{"id":26451,"date":"2019-12-11T04:26:00","date_gmt":"2019-12-11T04:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/11\/la-lontananza-e-linfinito-nella-geografia-di-tacito\/"},"modified":"2019-12-11T04:26:00","modified_gmt":"2019-12-11T04:26:00","slug":"la-lontananza-e-linfinito-nella-geografia-di-tacito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/11\/la-lontananza-e-linfinito-nella-geografia-di-tacito\/","title":{"rendered":"La lontananza e l&#8217;infinito nella geografia di tacito"},"content":{"rendered":"<p>Il senso della lontananza e dell&#8217;infinito sembrano a tutta prima delle categorie estetiche prettamente romantiche: chi non ricorda il senso del vago e dell&#8217;indeterminato nella poetica di Leopardi? E il sublime e l&#8217;orrido, altre categorie tipicamente romantiche, se non addirittura &quot;scoperte&quot; genuine del romanticismo, non sono forse due casi particolari della lontananza e dell&#8217;infinito, contigui al senso del mistero e figli dello sguardo stupito e turbato con cui i romantici guardano al mondo della natura, come se lo vedessero per la prima volta? Eppure, a ben considerare, non \u00e8 stato il romanticismo a scoprire quelle categorie, poich\u00e9 esse si trovano gi\u00e0 negli autori classici, greci e latini, anche se in posizione defilata e in qualche modo attenuata, non al centro della riflessione poetica ma per cos\u00ec dire ai suoi margini estremi.<\/p>\n<p>Si prenda il caso di Tacito: non il Tacito delle opere maggiori, le <em>Storie<\/em> e gli <em>Annali<\/em>, bens\u00ec il Tacito &quot;minore&quot;, quello della <em>Germania<\/em> e, ancor pi\u00f9, della <em>Vita di Agricola<\/em>: e cosa vi troviamo? Foreste interminabili, fiumi maestosi, brughiere e montagne a perdita d&#8217;occhio, che svaporano nella nebbia del Settentrione; e popoli barbari, dipinti e bellicosi, dalla vita pi\u00f9 semplice di quella dei romani ma al tempo stesso pi\u00f9 misteriosa, in unione primigenia con la natura, inafferrabile come lo \u00e8 il segreto di quelle sconfinate solitudini. Eccome come Tacito descrive il corso del Reno e del Danubio, i due fiumi maggiori, che segnano a Ovest e a Sud-Est i confini delle terre abitate dai popoli germanici (Tacito, <em>La Germania. Vita di Agricola. Dialogo degli oratori<\/em>; <em>Germania<\/em> 1; traduzione di Gian Domenico Mazzocato, Roma, Newton Compton Editori, 1995, pp. 28-28):<\/p>\n<p><em>Il Reno nasce da una cima delle Alpi Retiche inaccessibile e dirupata; compie una leggera curva per dirigersi verso occidente e andare a sfociare nell&#8217;Oceano settentrionale [il Mare del Nord, nota nostra]. Il Danubio nasce da un giogo del monte Abnoba caratterizzato da un dolce e accessibile pendio; attraversa le regioni abitate da molti popoli diversi per andare a gettarsi nel mare Pontico [cio\u00e8 il Mar Nero] con sei foci. Una settima foce va invece a perdersi nelle paludi<\/em>.<\/p>\n<p>Si noti che il nome del monte Abnoba ha un significato non solo geografico ma anche teologico, poich\u00e9 si riferisce a una divinit\u00e0 celtica adorata nella Foresta Nera, per cui dalla severa descrizione scientifica traspare, fin dalle prime righe, la dimensione del sacro e del mistero. Si noti poi la contrapposizione tra l&#8217;inaccessibilit\u00e0 delle sorgenti del Reno e l&#8217;accessibilit\u00e0 di quelle del Danubio, contrapposizione non solo topografica, ma altres\u00ec dialettica e retorica; infine, come osserva Gian Domenico Mazzocato, il grande storico latino vuole <em>isolare nella mente del lettore una sorta di terra mitica<\/em> (op. cit., p. 184, n. 2). Siamo appena all&#8217;<em>incipt<\/em> dell&#8217;opera e gi\u00e0 ci troviamo proiettati in una dimensione remota, in una geografia che, pur descritta con rigore, ha in s\u00e9 qualcosa di remoto e d&#8217;indecifrabile, di affascinante e nello stesso tempo d&#8217;inquietante, proprio come lo sono le popolazioni che abitano quelle inospitali terre del Settentrione.<\/p>\n<p>All&#8217;apertura della monografia fa idealmente da <em>pendant<\/em> la mirabile chiusa, in cui, dopo aver concluso, coi Fenni (<em>mira feritas, foeda paupertas<\/em>: &quot;straordinariamente feroci e straordinariamente miserabili&quot;), la rassegna etnografica delle singole trib\u00f9 germaniche, Tacito ammette di aver potuto conoscere e riferire solo una parte di ci\u00f2 che avrebbe voluto, poich\u00e9 la distanza, il clima e le abitudini guerriere dei Germani rendono impossibile, al presente, sciogliere del tutto l&#8217;alone di mistero che avvolge quelle genti e la vaste regioni boscose e paludose da essi abitate (<em>Germania<\/em>, 46, cit., pp. 68-69):<\/p>\n<p><em>Non devono temere alcunch\u00e9 n\u00e9 dagli uomini n\u00e9 dagli d\u00e8i; hanno ottenuto la pi\u00f9 difficile tra le cose: non dover nemmeno formulare desideri.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto il testo \u00e8 favola e mistero: per esempio che Ellusii e Ossioni abbiano aspetto e volto umani, ma corpi e membra ferini. Io lascio queste cose incerte, come materiale da accertare.<\/em><\/p>\n<p>Stupenda efficacia e concisione della narrativa tacitiana: <em>Cetera iam fabulosa<\/em>: &quot;le altre cose che si dicono di loro hanno un sapore di leggenda&quot;. In Tacito, per\u00f2, la concisione, ossia la <em>brevitas<\/em>, non \u00e8 mai d&#8217;ostacolo alla dimensione poetica; tanto che lo si potrebbe definire, pur con tutto il suo scrupolo di documentazione e di precisione, uno <em>storco poeta<\/em>, per la sua ricerca della bella forma e per la sua attrazione verso ci\u00f2 che \u00e8 lontano e misterioso: pi\u00f9 simile per tale aspetto, volendo fare un parallelo con i greci, a Erodoto che a Tucidide.Scriveva il filologo Armando Salvatore in <em>Stile e ritmo in Tacito<\/em> (Loffredo Editore, Napoli, 1950, pp. 71-73):<\/p>\n<p><em>Oltre alla &quot;variatio&quot; e alla &quot;brevitas&quot;, un altro elemento, caratteristico della prosa tacitiana, spesseggia nella &quot;Germania&quot;, l&#8217;elemento poetico. Cerchiamo di vederne le varie manifestazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Tacito si compiace spesso di usare espressioni vaghe, indeterminate. Tale tendenza al vago &#8212; che della poesia elemento essenziale &#8212; si realizza mediante l&#8217;uso, a volte a breve distanza, di avverbi, quali ad es., &quot;olim&quot;, &quot;quondam&quot;, o di espressioni avverbiali, dal valore generico. Specialmente quando parla di mari, o, in genere, fa della geografia, Tacito ama avvolgere il suo stile in un alone d&#8217;impreciso: cos\u00ec riesce a darci il senso della lontananza, dell&#8217;infinito. Mi riferisco a frasi come le seguenti c. 1 &quot;cetera Oceanus ambit, latos sinus et insularium immensa spatia complectens&quot; 17 &quot;Eligunt fera set&#8230; velamina spargunt maculis&#8230; beluarum, quas exterior Oceanus atque ignotum mare gignit&quot;; 35 &quot;Tam immensum terrarum spatium non tenent&#8230;&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Poesia \u00e8 anche l&#8217;animazione che Tacito d\u00e0 ad elementi materiali, naturali, come al Danubio, nel primo capitolo: &quot;Danuvius molli et clementer edito montis&#8230; iugo effusus plures populos adit, donec in Ponticum mare sex meatibus erumpat.: lo vediamo, questo fiume, effondersi dai gorghi dal dolce declivio, accostarsi, quasi nell&#8217;atto di visitarli (&quot;adit&quot;), a pi\u00f9 popoli, impaziente di riposare nel mare (&quot;donec&#8230; erumpat&quot;): sono tante sfumature poetiche che il lettore deve cogliere, per non confondere queste descrizioni tacitiane con altre simili. \u00c8 l&#8217;animazione conferita alle cose dalla lingua, che Tacito ha appreso da Virgilio, soprattutto dal grande Virgilio delle &quot;Georgiche&quot;. La descrizione, e il capitolo, si concludono con una frase smorzata, in tono minore: &quot;septimum os paludibus hauritur&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Immediatamente prima del Danubio, Taciuto parla del Reno. Vale la pena di trascrivere il periodo per mostrare come, anche nell&#8217;ambito delle descrizioni, questa prosa tacitiana sia varia e adegui persino i suoni alle cose descritte: &quot;Rhenus Raeticarum Alpium inaccesso ac precipiti vertice ortus, modico flexu in occidentem versus septentrionali Oceano miscetur&quot;. Il periodo \u00e8 diviso in due parti nella prima, si ha la visione del fiume che &#8212; quasi improvvisamente, impetuosamente &#8212; balza dalla cima erta ed inaccessibile delle Alpi (ci\u00f2 \u00e8 sottolineato dall&#8217;asprezza dei suoni: &quot;inaccesso ac precipiti&quot;); nella seconda, ci \u00e8 ritratto il fiume steso che, trovata la sua via, sembra placare la corrente: il suono si fa pi\u00f9 dolce (&quot;modico flexu&quot;). A &quot;miscetur&quot; risponde metricamente &quot;erumpat&quot;, riferito al Danubio. L&#8217;analisi non \u00e8 stata, forse, eccessiva.<\/em><\/p>\n<p><em>Da questo e da altri esempi appare evidente come nella &quot;Germania&quot; ci sia, pi\u00f9 che nelle opere precedenti, quel senso del colore a volte barocco, quella fantasia, vorrei dire, coloristica e musicale: elementi che troveremo nelle opere future.<\/em><\/p>\n<p>Osservazioni giustissime e condivisibili, per quanto limitate essenzialmente alla <em>Germania<\/em> e al piano della forma; mentre noi pensiamo che il senso della lontananza e dell&#8217;infinito siano ancor pi\u00f9 presenti nella <em>Vita di Giulio Agricola<\/em> e che non siano limitate al piano stilistico e formale, ma abbiano la loro radice in un atteggiamento complessivo dello storico, che \u00e8 sia intellettuale, sia sentimentale, nei confronti della materia trattata. Nelle opere di pi\u00f9 ampio respiro, come le <em>Storie<\/em> e gli <em>Annali<\/em>, ove predomina lo scrupolo del ricercatore e del testimone della verit\u00e0 (una verit\u00e0 di parte, come noi sappiamo, filo-senatoria e ferocemente anti-imperiale; ma lui non sembra ne avesse coscienza) questo lato della personalit\u00e0 di Tacito \u00e8 naturalmente messo in ombra; ma nelle brevi monografie che trattano luoghi e genti remote, poste quasi ai limiti dell&#8217;ecumene, essa ha modo di emergere e si esprime in un certo qual gusto per il meraviglioso che, pur trattenuto sul piano razionale, fa capolino dalle espressioni e dai vocaboli che lo scrittore trasceglie dal suo ricchissimo repertorio. Ecco dunque profilarsi le coste della Britannia dai nebbiosi mari boreali (<em>Agricola<\/em>, 10; op. cit., trad. G. D. Mazzocato, pp. 82-83):<\/p>\n<p><em>Per chi si spinge oltre la sterminata e informe distesa di terre che si estendono oltre quel litorale estremo, la Britannia si assottiglia a guisa di cuneo.<\/em><\/p>\n<p><em>La flotta romana che per la prima volta ha costeggiato la costa del pi\u00f9 lontano mare, la Britannia \u00e8 un&#8217;isola. Allo stesso tempo scoperse e soggiog\u00f2 le isole, fino ad allora sconosciute, chiamate Orcadi. Fu scorta perfino Thule, perch\u00e9 l&#8217;ordine era di non spingersi oltre e incombeva la brutta stagione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il mare, torpido e greve a chi cerca di remare, a quanto si dice, non viene sollevato neppure dai venti. Io penso che sia dovuto al fatto che le terre e i monti, causa e materia di tempeste, sono l\u00ec radi e una e una grande e ininterrotta massa marina fa pi\u00f9 fatica a muoversi.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;ultima Thule! Chi non prova un brivido d&#8217;emozione al sentir nominare quella favolosa terra del Nord? E la flotta romana giunse fino in vista di essa, anche se dovette virare di bordo e rientrare alle sue basi a causa della brutta stagione incipiente e degli ordini ricevuti, che non prevedevano un ulteriore ampliamento delle conquiste. La descrizione del mare ghiacciato, poi, ha qualcosa di cupamente surreale: quella pesantezza delle acque, che nemmeno l&#8217;infuriare dei venti riesce ad agitare, reca una nota quasi sepolcrale, lugubre, come se le leggi naturali in quei mari estremi fossero misteriosamente sovvertite; qualcosa che al lettore moderno richiama altre pagine famose, come quelle di <em>Una discesa nel Ma\u00eblstrom<\/em> o del <em>Gordon Pym<\/em> di Edgar Allan Poe. E anche se Tacito, subito dopo, avanza una sua spiegazione scientifica del fenomeno, nel lettore resta l&#8217;impressione destata dalla sua potente fantasia, che certamente si \u00e8 nutrita, a sua volta, di racconti di prima mano, raccolti con vivissima curiosit\u00e0 dalle labbra del suocero Gneo Giulio Agricola, o di altri soldati romani che parteciparono a quelle imprese.<\/p>\n<p>Ecco la descrizione del quinto anno della campagna condotta da Agricola contro i Caledoni, nell&#8217;82, quando per la prima volta le navi romane si spinsero oltre la Clyde (<em>Agricola<\/em>, 24; cit., pp. 96-97):<\/p>\n<p><em>Nel quinto anno di campagna Agricola si spinse per la prima volta con la sua flotta in mari mai solcati e dom\u00f2 con scaramucce frequenti e tutte fortunate, popolazioni fino ad allora sconosciute. Forn\u00ec di una guarnigione di soldati la parte della Britannia che \u00e8 rivolta verso l&#8217;Ibernia.<\/em><\/p>\n<p>Ancora la vastit\u00e0, la lontananza, la sensazione d&#8217;esser giunti ai limiti estremi del mondo conosciuto ed abitabile. Infine lo spettacolo del campo di battaglia del monte Graupio dopo la disfatta dell&#8217;esercito di Calgaco, nell&#8217;83 o nell&#8217;84 d. C. (<em>Agricola<\/em>, 38; cit., pp. 110-111):<\/p>\n<p><em>La notte, trascorsa nell&#8217;allegria per il bottino fatto, fu piacevole per i vincitori. I Britanni, sparsi qua e l\u00e0, piangevamo e mescolavamo il loro pianto con quello delle donne: trascinavano via i feriti e chiamavano gli incolumi; abbandonavano le case e le incendiavano, con furore di loro iniziativa; sceglievamo un nascondiglio per lasciarlo subito dopo; si riunivamo per scambiarsi qualche consiglio e subito si separavano; guardavano i loro cari e ne provavano disperazione e talora rabbia. Ed era risaputo che, fatti crudeli dalla piet\u00e0, alcuni avevamo ucciso la moglie e i figli.<\/em><\/p>\n<p>Un quadro potente, drammatico, degno del Virgilio del II libro dell&#8217;<em>Eneide<\/em>. C&#8217;\u00e8 qualcosa di estremo nel contegno dei Caledoni sconfitti, come estremo \u00e8 il paesaggio boreale che fa da sfondo corrusco alla loro tragedia. \u00c8 come se fosse impossibile spingersi ancora pi\u00f9 in l\u00e0, sia geograficamente che moralmente. Simile all&#8217;Alessandro Magno del Pascoli, Agricola s&#8217;\u00e8 affacciato fino al limite estremo dell&#8217;orbe: alla sua brama di conoscenza e di conquista non si offre pi\u00f9 alcuna terra da percorrere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il senso della lontananza e dell&#8217;infinito sembrano a tutta prima delle categorie estetiche prettamente romantiche: chi non ricorda il senso del vago e dell&#8217;indeterminato nella poetica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26451\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}