{"id":26488,"date":"2018-09-07T08:51:00","date_gmt":"2018-09-07T08:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/07\/la-neochiesa-distrugge-la-fede-col-ridurla-a-psicologia\/"},"modified":"2018-09-07T08:51:00","modified_gmt":"2018-09-07T08:51:00","slug":"la-neochiesa-distrugge-la-fede-col-ridurla-a-psicologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/07\/la-neochiesa-distrugge-la-fede-col-ridurla-a-psicologia\/","title":{"rendered":"La neochiesa distrugge la fede col ridurla a psicologia"},"content":{"rendered":"<p>Sono molte, ormai, le affermazioni formalmente eretiche del signore argentino, alcune delle quali affidate a semplici interviste, altre a omelie della santa Messa, altre ancora a documenti ufficiali che dovrebbero essere del Magistero, ma che non lo sono, perch\u00e9, contraddicendo frontalmente il Magistero stesso, si invalidano da se stessi e tradiscono l&#8217;intenzione eretica che li ha partoriti. Tale \u00e8, per esempio, la sua affermazione solenne, contenuta nell&#8217;esortazione apostolica <em>Evangelii Gaudium,<\/em> \u00a7 247, che recita testualmente: <em>Uno sguardo molto speciale si rivolge al popolo ebreo, la cui Alleanza con Dio non \u00e8 mai stata revocata, perch\u00e9 \u00abi doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili\u00bb (Rm11,29)<\/em>, e che contraddice sia il Concilio ecumenico di Firenze del 1431, sia l&#8217;enciclica <em>Ex quo primum<\/em> del 1756, nei quali si dice e si ribadisce che l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 stata <em>revocata<\/em> e <em>abrogata<\/em>, essendo stata sostituita definitivamente e irrevocabilmente dalla Nuova Alleanza, quella suggellata dal Sacrificio di Ges\u00f9 Cristo sulla croce. Per questo siamo cristiani e non giudei (o islamici, o buddisti, o induisti): perch\u00e9 crediamo che Ges\u00f9 Cristo, venendo nel mondo e sacrificandosi per amore nostro, ha stretto con tutti gli uomini un nuovo patto, che abolisce l&#8217;antico. San Paolo, poi, da teologo, ha mostrato perfettamente cosa questo significhi: che secondo l&#8217;Antica Legge, nessuno riesce a salvarsi, e che noi siamo salvi non mediante l&#8217;osservanza della Legge, ma mediante la grazia di Cristo, dono gratuito di Dio. Tutto ci\u00f2 dovrebbe essere assolutamente chiaro ed evidente a qualsiasi cristiano, non diciamo a un sacerdote o un catechista: ha dell&#8217;incredibile che non lo sia per un papa. Se poi, come \u00e8 probabile, lo \u00e8, allora non si tratta di un papa caduto in eresia per leggerezza, ma in base a un progetto ben preciso, a una strategia voluta e pianificata da tempo, e quasi certamente non da lui, o non da lui solo&#8230;<\/p>\n<p>Ma vorremmo andare oltre questi ragionamenti e porre la questione centrale: non si tratta di singoli atti, di singole affermazioni, di singoli documenti, ma di tutto l&#8217;insieme della pastorale e, se cos\u00ec possiamo dire, della teologia di questo pontificato, che sono eretici. E si tratta di un tipo di eresia ben nota alla Chiesa da circa un secolo, visto che san Pio X l&#8217;aveva vista e riconosciuta perfettamente, dandole anche un nome: <em>modernismo<\/em>. L&#8217;essenza di tale eresia, che pure si compone di svariati elementi e nella quale confluiscono numerose tendenze ereticali, \u00e8 questa: sostituire al culto di Dio il culto dell&#8217;uomo. Al centro di tutto non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Dio, ma l&#8217;uomo. E la Chiesa si \u00e8 messa su questo piano inclinato, che conduce all&#8217;eresia, ben prima dell&#8217;elezione, assai dubbia, del signore argentino: ci si \u00e8 messa fin dal Concilio Vaticano II, ispirato, dal principio alla fine, dalla teologia eretica di Karl Rahner, che ha continuato a sospingere e a traviare la Chiesa anche negli anni successivi, sempre pungolandola con il <em>mantra<\/em>, ripetuto fino all&#8217;ossessione: <em>bisogna completare l&#8217;opera del Concilio; il Concilio \u00e8 stato boicottato, frenato, tradito; bisogna attuare finalmente, e sino in fondo, tutte le novit\u00e0 del Concilio<\/em>. La teologia aberrante, eretica, o, per meglio dire, l&#8217;anti-teologia del gesuita Karl Rahner (gesuita come Teilhard de Chardin, come Bergoglio, come Spadaro, come Sosa Abascal, come James Martin&#8230; dobbiamo continuare l&#8217;elenco?) si d\u00e0 a conoscere fin dal nome: <em>svolta antropologica<\/em>. Ma da quando in qua la teologia \u00e8 incentrata sull&#8217;uomo? Essa \u00e8 stata presentata come una specie di &quot;rivoluzione copernicana&quot; della teologia, ma era semplicemente la morte della teologia. Se la teologia si abbassa all&#8217;orizzonte dell&#8217;umano, dell&#8217;immanenza, ci\u00f2 che avremo non sar\u00e0 pi\u00f9 la visione spirituale dell&#8217;uomo, che cerca Dio perch\u00e9 in Dio ha la nostalgia della sua patria celeste, ma una visione carnale dell&#8217;uomo, una visone biologica, materialistica e storicistica: l&#8217;uomo \u00e8 un essere naturale, dotato di impulsi, di istinti, condizionato dall&#8217;inconscio e dal super-io, modellato dalla societ\u00e0 e dalle vicende storiche&#8230; tutto, tranne che una creatura spirituale, fatta a immagine di Dio e che a Dio aspira a ritornare. Ma non \u00e8 questo che insegna la dottrina cattolica; essa insegna che l&#8217;uomo pu\u00f2 e deve innalzarsi al livello del soprannaturale, ossia della vita divina, con l&#8217;aiuto della grazia e l&#8217;azione dei Sacramenti.<\/p>\n<p>Prendiamo, a titolo di esempio &#8212; ma potremmo partire da cento altri esempi, e anche di pi\u00f9, tale \u00e8 l&#8217;inesauribile chiacchierare a ruota libera del signore argentino, anche e soprattutto nelle omelie della santa Messa &#8212; quel che Bergoglio ha affermato a proposito della Confessione. La Confessione \u00e8, fino a prova contraria, un Sacramento; ed \u00e8 un Sacramento fondamentale, perch\u00e9 senza di esso l&#8217;anima, caduta nel peccato, non ritorna in grazia di Dio, ma ne resta al di fuori; cos\u00ec come resta separata, di fatto, dalla Chiesa, perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 la comunit\u00e0 dei cristiani, ma non dei cristiani che razzolano nel peccato, bens\u00ec dei cristiani che, pur cadendo in tentazione e anche in peccato, aspirano tuttavia alla riconciliazione con il Padre celeste, per mezzo di Ges\u00f9 Cristo. A quarto pare, tuttavia, il signore argentino non la pensa a questo modo: per lui, stando alle sue stese parole, e non per una nostra malevola interpretazione, la confessione &#8211; che scriviamo, a questo punto, con la minuscola &#8212; \u00e8 una specie di chiacchierata con un prete, che potrebbe essere benissimo uno psicologo, oppure, meglio ancora, l&#8217;amico del cuore, al quale si dice tutto. Pare che il signore argentino abbia ignorato, o perso di vista, la cosa pi\u00f9 importante: che il sacerdote, nel suo ufficio di confessore, non \u00e8 che un <em>alter Christus<\/em>; e che il penitente, di conseguenza, non si reca nel confessionale per esporre le sue pene a un uomo, ma per confessare i suoi peccati a Ges\u00f9 Cristo, il quale, solo, ha il potere di rimetterli, beninteso a condizione che egli sia pentito sincerante di essi e che abbia il serio proponimento di non commetterli di nuovo. E a questa concezione materialistica, immanentistica, psicologistica della confessione, cio\u00e8 a questa concezione, se le parole hanno un senso, eretica, egli non \u00e8 arrivato per caso, ma in ragione di un errore teologico fondamentale: aver ignorato che il peccato non \u00e8 semplicemente uno sbaglio, o una colpa, in senso meramente umano, ma \u00e8 una rottura del legame filiale con Dio, quel Dio che si \u00e8 incarnato ed \u00e8 morto e risorto per redimere gli uomini, e quindi rientra nell&#8217;ordine del soprannaturale, per cui solo un&#8217;azione soprannaturale &#8212; la remissione dei peccati da parte di Cristo, per mezzo di quel certo sacerdote &#8211; ha il potere di porvi rimedio, e riammettere quell&#8217;anima nell&#8217;amicizia e nella familiarit\u00e0 con il Padre celeste.<\/p>\n<p>Rivolgendosi ai sacerdoti che confessano, da lui pomposamente denominati Missionari della Misericordia, il 9 febbraio 2016, Bergoglio ha testualmente detto:<\/p>\n<p><em>Pertanto, qualunque sia il peccato che viene confessato &#8211; o che la persona non osa dire, ma lo fa capire, \u00e8 sufficiente &#8211; ogni missionario \u00e8 chiamato a ricordare la propria esistenza di peccatore e a porsi umilmente come &quot;canale&quot; della misericordia di Dio. E vi confesso fraternamente che per me \u00e8 una fonte di gioia il ricordo di quella confessione del 21 settembre del &#8217;53, che ha riorientato la mia vita. Cosa mi ha detto il prete? Non ricordo. Ricordo solo che mi ha fatto un sorriso e poi non so cosa \u00e8 successo. Ma \u00e8 accogliere come padre&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro aspetto importante \u00e8 quello di saper guardare al desiderio di perdono presente nel cuore del penitente. \u00c8 un desiderio frutto della grazia e della sua azione nella vita delle persone, che permette di sentire la nostalgia di Dio, del suo amore e della sua casa. Non dimentichiamo che c&#8217;\u00e8 proprio questo desiderio all&#8217;inizio della conversione. Il cuore si rivolge a Dio riconoscendo il male compiuto, ma con la speranza di ottenere il perdono. E questo desiderio si rafforza quando si decide nel proprio cuore di cambiare vita e di non voler peccare pi\u00f9. \u00c8 il momento in cui ci si affida alla misericordia di Dio, e si ha piena fiducia di essere da Lui compresi, perdonati e sostenuti. Diamo grande spazio a questo desiderio di Dio e del suo perdono; facciamolo emergere come vera espressione della grazia dello Spirito che provoca alla conversione del cuore. E qui mi raccomando di capire non solo il linguaggio della parola, ma anche quello dei gesti. Se qualcuno viene da te e sente che deve togliersi qualcosa, ma forse non riesce a dirlo, ma tu capisci&#8230; e sta bene, lo dice cos\u00ec, col gesto di venire. Prima condizione. Seconda, \u00e8 pentito. Se qualcuno viene da te \u00e8 perch\u00e9 vorrebbe non cadere in queste situazioni, ma non osa dirlo, ha paura di dirlo e poi non poterlo fare. Ma se non lo pu\u00f2 fare,\u00a0ad impossibilia nemo tenetur.\u00a0E il Signore capisce queste cose, il linguaggio dei gesti. Le braccia aperte, per capire cosa c&#8217;\u00e8 dentro quel cuore che non pu\u00f2 venire detto o detto cos\u00ec&#8230; un po&#8217; \u00e8 la vergogna&#8230; mi capite. Voi ricevete tutti con il linguaggio con cui possono parlare.<\/em><\/p>\n<p><em>Vorrei, infine, ricordare una componente di cui non si parla molto, ma che \u00e8 invece determinante: la vergogna. Non \u00e8 facile porsi dinanzi a un altro uomo, pur sapendo che rappresenta Dio, e confessare il proprio peccato. Si prova vergogna sia per quanto si \u00e8 compiuto, sia per doverlo confessare a un altro. La vergogna \u00e8 un sentimento intimo che incide nella vita personale e richiede da parte del confessore un atteggiamento di rispetto e incoraggiamento. Tante volte la vergogna ti fa muto e&#8230; Il gesto, il linguaggio del gesto. Fin dalle prime pagine la Bibbia parla della vergogna. Dopo il peccato di Adamo ed Eva, l&#8217;autore sacro annota subito: Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero delle cinture\u00bb (Gen3,7). La prima reazione di questa vergogna \u00e8 quella di nascondersi davanti a Dio (cf\u00a0Gen\u00a03,8-10).<\/em><\/p>\n<p>Da questo guazzabuglio senza capo n\u00e9 coda, una cosa sola si capisce con chiarezza: che, per il signore argentino, la confessione \u00e8 un atto spiacevole, imbarazzante, e allora il sacerdote deve risparmiare al penitente l&#8217;imbarazzo, deve capirlo al volo, non c&#8217;\u00e8 bisogno di una vera confessione, essere venuto l\u00ec \u00e8 sufficiente, vuol gi\u00e0 dire che il peccatore \u00e8 pentito e che Dio lo ha perdonato. Ne deriva che la confessione \u00e8 un fatto puramente umano, e che, come in tutte le cose umane, un po&#8217; di discrezione non guasta, che diamine&#8230; Peccato che questo non abbia niente a che fare con la vera dottrina cattolica. Nel Catechismo della Chiesa cattolica si dice, ai \u00a7\u00a7 1424 e 1455: <em>\u00c8 chiamato sacramento della Confessione poich\u00e9\u00a0l&#8217;accusa<strong>,<\/strong>\u00a0la confessione dei peccati davanti al sacerdote \u00e8 un elemento essenziale\u00a0di questo sacramento. (&#8230;) La confessione dei peccati\u00a0(l&#8217;accusa),<strong>\u00a0<\/strong>anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilita la nostra riconciliazione con gli altri.<strong>\u00a0<\/strong>Con<strong>\u00a0<\/strong>l&#8217;accusa,<strong>\u00a0<\/strong>l&#8217;uomo guarda in faccia i peccati di cui si \u00e8 reso colpevole; se ne assume la responsabilit\u00e0\u00a0e, in tal modo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di rendere possibile un nuovo avvenire.<\/em> Ma se il peccatore, per la vergogna, non si accusa dei propri peccati, come pu\u00f2 il sacerdote assolverlo? Sarebbe come se Cristo avesse assolto l&#8217;adultera senza che lei si fosse riconosciuta colpevole. Del resto, non stupisce che tale sia l&#8217;idea che il signore argentino si \u00e8 fatto della confessione, del peccato e del perdono di Dio; basti dire che, in contrasto con duemila anni di teologia cattolica, ha sostenuto che Giuda si \u00e8 salvato, perch\u00e9 si era pentito: senza tener conto che non basta pentirsi, bisogna anche aver fede che Ges\u00f9 ci pu\u00f2 perdonare, e questa appunto fu la cosa di cui Giuda disper\u00f2, impiccandosi. E non \u00e8 solo il signore argentino ad avere questa impostazione teologica, figlia diretta della svolta antropologica di Karl Rahner: tutti gli esponenti di questo neoclero parlano a agiscono allo stesso modo. Quando il gesuita James Martin, per esempio, dice che il Catechismo spinge i giovani omosessuali al suicidio, e che essi non devono modificare in nulla la loro via, perch\u00e9 Dio li accetta e li ama cos\u00ec come sono, parte dalla stessa premessa erronea: che Ges\u00f9 sia venuto a confermare tutti gli impulsi, approvare tutti i desideri, santificare anche i peccati, se da essi dipende la <em>realizzazione<\/em> dell&#8217;uomo, nel qual caso non sono nemmeno pi\u00f9 peccati, ma atti perfettamente legittimi. Quale capovolgimento della vera prospettiva! Per un cristiano non esiste alcuna &quot;realizzazione&quot; dell&#8217;uomo che confligga con la volont\u00e0 di Dio, e autorizzi a tenere in non cale la legge divina, a stravolgere e rovesciare il Vangelo. Nel Vangelo non si dice che il peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato: non \u00e8 questa la misericordia di Ges\u00f9 Cristo; si dice, al contrario, che al peccatore pentito \u00e8 aperta la via del Signore, e in questo consiste il Lieto Annuncio. Invero, se il pi\u00f9 perfido dei diavoli avesse deciso di insinuarsi nella Chiesa per infettare, col suo fiato malefico, la santa dottrina, e farlo in maniera talmente subdola, che la maggior parte dei fedeli non si rendesse neppure conto dell&#8217;adulterazione, non avrebbe potuto agire diversamente da come agiscono i pastori misericordiosi alla James Martin o alla Galantino (il quale ci assicura che Dio non distrusse, ma risparmi\u00f2 Sodoma), o come Vincenzo Paglia, che fa addirittura affrescare le pareti del suo duomo con un dipinto che esalta i peccatori impenitenti e la loro &quot;gloriosa&quot; ascesa in Cielo, per opera di un Ges\u00f9 Cristo che si direbbe, semmai, una controfigura del demonio, con tanto di angeli che paiono, effettivamente, dei diavoli, tanto soni brutti e repulsivi. Tale \u00e8 la situazione della Chiesa oggi, infiltrata e sovvertita dall&#8217;interno da una contro-chiesa massonica e apostatica. E giunte le cose a questo punto, dovremmo ancora regolarci con prudenza, centellinare le parole, soppesare le espressioni, evitando di dire, chiaro e tondo, che il signor argentino e i suoi seguaci sono eretici?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono molte, ormai, le affermazioni formalmente eretiche del signore argentino, alcune delle quali affidate a semplici interviste, altre a omelie della santa Messa, altre ancora a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[117,129,157,216,242],"class_list":["post-26488","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-dio","tag-eresia","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26488"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26488\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}