{"id":26509,"date":"2021-03-17T11:22:00","date_gmt":"2021-03-17T11:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/17\/la-parola-biforcuta-del-concilio-approfondire-la-fede\/"},"modified":"2021-03-17T11:22:00","modified_gmt":"2021-03-17T11:22:00","slug":"la-parola-biforcuta-del-concilio-approfondire-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/17\/la-parola-biforcuta-del-concilio-approfondire-la-fede\/","title":{"rendered":"La parola biforcuta del concilio: approfondire la fede"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in una sola parola l&#8217;essenza del veleno modernista con il quale i vescovi massoni hanno realizzato quel colpo di mano che \u00e8 stato il Concilio Vaticano II, diremmo: <em>approfondimento<\/em>. Con la scusa di <em>approfondire<\/em> la dottrina, la verit\u00e0, la fede &#8212; approfondire, per carit\u00e0, non cambiare &#8212; hanno ottenuto lo scopo di sovvertire la Chiesa e trascinare i fedeli nell&#8217;apostasia, a loro insaputa, cullandoli nell&#8217;illusione che in sostanza la dottrina e la fede fossero rimaste quelle di sempre, solo <em>approfondite<\/em> e cos\u00ec <em>aggiornate<\/em> per le necessit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno. Giovanni XXIII, nel solenne Discorso di apertura del Concilio Vaticano II, l&#8217;11 ottobre 1962, testualmente diceva (\u00a7 6, 5; la sottolineatura \u00e8 nostra):<\/p>\n<p><em>Per intavolare soltanto simili discussioni<\/em> [al \u00a7 prec. aveva detto: <em>discutere alcuni dei principali temi della dottrina ecclesiastica<\/em>] <em>non era necessario indire un Concilio Ecumenico. Al presente bisogna invece che in questi nostri tempi l&#8217;intero insegnamento cristiano sia sottoposto da tutti a nuovo esame, con animo sereno e pacato, senza nulla togliervi, in quella maniera accurata di pensare e di formulare le parole che risalta soprattutto negli atti dei Concili di Trento e Vaticano I; occorre che la stessa dottrina sia esaminata pi\u00f9 largamente e pi\u00f9 a fondo e gli animi ne siano pi\u00f9 pienamente imbevuti e informati, come auspicano ardentemente tutti i sinceri fautori della verit\u00e0 cristiana, cattolica, apostolica; occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, SIA APPROFONDITA ED ESPOSTA SECONDO QUANTO \u00c8 RICHIESTO DAI NOSTRI TEMPI. Altro \u00e8 infatti il deposito della Fede, cio\u00e8 le verit\u00e0 che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro \u00e8 il modo con il quale esse sono annunziate, sempre per\u00f2 nello stesso senso e nella stessa accezione. Va data grande importanza a questo metodo e, se \u00e8 necessario, applicato con pazienza; si dovr\u00e0 cio\u00e8 adottare quella forma di esposizione che pi\u00f9 corrisponda al magistero, la cui indole \u00e8 prevalentemente pastorale.<\/em><\/p>\n<p>Ma dove, da chi, Giovanni XXIII aveva mutuato il concetto di <em>approfondire la dottrina cattolica<\/em>, un concetto che non trova alcun riscontro nella Scrittura e che, come quello di <em>dialogo<\/em>, altra parola-chiave dei neomodernisti che si sono scatenati nel Concilio, \u00e8 del tutto assente sia dal vocabolario di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, sia da quello degli Apostoli, dei Padri e dei Dottori della Chiesa, per non dire dei Santi e dei Martiri che hanno segnato la storia della cristianit\u00e0 nel corso dei secoli?<\/p>\n<p>In una delle ultime, o forse nella sua ultima intervista rilasciata prima della morte, il teologo gesuita Karl Rahner (1904-1984), cattivo (anzi pessimo) genio del Concilio Vaticano II, al quale aveva partecipato come perito nella Commissione teologica su invito di Giovanni XXIII, facendo un bilancio della sua vita e della sua attivit\u00e0 ebbe a dire (in: Meinold Krauss a colloquio con Karl Rahner, <em>La fatica di credere<\/em>; titolo originale: <em>Erinnerungen, im Gespr\u00e4cht Meinold Krauss<\/em>, Freiburg, Verlag Herder; traduzione dal tedesco di Antonio Carrozzini, Edizioni Paoline, 1986, pp. 75-76):<\/p>\n<p><em>KRAUSS: Professore, una volta lei ha asserito: \u00abAnche l&#8217;ultimo dogma obbligante, proclamato dal magistero della Chiesa, \u00e8 fondamentalmente aperto in avanti. Un dogma deve continuamente essere reinterpretato, affinch\u00e9 possa rimaner vivo, e nella situazione attuale ci\u00f2 comporta che vi siano diverse possibilit\u00e0 d&#8217;interpretazione\u00bb. Questa sua asserzione pu\u00f2 essere per alcuni un vero aiuto alla fede, per altri invece un ostacolo, perch\u00e9 potrebbe condurre all&#8217;errore, fors&#8217;anche diventare fonte di disorientamento. Non la colpisce questa mia contestazione?<\/em><\/p>\n<p><em>RAHNER: Mi si indichi un teologo in tutta la storia della Chiesa per il quale un dilemma del genere non sia stato inevitabile. San Tommaso d&#8217;Aquino fu biasimato dal vescovo di Parigi. Ovviamente costui si era sentito disorientato di fronte alla teologia di San Tommaso. Anche Suarez, il grande teologo gesuita dell&#8217;et\u00e0 barocca, ebbe fastidi con Roma. Cose del genere non si possono evitare. Io credo, ed \u00e8 evidente, che un dogma non pu\u00f2 essere distorto o negato nel suo senso autentico, originario. Ma \u00e8 altrettanto evidente che ogni dogma deve essere incessantemente approfondito con nuove riflessioni teologiche, in contesto diversi, e quindi un dogma \u00e8 aperto in avanti!<\/em><\/p>\n<p><em>KRAUSS: Per lei?<\/em><\/p>\n<p><em>RAHNER: Per la comune teologia cattolica. \u00c8 facile dimostrare da tutta la storia della Chiesa che anche il magistero in varie occasioni ha riveduto, reinterpretato le proprie precedenti asserzioni. Quindi ci\u00f2 che \u00e8 lecito per il magistero romano \u00e8 permesso anche a un comune teologo, ovviamente nella sfera del suo compito.<\/em><\/p>\n<p>Qui, a pochi mesi dalla conclusione della sua vita terrena, il teologo Karl Rahner mostra il suo vero volto, di uomo oltre che di studioso e di sacerdote: il volto di un impenitente, perfettamente cosciente di essere l&#8217;artefice, o uno dei principali artefici, di quel colossale inganno, quel gigantesco ma silenzioso colpo di mano che \u00e8 stato il Concilio Vaticano II; di uno che sa di aver sfruttato l&#8217;inconsapevolezza e l&#8217;ingenuit\u00e0 di milioni di fedeli e di aver fuorviato un numero incalcolabile di anime, e tuttavia \u00e8 ben lungi da un ripensamento, non diciamo da un pentimento, anzi insiste nel raccontare le sue formule mendaci, i suoi sofismi da dottor Azzeccagarbugli, il suo <em>latinorum<\/em> &#8212; come avrebbe detto Renzo Tramaglino &#8212; per meglio ingannare i piccoli e i semplici: quelli che, a detta del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, vanno presi a modello da tutti i cristiani che vogliano entrare nel Regno dei Cieli. Sofismi che \u00e8 facile smontare in quattro e quattr&#8217;otto, e come lo \u00e8 oggi, lo era anche una quarantina o una o cinquantina d&#8217;anni di anni fa; ma il clima era quello, e quando il vento dell&#8217;ideologia &#8212; modernista, in questo caso &#8211; soffia forte in una certa direzione, chi sa perch\u00e9, pare che a chi se ne lascia trasportare sia concessa qualsiasi cosa, e che egli possa dire o fare qualunque enormit\u00e0, qualunque sconsideratezza, tanto nessuno si alzer\u00e0 a contraddirlo e sbugiardarlo, o, se anche ci\u00f2 accadesse, la sua voce si perderebbe nel tumulto di quella razza meschina d&#8217;individui che si credono degli intrepidi rivoluzionari, mentre non fanno altro che infierire contro un avversario gi\u00e0 morto o morente, e intanto godono del sostegno generale, a partire dai grandi mezzi d&#8217;informazione, la scuola e l&#8217;universit\u00e0. In simili condizioni, si ha un bel dire che il re \u00e8 in mutande; \u00e8 troppo presto per dirlo, per quanto la cosa sia fin troppo evidente: ed \u00e8 chi lo dicesse, non il re, a venire coperto dalle risate di scherno della massa dei pecoroni; \u00e8 lui, non il re, ad apparire come nemico pubblico e perturbatore dell&#8217;ordine. Non importa: almeno adesso che son passati tanti anni, e i frutti velenosi del Concilio sono giunti a piena maturazione, proviamo a smontare i sofismi di Rahner e mostrare su quali basi ridicolmente fragili, per non dire inconsistenti, poggiassero.<\/p>\n<p><em>Anche l&#8217;ultimo dogma obbligante, proclamato dal magistero della Chiesa, \u00e8 fondamentalmente aperto in avanti.<\/em><\/p>\n<p>Dogma obbligante? Un dogma \u00e8 un dogma, cio\u00e8 una verit\u00e0 indiscutibile, che si accetta per fede. Non \u00e8 &quot;obbligante&quot; se non per quanti vorrebbero discuterlo e magari respingerlo, ad esempio i giovani teologi di Friburgo, Frisinga e Tubinga degli anni 1950 e seguenti, per il fatto che non piace alla loro intelligenza o alla loro volont\u00e0. Dire poi che un dogma \u00e8 <em>aperto in avanti<\/em>, a parte il ridicolo della precisazione &quot;in avanti&quot; (dovrebbe essere aperto all&#8217;indietro?; impossibile: un progressista deve per forza marciare in avanti) \u00e8 un&#8217;affermazione bislacca: un mero <em>escamotage<\/em> per dire che un dogma, che \u00e8 immutabile, si pu\u00f2 invece cambiare, a patto soltanto di non dirlo apertamente e di chiamare il cambiamento <em>apertura in avanti<\/em>. Proprio come quando Giovanni XXIII dice che la dottrina non si cambia, perch\u00e9 non si pu\u00f2 cambiare, ma la si pu\u00f2 e la si deve <em>approfondire<\/em>, tenendo conto delle necessit\u00e0 dei tempi moderni. Che bel verbo, <em>approfondire<\/em>: \u00e8 un modo elegante per dire quel che non si potrebbe, che non si dovrebbe dire, cio\u00e8 che la dottrina pu\u00f2 essere cambiata, anzi deve essere cambiata, quando i tempi lo richiedono. Ma l&#8217;importante \u00e8 non dirlo! E pazienza se in questa maniera si ingannano i fedeli e si prende in giro il buon senso, prima ancora che l&#8217;intelligenza di coloro che si vorrebbero tranquillizzare, e che si allarmerebbero se mai udissero il verbo <em>cambiare<\/em>.<\/p>\n<p><em>Un dogma deve continuamente essere reinterpretato, affinch\u00e9 possa rimaner vivo, e nella situazione attuale ci\u00f2 comporta che vi siano diverse possibilit\u00e0 d&#8217;interpretazione.<\/em><\/p>\n<p>Insomma i dogmi sono cose morte, o comunque hanno la spiacevole tendenza a morire e fossilizzarsi; per evitarlo, non c&#8217;\u00e8 altro modo che <em>reinterpretarli<\/em>. I due dogmi fondamentali del cattolicesimo, si sa, sono l&#8217;unit\u00e0 e trinit\u00e0 di Dio e l&#8217;Incarnazione del Verbo. Non \u00e8 questione di giovinezza o di vecchiaia; non \u00e8 questione di essere vivi oppure morti: sono due verit\u00e0 indiscutibili, che si accettano per fede, oppure no. Se le si accetta, si \u00e8 cattolici; se non le si accetta, no. La partita fra modernisti e cattolici \u00e8 stata giocata coi dadi truccati, perch\u00e9 i cattolici hanno pensato che anche i modernisti fossero cattolici, sia pure un po&#8217; troppo spinti &quot;in avanti&quot;, e si sono scordati la <em>Pascendi<\/em> di san Pio X. Se l&#8217;avessero avuta ben chiara alla mente, avrebbero compreso sin dall&#8217;inizio del Concilio, anzi da prima ancora, almeno a partire dagli anni &#8217;50, che i modernisti fingendosi cattolici volevano impadronirsi della Chiesa, e seguitare a chiamarla cattolica, dopo averla trasformata in una chiesa modernista e semi-protestante (con la &quot;cena&quot; al posto del Sacrificio Eucaristico e con Lutero e Melantone al posto della Madonna e San Giovanni ai piedi della croce di nostro Signore: vedi il francobollo emesso dalle Poste Vaticane per celebrare i 500 anni della &quot;gloriosa&quot; riforma protestante). Ma per riuscire nel loro inganno, i modernisti come Rahner avevano bisogno di un cavallo di Troia, in modo da penetrare nella cittadella di nascosto, senza destare un allarme prematuro: ed ecco l&#8217;idea, a suo modo geniale, che i dogmi vanno continuamente <em>reinterpretati<\/em>, mano a mano che si <em>approfondisce<\/em> il percorso di fede e si <em>comprende sempre meglio<\/em> la dottrina.<\/p>\n<p>A questo punto il giornalista gli fa notare che la sua asserzione sulla modificabilit\u00e0 del dogma pu\u00f2 essere di aiuto ad alcuni, ma di grave disorientamento per altri, e lo incalza domandandogli se questo pensiero non gli provochi alcun disagio. Attenzione: stiamo parlando della cosa pi\u00f9 delicata che esista, quando tratta della fede: cio\u00e8 della possibilit\u00e0, per un cattolico, di dare scandalo alle anime e allontanarle dalla Verit\u00e0, e quindi dalla salvezza. Una cosa che dovrebbe far tremare le vene e i polsi a qualsiasi credente, tanto pi\u00f9 a un sacerdote. Ma ci vuole altro per scalfire la dura scorza di Karl Rahner, il quale risponde in perfetta malafede che tale possibilit\u00e0 \u00e8 insita nel mestiere del teologo e che anche grandi teologi del passato, come san Tommaso d&#8217;Aquino e Francisco Suarez, dovettero fare i conti con essa. In realt\u00e0 san Tommaso e Suarez non corsero mai il rischio di dare scandalo alle anime e tanto meno di allontanarle da Ges\u00f9 Cristo; semplicemente ebbero delle incomprensioni con altri teologi e con dei vescovi, che erano gelosi e sospettosi nei loro confronti. San Tommaso e Suarez rimasero sempre nel solco della Tradizione e della Scrittura, le due bussole infallibili per la vita del credente; e la loro umilt\u00e0 intellettuale era cos\u00ec grande che, se avevano un dubbio di natura intellettuale, pregavano e supplicavano Dio affinch\u00e9 si degnasse d&#8217;illuminarli. Rahner, al contrario, \u00e8 il prototipo del teologo moderno che va per la sua strada senza curarsi di niente e nessuno, e che si pone l&#8217;obiettivo d&#8217;imprimere un nuovo indirizzo alla dottrina, perch\u00e9 a lui pare giusto far cos\u00ec. <em>Ci vorr\u00e0 qualche anno, ma alla fine la Chiesa sar\u00e0 la chiesa del Concilio Vaticano II<\/em>, disse una volta. Il che tradisce la sua perfidia e la sua malafede: non c&#8217;\u00e8 infatti una chiesa di questo o quel concilio, c&#8217;\u00e8 la Chiesa cattolica e basta, e guai se un concilio si arroga il diritto d&#8217;imprimere una svolta al magistero e cambiare anche solo uno <em>iota<\/em> della dottrina. Ci\u00f2 vorrebbe dire che quella non \u00e8 pi\u00f9 la vera chiesa, ma una sua diabolica contraffazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la sola preoccupazione che la domanda del giornalista suscita in Karl Rahner \u00e8 il pensiero che <em>da Roma potrebbero venire dei fastidi.<\/em> Questa era precisamente la mentalit\u00e0 dei teologi e dei vescovi tedeschi e francesi al Vaticano II: Roma, intesa come la Curia romana, era il nemico da abbattere. Per questo essi rifiutarono gli schemi preparatori del cardinale Ottaviani e vollero riscriverli; in realt\u00e0 i pi\u00f9 importanti di essi erano gi\u00e0 stati scritti in segreto; perfino alcuni dei documenti definitivi erano gi\u00e0 stati scritti, come la <em>Nostra aetate<\/em>, e, cosa ancor pi\u00f9 grave, non da cattolici, ma dai rabbini amici dei neomodernisti, come il cardinale Bea. A ben guardare, comunque, il nemico vero e ultimo di costoro andava ben oltre la Curia romana: era la regalit\u00e0 universale di Cristo, di cui il romano Pontefice \u00e8, in quanto suo vicario, il riflesso. Sostituendo alla suprema <em>auctoritas<\/em> del papa la sinodalit\u00e0 dell&#8217;episcopato, volevano trasformare la Chiesa in una repubblica parlamentare. Il motivo? Perch\u00e9 in un tale sistema politico passa la linea stabilita dalla maggioranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in una sola parola l&#8217;essenza del veleno modernista con il quale i vescovi massoni hanno realizzato quel colpo di mano che \u00e8 stato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,119,257,263],"class_list":["post-26509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-teologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26509\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}