{"id":26450,"date":"2021-05-29T06:55:00","date_gmt":"2021-05-29T06:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/29\/la-logica-aletica-per-smascherare-il-grande-inganno\/"},"modified":"2021-05-29T06:55:00","modified_gmt":"2021-05-29T06:55:00","slug":"la-logica-aletica-per-smascherare-il-grande-inganno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/29\/la-logica-aletica-per-smascherare-il-grande-inganno\/","title":{"rendered":"La logica aletica per smascherare il Grande Inganno"},"content":{"rendered":"<p>La logica classica \u00e8 certamente una bellissima cosa e uno strumento irrinunciabile per conoscere il reale, vale a dire per fare filosofia. Ha tuttavia un grosso limite: ci permette solamente di stabilire se una proposizione \u00e8 vera o falsa, ma senza dirci nulla, o molto poco, sulle modalit\u00e0 con le quali una proposizione pu\u00f2 essere vera o falsa. In particolare, la logica classica non contempla la categoria della possibilit\u00e0: strumento rigido, dice se un enunciato \u00e8 vero o non \u00e8 vero, ma si ferma davanti a un enunciato che contempli la possibilit\u00e0 che una cosa sia o non sia, che avvenga o non avvenga, in base a fattori attualmente incerti e quindi imprevedibili. La logica classica, per esempio, ci dice che l&#8217;affermazione: <em>Socrate \u00e8 un uomo<\/em> \u00e8 certamente vera, in base al principio d&#8217;identit\u00e0 (A \u00e8 uguale ad A, per cui un uomo \u00e8 sempre un uomo) e a quello di non contraddizione (A non \u00e8 B, dunque un uomo non pu\u00f2 essere <em>anche<\/em> un cavallo); mentre l&#8217;affermazione: <em>Socrate \u00e8 un cavallo<\/em> \u00e8 certamente falsa. Ma che dire di una cosa che pu\u00f2 essere oppure non essere? Se qualcuno dice: <em>Mario potrebbe arrivare in ritardo<\/em>, fa un&#8217;affermazione vera o non vera? A questo punto \u00e8 necessario affiancare alla logica classica la logica aletica (dalla parola <em>al\u00e9theia<\/em> = verit\u00e0), della quale fu un grande cultore e quasi un pioniere il filosofo Antonio Livi, ossia un particolare tipo di logica <em>modal<\/em>e costruita appunto per stabilire un criterio di verit\u00e0 nelle affermazioni che, contenendo l&#8217;idea della possibilit\u00e0, allo stato attuale non sono n\u00e9 definitivamente vere n\u00e9 definitivamente false. La possibilit\u00e0 a sua volta ha a che fare con l&#8217;idea del tempo e perci\u00f2 del cambiamento. Se dico che <em>Luisa \u00e8 una bella giovane<\/em>, l&#8217;affermazione \u00e8 vera finch\u00e9 Luisa resta giovane; dopo di che Luisa potr\u00e0 ancora essere bella, ma sar\u00e0 vecchia, dunque l&#8217;affermazione diverr\u00e0 falsa, perch\u00e9 suggeriva uno stato di cose assoluto, e non conteneva in s\u00e9 i possibili sviluppi dovuti al cambiamento. Il cambiamento pi\u00f9 radicale, nel caso degli esseri umani, \u00e8 quello che sopraggiunge con la morte: mentre quasi tutti gli altri (condizione sociale, domicilio, professione) sono soggetti a continue modifiche, nel caso della morte siamo in presenza di un evento assolutamente unico e irreversibile. Parrebbe, quindi, secondo la logica classica, che si possa dire senz&#8217;altro se le affermazioni <em>Mario \u00e8 vivo<\/em>, oppure <em>Mario \u00e8 morto<\/em>, sono vere o sono false: \u00e8 vera la prima se Mario \u00e8 ancora vivo, \u00e8 vera la seconda se ha cessato di vivere. Ma se io, quando affermo che Mario \u00e8 vivo, non so che in realt\u00e0 egli \u00e8 morto da tre settimane, o tre mesi, o tre anni, perch\u00e9 non lo vedo da tempo e abito molto lontano da lui, n\u00e9 ci sono delle conoscenze comuni che possano avermi infornato del suo decesso: in tal caso, dicendo: <em>Mario \u00e8 vivo<\/em>, o parlando di lui come di una persona viva, faccio un&#8217;affermazione falsa? La risposta \u00e8 s\u00ec, guardando le cose oggettivamente; ma \u00e8 no, o quanto meno rimane dubbia, se le si considera soggettivamente, perch\u00e9 io non ho mentito. Ecco il problema fondamentale della logica classica: non contemplando il fattore della possibilit\u00e0, finisce per essere una logica formale, cio\u00e8 in sostanza una logica del linguaggio, che ci dice se una certa affermazione \u00e8 vera o falsa in senso astratto, ma non ci dice, perch\u00e9 non ha gli strumenti per farlo, se a quella affermazione corrisponde un contenuto effettivo di verit\u00e0, e dunque se \u00e8 effettivamente agganciata alla realt\u00e0. La domanda che chi vuol fare filosofia non pu\u00f2 evitare di porsi, infatti, \u00e8 questa: ci si pu\u00f2 accontentare di una verit\u00e0 formale, di una verit\u00e0 che si limita all&#8217;esame veritativo degli enunciati, senza darsi la pena di appurare la corrispondenza fra il vero e il reale?<\/p>\n<p>La logica aletica ci dice, se non altro, che una affermazione pu\u00f2 essere necessariamente vera o possibilmente vera. Pertanto alla categorie della necessit\u00e0 si aggiungono quelle della possibilit\u00e0 e della impossibilit\u00e0 riguardo al vero. L&#8217;affermazione: <em>questo \u00e8 un triangolo<\/em> \u00e8 necessariamente vera se si riferisce ad un poligono che risponde alla definizione di &quot;triangolo&quot;, ossia un poligono con tre angoli e tre lati; mentre \u00e8 necessariamente falsa se la figura in questione \u00e8 quella di un quadrato, un rettangolo, un rombo o una circonferenza. Invece l&#8217;affermazione <em>Mario potrebbe arrivare in ritardo<\/em> \u00e8 da considerarsi <em>possibilmente vera<\/em> (o falsa) fino a quando Mario sar\u00e0 effettivamente arrivato e si sapr\u00e0 se in orario o in ritardo; mentre \u00e8 <em>necessariamente vera<\/em> se so che il treno su cui viaggia ha subito un guasto, e <em>necessariamente falsa<\/em> se so che Mario non \u00e8 partito affatto, magari perch\u00e9 \u00e8 morto da tre anni e quindi non potr\u00e0 mai arrivare, n\u00e9 puntuale n\u00e9 in ritardo. Questo \u00e8 gi\u00e0 un passo avanti rispetto alla logica classica: dal terreno formale si passa al terreno sostanziale, anche, come \u00e8 naturale, non si pu\u00f2 accertare la verit\u00e0 di un&#8217;affermazione sempre e comunque <em>ante rem<\/em>, ma, in certi casi, solo <em>post rem<\/em>, e precisamente quando si tratta di verit\u00e0 di fatto e non di verit\u00e0 di principio, come quelle della logica o della matematica (in logica, una casa \u00e8 sempre una casa e non un aereo, cos\u00ec come in matematica due pi\u00f9 due fa sempre quattro, indipendentemente dal quando, dal come e dal dove). Ora, per verificare se una verit\u00e0 di fatto \u00e8 tale, bisogna a sua volta suddividerla, come insegna Antonio Livi, in tre distinte categorie: l&#8217;esperienza, l&#8217;inferenza e la fede, che esprimono tre stati della coscienza. L&#8217;esperienza ci dice che una cosa \u00e8 vera se rispetta il principio di realt\u00e0, che a sua volta scaturisce dal &quot;senso comune&quot;: un sistema organico di certezze universali e necessarie di cui \u00e8 fornito l&#8217;essere umano; certezze naturali e necessarie che derivano dall&#8217;esperienza e che forniscono la base per ogni altra forma di conoscenza del reale. Il senso comune, perci\u00f2, non ha niente a che fare col cosiddetto buon senso: \u00e8 una struttura originaria della coscienza che fonda tutte le operazioni mentali successive. Con il metodo della presupposizione si possono individuarne i contenuti e mostrare che effettivamente non si d\u00e0 conoscenza al di fuori o anteriormente ad esso. Tali contenuti, immediatamente evidenti, sono stati da monsignor Livi identificati con il mondo esterno, cio\u00e8 l&#8217;insieme degli enti in movimento; con l&#8217;io, soggetto coscienziale che si coglie nell&#8217;atto di conoscere; con gli altri, simili al proprio io; con la legge morale, equilibrio dinamico di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0; e con Dio, causa prima e causa finale di tutto ci\u00f2 che esiste. Si ha un bel dire, ma tutta la filosofia e tutto il conoscere passano per queste certezze immediate e nulla potrebbero dire del modo, nulla potrebbero sapere e comprendere, se l&#8217;insieme dell&#8217;attivit\u00e0 della coscienza non poggiasse su questi cinque fondamenti, perch\u00e9 la coscienza fluttuerebbe nel vuoto, incapace di organizzare sensazioni e idee in una trama coerente. Il processo induttivo e quello deduttivo si fondono nella coscienza grazie ai dati dell&#8217;esperienza, un processo che \u00e8 reso possibile dall&#8217;esistenza del senso comune. Quindi la vera filosofia deve essere realista, deve partire dall&#8217;esperienza e deve presupporre che nella coscienza esiste una struttura originaria suscettibile di filtrare e armonizzare i dati dell&#8217;esperienza. Esperienza, inferenza e fede sono perci\u00f2 tre modi del conoscere che si presuppongono a vicenda: non c&#8217;\u00e8 inferenza senza prima esperienza, e non c&#8217;\u00e8 fede senza esperienza ed inferenza. Queste tre forme del conoscere sono legate da rapporti di tipo logico, che \u00e8 possibile analizzare dettagliatamente, nella prospettiva di una visione olistica della coscienza e non gi\u00e0 riduzionistica, o peggio ancora dualistica, come quella di Cartesio. Infatti se \u00e8 vero che tutto il conoscere viene dall&#8217;esperire, \u00e8 anche vero che l&#8217;esperire non sarebbe possibile, non verrebbe organizzato in forme intelligibili, se non vi fosse una struttura coscienziale originaria suscettibile di auto-organizzarsi sotto lo stimolo dell&#8217;esperienza. In questo senso, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile dire se l&#8217;esperienza venga prima della coscienza o la coscienza prima dell&#8217;esperienza: di fatto quel che avviene \u00e8 un&#8217;azione immediata e reciproca dell&#8217;una sull&#8217;altra, senza la quale l&#8217;uomo non saprebbe nulla, non capirebbe nulla, non imparerebbe nulla.<\/p>\n<p>Proviamo adesso ad applicare i principi della logica aletica del senso comune alla situazione mondiale che stiamo vivendo da quando, ormai quasi quindici mesi fa, improvvisamente le Nazioni Unite, i governi e le autorit\u00e0 sanitarie di tutti o quasi tutti i Paesi del mondo si resero conto che era in atto una terribile pandemia (tasso di mortalit\u00e0 per le persone sotto i 70 anni: 0,05%) dalla quale bisognava proteggere l&#8217;intera popolazione mondiale, dai neonato ai centenari, dapprima mettendola in quarantena, poi sottoponendola a una gigantesca vaccinazione di massa. \u00c8 chiaro che per avere un quadro esatto, cio\u00e8 realistico, di quanto sta accadendo, bisogna prima di tutto capire se c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8 una pandemia, quindi se \u00e8 giustificata o no una&#8217;emergenza sanitaria; poi, a cascata, tutta una serie di altre cose che derivano da queste, come l&#8217;efficacia delle mascherine sul viso, quella dei tamponi per accertare la positivit\u00e0 al Covid-19, poi la sfiducia, spinta fino al boicottaggio, nei confronti di tutti i farmaci tradizionali e delle cure classiche contro il Covid, per puntare tutte le carte sulla produzione e l&#8217;impiego immediato dei vaccini quali armi risolutive per contrastare il diffondersi ulteriore del contagio. Ora, a tutte queste domande \u00e8 possibile rispondere in maniera molto chiara e precisa, dato che per ciascuna di esse esiste una ricca documentazione statistica che \u00e8 a disposizione di chiunque voglia prenderne visione e non accontentarsi di dare credito a ci\u00f2 che dicono i giornali e le televisioni delle grandi reti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una pandemia? Difficile dirlo, visto che il dottor Anthony Fauci, uno dei massimi registi dell&#8217;emergenza sanitaria a livello mondiale, ha espressamente dichiarato che non esiste una definizione scientifica universalmente riconosciuta di questo termine. Comunque, se per pandemia s&#8217;intende una sorta di pestilenza capace di mietere milioni di vittime in tutto il mondo, la risposta, certa, netta, incontrovertibile, sulla base delle cifre ufficiali relative alla mortalit\u00e0 complessiva del 2020, \u00e8 <em>no<\/em>, assolutamente no. Lo dice l&#8217;esperienza e lo dice l&#8217;inferenza, anche facendo il confronto con le grandi pestilenze ed epidemie del passato. Pertanto, asserire, come fa la Narrazione Unica, che \u00e8 in atto una terribile pandemia, e che l&#8217;intera popolazione mondiale rischia di morire se non si sottopone velocemente alla vaccinazione, significa esprimere un articolo di fede. Fede nei giornali, fede nelle televisioni, fede negli apparati sanitari pubblici, fede nei governi e nei loro ministri. Curioso: l&#8217;uomo moderno che non credere pi\u00f9 Dio, che non crede in alcuna verit\u00e0 assoluta e trascendente, che non accetta alcuna idea se non sulla base dell&#8217;evidenza, accetta ora la Narrazione Unica sul Covid, con tutto ci\u00f2 che ne consegue per la sua vita pubblica e privata, sulla base di un atteggiamento fideistico verso la Scienza e verso il Potere: senza informarsi autonomamente, senza verificare le asserzioni dei giornalisti e dei sedicenti esperti, senza fidarsi neppure delle evidenze che dovrebbe suggerirgli il contatto immediato con la realt\u00e0. Parlando di inferenze: se questo virus \u00e8 cos\u00ec terribilmente pericoloso, come mai la Florida, che da settimane ha abolito ogni restrizione sanitaria, non \u00e8 ora disseminata di cadaveri? Un discorso simile si pu\u00f2 fare per il Texas, la Russia, la Svezia; e anche per l&#8217;Italia, osservando le folle di decine di migliaia di tifosi che hanno festeggiato la propria squadra del cuore in alcune recenti partite. Dove sono le conseguenze letali?<\/p>\n<p>Hanno senso le misure &quot;sanitarie&quot; prese per contenere il virus: mascherina, distanziamento, chiusura dei locali pubblici, tamponi, interdizione degli spostamenti, coprifuoco? Di nuovo la sola risposta possibile, sulla base dell&#8217;evidenza (anche in senso scientifico), \u00e8: <em>no<\/em>, assolutamente no.<\/p>\n<p>Ha senso aver puntato tutto sul vaccino miracoloso, ostacolando le cure tradizionali e imponendo al personale medico dei protocolli assurdi, proibendo le autopsie e consigliando la cremazione dei morti, nelle prime settimane dell&#8217;emergenza? No, mille volte no. Qualunque malattia si cura coi farmaci e solo come <em>ultima ratio<\/em>, quando tutte le terapie si sono rivelate inefficaci, si pensa eventualmente ai vaccini. Anzi a rigore i vaccini non curano affatto e richiederebbero tempi di sperimentazione e campioni di soggetti vaccinati vastissimi, da confrontare con vastissimi campioni di non vaccinati: in pratica, una cosa irrealizzabile. Questo urta contro quanto ci \u00e8 sempre stato detto a proposito delle grandi epidemia virali del passato, debellate secondo la Narrazione Ufficiale, appunto dai vaccini. Ebbene: ci hanno mentito. La peste, il vaiolo, il colera, sono stati sconfitti dal progressivo miglioramento del quadro igienico-sanitario e dell&#8217;alimentazione, non dai vaccini.<\/p>\n<p>Da qualsiasi lato si consideri la cosa, appare evidente che la popolazione mondiale \u00e8 stata indotta in uno stato d&#8217;isterismo mediante l&#8217;arma del terrore mediatico. I governanti hanno avuto buon gioco nell&#8217;imporre misure restrittive liberticide e irrazionali, prive di qualsiasi fondamento scientifico, perch\u00e9 la maggioranza della gente aveva perso da tempo il gusto e l&#8217;abitudine del senso critico, e si era abbandonata nelle braccia confortevoli dei mass-media, accettando da essi qualunque narrazione e uniformandosi ad essi quanto alla propria visione del reale.<\/p>\n<p>Appare perci\u00f2 evidente che la pi\u00f9 grande lezione che dobbiamo imparare da quest&#8217;immenso esperimento di manipolazione mentale \u00e8 l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di ripristinare gli anticorpi non solo del nostro organismo, ma della nostra mente, per evitare di essere cos\u00ec facilmente suggestionabili da chi possiede sia i mezzi che l&#8217;occasione e la volont\u00e0 di farci credere e subire qualsiasi cosa, a nostro danno, ma teoricamente per il nostro bene. Dobbiamo riscoprire il criterio oggettivo della verit\u00e0. E, per farlo, dobbiamo tornare ad agganciarci alla realt\u00e0, staccandoci dalle agenzie d&#8217;indottrinamento mentale: cinema, radio, televisione, giornali, ecc. Tutto ci\u00f2 che stiamo subendo \u00e8 un effetto della perdita di contatto con la verit\u00e0 e la realt\u00e0. Non si vive impunemente senza verit\u00e0 e fuori della realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La logica classica \u00e8 certamente una bellissima cosa e uno strumento irrinunciabile per conoscere il reale, vale a dire per fare filosofia. 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