{"id":26444,"date":"2022-02-26T09:12:00","date_gmt":"2022-02-26T09:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/26\/la-lettera-di-barnaba-e-il-monito-sugli-ultimi-tempi\/"},"modified":"2022-02-26T09:12:00","modified_gmt":"2022-02-26T09:12:00","slug":"la-lettera-di-barnaba-e-il-monito-sugli-ultimi-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/26\/la-lettera-di-barnaba-e-il-monito-sugli-ultimi-tempi\/","title":{"rendered":"La Lettera di Barnaba e il monito sugli ultimi tempi"},"content":{"rendered":"<p>La <em>Lettera di Barnaba<\/em>, suddivisa in ventuno brevi capitoli, fa parte del <em>Codice Sinaitico<\/em>, databile fra il IV e il V secolo d. C.; viene attribuita all&#8217;apostolo Barnaba, il valido collaboratore di san Paolo menzionato <em>negli Atti degli Apostoli<\/em>, e si pensa che fu scritta nel greco della <em>koin\u00e8<\/em> fra il 70 e il 132 d.C., poich\u00e9 vi si allude alla distruzione di Gerusalemme, che potrebbe essere quella di Tito del 70, oppure quella di Adriano, avvenuta nel 131.<\/p>\n<p>La Chiesa dei primi tempi la tenne in gran conto, appunto perch\u00e9 attribuita ad un autore apostolico, ed essa viene citata con rispetto da autori come Origene e Clemente Alessandrino, i quali sembrano considerarla del tutto canonica, o avente un&#8217;autorevolezza pari a quella dei testi del Nuovo Testamento, il che giustifica la sua presenza nel <em>Codex Sinaiticus<\/em>, altrimenti inspiegabile. Tuttavia, quando, verso la fine del IV secolo, il canone neotestamentario venne fissato in maniera definitiva, la <em>Lettera di Barnaba<\/em> non vi fu inclusa e perci\u00f2 divenne un testo apocrifo; anche se, in ragione del grande prestigio e della vasta diffusione raggiunti nell&#8217;arco di due secoli, la sua attendibilit\u00e0 non venne mai contestata quanto ai contenuti, come invece accade per i <em>Vangeli<\/em> apocrifi, e quindi essa fu considerata piuttosto come parte della letteratura sub-apostolica, che si colloca in una posizione intermedia fra gli apocrifi veri e propri e i testi che, pur scartati al momento della definizione del canone cristiano, seguitarono a godere d&#8217;un riflesso della popolarit\u00e0 e del prestigio che li avevano accompagnati in precedenza. Fra essi ci sono la <em>Didach\u00e9<\/em>, le due <em>Lettere di Clemente<\/em>, la <em>Lettera a Diogneto<\/em> e <em>Il pastore di Erma<\/em> (vedi il nostro articolo: <em>L&#8217;angelo della giustizia e l&#8217;angelo dell&#8217;iniquit\u00e0 lottano per conquistare l&#8217;anima nostra<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 25\/02\/18).<\/p>\n<p>Non si deve disprezzare o sottovalutare <em>in toto<\/em> questa letteratura fiorita ai margini del canone biblico; vi si trovano dei tesori di sapienza e di spiritualit\u00e0 che hanno ancora molte cose da dire agli uomini di ogni tempo, anche agli uomini moderni. A ben guardare, il discrimine fra i testi della <em>Bibbia<\/em> e quelli che non ne fanno parte, ma che hanno dato luce e conforto a molte generazioni di cristiani, non \u00e8 il fatto della divina ispirazione, perch\u00e9 questa pu\u00f2 essere presente, del tutto o in parte, anche al di fuori della <em>Bibbia<\/em> stessa. Forse che non vi \u00e8 divina ispirazione nell&#8217;<em>Imitazione di Cristo<\/em>? E nella <em>Commedia<\/em> di Dante? E nella <em>Citt\u00e0 di Dio<\/em> di Agostino? E nella <em>Summa<\/em> di Tommaso? Ma certo che \u00e8 presente; come la si ritrova nelle composizioni dei gradi musicisti religiosi e nei dipinti e nelle architetture dei grandi artisti cristiani, nei costruttori delle cattedrali e negli autori di tante pale, affreschi, mosaici, sculture, raffiguranti Ges\u00f9 Cristo, Maria Santissima, gli Angeli e i Santi. N\u00e9 essa ha finito di soffiare nell&#8217;anima di tanti scrittori, pensatori, artisti, musicisti, i quali, magari ignorati al presente, qualche volta perseguitati, hanno consacrato la loro vita e il loro ingegno al servizio della Verit\u00e0, e mediante l&#8217;azione irresistibile dello Spirito Santo prima o poi saranno conosciuti da tutti, affinch\u00e9 ogni ginocchio si pieghi davanti al Nome del Signore e ogni ciglio si abbassi davanti alla sua Santissima Madre. Pertanto la vera distinzione fra i testi biblici e gli altri \u00e8 che sui primi la Chiesa dei primi secoli ha trovato un accordo e l&#8217;unanime consenso, dopo avere attentamente vagliato e scartato tutto ci\u00f2 che non appariva perfettamente limpido; mentre sui secondi tale accordo ed unanime consenso non \u00e8 stato trovato. Il che non significa che quella letteratura sia tutta da ignorare, o che le stramberie dei <em>Vangeli<\/em> gnostici, ad esempio, coi loro miracoli tanto spettacolari quanto frivoli, si debbano porre sullo stesso piano di opere serie e altamente edificanti, quali <em>Il pastore di Erma<\/em> o la <em>Lettera di Barnaba<\/em>, letti e apprezzati da varie generazioni di cristiani.<\/p>\n<p>Ora, nel quarto capitolo, dedicato all&#8217;avvento degli ultimi tempi, l&#8217;autore <em>dell&#8217;Epistola di Barnaba<\/em> scrive (fonte: <a href=\"https:\/\/www.vitanostra-nuovaciteaux.it\/lettera-di-barnaba-testo\/\">https:\/\/www.vitanostra-nuovaciteaux.it\/lettera-di-barnaba-testo\/<\/a>):<\/p>\n<p><em>Bisogna che consideriamo con attenzione gli avvenimenti presenti e cerchiamo ci\u00f2 che pu\u00f2 salvarci. Fuggiamo decisamente ogni opera di iniquit\u00e0 per non esserne travolti. Odiamo l&#8217;errore del presente per essere amati nel futuro. Non diamo alla nostra anima la libert\u00e0 di correre con i peccatori e gli scellerati, per non diventare simili a loro. \u00c8 vicino il grande scandalo di cui sta scritto secondo Enoch: &quot;Per questo il Signore ha abbreviato i tempi e i giorni affinch\u00e9 il suo prediletto si affrettasse a giungere all&#8217;eredit\u00e0&quot;. Cos\u00ec dice anche il profeta: &quot;Dieci regni domineranno sulla terra e dopo di essi sorger\u00e0 un piccolo re che umilier\u00e0 tre dei re in una volta&quot;. Del pari sull&#8217;argomento dice Daniele: &quot;Vidi la quarta bestia, feroce e forte, pi\u00f9 terribile di tutte le bestie del mare e come da essa spuntare dieci corna e da queste un piccolo corno rampollo che con un solo colpo abbatt\u00e9 tre corna grandi&quot;. Dovete comprendere. Inoltre vi chiedo questo come se fossi uno di voi, amandovi particolarmente tutti pi\u00f9 della mia anima, (vi chiedo) di badare a voi stessi e di non somigliare a certi che accumulano le colpe dicendo che l&#8217;alleanza nostra \u00e8 nostra. \u00c8 nostra; ma essi (i giudei) perdettero completamente l&#8217;alleanza ricevuta da Mos\u00e8. Dice infatti la Scrittura: &quot;E Mos\u00e8 stette sul monte digiunando per quaranta giorni e quaranta notti e ricevette l&#8217;alleanza dal Signore, cio\u00e8 le tavole di pietra scritte col dito della mano del Signore. Ma quando essi ritornarono agli idoli, la perdettero. Il Signore dice cos\u00ec: &quot;Mos\u00e8, Mos\u00e8, scendi presto, poich\u00e9 il tuo popolo che hai condotto fuori dalla terra d&#8217;Egitto ha prevaricato&quot;. Mos\u00e8 comprese e gett\u00f2 via dalle sue mani le due tavole; la loro alleanza si spezz\u00f2 affinch\u00e9 quella dell&#8217;amato Ges\u00f9 fosse incisa nel nostro cuore, con la speranza della fede in lui. Volendo dirvi molte cose, non come maestro, ma come si conviene a chi ama, e di non tralasciare nulla di ci\u00f2 che possediamo, mi affrettai e scrivere come fossi un rifiuto. Stiamo attenti in questi ultimi giorni. Nulla ci giover\u00e0 tutto il tempo della vita e della nostra fede se ora, nel momento duro e nell&#8217;imminenza degli scandali, non resistiamo come si addice ai figli di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 il diavolo non penetri di nascosto, fuggiamo ogni vanit\u00e0 e detestiamo definitivamente le opere della via cattiva. Non isolatevi ripiegandovi in voi stessi come se gi\u00e0 foste giustificati; invece, riunitevi per ricercare l&#8217;interesse comune. Infatti dice la Scrittura: &quot;Guai a coloro che si credono intelligenti e saggi ai loro occhi&quot;. Diveniamo spirituali, diveniamo un tempio compiuto per Dio. Per quanto \u00e8 in noi curiamo il timore di Dio e lottiamo per osservare i suoi comandamenti, per gioire nei suoi giudizi. Il Signore giudicher\u00e0 il mondo senza preferenze. Ciascuno ricever\u00e0 nella misura che avr\u00e0 operato. Se \u00e8 stato buono, la giustizia camminer\u00e0 davanti a lui; se fu cattivo, davanti a lui ci sar\u00e0 il compenso della sua malvagit\u00e0. Non facciamo che, restando tranquilli come chiamati, ci addormentiamo sui nostri peccati e il principe del male impadronendosi di noi ci allontani dal regno del Signore. Considerate anche questo, fratelli miei: quando vedete che, dopo tanti segni e miracoli avvenuti in Israele, (i giudei) sono stati cos\u00ec abbandonati, stiamo attenti che giammai come \u00e8 scritto siamo trovati &quot;molti chiamati ma pochi eletti&quot;.<\/em><\/p>\n<p>In questa pagina ispirata e solenne, viene chiaramente ricordato il carattere irrevocabile e definitivo dello scontro finale tra il male e il bene, cos\u00ec come viene individuata e denunciata la tattica preferita del grande seduttore: avvicinarsi in silenzio, di nascosto, evitando di mettere in allarme le sue vittime sollevando dei clamori. Padre della menzogna e suggeritore di tutte le menzogne che precipitano l&#8217;umanit\u00e0 nella notte del peccato, il diavolo sa che il sistema pi\u00f9 sicuro per raggiungere i suoi scopi \u00e8 quello di tenerli celati il pi\u00f9 a lungo possibile, e intanto adoperarsi a suggestionare le anime mediante una sapiente confusione di concetti buoni e cattivi, uno studiato dosaggio di verit\u00e0 e di errore.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il lettore viene ammonito che il modo pi\u00f9 sicuro di fronteggiare le insidie del diavolo consiste nel non offrirgli alcun appiglio attraverso le umane debolezze; nel conservare la purezza dell&#8217;anima e la vigilanza della fede; e soprattutto nel non confidare in se stesso da parte dell&#8217;uomo: <em>Guai a coloro che si credono intelligenti e saggi ai loro occhi.<\/em> Per non farsi cogliere alla sprovvista nel momento decisivo, \u00e8 necessario divenire spirituali: perch\u00e9 l&#8217;uomo carnale \u00e8 gi\u00e0 condannato, in quanto non ha voluto fare la volont\u00e0 di Dio, che \u00e8 quella di trasformare la propria anima, con l&#8217;aiuto della grazia, in un tempio dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>L&#8217;autore raccomanda di non risposare sugli allori, di non coltivare un&#8217;illusoria sicurezza, come fecero gi ebrei, i quali, <em>avendo ricevuto tanti segni e miracoli<\/em>, e ritenendosi ormai per sempre gli unici destinatari della salvezza, furono abbandonati dalla grazia, poich\u00e9 fondarono le loro speranze su se stessi e non seppero riconoscere i segni, n\u00e9 accogliere il Figlio dell&#8217;uomo venuto a mostrare le vie del Signore, anzi lo rifiutarono, lo odiarono e vollero che fosse condannato a morte, avverando in se stessi la parabola dei vignaioli omicidi. Da tale rifiuto e da tale scelleratezza \u00e8 scaturita la Nuova Alleanza, che oltrepassa l&#8217;antica e ovviamente l&#8217;abolisce, perch\u00e9 l&#8217;idea di due alleanze divine parimenti valide, una mediate il Sacrificio di Cristo e l&#8217;altra senza di esso, \u00e8 un&#8217;autentica aberrazione, e, anche se piace molto al falso clero e ai falsi teologi del Concilio Vaticano II, si pone da se stessa al di fuori della vera dottrina e del magistero perenne e immutabile con il quale la Chiesa ha custodito la dottrina e l&#8217;ha trasmessa ai fedeli, intatta e immacolata, nel corso di due millenni.<\/p>\n<p>Dice infatti l&#8217;autore della <em>Lettera di Barnaba<\/em> nel capitolo successivo, dedicato alla Nuova Alleanza:<\/p>\n<p><em>Per questo il Signore sopport\u00f2 di consegnare la sua carne alla distruzione perch\u00e9 fossimo santificati con la remissione dei peccati, vale a dire con la effusione del suo sangue. Sia per Israele sia per noi la Scrittura dice di Lui cos\u00ec: &quot;Fu colpito per le nostre iniquit\u00e0 e fu straziato per i nostri peccati e dalla sua lividura fummo guariti; come pecora fu condotto al macello e come agnello muto davanti al tosatore&quot;. Bisogna ringraziare il Signore che ci ha fatto conoscere il passato, ci ha resi edotti del presente e siamo capaci di intuire il futuro. Dice la Scrittura: &quot;Non ingiustamente si tendono le reti agli uccelli&quot;. Ci\u00f2 significa che giustamente perir\u00e0 l&#8217;uomo che, avendo conosciuto la via della giustizia, prende invece la via delle tenebre. Ancora questo, fratelli miei: se il Signore volle patire per la nostra anima, perch\u00e9, egli che \u00e8 il Signore di tutto il mondo &#8211; al quale Dio dopo la creazione del mondo disse: &quot;Facciamo l&#8217;uomo a nostra immagine e somiglianza&quot; &#8211; perch\u00e9 toller\u00f2 di patire per mano dell&#8217;uomo?<\/em><\/p>\n<p><em>Imparate. I profeti che da lui hanno ricevuto la grazia profeteranno per lui. Egli doveva incarnarsi e soffrire per abolire la morte e per provare la risurrezione dei morti. Per compiere la promessa fatta ai padri, prepararsi un popolo nuovo e dimostrare, stando sulla terra, che egli stesso operando la risurrezione giudicher\u00e0. Poi, insegnando e compiendo grandi miracoli e portenti, predic\u00f2 a Israele che am\u00f2 immensamente. Quando scelse i suoi apostoli per propagandare il vangelo, li scelse tra quelli che erano pi\u00f9 gravati di ogni peccato per dimostrare che &quot;non era venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori&quot;. Allora manifest\u00f2 di essere il Figlio di Dio. Se non fosse venuto nella carne, come gli uomini si sarebbero salvati nel vederlo, se non sono capaci nemmeno di guardare il sole, destinato a scomparire, opera delle Sue mani, e fissare gli occhi nei suoi raggi? Dunque, per questo il Figlio di Dio si incarn\u00f2, per il colmo dei peccati di coloro che avevano perseguitato e ucciso i Suoi profeti. Perci\u00f2 ha patito. Dio dice che la piaga della carne di lui \u00e8 colpa loro. &quot;Quando colpiranno il proprio pastore allora periranno le pecore del gregge&quot;. Egli stesso volle patire cos\u00ec; bisognava che patisse su di un legno. Dice il profeta di lui: &quot;Risparmia l&#8217;anima mia dalla spada&quot; e: &quot;Trafiggi con chiodi le mie carni, perch\u00e9 le turbe dei malvagi si sono a me ribellate&quot;. E ancora: &quot;Ecco, ho offerto le mie spalle ai flagelli e le mie guance agli schiaffi: ho reso il mio volto come dura pietra &quot;.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 abbastanza chiaro? \u00c8 vero che Dio resta sempre fedele alle Sue promesse: ma questo non significa che l&#8217;antica Alleanza rimane intatta, come sei il Verbo non si fosse incarnato e come se Cristo non avesse scelto di morire sulla croce per prendere su di s\u00e9 i peccati del mondo e dischiudere agli uomini la via della salvezza. Certo, <em>Dio ha amato immensamente Israele<\/em>; ma \u00e8 altrettanto vero che Egli \u00e8 venuto nel mondo <em>per compiere la promessa fatta ai padri, prepararsi un popolo nuovo<\/em>. E che altro \u00e8 questo popolo nuovo, se non il nuovo Israele, ossia il popolo di quanti hanno creduto nel Cristo venuto? A che giova dire che Israele ha i profeti e l&#8217;Annuncio, se poi non ha saputo vedere, n\u00e9 accogliere il Verbo divino? Pertanto, dice l&#8217;autore, badiamo a non fare lo stesso errore: a non farci trovare impreparati e gonfi di presunzione quando verr\u00e0 il tempo del suo Ritorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Lettera di Barnaba, suddivisa in ventuno brevi capitoli, fa parte del Codice Sinaitico, databile fra il IV e il V secolo d. 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