{"id":26529,"date":"2007-07-15T06:29:00","date_gmt":"2007-07-15T06:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/15\/una-forma-di-magia-nera-la-psicanalisi\/"},"modified":"2007-07-15T06:29:00","modified_gmt":"2007-07-15T06:29:00","slug":"una-forma-di-magia-nera-la-psicanalisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/15\/una-forma-di-magia-nera-la-psicanalisi\/","title":{"rendered":"Una forma di magia nera: la psicanalisi"},"content":{"rendered":"<p><em>Non diciamo nulla di particolarmente originale quando affermiamo chela psicanalisi \u00e8 una forma di magia nera. Lo avevano gi\u00e0 osservato studiosi del calibro di Ren\u00e9 Gu\u00e9non e, pi\u00f9 recentemente, diIvan Illich e Jean Osipovici. Quel che merita di essere sottolineato \u00e8 la conseguenza implicita in una tale affermazione: lo psicanalista evoca delle forze oscure di cui non sa assolutamente nulla; peggio, che crede di conoscere ma sono tutt&#8217;altro da quanto egli crede. Le conseguenze sono terribili, per il paziente e anche per l&#8217;analista; anzi, per l&#8217;analista forse ancor pi\u00f9 che per il paziente. In effetti, si tratta di una forma di possessione da parte delle forze infere; e, se si pensa che, oggi, milioni e milioni di persone si sottopongono alla psicanalisi credendo di trovare un sollievo ai loro tormenti, mentre invece si consegnano a un male irrimediabile, si pu\u00f2 facilmente comprendere quale immensa minaccia questa pseudo-scienza rappresenti per la salute spirituale della societ\u00e0 contemporanea.<\/em><\/p>\n<p>Ci sia consentito citare per esteso una pagina de <em>La scienza oscurantista<\/em> di Jean Osipovici (Milano, Rusconi, 1968, pp. 134-140), singolare figura di filosofo e psichiatra francese la cui vita \u00e8 stata tutta una battaglia per affermare la visione di una scienza non materialista, aperta alla trascendenza e alla complessit\u00e0 spirituale del soggetto umano.<\/p>\n<p><em>&quot;(&#8230;)la limitazione che fissa il rapporto terapeuta-malato su un piano non spirituale lo trasforma in rapporto paziente-carceriere. La conclusione \u00e8 evidente: non possono sussistere in questa relazione interpersonale che zone oscure, campi propizi a conflitti interminabili, estenuanti e senza via d&#8217;uscita. Ci\u00f2 spiega l&#8217;effetto antiterapeutico, quasi inevitabile per il suo stesso meccanismo, della cura psicanalitica. La quale insidiosamente conduce nel corso dei mesi e degli anni a stringere, tra paziente e carceriere, uno strano rapporto sado-masochista. Il rito stesso del trattamento suscita reminiscenze di bassa cerimonia religiosa. L&#8217;officiante, suo malgrado talvolta, si fregia degli attributi d&#8217;una funzione quasi magica.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nell&#8217;ascesi spirituale compare il concetto di scala. &#8216;Il momento in cui un uomo che cerca la via incontra un uomo che la conosce, \u00e8 chiamato<\/em> la prima soglia [o*<em> il primo gradino. <\/em>A partire da questo incomincia<em> la scala. <\/em>Tra la &#8216;vita&#8217; e la &#8216;via&#8217;, c&#8217;\u00e8 la &#8216;scala&#8217;. Soltanto attraverso la &#8216;scala&#8217; l&#8217;individuo pu\u00f2 incamminarsi sulla &#8216;via&#8217;: Egli sale la &#8216;cala con l&#8217;aiuto della sua guida; non pu\u00f2 salirla da solo. La<em> via <\/em>incomincia in cima alla<em> scala<\/em>; ossia dopo l&#8217;ultimo<em> gradino <\/em>o l&#8217;ultima<em> soglia<\/em>, a un livello ben pi\u00f9 alto della vita ordinaria (Ouspensky). Come in tutto ci\u00f2 che si muove, accade inevitabilmente che l&#8217;aspirante dubiti delle proprie forze, della giustezza della sua scelta, anche dei poteri del maestro. Ma a differenza della terapia analitica, \u00e8 teso nello sforzo l&#8217;elevazione che la<em> scala <\/em>gli impone e non si ritrova prigioniero delle buie e angosciose giravolte del<em> labirinto <\/em>psicanalitico.*<\/p>\n<p><em>&quot;Ci si pu\u00f2 anche domandare se il trattamento non consista in una interminabile operazione di<\/em> magia nera. <em>Per chi conosce bene l&#8217;argomento, la magia nera poggia su due fattori principali:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;a) la possibilit\u00e0 illimitata di agire sulle debolezze umane;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;b) l&#8217;utilizzazione di persone &#8211; qualunque sia lo scopo proposto: egoistico o altruistico &#8211; senza che i soggetti in questione ne siano a conoscenza, e senza che possano neppure intravedere dove questa presa di possesso pu\u00f2 portarli.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La guarigione ricercata attraverso la manipolazione dell&#8217;ambiente e dello scenario \u00e8 uno degli atti tradizionali della medicina, tristemente trasfiguratosi in questo secolo XX. Lo psicanalista obbedisce &#8211; lo voglia o no &#8211; al mimetismo d&#8217;un ruolo simbolico che il metodo analitico imprime alle relazioni interpersonali, con conseguenze di totale dipendenza da parte del paziente, quotidianamente osservabili.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Abbiamo incontrato, durante le nostre ricerche psico-fisiologiche, centinaia di psicanalizzati, la cui cura era per alcuni durata quattro anni, con rovina del patrimonio familiare.<\/em> Nessuno <em>si \u00e8 dichiarato guarito. &#8216;La magia bianca della medicina tradizionale, che sosteneva gli sforzi del paziente per guarire, \u00e8 divenuta magia nera&#8217;, constata coraggiosamente Illich in<\/em> Nemesi medica<em>; e pi\u00f9 avanti aggiunge: &#8216;Le pratiche mediche diventano<\/em> magia nera <em>quando, invece di mettere in moto i poteri di autoguarigione del malato, lo trasformano in spettatore inerte e mistificato della propria cura. Le pratiche mediche diventano un<\/em> culto morboso <em>quando s&#8217;identificano con riti che concentrano in s\u00e9 tutto ci\u00f2 che il malato attende dalla scienza e ai suoi funzionari, , invece d&#8217;incoraggiarlo a cercare un&#8217;interpretazione creativa del proprio stato o a trovare un esempio degno d&#8217;ammirazione in certi esseri &#8211; morti a tempo o a lui vicini &#8211; che hanno imparato a soffrire. Le pratiche mediche aggravano la malattia con una<\/em> degradazione morale <em>quando esse isolano il malato&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;assurdit\u00e0 della pseudo-scienza moderna si rivela nel fatto di non capire esattamente a che cosa si applica; mentre il suo modo di operare , senza la minima base culturale qualifiata da un&#8217;antica tradizione ,mette continuamente in moto elementi il cui carattere sottile le sfugge. Lo psicanalista &#8211; apprendista stregone del secolo XX &#8211; maneggia cos\u00ec in modo irresponsabile forze di cui ignora la precisa natura.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 sintomatico constatare che Freud studia il Super-io, ma il<\/em> Supercosciente. <em>Al contrario, dedica le sue cure pi\u00f9 attente a ci\u00f2 che stagna nei bassifondi dell&#8217;uomo, il<\/em> Subconscio &#8211; <em>serbatoio d&#8217;entit\u00e0 nocive. Ora il sondaggio retrogrado dei ricordi \u00e8 un genere d&#8217;intervento particolarmente pericoloso, visto che porta a perforare una zona d&#8217;oblio mediante la punta affilata della rievocazione. La propulsione verso il basso, che distrugge l&#8217;inerzia protettrice che copre il subconscio, provoca un fenomeno di contro-illuminazione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il paziente, a causa di quest&#8217;apertura insidiosamente socchiusa e da quel momento mai richiusa, si trova alla merc\u00e9 degli influssi malefici che l&#8217;invadono. La maggior parte dei casi di<\/em> possessione <em>provengono dalla lenta ascesa di quest&#8217;<\/em>acqua putrida<em>, fatta di rifiuti che il filtro della coscienza aveva respinto per timore di contaminazione. La maggior parte dei malati affetti da psicosi sono in realt\u00e0 degli aspiranti alla possessione, che la psicanalisi finisce di trasformare in posseduti veri e propri. In termini esoterici, voler far passare nella coscienza ci\u00f2 che deve restare nel subconscio in virt\u00f9 d&#8217;una difesa naturale dell&#8217;organismo, \u00e8 non solo gettare &#8216;acqua sul fuoco&#8217;, ma rischiare di paralizzare il superiore riportando l&#8217;inferiore al suo livello; ossia &#8216;spegnere per sempre il fuoco&#8217;. Ma la pseudoscienza che preferisce l&#8217;oscurit\u00e0 dogmatica al riconoscimento dell&#8217;occulto, rifiuta d&#8217;abbandonare la sua dimensione rassicurante, artificialmente razionale, tradendo cos\u00ec il fine stesso della scienza autentica, per la quale nessun campo \u00e8 proibito. Colui che decide di progredire sulla strada giusta deve adoperarsi coraggiosamente per sostituire alla ragione chiusa, quantitativa,<\/em> una ragione aperta, <em>qualitativa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In merito alle falsificazioni che la terapia freudiana trae con s\u00e9., tre ultime osservazioni s&#8217;impongono:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;1. Lo psicanalista, per definizione, rivolge le sue cure a un essere umano in stato di turbamento e di debolezza, preda tanto pi\u00f9 facile di ogni sovversione dello psichismo inferiore: a differenza dello Yoga, la cui pratica \u00e8 di pertinenza solo d&#8217;individui equilibrati, infiammati da un0&#8217;alta esigenza, gi\u00e0 impegnati sulla via della spiritualit\u00e0. A questo proposito, segnaliamo la funesta attivit\u00e0 di quelle scuole di Yoga che fioriscono un po&#8217; dovunque in Occidente per motivi di lucro, e che servono da rifugio soprattutto a esseri angosciati incapaci di adattamento, tormentati da nevrosi diverse.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;2. Esaminare i sogni ordinari attraverso una vasta gamma d&#8217;interpretazioni non pu\u00f2 portare che a un<\/em> falso simbolismo <em>privo di quei contenuti superumani che, soli, rendono autentici i simboli. In realt\u00e0, per ignoranza o per incapacit\u00e0 di risalire alle fonti, le considerazioni psicanalitiche dei sogni portano alla ribalta solo l&#8217;infraumano nei suoi aspetti pi\u00f9 degradanti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;3. Sottolineiamo infine un&#8217;esigenza significativa dell&#8217;incongruit\u00e0 antinomica del trattamento: l&#8217;obbligo per chi voglia diventare psicanalista d&#8217;essere egli stesso prima psicanalizzato. \u00c8 riconoscere al candidato, per praticare, la necessit\u00e0 di una trasformazione contro natura. L&#8217;operazione che, come s&#8217;\u00e8 visto, ha per risultato di scacciare lo spirituale a vantaggio dello psichismo inferiore, \u00e8 un atto di magia nera &#8211; parodia della scienza vera -, realizzandosi la trasmissione iniziatica in maniera subalterna, senza il sostegno di alcuna conoscenza del divino. E l&#8217;aspirante analista, per avere ciecamente seguito questa &#8216;via a ritroso&#8217;, si ritrova<\/em> dall&#8217;altro lato della vita, <em>quello sbagliato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Aggiungiamo che lo psicanalizzato &#8211; medico o paziente che sia &#8211; se riesce a sottrarsi a un certo punto della cura alle forze nefaste a cui \u00e8 stato irresponsabilmente consegnato, ne porter\u00e0 quanto meno, per il resto dei suoi giorni, il segno indelebile. E questo si manifester\u00e0 attraverso una mente dai contorni divenuti rigidi. A questo proposito Ren\u00e9 Gu\u00e9non osserva acutamente che non bisogna confondere la terapia freudiana con la &#8216;discesa agli Inferi&#8217; iniziatica, sperimentata dai grandi poeti e dai mistici: &#8216;Nella<\/em> discesa agli inferi<em>, l&#8217;essere esaurisce definitivamente certe possibilit\u00e0 inferiori per potersi elevare poi agli stati superiori; nella<\/em> caduta nel pantano, <em>le possibilit\u00e0 inferiori s&#8217;impadroniscono invece di lui, lo dominano e finiscono per sommergerlo completamente.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In conclusione, si ha il diritto di domandarsi se si debba disperare della psichiatria. Non lo crediamo, perch\u00e9 esiste una terapia salvatrice situata al polo opposto della scienza moderna.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;la psicanalisi considera la condizione del malato mentale come definita dalla sua storia personale. Immaginiamo il paziente che risale il corso del tempo, alla ricerca di tutti gli incidenti che hanno potuto ferirlo, delle vergogne che ha lasciato dietro le spalle, delle debolezze, delle vilt\u00e0 ricacciate nell&#8217;oblio&#8230; Davanti a queste realt\u00e0 svelate, che egli non pu\u00f2 negare N\u00e9 disconoscere, l&#8217;infelice diviene consapevole di trovarsi nella trappola d&#8217;una situazione senza uscita e perci\u00f2 senza aspettative,<\/em> perch\u00e9 non si pu\u00f2 rifare il proprio passato. <em>Lo psicanalista ha ottenuto il bel risultato di costringere il suo paziente a<\/em> rifiutarsi ogni perdono.<\/p>\n<p><em>&quot;la sola terapia positivamente rinnovatrice \u00e8 quella che permette al malato mentale, cancellando il carattere distruttivo di ci\u00f2 che \u00e8 stato, di volgersi con decisione all&#8217;avvenire; e a questo scopo<\/em> obbligarlo a operare sul presente. <em>Come? Adoperandosi a<\/em> rivitalizzare <em>l&#8217;essere che soffre, restituendogli la pace e l&#8217;equilibrio, suscitando in lui la speranza, eliminando pazientemente angosce, autopunizioni, false pieghe dell&#8217;anima; facendone un essere nuovo per il quale la vita comincia fin d&#8217;ora con possibilit\u00e0 intatte. Condurre il paziente ad affrontare l&#8217;esistenza, vuol dire innanzitutto attrarlo<\/em> ad operare su se stesso. <em>Scoprir\u00e0 allora che il presente contiene in germe le determinazioni future, e che i problemi del momento hanno il loro giusto valore.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Nella cosiddetta terapia psicanalitica, quindi, lo psicanalista &#8211; che a sua volta \u00e8 un posseduto &#8211; opera come uno stregone che evoca dallo psichismo inferiore del paziente le forze pi\u00f9 basse e distruttive, con grave pericolo per entrambi e con la certezza di infliggergli, nel migliore dei casi, delle ferite nell&#8217;anima che solo il tempo potr\u00e0 poi, parzialmente, lenire, ma non pi\u00f9 cancellare. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9, nella prospettiva freudiana, non c&#8217;\u00e8 il minimo spazio per la dimensione spirituale dell&#8217;uomo (per non parlare del divino), quindi la discesa nelle tenebre dell&#8217;inconscio \u00e8, propriamente parlando, una evocazione di forze oscure dalle quali, poi, non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile liberarsi, restando esse imprigionate nell&#8217;io cosciente senza alcuna catarsi e senza alcuna redenzione. Allo stesso modo nelle forme maldestre e superficiali dello Yoga, &#8211; allorch\u00e9 esso sia inteso come mera pratica salutistica o genericamente &#8216;liberatoria&#8217;, il pericolo \u00e8 quello di evocare forze assai potenti che si annidano nei recessi dell&#8217;io &#8211; il magico serpente Kundalini &#8211; che solo in una superiore prospettiva iniziatica ed ascetica possono svolgere una funzione positiva, altrimenti esse svolgeranno un ruolo non dissimile da quello di una incauta evocazione demoniaca, possedendo letteralmente l&#8217;incauto apprendista stregone.<\/p>\n<p>Benvenuto Cellini, singolare figura di artista-avventuriero nella Roma del XVI secolo, narra nella sua autobiografia come un giorno, con un prete siciliano esperto di magia, partecip\u00f2 a una evocazione di forze diaboliche nel Colosseo, di notte, all&#8217;interno del cerchio magico. L&#8217;esperienza fu sconvolgente perch\u00e9 le presenze si rivelarono molto pi\u00f9 numerose di quelle evocate e, a un certo punto, sembrarono sul punto di voler penetrare entro il cerchio magico e fare a pezzi gli imprudenti. Per tutta la notte assediarono il cerchio, mente il prete, battendo i denti dalla paura, alimentava il fuoco e pronunciava formule per indurre i demoni ad allontanarsi. Solo all&#8217;alba l&#8217;assedio fin\u00ec; ma un assistente di Cellini giur\u00f2 di aver visto ancora due demoni che continuavano a seguirli, correndo lungo i tetti delle case, quasi non rassegnandosi a versi sfuggire la preda. Ebbene, lo psicanalista si comporta in modo analogo a Benvenuto Cellini e a quel prete-mago siciliano: evoca forze di cui non sa nulla e mette a repentaglio la sua anima e quella del paziente, senza possedere alcuno strumento che gli consenta di trasformare o di elaborare quelle forze nell&#8217;unico piano di realt\u00e0 ov&#8217;esse potrebbero venire dissolte: quello spirituale.<\/p>\n<p>Su una cosa soltanto non possiamo concordare con Josipovici, e cio\u00e8 sull&#8217;affermazione che riportare a galla il pantano dello psichismo inferiore non pu\u00f2 che nuocere, per il fatto che <em>non si pu\u00f2 rifare il proprio passato.<\/em> Al contrario, la forma pi\u00f9 alta dell&#8217;Opera alchemica consiste proprio nella trasmutazione del passato al fine di restaurare l&#8217;equilibrio interiore dell&#8217;uomo e di insignorirlo di tutte le sue facolt\u00e0 psichiche le quali, a causa di traumi ed errori pregresse, poco alla volta gli si sono rivoltate contro. Egli, cio\u00e8, deve trasformare le energie vibrazionali negative in positive, il che \u00e8 possibile a determinate condizioni, prima delle quali <em>innalzare l&#8217;anima dal piano di esistenza fenomenico a quello noumenico<\/em>, ossia delle realt\u00e0 in s\u00e9, sottratta alle contingenze spazio-temporali in cui, per l&#8217;ordinario, siamo immersi come rane nello stagno. \u00c8 questo che intende J. H. Reyner nel <em>Diario di un moderno alchimista<\/em> (Torino, MEB, 1976, pp. 113-114 e 117-118).<\/p>\n<p><em>&quot;Se io faccio un viaggio fino ad una localit\u00e0 vicina, molti oggetti compaiono ai miei occhi e scompaiono man mano che procedo; il luogo e gli edifici della mia destinazione nasceranno miracolosamente dal nulla e, alla partenza, spariranno. Eppure io non credo che essi siano stati creati al momento del mio viaggio e che cessino di esistere quando me ne vado.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La stessa cosa accade per gli oggetti e gli eventi del mondo fenomenico, che vengono materializzati dal transito della coscienza. Non sono che l&#8217;apparenza in termini di tempo di cause non manifeste del mondo noumenico, che esistono sia prima sia dopo il passaggio della coscienza specifica che le ha messe in atto.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In particolare, tutti gli eventi e le esperienze della mia vita sono manifestazioni di un complesso di possibilit\u00e0 che esiste in permanenza nel mondo noumenico. Questo complesso forma il mio tempo-corpo e mi appartiene da sempre e per sempre, anche se le esperienze fisiche che ne derivano vengono archiviate nel &#8216;passato&#8217;.<\/em> [&#8230;]<\/p>\n<p><em>&quot;Possiamo ora introdurre l&#8217;aspetto pi\u00f9 significativo e affascinante del tempo-corpo, e cio\u00e8 che esso pu\u00f2 essere modificato. Se vado a fare una passeggiata in campagna posso prendere diverse strade: posso tenermi sulla via principale, come posso vedere una zona pi\u00f9 interessante su un lato, magari in salita, e quando trovo il passaggio adatto posso esplorarla. Pu\u00f2 darsi che io scopra cos\u00ec un sentiero fra i prati del quale non conoscevo l&#8217;esistenza e decida di seguire questa via fin da principio, la prossima volta. Esistono innumerevoli possibilit\u00e0 (anche se non illimitate). La stessa libert\u00e0 di movimento esiste nel mondo noumenico, dove ci sono colline e valli, altipiani e paludi dove il transito della coscienza pu\u00f2 prendere vie diverse. Non solo, ma la strada pu\u00f2 cambiare in qualsiasi momento, per evitare le zone pi\u00f9 fangose e prendere un sentiero pi\u00f9 pulito. Stiamo parlando per analogia, necessariamente, ma per inferenza si pu\u00f2 comprendere che in qualunque punto del tempo-corpo un livello di coscienza diverso attuer\u00e0 possibilit\u00e0 diverse entro il disegno eterno, per cui il tempo-corpo ne risulter\u00e0 cambiato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il nostro pensiero normale dar\u00e0 di questo concetto un&#8217;interpretazione limitata al futuro, perch\u00e9 ci \u00e8 facile comprendere come un comportamento pi\u00f9 cosciente possa cambiare il corso della vita. Il concetto di tempo-corpo ha invece un significato molto pi\u00f9 profondo perch\u00e9, come abbiamo appena detto, si presta ad essere modificato in qualunque suo punto e tale modifica pu\u00f2 riguardare quelle esperienze che sono state attuate in &#8216;passato&#8217;. Abbiamo visto che i livelli superiori di coscienza (che possediamo ma normalmente non usiamo) godono di una certa libert\u00e0 di movimento entro il mondo reale e perci\u00f2 possono riattivare una qualsiasi parte del tempo-corpo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Di questa idea esistono varie interpretazioni. La teoria della ricorrenza (&#8230;) sostiene che si pu\u00f2 rivivere l&#8217;intera vita, ma in questo modo bisogna attendere la morte per ricominciarla da principio, mentre invece \u00e8 possibile tentare l&#8217;impresa<\/em> fin d&#8217;ora. <em>Come ho detto, i livelli superiori di coscienza hanno una certa libert\u00e0 di movimento entro il mondo reale, e ad ogni evento prende parte pi\u00f9 di una coscienza. Un &#8216;avvenimento&#8217; viene creato al transito della coscienza cosmica (che crea il tempo d&#8217;orologio), ma le manifestazioni psicologiche che lo accompagnano sono create dal transito della coscienza individuale che rende attuali e concrete alcune possibilit\u00e0 accessorie esistenti nel mondo noumenico. Il tempo-corpo contiene perci\u00f2 almeno due fili intrecciati.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il filo individuale pu\u00f2 attraversare livelli diversi ed in effetti il suo percorso \u00e8 tortuoso perch\u00e9 anche in condizioni normali il livello della coscienza non \u00e8 costante ma varia continuamente. Nella stessa persona i momenti di ansia o di emozioni negative si alternano a momenti pi\u00f9 distaccati o addirittura di auto-consapevolezza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In stato di maggiore consapevolezza, il tempo-corpo pu\u00f2 essere visto nel suo insieme e si pu\u00f2 cominciare ad eliminare alcune delle deviazioni del &#8216;passato&#8217; e addirittura tracciare un cammino di livello superiore. Ci\u00f2 \u00e8 possibile perch\u00e9 le possibilit\u00e0 materializzate in precedenza non sono stabilite irrevocabilmente, ma possono essere modificate.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Con buona pace di san Tommaso d&#8217;Aquino, il quale pensava che neanche Dio &#8211; in tutta la sua onnipotenza &#8211; potrebbe far s\u00ec che le cose accadute non siano accadute (<em>Summa Theologiae,<\/em> Parte I, Quest. XXV, art. 4), \u00e8 dunque impresa difficilissima, ma non assolutamente impossibile, <em>modificare il proprio passato.<\/em> Ma chi possieda la forza e gli strumenti per realizzare un&#8217;opera cos\u00ec straordinaria, quasi agli estremi confini delle possibilit\u00e0 umane, certamente non andr\u00e0 a distendersi sul lettino di uno stregone-psicanalista. Non lui, quindi, subir\u00e0 qualche danno dalle incaute evocazioni della pseudo-scienza freudiana, ma la persona comune che si rivolge al terapeuta credendo di ricevere un aiuto alle proprie sofferenze, aprendogli le oscurit\u00e0 pi\u00f9 tenebrose della propria anima. A tutti costoro bisognerebbe rivolgersi con le parole di Minosse a Dante (<em>Inferno,<\/em> V, 19-20):<\/p>\n<p><em>guarda com&#8217;entri e di cui tu ti fide;<\/em><\/p>\n<p><em>non t&#8217;inganni l&#8217;ampiezza de l&#8217;intrare!<\/em><\/p>\n<p>Parole che potrebbero applicarsi, in verit\u00e0, non solo alla psicanalisi, ma a tutto l&#8217;edificio imponente e malsicuro della moderna pseudo-scienza che, dal tardo XVI secolo ad oggi &#8211; principalmente ad opera di Francesco Bacone, Galilei, Cartesio e Newton &#8211; si \u00e8 arrogantemente posta fra noi e la verit\u00e0 del cosmo vivente in cui abitiamo, fra la nostra anima e l&#8217;<em>anina mundi<\/em> di cui siamo parte pi\u00f9 o meno consapevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non diciamo nulla di particolarmente originale quando affermiamo chela psicanalisi \u00e8 una forma di magia nera. 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