in quel gioco linguistico chiamato psicopatologia.<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre, poich\u00e9 le vere cause, le vere condizioni e i veri significati dei malesseri dell&#8217;anima sono sconosciuti e probabilmente inconoscibili, e poich\u00e9 tutti i nostri sistemi non sono niente altro che nomi che possiamo prendere e lasciare a volont\u00e0 &#8212; nomi usati in senso generale, ma che a un attento esame si riferiscono soltanto ai particolari essendo ciascun caso diverso dall&#8217;altro &#8212; perch\u00e9 mai, dichiarano questi nichilisti, avere una &quot;psicologia anormale&quot;? Tiriamo fuori il famoso rasoio filosofico di Occam e tagliamo via questo campo intrattabile. Togliamo di mezzo la psicopatologia una volta per tutte.<\/em>_3C/p>\n<p><em>Questa negazione trova rifugio nell&#8217;esistenzialismo. Trattiamo, esso dice, l&#8217;altra persona come fondamentalmente e rispettosamente altra, nella sua esistenza concreta. Le diagnosi debbono essere eliminate, perch\u00e9 non fanno altro che attirare una persona nella situazione esistenziale di malattia del dottore e in quella sua fantasia del futuro detta prognosi. Non ci sono nevrosi, soltanto casi; non ci sono casi, soltanto persone in situazioni. E allora, getta via tutto, parti dal nulla (&quot;nihil&quot;), sii semplicemente presente con semplice autenticit\u00e0, comunica, incontra. Sii aperto, usa l&#8217;intuizione &#8212; ma, innanzi tutto, consenti all&#8217;altro di esistere in qualsiasi stile dio vita, &quot;folle&quot; o &quot;sano&quot;, egli preferisce. Il confine tra follia e sanit\u00e0 che, situando alcuni eventi al di qua e altri al di l\u00e0, ha creato il campo della psicopatologia, \u00e8 una invenzione positivistica e non una realt\u00e0 esistenziale. Cos\u00ec parlano i nichilisti esistenziali. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ora gli impavidi fuorilegge del nichilismo, dell&#8217;anarchismo e dell&#8217;esistenzialismo abbondano in molti settori. In Francia c&#8217;\u00e8 Michel Foucault, il quale vede nella psicopatologia soprattutto il risultato del sistema di potere della societ\u00e0 strettamente connesso con la sua idea di ragione. Negli Stati Uniti c&#8217;\u00e8 Thomas Szasz, il quale si \u00e8 coraggiosamente battuto per denunciare i danni politici e sociali causati dalle classificazioni diagnostiche: &quot;Classificare il comportamento umano significa metterlo in prigione&quot;. Ne deriva, per alcuni, che liberare il comportamento umano significa abolire i termini psichiatrici e la psichiatria stessa. In Svizzera gli studi di Erwin Ackerknecht, brillante e rigoroso storico della medicina, hanno dimostrato il relativismo etnologico dei giudizi psichiatrici &#8212; ci\u00f2 che \u00e8 malato \u00e8 malato soltanto in questa societ\u00e0 e in questo periodo: i normali di un&#8217;epoca e di una cultura sono gli anormali di un&#8217;altra epoca e di un altro luogo. Spinto alle estreme conseguenze, questo relativismo potrebbe far concludere che se non esistono malattie mentali universalmente presenti, gli universali della psicopatologia svaniscono: resta solo un sacco vuoto detto &quot;psicopatologia&quot; in cui ciascuna societ\u00e0 rinchiude, per sbarazzarsene, alcuni suoi membri, colpevoli di esibire classi disapprovate di eventi psichici. Il sacco peraltro non ha in s\u00e9 alcun significato che vada oltre le occasioni che serve a contenere.<\/em><\/p>\n<p><em>Il pi\u00f9 estremista di tutti \u00e8 lo scozzese Ronald Laing, il quale capovolge l&#8217;intera questione e avanza l&#8217;ipotesi che la follia pu\u00f2 essere per molti versi migliore della sanit\u00e0, o \u00e8 forse un tentativo di sanit\u00e0 o la vera via che conduce alla sanit\u00e0, o \u00e8 addirittura sanit\u00e0 in un mondo insano rovesciando in tal modo il significato e l&#8217;importanza della psicopatologia. Proclamare con tanto vigore la positivit\u00e0 della psicopatologia, giungere addirittura a raccomandare lo stile schizofrenico come terapia, comporta un radicale spostamento del valore della psicopatologia, e qui dio la perdita del suo senso intrinseco. Laing trasferisce il fardello della follia schizofrenica dall&#8217;individuo alla societ\u00e0, dicendo ad esempio: &quot;Se la formazione si trova fuori rotta, l&#8217;uomo che \u00e8 veramente sulla &#8216;rotta giusta&#8217; deve lasciare la formazione&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il problema della psicopatologia resta; ha solo cambiato casa. Si prova, \u00e8 vero, un gran sollievo a poter dire: io sono sano in un mondo pazzo, invece che: io sono pazzo in un mondo sano. Ma si \u00e8 poi giunti con ci\u00f2 alla radice del problema? Resta sempre qualcosa che \u00e8 malato, che \u00e8 folle, anche se ora si torva &quot;l\u00e0 fuori&quot;e si chiama societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Sono osservazioni condivisibili, anche se noi, personalmente, non condividiamo il punto di vista generale, junghiano, dell&#8217;autore (pi\u00f9 insidioso perch\u00e9 falsamente spirituale, e quindi pi\u00f9 deleterio della psicanalisi freudiana che, almeno, si mostra in tutto il suo brutale materialismo). E tuttavia, forse bisognerebbe precisare meglio la questione: ad essere interrogata \u00e8 la psicopatologia, o la psichiatria? In altre parole: bisogna interrogarsi se la psicopatologia sia un&#8217;invenzione, o se lo sia la psichiatria: contestare la terapia non significa automaticamente negare che la malattia esista. Di fatto, questo ci sembra il pi\u00f9 ragionevole punto di partenza, a meno di voler andare contro il principio di realt\u00e0: <em>la malattia mentale esiste<\/em>, eccome. Si pu\u00f2 discutere quali ne siano i limiti, quali le cause, quali i criteri diagnostici; ma negare che esista, \u00e8 &#8212; veramente &#8211; cosa da folli. Dire che la societ\u00e0 produce la malattia mentale e subito dopo negare che la malattia mentale, in se stessa, esista, se non a livello verbale e convenzionale, \u00e8 intimamente contraddittorio: se una cosa non esiste, non c&#8217;\u00e8 nulla che la provochi, semplicemente perch\u00e9 quella cosa non esiste. Inoltre, sostenere che la societ\u00e0 malata fa impazzire gli individui significa reiterare l&#8217;aporia fondamentale di Rousseau: secondo il quale l&#8217;uomo \u00e8 libero e buono, eppure lo vediamo ovunque in catene, incattivito dai malefici influssi della societ\u00e0. Ma se l&#8217;individuo \u00e8 libero e buono, oppure se l&#8217;individuo \u00e8 sano, da dove nasce il fatto che la societ\u00e0 sia oppressiva, che sia malvagia, che sia intossicata? La societ\u00e0 non \u00e8 forse definita dagli individui che la compongono?<\/p>\n<p>I casi dunque sono due: o la malattia mentale non esiste, e allora la societ\u00e0 \u00e8 malata; o la malattia mentale esiste, e allora si tratta di vedere da dove essa nasce, fermo restando che non pu\u00f2 nascere dalla societ\u00e0 e trasferirsi all&#8217;individuo &#8211; o, almeno, non in tutti i casi che si registrano &#8212; come se la societ\u00e0 fosse una entit\u00e0 metafisica e preesistente agli individui; e, inoltre, che nessuno ha mai visto un individuo esistente indipendentemente dalla societ\u00e0, tranne forse i casi dei bambini selvaggi, allevati da lupi, orsi o scimmie, e quello (temporaneo) dei naufraghi costretti a vivere su un&#8217;isola disabitata, o degli ultimi soldati giapponesi che si nascondevano nella giungla per non farsi catturare, ignari che la guerra era finita da decenni. Ma la malattia mentale esiste, e le sofferenze che essa provoca sono estremamente reali: non dipendono, come afferma qualche sciocco seguace del nichilismo psichiatrico, dalla chiusura e dal pregiudizio degli altri, dei &quot;normali&quot;. Dunque, \u00e8 giusto e doveroso che esista una psichiatria che si propone di curarla. Altra cosa \u00e8 vedere se una tale disciplina pu\u00f2 assumere le vesti di una scienza vera e propria; e altra cosa ancora \u00e8 vedere se quel tipo di psichiatria che \u00e8 stata elaborata in Occidente nel corso degli ultimi cento anni abbia le carte in regola per svolgere come si deve la sua funzione. Purtroppo, vediamo spesso &#8212; il caso pi\u00f9 recente \u00e8 quello di Bibbiano &#8212; che una cattiva psichiatria pu\u00f2 esser posta al servizio di cattive istituzioni e provocare dei mali assai pi\u00f9 gravi di quelli che pretende di curare, e che talvolta arriva perfino ad inventarsi, al solo scopo di esercitare un potere. Quando un malefico sistema amministrativo si allea con la psichiatria malvagia, i danni che possono essere inferti alle persone, in quel caso ai bambini (e alle loro famiglie) sono gravissimi. Da ci\u00f2 non deriva, tuttavia, che qualsiasi psichiatria sia malvagia e che si debba diffidare di chiunque tenti di curare le malattie mentali: sarebbe come rifiutare la medicina per il fatto che alcuni cattivi medici agiscono cos\u00ec male sul paziente, da farlo morire invece di guarirlo. Per la stessa ragione sarebbe assurdo rifiutare la scuola, o la polizia, o la politica, o la magistratura, solo perch\u00e9 ci sono dei cattivi insegnanti, dei cattivi poliziotti, dei cattivi politici e dei cattivi giudici. D&#8217;altra parte, se il numero di costoro \u00e8 molto alto, allora si ha non solo il diritto, ma il dovere di domandarsi come mai ci\u00f2 avvenga: non \u00e8 affatto normale che la scuola sia dominata da cattivi insegnanti, la polizia da cattivi agenti, eccetera. Se ci\u00f2 accade, e vediamo ogni giorno che accade, allora bisogna dedurne che le principali istituzioni della nostra societ\u00e0 devono essere radicalmente riformate, in modo da tornare a svolgere una funzione utile, e non dannosa, per gli individui.<\/p>\n<p>Alla prima domanda, se la psichiatria ossa definirsi come una disciplina scientifica, rispondiamo di no, per la semplice ragione che ha a che fare con i mali dell&#8217;anima, che non sono misurabili e quantificabili come quelli del corpo. Inoltre, la psichiatria moderna rifiuta la nozione di anima, o al massimo l&#8217;ammette nel senso che le d\u00e0 Hillman, cio\u00e8 come sinonimo di coscienza spirituale dell&#8217;io, e per ci\u00f2 stesso non sar\u00e0 mai capace di aiutare efficacemente le persone che soffrono di disturbi mentali; \u00e8 gi\u00e0 tanto se non produce danni troppo gravi. Il discorso sarebbe vastissimo, e in parte lo abbiamo gi\u00e0 fatto in numerose precedenti occasioni: nessun male della mente \u00e8 solo della mente, cos\u00ec come nessun male del corpo \u00e8 solo del corpo; ma se si rifiuta la nozione di anima, riesce impossibile risalire alle vere sorgenti del male, che scaturiscono da uno squilibrio spirituale e morale, oltre che intellettuale. Semplificando al massimo il discorso, si pu\u00f2 dire che le malattie della psiche tradiscono una sofferenza dell&#8217;anima; e l&#8217;anima soffre quando \u00e8 costretta ad un tipo di vita che \u00e8 contrario alla sua natura. Perseguire ciecamente i piaceri, scansare i doveri, disprezzare la dimensione spirituale e il richiamo di Dio, artefice di tutto ci\u00f2 che esiste, sia nell&#8217;ordine naturale che in quello soprannaturale, significa vivere male, accumulare sofferenza e non disporre, poi, degli strumenti per uscirne. E con ci\u00f2 abbiamo risposto anche alla seconda domanda: finch\u00e9 la psichiatria rimane impostata in senso materialista, immanentista, laicista e irreligioso, essa non sar\u00e0 mai lo strumento utile di cui c&#8217;\u00e8 bisogno per offrire speranza a quanti ne sono colpiti. Per dirne una: la psichiatria moderna non vuol neanche sentir parlare di vessazioni, ossessioni e possessioni diaboliche: le considera residui di una mentalit\u00e0 totalmente superata. Ebbene, noi siamo convinti che una parte significativa delle malattie dell&#8217;anima, che si manifestano come malattie psichiche, hanno invece la loro origine in questo tipo di fenomenologia. La quale \u00e8 tanto pi\u00f9 frequente, quanto pi\u00f9 la societ\u00e0 moderna si va configurando in senso anticristiano, ossia come la Citt\u00e0 del Diavolo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella seconda met\u00e0 del Novecento, come riflesso di una generale ondata di relativismo filosofico, di cui l&#8217;esistenzialismo \u00e8 stata la punta di diamante (non l&#8217;esistenzialismo concettualmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[130],"class_list":["post-26530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-esistenzialismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26530"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26530\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}