{"id":26460,"date":"2010-12-04T07:22:00","date_gmt":"2010-12-04T07:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/04\/la-maledizione-della-chimica-come-una-metastasi-dalla-terra-al-corpo-umano\/"},"modified":"2010-12-04T07:22:00","modified_gmt":"2010-12-04T07:22:00","slug":"la-maledizione-della-chimica-come-una-metastasi-dalla-terra-al-corpo-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/04\/la-maledizione-della-chimica-come-una-metastasi-dalla-terra-al-corpo-umano\/","title":{"rendered":"La maledizione della chimica, come una metastasi, dalla terra al corpo umano"},"content":{"rendered":"<p>In Friuli, evidentemente, non erano ancora arrivate le \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb della modernit\u00e0 e, specificamente, dell&#8217;industria chimica.<\/p>\n<p>Quando la mia famiglia si trasfer\u00ec nel Veneto, all&#8217;inizio degli ani Settanta, uno spettacolo insolito e curioso, tutt&#8217;altro che piacevole, colp\u00ec la mia attenzione: quello costituito da decine e decine di sacchetti di plastica che pendevano, come oscene decorazioni, dai rami dei salici lungo le rive dei fiumi, deturpando insopportabilmente il paesaggio rurale.<\/p>\n<p>Nella mia ingenuit\u00e0 di ragazzino, mi chiedevo, con indignazione, chi mai potesse essere tanto barbaro e tanto malvagio da dedicare il proprio tempo a un cos\u00ec esecrabile passatempo. Solo in seguito compresi che ci\u00f2 era opera delle alluvioni: ogni volta che le piogge facevano ingrossare i fiumi, i sacchetti di plastica abbandonati presso le rive andavano a impigliarsi fra i rami e l\u00ec rimanevano, offrendo quel desolante spettacolo di squallore.<\/p>\n<p>Strano ma vero, non ne avevo mai veduti prima, bench\u00e9 avessi trascorso gli anni dell&#8217;infanzia e della primissima adolescenza a scorrazzare in bicicletta, con gli amici, per la campagna friulana, comprese le rive dei fiumi e dei ruscelli, ovunque piantando l&#8217;accampamento dei cow-boys o dei pellirossa e battendo le colline ed i boschetti a palmo a palmo, sulle piste d&#8217;immaginari nemici o alla scoperta di mitici tesori.<\/p>\n<p>La produzione illimitata di sacchetti di plastica, che hanno via via sostituito la borsa di vimini per fare la spesa, cos\u00ec come i supermercati e, oggi, gli ipermercati hanno sostituito le botteghe a conduzione familiare, sono uno dei tanti aspetti che ha assunto, negli ultimi decenni, la proliferazione dei prodotti chimici e specialmente della plastica e dei suoi derivati. Essa si basa su di una nuova filosofia degli acquisti e, in prospettiva, su una nuova filosofia della vita: quella dell&#8217;\u00abusa e getta\u00bb, del\u00ab tutto e subito\u00bb, del \u00abpronto \u00e8 bello\u00bb.<\/p>\n<p>Peraltro, i danni e le ferite che l&#8217;alluvione della plastica ha inferto alla nostra societ\u00e0 e al nostro paesaggio non si limitano alla dimensione estetica, come l&#8217;irreparabile imbruttimento degli argini fluviali &#8211; che, in questa parte d&#8217;Italia specialmente, offrirebbero uno dei paesaggi naturali pi\u00f9 ameni che si possano immaginare. Essi investono altre sfere, ancora pi\u00f9 delicate, se possibile, come quella della terra coltivata &#8211; e, quindi, dei cibi di cui ci nutriamo &#8211; e dell&#8217;abbigliamento, compreso quello intimo, con serie conseguenze per la nostra salute e il nostro benessere personale.<\/p>\n<p>La terra.<\/p>\n<p>\u00c8 stato l&#8217;avvento della chimica a segnare l&#8217;inizio della fine per la civilt\u00e0 contadina, nobile civilt\u00e0 che, con i suoi valori secolari, anzi millenari, aveva tenuto insieme la famiglia e la societ\u00e0 nel suo complesso. Quando il contadino ha appreso il segreto che, irrorando la terra di prodotti chimici per eliminare le piante infestanti e i parassiti delle coltivazioni e per sostituire i fertilizzanti naturali, poteva aumentare considerevolmente il raccolto e, quindi, il profitto, \u00e8 incominciata la fine. Da l\u00ec \u00e8 iniziata la strada che ha portato all&#8217;attuale degenerazione: con la viticoltura, ad esempio, che non si pu\u00f2 pi\u00f9 nemmeno concepire senza l&#8217;irrorazione dei vigneti con sostanze chimiche altamente pericolose, perch\u00e9 cancerogene, da parte degli elicotteri.<\/p>\n<p>E come l&#8217;avvento della meccanizzazione ha segnato la fine del paesaggio agrario con la distruzione delle siepi, questo elemento caratteristico della campagna, con la sua specifica microflora e microfauna &#8211; perch\u00e9 dove prima passava il carro a trazione animale, ora non passavano pi\u00f9 i trattori sempre pi\u00f9 potenti e voluminosi -, cos\u00ec l&#8217;avvento della chimica ha segnato la fine del sano rapporto fra la terra e il contadino, basato su profondi valori e sul senso della stretta, necessaria interdipendenza fra l&#8217;uomo e la natura.<\/p>\n<p>La terra, diceva un vecchio contadino, \u00e8 come la donna: ti d\u00e0 molto se la tratti bene; ma, se pretendi troppo da lei, finir\u00e0 per non darti pi\u00f9 nulla. E che altro \u00e8 l&#8217;impiego sempre pi\u00f9 massiccio della chimica in agricoltura, se non una incessante, brutale pretesa di strappare alla terra sempre di pi\u00f9, senza limite e senza riconoscenza, come se ella fosse una cava da saccheggiare illimitatamente e, alla fine, una discarica ove gettare i prodotti di rifiuto?<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ad un rapporto olistico, \u00e8 subentrato un rapporto riduzionistico: ci si \u00e8 dimenticati che la terra \u00e8 una madre e una sorella che ci d\u00e0 il necessario, se noi la trattiamo con delicatezza e gratitudine; se non ci dimentichiamo che non pu\u00f2 essere equiparata ad una fabbrica basata sulla catena di montaggio, ove tutto quello che conta \u00e8 la produzione spinta al massimo, senza riguardo alcuno per i suoi tempi e per i suoi ritmi.<\/p>\n<p>Un tempo, i bambini potevano correre a piedi scalzi sulla terra di un campo arato di fresco: essa era tenera e molle, accogliente; ora sarebbe impossibile camminarvi a piedi nudi: le zolle sono diventate dure e taglienti come vetro, effetto della sostituzione dei concimi di origine animale con i fertilizzanti a composizione chimica.<\/p>\n<p>Un tempo, durante la vendemmia, era un piacere inframmezzare la lieta fatica del lavoro mangiando qualche grappolo di uva appena colta; ora sarebbe impossibile: la quantit\u00e0 di pesticidi e fitofarmaci depositati sulle viti \u00e8 tale che solo accostare un grappolo al viso provoca una intensa lacrimazione e, al termine della giornata di lavoro, i vendemmiatori se ne tornano a casa con il mal di testa: figurarsi cosa accadrebbe mangiando quell&#8217;uva senza lavarla accuratamente. Ma sia chiaro che, anche lavandola, il problema non si risolve: le sostanze chimiche penetrano all&#8217;interno del frutto, cos\u00ec come avviene con le mele, le pere, le albicocche. E, ingeriti quei frutti, le sostanze velenose entrano in circolo nell&#8217;organismo; cos\u00ec come avviene dopo aver mangiato la carne di animali che sono stati nutriti con cereali trattati chimicamente.<\/p>\n<p>Se, poi, dalla terra si passa all&#8217;ambito dell&#8217;abbigliamento e, quindi, del corpo umano, il panorama si fa, se possibile, ancora pi\u00f9 allarmante.<\/p>\n<p>Ormai ci abbiamo fatto l&#8217;abitudine: l&#8217;abitudine a vestirci in maniera antigienica, solo per seguire le ultime, stupide mode imposte dal cinema, dalla televisione e dalla pubblicit\u00e0 delle industrie di settore; ma si tratta di abitudini che hanno un alto costo in termini di salute, anche per i giovani, pi\u00f9 esposti alle sirene di una moda assurda, che induce a comportamenti tanto narcisisti ed esibizionisti, quanto altamente dannosi per la salute.<\/p>\n<p>La moda di non portare pi\u00f9 la canottiera o, per le donne, il reggiseno, indossando le camicie &#8211; spesso ad alta percentuale di tessuto sintetico, a sua volta trattato con prodotti chimici &#8211; direttamente sulla pelle, \u00e8 sommamente nociva, perch\u00e9 la sudorazione, non trattenuta da indumenti di lana, ristagna sulla pelle; peggio ancora avviene con la moda di indossare delle mutandine minuscole, che stringono i genitali e che sono, anch&#8217;esse, di fibra sintetica, che crea le condizioni per il formarsi di una flora batterica la quale d\u00e0 luogo a fastidiose e pericolose infezioni.<\/p>\n<p>E pensare che ci esponiamo a tutto questi per sentirci pi\u00f9 belli, pi\u00f9 sportivi, pi\u00f9 giovani, e, in ultima analisi &#8211; confessiamolo &#8211; pi\u00f9 attraenti e seducenti dal punto di vista sessuale! Cos\u00ec come \u00e8 per questo che le ragazze e le donne si sottopongono alla tortura di stare tutto il giorno su dei tacchi altissimi, che danneggiano la colonna vertebrale; di costringere i piedi entro scarpe strette, che ostacolano la circolazione sanguigna; di uscire, anche la sera e non solo d&#8217;estate, con il ventre e la schiena generosamente scoperti, esponendosi all&#8217;insorgere di reumatismi che, con l&#8217;avanzare degli anni, costituiranno un vero e proprio tormento, oltre che una limitazione della tanto sospirata e decantata libert\u00e0 di movimenti.<\/p>\n<p>Quanto male si pu\u00f2 fare a se stessi, inseguendo il miraggio di diventare sempre pi\u00f9 belli, pi\u00f9 seducenti, pi\u00f9 liberi e disinvolti; quanta ignoranza e quanto poco reale amore di s\u00e9, rivelano simili comportamenti.<\/p>\n<p>Scriveva la dottoressa Miriam Stoppard, nota giornalista inglese di questioni mediche e igieniche, nel suo libro \u00abDonna, vivere sana e felice\u00bb (titolo originale: \u00abEverywonan&#8217;s Lifeguide\u00bb, London, Dorling Kindersley Limited, 1983; traduzione italiana di L. Penati e altri, Milano, Mondadori, 1983, p. 47):<\/p>\n<p>\u00abNegli anni Quaranta e Cinquanta \u00e8 iniziata la moda delle fibre sintetiche, quali nailon, terital, helanca, filanca, ecc. che sono meno gradevoli da portare e meno sane delle fibre naturali. Le fibre sintetiche in generale non assorbono bene il sudore, e questo pu\u00f2 provocare un senso di disagio; la pelle rimane umida e a volte appaiono delle eruzioni. Molto spesso le infezioni vaginali sono causate da calzemaglie di nailon che non permettono la traspirazione. Le fibre lavorate fittamente, come i collant, perdono la loro elasticit\u00e0, e quando indossate un paio di collant li troverete, al&#8217;inizio,piuttosto confortevoli per la loro capacit\u00e0 di contenimento. Se poi vi mettete un paio di stivali stretti, le calze aderiranno pi\u00f9 che mai al piede e di conseguenza le dita del piede, rimaste schiacciate per la maggior parte della giornata in questa stretta innaturale, saranno doloranti e sensibili. Possiamo dire che i collant sono spesso responsabili, quanto le scarpe, di infiammazioni e dolori ai piedi, e in pi\u00f9 accentuano i disturbi vaginali, le infezioni e le perdite. Le fibre sintetiche possono provocare allergie della pelle a causa dei componenti chimici con i quali vengono trattate nel processo di lavorazione e di finitura. Alcuni prodotti chimici, come gli ossidanti, sono considerati dai dermatologi potenti agenti sensibilizzanti in grado di provocare eruzioni allergiche nei soggetti pi\u00f9 sensibili.\u00bb<\/p>\n<p>Non si tratta di criminalizzare l&#8217;industria chimica n\u00e9 di bandire una crociata contro la plastica, divenuta ormai pressoch\u00e9 insostituibile; ma di mostrare a quali effetti perversi ha portato l&#8217;eccessiva fiducia nell&#8217;una e la proliferazione incontrollata della seconda.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che molti oggetti di plastica non sono indispensabili e che potrebbero essere sostituiti da oggetti di origine naturale altrettanto funzionali e non sempre pi\u00f9 costosi, di certo pi\u00f9 facilmente riciclabili; e che, se ci\u00f2 non avviene, \u00e8 per ragioni psicologiche dovute a stili di vita irrazionali e dispersivi, pi\u00f9 ancora che a causa delle inesorabili leggi del mercato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 un dato di fatto che gli impianti industriali chimici sono di gran lunga i pi\u00f9 pericolosi per la salute umana e per l&#8217;ambiente, ragion per cui dovrebbero essere dislocati in zone di massima sicurezza e non particolarmente delicate dal punto di vista dell&#8217;equilibrio ambientale: come, notoriamente, \u00e8 il caso della Laguna di Venezia, uno degli ecosistemi pi\u00f9 fragili che esistano in Italia e dove, ovviamente, la nostra classe dirigente ha pensato bene di collocare il maggior polo dell&#8217;industria chimica nazionale, quello di Porto Marghera, che d\u00e0 lavoro a pi\u00f9 di 5.000 persone, tra le fabbriche e l&#8217;indotto&#8230;<\/p>\n<p>La crescita a dismisura dell&#8217;industria chimica e il dilagare dei prodotti plastici non sono, ad ogni modo, eventi casuali, ma, al contrario, sono il risultato di un paradigma culturale che vede il trionfo del principio quantitativo su quello qualitativo; che vede l&#8217;affermarsi di una filosofia del dominio e dello sfruttamento selvaggio delle cose, contro una filosofia della contemplazione e del rispetto fra uomo e ambiente, fra uomo e altri viventi.<\/p>\n<p>N\u00e9 si pu\u00f2 considerare casuale il fatto che l&#8217;industria chimica, basata sulla manipolazione della materia, si sia pienamente dispiegata durante i conflitti economici e militari che hanno caratterizzato il XX secolo, il secolo degli orrori, e anzi, in gran parte, grazie ad essi e alle richieste degli apparati militari: essa ha ricevuto un impulso formidabile e decisivo da quanto di peggio l&#8217;umanit\u00e0 ha saputo fare nella propria storia, fino a spingersi, a partire dal 1945, alle soglie della possibilit\u00e0 di una totale autodistruzione.<\/p>\n<p>Certo, non \u00e8 l&#8217;industria chimica, in se stessa, che reca la colpa dell&#8217;uso che ne \u00e8 stato fatto e che tuttora ne viene fatto, nonostante le catastrofiche conseguenze che esso lascia chiaramente intravedere, in termini di inquinamento, di disastro ambientale e di progressivo peggioramento della qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 dare la colpa alla chimica, cio\u00e8 ad un fattore esterno, quando gli esseri umani non sono nemmeno capaci di vestirsi in maniera da rispettare e proteggere la propria salute?<\/p>\n<p>I sinistri trionfi della chimica sono solo uno degli effetti, non la causa, del nostro attuale malessere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Friuli, evidentemente, non erano ancora arrivate le \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb della modernit\u00e0 e, specificamente, dell&#8217;industria chimica. Quando la mia famiglia si trasfer\u00ec nel Veneto,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[92],"class_list":["post-26460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-natura-e-ambiente","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-natura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26460\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30172"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}