{"id":26445,"date":"2019-08-09T11:51:00","date_gmt":"2019-08-09T11:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/09\/la-letteratura-rosa-e-tutta-da-buttare\/"},"modified":"2019-08-09T11:51:00","modified_gmt":"2019-08-09T11:51:00","slug":"la-letteratura-rosa-e-tutta-da-buttare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/09\/la-letteratura-rosa-e-tutta-da-buttare\/","title":{"rendered":"La letteratura rosa \u00e8 tutta da buttare?"},"content":{"rendered":"<p>Il tema \u00e8 di quelli che gli intellettuali progressisti e impegnati sovranamente disdegnano, a noi per\u00f2 sembra tutt&#8217;altro che futile: la letteratura sentimentale, con le sue appendici cinematografiche e televisive, \u00e8 proprio tutta da buttare? \u00c8 davvero meritevole di tutto il disprezzo, o al massimo della sovrana indifferenza, che da sempre l&#8217;accompagnano da parte della cultura &quot;alta&quot;? Ne avevamo gi\u00e0 trattato a suo tempo (cfr. <em>Vendicare Liala e l&#8217;azzurro nelle<\/em> vetrate, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 25\/08\/07); ma ci sarebbero ancora tantissime cose da dire. Proviamo a dine almeno alcune.<\/p>\n<p>Ci ha sempre colpiti il fatto che nel pi\u00f9 modesto paesino di montagna, di quelli lasciati in disparte dal turismo e dove libri non se ne vedevano neanche col telescopio (ora \u00e8 diverso: le edicole vendono anche libri di qualsiasi genere), si trovavano e si trovano, per\u00f2, in vendita in qualsiasi bottega, anche di alimentari o di mercerie, dei volumetti di poco prezzo dalla copertina illustrata, generalmente con una bella ragazza dall&#8217;aria sognante, o dolcemente pensosa, o due fidanzati che si guardano teneramente, sullo sfondo di una casa romantica dai muri coperti d&#8217;edera, o di un ombroso viale di pioppi, o di un una tranquilla dimora di campagna. Evidentemente, anche in quei luoghi poco popolosi, dove non ci sono scuole n\u00e9 persone colte, c&#8217;\u00e8 qualcuno che legge, e perci\u00f2 compra dei libri; e ci sono da qualche parte, evidentemente, degli scrittori o delle scrittrici che compongono dei romanzi rivolgendosi proprio a quelle persone semplici e forse un po&#8217; ingenue, a quel particolare tipo di pubblico. La cosa ci ha sempre incuriositi. A lungo abbiamo pensato che, fra non leggere nulla e leggere dei libri scadenti, si debba considerare preferibile la prima delle due alternative; poi, per\u00f2, abbiamo aggiunto una precisazione: <em>per chi abbia delle ambizioni letterarie o comunque di tipo culturale.<\/em> Ma per chi si accontenta di vivere una vita semplice, fatta di lavoro e famiglia, la lettura dei libri sentimentali, come del resto quella di molti altri generi di letteratura popolare, dal poliziesco all&#8217;avventuroso (coi sui vari sottogeneri, come il western) alla fantascienza, non pensiamo che sia un cos\u00ec gran male: non imparer\u00e0 grandi idee n\u00e9 ammirer\u00e0 una prosa particolarmente raffinata, ma che importa? Potr\u00e0 sognare, e sognare \u00e8 un bisogno fondamentale, e quindi pienamente legittimo, della natura umana. L&#8217;importante, ovviamene, \u00e8 fare dei bei sogni e non degli incubi.<\/p>\n<p>Ci ha sempre intenerito, inoltre, il fatto che a leggere romanzi sentimentali siano soprattutto donne, casalinghe quarantenni o cinquantenni, ma anche parrucchiere o baby-sitter diciottenni e ventenni; e palesemente donne fornite di un modesto livello d&#8217;istruzione, ma, in compenso, dotate di un animo sensibile, o sognante, o gentile, o che dir si voglia: non persone moderne, aggressive e sicure di s\u00e9, ma persone che la grande ondata del progresso, specialmente tecnologico, ha per cos\u00ec dire lasciato indietro; persone che ancora credono, e sia pure in forme pi\u00f9 o meno degradate e secolarizzate, ai sani valori del buon tempo antico, Dio, la patria e la famiglia; persone, infine, predisposte alla contemplazione pi\u00f9 che all&#8217;azione, capaci di sospirare per il dramma d&#8217;amore d&#8217;una eroina immaginaria, e non abituate ad arraffare tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 prende dal piatto della vita, ma inclini, per natura e forse per educazione, alla timidezza, a restare un passo indietro, a non vantarsi, a non ritenersi degne di un grande destino, pur sognandolo intensamente &#8211; \u00e8 questo il loro segreto; ebbene s\u00ec, anche loro hanno un segreto, pur nell&#8217;apparente banalit\u00e0 della loro vita -, circonfuso dei pi\u00f9 accesi colori del romanticismo, con la loro parte pi\u00f9 profonda e istintiva. Per quel che ci riguarda, chiunque abbia una certa inclinazione alla lettura, merita, per ci\u00f2 stesso, un grande rispetto. Queste persone potrebbero frequentare i bar, le discoteche, le compagnie rumorose; invece amano raccogliersi in un angolo e leggere tranquillamente le avventure dei personaggi di Liala o di Luciana Peverelli; e poi sprofondarsi in poltrona a seguire, sul piccolo schermo, la trasposizione televisiva delle vicende di Grecia Colmenares in <em>Topazio<\/em> o di Sonia Braga in <em>Dancin&#8217; Days<\/em>. No: non abbiamo mai capito, n\u00e9 tanto meno condiviso, il disprezzo assoluto che gli intellettuali, specialmente progressisti, riservano alla donne mature e alle adolescenti per la colpa di amare la letteratura rosa e la sua versione moderna, gli sceneggiati televisivi di tipo sentimentale. E ci riferiamo, naturalmente, a quelli degli anni &#8217;50, &#8217;60, &#8217;70 e in parte anche &#8217;80; perch\u00e9 poi, salvo lodevoli eccezioni, per lo pi\u00f9 straniere &#8212; come l&#8217;ottima telenovela brasiliana <em>Terra Nostra<\/em>, del regista Benedito Ruy Barbosa &#8212; il dilagare delle tv commerciali con la loro logica cialtrona ha provocato un rapidissimo scadimento del genere, e anche l&#8217;editoria si \u00e8 adeguata agli effetti della mutazione antropologica che, in quel torno di tempo, ha trasformato la societ\u00e0 europea e ha radicalmente modificato sia i gusti del pubblico, sia il pubblico stesso &#8212; e naturalmente anche gli autori: i romanzieri, gli sceneggiatori e i registi televisivi.<\/p>\n<p>Il punto, infatti, \u00e8 proprio questo. La letteratura sentimentale \u00e8 senza dubbio un ramo della letteratura di consumo; e tuttavia, non tutti i suoi prodotti possono esser messi sullo stesso piano. Cos\u00ec come nel genere poliziesco vi \u00e8 una differenza fra i maestri, quali Gilbert K. Chesterton, Arthur Conan Doyle e Edgar Wallace, e gli scribacchini che lavorano a cottimo, ci\u00f2 vale anche per il genere &quot;rosa&quot; (che solo in Italia \u00e8 chiamato cos\u00ec, per via delle copertine della casa editrice Salani di Firenze, che si era specializzata nel genere): una differenza di gusto, di stile, di contenuti, di <em>Weltanschauung<\/em>. Stiamo dicendo una cosa banale; pure bisogna dirla, perch\u00e9 il pregiudizio degli intellettuali con la puzza sotto al naso ha fatto dei generi sentimentale, poliziesco, avventuroso, fantascientifico ecc., dei blocchi uniformi e senza sfumature, mentre \u00e8 chiaro che all&#8217;intero di essi si possono trovare autori e opere di ben differente livello. Ma la letteratura di consumo non \u00e8 pur sempre letteratura di consumo?, obietteranno i puristi. Ebbene s\u00ec, ma ci\u00f2 non toglie che ci sia consumo e consumo; non tutte le vacche sono nere, direbbe Hegel, anche se di notte pare che lo siano. Non pochi scrittori divenuti poi famosi e riconosciuti dalla critica per il loro spessore artistico, da giovani hanno esordito nel romanzo sentimentale, o avventuroso, ecc.; non si sono vergognati di partire da l\u00ec, dalla gavetta, e di rivolgersi a un pubblico di persone semplici e non troppo istruite. Diremo di pi\u00f9: vi sono racconti e romanzi di grandi e anche grandissimi scrittori, da Balzac a Maupassant, da Dostoevskij a Cechov, da George Eliot a Graham Greene, che risentono fortemente dei moduli e dello stile della letteratura sentimentale di consumo. Il confine non \u00e8 cos\u00ec netto come s&#8217;immaginano i puristi.<\/p>\n<p>Scriveva la giornalista Marisa Sfrondrini in un articolo di molti anni fa (<em>Un po&#8217; di rosa per evadere<\/em>, sul settimanale <em>Alba<\/em>, Milano, n. 31-32, del 3-10 agosto 1984, pp. 19-20; 20-21):<\/p>\n<p><em>Sono loro, le signore, le autrici italiane, pi\u00f9 ovviamente i deliziosi Delly, i fratelli francesi che pubblicato n Italia da Salani in una edizione dalla sopraccoperta rosa, inaugurarono il genere e lo battezzarono. Quasi tutte le ragazze dagli anni trenta in poi hanno nei loro ricordi almeno una Magal\u00ec con il suo amore quasi impossibile per sua grazia il duchino, una Mitzi o una Schiava o regina&#8230; Delly era una lettura permessa anche dalle madri pi\u00f9 severe a partire dai quattordici anni. Soltanto candidi amori, un po&#8217; sfortunati al principio, coronati sempre da giuste nozze. Niente erotismo, niente follie.<\/em><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 diverso il discorso per Amalia Negretti Cambiasi Odescalchi, famosa come Liala. Un po&#8217; pi\u00f9 torbidi i suoi languori post-dannunziani. I protagonisti di &quot;Signori&quot;, di &quot;Trasparenze di pizzi bianchi&quot;, di &quot;Peccato di Guenda&quot; hanno le ali, perch\u00e9 generalmente il &quot;lui&quot; di Liala \u00e8 aviatore (la divisa azzurra da ufficiale ha sempre il suo bravo fascino!), ma non sono angeli. E il mondo in cui trascorrono la loro vita tra un volo e l&#8217;altro, tra un amore e l&#8217;altro \u00e8 irreale, fantastico. Niente sapori popolari, niente vita vera. Il clima dei romanzi di Liala \u00e8 quello dei telefoni bianchi del cinema fascista, dove tutto va bene madama la marchesa. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il boom del romanzo d&#8217;amore non \u00e8 soltanto cartaceo. Anzi. La tv \u00e8 l&#8217;ambito in cui si \u00e8 naturalmente sviluppato e si \u00e8 evoluto ampiamente il genere. Passando attraverso un transito obbligatorio: il fotoromanzo. L&#8217;immagine, grande protagonista degli anni del secondo dopoguerra, oltre che dagli schermi cinematografici ha colpito anche dalla carta. Il romanzo a fumetti (disegnato da Walter Molino) prima, poi il fotoromanzo con i suoi autonomi divi (primattori e primattrici, caratteristi, generici) hanno influenzato il modo di leggere della gente. Le minute descrizioni dell&#8217;abito da ballo della Marchesa fatale hanno fatto posto alla foto che, se da una parte non lascia pi\u00f9 spazio alla fantasia di ciascuno, permette dall&#8217;altra di dare corpo ai sogni, tanto da far correre il rischio, alle ragazze con la testa nelle nuvole, di innamorarsi dello Sceicco Bianco di felliniana memoria.<\/em><\/p>\n<p><em>Il passo successivo d&#8217;obbligo \u00e8 lo sceneggiato tv, il genere che aveva visto la tv italiana degli albori partire favorita. Qualcuno ricorda ancora &quot;Jane Eyre&quot; con Raf Vallone e la dolcissima Ilaria Occhini, oppure &quot;Capitan Fracassa&quot;, per non parlare del mitico &quot;Romanzo di un giovane povero&quot; che fece sospirare nonne e nipoti contemporaneamente per quel bravo ragazzo romagnolo, prematuramente scomparso, dal poco romantico nome di Paolo Carlini. Ora che la TV (con la maiuscola) \u00e8 diventata &quot;le tv&quot; con licenza di caccia alla audience, il tele sceneggiato a puntate \u00e8 diventato &quot;soap opera&quot;, letteralmente, opera del detersivo, perch\u00e9 usata oltreoceano per accompagnare le pubblicit\u00e0). &quot;Ciranda de Pedra&quot;, &quot;Dancin&#8217; Days&quot;, &quot;Anche i ricchi piangono&quot; o &quot;Sentieri&quot; che ancora ha puntate da dare, hanno riempito di lacrime e sospiri pomeriggi televisivi delle casalinghe, dei pensionati e delle giovani studentesse. Aggiungendo per\u00f2, alla ricetta tradizionale, esso e tradimenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 il segno del nuovo. Da romanzi per &quot;giovinette&quot; con una certa positivit\u00e0 di contenuti, al di l\u00e0 di indubbie fantasie e stucchevolezze, dove al massimo l&#8217;ingenua si faceva travolgere dal peccato di passione, pagando poi duramente la sua colpa (spesso persino con la morte), oggi si \u00e8 passati alle coppie che si uniscono e si dividono, al &quot;cannibalismo&quot; dei crudeli protagonisti di &quot;Dallas&quot; o &quot;Dynasty&quot;, dove amore ha perso ogni maiuscola.<\/em><\/p>\n<p><em>Ormai non sono pi\u00f9 che prodotti realizzati dai microprocessori di un immane &quot;computer&quot;. Le immagini intercambiabili, i caratteri riprodotti a stampino, le vicende simili fino al pericolo di plagio, con attori che passando da un &quot;Flamingo Road&quot; ad un &quot;Dallas&quot;, confondono sempre di pi\u00f9 lo sprovveduto telespettatore. I romanzi rosa si sono classificati come un prodotto usa-e-getta perfettamente intonato ai nostri anni. Meglio, a quel che si vuole far apparire del nostro tempo. Anche la letteratura, la carta stampata rosa (ritornata di gran moda con milioni e milioni di copie vendute) ha aggiustato (si fa per dire) il tiro, adeguandosi ai nuovi gusti. Pi\u00f9 sesso, pi\u00f9 tradimenti. E neanche pi\u00f9 una &quot;signora&quot; (se si esclude l&#8217;eterna Barbara Cartland dal viso truccato alla perfezione). Niente autrici, soltanto nomi di collane &quot;che vi faranno sognare&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, perch\u00e9 nonostante l&#8217;anonimato, nonostante l&#8217;industrializzazione, si vuole sempre sognare&#8230;<\/em><\/p>\n<p>La ragione del disprezzo dei critici e dei letterati progressisti verso la letteratura &quot;rosa&quot; e i suoi derivati televisivi, \u00e8 pi\u00f9 che evidente: per loro, si tratta di oppio dei popoli, un po&#8217; come lo era la religione per Marx. Finch\u00e9 la pensionate e le parrucchiere leggono libri rosa e si perdono a seguire le telenovele, non parteciperanno mai alle lotte per la costruzione di un mondo migliore. Come sempre &#8211; sono cento anni che quei signori non capiscono nulla dei cambiamenti sociali; e basterebbe gi\u00e0 questo per vedere che sono dei morti viventi &#8212; hanno completamente sbagliato bersaglio. Il pericolo non \u00e8 che la gente si rifugi in un immaginario avulso dalla realt\u00e0; o meglio, questo pericolo esiste, ma viene da tutt&#8217;altra parte: viene da internet, dall&#8217;uso smodato del computer e specialmente del telefonino, tanto pi\u00f9 quando viene messo in mano a dei ragazzini o a dei bimbetti di sette, otto anni; e, pi\u00f9 in generale viene dal consumismo che strappa gradualmente l&#8217;anima delle persone, insieme alla loro capacit\u00e0 di discernimento. Il vero pericolo \u00e8 pertanto che passino, e si insedino definitivamente nelle menti e nei cuori della gente, la stupidit\u00e0 e la volgarit\u00e0; e il grande modello \u00e8 rappresentato dalla stupidit\u00e0 e dalla volgarit\u00e0 di certi intellettuali di prestigio, di certi poeti ermetici, di certi critici incomprensibili e di certi filosofi illeggibili (avete mai provato a leggere un libro di Massimo Cacciari?), per non dire di certi registi truculenti e disgustosi (avete mai visto <em>Porcile<\/em> di Pier Paolo Pasolini?) ma garantiti e magnificati dalla cultura dominante, che \u00e8, specie nel nostro Paese, insopportabilmente <em>radical-chic<\/em> (si veda la sacrosanta parodia della <em>Corazzata Potemkin<\/em> nel film di Fantozzi). In conclusione: \u00e8 assai pi\u00f9 onesto far sognare le massaie raccontando loro banali storie d&#8217;amore, che prendere in giro tutti quanti con una seriosit\u00e0 delirante o incomprensibile ai pi\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema \u00e8 di quelli che gli intellettuali progressisti e impegnati sovranamente disdegnano, a noi per\u00f2 sembra tutt&#8217;altro che futile: la letteratura sentimentale, con le sue<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26445","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26445\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}