{"id":26518,"date":"2022-06-19T04:40:00","date_gmt":"2022-06-19T04:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/19\/la-pluralita-del-reale-e-solo-unillusione\/"},"modified":"2022-06-19T04:40:00","modified_gmt":"2022-06-19T04:40:00","slug":"la-pluralita-del-reale-e-solo-unillusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/19\/la-pluralita-del-reale-e-solo-unillusione\/","title":{"rendered":"La pluralit\u00e0 del reale \u00e8 solo un&#8217;illusione?"},"content":{"rendered":"<p>Meister Eckhart (1260-1317\/18) e Nicola Cusano (1401-1464) hanno esercitato un influsso profondo sulla cultura filosofica e religiosa tedesca ed europea: grazie a loro ha ripreso vigore l&#8217;idea che esiste una contraddizione insanabile fra la realt\u00e0 conoscibile dalla ragione umana, che \u00e8 dualistica, e la realt\u00e0 vera, la sfera del divino, che \u00e8 unitaria. In altre parole, da loro, e specialmente dal secondo, si \u00e8 diffusa l&#8217;idea che il sapere umano \u00e8 illusorio, perch\u00e9 si fonda su mere apparenze: e sappiamo che tale idea verr\u00e0 codificata da Kant, con la liquidazione della cosa in s\u00e9 e la conoscenza diretta unicamente al fenomeno; mente Hegel, da pare sua, riprender\u00e0 la dottrina di Cusano della <em>coincidentia oppositorum<\/em> per formulare il superamento dialettico della tesi e dell&#8217;antitesi, in una sintesi superiore.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che la dualit\u00e0 del reale \u00e8 foriera di un sapere illusorio, e che gli opposti, in ultima analisi, coincidono, perch\u00e9, come dice Cusano, il massimo del sapere coincide con il minimo, in quanto la massima quantit\u00e0 e la minima quantit\u00e0, a confronto con la verit\u00e0 infinita, sono ugualmente insignificanti e pressoch\u00e9 nulli?<\/p>\n<p>Per sviluppare una nostra riflessione, prendiamole mosse da una pagina del filosofo e storico della filosofia Heinz Heimsoeth (1886-1975), che fu docente a Marburgo, a K\u00f6nigsberg e infine a Colonia, sua citt\u00e0 natale, tratta dal suo libro <em>I grandi temi della metafisica occidentale<\/em> (titolo originale: <em>Die sechs grossen Themen der abendl\u00e4ndischen Methaphysik<\/em>, 1954; traduzione dal tedesco di Francesco Moiso, Milano, Ugo Mursia &amp; C., 1973, pp. 42-44):<\/p>\n<p><em>L&#8217;esperienza quotidiana del reale, in cui noi ci troviamo e agiamo, con la sua pluralit\u00e0, molteplicit\u00e0 e opposizione, e la cos\u00ec rara, impossibile a fissarsi durevolmente, illuminazione dell&#8217;uomo che \u00e8 alla ricerca di Dio, con cui egli penetra nell&#8217;unit\u00e0 priva di opposizioni, stanno ancora accostate nella vita umana, secondo la visione che ne ha Eckhart, sono del tutto prive di mediazione, e non v&#8217;\u00e8 un ponte che conduca dall&#8217;una all&#8217;altra. Tutte le facolt\u00e0 dell&#8217;anima, le sue &quot;potenze&quot;, non sono in grado di condurla al di l\u00e0 dell&#8217;apparente scissione; esse rimangono costantemente relegate in una condizione di insufficienza. Non solo le potenze inferiori, quelle sensibili, la cui attivit\u00e0 anzi si esplica nel disperderci in uno stato di frammentazione, ma anche quelle superiori, le potenze supreme, rimangono irretite nell&#8217;opposizione, Perfino la pi\u00f9 pura ragione, che pur genera unit\u00e0, rimane ancora nella duplicit\u00e0, nel fronteggiarsi di un conoscente e di un conosciuto; cos\u00ec anche la pi\u00f9 nobile volont\u00e0, il pi\u00f9 alto amore, per quanto in essi possa essere intimamente sentito il contatto, per quanto ardentemente possa essere bramata l&#8217;unione, rimangono costretti in questa ineliminabile tensione di io e tu, uomo e Dio, soggetto e essere. Con le sue &#8216;potenze&#8217; l&#8217;anima non perviene alla vera unit\u00e0. Solamente quando l&#8217;uomo allontana da s\u00e9 non solo desiderio, percezione, sensibilit\u00e0, ma anche ogni volere, amare e conoscere spirituale, quando egli si raccoglie nel pi\u00f9 profondo dell&#8217;anima, e, separato profondamente dal mondo, morto alle proprie forze, lascia splendere la &quot;piccola scintilla&quot; e lascia consumare da essa il proprio io, solo allora egli accede all&#8217;unione mistica con Dio, allora asce per lui l&#8217;unit\u00e0 senza opposizione: egli e Dio sussistono come una sola e indivisa cosa. Tutto ci\u00f2 che le potenze dell&#8217;animo avevamo abbracciato nella pluralit\u00e0, ci\u00f2 che doveva essere abbandonato e trascurato, si ritrova ora in una sola volta nella pienezza dell&#8217;unit\u00e0, fuso, del tutto unito a questa anima &#8216;separata&#8217; che \u00e8 ascesa alla divinit\u00e0. Perdere il mondo per guadagnarlo: non si possono contrapporre le due vie cos\u00ec indicate, e la cui sconosciuta unit\u00e0 viene qui ancora presupposta, pi\u00f9 crudamente di quanto abbia fatto Eckhart.<\/em><\/p>\n<p><em>Una grave aporia si apre qui, nella vita come nel pensiero. L&#8217;uomo rimane prigioniero della pluralit\u00e0 anche con le sue potenze pi\u00f9 nobili e profonde: a queste, non meno che tutto ci\u00f2 che \u00e8 sensibile e frammentario, egli deve volgere le spalle se vuole giungere all&#8217;unit\u00e0. Cos\u00ec sembra pronunziata una sentenza di morte anche per il pensiero: se ogni scienza per propria natura coglie solo ci\u00f2 che \u00e8 diviso e impregnato d&#8217;apparenza, null&#8217;altro in conclusione che la percezione sensibile e l&#8217;esperienza quotidiana, se la stessa filosofia, la conoscenza della ragion, rimane radicalmente schiava della dualit\u00e0 e non pu\u00f2 mai rintracciare alcunch\u00e9 della vera unit\u00e0, \u00e8 allora vero che ogni ricercare \u00e8 privo di valore. Concetto e parola, fondazione e dimostrazione sono nulli, debbono ammutolire per fare luogo alla sola estasi mistica.<\/em><\/p>\n<p><em>Il ponte viene qui gettato da Nicol\u00f2 Cusano, tra i seguaci di Eckhart il pi\u00f9 propriamente filosofo, con la sua dottrina della &quot;docta ignorantia&quot;, dl sapiente non-sapere. In ogni caso l&#8217;intelletto (&quot;ratio&quot;), raccogliendo realt\u00e0 sperimentate, comparando, traendone concetti, misurando le cose l&#8217;una con l&#8217;altra, rimane legato a ci\u00f2 che \u00e8 dato dai sensi, e pertanto insolubilmente irretito nella pluralit\u00e0 e nell&#8217;opposizione. Di per s\u00e9 sola la scienza intellettuale non \u00e8 un sapere del vero essere, che \u00e8 uno; pertanto \u00e8 un non-sapere. Ci\u00f2 non significa tuttavia che ogni conoscenza sia alfine senza valore, sia da abbandonare, che si debba &quot;perdere&quot; il mondo volgendogli la schiena, spegnendo i sensi e l&#8217;intelletto e disprezzando il loro vedere e ricercare. Infatti tra questo intelletto e l&#8217;ineffabilit\u00e0 dell&#8217;unione con Dio agisce una forza superire dello spirito che MEDIA tra di loro e fa s\u00ec che anche la conoscenza della molteplicit\u00e0 acquisti senso e valore per ogni ricerca ultima nei confronti dell&#8217;essere-uno, di Dio.<\/em> <em>La ragione (in Nicol\u00f2 &quot;intellectus&quot;) \u00e8 infatti conscia che il sapere del singolare \u00e8 un non-sapere. Certo essa non possiede mai la totalit\u00e0: Eckhart aveva veduto giusto ritenendo che la&quot;massima eguaglianza&quot;, che non contiene pi\u00f9 differenza da nulla, la identit\u00e0 totale, stia al di l\u00e0 di qualsiasi concetto. Tuttavia la ragione si solleva al di sopra di ogni conoscenza della pluralit\u00e0 mediante il suo sapere del non-sapere di questa, e tende verso ci\u00f2 che \u00e8 senza pluralit\u00e0. Ora, questa non \u00e8 solo un&#8217;isolata ammonizione a non prendere per definitivi l&#8217;intelletto e le sue affermazioni, un semplice isolato accenno alla altrimenti inaccessibile unione mistica con Dio, ma tutta la rigorosit\u00e0 del concetto, conducono da tutti i contenuti del sapere di ci\u00f2 che \u00e8 singolare all&#8217;unit\u00e0 attraverso la pluralit\u00e0, dagli opposti al loro convergere, alla coincidenza. La linea retta e la linea curva coincidono totalmente, quando il raggio di questa sia pensato come infinitamente grande. Cos\u00ec accade con movimento e riposo, con tutte le opposizioni che attraversano la realt\u00e0: solo nel finito i membri si escludono l&#8217;un l&#8217;altro: nella perfetta unit\u00e0 tutto coincide.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una strana pretesa, quella di Meister Eckhart e di Nicol\u00f2 Cusano, che non dovrebbe esserci un&#8217;antinomia insolubile tra il finito e l&#8217;infinito, il terreno e il divino. O meglio, \u00e8 strano il loro continuo lamentarsi che tale differenza ontologica si riverberi sul piano della conoscenza, e che pertanto &#8212; essi dicono &#8211; il sapere umano \u00e8 solo un non sapere, un sapere di saper poco pi\u00f9 che nulla. Strana, perch\u00e9 nessuno meglio di un pensatore cristiano dovrebbe sapere che la differenza ontologica implica necessariamente e logicamente una distonia gnoseologica; che qualunque sapere umano, anche il pi\u00f9 rigorosamente razionale, \u00e8 solo un balbettio sconnesso in confronto alla maestosa, abbagliante realt\u00e0 di Dio. Ma questo che cosa significa? Che senso ha lamentarsi di questo fatto e vederlo quasi come una maledizione, o comunque una sorta di condanna? Niente affatto: la ragione \u00e8 la ragione, signora della conoscenza terrena; e se essa, applicandosi alle cose contingenti, non conduce ad alcuna certezza definitiva quanto all&#8217;assoluto, non vi \u00e8 il bench\u00e9 minimo motivo di stupore o di amarezza, semmai il contrario: \u00e8 la conferma che esiste una differenza fra il Creatore e le creature, compresa la creatura razionale che \u00e8 l&#8217;uomo, e che tale differenza va accettata pienamente, con tutte le sue conseguenze. Essi dicono: <em>s\u00ec, ma in questo modo non riusciamo a giungere all&#8217;Uno.<\/em> E dunque? Chi vi ha detto che Tutto \u00e8 uno? Plotino, forse, ma non Ges\u00f9 Cristo. Niente affatto: Dio \u00e8 Dio e il mondo \u00e8 il mondo; e le creature, che sono parte del mondo, non formano una cosa sola con Dio, sono altra cosa, bench\u00e9 da Lui provengano e a Lui siano chiamate a ritornare. Per cui si pu\u00f2 dire che tutto sar\u00e0 Uno, quando il mondo verr\u00e0 ricapitolato in Dio; ma non \u00e8 vero che Tutto \u00e8 uno <em>gi\u00e0 adesso<\/em>.<\/p>\n<p>Come scrive san Paolo nella <em>Prima lettera ai Corinzi<\/em> (26-28):<\/p>\n<p><em>26<strong>\u00a0<\/strong>L&#8217;ultimo nemico ad essere annientato sar\u00e0 la morte,\u00a027\u00a0perch\u00e9\u00a0ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Per\u00f2 quando dice che ogni cosa \u00e8 stata sottoposta, \u00e8 chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.\u00a028<strong>\u00a0<\/strong>E quando tutto gli sar\u00e0 stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sar\u00e0 sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perch\u00e9 Dio sia tutto in tutti.<\/em><\/p>\n<p>Infatti non solo gli uomini, ma tutte le cose create, attendono la redenzione di Cristo affinch\u00e9 divengano una cosa sola, come dice ancora san Paolo in un passo famoso e assai suggestivo della <em>Lettera ai Romani<\/em> (8, 19-23):<\/p>\n<p><em>9<strong>\u00a0<\/strong>La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;\u00a020<strong>\u00a0<\/strong>essa infatti \u00e8 stata sottomessa alla caducit\u00e0 &#8211; non per suo volere, ma per volere di colui che l&#8217;ha sottomessa &#8211; e nutre la speranza\u00a0<strong>21<\/strong>\u00a0di essere lei pure liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione, per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio.\u00a022\u00a0Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto;\u00a023\u00a0essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l&#8217;adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia non si deve confondere quello che sar\u00e0 il compimento dei tempi, quando Dio chiamer\u00e0 a s\u00e9 tutte le cose, ricapitolando l&#8217;intera storia umana in Ges\u00f9 Cristo, e ci\u00f2 che si verifica ora, con la netta e ontologica distinzione fra i due ordini di realt\u00e0. Pretendere di giungere alla visione dell&#8217;Uno significa voler abolire la differenza fra creatura e Creatore: \u00e8 un immenso peccato di superbia, e in ci\u00f2 sia Eckhart, sia Cusano somigliano pi\u00f9 agli gnostici e, per certi aspetti, ai maghi medievali, che a dei veri cristiani, perch\u00e9, in quanto tali, dovrebbero adeguarsi alla volont\u00e0 di Dio. La quale \u00e8 chiarissima: <em>Venite a me voi tutti<\/em>, dice Ges\u00f9 Cristo; e non dice: <em>Voi che siete gi\u00e0 in me, fondetevi con Me, perch\u00e9 Io e voi siamo una cosa sola<\/em>. Ma quando mai? Ci\u00f2 non sarebbe cristianesimo: ci\u00f2 sarebbe platonismo, gnosticismo, cabalismo, panteismo e Dio sa che altro; ma non cristianesimo, assolutamente.<\/p>\n<p>Il problema della conoscenza, che a Cusano appare quasi insolubile, tanto da spingerlo a cercare un <em>escamotage<\/em> nella dottrina della &quot;dotta sapienza&quot; per salvare il salvabile, dopo aver affermato chiaramente che tutto ci\u00f2 che possiamo sapere \u00e8 semplicemente un non-sapere, \u00e8 a ben guardare nient&#8217;altro che un falso problema. \u00c8 evidente che l&#8217;uomo, nella dimensione della vita terrena, non pu\u00f2 conoscere in senso assoluto, perch\u00e9 non pu\u00f2 conoscere Dio: ma quando mai gli \u00e8 stato chiesto di sapere quel che non pu\u00f2 sapere? Il cristiano sa che Dio, in se stesso, \u00e8 inconoscibile; ma tutta la sua fede si fonda su Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 il Dio che si fa conoscere (<em>chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em>: <em>Gv<\/em> 14,9), e che l&#8217;ha fatto nella maniera pi\u00f9 esplicita e clamorosa: facendosi uomo, pur conservando in tutto la propria natura divina, e accettando di essere messo a morte per mano degli uomini, per amor loro.<\/p>\n<p>Per usare ancora le parole di san Paolo nel suo memorabile discorso ai filosofi greci riuniti ad ascoltarlo nell&#8217;Areopago di Atene (<em>At<\/em> 17,22-31):<\/p>\n<p><em>22<strong>\u00a0<\/strong>Allora Paolo, alzatosi in mezzo all&#8217;Are\u00f2pago, disse:<\/em> <em>\u00abCittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli d\u00e8i.\u00a023\u00a0Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un&#8217;ara con l&#8217;iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio.\u00a024<strong>\u00a0<\/strong>Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ci\u00f2 che contiene, che \u00e8 signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell&#8217;uomo\u00a0<strong>25<\/strong>\u00a0n\u00e9 dalle mani dell&#8217;uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che d\u00e0 a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.\u00a026\u00a0Egli cre\u00f2 da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perch\u00e9 abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l&#8217;ordine dei tempi e i confini del loro spazio,\u00a027<strong>\u00a0<\/strong>perch\u00e9 cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, bench\u00e9 non sia lontano da ciascuno di noi.\u00a028\u00a0In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto:<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 di lui stirpe noi siamo.29\u00a0Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinit\u00e0 sia simile all&#8217;oro, all&#8217;argento e alla pietra, che porti l&#8217;impronta dell&#8217;arte e dell&#8217;immaginazione umana.\u00a030\u00a0Dopo esser passato sopra ai tempi dell&#8217;ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi,\u00a031<strong>\u00a0<\/strong>poich\u00e9 egli ha stabilito un giorno nel quale dovr\u00e0 giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Tutto questo non significa in alcun modo svalutare la conoscenza umana che viene dalla ragione naturale. Gli uomini non sono spiriti disincarnati: hanno un corpo e vivono in mezzo alla realt\u00e0 del mondo. La ragione naturale \u00e8 una cosa buona, anzi eccellente, perch\u00e9 \u00e8 il dono divino che fa la differenza fra l&#8217;uomo e gli altri esseri viventi, che non la possiedono. \u00c8 evidente pertanto che Dio desidera che l&#8217;uomo ne faccia uso, il miglior uso possibile, per cercare la verit\u00e0: e la Verit\u00e0 in definitiva \u00e8 Dio stesso. Pertanto il giusto atteggiamento dell&#8217;uomo \u00e8 quello di utilizzare al massimo la propria ragione naturale per capire ci\u00f2 che aiuta a trovare, in Dio, il fine al quale l&#8217;uomo \u00e8 ordinato. E questo \u00e8 l&#8217;atteggiamento di san Tommaso d&#8217;Aquino, grandissimo filosofo e grandissimo mistico. In una prospettiva sana, non c&#8217;\u00e8 contraddizione fra le due cose, la via razionale e la via mistica. Dopo aver dedicato l&#8217;intera vita a cercare la verit\u00e0 con lo strumento della ragione, egli ebbe una visione soprannaturale, in seguito alla quale non volle scrivere pi\u00f9 nulla, perch\u00e9, come disse, tutto il suo sapere non era che paglia in confronto alla splendente Verit\u00e0 divina. In quella visione egli ud\u00ec una voce che gli diceva: <em>Bene hai scritto di me, Tommaso; quale ricompensa desideri avere?<\/em> Al che egli rispose: <em>Nient&#8217;altro che Te, Signore<\/em>. Come dire: il sapere umano \u00e8 lodevole in se stesso, ma a paragone della visione della realt\u00e0 assoluta, chi non desidererebbe rinunciare a quello per avere questa?<\/p>\n<p>Tuttavia, ripetiamo, Dio \u00e8 Dio, e l&#8217;uomo \u00e8 uomo: non esiste unit\u00e0 fra il Creatore e le creature; le creature sono e restano solamente creature. Perci\u00f2, finch\u00e9 esister\u00e0 la dimensione terrena, il dualismo non \u00e8 illusione, ma realt\u00e0. Quando i veli cadranno, le creature vedranno il Creatore faccia a faccia: e allora troveranno la risposta ad ogni loro domanda.<\/p>\n<p>Ancora san Paolo (<em>1 Cor.<\/em> 13,11-12):<\/p>\n<p><em>11\u00a0Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.\u00a012<strong>\u00a0<\/strong>Poich\u00e9 ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscer\u00f2 pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meister Eckhart (1260-1317\/18) e Nicola Cusano (1401-1464) hanno esercitato un influsso profondo sulla cultura filosofica e religiosa tedesca ed europea: grazie a loro ha ripreso vigore<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[153,173],"class_list":["post-26518","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26518"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26518\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}