{"id":26456,"date":"2018-05-09T07:23:00","date_gmt":"2018-05-09T07:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/09\/la-lunga-marcia-verso-lutero-parte-da-wojtyla\/"},"modified":"2018-05-09T07:23:00","modified_gmt":"2018-05-09T07:23:00","slug":"la-lunga-marcia-verso-lutero-parte-da-wojtyla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/09\/la-lunga-marcia-verso-lutero-parte-da-wojtyla\/","title":{"rendered":"La lunga marcia verso Lutero parte da Wojtyla"},"content":{"rendered":"<p>Molti cattolici, senza dubbio, rimanendo gravemente sconcertati dall&#8217;enfasi e dal compiacimento, ai limiti del servilismo, con cui il vertice della neochiesa bergogliana ha celebrato la ricorrenza dei cinquecento anni dall&#8217;inizio della cosiddetta Riforma protestante &#8212; in realt\u00e0, uno scisma, generato a sua volta da una serie di gravissime eresie del monaco ribelle, Martin Lutero &#8212; si saranno chiesti dove il signor Bergoglio abbia trovato l&#8217;ardire per una cosa del genere, con tanto di emissione di un blasfemo francobollo da pare delle Poste Vaticane, con una Crocifissione nello stile di Albrecht D\u00fcrer, ma con Lutero e Melantone, soli, ai piedi della croce, al posto della santa Vergine Maria e dell&#8217;apostolo san Giovanni. Ebbene, non si \u00e8 trattato affatto di una improvvisazione, quasi di un colpo di testa; il viaggio a Lund, in Svezia, e la celebrazione di strane liturgie &quot;interconfessionali&quot;, con una Messa cattolica celebrata di malavoglia, all&#8217;ultimo momento, su richiesta dei cattolici residenti in quel Paese e non prevista dal programma iniziale, \u00e8 stato solo il momento culminante di una lenta, abile e metodica marcia di avvicinamento della Chiesa post-conciliare verso le posizioni luterane, iniziata con l&#8217;avvento del cosiddetto &quot;ecumenismo&quot;. Un termine che, fino al 21 novembre del 1964, data del decreto <em>Unitatis Redintegratio<\/em>, aveva un significato pienamente negativo e anzi equivaleva ad una vera e propria eresia, condannata formalmente da Pio XI con l&#8217;enciclica <em>Mortalium animos<\/em> di Pio XI, del 6 gennaio 1928.<\/p>\n<p>Nel corso del suo viaggio di &quot;riconciliazione&quot; in Svezia, il 31 ottobre 2016, Bergoglio e il presidente della Federazione mondiale luterana, il vescovo Munib Younan, hanno firmato una dichiarazione congiunta, che suona cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>Molti membri delle nostre comunit\u00e0 aspirano a ricevere l&#8217;Eucaristia ad un&#8217;unica mensa, come concreta espressione della piena unit\u00e0. Desideriamo ardentemente che questa ferita nel Corpo di Cristo sia sanata (&#8230;) Questo \u00e8 l&#8217;obiettivo dei nostri sforzi ecumenici, che vogliamo far progredire, anche rinnovando il nostro impegno per il dialogo teologico&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Proprio cos\u00ec: <em>ricevere l&#8217;Eucarestia ad un&#8217;unica mensa<\/em>. Senza minimamente accennare al fatto che le divergenze fra cattolici e luterani su che cosa sia l&#8217;Eucarestia sono gravissime; e che, essendo l&#8217;Eucarestia l&#8217;atto centrale della Chiesa cattolica, in ragione della quale essa esiste e continua ad evangelizzare da duemila anni, ma che viene solo <em>amministrato<\/em> dalla Chiesa, essendone l&#8217;autore Ges\u00f9 Cristo e Lui soltanto, l&#8217;intera dichiarazione assume una connotazione ambigua e inquietante. Sottigliezze della diplomazia, dir\u00e0 qualcuno: bisognava pur trovare la quadra per mettere d&#8217;accordo cattolici e protestanti. Ma chi lo dice che l&#8217;unit\u00e0 viene prima della verit\u00e0? E si trattasse solo di una questione teorica, di un dogma puramente dottrinale: no; stiamo parlando della cosa pi\u00f9 sacra e pi\u00f9 preziosa che esista nella pratica della religione cattolica: l&#8217;incontro diretto, immediato, personale, dell&#8217;uomo con Dio attraverso il Corpo e il Sangue di Cristo, in riparazione dei nostri peccati. E si profila chiaramente il ricatto psicologico e morale: la <em>ferita<\/em> della divisione fra cattolici e protestanti \u00e8 cos\u00ec grave che deve essere a ogni costo risanata. Anche a costo di profanare l&#8217;Eucaristia?<\/p>\n<p>Il passo decisivo vero la piena riabilitazione di Lutero, mossa obbligatoria per giungere al vero obiettivo dell&#8217;ecumenismo, la messa &quot;interconfessionale&quot;, risale, comunque, al terzo viaggio di Giovanni Paolo II in Germania, nel 1996: venti anni prima del viaggio in Svezia di Francesco. In quella occasione, nel duomo di Paderborn, il 22 giugno, papa Wojtyla tenne un discorso intitolato <em>Celebrazione ecumenica della Parola<\/em>, nel quale, a un certo punto (\u00a7\u00a7 4, 6 e 7) diceva testualmente:<\/p>\n<p><em>4. Saluto di cuore tutti i partecipanti alla Giornata della Chiesa di Eisleben, alla cui preparazione hanno collaborato i cristiani cattolici ed evangelici. Essi si sono riuniti in occasione del 450 anniversario della morte di Martin Lutero. Che la loro riflessione comune contribuisca ad avvicinarci!<\/em><\/p>\n<p><em>6. Il nostro impegno odierno per una testimonianza comune a favore dell&#8217;unit\u00e0 non pu\u00f2 rinunciare a occuparsi di Martin Lutero. Oggi, 450 anni dopo la sua morte, il tempo che \u00e8 passato permette di comprendere meglio la persona e l&#8217;opera del riformatore tedesco e di essere pi\u00f9 equi con lui. Non sono state solo le ricerche di importanti studiosi evangelici e cattolici a contribuire alla creazione di una immagine pi\u00f9 completa e differenziata della personalit\u00e0 di Martin Lutero. Anche il dialogo tra luterani e cattolici ha dato un importante contributo al superamento delle antiche polemiche e all&#8217;avvicinamento a una visione comune.<\/em><\/p>\n<p><em>Il pensiero di Lutero era caratterizzato da una notevole enfasi posta sull&#8217;individuo che indeboliva la consapevolezza delle esigenze della comunit\u00e0. La richiesta di riforma della Chiesa fatta da Lutero, nel suo intento originario, era un appello alla penitenza e al rinnovamento che devono cominciare nella vita di ogni singola persona. Molti sono i motivi per i quali da quell&#8217;inizio si \u00e8 poi arrivati a questa scissione. Tra questi vi sono la non corrispondenza della Chiesa cattolica, di cui gi\u00e0 si era rattristato Papa Adriano VI con parole commoventi, il subentrare di interessi politici ed economici, e anche la stessa passione di Lutero, che lo trascin\u00f2 ben oltre le sue intenzioni iniziali, fino a una critica radicale della Chiesa cattolica, della sua struttura e della sua dottrina. Tutti abbiamo delle colpe. Per questo tutti siamo sollecitati alla penitenza e tutti abbiamo bisogno di essere sempre di nuovo purificati dal Signore.<\/em><\/p>\n<p><em>7. &quot;Passa da qui e aiutaci!&quot;. Oggi \u00e8 pi\u00f9 importante che mai che tutti i cristiani portino nella vita spirituale dell&#8217;Europa i loro doni e carismi particolari, cosicch\u00e9 l&#8217;uno possa imparare dalla ricchezza dell&#8217;altro. La cristianit\u00e0 protestante ha arricchito tutta la cristianit\u00e0 con i suoi canti religiosi, la sua grande musica religiosa e le sue costanti riflessioni teologiche.<\/em><\/p>\n<p>Sembra un&#8217;anticipazione del discorso di Francesco I a Lund, vent&#8217;anni dopo e con la medesima finalit\u00e0: gettare un ponte verso i luterani, abbastanza ampio da consentire il trionfo definitivo dell&#8217;ecumenismo. Vale a dire di quella eresia che i papi avevano pi\u00f9 volte condannato, da Pio IX in poi, e specialmente Pio XI, con l&#8217;enciclica <em>Mortalium animos<\/em> del 1928. E l&#8217;avevano condannata a ragion veduta: dietro le lodevoli apparenze di una sincera volont\u00e0 di riunificazione per sanare la &quot;ferita&quot; della divisione dei cristiani, si profilavano minacciose le ombre di tutta una serie di concetti non cattolici e anticattolici, che si volevano, per\u00f2, sdoganare, a rimorchio della riabilitazione della figura e dell&#8217;opera di Lutero: la libert\u00e0 di coscienza, la libert\u00e0 religiosa, l&#8217;indifferentismo religioso, e il concetto fondamentale della Chiesa come <em>una, santa, cattolica e apostolica<\/em>, con il suo logico corollario: <em>nulla salus extra ecclesiam<\/em> (cfr. su ci\u00f2 anche l&#8217;ottimo articolo, o per meglio dire saggio, di Carlo Di Pietro, <em>Condanne della Chiesa all&#8217;eresia chiamata &quot;ecumenismo&quot;<\/em>, pubblicato sul sito <em>Sursum corda<\/em>, e ripreso anche da diversi altri siti cattolici). S\u00ec: bisogna dirlo e ricordarlo, anche se non dovrebbe essere affatto necessario: n\u00e9 il concetto della libert\u00e0 di coscienza, n\u00e9 quello della libert\u00e0 religiosa, fanno parte della vera dottrina cattolica; anche se le cose sono ormai arrivate a un punto tale, dopo il Concilio Vaticano II, che gran parte dei cattolici, probabilmente, non se lo immagina neppure, non ne ha mai sentito parlare e rimarrebbe sinceramente stupita, sentendo dire una cosa del genere. Al contrario: con la mente imbottita di concetti laici e secolari, con una prospettiva pienamente &quot;moderna&quot;, e quindi non cristiana, codesti &quot;cattolici&quot; dei nostri giorni pensano e credono che sia cosa giusta e ottima che ciascuno disponga liberamente della propria coscienza e che scelga liberamente di aderire a una fede religiosa piuttosto che a un&#8217;altra. E non sa che, per millenovecento anni, la Chiesa ha insegnato, e a ragione, esattamente il contrario; e non vede l&#8217;incongruenza, o meglio, l&#8217;assurdit\u00e0, logica e morale, di un simile concetto. Non \u00e8 questa la sede per approfondire la questione; ci limitiamo a un rapidissimo accenno, solo per far capire quale sia la reale posta in gioco quando si parla, quasi sempre in maniera avventata e inconsapevole, cio\u00e8 colpevolmente ingenua &#8212; perch\u00e9 nessuno \u00e8 giustificato della propria ignoranza di fronte alla legge &#8211; di ecumenismo. La posta in gioco \u00e8, da un lato, la Messa interconfessionale e la relativa Eucaristia interconfessionale, che Dio solo sa cosa sar\u00e0, alla fine; e, dall&#8217;altro lato, la piena e definitiva affermazione dell&#8217;indifferentismo religioso, ossia del principio che chiunque, in coscienza, \u00e8 libero di scegliere se accettare il cristianesimo, e di ricevere i Sacramenti della Chiesa cattolica, oppure se aderire a un&#8217;altra confessione, o a un&#8217;altra fede religiosa, oppure anche a nessuna, e divenire un ateo militante, nemico di ogni fede in Dio. Di tutte queste cose aveva gi\u00e0 parlato, chiarendole in maniera esemplare, Pio IX, specialmente con il Sillabo: ma, come \u00e8 noto, quel documento \u00e8 stato archiviati e rimosso, come imbarazzante e inaccettabile, da tutti i cattolici progressisti e anche da quasi tutti i cattolici che, pur non considerandosi progressisti, non sono per\u00f2 disposti ad andare sino in fondo, con coerenza, sulla linea di una irreconciliabile contrapposizione tra ci\u00f2 che \u00e8 gradito a Dio e ci\u00f2 che piace al mondo, ma vorrebbero tenere, per quanto possibile, il piede in due scarpe (cfr., a questo proposito, il nostro articolo: <em>Ma l&#8217;idea di fondo del &quot;Sillabo&quot; \u00e8 proprio cos\u00ec errata come da sempre si ripete?<\/em>, pubblicato sul Corriere delle Regioni in data 08\/03\/2016 e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 31\/01\/18). E l&#8217;idea di fondo, il concetto chiave, \u00e8 questo: non \u00e8 mai lecito, dopo aver conosciuto la verit\u00e0, respingerla; non \u00e8 mai cosa legittima scegliere in modo difforme da ci\u00f2 che \u00e8 vero; la libert\u00e0 non consiste nel fare quel che si preferisce, ma quello che \u00e8 giusto, e la sola cosa giusta, per colui che \u00e8 stato battezzato e ha conosciuto il Vangelo, \u00e8 rimanere unito a quella verit\u00e0 che Dio stesso, facendosi uomo, \u00e8 venuto in terra ad annunciare e a testimoniare con la sua vita e con la sua Passione, Morte e Resurrezione.<\/p>\n<p>Ora, con il discorso di Paderborn del 1996, un po&#8217; patetico, un po&#8217; lacrimoso, e pieno di richieste di perdono (cfr. Domenico Del Rio, <em>Karol il Grande<\/em>, Milano, Edizioni Paoline, 2003, pp. 255-256), come gi\u00e0 molte altre volte era stato nel suo stile, Giovanni Paolo II sdoganava definitivamente la figura di Lutero, liberandola da ogni valenza negativa e presentando il &quot;riformatore&quot; tedesco non tanto come un ribelle, un eretico, un collerico, un probabile omicida, un lussurioso, un beone, un fomentatore del massacro dei contadini e un cieco antisemita, infine un suicida, ma come un onesto e zelante teologo, trascinato forse un po&#8217; oltre le sue intenzioni iniziali, che erano fondamentalmente buone. Faceva capolino l&#8217;idea, ora pienamente sviluppata dai teologi e da molti vescovi della neochiesa, che l&#8217;azione di Lutero sia stata provvidenziale, nel senso etimologico della parola; che sia stata un &quot;dono&quot; dello Spirito Santo, come oggi dice monsignor Galantino; che i cattolici debbano essere grati a Lutero perch\u00e9, con la sua protesta, li ha aiutati, in definitiva, a rimettersi in carreggiata, mentre prima di lui stavano andando parecchio fuori di strada. Insomma, grazie a Dio che \u00e8 arrivato Lutero, perch\u00e9, senza di lui, chiss\u00e0 deve sarebbe andata a finire la Chiesa. Un concetto molto simile a quello sviluppato dal presidente della Conferenza episcopale tedesca, Reinhard Marx, a proposito del leader comunista suo omonimo, Karl Marx: \u00e8 stato merito di quest&#8217;ultimo se si \u00e8 sviluppata la dottrina sociale della Chiesa, perch\u00e9, senza il di lui, essa non ci sarebbe stata, e la societ\u00e0 sarebbe rimasta nelle mani di un capitalismo egoista. E se questo modo di ragionare vi sembra non solo poco cattolico, ma anche poco intelligente; se vi sembra, come effettivamente \u00e8, insopportabilmente rozzo, semplicistico, fuorviante, nato da una impostazione storiografica e filosofica totalmente sbagliata e fondato su premesse ideologiche radicalmente inaccettabili, ebbene, fatevene una ragione: \u00e8 questo \u00e8 ormai il modo di ragionare abituale della neochiesa; questi sono gli schemi mentali dei suoi esponenti. E il grande modello \u00e8 offerto proprio dal magistero degli ultimi sei papi, quelli eletti a partire dal 1958; quelli che si sono spesi nel volere, e, poi, nel celebrare come un valore assoluto, metastorico e perci\u00f2 metafisico, un fatto puramente storico, il Concilio Vaticano II. Proprio loro, poi, che sono impregnati di storicismo e del suo inseparabile compagno, il relativismo.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima, singolare coincidenza. Provate a immaginare chi \u00e8 stato nominato vescovo titolare di Pedena e vescovo ausiliare di Paderborn, il 23 luglio 1996, cio\u00e8 un mese esatto dopo che Giovanni Paolo II aveva riabilitato Lutero sotto le volte del duomo di Paderborn? L&#8217;ottino Renhardt Marx, guarda un po&#8217; che combinazione. Un uomo cos\u00ec strenuamente fedele al nuovo corso bergogliano, che Francesco lo ha nominato membro del Consiglio dei cardinali, il 13 aprile 2013: un gruppo di nove cardinali, fedelissimi del nuovo pontefice, incaricati di aiutarlo a riformare il governo della Chiesa cattolica, mediante la revisione della costituzione <em>Pastor Bonus<\/em> del 28 giugno 1988. Che era stata firmata da papa Giovanni Paolo II. Alla fine, si direbbe proprio che tutto si tenga&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti cattolici, senza dubbio, rimanendo gravemente sconcertati dall&#8217;enfasi e dal compiacimento, ai limiti del servilismo, con cui il vertice della neochiesa bergogliana ha celebrato la ricorrenza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[107,195,216,228],"class_list":["post-26456","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-giovanni-paolo-ii","tag-cattolicesimo","tag-martin-lutero","tag-papi","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-giovanni-paolo-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26456","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26456"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26456\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30161"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}