{"id":26527,"date":"2019-01-14T06:15:00","date_gmt":"2019-01-14T06:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/14\/la-prima-cosa-da-fare\/"},"modified":"2019-01-14T06:15:00","modified_gmt":"2019-01-14T06:15:00","slug":"la-prima-cosa-da-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/14\/la-prima-cosa-da-fare\/","title":{"rendered":"La prima cosa da fare"},"content":{"rendered":"<p>Che la cosa ci piaccia o no, siamo cittadini del terzo millennio, cio\u00e8 siamo inseriti nelle strutture politiche, sociali, economiche, finanziarie, culturali e religiose di questo particolare momento storico. Se esse ci piacciono, se sono di nostro gusto, se soddisfano ragionevolmente i nostri bisogni e promettono di soddisfare le nostre aspettative, allora non c&#8217;\u00e8 alcun problema: potete smettere di leggere queste righe e passare a fare qualcos&#8217;altro. Vuol dire che siete nel posto giusto e nel momento giusto. Se, invece, avete la sensazione, e anche qualcosa di pi\u00f9 di una semplice sensazione, di essere nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, allora bisogna che vi facciate qualche domanda. La vostra insoddisfazione e la vostra inquietudine nascono da fattori puramente soggettivi, oppure sono oggettivi, cio\u00e8 sono determinate da fattori esterni e riguardano anche moltissime altre persone, oltre a voi? Fra i vostri amici e conoscenti, fra i vostri colleghi e concittadini, e persino tra i vostri familiari e le persone a voi pi\u00f9 vicine, ce ne sono altre che condividono lo stesso tipo di malessere, la stessa frustrazione e la stessa convinzione che qualcosa non sia come dovrebbe essere? Nel primo caso, cio\u00e8 nel caso che si tratti di un disagio tutto vostro, dovuto al vostro carattere, alla vostra condizione individuale, a ragioni personali e contingenti, perch\u00e9 avete perso il posto di lavoro, oppure vostra moglie se n&#8217;\u00e8 andata, o vostro figlio si droga, eccetera, allora avete bisogno di chiarire a fondo le ragioni psicologiche della vostra sofferenza, magari con l&#8217;aiuto di un&#8217;altra persona, e, nei casi pi\u00f9 gravi, se cio\u00e8 state sprofondando nella depressione, avete bisogno anche di una vera e propria assistenza medica e psichiatrica. Il nostro consiglio \u00e8 che non vi mettiate nelle mani di quegli stregoni e praticanti della magia nera che sono gli psicanalisti; ma del resto, fate come credete: ogni malato si sceglie il medico nel quale ha maggiore fiducia. Ovviamente potete anche non scegliere nulla, non fare nulla, e aspettare che le cose si aggiustino da s\u00e9: pu\u00f2 essere una strategia valida; ma solo se il vostro male non \u00e8 penetrato troppo in profondit\u00e0 e solo se il tipo di vita che conducete vi offre naturalmente delle occasioni di auto-guarigione. Se, viceversa, siete arrivati alla conclusione che la vostra inquietudine, il vostri disagio, il vostro senso di estraniamento e d&#8217;impotenza non dipendono da voi; se pensate che in voi non ci sia nulla che non va, ma che il problema sia esterno a voi, e abbia a che fare con i meccanismi della societ\u00e0 odierna, ebbene anche in questo caso \u00e8 necessario fare una distinzione. Si tratta di vedere, infatti, se il vostro giudizio \u00e8 corretto: cosa non facile da capire, finch\u00e9 vi confrontate solo con voi stessi. La differenza fra un giudizio esatto e un giudizio errato, quando il senso di estraniamento rispetto alla realt\u00e0 esterna \u00e8 molto forte, e persino totale, \u00e8 difficile da valutare: chi ne garantisce la correttezza, se colui che giudica e colui che viene giudicato sono la stessa persona? Se uno crede di essere Napoleone, i casi sono due: o lo \u00e8 davvero, o non lo \u00e8. Se lo \u00e8, ma capita in un manicomio, gli daranno del pazzo; se non lo \u00e8, saranno i savi a dargli del pazzo: ma in entrambi i casi lui ripeter\u00e0 la stessa cosa, di essere <em>realmente<\/em> Napoleone.<\/p>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 brutti, pi\u00f9 angosciosi e pi\u00f9 ingiusti &#8211; se cos\u00ec possiamo dire, nel senso che urta maggiormente contro il senso innato della giustizia &#8212; della modernit\u00e0, \u00e8 che le categorie del vero e del falso tendono a liquefarsi e a scambiarsi i ruoli, grazie al relativismo imperante ed eretto a sistema (tirannico) del giudizio, o meglio del non-giudizio. <em>Chi sono io per giudicare?<\/em>, si sente dire sempre pi\u00f9 spesso, anche da autorevolissimi pulpiti. Pare che giudicare sia diventata un&#8217;azione nefanda, della quale vergognarsi; invece \u00e8 l&#8217;azione pi\u00f9 giusta e necessaria di tutte. La vita si basa sul giudizio, dal principio alla fine: niente giudizio, niente vita. Noi tutti, per esempio, giudichiamo che nascere sia meglio che non nascere, e facciamo dei figli (o meglio, li facevamo); che sapere qualcosa sia meglio che non saper nulla, e studiamo; che lavorare sia meglio che vivere chiedendo l&#8217;elemosina o rubando, e cerchiamo un lavoro; che lasciar vivere sia meglio che togliere la vita, e ci asteniamo dall&#8217;omicidio; e cos\u00ec via. E tuttavia ci troviamo a vivere in una societ\u00e0 e in una cultura che sembrano detestare il giudizio e che, nello stesso tempo, hanno preso una direzione nella quale non ci riconosciamo, che non ci piace, che non ci convince, che forse ci fa persino orrore. Ecco; se questo \u00e8 il vostro caso, allora proviamo a riflettere su quel che pu\u00f2 fare una persona che si accorge di trovarsi in una situazione di questo genere.<\/p>\n<p>Ora, qual \u00e8 la prima cosa da fare, se ci si rende conto di non avere in s\u00e9 niente che non va, ma di trovarsi a vivere in una societ\u00e0 che ha molte, troppe cose che non vanno; in una societ\u00e0 che \u00e8 profondamente malata; in una societ\u00e0 pressoch\u00e9 invivibile, cio\u00e8 dominata da meccanismi che producono <em>necessariamente<\/em> un abbrutimento, una perdita di umanit\u00e0, un senso crescente d&#8217;isolamento, di rimpicciolimento, di alienazione? Ebbene, la prima cosa da fare \u00e8 questa: resistere alla tentazione di colpevolizzarsi; rifiutare il ricatto del: <em>se non ti adatti come gli altri \u00e8 solo colpa tua, perch\u00e9 gli altri stanno benissimo<\/em>; riaffermare, contro il relativismo, il proprio diritto a giudicare, e precisamente a giudicare stupido ci\u00f2 che \u00e8 stupido, volgare ci\u00f2 che \u00e8 volgare, menzognero ci\u00f2 che \u00e8 menzognero, anche se pare che tutti, o quasi tutti, trovino che le cose stupide siano intelligenti, che le cose volgari siano gradevoli e che le menzogne siano altrettante, sacrosante verit\u00e0. In alte parole, bisogna vincere, ma all&#8217;incontrario, il complesso di Napoleone; e se qualcuno venisse a chiederci, con aria di sfida, forte del fatto di essere in numerosa compagnia, mentre noi siamo praticamente soli: <em>Ma tu chi credi di essere, Napoleone?<\/em>, a costui bisogna rispondere come si merita: <em>Tu l&#8217;hai detto; io sono proprio Napoleone<\/em>. Lui voleva dire chi ci crediamo di essere, e come ci permettiamo di crederci nel giusto, se apparteniamo a una piccolissima minoranza, mentre tutti gli altri dicono, pensano e fanno il contrario di noi; e noi gli facciamo capire di non avere alcuna soggezione, alcun complesso d&#8217;inferiorit\u00e0; perch\u00e9 deve sentirsi a disagio non chi \u00e8 solo, o in piccola compagnia, rispetto a chi appartiene a un esercito numeroso, ma chi \u00e8 nella falsit\u00e0, nella stupidit\u00e0 e nella volgarit\u00e0, anche se \u00e8 talmente immerso nella menzogna da non rendersene neppure conto. Questo, semmai, \u00e8 il problema: se valga la pena di stare a discutere con gli idioti, con i cialtroni e con i bugiardi di professione o per vocazione. E la risposta \u00e8 <em>no<\/em>, in linea di massima; solo se \u00e8 in ballo qualcosa d&#8217;immediato e di molto importante ci si pu\u00f2 provare; ma sapendo in partenza che \u00e8 perfettamente inutile. Naturalmente, comportandosi cos\u00ec, si passa per dei presuntuosi, dei superbi, degli arroganti; non fa nulla: chi \u00e8 che lo pensa?, della gente che non vale nulla. Bisogna temere il giudizio delle persone di valore, delle persone oneste, delle persone coerenti e sincere; non quello degl&#8217;imbecilli e dei cialtroni.<\/p>\n<p>Di fatto, oggi il potere mondiale \u00e8 detenuto da una minuscola oligarchia di plutocrati dell&#8217;alta finanza che manovra, direttamente o indirettamente, i governi, l&#8217;economia, l&#8217;informazione, la sanit\u00e0, la cultura, eccetera. Prendiamo il caso della sanit\u00e0. Perch\u00e9 un certo governo decide improvvisamente, che tutti i bambini devono sottoporsi a un determinato vaccino, o magari a una decina di vaccini obbligatori? E perch\u00e9 la stampa e la televisione dicono, all&#8217;unisono, che \u00e8 giusto cos\u00ec, e che opporre resistenza significa esporre a dei gravi rischi non solo i propri figli, ma tutti i bambini che frequentano un asilo o una scuola? E perch\u00e9 medici, intellettuali, magistrati, si affrettano a rincarare la dose, dipingendo come irresponsabili e quasi come criminali quelli che esprimono dubbi e perplessit\u00e0? Da dove vengono tanto unanimismo, tanto tempismo, tanta solidariet\u00e0? E come mai quasi nessuno, fra quelli che contano, a cominciare dal legislatore, cio\u00e8 dai membri del parlamento, fa mai le domande scomode? Perch\u00e9 non chiedono prove, statistiche, fatti oggettivi, che dimostrino sia la necessit\u00f2 della vaccinazione obbligatoria, sia il rispetto dei normali procedimenti scientifici e precauzionali per attestare l&#8217;assenza di pericoli ed effetti collaterali per i bambini che vengono vaccinati? Abbiamo fatto un esempio fra cento, fra mille: nel totalitarismo plutocratico mascherato da democrazia, pare che il popolo sia effettivamente sovrano e che tutto quello che avviene, avvenga su richiesta o con il consenso dei cittadini elettori. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Se i cittadini sono ridotti a una mandria di pecore che non ragionano pi\u00f9, che hanno subito il lavaggio del cervello, che si preoccupano solo di frivolezze insulse e nocive, come procurarsi l&#8217;ultimo modello di telefonino e passarci la giornata attaccati, e questo, magari, fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, allora <em>non<\/em> \u00e8 vero che viviamo in democrazia e, comunque, non \u00e8 vero che tutto quanto avviene, avviene con il consenso o su richiesta dei cittadini. \u00c8 vero, al contrario, che quasi tutte le decisioni importanti avvengono sulla testa della gente comune, ridotta al ruolo di consumatrice passiva e di cavia per esprimenti diabolici, che vanno dall&#8217;educazione, alla salute, all&#8217;economia, alla formazione intellettuale, alla stessa fede religiosa.<\/p>\n<p>Naturalmente tutto questo pu\u00f2 sembrare eccessivo, paranoico, e infatti questo \u00e8 ci\u00f2 che si sente dire dagli altri colui che ne parla: <em>sei paranoico; sei un complottista<\/em>. &quot;Complottista&quot; \u00e8 diventato un insulto, una parola che si adopera per screditare completamente qualcuno. Chi crede ai complotti \u00e8 un paranoico, non merita alcuna fiducia da parte del pubblico. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la tirannide plutocratica, controllano l&#8217;informazione, la stampa, la televisione e il cinema, controlla il linguaggio: e ci\u00f2 le consente di bollare in positivo o in negativo qualsiasi cosa, qualsiasi azione, qualsiasi pensiero, qualsiasi domanda, qualsiasi concetto. La potenza di ricatto detenuta dai Padroni del Discorso \u00e8 cos\u00ec grande che la maggior parte delle persone, a cominciare dai sedicenti intellettuali, cedono senza neanche provare combattere: tale \u00e8 la paura di essere bollati, ad esempio, come &quot;complottisti&quot;, perch\u00e9 ci\u00f2 scredita totalmente una persona, la esclude dai salotti buoni della televisione, la emargina dalla politica, in breve ne fa un lebbroso, evitato da tutti. E siccome viviamo in una societ\u00e0 dove per esistere bisogna apparire, non c&#8217;\u00e8 spauracchio pi\u00f9 minaccioso di questo: pur di non essere &quot;oscurati&quot;, pur di non essere allontanati dai posti di visibilit\u00e0, e quindi di prestigio, le persone, oggi, si presterebbero a qualsiasi cosa, per quanto assurda e umiliante, anche a giurare che brillano le stelle a mezzogiorno, o che si muore di caldo al Polo Sud. Pertanto bisogno capire che la radice di tutti i problemi \u00e8 l&#8217;io: la smania dell&#8217;io di avere, di apparire, di essere ammirato: \u00e8 sul ricatto dell&#8217;io che si basa tutta l&#8217;impalcatura della tirannide plutocratica. Il problema \u00e8 che, in una cultura cos\u00ec degradata, le persone sono quasi tutte ricattabili: non riescono neanche a immaginare di poter essere tagliate fuori, messe da parte, relegate in un angolo. Non sanno che bastare a se stessi, essere autonomini, \u00e8 la premessa per essere liberi: perch\u00e9 solo chi sa bastare a se stesso non \u00e8 ricattabile; mentre chi ha bisogno dell&#8217;approvazione altrui, dell&#8217;applauso altrui, chi ha la smania di &quot;fare carriera&quot;, e sia pure con furbizie e prostituzioni, di passare davanti agli altri, di essere sotto la luce dei riflettori, sar\u00e0 sempre ricattabile; sar\u00e0 sempre possibile ottenere da lui che dica ci\u00f2 in cui non crede, che si faccia zelante servitore di una &quot;verit\u00e0&quot; imposta dall&#8217;alto, e avente il solo scopo di addomesticare e manipolare le coscienze. Lo spettacolo desolante di quanti operano nei mass-media, ai nostri giorni, \u00e8 sin troppo eloquente: non dicono quel che pensano, ma quel che prevede il copione loro imposto, e che sono ben lieti di seguire, visto che da esso dipende la loro permanenza nei posti di massima visibilit\u00e0 mediatica. Non occorre far nomi; ci siamo gi\u00e0 capiti. Del resto, basta dare un&#8217;occhiata alle tabelle con i compensi per i principali giornalisti radiotelevisivi e si vedr\u00e0 che la retribuzione \u00e8 tanto maggiore quanto pi\u00f9 grandi sono le menzogne che ci s&#8217;incarica di diffondere.<\/p>\n<p>Certo, bisogna abituarsi a sentirsi accusare di superbia. <em>A sentirsi dire: Chi credi di essere, per criticare il presidente della Repubblica?<\/em>, se fate notare che il Presidente non dovrebbe fare politica, deve essere l&#8217;arbitro della vita democratica, mentre dire che l&#8217;Unione Europea \u00e8 irrinunciabile, o che l&#8217;accoglienza dei &quot;profughi&quot; \u00e8 un dovere, equivale a fare propaganda politica, perch\u00e9 il Presidente non ha giurato fedelt\u00e0 all&#8217;Europa, e nemmeno ai popoli africani, ma alla Repubblica italiana e al suo popolo, Cos\u00ec pure, bisogna abituarsi a sentirsi dire: <em>Chi credi di essere, per criticare cos\u00ec il papa?<\/em>, perch\u00e9 avete detto che un papa che non parla quasi pi\u00f9 del Dio di Ges\u00f9 Cristo, ma solo di questioni politiche; un papa che non predica la conversione, ma dice che tutte le fedi vanno bene, e che ogni fede \u00e8 un valore e che il voler convertire gli altri al Vangelo di Ges\u00f9 \u00e8 <em>una solenne sciocchezza<\/em>, non parla da papa, n\u00e9 da sacerdote, n\u00e9 da cattolico. Eppure \u00e8 evidente che avete ragione voi che i vostri dubbi sono giustificati, che la vostra indignazione \u00e8 pienamente condivisibile &#8211; beninteso, se si possiede ancora un minimo di onest\u00e0 intellettuale. Certo che, se un normale cittadino ha motivo di non sentirsi rappresentato dal suo Presidente neppure sulle cose fondamentali su cui si regge il concetto di cittadinanza italiana, e se un cattolico ha, purtroppo, degli eccellenti motivi per pensare che il &quot;suo&quot; papa e molti cardinali e vescovi non interpretano affatto in maniere fedele il loro ruolo di campioni del cattolicesimo, c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va per il suo verso; anzi, ci sono moltissime cose che non vanno. Vuoi vedere che il trucco c&#8217;\u00e8 e che si vede benissimo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la cosa ci piaccia o no, siamo cittadini del terzo millennio, cio\u00e8 siamo inseriti nelle strutture politiche, sociali, economiche, finanziarie, culturali e religiose di questo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-26527","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26527"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26527\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}