{"id":26440,"date":"2022-02-07T11:16:00","date_gmt":"2022-02-07T11:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/07\/la-grande-impostura-new-age-di-carlos-castaneda\/"},"modified":"2022-02-07T11:16:00","modified_gmt":"2022-02-07T11:16:00","slug":"la-grande-impostura-new-age-di-carlos-castaneda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/07\/la-grande-impostura-new-age-di-carlos-castaneda\/","title":{"rendered":"La grande impostura new age di Carlos Castaneda"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo interrogati molte volte sulle cause del declino dell&#8217;intelligenza e del buon senso che ci ha condotti nella presente situazione, vittime acquiescenti di un piano globale di controllo e sottomissione della popolazione che avrebbe dovuto apparire chiaro ed evidente sin dai primi giorni, e invece, a due anni di distanza, procede quasi indisturbato secondo l&#8217;agenda prestabilita, grazie al consenso o quantomeno alla passivit\u00e0 e alla rassegnazione della stragrande maggioranza della gente. Abbiamo individuato le cause di ci\u00f2 nel controllo esercitato progressivamente sui mass-media da parte dei padroni della grande finanza; controllo che poi si \u00e8 esteso anche alla scuola pubblica e all&#8217;universit\u00e0, alle maggiori case editrici e alle principali istituzioni culturali. Ma non basta ancora: per giungere a una distruzione cos\u00ec efficace della sana ragione naturale e del senso comune, al punto che la gente non sa pi\u00f9 distinguere il vero dal falso e il buono dal malvagio, neppure quando le cose sono sufficientemente chiare per vederle, bisognava che alla televisione, alla stampa, al cinema, alla scuola e all&#8217;universit\u00e0 si unissero anche i gusti e le preferenze personali, i libri che le persone leggono per proprio diletto o per propria istruzione, le conferenze a cui partecipano spontaneamente, insomma tutto l&#8217;insieme delle scelte culturali individuali, fatte in condizioni di relativa libert\u00e0 rispetto alla pressione dei mass-media e delle istituzioni scolastiche e culturali &quot;ufficiali&quot;. In breve, era necessario che anche la contro-cultura entrasse nella strategia della distruzione; e che le persone, credendo di andare contro corrente, andassero in realt\u00e0 esattamente nella direzione desiderata e predisposta dai padroni occulti del mondo. Proprio come accadeva e tuttora accade con la musica leggera, lo spettacolo, l&#8217;abbigliamento, la discoteca e l&#8217;impiego del proprio tempo libero, le vacanze in particolare: se la gente fa quello che desidera il potere, senza rendersene conto e anzi credendo di esercitare una forma di trasgressione, allora la distruzione delle facolt\u00e0 critiche \u00e8 perfetta, e il cosiddetto popolo sovrano altro non \u00e8 ormai che un gregge di pecore.<\/p>\n<p>Si tratta perci\u00f2 di individuare i falsi maestri che hanno contribuito all&#8217;istupidimento delle masse, specialmente negli anni di follia esplosi attorno al &#8217;68, e proseguiti poi sull&#8217;onda di quella sedicente rivoluzione. C&#8217;\u00e8 solo l&#8217;imbarazzo della scelta: perch\u00e9 tutti gli intellettuali, gli scrittori, gli artisti che erano stati gonfiati oltremisura dal sistema culturale dominante, avevano potuto esercitare il loro pessimo influsso sulla gente muovendosi praticamente in una situazione di monopolio dello spazio culturale, vale a dire in assenza di qualunque seria alternativa. In altre parole, milioni di persone e specialmente di giovani, se per caso sfuggivano al condizionamento e al lavaggio del cervello esercitato congiuntamente dal cinema, dalla televisione, dai giornali, e poi anche dalla scuola e dall&#8217;universit\u00e0, non avevano quasi nessuna probabilit\u00e0 di sfuggire a quello, pi\u00f9 insidioso perch\u00e9 dissimulato, e anzi addirittura spacciato per trasgressivo, degli intellettuali, degli scrittori e degli artisti che in apparenza stavano dall&#8217;altra parte della barricata, per\u00f2 in effetti spingevano il pubblico a pensare (o meglio a non pensare), ad agire e a vivere come voleva e vuole il potere. Per fare un esempio: i padroni della grande finanza hanno sempre odiato, e odiano, la famiglia naturale, perch\u00e9 vedevano e vedono in essa il maggiore ostacolo ai loro piani di controllo e di sottomissione globale. Ebbene: la famiglia \u00e8 stata sistematicamente attaccata, denigrata, vituperata, calunniata, derisa, da uno stuolo innumerevole di intellettuali, scrittori e artisti, sicch\u00e9 un paio di generazioni di persone \u00e8 cresciuta respirando tali calunnie e tale derisione e ha finito per introiettarle anche se personalmente non ha vissuto esperienze negative all&#8217;interno della propria famiglia n\u00e9 aveva motivo di lamentarsi dei propri genitori. Ma se decine e centinaia di intellettuali, scrittori, artisti, nonch\u00e9 di film e programmi televisivi e infine anche di professori di liceo e di universit\u00e0, dicono e ripetono che la famiglia \u00e8 un luogo orribile, una stanza della tortura, uno schifo che andrebbe abolito, i giovani, i futuri adulti della societ\u00e0, nella grande maggioranza ci credono. La stessa cosa \u00e8 accaduta per tutti i valori fondamentali sui quali si regge la societ\u00e0, e con identico risultato.<\/p>\n<p>Tra i filosofi che andavano per la maggiore, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, fra i giovani che si sentivano e volevano essere alternativi rispetto al sistema, un posto ragguardevole \u00e8 stato occupato da Sartre, Marcuse e dalla Scuola di Francoforte, a &quot;sinistra&quot;; e da Evola, Gu\u00e9non e naturalmente Heidegger, a &quot;destra&quot; (mettiamo questi termini fra virgolette perch\u00e9 a partire da quegli anni <em>destra<\/em> e <em>sinistra<\/em> hanno cominciato a non rivestire pi\u00f9 un significato ideologico, e a funzionare come specchietti per le allodole, vale a dire come procacciatori di clienti per il sistema del consumismo culturale). Per\u00f2 coltivare la filosofia, e sia pure una filosofia mutilata e degradata come quella di simili autori, richiede pur sempre un certo sforzo di concentrazione e di razionalit\u00e0; tanto \u00e8 vero che molti si dicevano e si dicono seguaci di questo o quel pensatore ma in realt\u00e0 non si sono mai presi la briga di leggerlo e studiarlo seriamente. Per i giovani dalla razionalit\u00e0 pi\u00f9 debole e dai gusti meno esigenti, ma soprattutto pi\u00f9 inclini a un certo sentimentalismo condito di esotismo e di primitivismo, l&#8217;ideale non erano le letture filosofiche, bens\u00ec quelle mistiche, o supposte tali, specie se condite di un facile esoterismo e permeate da una vaga e carezzevole spiritualit\u00e0, capace di abbracciare tutto e spiegare tutto. Insomma, per un gran numero di lettori i &quot;mattoni&quot; di Heidegger o di Sartre sono troppo pesanti da digerire, per non parlare di quelli dei super-maestri, Marx o Nietzsche, o lo stesso Freud; meglio affidarsi a dei maestri meno severi sul piano intellettuale e pi\u00f9 dolci, pi\u00f9 accoglienti, e al tempo stesso pi\u00f9 <em>ecumenici<\/em>, e in apparenza perfino pi\u00f9 profondi, perch\u00e9 non limitati alla sfera del pensiero razionale, ma aperti alla totalit\u00e0 della coscienza, dei suoi fenomeni e dei suoi bisogni. Ed ecco allora i sedicenti maestri spirituali: ecco Paramahansa Yogananda, ecco Losbang Rampa e Carlos Castaneda; e sullo sfondo, si capisce, l&#8217;immancabile Madame Blavatsky e l&#8217;onnipresente Rudolf Steiner.<\/p>\n<p>Del primo abbiamo gi\u00e0 detto qualcosa; del secondo, che alla fine si \u00e8 scoperto essere non un lama tibetano ma inglese, figlio di un idraulico, possiamo solo dire che in fondo \u00e8 il migliore, purch\u00e9 si leggano i suoi libri come romanzi d&#8217;avventura e non come testi iniziatici; il terzo \u00e8 quello che forse ha avuto il maggior successo di pubblico, ma che meno di tutti lo avrebbe meritato, per la trita banalit\u00e0 delle sue perle di saggezza e delle sue pretese rivelazioni supernormali. Tralasciamo altri sedicenti maestri, come Bhagwan Shree Rajneesh, pi\u00f9 tardi noto come Osho, quello che insegnava il distacco e intanto si era comprato un parco di decine di <em>Rolls-Royce<\/em> d&#8217;epoca; o delle cosiddette signore del <em>channeling<\/em>, portatrici di preziose rivelazioni dalle dimensioni sottili; nonch\u00e9 delle svariate entit\u00e0 che si manifestano nelle sedute spiritiche ai loro affezionati evocatori, come quelli che hanno pubblicato una serie di libri firmandosi &quot;Il Cerchio Firenze 77&quot;. Se volessimo ricordarli tutti, ci vorrebbe una vita; ma il panorama che offrono \u00e8 di una tale pochezza e banalit\u00e0, che non ne vale quasi mai la pena.<\/p>\n<p>Castaneda, dunque: il sedicente antropologo dalla biografia elusiva, che ha riscosso un successo strepitoso e si \u00e8 conquistato milioni di fan e ammiratori sfornando una quantit\u00e0 di libri-paccottiglia, diretti precursori e ispiratori di altri autori, ancor pi\u00f9 banali e dozzinali, come James Redfield con la <em>La decima illuminazione<\/em>, o come Gary Zukav, con <em>Una sedia per l&#8217;anima.<\/em> Ma chi \u00e8 dunque Castaneda? Un mistero, un enigma, un indovinello; e non solo lui, ma anche e soprattutto i suoi insegnamenti che afferma di aver ricevuto da uno stregone <em>yaqui<\/em> del Messico, un tale don Juan, della cui esistenza \u00e8 pi\u00f9 che lecito dubitare, cos\u00ec come \u00e8 lecito dubitare di ogni altra cosa quando si parla di lui. Ma in fondo, dicono i suoi difensori e i suoi estimatori, non ha importanza se don Juan esiste davvero, e cos\u00ec pure gli altri stregoni e maestri misteriosi del misterioso Carlos Castaneda: quello che conta \u00e8 il suo insegnamento, e l\u00ec ci sono tante cose buone, tante cose che fanno riflettere, tante cose che aiutano a scendere sempre di pi\u00f9 nelle profondit\u00e0 di se stessi, e a risalirne purificati. Davvero? Noi non abbiamo avuto questa felice impressione, leggendo, peraltro con estrema fatica, i noiosissimi libri di Castaneda, il cui stile letterario \u00e8 contraddistinto da una esasperante monotonia, unita a una imperturbabile petulanza e pretenziosit\u00e0 dei dialoghi, e da un&#8217;estrema genericit\u00e0 di contenuti, tali da poter soddisfare la &quot;domanda&quot; pi\u00f9 ampia e variegata; eppure ogni volta che apre bocca pare faccia dono di pietre preziose d&#8217;inestimabile valore, anche se a noi sono sembrati sassi e ciottoli di fiume simili a tutti gli altri che a milioni, a miliardi, si possono raccogliere sulla riva, senza alcuna fatica, quando non si ha nulla di meglio da fare.<\/p>\n<p>Uno degli studiosi che hanno preso sul serio Carlos Castaneda e la sua opera &#8211; pur notando la stranezza di uno stregone indio che parla come Heidegger, o Dilthey, o Kierkegaard &#8211; forse pi\u00f9 di quanto avrebbe meritato, \u00e8 stato il saggista e germanista Furio Jesi (Torino, 1941-Genova, 1980) che nella sua <em>Introduzione<\/em> al libro di Castaneda, del quale \u00e8 stato anche il traduttore, <em>L&#8217;isola del Tonal<\/em>, si \u00e8 espresso in questi termini (titolo originale: <em>Tales of Power<\/em>, 1974; Milano, Rizzoli, 1978, 1994, pp. 6-9):<\/p>\n<p><em>Nella grande maggioranza dei casi, e fin dai primordi del&#8217;etnologia o dell&#8217;etnografia moderne, lo studioso si \u00e8 accostato alle credenze e alle esperienze esoteriche dei cosiddetti &quot;primitivi&quot; con l&#8217;intenzione pi\u00f9 o meno esplicita (particolarmente esplicita in tempi recenti) di conoscere gli aspetti pi\u00f9 segreti di forme di vita collettiva diverse da quelle europee, e spesso con il proposito o la speranza di contribuire cos\u00ec ad una sorta di rigenerazione della societ\u00e0 del PROPRIO gruppo, alla scoperta o riscoperta di potenzialit\u00e0 umane latenti, la cui conoscenza contribuisce a liberare o arricchire la coscienza di animale sociale PROPRIA e dei membri della PROPRIA collettivit\u00e0. Qui, invece, quanto pi\u00f9 Castaneda si inoltra nel suo apprendistato, si ha l&#8217;impressione che egli ritrovi come in uno specchio, nelle dottrine e nelle pratiche dei suoi stregoni, la caratteristica asocialit\u00e0 degli esoteristi europei, il loro individualismo esclusivo, la loro povert\u00e0 di sensi di solidariet\u00e0 umana di gruppo, la loro apologia del POTERE personale. Questa impressione \u00e8 poi confermata da particolari non trascurabili, da coincidenze di dottrina apparentemente sconcertanti. Ci si trova di fronte, insomma, a uno stregone indio che parla come un discepolo di Heidegger: \u00abIl sapere \u00e8 una farfalla notturna&#8230;\u00bb, \u00abLe farfalle notturne sono i messaggeri o, meglio ancora, i custodi dell&#8217;eternit\u00e0&#8230;\u00bb; come un imitatore di Kierkegaard, si compiace di dichiararsi un ingannatore del proprio apprendista e dice: \u00abIo non sono un maestro&#8230;\u00bb; come un seguace di Dilthey, che ricorre di continuo all&#8217;espressione &quot;descrizione del mondo&quot; (&quot;description of the world&quot;) &#8212; o anche &quot;modo di conoscere il mondo&quot; (&quot;knowledge of the world&quot;) -, di l\u00e0 dal quale si avverte immediatamente l&#8217;eco di &quot;Weltanschauung&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa pu\u00f2 significare tutto questo? Subito, viene spontaneo pensare che Castaneda sia andato in cerca soltanto di quello che aveva gi\u00e0 trovato, che abbia imparato soltanto quello che sapeva gi\u00e0, che, in altre parole, sia stato talmente condizionato dalla sua realt\u00e0 storica di uomo &quot;civile&quot; del XX secolo da perdere anni di apprendistato presso lo stregone soltanto per riflettere nella sua nuova esperienza la condizione di partenza, e riconfermare &#8212; in buona o in mala fede &#8212; la PROPRIA asocialit\u00e0 tendenziale, il PROPRIO tendenziale gusto del potere personale, mediante quello che di fatto ne era soltanto il riflesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si pu\u00f2 non tener conto di questa possibilit\u00e0, che oltretutto concorderebbe con quanto pi\u00f9 volte \u00e8 risultato dalle riflessioni metodologiche sul limitato margine di conoscibilit\u00e0 delle culture &quot;primitive&quot; da parte dell&#8217;osservatore etnologo (quand&#8217;anche quest&#8217;ultimo apparentemente sia riuscito a inserirsi abbastanza bene entro il gruppo osservato). Questa possibilit\u00e0 va per\u00f2 confrontata con un dato oggettivo che rende, appunto, particolarmente sconcertante la vicenda di Castaneda. Infatti, a meno di voler negare a priori qualsiasi oggettivit\u00e0 al protocollo di Castaneda (vi sono anche ragioni per farlo), la presunta predisposizione dell&#8217;etnologo ad essere, pi\u00f9 o meno inconsciamente, uomo &quot;civile&quot; del XX secolo fino al fondo delle sue esperienze di &quot;apprenti sorcier&quot;e a modellarle tutte (a deformarle) in base ai propri parametri, avrebbe trovato in questo caso una controparte &quot;primitiva&quot; eccezionalmente propizia, comoda, tale addirittura da poter essere spesso accettata secondo quei parametri senza sostanziali deformazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 veramente cos\u00ec? Castaneda ha veramente trovato uno stregone indio che, per sue particolari e personali ragioni, era l&#8217;istruttore ideale di un etnologo? (ideale, nella misura in cui, trovandosi egli stesso, lo segone, in condizioni analoghe a quelle degli esoteristi occidentali, poteva trasmettere le sue conoscenze all&#8217;etnologo, almeno istradare l&#8217;etnologo verso il suo esoterismo, con un minimo di barriere tra&quot;primitivo&quot; e &quot;civile&quot;). \u00c8 probabile che si debba rispondere al tempo stesso s\u00ec e no. \u00c8 probabile cio\u00e8 che, da un lato, lo stregone o gli stregoni presso i quali svolse il suo apprendistato si tirassero oggettivamente in una situazione di asocialit\u00e0 relativamente favorevole alla recezione da parte dell&#8217;etnologo, e, dall&#8217;altro, che nel rapporto fra Castaneda e i suoi istruttori sia intervenuto un inganno, un &quot;trick&quot;. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;indio don Juan sembra essere riuscito a recuperare una forma di &quot;potere&quot;, che \u00e8 congiunta a &quot;sapere&quot;, al &quot;sognare&quot;, al &quot;VEDERE&quot;, e sembra esservi riuscito in virt\u00f9 di un processo che assomiglia molto a quello per cui l&#8217;intellettuale&quot;civile&quot; moderno &#8212; Walter Benjamin insegna &#8212; ha valorizzati, scoperto, o riscoperto, un&#8217;AURA, una &quot;veggenza&quot;, un &quot;sapere&quot; esoterico, una &quot;illuminazione&quot;, tali da offrire alla sua interiorit\u00e0 uno spazio di sopravvivenza, un &quot;potere&quot; AURATICO, al riparo del potere politico privo AURA, ma anche in intimo conflitto con esso.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, secondo questa interpretazione, don Juan sarebbe l&#8217;equivalente di un <em>trickster<\/em>, di un &quot;imbroglione&quot; dei racconti mitici, vale a dire uno che inganna, s\u00ec, ma il cui inganno, alla fine, si rivela utile, e sia pure indirettamente, per il progresso spirituale dell&#8217;iniziato. E non solo la figura di don Juan, ma anche quella di Castaneda potrebbe essere vista come quella di uno scaltro e malizioso <em>trickster<\/em>, che si diverte a giocare con noi, e intanto ci conduce, senza che ce ne rendiamo conto, sulla strada della verit\u00e0. Ma \u00e8 proprio questo il punto: quale verit\u00e0? A noi pare che ce ne sia ben poca, nelle pagine di questo autore sopravvalutato fino all&#8217;inverosimile: la sua &quot;saggezza&quot;, stregoni <em>yaqui<\/em> o meno, e <em>trickster<\/em> o meno <em>trickster<\/em>, non oltrepassa le pie banalit\u00e0 da Baci Perugina che tanto piacciono a un pubblico grossolano, come quello americano medio, che a parole cerca di staccarsi dalle pastoie del materialismo, ma in pratica non \u00e8 disposto a fare un serio percorso personale e pretende una guida che lo conduca sulle spalle, o meglio ancora in automobile, direttamente alla meta, senza fare alcuna fatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo interrogati molte volte sulle cause del declino dell&#8217;intelligenza e del buon senso che ci ha condotti nella presente situazione, vittime acquiescenti di un piano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[180,194],"class_list":["post-26440","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-jean-paul-sartre","tag-martin-heidegger"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26440"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26440\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}