{"id":26515,"date":"2017-12-10T06:17:00","date_gmt":"2017-12-10T06:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/10\/la-pietra-che-fu-scartata-e-ora-testata-dangolo\/"},"modified":"2017-12-10T06:17:00","modified_gmt":"2017-12-10T06:17:00","slug":"la-pietra-che-fu-scartata-e-ora-testata-dangolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/10\/la-pietra-che-fu-scartata-e-ora-testata-dangolo\/","title":{"rendered":"La pietra che fu scartata \u00e8 ora testata d&#8217;angolo"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo Ges\u00f9 \u00e8 &quot;la pietra che, scartata da voi, costruttori, \u00e8 divenuta testata d&#8217;angolo&quot;<\/em>: cos\u00ec dice san Pietro, parlando ai capi del popolo e agli anziani dei Giudei, del divino Maestro, dopo la sua Morte e Resurrezione, per spiegare chi sia Colui del quale stanno predicando, lui e gli altri Apostoli, il Lieto Annuncio (<em>At<\/em>., 4, 11); riecheggiando, a sua volta, una frase di Ges\u00f9 stesso, il quale aveva detto, parlando di s\u00e9 e della sua missione: <em>Non avete forse letto questa Scrittura: &quot;La pietra che i costruttori hanno scartata, \u00e8 diventata testata d&#8217;angolo&quot;?<\/em> (<em>Mc<\/em>., 12, 10; cfr. <em>Lc<\/em>., 20, 17), richiamandosi al <em>Salmo<\/em> 117, 22, che dice appunto: <em>la pietra scartata dai costruttori \u00e8 divenuta testata d&#8217;angolo<\/em>.<\/p>\n<p>Conosciamo un vecchio sacerdote, non diocesano, che svolge egregiamente la sua missione di ministro di Dio e che, nella sua beata semplicit\u00e0, non sa quasi nulla di svolte antropologiche, ermeneutiche della continuit\u00e0 o della discontinuit\u00e0, accompagnamento dei fratelli e discernimento dei peccati, anche se \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora di grande beneficio per non poche anime di persone che, spinte sino al limite dell&#8217;abbandono della pratica religiosa dal pessimo andazzo della neochiesa modernista, stavano per recidere ogni legame con la Chiesa di Cristo, non per rifiuto di Cristo, ma per una ormai raggiunta, totale insofferenza nei confronti di questo neoclero eretico e semi-protestante, che, con arroganza ogni giorno crescente, spaccia le sue discutibili iniziative per moneta buona, cio\u00e8 per autentica liturgia e per autentica dottrina della Chiesa cattolica. Ebbene, questo santo uomo, che non si \u00e8 mai curato di astuzie e di ruffianerie con le quali, anche nella Chiesa, sovente si fa carriera, anzi, che \u00e8 stato perfino imprigionato, e sia pure per pochi giorni, sotto la falsa accusa di circonvenzione d&#8217;incapace, dalla solita donna giudice di sinistra, non desiderosa d&#8217;altro che togliersi la soddisfazione di sbattere in gattabuia un prete settantenne e un paio di suore poco pi\u00f9 giovani di lui, in questa Italia dove in gattabuia ci vanno a finire, e pure quelli assai di rado, solo assassini, mafiosi e criminali incalliti, questi sacerdote, da giovane, aveva faticato non poco per essere ordinato prete. Non perch\u00e9 avesse poca vocazione; al contrario, ne aveva, si fa per dire, sin troppa. E forse era proprio questo il problema. Gi\u00e0 allora, cio\u00e8 qualche anno <em>prima<\/em> del Concilio Vaticano II, la Chiesa si stava riempiendo a dismisura di furbi, di arrivisti, di cinici calcolatori; e si stava rapidamente svuotando di vocazioni autentiche, frutto di un vero cammino di conversione a Dio. Sta di fatto che giovani pieni di zelo e ardore di carit\u00e0, come il nostro amico, non avevano, con ci\u00f2 stesso, credenziali sufficienti per essere accolti con favore in seminario; specie se di estrazione sociale modesta, provenienti da una famiglia contadina numerosa e timorata, ma senza appoggi n\u00e9 raccomandazioni. Per giunta, il nostro amico non aveva troppa simpatia per i libri difficili, per il greco e il latino, nonch\u00e9 per le materie scientifiche; e la preparazione culturale di un sacerdote, allora, era molto, molto pi\u00f9 esigente che non sia oggi. Pi\u00f9 di una volta i superiori gli dissero di lasciar perdere, di tornare alle sue mucche; pi\u00f9 di una volta lo umiliarono e gli fecero capire che era tropo zuccone per poter diventare un bravo sacerdote. E lui, niente. Si era innamorato del Signore Ges\u00f9, aveva deciso di essere prete e non era disposto a cedere, a nessun patto; neanche davanti alle frequenti mortificazioni.<\/p>\n<p>Sta di fatto che, alla fine, \u00e8 riuscito a essere ordinato sacerdote; e adesso lo \u00e8 da quasi mezzo secolo. Solo i suoi padri spirituali lo avevano compreso, consolato e incoraggiato; tutti gli atri professori del seminario avevano fatto del loro meglio per riempirlo di complessi, per smontarlo e fargli perdere la vocazione. Non c&#8217;erano riusciti, per\u00f2; alla fine, l&#8217;aveva spuntata lui, contro i foschi pronostici di tutti. Viceversa, certi suoi colleghi tanto apprezzati e lodati, certi seminaristi intelligenti e gran lettori di libri, pi\u00f9 tardi si sono spretati, sono passati a tutt&#8217;altre faccende, salvo che la Chiesa continua a chiamarli e li invita a scrivere sui giornali di area cattolica, per esempio in qualit\u00e0 di psicologi: figuriamoci, uno spretato che scrive dei pezzi per le riviste cattoliche, pontificando, dall&#8217;alto della sua rinuncia all&#8217;impegno solenne che aveva assunto volontariamente, su quanto sia importane, nella vita, sapersi prendere le proprie responsabilit\u00e0, saper vedere chiaro entro se stessi. Cos\u00ec va il mondo, cos\u00ec vanno le cose anche nella Chiesa. E se andavano cos\u00ec perfino nella Chiesa di prima del Concilio, non ci dobbiamo meravigliare troppo di come vadano le cose adesso, al principio del terzo millennio. Anche allora i pi\u00f9 spregiudicati, i pi\u00f9 ambiziosi, o semplicemente i pi\u00f9 intelligenti, partivano favoriti; quelli che avevano, semplicemente il dono di una grande fede, e null&#8217;altro, o poco altro, erano invece svantaggiati. La Chiesa si godeva la sua ultima stagione di vacche grasse; e non si pu\u00f2 dire che abbia saputo sempre valorizzare le vocazioni pi\u00f9 sincere. E ci\u00f2 basti a sfatare il mito consolatorio secondo cui, nella Chiesa cattolica, prima del Vaticano II ogni cosa andava bene, e <em>tutti<\/em> i suoi problemi son venuti solamente dopo.<\/p>\n<p>Evidentemente, il male covava gi\u00e0 dentro la Chiesa. Le dottrine moderniste, represse energicamente da Pio X, avevano continuato a strisciare, come serpenti velenosi, sotto la cenere: erano state costrette a nascondersi, ma non erano sparite, tutt&#8217;altro. Troppo forte era l&#8217;attrattiva che esse esercitavano, sia sugli intellettuali cattolici (vedi Fogazzaro), sia su una parte del clero stesso: conciliare la civilt\u00e0 moderna con il Vangelo, quale traguardo desiderabile, per chi aveva accumulato un complesso d&#8217;inferiorit\u00e0, in quanto cattolico, verso la cultura moderna! Pareva che la cultura moderna corresse verso chi sa quali meravigliosi progressi, e intanto la Chiesa restava ferma; anche i luterani, e da tempo, si erano alquanto aggiornati: erano pi\u00f9 avanti dei cattolici negli studi biblici, nell&#8217;esegesi neotestamentaria, nella storia della Chiesa primitiva, per non parlare degli ultimi sviluppi degli studi teologici; cos\u00ec, almeno, pareva a molti, che avevano fatti proprio, senza nemmeno rendersene conto, il punto di vista protestante. E poi, l&#8217;insofferenza verso il principio di autorit\u00e0; il fastidio di dover piegare la testa davanti a una realt\u00e0 pi\u00f9 grande, laddove la mala pianta dell&#8217;orgoglio umano era crescita a dismisura: ecco le ragioni profonde della rinascita modernista, durante la prima met\u00e0 del XX secolo. La biografia di Ernesto Buonaiuti ne \u00e8 la dimostrazione: dietro una falsa mitezza, una falsa apertura, quanta superbia, quanto rancore verso una Chiesa &quot;chiusa&quot;, &quot;ignorante&quot;, &quot;arretrata&quot;; quale invidia nei confronti dei colleghi protestanti, liberi di dire e di scrivere praticamente qualsiasi cosa, senza tema di censure o di richiami dall&#8217;autorit\u00e0. Non \u00e8 un caso che il modernismo abbia fatto breccia specialmente fra gli intellettuali e la parte pi\u00f9 colta del clero: conformemente alla tendenza della cultura profana, questi teologi e sacerdoti pi\u00f9 avvezzi a protendersi verso gli scaffali delle biblioteche, che a genuflettersi in adorazione davanti agli altari delle chiese, sono il perfetto tipo di un sacerdote mondanizzato, vanitoso, irrequieto, che non trova pi\u00f9 la sua pace in Dio, ma che vorrebbe spingersi <em>oltre<\/em>, capire <em>di pi\u00f9<\/em>, insomma, che non si accontenta della fede semplice dei suoi genitori e dei suoi nonni e che ha dimenticato le parole di Ges\u00f9: <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!<\/em> E dimentichi anche, i modernisti, del fatto che grandissime intelligenze, come san Tommaso d&#8217;Aquino, non avevano trovato affatto umiliante riconoscere i limiti della ragione; ma loro no, sedotti da un&#8217;idea gnostica del cristianesimo e ben decisi ad essere l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> che riesce a penetrare pi\u00f9 addentro i segreti del Vangelo&#8230; In fondo, il nodo del Vaticano II \u00e8 tutto qui: dietro la parola &quot;approfondimento&quot; delle verit\u00e0 di fede (ch\u00e9 non si osa dire: &quot;cambiamento&quot;), si annida il serpente velenoso della gnosi; si annida e si nasconde l&#8217;antica pretesa di alcuni di possedere la chiave per accedere a un Vangelo speciale, di serie A, lasciando ai piccoli quell&#8217;altro, quello destinato alle masse, che \u00e8 di serie B&#8230;<\/p>\n<p>Questo, fra il clero colto. Intanto, fra il clero meno colto, era dilagata in silenzio, nei primi decenni del &#8216;900, un&#8217;altra piaga: l&#8217;indebolimento della fede, che si manifestava in tiepidezza e conformismo. Bastava rifugiarsi dietro il Magistero, dietro l&#8217;autorit\u00e0 del papa, o del vescovo; dietro il <em>Catechismo<\/em>, dietro l&#8217;ossequio formale verso la dottrina, dietro la pratica scrupolosa, ma un po&#8217; arida, della preghiera e della frequenta ai Sacramenti. E poi, nient&#8217;altro. Ma quando la fede s&#8217;indebolisce, quando diventa un fatto di abitudine, manca poco perch\u00e9 il &quot;credente&quot; sia disponibile a qualsiasi manipolazione; e quando sono tornati in forze i modernisti, questo clero di poca fede non ha opposto resistenza, semplicemente perch\u00e9 non era abituato a vivere la fede in profondit\u00e0, ad avere come unico modello di riferimento Ges\u00f9 Cristo. Se un sacerdote si abitua a pensare con la testa del suo vescovo, e arriva un vescovo modernista, ecco che quel prete passa dal cattolicesimo al modernismo, in men che non si dica, senza neanche percepire il mutamento, anzi, negando che un mutamento vi sia stato. E se i teologi si mettono a scrivere cose moderniste, ecco che i sacerdoti, i catechisti, i predicatori, si mettono a ripetere cose moderniste, cos\u00ec, per stare nella tendenza del momento, per essere nella maggioranza.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga un altro grande male dovuto all&#8217;indebolimento della fede: il venir meno del rigore morale. Quando la fede s&#8217;indebolisce, i vizi dell&#8217;uomo antico riemergono; e il sacerdote, spogliato della fede, \u00e8 un uomo come tutti gli altri. Non bisogna meravigliarsi se cade in preda ai tipici vizi dell&#8217;uomo moderno: lussuria, orgoglio e avarizia. Questi vizi erano senza dubbio molto diffusi anche prima del Concilio, solo che venivano ben nascosti. Quanti casi di pedofilia nei seminari e, poi, nelle parrocchie, per esempio! Ma nessuno ne parlava apertamente; e, se qualcuno lo faceva, rischiava di subire l&#8217;onta della diffamazione, dopo aver subito il trauma della violenza. Lo diciamo con profonda tristezza, tuttavia bisogna pur dirlo: la Chiesa pre-conciliare non era uno specchio di virt\u00f9. La sola differenza con il periodo successivo \u00e8 che, a partire dagli anni &#8217;70, la neochiesa ha incominciato a praticare una nuova strategia: quella di minimizzare il peccato, perfino di negarlo, laddove possibile, mentre prima, almeno a parole, il peccato c&#8217;era, eccome, anche se poi si chiudeva un occhio, e magari tutti e due, per non provocare scandali. Pessima politica. E l&#8217;ipocrisia era talmente diffusa, che, quasi, quasi, certi vescovi preferivano avere in diocesi un prete che molestava i ragazzini, che un prete che andava a donne: pensando che, nel primo caso, la cosa, in certo qual modo, sarebbe finita l\u00ec; nel secondo, sarebbe finta con la perdita di un prete. E la Chiesa della met\u00e0 del &#8216;900, bench\u00e9 ancora ricca di vocazioni, cominciava a non averne cos\u00ec tante da poter &quot;sprecare&quot; i sacerdoti gi\u00e0 collaudati e attivi nella vita diocesana. Se, poi, qualcuno di essi aveva un vizietto, purch\u00e9 la cosa non degenerasse in scandalo pubblico, pazienza. La carne \u00e8 debole, si sa. Errore imperdonabile: non solo sotto il profilo morale, ma anche sotto quello teologico: il lassismo nella vita di un sacerdote \u00e8 sempre indizio di una crisi di fede. Quello avrebbe dovuto essere il campanello d&#8217;allarme; ma, il pi\u00f9 delle volte, non gli fu data l&#8217;importanza che avrebbe meritato; il pi\u00f9 delle volte, ci si preoccup\u00f2 semmai delle apparenze.<\/p>\n<p>E ora torniamo al nostro amico sacerdote. In cinquant&#8217;anni di ministero, non ha mai avuto dubbi, crisi, incertezze; non ha mai vacillato; \u00e8 sempre stato saldo come una roccia, punto d riferimento per tutti quelli che l&#8217;hanno avvicinato. Eppure, a suo tempo, stava per essere rifiutato, come la pietra scartata dai costruttori. Senza dubbio ce ne sono altri, come lui. Se si studia la vita dei Santi, ci si accorge che molti, da giovani, sono stati in vario modo ostacolati, e perfino perseguitati, dai loro superiori; anche alle sante, in convento, \u00e8 capitata la stessa cosa con le loro madri badesse. Se poi si guarda al Gotha della Chiesa cattolica odierna, ci s&#8217;imbatte in una quantit\u00e0 di monsignori intriganti e vanitosi; di biblisti raffinati, ma dalla vita poco evangelica; di canonisti, teologi, storici di fama nazionale e internazionale, per\u00f2 di poca o nessuna qualit\u00e0 specificamente sacerdotale. Bravi specialisti, e null&#8217;altro: gente di cui la Chiesa, nei momenti di difficolt\u00e0 &#8212; e questo \u00e8 uno di essi, forse il pi\u00f9 grave in assoluto &#8211; pu\u00f2 far tranquillamente a meno; mentre non potrebbe fare a meno di sacerdoti di autentica fede. Come accade a bordo di una nave, quando il mare \u00e8 in tempesta: non c&#8217;\u00e8 bisogno di chi sa quali ingeneri navali, e nemmeno di storici della navigazione, ma di validi e coraggiosi marinai. Lungi da noi voler fare l&#8217;apologia dell&#8217;ignoranza; diciamo per\u00f2 che la cultura, per un uomo di Chiesa, \u00e8 importante, ma solo nella misura in cui \u00e8 uno strumento al servizio della fede. Se la cultura diventa un ostacolo alla fede; se diventa una fonte di dubbi e se opera una seduzione intellettuale che prepara la strada all&#8217;apostasia, ebbene, in tal caso, dovendo scegliere, meglio, molto meglio se la Chiesa dispone di sacerdoti meno colti ma dotati d&#8217;una fede solida, robusta, nutrita del contatto quotidiano col Signore. E cosa sono le attuali disposizioni ecclesiastiche, tendenti a limitare la pratica della santa Comunione, se non una forma di diffidenza verso il nutrimento spirituale del sacerdote e dei suoi parrocchiani? Quando mai la pratica frequente della Comunione potrebbe essere pregiudizievole alla fede? Perch\u00e9 mai si dovrebbe scoraggiare un sacerdote dal celebrare pi\u00f9 di una Messa al giorno? A chi dunque fa paura che il sacerdote incoraggi i fedeli a nutrirsi il pi\u00f9 spesso possibile del Corpo di Cristo, che spegne la perenne fame dell&#8217;anima?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo Ges\u00f9 \u00e8 &quot;la pietra che, scartata da voi, costruttori, \u00e8 divenuta testata d&#8217;angolo&quot;: cos\u00ec dice san Pietro, parlando ai capi del popolo e agli anziani<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,157,236],"class_list":["post-26515","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26515","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26515"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26515\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}