{"id":26463,"date":"2010-12-09T11:25:00","date_gmt":"2010-12-09T11:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/09\/la-mente-crea-i-fantasmi-che-vorrebbero-imprigionarci-nel-dolore\/"},"modified":"2010-12-09T11:25:00","modified_gmt":"2010-12-09T11:25:00","slug":"la-mente-crea-i-fantasmi-che-vorrebbero-imprigionarci-nel-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/09\/la-mente-crea-i-fantasmi-che-vorrebbero-imprigionarci-nel-dolore\/","title":{"rendered":"La mente crea i fantasmi che vorrebbero imprigionarci nel dolore"},"content":{"rendered":"<p>La mente con le sue svariate dinamiche, nel pensiero filosofico occidentale, \u00e8 stata decisamente sopravvalutata, al punto da divenire quasi il sinonimo dell&#8217;io e da prendere il posto del concetto, molto pi\u00f9 ampio e comprensivo, di anima.<\/p>\n<p>E allora diciamolo forte e chiaro: la mente \u00e8 solo una parte dell&#8217;io; generalmente la pi\u00f9 petulante, la pi\u00f9 stupida, la pi\u00f9 aggressiva: quella che ci vorrebbe sottomettere alla sua logica perversa, a scapito del nostro stesso bene, di cui nulla le importa.<\/p>\n<p>Il male probabilmente pi\u00f9 diffuso della nostra societ\u00e0, la depressione, \u00e8 un prodotto della mente e dei suoi fantasmi; e cos\u00ec lo sono l&#8217;ansia, l&#8217;aggressivit\u00e0, l&#8217;insicurezza, la paura, la brama, la frustrazione ed il senso di inadeguatezza, con tutto il loro inevitabile corollario di malesseri e di malattie del corpo.<\/p>\n<p>Noi non stiamo bene con il nostro corpo, quando il nostro corpo non va d&#8217;accordo con la mente; o meglio: quando la nostra anima subisce la dittatura della mente: dittatura implacabile, ferrea, che tende a reiterare sempre le stesse dinamiche ossessive, delle quali si alimenta.<\/p>\n<p>Ogni qualvolta noi ci fissiamo su un&#8217;idea negativa, cadiamo vittime del ricatto della mente, della prepotenza della mente; anche se lo abbiamo fatto chiss\u00e0 quanti anni prima, magari nell&#8217;infanzia, allorch\u00e9 la nostra mente si \u00e8 persuasa di una nostra incapacit\u00e0, o di un nostro difetto o di una nostra colpa, presto o tardi essa ci presenter\u00e0 il conto.<\/p>\n<p>E sar\u00e0 un conto salatissimo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, a dispetto del ricatto cui la mente incessantemente tenta di sottoporci, bisogna aver chiaro che non esistono colpe che non possano essere perdonate, che noi non possiamo perdonare a noi stessi; tanto pi\u00f9 che la nostra mente tende a incolparci di qualsiasi cosa, instillando in noi l&#8217;idea che una enorme responsabilit\u00e0 grava sulle nostre spalle e che, se non saremo all&#8217;altezza di portarla, per causa nostra avverranno chiss\u00e0 quali disastri.<\/p>\n<p>La mente tenta di ipnotizzarci, caricandoci di sensi di colpa verso noi stessi e verso gli altri; poi, quando siamo ipnotizzati a dovere, ci schiaccia sotto il loro peso e suscita in noi una reazione di rifiuto, che aggrava ulteriormente il nostro malessere: perch\u00e9 non \u00e8 negando il dolore che potremo uscirne, ma accettando gli stati dell&#8217;essere che stiamo via via attraversando.<\/p>\n<p>Questo non significa che non esistano responsabilit\u00e0 di alcun tipo o che non esistano, in assoluto, anche delle colpe.<\/p>\n<p>Esistono responsabilit\u00e0 ed esistono colpe; ma le responsabilit\u00e0, il pi\u00f9 delle volte, non sono cos\u00ec enormi come la mente vorrebbe farci credere, per poterci meglio tenere in suo potere; e le colpe non sono cos\u00ec imperdonabili come essa, per la stessa ragione, vorrebbe renderci persuasi: esiste una legge cosmica di interazione fra tutti gli enti, per cui il nostro agire non \u00e8 mai cos\u00ec assoluto, cos\u00ec determinante come siamo propensi a credere, n\u00e9 in male n\u00e9 in bene.<\/p>\n<p>Le cose accadono quando esistono delle ragioni a ci\u00f2 sufficienti: e questa, che a tutta prima potrebbe sembrare una autentica banalit\u00e0 filosofica, \u00e8, viceversa, una delle pi\u00f9 alte forme di consapevolezza cui un essere umano sia in grado di pervenire.<\/p>\n<p>La conseguenza pi\u00f9 diretta di tale legge universale \u00e8 che, quando noi ci incolpiamo o ci vantiamo per aver provocato il tale o il talaltro evento, stiamo decisamente esagerando sia la nostra colpa, che il nostro merito.<\/p>\n<p>Di fatto, noi non potremmo determinare un bel nulla, se non esistessero innumerevoli altre circostanze che rendono possibile l&#8217;effetto delle nostre azioni, sia in senso positivo che in senso negativo.<\/p>\n<p>Noi non siano cos\u00ec importanti come crediamo di essere, anche se importante \u00e8 la nostra fedelt\u00e0 a un sistema di valori ben preciso; in altre parole, quello che conta non \u00e8 tanto l&#8217;esito del nostro agire, ma le motivazioni di esso.<\/p>\n<p>La pratica della meditazione, in effetti, altro non \u00e8 che il modo dell&#8217;essere di cui si serve l&#8217;anima per liberarsi dalla dura tirannia della mente; per lasciar cadere i pensieri ad uno ad uno, mostrandone il carattere illusorio, finch\u00e9 non rimane altro che una grande pace.<\/p>\n<p>La mente \u00e8 sempre irrequieta e turbolenta; non concede tregua, non conosce respiro; Dante lo aveva magnificamente compreso e descritto con mirabile concisione in quel passo della \u00abDivina Commedia\u00bb (\u00abPurgatorio\u00bb, V, 16-18):<\/p>\n<p>\u00abch\u00e9 sempre l&#8217;uomo in cui pensier rampolla<\/p>\n<p>sovra pensier, da s\u00e9 dilunga il segno,<\/p>\n<p>perch\u00e9 la foga l&#8217;un dell&#8217;altro insolla\u00bb.<\/p>\n<p>Non bisogna ascoltare tutto quello che essa dice; non bisogna subire il suo ricatto, n\u00e9 lasciarsi schiavizzare dalla sua prepotenza.<\/p>\n<p>La filosofia orientale si era gi\u00e0 accorta della natura illusoria e prevaricatrice della mente nell&#8217;economia della vita interiore, e ne aveva delineato un quadro di straordinaria chiarezza, molto prima che in Occidente &#8211; tutti assorti a celebrare le lodi del Logos razionale &#8211; si sospettasse anche solo alla lontana qualcosa del genere.<\/p>\n<p>Nell&#8217;immortale poema della spiritualit\u00e0 indiana, la \u00abBhagavad-Gita\u00bb, Arjuna risponde a Krsna, che gli aveva delineato lo splendore incommensurabile della dottrina Yoga (cap. 6, 33-34; traduzione di Bhaktivedanta Swami Prabhupada):<\/p>\n<p>\u00abO Madhusudana, non vedo come io possa mettere in pratica questo Yoga che tu hai brevemente descritto, poich\u00e9 la mente \u00e8 agitata e instabile. La mente, o Krsna, \u00e8 agitata, turbolenta, ostinata e molto forte; dominarla mi sembra pi\u00f9 difficile che controllare il vento\u00bb.<\/p>\n<p>Al che il dio Krsna, nella sua ineffabile calma luminosa, pazientemente risponde al suo sgomento discepolo (idem, 6, 35-36):<\/p>\n<p>\u00abO Arjuna dalle braccia potenti, \u00e8 certamente difficile domare questa mente agitata, tuttavia \u00e8 possibile, o figlio di Kunti, con una pratica costante e col distacco. Per chi non ha il controllo della mente, la realizzazione spirituale sar\u00e0 un&#8217;impresa difficile. Ma per colui che domina la mente e si sforza nel modo giusto, il successo \u00e8 sicuro. Questa \u00e8 la mia opinione\u00bb.<\/p>\n<p>Difficile, dunque, ma non impossibile; e, in ogni modo, meno difficile di quel che pu\u00f2 sembrare a prima vista, se ci si applica con diligenza e, soprattutto, se vi vede con chiarezza quali sono le astuzie di cui la mente si serve per tenerci soggiogati in suo potere e in che cosa consiste la posta in gioco: cio\u00e8 non solo la liberazione dell&#8217;anima dai turbamenti della mente, ma anche il raggiungimento dell&#8217;unione con l&#8217;Essere e la realizzazione del divino che \u00e8 in noi, con il senso di appagamento e di pace che ne deriva.<\/p>\n<p>L&#8217;anima nostra, infatti, \u00e8 inquieta e turbolenta perch\u00e9 anela a trascendere se stessa, ma non ne \u00e8 consapevole; oppure, se lo diviene, perch\u00e9 non vede gli strumenti e le vie a ci\u00f2 adatti: e non v&#8217;\u00e8 angoscia pi\u00f9 insopportabile della costrizione, per l&#8217;anima umana, che quella di consumarsi e logorarsi nell&#8217;orizzonte del finito e del contingente.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato il grande peccato delle filosofie moderne: aver voluto negare che il bisogno di trascendenza \u00e8 costitutivo dell&#8217;anima umana, \u00e8 una sua struttura ontologica.<\/p>\n<p>Infatti, per individuare la via della liberazione dai continui turbamenti della mente, che cerca di spaventarci e di respingerci con i fantasmi che incessantemente evoca, \u00e8 necessario raggiungere la consapevolezza che noi non siamo frammenti di realt\u00e0 scaraventati a caso nel mondo, ma che siamo manifestazioni della potenza divina che pervade tutto l&#8217;universo; e che il nostro vero tormento nasce dall&#8217;illusione di crederci separati dall&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Solo quando si sia ben compreso che la nostra anima \u00e8 parte dell&#8217;anima universale; che noi siamo parte dell&#8217;Essere e che il nostro destino e il nostro compimento, cos\u00ec come la ragione della nostra chiamata, consistono nel farvi ritorno con tutta la pienezza e la gioia di cui essa \u00e8 suscettibile: solo allora potremo incominciare il percorso della liberazione.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la meditazione \u00e8 una tecnica che aiuta la coscienza a liberarsi dalle lusinghe e dalle minacce continue della mente, ma non va assolutizzata: \u00e8 lo strumento, non il fine da raggiungere; e ogni strumento va usato con intelligenza e senso pratico.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, bisogna tener presente che la mente, lasciata libera di imperversare nella nostra anima, finisce per diventare un nemico insidioso, che non pu\u00f2 essere affrontato frontalmente, ma con astuzia proporzionata alla sua.<\/p>\n<p>Quando un pensiero molesto, ossessivo, colpevolizzante, ci assale, quello che bisogna evitare \u00e8 sia di rifiutarlo, fingendo che non esista, sia tentare di resistergli, facendo argine, per cos\u00ec dire, contro di esso.<\/p>\n<p>Il primo atteggiamento fa s\u00ec che esso scompaia solo apparentemente; in realt\u00e0, si appiatta nel fondo dell&#8217;anima, in qualche oscuro recesso, pronto a riemergere con forza raddoppiata quando noi saremo pi\u00f9 deboli &#8211; magari a distanza di anni o decenni.<\/p>\n<p>Il secondo, paradossalmente, fa s\u00ec che quel pensiero si alimenti incessantemente proprio delle energie psichiche con le quali noi cerchiamo di tenerlo a bada e di contrastarlo: perch\u00e9, combattendolo, altro non facciamo che aumentare la sua forza e renderlo ancor pi\u00f9 signore della nostra anima martoriata.<\/p>\n<p>No: la giusta strategia che si deve adottare non consiste n\u00e9 nel fuggire, n\u00e9 nel resistere; ma nel lasciare che esso attraversi la nostra consapevolezza e, poi, accompagnarlo al di l\u00e0 di essa, come un ospite sgradito che non si pu\u00f2 n\u00e9 cacciare, n\u00e9 sopraffare, ma che bisogna lasciar passare, senza offrirgli alcun punto d&#8217;appoggio, alcun pretesto perch\u00e9 possa trattenersi pi\u00f9 a lungo dello stretto necessario.<\/p>\n<p>In un certo senso, questo concetto si avvicina a quello di \u00abcavalcare la tigre\u00bb caro agli esoteristi: quando la tigre si lancia all&#8217;attacco, non \u00e8 possibile salvarsi volgendole le spalle con la fuga, n\u00e9 affrontarla a mani nude in una impari lotta. Bisogna essere, invece, cos\u00ec abili e coraggiosi da saltarle in groppa e lasciarsi portare da essa dove vuole, fino a che la belva incomincer\u00e0 a stancarsi e a perdere molto del suo slancio; e solo allora sar\u00e0 possibile domarla.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, nel combattere le ossessioni della mente, la forza di volont\u00e0 non basta; anzi, essa finisce per diventare il loro migliore alleato e per combattere contro di noi. Immaginiamoci un uomo il quale, perseguitato dal ricordo di un evento passato, si imponga di non pensarci: pi\u00f9 se lo impone, e pi\u00f9 la sua anima rimarr\u00e0 prigioniera del cerchio stregato di quello.<\/p>\n<p>Per liberarsi di quel pensiero, bisogna accettarlo e lasciare che attraversi la nostra consapevolezza; per quanto doloroso ci\u00f2 possa essere, \u00e8 l&#8217;unica strategia vincente, capace di strappare alla belva della mente gli artigli con i quali vorrebbe dilaniarci all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Una volta che si sia riusciti a fare questo, ci si accorger\u00e0 che la mente, una volta domata, pu\u00f2 divenire una nostra preziosa alleata: ma solo dopo che le avremo fatto sentire, con la forza delle redini e del morso, chi sia il pi\u00f9 forte, tra essa e noi.<\/p>\n<p>L&#8217;importante \u00e8 ricordare che noi non siamo mai soli e che, quando il nostro coraggio vacilla, c&#8217;\u00e8 una forza divina che \u00e8 sempre pronta ad assisterci, a rincuorarci e a moltiplicare le nostre risorse, se solo noi sappiamo aprirci ad accogliere il suo benefico influsso.<\/p>\n<p>In fondo, si tratta solo di abbandonare la superbia dell&#8217;ente che si crede autosufficiente e riconoscere che, come parte dell&#8217;Essere, noi possiamo tutto; mentre, come individui isolati, non possiamo fare proprio nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mente con le sue svariate dinamiche, nel pensiero filosofico occidentale, \u00e8 stata decisamente sopravvalutata, al punto da divenire quasi il sinonimo dell&#8217;io e da prendere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-26463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26463"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26463\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}