{"id":26469,"date":"2018-07-18T02:06:00","date_gmt":"2018-07-18T02:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/18\/la-misericordia-come-maschera-del-disprezzo-di-se\/"},"modified":"2018-07-18T02:06:00","modified_gmt":"2018-07-18T02:06:00","slug":"la-misericordia-come-maschera-del-disprezzo-di-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/18\/la-misericordia-come-maschera-del-disprezzo-di-se\/","title":{"rendered":"La misericordia come maschera del disprezzo di s\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>Si sente un gran parlare di misericordia, di compassione, di accoglienza, di solidariet\u00e0, d&#8217;inclusione e altre commoventi e zuccherose espressioni dello stesso genere: sono entrate a far parte del vocabolario e della mappa concettuale (o pseudo concettuale) di cui qualsiasi persona che aspiri ad essere socialmente accettata deve provvedersi largamente, come il viandante che riempie di vettovaglie la bisaccia per affrontare il suo viaggio. Deve provvedersene il cattolico cos\u00ec come il laico, il sacerdote come il sindaco, il vescovo come l&#8217;insegnante. Per la prima volta nella storia della nostra societ\u00e0, laici e cattolici si trovano accomunati da queste espressioni e da questi valori; per la prima volta accade che li si trovi, ospiti fissi, sulle colonne di <em>Repubblica<\/em> e nelle omelie quotidiane da Casa Santa Marta, nei servizi del telegiornale e nei foglietti distribuiti nelle parrocchie e nelle chiese. Le adoperano gli intellettuali di sinistra e i cardinali, ne fanno sfoggio gli animatori dei <em>boy scout<\/em> e gli opinionisti <em>politically correct<\/em>, e i loro discorsi sono assolutamente intercambiabili. Miracolo: per la prima volta nella storia i preti e i mangiapreti, gli abortisti e gli antiabortisti, i radicali e i clericali, si esprimono con lo stesso linguaggio e fanno appello agli stessi sentimenti, e puntano ai medesimi obiettivi; includere, accogliere, ospitare, sostenere, mostrare compassione e, appunto, misericordia. Il teologo e cardinale Walter Kasper ha scritto un libro, intitolato <em>Misericordia<\/em>, che \u00e8 diventato la nuova <em>Bibbia<\/em> e il nuovo <em>Vangelo<\/em> del terzo millennio, pi\u00f9 letto e pi\u00f9 amato di quell&#8217;altro, quello ornai vecchiotto e superato, ispirato da un certo Ges\u00f9 Cristo e scritto, invero rozzamente, o comunque metaforicamente, da quattro oscuri personaggi ebrei vissuti duemila anni fa, quando (pensate che scandalo!) non c&#8217;erano neppure i registratori e che, pertanto, forse non hanno riportato fedelmente le parole del loro Maestro. Sicuramente \u00e8 il libro pi\u00f9 amato dal signor Bergoglio; quello al quale, per sua stessa ammissione, egli si \u00e8 maggiormente ispirato nella sua azione di pontefice.<\/p>\n<p>Il fatto che il cardinale Kasper sia un teologo eretico, che da molti anni scrive e dice cose che non collimano affatto con la dottrina cattolica; il fatto che solo per un miracolo, o meglio per le sue potenti protezioni massoniche, non sia stato cacciato fuori a pedate e scomunicato dalla Chiesa cattolica; il fatto che, con astuzia canagliesca, sia riuscito non solo a rimanere, ma a far carriera e infine a vedersi promosso, dalla massima autorit\u00e0 ecclesiastica, a teologo simbolo del &quot;nuovo corso&quot;, sono circostanze che non turbano, n\u00e9 disturbano affatto, i neocattolici e il neoclero, i quali, anzi, vedono in questo mutamento di segno nell&#8217;atteggiamento della Chiesa verso il loro idolo, la prova che finalmente lo &quot;spirito del Concilio&quot; sta prevalendo e che, una buona volta (ed era ora!) le loro idee, che poi sono le idee del modernismo, gi\u00e0 condannate formalmente da san Pio X fin dal 1907, si son prese la rivincita, sono rientrate per la porta principale al tempo del Concilio, e ora si sono imposte come la nuova linea ufficiale della neochiesa, al preciso scopo di sostituire la teologia precedente e, in particolare, di far dimenticare la scolastica, san Tommaso, il Concilio di Trento (la loro bestia nera) e tutto ci\u00f2 che si oppone al processo di dialogo, apertura e fraternizzazione coi protestanti, con gli ebrei, con gli islamici, coi comunisti o ex comunisti o post-comunisti o cripto-comunisti, coi radicali, coi massoni, con gli atei e i materialisti militanti e, insomma, con tutte le declinazioni possibili e immaginabili della cultura moderna e non cattolica o anticattolica, con la sola eccezioni di quelli che essi considerano i loro nemici irriducibili, i soli non meritevoli n\u00e9 di compassione, n\u00e9 di misericordia: i cattolici, i cattolici veri, che essi, per screditarli e metterli in pessima luce, chiamano &quot;tradizionalisti&quot;, mentre la sola qualifica che spetti loro sia quella di cattolici, senz&#8217;altre specificazioni. Cattolici come lo era san Pio da Pietrelcina; cattolici come lo era santa Teresina di Lisieux; cattolici come san Massimiliano Kolbe. Tutte figure, lo avete notato?, che evidentemente risultano un po&#8217; scomode, un po&#8217; indigeste, visto che sono state fatte silenziosamente scivolare nel cono d&#8217;ombra, mentre i riflettori si sono spostati sulle figure che sono praticamente la loro antitesi: i don Milani, i don Mazzolari, i padre Turoldo, insomma quei sacerdoti che incarnano il &quot;nuovo corso&quot; ancora agli albori, e che sono pertanto circonfusi dalla nobile luce degli antesignani, dei precursori, di coloro i quali, soffrendo e pagando di persona, hanno tracciato il sentiero per quelli che sarebbero venuti dopo: cio\u00e8 loro, i neopreti e i neocattolici, i fautori di Bergoglio e dell&#8217;attuale indirizzo ecclesiastico, fondato sul valore centrale di una non meglio specificata &quot;misericordia&quot;.<\/p>\n<p>Diciamo &quot;non meglio specificata&quot; perch\u00e9, in questo mare dolciastro di buonismo, non si capisce bene nemmeno di chi sia la misericordia di cui si parla, se dell&#8217;uomo, o di Dio, o di entrambi; anzi si ha l&#8217;impressione che essa diventi una categoria unica, trasversale, metafisica, per cui diventa lecito aspettarsi, quasi come fosse un diritto, di ricevere da Dio tanta misericordia quanta se ne riceve dai vescovi e dai preti di strada, dagli operatori della <em>Caritas<\/em> e perfino dai militanti delle organizzazioni non governative i quali, con le loro navi (finanziate da uomini notoriamente e sinceramente misericordiosi come George Soros) pattugliano le coste della Libia per prendere a bordo, d&#8217;accordo con gli scafisti, tutti quelli che vogliono essere trasbordati in Italia e trasferirsi stabilmente in Europa, profughi o non profughi, naufraghi veri o naufraghi falsi (perch\u00e9 chi esce in mare su un gommone sovraccarico e immediatamente lancia il segnale di Sos per essere soccorso e preso a bordo, non \u00e8 evidentemente un vero naufrago, ma uno che intende usare il pericolo di naufragare come arma di pressione e di ricatto per costringere gli altri a fare quel che lui vuole, cio\u00e8 consentirgli di entrare illegalmente in un Paese ove non ha alcun diritto di essere accolto). E siccome la misericordia di questi soggetti \u00e8 illimitata e si estende anche a quanti non sono cos\u00ec miseri come vorrebbero far credere, e della condizione di poveri e di stranieri fanno una comoda professione per essere mantenuti senza far nulla, succede che molti cattolici si sono convinti, anche perch\u00e9 i loro preti gliel&#8217;hanno detto e ripetuto in tutte le salse, che Dio \u00e8 almeno altrettanto misericordioso, e quindi n\u00e9 divorzio, n\u00e9 aborto, n\u00e9 adulterio, n\u00e9 sodomia, n\u00e9 pederastia, sono peccati tanto gravi da meritare una seria condanna, perch\u00e9 a tutto c&#8217;\u00e8 rimedio grazie alla misericordia di Dio, indipendentemente dal pentimento del peccatore e dal suo proponimento di non peccare pi\u00f9. Un concetto, questo, che \u00e8 stato mirabilmente illustrato da quel che \u00e8 successo nella ex parrocchia veronese di don Giuliano Costalunga, reduce dalle Canarie e da un matrimonio (con un uomo), che il suo vescovo, monsignor Zenti &#8211; il quale, a quanto \u00e8 dato di capire, lo considera ancora, e nonostante tutto, un suo prete &#8211; ha abbracciato davanti ai fedeli edificati (o inorriditi, questo non \u00e8 dato di sapere con certezza) e gli ha augurato di <em>seguire liberamente la sua strada<\/em>; mentre quello era talmente contrito e pentito del suo fallo, da dichiarare baldanzosamente alla stampa: <em>Auguro a tutti di provare un amore grande come quello che provo io per mio marito!<\/em> S\u00ec, avete capito bene, non \u00e8 un errore di battitura: <em>per mio marito<\/em>; perch\u00e9, evidentemente, don Costalunga si considera la moglie del suo amore, e augura a tutti i buoni cattolici di innamorarsi come si \u00e8 innamorato lui, e di farsi moglie, se maschi, o marito, se femmine, in nome di un amore che \u00e8 pi\u00f9 grande di quisquilie e pinzillacchere come il fatto di appartenere biologicamente al sesso maschile o al sesso femminile.<\/p>\n<p>Ma da dove nasce tutta questa voglia di misericordia, intesa nel senso pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 buonista possibile? Che cosa ha spinto un professore di Treviso &#8212; inutile fare il nome, lo trovate su qualunque sito internet &#8212; prima a prendersi in casa quattro sedicenti profughi africani, poi ad andarsene via con sua moglie, e, pur avendo dei figli, a lasciare a quei ragazzi stranieri la sua casa, in modo da non &quot;disturbarli&quot; con la sua presenza, insegnando loro che si pu\u00f2 avere tutto senza aver fatto nulla, e che un uomo pu\u00f2 lavorare tutta la vita per regalare i frutti del suo lavoro non a chi ha bisogno, ma a chi noi proclamiamo bisognoso, anche se ci sarebbero migliaia e milioni di persone pi\u00f9 bisognose, ma che hanno la sfortuna di avere la pelle bianca, di non minacciare di annegarsi davanti alle spiagge per muovere a compassione, e troppo dignitose per chiedere la carit\u00e0, anche se non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese? Davanti a una simile perversione del concetto e della pratica della misericordia, non si pu\u00f2 fare a meno di chiedersi da dove essa abbia origine; e bench\u00e9, in generale, siamo fieramente avversi alla smania psicanalitica di attribuire sempre motivazioni nascoste e vergognose ai comportamenti coscienti delle persone, in questo caso siamo portati a sospettare fortemente qualcosa del genere: e cio\u00e8 che solo dei sentimenti alquanto negativi possano essere all&#8217;origine di una compassione e di una misericordia che non sono veramente tali, perch\u00e9 offendono il nostro pi\u00f9 elementare senso della giustizia e perch\u00e9 vanno palesemente contro il buon senso, contro l&#8217;evidenza dei fatti e perfino contro l&#8217;istinto di conservazione, il pi\u00f9 antico e profondo istinto di qualsiasi creatura vivente. Ebbene: riflettendo a lungo, e osservando le persone che pi\u00f9 si spendono per questo tipo di misericordia, siamo giunti alla conclusione che il massimo della &quot;misericordia&quot; viene sbandierato laddove l&#8217;anima delle persone, e della societ\u00e0, tocca il massimo dell&#8217;auto-disprezzo. In altre parole, si arriva ad essere cos\u00ec svisceratamente, cos\u00ec inverosimilmente altruisti, quando non ci si vuole pi\u00f9 bene, quando si \u00e8 smarrito il rispetto di s\u00e9, quando si \u00e8 dominati da un potente, inconscio istinto di morte. Solo una persona afflitta da un tale disprezzo, e solo una societ\u00e0 che cova la brama della propria autodistruzione, pu\u00f2 coltivare una &quot;misericordia&quot; che si traduce in una benevolenza indiscriminata verso l&#8217;altro, verso il diverso, verso il lontano, ma che non trova alcun riscontro quando si tratta dei propri vicini, e, a ben guardare, pi\u00f9 ancora verso se stessi. In altre parole: per amare il prossimo, bisogna prima sapere amare se stessi; chi non si vuol bene, chi si detesta, chi vorrebbe scomparire, non sa essere misericordioso, n\u00e9 compassionevole, ma solo buonista. E sia chiaro che il buonismo non \u00e8 una forma di grande bont\u00e0, ma il contrario della bont\u00e0, la sua diabolica contraffazione e il suo perfido capovolgimento.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una lucidissima riflessione di Friedrich Nietzsche, in <em>Al di l\u00e0 del bene e del male<\/em> (<em>Jenseits von Gut und B\u00f6sen<\/em>, Parte settimana, n. 222; traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, Roma, Newton &amp; Compton, 1993, p. 148):<\/p>\n<p><em>Dove oggi viene predicata la compassione &#8211; e, se si ascolta bene, ora non si predica pi\u00f9 nessuna altra religione &#8212; lo psicologo dovrebbe aprire le orecchie: attraverso tutta la vanit\u00e0, attraverso tutto il frastuono che \u00e8 proprio di questi predicatori (come di tutti i predicatori) egli sentir\u00e0 un rauco, lamentoso, genuino accento di DISPREZZO DI S\u00c9. Esso appartiene a quell&#8217;incupimento e abbrutimento dell&#8217;Europa che sta aumentando ormai gi\u00e0 da un secolo (e i cui primi sintomi sono gi\u00e0 registrati a titolo di documento in una preoccupata lettera di Galiani a Madame d&#8217;Epinay: se pure non ne \u00e8 la causa! L&#8217;uomo dalle &quot;idee moderne&quot;, questa scimmia orgogliosa \u00e8 terribilmente scontento di s\u00e9: questo \u00e8 sicuro. Egli soffre: e la sua vanit\u00e0 vuole che egli si limiti a &quot;con-patire&quot;&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Incupimento e abbrutimento<\/em> dell&#8217;Europa: sembra una pagina scritta oggi. Eppure, per Nietzsche il fenomeno \u00e8 osservabile gi\u00e0 da cent&#8217;anni; e lui scriveva centotrentadue anni fa! Ed eccezionalmente acuta \u00e8 anche l&#8217;osservazione a proposito delle cause del fenomeno: la vanit\u00e0 di una &quot;scimmia orgogliosa&quot; che \u00e8 tremendamente scontenta di s\u00e9, ma, piuttosto che interrogarsi su tale scontentezza, anzi, piuttosto che confessarla a se stesso francamente, preferisce mettersi a distribuire all&#8217;esterno manciate di compassione e carrellate di misericordia. Sentendosi cos\u00ec buono, l&#8217;uomo &quot;dalle idee moderne&quot; (meravigliosa definizione di Nietzsche) stordisce il suo senso di colpa e fa in modo di non doversi confrontare con una realt\u00e0 sgradita e dolorosa, anzi, estremamente umiliante: il proprio disastroso, totale fallimento, proprio nella fase storica in cui gli sembra di aver raggiunto gran parte dei suoi storci obiettivi: il dominio della natura e la disponibilit\u00e0 di un ampio armamentario per gratificare il proprio narcisismo. E non si creda che vi sia incompatibilit\u00e0 fra narcisismo e auto-disprezzo, al contrario sono due sentimenti che possono benissimo andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo. Se proprio hanno voglia di leggere altro dal <em>Vangelo<\/em>, ai cattolici buonisti e misericordiosi (in realt\u00e0 non cattolici ma modernisti: distinzione decisiva, perch\u00e9 chi \u00e8 padrone del linguaggio e lo distorce a suo piacere arriva anche a controllare e manipolare il pensiero altrui) invece di Kasper consiglieremmo il vecchio Nietzsche. Kasper \u00e8 un eretico subdolo e in malafede, che distorce orribilmente il concetto della misericordia cristiana e lo piega al suo fine modernista, traendo in inganno la massa dei cattolici poco avvezzi a certi approfondimenti, e propensi a fidarsi dei loro pastori. Nietzsche, che \u00e8 dichiaratamente anticristiano (ma che, a suo modo, ha un&#8217;anima religiosa), possiede tuttavia pi\u00f9 onest\u00e0 intellettuale di cento Kasper; e molte delle sue osservazioni possono rivelarsi preziose per qualsiasi persona intelligente, dunque anche per dei veri cattolici&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente un gran parlare di misericordia, di compassione, di accoglienza, di solidariet\u00e0, d&#8217;inclusione e altre commoventi e zuccherose espressioni dello stesso genere: sono entrate a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107],"class_list":["post-26469","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26469"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26469\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}