{"id":26498,"date":"2019-08-27T01:52:00","date_gmt":"2019-08-27T01:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/27\/la-nostra-catena-si-chiama-conformismo\/"},"modified":"2019-08-27T01:52:00","modified_gmt":"2019-08-27T01:52:00","slug":"la-nostra-catena-si-chiama-conformismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/27\/la-nostra-catena-si-chiama-conformismo\/","title":{"rendered":"La nostra catena si chiama conformismo"},"content":{"rendered":"<p>Osservate una sala piena di persone, per una riunione amministrativa, una conferenza, un corso di aggiornamento aziendale. C&#8217;\u00e8 una finestra aperta, dalla quale entra in sala una molesta corrente d&#8217;aria fredda: tutti ne sono infastiditi, ma nessuno si muove, nessuno vuol prendere l&#8217;iniziativa di una cosa apparentemente tanto semplice. Solo dopo un bel po&#8217; una persona si alza, va alla finestra e la chiude, poi torna a sedersi al suo posto; tutti provano sollievo, eppure nessuno aveva fatto quel gesto. Oppure immaginiamo che sia quasi il tramonto, e che la vasta sala sia scivolata nella penombra: ci si vede ancora, ma con una certa fatica; quelli che sono seduti nelle ultime file, ad esempio, gi\u00e0 non riescono a scorgere i caratteri scritti alla lavagna. Tutti quanti, per cos\u00ec dire, cominciano a tirare gli occhi; ma ci vuole un bel po&#8217; di tempo, quando ormai la scena comincia a diventare surreale, prima che qualcuno si alzi e vada ad accendere l&#8217;interruttore della luce elettrica: allora si leva un generale mormorio d&#8217;approvazione. Un altro gesto facile, semplicissimo: eppure, nessuno si era deciso a farlo, e perch\u00e9 qualcuno lo facesse \u00e8 stato necessario che il locale venisse quasi invaso dall&#8217;oscurit\u00e0. Potremmo fare molti altri esempi dello stesso genere. Se poi passiamo da situazioni assolutamente normali e tranquille, come quelle descritte, a situazioni impreviste e drammatiche, come incidenti stradali o ferroviari, incendi all&#8217;interno di locali pubblici, dirottamenti aerei da parte di terroristi, vedremo che la percentuale di persone capaci di assumer iniziative miranti a cercare una soluzione che sia nell&#8217;interesse comune, si riduce ulteriormente, fino a sparire o quasi. In altre parole, quanto pi\u00f9 le situazioni sono lontane dalla quotidianit\u00e0, tanto meno si trovano persone capaci d&#8217;improvvisare, di rischiare, di fare qualcosa; prevalgono la rassegnazione, il fatalismo, il lasciar andare le cose come devono andare.<\/p>\n<p>Infine, se dall&#8217;ambito delle situazioni sociali e materiali si passa alla dimensione intellettuale e morale, ci si rende conto che la gran massa delle persone possiede ancor meno spirito d&#8217;iniziativa, se possibile, di quanta se ne trovi in presenza di realt\u00e0 fisiche. Se un professore dice, durate la lezione, una palese ed enorme sciocchezza, quanti studenti sono abbastanza pronti e &quot;coraggiosi&quot; da farglielo notare? E se un comandante dell&#8217;esercito d\u00e0 un ordine palesemente assurdo e ineseguibile, quanti ufficiali, quanti sottufficiali, quanti graduati o uomini di truppa sarebbero disposti a rischiare la corte marziale, rifiutandosi di riceverlo e di eseguirlo? E se un prete, durante la santa Messa, invece di parlare di Dio e dell&#8217;anima, si mette a tenere concioni politiche, sbilanciandosi fino a lodare gli uni e ad attaccare gli altri, e fornendo precise indicazioni di voto, quanti fedeli sono capaci di alzarsi in piedi, contestarlo e uscire dalla chiesa? E se poi quello stesso prete si mette a parlare dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, delle unioni omosessuali, e invece di presentarli come peccati che spiacciono a Dio e degradano l&#8217;uomo, li presentasse come libere scelte dell&#8217;uomo, nell&#8217;ambito d&#8217;un esercizio della libert\u00e0 cui egli ha diritto, quanti sono i fedeli che si rendono conto che egli non pu\u00f2 e non deve parlare in tal modo, perch\u00e9 contrario alla morale cattolica e all&#8217;insegnamento della Chiesa, e sono abbastanza coerenti e saldi nei loro principi, da aspettarlo all&#8217;uscita e chiedergli con quale diritto egli si serva del pulpito e della sua stessa veste di sacerdote per diffondere idee che non hanno nulla a che fare con il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo e con il Magistero ecclesiastico? E se un papa, poniamo, si mette a predicare dottrine eretiche, che provocano sconcerto, dolore e confusione fra i credenti; e se, per giunta, si circonda di cardinali corrotti e arroganti, e frequenta personaggi notoriamente nemici implacabili della Chiesa e del suo insegnamento; e se ha parole di alta stima e considerazione per quanti esaltano e praticano l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, e invocano l&#8217;utero in affitto e la libera droga per tutti, quanti fra essi, cominciando dal clero, ma anche tra i laici, sono disposti ad insorgere e dire ad alta voce che quel papa \u00e8 fuori della Chiesa, che non \u00e8 degno di essere papa, per la semplicissima ragione che dimostra di non essere cattolico, di non amare Ges\u00f9 e di non rispettare il gregge che gli \u00e8 stato affidato?<\/p>\n<p>Ecco: questa \u00e8 precisamente la situazione nella quale oggi ci troviamo. La natura della maggior parte degli esseri umani \u00e8 fortemente gregaria, e questo potr\u00e0 dispiacere a chi \u00e8 malato d&#8217;ideologia democratica ed egualitaria, ma resta comunque una verit\u00e0 di fatto, milioni e milioni di volte dimostrata dalle cose stesse. E le persone gregarie non reagiscono agli stimoli, neppure se sollecitate e, qualche volta, provocate; lo fanno solo in casi estremi, e solo dopo che qualche individuo isolato, o una piccola minoranza di persone, si son decisi a prende l&#8217;iniziativa. Senza la presa di posizione di qualcuno che sa rompere il muro del fatalismo, i passeggeri di una nave in procinto d&#8217;affondare annegherebbero tutti, pur avendo a disposizione le scialuppe di salvataggio in numero sufficiente ad accoglierli, senza escludere alcuno. Studi specifici dimostrano che solo il 5% delle persone possiede sufficiente creativit\u00e0 e indipendenza per porsi in maniera critica ed autonoma di fronte alla realt\u00e0; tutti gli altri non fanno che andar dietro a quei pochi, come un gregge che ha bisogno di essere guidato dai pastori. Ora, in quel 5% ci sono sia persone dotate di un certo senso civico e di un certo senso morale, le quali si preoccupano di prendere iniziative che siano vantaggiose per la comunit\u00e0, dal gesto minimo di accendere la luce in una sala affollata e semibuia, al gesto massimo di rischiare la vita per agevolare lo sgombero di un cinema in fiamme, o di un edificio pericolante; sia persone amorali, ciniche ed egoiste, che sono solite servirsi della loro capacit\u00e0 di agire in modo autonomo per sfruttare, ingannare, manipolare il prossimo: dal caso pi\u00f9 semplice, quello del dongiovanni che seduce tutte le donne con false promesse e dichiarazioni d&#8217;amore, e poi le getta da parte come oggetti usati, a quello pi\u00f9 complesso del grande leader carismatico, politico o di qualsiasi altro tipo, ad esempio del santone religioso, che sa affascinare e trascinare masse imponenti di persone, perfino milioni di uomini, senza provare alcun rispetto, e tanto meno affetto verso di esse, ma simulando abilmente tali sentimenti, per poter meglio fare il proprio esclusivo interesse.<\/p>\n<p>Ci stiamo avvicinando al cuore del problema della nostra societ\u00e0, che \u00e8, prima di tutto, il conformismo. La stragrande maggioranza delle persone \u00e8 pigra, indolente, timida, passiva, imbelle, conformista; e i meccanismi della societ\u00e0 moderna e consumista tendono ad accentuare oltremodo, con tutta una serie di tecniche e di stili di vita, il difetto del conformismo, che poi \u00e8 sostanzialmente un dato di natura. E tuttavia, si potrebbe obiettare: se il conformismo risponde a un dato naturale, perch\u00e9 mai dovrebbe costituire un problema? Infatti, lo \u00e8 solo nelle moderne societ\u00e0 democratiche. Nelle societ\u00e0 pre-moderne non \u00e8 un problema, perch\u00e9 non \u00e8 un difetto, anzi non si chiama neppure conformismo: si chiama tradizione, ed \u00e8 sostanzialmente una virt\u00f9. Nelle societ\u00e0 pre-moderne, come lo era anche la societ\u00e0 contadina che da noi si \u00e8 spenta circa sessant&#8217;anni fa, i figli facevano quel che avevano appreso dai genitori: replicavano il loro modo di pensare, i loro valori, la loro filosofia di vita. Le mutate circostanze cambiavano alcuni aspetti secondari, l&#8217;essenza restava quella. Metter su una famiglia, lavorare la terra, allevare i figli, essere sobri, onesti, risparmiatori, rifuggire dal vizio, rispettare la religione, frequentare la Chiesa, morire cristianamente, circondati da figli e nipoti, lasciando loro la casa, gli animali, gli attrezzi e le responsabilit\u00e0 della vita: questo era l&#8217;orizzonte della loro esistenza. C&#8217;era, naturalmente, chi sgarrava, chi trasgrediva, ma non se ne vantava di certo, anche perch\u00e9 subiva un vero e proprio ostracismo sociale: chi si faceva la fama di ubriacone, o di attaccabrighe, o di donnaiolo, veniva emarginato e finiva per mettere la testa a posto, o per andarsene. Fare le cose che avevano fatto i genitori, e prima ancora i nonni; pensare come loro, regolarsi come loro, condividere i loro valori: tutto ci\u00f2 non era considerato segno di scarsa iniziativa o di sottomissione, bens\u00ec di maturit\u00e0 e saggezza di vita. Il contadino sa, o meglio sapeva (perch\u00e9 la figura del contadino \u00e8 scomparsa, sostituita da quella dell&#8217;imprenditore\/operaio agricolo) che la vita \u00e8 un flusso, un ciclo; sapeva che tutto viene dalla terra e ritorna alla terra; sapeva che per far fruttificare la terra, per far prosperare gli animali, bisogna rispettare quel ciclo naturale e che esso non pu\u00f2 essere forzato, non pu\u00f2 essere snaturato. Il contadino non era per niente sindacalizzato e tanto meno politicizzato. Se fittavolo, o mezzadro, aspettava con trepidazione la scadenza autunnale dei patti colonici, ma non si ribellava se il proprietario non gli rinnovava la fiducia. Rassegnazione? Certo; ma anche consapevolezza della profonda diversit\u00e0 dei ruoli. Il piccolo contadino indipendente, poi, non desiderava che godersi in pace, e se possibile ampliare, ma senza smanie di grandezza, la propria terra; non voleva sentir parlare di cambiamenti politici e sociali, meno che mai di rivoluzione, perch\u00e9 aveva gi\u00e0 tutto ci\u00f2 che poteva desiderare: una solida casa, una numerosa famiglia e abbastanza terra da poterci vivere dignitosamente, senza dover domandare niente a nessuno. Insomma: il classico sogno di autosufficienza piccolo borghese, come sprezzantemente lo definivano gli intellettuali marxisti: magari i figli di quegli stessi contadini che con infiniti sacrifici li avevano mandati all&#8217;universit\u00e0, perch\u00e9 vi imparassero &#8212; magari nel calderone del &#8217;68 o del &#8217;77 &#8211; quelle belle cose: che i loro genitori erano solo dei meschini crumiri, dei reazionari egoisti e insensibili ai problemi sociali.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, \u00e8 arrivata la modernit\u00e0; e con la modernit\u00e0 \u00e8 arrivata la democrazia: e, quel che \u00e8 peggio, l&#8217;ideologia democraticista, ossia quella ideologia secondo la quale la democrazia, e solo la democrazia, \u00e8 la forma di governo che si addice a una societ\u00e0 civile, degna di questo nome; tutto il resto non \u00e8 che arretratezza, sfruttamento e ignoranza. Il democraticismo, che esaspera la politicizzazione e la sindacalizzazione dei suoi membri, al punto da non riconoscerli come tali se non sotto la categoria del &quot;cittadino&quot; e del &quot;lavoratore&quot;, non solo pretende che l&#8217;intelligenza, le qualit\u00e0 morali, l&#8217;onest\u00e0 e la laboriosit\u00e0 di ciascuno siano pi\u00f9 o meno equivalenti a quelle di tutti gli altri, ma anche che tutti siano egualmente interessati alle sorti della cosa pubblica, naturalmente esperti in eguale misura e del pari competenti a giudicarle. E come potrebbero non esserlo, visto che tutti, o quasi tutti, leggono i giornali, ascoltano i telegiornali, guardano al cinema i film di Hollywood e dintorni; e visto che giornali, telegiornali e film, nelle societ\u00e0 moderne dominate dalle oligarchie finanziarie, sono nelle mani dei un ristretto gruppo di persone e rispondono alle stese logiche e alle stesse necessit\u00e0 di propaganda? La scuola di massa, la sanit\u00e0 di massa, i trasporti di massa, le informazioni di massa, completano il processo, alla fine del quale il cittadino\/lavoratore, passando dall&#8217;adolescenza alle soglie dell&#8217;et\u00e0 adulta, \u00e8 ormai perfettamente formato e plasmato, pi\u00f9 o meno come lo sono tutti gli altri: vale a dire che \u00e8 diventato un perfetto cretino, perfettamente manipolato dall&#8217;alto e ridotto a sapere, volere, sperare, temere, tutto ci\u00f2 che il potere oligarchico vuole che egli sappia, voglia, speri e tema le cose che rientrano nella sua strategia di dominio e di sfruttamento globale. A quel punto, e solo al quel punto, nasce il conformismo: ed \u00e8 un grosso problema, sia per l&#8217;individuo che per la societ\u00e0: perch\u00e9 esso corrisponde al &quot;cittadino medio&quot; che crede di sapere, di volere, di sperare e di temere ci\u00f2 che egli liberamente sceglie e decide, mentre \u00e8 come un burattino telecomandato, e quindi si trova a sentire, pensare, parlare ed agire in maniera apparentemente libera, ma in realt\u00e0 contraria ai suoi veri interessi. \u00c8 forse nell&#8217;interesse di una persona che stenta ad arrivare alla fine del mese, contrarre dei debiti per pagare, magari acquistandoli a rate, oggetti di consumo, per s\u00e9 o magari per i suoi bambini dei quali potrebbe benissimo fare a meno, ma che una martellante pubblicit\u00e0, e l&#8217;esempio di quel che fanno tutti gi altri, lo ha condizionato a ritenere assolutamente indispensabili, addirittura vitali? La baracca di laniera del barone sovrastata dall&#8217;antenna della televisione: ecco il binomio barbarico, che scaturisce dall&#8217;azione congiunta del condizionamento mentale e della molla potentissima del conformismo. Ed \u00e8 forse nell&#8217;interesse della societ\u00e0 il fatto che cos\u00ec tante persone, in pratica la quasi totalit\u00e0 di esse, invece di agire e comportarsi secondo una logica naturale, dettata dal buon senso e dalle necessit\u00e0 reali, sia dominata da passioni disordinate, da impeti irrazionali che la spingono a seguire le mode pi\u00f9 strane e i modelli pi\u00f9 innaturali e, non di rado, aberranti? No: il conformismo non fa bene n\u00e9 al singolo individuo, n\u00e9 alla societ\u00e0 nel suo insieme; pure, esso \u00e8 l&#8217;inevitabile prodotto delle societ\u00e0 moderne, democratiche, consumiste e massificate. E questo perch\u00e9 sia la modernit\u00e0, sia la democrazia, sia il consumismo, sia la massificazione, sono altrettanti prodotti delle strategie messe in campo dalle oligarchie finanziarie, le quali, stando nell&#8217;ombra, muovono tutti i fili e manipolano la gente come meglio credono. E per verificare il livello del conformismo cui \u00e8 giunta la societ\u00e0, spingono qualche importante personaggio, qualche televisione, qualche giornale, a spingersi oltre il limite, sempre pi\u00f9 oltre: e spiano le reazioni della gente. Reazioni che, per lo pi\u00f9, mancano, o sono sempre pi\u00f9 fiacche. Legato alla catena del conformismo, il gregge umano si abitua a qualsiasi cosa, purch\u00e9 non vengano mai a mancargli <em>panem et circenses<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservate una sala piena di persone, per una riunione amministrativa, una conferenza, un corso di aggiornamento aziendale. 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