{"id":26480,"date":"2007-10-31T01:51:00","date_gmt":"2007-10-31T01:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/31\/lultimo-nemico-ad-essere-sconfitto-sara-la-morte\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:41","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:41","slug":"lultimo-nemico-ad-essere-sconfitto-sara-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/31\/lultimo-nemico-ad-essere-sconfitto-sara-la-morte\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo nemico ad essere sconfitto sar\u00e0 la morte"},"content":{"rendered":"<p>Una delle affermazioni pi\u00f9 sconcertanti e, al tempo stesso, pi\u00f9 affascinanti del <em>Nuovo Testamento<\/em> \u00e8, a nostro avviso, quella in cui Paolo definisce la morte come &quot;l&#8217;ultimo nemico che (alla fine dei tempi) verr\u00e0 distrutto&quot;. Sconcertante perch\u00e9 la morte, in una prospettiva puramente umana, non \u00e8 affatto un &quot;nemico&quot;, bens\u00ec il naturale e inevitabile compimento della vita: tutto ci\u00f2 che nasce deve morire, questa \u00e8 una legge di natura che non ammette eccezione alcuna. Affascinante perch\u00e9 ci insinua un dubbio sottile e tuttavia carico di speranza, nel senso teologico del termine: qualche cosa che una parte di noi crede dal profondo del cuore e che costituisce parte essenziale della nostra struttura ontologica, nel senso che vita e speranza sono pressoch\u00e9 sinonimi: dove c&#8217;\u00e8 vita c&#8217;\u00e8 speranza, dove non c&#8217;\u00e8 speranza non c&#8217;\u00e8 nemmeno vita (o, al massimo, c&#8217;\u00e8 qualche cosa che si sforza di contraffarla, ma che ne ha solamente l&#8217;apparenza esteriore).<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare tutto il brano in questione (<em>1 Corinzi<\/em>, XV, 12-28), per cercare di coglierne il significato profondo con l&#8217;aiuto del contesto in cui \u00e8 situato:<\/p>\n<p><em>&quot;Noi dunque predichiamo che Cristo \u00e8 risuscitato dai morti. Allora come mai alcuni tra voi dicono che non vi \u00e8 risurrezione dei morti? Ma se non c&#8217;\u00e8 resurrezione dei morti, neppure Cristo \u00e8 risuscitato! E se Cristo non \u00e8 risuscitato, la nostra predicazione \u00e8 senza fondamento e la vostra fede \u00e8 senza valore. Anzi finiamo per essere falsi testimoni di Dio, perch\u00e9, contro Dio, abbiamo affermato che egli ha risuscitato Cristo. Ma se \u00e8 vero che i morti non risuscitano, Dio non lo ha risuscitato affatto. Infatti se i morti non risuscitano, neppure Cristo \u00e8 risuscitato. E se Cristo non \u00e8 risuscitato, la vostra fede \u00e8 un&#8217;illusione, e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche i credenti in Cristo che sono morti sono perduti. Ma se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i pi\u00f9 infelici di tutti gli uomini.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma Cristo \u00e8 veramente risuscitato dai morti, primizia di risurrezione per quelli che sono morti. Infatti per mezzo di un uomo \u00e8 venuta la morte, e per mezzo di un uomo \u00e8 venuta la risurrezione. Come tutti gli uomini muoiono per la loro unione con Adamo, cos\u00ec tutti risusciteranno per la loro unione a Cristo. Ma ciascuno nel suo ordine. Prima Cristo che \u00e8 la primizia, poi, quando Cristo torner\u00e0, quelli che gli appartengono. Poi Cristo distrugger\u00e0 ogni Principato, Dominazione e Potenza, e consegner\u00e0 il regno a Dio Padre: allora sar\u00e0 la fine. Perch\u00e9 Cristo deve regnare, finch\u00e9 Dio abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi. L&#8217;ultimo nemico a essere distrutto sar\u00e0 la morte. Infatti la Bibbia afferma: \u00abTutto ha posto sotto i suoi piedi\u00bb<\/em> [quest&#8217;ultima citazione si riferisce al Salmo 110, 1, e al Salmo 8, 7].<\/p>\n<p><em>&quot;Ma quando dice che tutto gli \u00e8 stato assoggettato, \u00e8 chiaro che si deve eccettuare colui che gli ha assoggettato ogni cosa. E quando avr\u00e0 assoggettato a lui tutte le cose, allora il Figlio stesso far\u00e0 atto di sottomissione a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinch\u00e9 Dio sia tutto in tutti.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Si tratta di un brano teologicamente complesso e non \u00e8 questa la sede per esaminarlo in tutti i suoi aspetti, pertanto ci limiteremo alla questione che ci eravamo posta. Che vuol dire, ad esempio, che <em>per mezzo di un uomo (cio\u00e8 Adamo) \u00e8 venuta la morte<\/em>? Forse che gli uomini, per il fatto di essere uomini, e cio\u00e8 creature viventi, non sono sempre stati soggetti alla morte? E perch\u00e9, come ci domandavamo all&#8217;inizio, Paolo chiama la morte <em>l&#8217;ultimo nemico<\/em> e afferma che esso verr\u00e0 distrutto dalla potenza di Cristo, <em>affinch\u00e9 Dio sia tutto in tutti<\/em>?<\/p>\n<p>Partiamo dalla prima questione. \u00c8 chiaro che, quando Paolo dice che la morte \u00e8 venuta nel mondo per mezzo di un uomo, non bisogna intendere questa affermazione in senso cronologico, ma metafisico. Non c&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui l&#8217;uomo, in quanto tale, non moriva; non si tratta di un &quot;prima&quot; e di un &quot;poi&quot; misurabili lungo la freccia del tempo. &quot;Non morire&quot; significa che le creature sono state portate all&#8217;essere da un atto di amore e, pertanto, che il loro destino ultimo \u00e8 sempre e comunque la vita. Quella che noi chiamiamo morte \u00e8, in realt\u00e0, un cambiamento di stato: si lascia una veste vecchia e logora per indossarne una nuova e splendente; o, se preferiamo, per assumere il nostro vero aspetto, non pi\u00f9 velato dalle illusioni spazio-temporali.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un bellissimo pensiero del filosofo Gabriel Marcel che esprime nella forma pi\u00f9 intensa e commovente questo grande mistero (ne <em>Il mistero dell&#8217;essere<\/em>, Torino, Borla Editore, 1971, 2 voll., II, pp. 131-32):<\/p>\n<p><em>&quot;Cercher\u00f2 di essere molto concreto; ricorderete la frase di un mio personaggio: \u00abAmare qualcuno significa dire: Tu non morrai&#8217;. Qual \u00e8 il significato ed il valore di questa affermazione? Indubbiamente essa non \u00e8 n\u00e9 un voto n\u00e9 un&#8217;esclamazione ottativa; direi piuttosto che si tratta di un&#8217;assicurazione profetica. Ma su quali garanzie si potr\u00e0 basare tale assicurazione? Per l&#8217;empirico o il positivista, essa deve essere considerata assurda in quanto contraddice formalmente i dati dell&#8217;esperienza; l&#8217;essere che io amo \u00e8 esposto a tutte e vicissitudini cui sono soggette le cose, ed in quanto egli \u00e8 partecipe della loro stessa natura \u00e8 soggetto alla morte. Ma la questione \u00e8 un&#8217;altra; si tratta cio\u00e8 di sapere se questa distruzione raggiunge anche ci\u00f2 per cui questo essere \u00e8 proprio un essere; infatti \u00e8 questa misteriosa qualit\u00e0 dell&#8217;essere amato, in quanto essere, che sostiene il mio amore. Ammetto che l&#8217;uso del termine qualit\u00e0 \u00e8, a questo proposito, inadeguato perch\u00e9 la qualit\u00e0 \u00e8 un predicato ed io ho detto e ripetuto svariate volte che l&#8217;ontologia trascende la logica predicativa; d&#8217;altra parte \u00e8 comprensibile che il linguaggio, a questo punto, si dia scacco da s\u00e9. L&#8217;essere che io amo non \u00e8 solo un<\/em> tu <em>ma soprattutto un oggetto proposto al mio sguardo e su cui posso compiere tutte le operazioni possibili alla mia condizione di agente fisico. In quanto<\/em> quel tale<em>, egli \u00e8 una cosa; in quanto<\/em> tu<em>, invece, egli sfugge alla natura delle cose; nulla di ci\u00f2 che io posso dire delle cose riguarda<\/em> te.<\/p>\n<p><em>&quot;Non mancano comunque le difficolt\u00e0; potreste infatti notare che in tal modo io ristabilisco ,in condizioni equivoche e precarie, la tradizionale distinzione fra<\/em> fenomeno <em>e<\/em> noumeno <em>concludendo che il fenomeno \u00e8 sottoposto alla morte, mentre il noumeno \u00e8 immortale. In realt\u00e0 il<\/em> noumeno <em>\u00e8 ancora<\/em> quel tale<em>, tanto che potremmo chiederci se non si tratti ancora di una pura finzione elaborata dal pensiero astratto, sulla base del dato empirico. Non si afferma l&#8217;indistruttibilit\u00e0 dell&#8217;essere amato da un punto di vista noumenico: l&#8217;indistruttibilit\u00e0 riguarda un certo legame, non un oggetto. Possiamo formulare nel modo seguente l&#8217;assicurazione profetica di cui parlavo poco fa: quali siano i cambiamenti di ci\u00f2 che io ho sotto gli occhi potr\u00e0 subire, io e te resteremo insieme; l&#8217;avvenimento accidentale che pu\u00f2 sopraggiungere non pu\u00f2 rendere caduca la promessa d&#8217;eternit\u00e0 inclusa nel nostro amore&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>Il lettore, a questo punto, riporti alla memoria quello che avevamo sostenuto nel precedente articolo <em>E se Lara e Jurij \u017divago avessero avuto il telefonino?<\/em>, in cui criticavamo l&#8217;impostazione implicita del libro di Maurizio Ferraris <em>Dove sei? Ontologia del telefonino.<\/em> In quella sede, avevamo &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; sostenuto che due persone, se si amano davvero, <em>sono unite per sempre.<\/em> Nulla e nessuno le potr\u00e0 separare. Forse le vicende della vita le divideranno, e magari per sempre; si cercheranno, ma non riusciranno a ritrovarsi fisicamente; non importa: sono <em>gi\u00e0<\/em> insieme; non si sono mai separate. Solo il pi\u00f9 rozzo materialismo pu\u00f2 pensare che un amore finisce perch\u00e9 due persone sono fisicamente separate. Se cos\u00ec fosse, la morte sarebbe comunque la sconfitta definitiva e irrimediabile dell&#8217;amore e della vita stessa, che \u00e8 &#8211; essenzialmente &#8211; amore.<\/p>\n<p>Dunque, dire a qualcuno: <em>ti amo<\/em>, significa in realt\u00e0 dirgli: <em>saremo insieme per sempre<\/em>; ossia, <em>il nostro legame non morir\u00e0 mai.<\/em> Ma se noi esistiamo, o siamo frutto del caso, oppure di un progetto ben preciso; ed \u00e8 molto improbabile che il caso abbia potuto produrre il fenomeno &quot;vita&quot;, anzi il fenomeno &quot;mondo&quot;. Se le cose esistono, vuol dire che sono uscite dal non-essere; diversamente bisognerebbe ipotizzare l&#8217;eternit\u00e0 del mondo, ma questo non farebbe che spostare il problema del passaggio dal non-essere all&#8217;essere in una <em>regressio ad infinitum.<\/em> Resta l&#8217;altra ipotesi, che le cose siamo pervenute all&#8217;essere per un atto di amore. In tal caso, \u00e8 come se l&#8217;Essere avesse promesso loro: <em>Voi non morrete<\/em>; in senso metafisico, naturalmente, e non puramente fisico. Diversamente, bisognerebbe pensare che l&#8217;Essere ha portato le cose all&#8217;esistenza solo per illuderle e, poi, precipitarle nel nulla. Ma se cos\u00ec fosse, di dove proverrebbe quell&#8217;intima speranza che ci pervade come un anelito d&#8217;infinito e che \u00e8 un elemento reale, non meno di quanto lo sia &#8211; ad esempio &#8211; il nostro corpo fisico? Elemento reale ma, al tempo stesso, trascendente: esprime un movimento dello spirito che, tuttavia, urta contro i limiti del finito: come una scintilla di Assoluto che brilla nel regno del relativo. Ora, questa scintilla fa parte dell&#8217;essere umano: dunque \u00e8, essa medesima, <em>essere.<\/em> Pertanto l&#8217;essere \u00e8, al medesimo tempo, condizione del nostro esistere, garanzia della nostra speranza e manifestazione dell&#8217;Amore che ci ha tratti dal non-essere.<\/p>\n<p>Se tutto questo \u00e8 vero, allora noi siamo fatti per la vita e non per la morte; anzi, tutte le cose che esistono, per il solo fatto di esistere, sono fatte per la vita e non per la morte; e sono tutte vive, tutte pervase da un anelito d&#8217;infinito, tutte trasfigurate dalla nostalgia dell&#8217;Essere. Tutte le cose pregano; tutte esistono per pregare; nulla esiste che non preghi e che non sia preghiera di lode e di ringraziamento (cfr. il nostro articolo <em>Un mondo ricco di significato \u00e8 un mondo incantato che prega in ogni fibra<\/em>). Vi \u00e8 un&#8217;unica eccezione in questo quadro generale, ed \u00e8 costituita dalla persona: la parte autocosciente della creazione. L&#8217;essere umano, per quanto ne sappiamo, \u00e8 &#8211; in quanto dotato di libert\u00e0 &#8211; l&#8217;unico ente che possa rifiutarsi a questa legge universale; l&#8217;unico ente che possa rifiutarsi di pregare; l&#8217;unico che possa preferire la bestemmia, ossia il rifiuto dell&#8217;Essere e il rifiuto dell&#8217;Amore.<\/p>\n<p>E vi sono, di fatto, delle anime perse che preferiscono il rifiuto radicale dell&#8217;Amore e il perseguimento deliberato del Male, come abbiamo visto in un precedente articolo (cfr. <em>L&#8217;anima criminale come problema filosofico<\/em>).Se la <em>persona<\/em> \u00e8, come altra vola l&#8217;abbiamo definita, sostanza spirituale incarnata e dotata di libera volizione, individui come Pichushkin (un abitante di Mosca che negli ultimi anni ha assassinato, senza un movente, molte decine di persone), che cosa sono, esattamente? Sono ancora persone, o appartengono a un altro genere di creature? Sono forse creature demoniache? Da un punto di vista filosofico e teologico, che \u00e8 quello che qui ci interessa, si tratta di una questione decisiva sapere se queste creature demoniache diventino tali in seguito a una serie di libere scelte o se siano dominate, sin dall&#8217;infanzia, da forze pi\u00f9 grandi di loro, che praticamente le trasformano in ciechi schiavi di una malvagit\u00e0 insensata e senza limiti. Di fatto, nonostante la nostra convinzione sulla fondamentale libert\u00e0 morale della persona, lo sguardo duro e impenetrabile di un uomo come Aleksandr Pichuiskin, che non prova alcun rimorso o rammarico per i suoi innumerevoli delitti, \u00e8 destinato per noi a rimanere un grande, insondabile, pauroso mistero.<\/p>\n<p>Nemmeno realt\u00e0 raccapriccianti e difficili da accettare come queste, tuttavia, possono smuoverci dall&#8217;intima convinzione che l&#8217;orizzonte ontologico proprio all&#8217;essere umano \u00e8 quello della speranza; che la speranza \u00e8 una forma di trascendenza; che la trascendenza \u00e8 una preghiera che gli enti levano all&#8217;Essere. E la preghiera degli enti allo splendore dell&#8217;Essere \u00e8 la prova del fatto che ogni cosa \u00e8 fatta per la vita e che la vita, non la morte, \u00e8 la condizione normale di tutto ci\u00f2 che esiste. Questo, forse, \u00e8 ci\u00f2 che voleva dire Paolo nella prima lettera ai Corinzi. La vittoria della morte \u00e8 solo apparente, non tocca l&#8217;essenza delle creature. Dov&#8217;\u00e8 allora la tua vittoria, o morte? Dov&#8217;\u00e8 il tuo amaro pungiglione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle affermazioni pi\u00f9 sconcertanti e, al tempo stesso, pi\u00f9 affascinanti del Nuovo Testamento \u00e8, a nostro avviso, quella in cui Paolo definisce la morte come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-26480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}