{"id":26470,"date":"2019-04-22T01:54:00","date_gmt":"2019-04-22T01:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/22\/la-misericordia-di-bergoglio-e-lautostrada-per-linferno\/"},"modified":"2019-04-22T01:54:00","modified_gmt":"2019-04-22T01:54:00","slug":"la-misericordia-di-bergoglio-e-lautostrada-per-linferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/22\/la-misericordia-di-bergoglio-e-lautostrada-per-linferno\/","title":{"rendered":"La misericordia di Bergoglio \u00e8 l&#8217;autostrada per l&#8217;inferno"},"content":{"rendered":"<p>Senza dubbio qualcuno ci accuser\u00e0 di fare del terrorismo psicologico, un&#8217;espressione che suona sempre efficace, perch\u00e9 suscita un&#8217;istintiva reazione di difesa. Ma avvertire i proprietari di un edificio che \u00e8 scoppiato un incendio al settino piano, \u00e8 fare del terrorismo psicologico? O \u00e8 dare loro una informazione da cui potr\u00e0 dipendere la loro salvezza, mentre tacere equivarrebbe ad assistere indifferenti alla loro morte tra le fiamme? Pure, vivere al tempo della post-verit\u00e0, quale \u00e8 il nostro, comporta appunto questa strana circostanza: che i pompieri vengono accusati di fare del terrorismo psicologico, e tutti li vorrebbero cacciare a sassate. Che brutta cosa, in verit\u00e0, venire a scompigliare la vita ordinata e tranquilla delle persone; buttar gi\u00f9 dal letto chi dorme il sonno dei giusti, e far venire l&#8217;affanno a chi \u00e8 gi\u00e0 tanto stressato per suo conto, da dover prendere, mattina e sera, le pastiglie per tener sotto controllo la pressione sanguigna. E adesso questi vengono a sirene spiegate, con i riflettori che sciabolano il buio, e tutto il frastuono che rompe il silenzio della notte e provoca lo spavento dei vecchi e dei bambini. Che razza di maleducati! Quale imperdonabile mancanza di delicatezza, di <em>savoir-faire<\/em>! E poi, avete notato che i pompieri, per far pi\u00f9 presto, calpestano i fiori delle aiole condominiali? I fiori che l&#8217;amministratore dello stabile aveva fatto piantare a suo tempo, e che crescevano cos\u00ec bene, conferendo una nota allegra e gentile in mezzo a tutto quel cemento. Barbari, indubbiamente; barbari senza cuore, senza alcun senso della bellezza, senza alcun gusto per le cose gradevoli e delicate!<\/p>\n<p>Ebbene, tanto peggio: ci prenderemo tutte queste accuse, e anche delle altre, ancor pi\u00f9 rabbiose, ancor pi\u00f9 cariche di veleno. Ci diranno superbi, perch\u00e9 riteniamo d&#8217;aver capito quel che gli altri non vedono, anche se, a nostro dire, dovrebbe esser cosa evidente: eppure, a giudizio della grande maggioranza dei fedeli, nella Chiesa non sta succedendo proprio nulla di strano, se non &#8212; casomai &#8212; in positivo: finalmente il clero si fa carco delle difficolt\u00e0 reali della gente, finalmente i vescovi e il papa si accorgono dei problemi di questo mondo, e la smettono di parlare in base a principi astratti, velleitari, poveri di carit\u00e0, per accogliere, includere, integrare tutti quanti, a partire dai pi\u00f9 lontani, dagli emarginati, dai poveri&#8230; Finalmente assistiamo alla realizzazione della vera Chiesa di Cristo, che \u00e8 la Chiesa dei poveri, dei feriti, dei sofferenti&#8230; Da secoli i preti lo dicevano, ma non lo facevano; da secoli i papi e il Magistero lo predicavano, ma poi razzolavano male, si perdevano in questioni metafisiche, figuriamoci, come Pio IX con il dogma dell&#8217;Immacolata Concezione, o Pio XII con quello dell&#8217;Assunzione in Cielo di Maria&#8230; Ora, per\u00f2, finalmente in Vaticano hanno eletto l&#8217;uomo giusto, un papa davvero umile e francescano, davvero amante dei poveri e dei bisognosi: infatti non parla d&#8217;altro che dei migranti, dice che Ges\u00f9 e i suoi genitori erano migranti, erano profughi; perfino nella <em>Via Crucis<\/em> del Venerd\u00ec Santo, perfino nella Domenica di Pasqua, non ha parlato che dei poveri migranti, del loro diritto ad emigrare, del nostro dovere di accoglierli. E Bassetti, Paglia, Galantino, tutti dietro al suo nobile esempio. E il cardinale Parolin, l&#8217;eminenza grigia, l&#8217;uomo nell&#8217;ombra? Ma certo, anche lui, lui per primo: che bello sapere che il papa \u00e8 circondato da uomini cos\u00ec devoti, cos\u00ec fidati, e soprattutto cos\u00ec illuminati dallo Spirito Santo. Tanto illuminati che hanno quasi smesso di parlar di Ges\u00f9 per sostituirlo con papa Francesco; hanno quasi smesso di parlare di Dio, per inginocchiarsi davanti agli uomini e baciar loro i piedi; quasi smesso di parlare della vita eterna, per sensibilizzarci sui temi dell&#8217;ambiente e del clima, con l&#8217;ausilio di una geniale quindicenne, quella che marina la scuola tutti i venerd\u00ec per piazzarsi col suo cartello di rimprovero davanti al Parlamento del suo Paese, e accusare gli adulti di egoismo, per la loro feroce volont\u00e0 di rubare il futuro ai quindicenni nobilmente sensibili ai temi del pianeta, come lei. Non \u00e8 mancato neppure un arcivescovo bergogliano, quello di Berlino, Heiner Koch, che ha paragonato Greta a Ges\u00f9 Cristo; Bergoglio, da parte sua, l&#8217;ha voluta incontrare, complimentare, omaggiare, come gi\u00e0 aveva fatto Jean-Claude Juncker&#8230;<\/p>\n<p>E allora, visto che siamo dediti al terrorismo psicologico, diciamolo forte e chiaro: la cosiddetta misericordia, tanto sbandierata dal signor Bergoglio (non possiamo e non dobbiamo chiamarlo papa, n\u00e9 considerarlo tale), non \u00e8 che l&#8217;autostrada per l&#8217;inferno. Che l&#8217;inferno esista, \u00e8 una verit\u00e0 di fede, e Ges\u00f9 Cristo ne ha parlato molte volte (faceva del terrorismo psicologico anche lui?), ad esempio allorch\u00e9 diceva (<em>Matteo<\/em>, 13, 41-42): <em>Il Figlio dell&#8217;uomo mander\u00e0 i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquit\u00e0\u00a0e li getteranno nella fornace ardente dove sar\u00e0 pianto e stridore di denti.<\/em> Che all&#8217;inferno ci vanno le anime dei peccatori impenitenti, le quali disprezzano l&#8217;amore e il perdono di Dio, \u00e8 pure una verit\u00e0 di fede. La Chiesa l&#8217;ha sempre insegnata; checch\u00e9 ne dicano i falsi preti e i falsi teologi bergogliani dell&#8217;ultima ora, a sentire i quali tutti gli uomini saranno perdonati, perfino Giuda, anche se non rivolgono a Dio neanche un pensiero di contrizione. Ma perch\u00e9 poi i peccatori dovrebbero mostrare contrizione, visto che teologi come don Paolo Scquizzato affermano che l&#8217;<em>Atto di dolore<\/em> \u00e8 una preghiera totalmente sbagliata, e che sarebbe ora di scordarsela? E visto che altri sedicenti teologi, come James Martin, non cessano di fare giri di propaganda omosessualista, accusando il Catechismo di discriminare i gay e spingerli al suicidio, mentre si sa che il calendario liturgico \u00e8 pieno delle ricorrenze di santi che certamente erano gay? E nondimeno, ci rendiamo ben conto di aver fatto un&#8217;affermazione particolarmente grave: abbiamo detto che la finta misericordia del signor Bergoglio ha come esito la dannazione delle anime e, quindi &#8212; salvo l&#8217;imperscrutabile mistero dell&#8217;Amore e della Giustizia di Dio &#8211; la pena dell&#8217;inferno. Vediamo, con un esempio concreto, perch\u00e9 lo abbiamo detto. Prendiamo l&#8217;esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>, un documento che, in teoria, dovrebbe riflettere il Magistero della Chiesa, ma che lo riflette cos\u00ec poco da aver indotto prima quattro eminenti cardinali a esprimere i loro rispettosi <em>dubia<\/em> al signor Bergoglio chiedendogli un chiarimento, o un qualsiasi cenno di risposta, che tuttavia non \u00e8 mai arrivato (alla faccia della sua misericordia di marca prettamente francescana), poi una settantina di sacerdoti e teologi a stilare una <em>Correctio filialis<\/em>, sempre per tentar di porre una pezza sullo squarcio gigantesco che alcune proposizioni di quel documento aprono nel corpo vivo del Magistero stesso.<\/p>\n<p>In questo caso, l&#8217;oggetto della falsificazione dottrinaria perpetrata dal signore argentino riguarda ben tre Sacramenti nel medesimo tempo: la Confessione, l&#8217;Eucarestia e il Matrimonio. Per la dottrina cattolica, il Matrimonio, non dovrebbe servire ricordarlo, \u00e8 un Sacramento; e ricevere un Sacramento equivale a ricevere un dono della Grazia di Dio che rimane per tutta la vita; rompere quel Sacramento, equivale a rifiutare la Grazia di Dio e quindi a scegliere deliberatamente la strada del peccato mortale. Ora, per quanto la vita coniugale di alcune persone possa suscitare la nostra compassione, a causa della brutalit\u00e0 o dell&#8217;infedelt\u00e0 sistematica di uno dei due coniugi, nessun cattolico \u00e8 autorizzato a trarne la conclusione che il Matrimonio \u00e8 una cosa che si possa rompere mediante il divorzio, per passare eventualmente ad un&#8217;altra relazione. Nessuno pu\u00f2 rompere un matrimonio, perch\u00e9 \u00e8 un Sacramento, e dunque \u00e8 sacro: Dio stesso si \u00e8 unito ai due sposi, affinch\u00e9 siano <em>una carne sola e uno spirito solo<\/em>; e Ges\u00f9 ha solennemente ammonito affinch\u00e9 <em>l&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>. Al massimo, un matrimonio pu\u00f2 essere annullato, cio\u00e8 dichiarato invalido e insussistente, se, a giudizio, della Chiesa, non esistevano le condizioni perch\u00e9 fosse debitamente contratto (e qui stendiamo, per carit\u00e0 di patria, un velo pietoso sugli innumerevoli abusi, per giunta dettati da ragioni venali, cui si abbandonano i sacerdoti della Sacra Rota quando devono giudicare su questa materia). Dunque, un coniuge che rompe il proprio matrimonio separandosi e divorziando, e passando a una nuova unione, matrimoniale o non, compie un grave peccato, che equivale alla rottura di un Sacramento. In condizioni di peccato grave, la dottrina cattolica insegna che non ci si pu\u00f2 comunicare e che non basta neppure la confessione, se essa non \u00e8 accompagnata dal fermo proposito di non peccare pi\u00f9; vale a dire, nel caso specifico, di non persistere nella profanazione del Sacramento matrimoniale. Ma ecco che il signore argentino, sfoderando i suoi vocaboli preferiti, <em>misericordia<\/em> e <em>discernimento<\/em>, viene a dirci che non occorre confessarsi, n\u00e9 pentirsi e cambiar vita; che basta il giudizio della propria coscienza, perch\u00e9 anche i divorziati rispostati possano fare la Comunione (\u00a7 303):<\/p>\n<p><em>A partire dal riconoscimento del peso dei condizionamenti concreti, possiamo aggiungere che la coscienza delle persone dev&#8217;essere meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio. Naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore, e proporre una sempre maggiore fiducia nella grazia. Ma questa coscienza pu\u00f2 riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; pu\u00f2 anche riconoscere con sincerit\u00e0 e onest\u00e0 ci\u00f2 che per il momento \u00e8 la risposta generosa che si pu\u00f2 offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella \u00e8 la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessit\u00e0 concreta dei limiti, bench\u00e9 non sia ancora pienamente l&#8217;ideale oggettivo. In ogni caso, ricordiamo che questo discernimento \u00e8 dinamico e deve restare sempre aperto a nuove tappe di crescita e a nuove decisioni che permettano di realizzare l&#8217;ideale in modo pi\u00f9 pieno.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, avete letto bene: c&#8217;\u00e8 scritto proprio cos\u00ec; che un peccatore, il quale ha infranto il Sacramento matrimoniale, pu\u00f2 autoassolversi e qualora, dopo essersi fatto l&#8217;esame di coscienza, trovasse, <em>con sincerit\u00e0 e onest\u00e0<\/em>, che il suo persistere nel peccato \u00e8 <em>la risposta generosa che egli pu\u00f2 offrire a Dio<\/em>, allora egli sarebbe a posto. Il peccato, il peccato stabile, abituale, assunto come stile di vita, diventa una offerta generosa che l&#8217;anima fa a Dio. Ma si pu\u00f2 immaginare una dottrina pi\u00f9 anticristiana, pi\u00f9 blasfema, pi\u00f9 rivoltante di questa? E come se non bastasse, dopo aver affermato (al \u00a7 304) che <em>\u00e8 meschino soffermarsi a considerare solo se l&#8217;agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perch\u00e9 questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedelt\u00e0 a Dio nell&#8217;esistenza concreta di un essere umano<\/em>; e che (\u00a7 305) <em>un Pastore non pu\u00f2 sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni &quot;irregolari&quot;, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone<\/em>; dopo aver puntato l&#8217;indice, cio\u00e8, non contro il peccato, ma contro il confessore &#8212; il quale, ricordiamolo se per caso qualcuno se ne fosse scordato, \u00e8 un <em>alter Christus<\/em> e non gi\u00e0, come dice demagogicamente il signor Bergoglio, un &quot;cuore chiuso&quot; alla misericordia &#8212; lo stesso documento rincara la dose (sempre al \u00a7 305):<\/p>\n<p><em>A\u00a0causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, \u00e8 possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato &#8212; che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno &#8212; si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carit\u00e0, ricevendo a tale scopo l&#8217;aiuto della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p>Davvero, si stenta a credere che un (vero) papa abbia potuto scrivere queste righe, e che la grande maggioranza del clero e dei fedeli le abbia prese per buone. A parte la discutibile sviolinata sulle difficolt\u00e0 oggettive, che sa tanto di Rousseau e assai poco di Ges\u00f9 Cristo (per cui l&#8217;uomo sarebbe fondamentalmente buono, ma \u00e8 la societ\u00e0 che lo corrompe e lo fa diventare vizioso) e che ricorda le arringhe degli avvocati difensori, sempre propensi a scusare e ad attenuare le colpe dei loro assistiti invocando non si sa quali condizionamenti esterni, la proposizione <em>\u00e8 possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato (&#8230;) si possa vivere in grazia di Dio<\/em> \u00e8 mostruosa, illogica, del tutto fuorviante sul piano teologico e morale. Essere peccatori e, al tempo stesso, essere in grazia di Dio? Ma quale studente al primo anno di teologia, in seminario, avrebbe potuto dire una simile corbelleria, una simile bestemmia, e passarla liscia? A quale studentello sarebbe stata perdonata una enormit\u00e0 di tale portata? Eppure, al signore argentino anche questo viene permesso: e gli viene permesso dal silenzio\/assenso della gran massa dei fedeli. Dove sono, a questo punto, i Parolin, i Bassetti, i Paglia, i Galantino? No: ci sono solo i Marx, i Kasper, i Bianchi, gli Spadaro e tutta la schiera dei neomodernisti che esulta per la demolizione sistematica o, peggio ancora &#8211; se possibile &#8211; per il totale capovolgimento della vera dottrina cristiana. Qualcuno riesce a immaginarsi Ges\u00f9 Cristo che esprime un concetto simile? No, assolutamente, e per un&#8217;ottima ragione: \u00e8 un linguaggio perfido, untuoso, volutamente fuorviante; pretesco e gesuitico, nel significato peggiore dei termini&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza dubbio qualcuno ci accuser\u00e0 di fare del terrorismo psicologico, un&#8217;espressione che suona sempre efficace, perch\u00e9 suscita un&#8217;istintiva reazione di difesa. 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