{"id":26452,"date":"2016-05-26T08:51:00","date_gmt":"2016-05-26T08:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/26\/la-loro-voce-non-e-quella-del-pastore-per-questo-le-pecorelle-non-la-riconoscono\/"},"modified":"2016-05-26T08:51:00","modified_gmt":"2016-05-26T08:51:00","slug":"la-loro-voce-non-e-quella-del-pastore-per-questo-le-pecorelle-non-la-riconoscono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/26\/la-loro-voce-non-e-quella-del-pastore-per-questo-le-pecorelle-non-la-riconoscono\/","title":{"rendered":"La loro voce non \u00e8 quella del Pastore: per questo le pecorelle non la riconoscono"},"content":{"rendered":"<p><em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra per la porta nell&#8217;ovile delle pecore, ma vi entra da qualche altra parte, \u00e8 un ladro e un predone. Chi invece entra per la porta \u00e8 il pastore delle pecore. Il custode gli apre e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama tutte le sue pecore e le mena fuori. Quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a loro e le pecore lo seguono, perch\u00e9 conoscono la sua voce. Non seguiranno invece un estraneo, ma lo fuggiranno, perch\u00e9 non conoscono la voce degli estranei.<\/em> Con queste bellissime, commoventi similitudini (<em>Giovanni<\/em>, 10, 1-5), tratte dal mondo della pastorizia nell&#8217;antica Palestina, Ges\u00f9 introdusse ai suoi discepoli la parabola del Buon Pastore, se stesso, proclamano apertamente la sua natura divina: il <em>Padre \u00e8 in me e io nel Padre<\/em>.<\/p>\n<p>La voce del buon Pastore \u00e8 inconfondibile: \u00e8 la voce di Ges\u00f9 Cristo: nessuno, che l&#8217;abbia udita anche una sola volta, la potr\u00e0 scordare mai pi\u00f9. \u00c8 la voce di colui che diede la vita per le sue pecorelle, che le difese contro i lupi che volevano divorarle, e che offr\u00ec loro parole di vita eterna. La sua dottrina era, ed \u00e8, la pi\u00f9 meravigliosa che mai sia stata annunciata nel corso della storia: Dio ha talmente amato le sue creature, da farsi creatura a sua volta, per scendere in mezzo a loro, indicare la strada che le riconduce al Padre e che d\u00e0 accesso alla beatitudine eterna. Parole di amore, fratellanza e perdono, quali mai si erano udite prima di allora, quando i sentimenti di benevolenza erano riservati solo ai parenti e agli amici, e solo fino a che perdurasse l&#8217;affetto o ve ne fosse la convenienza; e che mai si sono udite poi, o, se pure si sono udite, sono state adoperate con ipocrisia, con doppiezza, con perfidia, per sedurre le masse e poi soggiogarle e sfruttarle a piacimento. Nessuna parola umana \u00e8 mai giunta alle altezze della parola del buon Pastore, e nessuna \u00e8 stata accompagnata da una coerenza cos\u00ec perfetta, da una umilt\u00e0 cos\u00ec assoluta, da una dedizione cos\u00ec totale nei confronti di Dio e, <em>per conseguenza<\/em>, nei confronti degli uomini. Che esista una fratellanza umana, la quale lega amorevolmente tutti gli abitanti della terra; che esista una solidariet\u00e0 cosmica, cos\u00ec nel peccato e nei suoi effetti, ma anche nella grazia e nella redenzione; e che il mondo intero, come dice San Paolo, soffra e gema nelle doglie del parto, in attesa della sua liberazione e della sua rinascita nell&#8217;amore del Padre, tutto questo \u00e8 una idea cristiana: non esisteva prima e non \u00e8 esistita dopo, se non in cento versioni adulterate e menzognere.<\/p>\n<p>Lo scopo della Chiesa \u00e8 di tramandare fedelmente quelle parole, senza nulla aggiungere o togliere, senza nulla modificare, esplicitamente o implicitamente; senza alcuna riserva mentale, n\u00e9 la sia pur minima pretesa di &quot;migliorale&quot;, integrarle o aggiornarle, perch\u00e9 non vi \u00e8 proprio nulla, in esse, da migliorare, integrare o aggiornare. Sono parole di vita eterna, e l&#8217;eterno non soffre alcun ritocco da parte di ci\u00f2 che \u00e8 transitorio. Pure, noi viviamo immersi nel tempo: e da ci\u00f2 deriva l&#8217;opportunit\u00e0, se non proprio la necessit\u00e0, di tradurre quelle parole in un linguaggio e in una forma che siano accessibili a tutti, attraverso il mutare dei tempi, delle abitudini, dei modi di pensare. Sono duemila anni che quelle parole vengono tramandate, e, nell&#8217;insieme &#8212; prescindendo, cio\u00e8, dall&#8217;infedelt\u00e0 di singoli uomini &#8212; sono state tramandate rettamente e fedelmente, pur attraverso dolorose rotture con alcune parti dell&#8217;unica Chiesa di Cristo, le quali hanno ritenuto di separarsi dalla comunione cattolica. Questo, fino a una cinquantina d&#8217;anni fa.<\/p>\n<p>Poi, uno spirito nuovo \u00e8 subentrato fra i pastori del gregge: fra i pastori delegati, perch\u00e9 sia chiaro che il vero Pastore \u00e8 uno ed uno solo, e non ve ne sono altro all&#8217;infuori di Lui. La loro fedelt\u00e0 nei confronti della Sua parola si \u00e8 affievolita, si \u00e8 incrinata, e, in diversi casi, si \u00e8 spezzata. Essi parlano ancora a nome Suo, ma ci\u00f2 che odono le pecorelle non \u00e8 altro che la <em>loro<\/em> voce, non la Sua. Gonfi di superbia, ma, spesso, sotto apparenza di umilt\u00e0 e mansuetudine, hanno pensato che il mondo moderno \u00e8 divenuto troppo diverso da quello che era sino ad alcune generazioni fa, e che non comprenderebbe pi\u00f9 le parole del Pastore, senza una radicale revisione del modo di porgerle. Da pastori di anime, si sono fatti attivisti sociali: hanno &quot;deciso&quot; che il cristianesimo \u00e8 una lotta contro il Male, il che \u00e8 vero, e che, pertanto, i cristiani hanno il compito di sradicarlo dalla faccia della Terra, il che \u00e8 falso. Si sono dimenticati delle parole del Maestro: <em>Non c&#8217;\u00e8 servo superiore al padrone<\/em>. Ges\u00f9 non \u00e8 venuto a sradicare il Male, ma a combatterlo, affrontandolo in prima persona: dalle tentazioni nel deserto, fino all&#8217;arresto, alla passione e alla morte di croce, la sua vita terrena \u00e8 stata una lotta ininterrotta contro il Male, una battaglia incessante e amorevole per il Bene. Nemmeno Lui ha preteso di estinguere il Male: ci\u00f2 avverr\u00e0 solo alla fine del tempo, quando verr\u00e0 il Giudizio e tutte le cose saranno vagliate come il grano attraverso il setaccio. Non prima. Cos\u00ec, questi pastori che si son fatti attivisti, che non pregano pi\u00f9, che non hanno tempo per le cose dello spirito, che vogliono &quot;vedere&quot; il risultato concreto della loro azione, che non seminano se non dove son sicuri di mietere e che non parlano se non dove son certi d&#8217;essere ascoltati, apprezzati e applauditi, e che pertanto non parlano pi\u00f9 del peccato, perch\u00e9 il Male, per essi, \u00e8 solo di tipo materiale, economico, sociale, e non \u00e8 pi\u00f9 il Male dell&#8217;anima: ebbene, questi pastori infedeli hanno seminato lo scandalo fra le pecorelle e ne hanno spinte parecchie fuori dell&#8217;ovile. Noi conosciamo personalmente parecchie di codeste pecorelle, le quali, disgustate e nauseate dalle parole di questi falsi pastori, parole puramente umane, dettate da uno spirito luciferino di vanit\u00e0, orgoglio e superbia intellettuale, si sono allontanate, con infinita tristezza, dall&#8217;ovile in cui erano state allevate, in cui avevano riposto ogni loro fiducia, e sole, abbandonate, sconsolate, vagano in un mondo crudele, infestato di belve affamate, secondo le parole di Pietro: <em>il Diavolo, simile a un leone ruggente, si aggira in cerca di anime da divorare.<\/em><\/p>\n<p>Ci piace riportare il commento di don Carlo De Ambrogio &#8211; nato ad Arsiero, in provincia di Vicenza, il 25 marzo 1921, e morto a Torino il 7 novembre 1979, scrittore, giornalista, musicologo, filosofo, teologo, sacerdote e pastore d&#8217;anime, sulle orme del santo curato d&#8217;Ars, e uno dei pi\u00f9 grandi mariologi del XX secolo, nonch\u00e9 fondatore della Giovent\u00f9 Ardente Mariana &#8211; al decimo capitolo del <em>Vangelo secondo Giovanni<\/em>, interamente dedicato alla parabola del Buon Pastore e alla sua spiegazione da parte di Ges\u00f9 stesso (in: <em>Il Vangelo di San Giovanni<\/em>, tradizione e commento dal greco di Carlo de Ambrogio, Torino, Centro Mariano Auxilium Christianorum, 1967, 145-147):<\/p>\n<p><em>GES\u00d9 \u00c8 IL PASTORE; i Farisei non sono veri pastori. L&#8217;immagine \u00e8 tratta dalla vita quotidiana: alla sera le pecore venivano raccolte in un recinto circondato da un muricciolo di pietra. Ne muro era praticata una porta; l\u00ec il pastore montava la guardia. Il vero e autentico pastore entra nel recinto attraverso la porta: l&#8217;apre, chiama le pecore per nome, le conosce una per una e le porta fuori. Poi cammina avanti a loro ed esse lo seguono, perch\u00e9 conoscono la sua voce. Il falso pastore non entra dalla porta, ma scavalca il muricciolo come un razziatore, e le pecore fuggono davanti all&#8217;estraneo perch\u00e9 non conoscono la sua voce. L&#8217;allusione di Ges\u00f9 \u00e8 chiarissima. &quot;Ma quelli non capirono ci\u00f2 che volesse dir loro&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>GES\u00d9 \u00c8 LA PORTA. Non c&#8217;\u00e8 salvezza se non per mezzo di Ges\u00f9. Non c&#8217;\u00e8 altra via per raggiungere la vita, all&#8217;infuori di lui. Solo lui pu\u00f2 strappare dalla prigionia e portare alla libert\u00e0, condurre dalla morte alla vita: infatti \u00e8 venuto &quot;perch\u00e9 abbiamo la vita e l&#8217;abbiano in sovrabbondanza&quot;. I Farisei cercano invece il loro tornaconto e perci\u00f2 sono ladri e assassini. In quest&#8217;immagine della porta \u00e8 formulata l&#8217;idea della mediazione: per mezzo di Ges\u00f9, tramite lui. Solo attraverso Cristo gli uomini giungono al Padre.<\/em><\/p>\n<p><em>GES\u00d9 \u00c8 IL BUON PASTORE. Il buon Pastore fronteggia il lupo che vuol sbranare il gregge e lotta contro di lui. Un assoldato invece si preoccupa della propria vita; quando il lupo si avvicina, pianta le pecore e fugge.<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 \u00e8 il vero e buon Pastore, che conosce le sue pecore come esse conoscono lui. D\u00e0 la vita per il suo gregge, che non \u00e8 formato solo dal popolo d&#8217;Israele, ma da tutta l&#8217;umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco un accenno alla sua prossima morte, che non lo coglie alla sprovvista n si abbatte improvvisa su d lui. Egli ha il potere di dare la propria vita e di riprendersela con la risurrezione. Col dono della vita prova il proprio amore per gli uomini e documenta il suo amore verso il Padre di cui adempie il mandato. La manifestazione di Ges\u00f9 nella festa delle Tende \u00e8 cominciata con un pensiero al Padre; poi, lungo tutto il discorso, si \u00e8 avuto un continuo accenno al Padre; la conclusione tratta della missione che Ges\u00f9 ha ricevuto dal Padre e dell&#8217;amore del Padre.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;EFFETTO \u00c8 VARIO: alcuni sono convinti che Ges\u00f9 sia posseduto dal demonio; altri, scossi dalla guarigione miracolosa del cieco nato, prendono posizione in suo favore. Gli animi sono divisi. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;immagine del buon Pastore ha cinque caratteristiche:<\/em><\/p>\n<p><em>LA CONOSCENZA. &quot;Io conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me&quot;. Alla chiamata di Ges\u00f9 i suoi fedeli rispondono con una speciale sensibilit\u00e0 dell&#8217;anima: la docilit\u00e0. Una simile conoscenza di Ges\u00f9, della voce di Ges\u00f9, si acquista con la preghiera.<\/em><\/p>\n<p><em>LA GUIDA. Il buon Pastore &quot;cammina innanzi a loro&quot;. Ges\u00f9 precede; il cristianesimo consiste nel mettersi al seguito di lui. Ha preceduto i suoi fedeli nell0incomrensine, nel dolore e nella solitudine, nell&#8217;angoscia, nel disinganno e nell&#8217;abbandono, nella morte e nel sepolcro. Ma li ha preceduti anche nella gloria e nella luce. Precede tutta la Chiesa come la colonna di nebbia e di fuoco che camminava dinanzi a Israele nel deserto.<\/em><\/p>\n<p><em>LA DIFESA. Ges\u00f9 parla del lupo che vuol sbranare il gregge: il pastore interviene a difendere. Chi non \u00e8 vero pastore prende la fuga dinanzi al lupo, perch\u00e9 pensa al proprio interesse e non al gregge che gi \u00e8 stato affidato. Il lupo da cui Ges\u00f9 protegge \u00e8 i lupo infernale , di fronte al quale l&#8217;uomo si torva in una condizione di inferiorit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>LA VITTIMA. &quot;Il Pastore d\u00e0 la sua propria vita per le sue pecore&quot;. Ges\u00f9 ha immolato per gli uomini la sua vita. San Paolo scrive con un&#8217;espressione intensa di riconoscenza: &quot;MI ha amato e si \u00e8 donato per ME&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;AMORE UNIVERSALE. Non si tratta solo di un piccolo gregge, di pochi prescelti. La chiamata di Ges\u00f9 \u00e8 rivolta a tutti, la salvezza \u00e8 fondamentalmente aperta a tutti. Nelle parole di Ges\u00f9 c&#8217;\u00e8 una sfumatura di ansia: &quot;E ho altre pecore, ma non sono di quest&#8217;ovile: anche quelle devo condurle; ascolteranno la mia voce e si far\u00e0 un solo gregge e un solo pastore&quot;. Si profila l&#8217;universalit\u00e0 del Regno di Dio. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 prende lo spunto dagli ovili della Palestina. Diverse greggi vi passano la notte sotto la sorveglianza di un solo pastore. I ladri e i predoni della strada se vogliono razziare nell&#8217;ovile cercano di non segnalare la loro presenza; arrampicandosi sul muro penetrano nel recinto. Il pastore che viene al mattino a cercare le sue pecore per condurle a pascolare, si presenta alla porta. Appena il custode gli ha aperto, le pecore del suo gregge riconoscono la sua voce. Per farle uscire non ha che da chiamarle per nome: gli altri greggi non si muoveranno perch\u00e9 sanno che quello non \u00e8 il loro pastore. Dalla porta passa il vero pastore: Ges\u00f9 dichiara che \u00e8 lui quella porta. Coloro che pretendono di condurre le pecore in loro nome, senza passare per Ges\u00f9, non sono pastori, ma ladri e briganti. Appare chiaro che Ges\u00f9 fa allusione ai falsi profeti: pi\u00f9 d&#8217;uno si era fatto passare per il Messia e aveva suscitato delle sedizioni, come Teuda e Giuda il Galileo, citati negli Atti degli Apostoli. Un brano di Sant&#8217;Ignazio di Antiochia, che contiene certamente una reminiscenza di San Giovanni, d\u00e0 questo commento: &quot;Ges\u00f9 \u00e8 la porta che conduce al Padre e per la quale passano Abramo, Isacco e Giacobbe, i profeti, gli apostoli e la Chiesa&quot;. L&#8217;espressione &quot;la porta delle pecore&quot; va intesa come la porta dalla quale i veri pastori hanno accesso alle pecore e da cui le fanno passare a loro volta. Ai pastori che hanno fatto o faranno pascere il gregge di Cristo nel suo nome, si applicano le parole: Chi entrer\u00e0 per me sar\u00e0 salvo; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo&quot;. C&#8217;\u00e8 contrasto fra i &quot;ladri&quot; che sono venuti per appagare se stessi a danno delle pecore, e Ges\u00f9, venuto per portare loro il dono della Vita&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Come sarebbe bello se quei pastori superbi e infedeli si leggessero queste parole.<\/p>\n<p>Sono parole severe: come dice lo stesso Ges\u00f9, chi non entra nell&#8217;ovile dalla porta, non \u00e8 il vero pastore, ma \u00e8 un ladro e un brigante. Parole che dovrebbero far rabbrividire qualcuno, se solo riflettesse sul loro intimo significato.<\/p>\n<p>Forse capirebbero il loro errore; o forse no. Quando la superbia intellettuale penetra nei cuori, \u00e8 difficilissimo estirparla, perch\u00e9 \u00e8 difficilissimo riconoscerla. Gli altri la vedono, ma non chi ne \u00e8 affetto. Il pastore insuperbito si \u00e8 scordato di essere solamente un aiutante, un servo, anzi, un &quot;servo inutile&quot;, per adoperare le parole del Maestro: si \u00e8 dimenticato che il segreto \u00e8 farsi niente davanti a se stessi e davanti al mondo, affinch\u00e9 sia Lui, il Pastore vero, l&#8217;unico Pastore, ad agire attraverso di noi, a parlare con la nostra bocca, a pensare con i nostri pensieri. I pastori che si ricordano di questa verit\u00e0, sono veri uomini di Dio: \u00e8 impossibile trovarsi alla loro presenza e non percepire qualcosa di grande, di luminoso; senza intuire, attraverso di essi, la presenza ineffabile dell&#8217;unico, del solo Pastore, che ama infinitamente tutte le sue pecorelle.<\/p>\n<p>Conosciamo personalmente alcuni di codesti falsi pastori, i quali, davanti alle perplessit\u00e0 e alle rimostranze di alcune delle loro pecorelle, hanno replicato che, se il loro modo di fare e di predicare non piace loro, esse sono libere di andare a cerarsi un altro pastore. Sciagurati! Non sanno che allontanare anche solo una delle pecore del gregge, \u00e8 un peccato che grida al cospetto di Dio, del quale dovranno rendere conto? Ed essi non stanno allontanando le pecore per riguadagnarle a Dio; non le ammoniscono, per farle ravvedere: no, le allontanano perch\u00e9 non ricevono da esse le soddisfazioni che si attendevano, la gratitudine cui pensano d&#8217;aver diritto. Le allontanano per orgoglio e vanit\u00e0: sono infastiditi dalla loro presenza, che mette in crisi le loro superbe certezze; e pensano che sia meglio avere un gregge &quot;scremato&quot; secondo i loro personali gusti in fatto di Vangelo. Il Vangelo che predicano, infatti, non \u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo: \u00e8 il Vangelo di Caio o di Tizio; oh, per carit\u00e0, brave persone, niente da dire, piene di zelo e di ottime intenzioni, per\u00f2&#8230; si sono scordate della cosa essenziale. La cosa essenziale \u00e8 l&#8217;amore, che si traduce nella fedelt\u00e0 radicale, assoluta, umile e paziente, all&#8217;unico Vangelo esistente, all&#8217;unico Vangelo possibile: quello di Ges\u00f9 Cristo, figlio di Dio. Tutto il resto, viene dal Diavolo.<\/p>\n<p>Per questo le pecorelle non riconosco pi\u00f9 la loro voce: perch\u00e9 parlano con voce umana, troppo umana. Parlano con parole che scaturiscono da pensieri umani, da intelligenze umane, da volont\u00e0 umane. Non sono pi\u00f9 parole trasparenti, che lasciano filtrare esclusivamente la luminosa parola del Pastore divino&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra per la porta nell&#8217;ovile delle pecore, ma vi entra da qualche altra parte, \u00e8 un ladro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117,157],"class_list":["post-26452","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26452"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26452\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}