{"id":26434,"date":"2022-11-14T05:35:00","date_gmt":"2022-11-14T05:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/14\/la-gnosi-entra-nella-chiesa-con-heidegger-e-rahner\/"},"modified":"2022-11-14T05:35:00","modified_gmt":"2022-11-14T05:35:00","slug":"la-gnosi-entra-nella-chiesa-con-heidegger-e-rahner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/14\/la-gnosi-entra-nella-chiesa-con-heidegger-e-rahner\/","title":{"rendered":"La gnosi entra nella Chiesa con Heidegger e Rahner"},"content":{"rendered":"<p>Che altro \u00e8 la gnosi, non questo o quel sistema gnostico, ma la gnosi eterna, se non lo sforzo umano di conquistare una verit\u00e0 assoluta per via segreta, iniziatica, in una maniera che non \u00e8 consentita ai comuni mortali, ma solo agl&#8217;individui d&#8217;eccezione; per poi scoprire che, in ultima analisi, Dio non \u00e8 colui ch \u00e8, ma Colui che diviene, perch\u00e9 noi siamo parte di lui, e Mano a mano che ce ne rendiamo conto, accendiamo, per cos\u00ec dire, la nostra natura divina, e c&#8217;innalziamo ai pi\u00f9 sublimi misteri dell&#8217;essere?<\/p>\n<p>E il nichilismo, dall&#8217;altro canto, che \u00e8 se non la negazione radicale e di qualunque ragione, di qualunque fine, di qualsiasi scopo o significato della realt\u00e0 manifestata? In altre parole: il rifiuto di cercare nel Logos, e nella nostra vita, una ragione sufficiente per esistere e per coronare di senso la propria esistenza? Non \u00e8 forse l&#8217;idea che ogni cosa viene dal nulla, a caso, e che a caso torna a scivolare nel nulla, senza lasciare traccia alcuna dietro a s\u00e9, come la sabbia in riva al mare dopo che l&#8217;alta marea l&#8217;ha ricoperta, cancellando i nomi scritti col dito su di essa, come se non vi fossero mai stati?<\/p>\n<p>Parrebbe, dunque, che gnosi e nichilismo giacciano agli antipodi l&#8217;una dell&#8217;altro; che non si possa immaginare niente di pi\u00f9 lontano, di pi\u00f9 estraneo, di pi\u00f9 refrattario sul piano filosofico. E invece non \u00e8 cos\u00ec. poich\u00e9 sia l&#8217;una che l&#8217;altro sono le eterne tentazioni del pensiero umano quand&#8217;esso smarrisce il senso della misura e il proprio limite ontologico, e costituiscono per cos\u00ec dire i due estremi di un rimbalzo che passa costantemente, di epoca in epoca, da un eccesso di sicurezza in se stesso a un eccesso, parimenti ingiustificato, di auto-mortificazione e pessimismo. Questo, almeno, stando alle apparenze.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? La gnosi esprime la ferma volont\u00e0 umana di sapere, di andare oltre il limite, di spingersi al di l\u00e0 delle Colonne d&#8217;Ercole interiori, e impadronirsi del fuoco degli dei, come Prometeo: \u00e8 l&#8217;uomo che vuol conoscere, conoscere tutto, senza residui, anche ci\u00f2 che non si vede, anche ci\u00f2 che \u00e8 celato al comune sguardo dei mortali; vuole conoscere per attingere la salvezza che viene dal sapere. In altre parole, mediante la conoscenza segreta, che \u00e8 appunto la gnosi, l&#8217;uomo ambisce ad auto-illuminarsi e ad auto-redimersi: non attende la salvezza da nessun altro che da s\u00e9 stesso; si ritiene in grado di puntare cos\u00ec in alto, perch\u00e9 convinto di avere in s\u00e9 tutti gli strumenti a ci\u00f2 necessari, solo che li sappia adoperare in maniera opportuna. Vi \u00e8 quindi un afflato mistico, o comunque spirituale, nella sua tensione verso la vera conoscenza: pi\u00f9 che uno sforzo di natura intellettuale e speculativa, si tratta di una generica spinta ad accedere alla totalit\u00e0 dell&#8217;essere, per via immediata e diretta.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, si tratta di un misticismo, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, radicalmente immanente: non si tratta, per l&#8217;anima, di aprirsi la strada verso l&#8217;Essere, che risiede nelle dimensioni superiori, ma di farsi divina da se stessa, grazie appunto alla esatta conoscenza del cammino iniziatico ed alla sua scrupolosa osservanza. Vi sono qui svariate reminiscenze occultistiche, dal <em>Libro tibetano dei Morti<\/em> ai papiri egiziani della scienza proibita; vi \u00e8 la persuasione che l&#8217;anima, ammaestrata in vita su ci\u00f2 che debba fare dopo aver varcato la soglie della morte, possa conservare le sue facolt\u00e0 decisionali e dirigersi liberamente in una direzione piuttosto che in un&#8217;altra, esercitando perfino <em>post mortem<\/em> una vera e propria signoria sul proprio destino. D&#8217;altra parte, il concepire il processo di salvezza dell&#8217;anima come un&#8217;operazione cosciente e immanente, esclude di per s\u00e9 l&#8217;esistenza di un Dio trascendente, amorevole e provvidente, creatore e conservatore di tutte le cose. In questo senso si pu\u00f2 parlare di nichilismo o quantomeno di misticismo ateo: l&#8217;afflato mistico infatti non \u00e8 diretto verso un essere che si ponga al di sopra della natura, bens\u00ec verso la dimensione naturale, e pi\u00f9 precisamente verso alcune segrete conoscenze di essa, ignote ai pi\u00f9: il che ricorda molto da vicino l&#8217;universo magico dello stregone o dello sciamano.<\/p>\n<p>Un tipico esempio di questa analogia, per non dire di questa contiguit\u00e0, fra gnosi e magia, \u00e8 rappresentato dalla credenza nella possibilit\u00e0, per l&#8217;iniziato, di effettuare il volo astrale, credenza che \u00e8 appunto comune alle culture sciamaniche e a quelle gnostiche. \u00c8 noto che, secondo certe tradizioni, Simon Mago, considerato il primo dei maestri gnostici in ordine di tempo, volle dare un saggio pubblico dei suoi poteri innalzandosi in volo nel Foro Romano, alla presenza dell&#8217;imperatore Nerone, ma poi, in seguito alle preghiere degli Apostoli, sarebbe precipitato a terra, ai piedi di San Pietro, con le gambe spezzate, finendo poi lapidato dalla folla. Naturalmente il &quot;volo&quot; iniziatico \u00e8 inteso da quasi tutte le tradizioni in un senso interiore, come capacit\u00e0 di spostarsi dalla dimensione della materia grossolana a quella della materia sottile; sarebbe pertanto un volo astrale nel quale ci\u00f2 che conta non \u00e8 il sollevarsi da terra, ma uscire dalla prigione del corpo e signoreggiare gli elementi eterici e le soglie intradimensionali del reale.<\/p>\n<p>Ebbene, se c&#8217;\u00e8 una filosofia moderna che si presta a svolgere questa funzione di raccordo fra due atteggiamenti che sembrano opposti, ma non lo sono, l&#8217;uno di orgogliosa fiducia nella capacit\u00e0 di auto-redenzione, l&#8217;altro di radicale rifiuto di un Dio trascendente, e perci\u00f2 accomunate dall&#8217;idea che le cose vengono dal nulla e vanno verso il nulla, quella \u00e8 la filosofia di Heidegger, col suo essere gettati nel mondo ed essere-per-la-morte, unica certezza assoluta concessa agli uomini; e con le sue ambigue elucubrazioni fra l&#8217;ontologia esistenzialista di <em>Essere e tempo<\/em> e la volont\u00e0 di potenza, <em>l&#8217;amor fati<\/em>, il pastore dell&#8217;essere e la teologia negativa delle ultime opere. Poich\u00e9 nel pensiero di Heidegger si trova tutto o quasi tutto, compreso il suo contrario, si pu\u00f2 ben dire che in esso il cerchio fra gnosi e nichilismo si chiude e lascia ai suoi studiosi l&#8217;arduo compito di cercarvi, se non una coerenza, almeno un significato intelligibile.<\/p>\n<p>Scrive Franco Volpi nel suo ormai classico saggio <em>Il nichilismo<\/em> (Bari, Laterza, 2005, pp.121-12):<\/p>\n<p><em>Non v&#8217;\u00e8 dubbio che l&#8217;opera di Heidegger fornisca un contributo fondamentale per l&#8217;analisi del nichilismo europeo. Essa mette per\u00f2 in luce, nei suoi esiti ultimi, un singolare paradosso, che \u00e8 al tempo stesso il paradosso di una parte significativa del pensiero contemporaneo. Si tratta del fatto che in essa sembrano toccarsi e convivere due estremi incompatibili: un nichilismo radicale, da un lato, e la visione ispirata, se non al misticismo, dall&#8217;altro. Per questo, quanto pi\u00f9 nel recepire l&#8217;insegnamento heideggeriano ci si attiene all&#8217;una prospettiva, tanto pi\u00f9 ci si vede confrontati con i problemi che l&#8217;altra apre. La radicalizzazione del domandare filosofico, che tutto investe e tutto consuma, produce da un lato una accelerazione della dissoluzione, un potenziamento del nichilismo. Dall&#8217;altro, nel compiersi di tale dissoluzione il pensiero si apre alla prospettiva del totalmente altro, a ci\u00f2 che sta radicalmente al di l\u00e0 di quanto \u00e8 stato dissolto. La decostruzione dei concetti e dei teoremi della filosofia tradizionale ha come risultato l&#8217;apertura alla problematica del sacro e del divino. Il domandare che Heidegger considera \u00abla piet\u00e0 del pensare\u00bb implica la messa in questione e la dissoluzione, ma al tempo stesso anche la ricerca e l&#8217;attesa: conduce a quel Nulla che \u00e8 la purificazione estrema della finitudine e la spoglia di tutto per consentirle di accedere al divino; porta a quel punto estremo che Meister Eckhart chiamava con le parole quasi blasfeme (&#8230;) il punto \u00abdove l&#8217;angelo, la mosca e l&#8217;anima sono la stessa cosa\u00bb. \u00c8 un domandare che rade al suolo la metafisica per preparare l&#8217;avvento del &quot;nuovo inizio&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La chiave di lettura che meglio di ogni altra ha portato alla luce questa possibilit\u00e0 di convivenza tra nichilismo e misticismo \u00e8 quella dell&#8217;accostamento del pensiero heideggeriano alla gnosi. Questo raffronto \u00e8 una variazione della pi\u00f9 generale ripresa del paradigma gnostico &#8212; scorporato dalla sua collocazione storica nella tarda antichit\u00e0 &#8212; come palinsesto per una interpretazione della modernit\u00e0. Una strada che era gi\u00e0 stata battuta nell&#8217;Ottocento da Ferdinand Christian Baur. Nel secolo scorso, il merito della riscoperta della gnosi va ascritto a Carl Gustav Jung e agli incontri da lui promossi a partire dagli anni Trenta ad Ascona, di cui l&#8217;&quot;Eranos Jahrbuch&quot; fornisce la documentazione. Ma fu soprattutto negli anni Cinquanta che la fruttuosit\u00e0 del paradigma gnostico venne alla luce e fu discussa su scala pi\u00f9 vasta. Il dibattito si accese intorno alle tesi sostenute rispettivamente da Eric Voegelin e Hans Blumenberg.<\/em><\/p>\n<p><em>Il primo attacc\u00f2 frontalmente la legittimit\u00e0 dell&#8217;epoca moderna, sostenendo Che il suo sviluppo andava interpretato come il trionfo della gnosi. Filosofi decisivi per la modernit\u00e0 come Hegel, Marx e Nietzsche sarebbero da considerare &quot;gnostici&quot;in quanto nel loro pensiero sarebbe operante un sistema speculativo di derivazione gnostica. In Hegel, il processo nel corso del quale da una situazione di alienazione lo spirito giunge a ritrovare se stesso \u00e8 per Voegelin analogo alla peregrinazione attraverso la quale la scintilla alienata (&quot;pneuma&quot;) degli gnostici fa ritorno dal suo esilio nel cosmo fino alla pienezza di un&#8217;esistenza umana integrale. In Nietzsche il principio naturale della volont\u00e0 di potenza trasforma l&#8217;uomo, soffocato dai valori ostili alla vita e ormai esangue, nel super-uomo. In tutti e tre i casi \u00e8 operante l&#8217;idea di una auto-salvazione dell&#8217;uomo mediante la &quot;conoscenza&quot; della propria condizione di cattivit\u00e0 e alienazione., la quale diventa lo strumento dl riscatto. In virt\u00f9 di tale &quot;gnosi&quot;, quindi in forza di se stesso, l&#8217;essere degradato ripristina la propria pienezza originaria. Il trionfo moderno della gnosi significa per Voegelin l&#8217;immanentizzazione dell&#8217;escatologia cristiana, che alla fine sfocia nel nichilismo: Dio e la vita spirituale dell&#8217;uomo vengono sacrificati alla civilt\u00e0 con la consacrazione di tutte le energie umane al&#8217;impresa della salvezza mediante l&#8217;azione immanente nel mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>A queste tesi si oppose fermamente Blumenberg. Egli prese le difese della modernit\u00e0, sostenendo che essa non \u00e8 tanto la secolarizzazione del cristianesimo, bens\u00ec il processo dell&#8217;affermazione autonoma dell&#8217;uomo nel mondo. Con La sua assolutizzazione della dimensione terrena la modernit\u00e0 nega il dualismo gnostico, ancora presente nella speculazione teologica tardo medievale che separa radicalmente Dio e il mondo. La modernit\u00e0, dunque, non \u00e8 il trionfo, ma la seconda, definitiva sconfitta della gnosi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Se la gnosi, considerata non come fenomeno storico ma come modello di pensiero, pu\u00f2 essere interpretata alla stregua di un nichilismo esistenzialistico &quot;ante litteram&quot;, che mediante la &quot;annihilatio mundi&quot; opera un radicale isolamento dell&#8217;anima al fine di ottenerne la salvezza e il ricongiungimento con Dio, allora il nichilismo contemporaneo pu\u00f2 essere letto a sua volta come un moderno gnosticismo ateo: cieco a ogni trascendenza, esso si concentra in una tragica descrizione dello sradicamento e della spaesatezza dell&#8217;esistenza mortale. Nella sua solitudine cosmica, l&#8217;esistenza ripete l&#8217;interrogazione gnostica, sapendo che rimarr\u00e0 senza risposta: chi siamo? Donde veniamo? Dove andiamo?<\/em><\/p>\n<p>Alla fine di questa ricognizione, ci ritroviamo alle prese con tutti i dubbi e le perplessit\u00e0 che avevamo fin dal principio. <em>Se la gnosi<\/em>, dice Franco Volpi<em>, pu\u00f2 essere interpretata alla stregua di un nichilismo esistenzialistico &quot;ante litteram&quot;, che mediante la &quot;annihilatio mundi&quot; opera un radicale isolamento dell&#8217;anima al fine di ottenerne la salvezza e il ricongiungimento con Dio, allora il nichilismo contemporaneo pu\u00f2 essere letto a sua volta come un moderno gnosticismo ateo<\/em>. A noi per\u00f2 sembra che questa interpretazione presenti maggiori difficolt\u00e0 di quante pretende di scioglierne. La gnosi \u00e8 cosa ben diversa dal nichilismo esistenzialistico: essa si proietta bens\u00ec alla ricerca di una verit\u00e0 superiore, e, pur negando, in sostanza, la differenza ontologica fra creature e creatore (emanatismo), non nega affatto l&#8217;esistenza di un principio primo, n\u00e9 di una causa finale, per cui il nichilismo le risulta estraneo e incompatibile. Se l&#8217;esistenza del mondo e degli enti fosse priva di scopo, perch\u00e9 mai lo gnostico si affannerebbe nella sua ricerca di una conoscenza superiore, che gli sveli l&#8217;arcano dell&#8217;esistenza? Sarebbe una contraddizione in termini. D&#8217;altra parte, se il nichilismo fosse la versione, per cos\u00ec dire, dello gnosticismo ateo, si potrebbe ancora parlare, per esso, di gnosi? La gnosi non implica necessariamente, per definizione, un cammino iniziatico verso il divino? Ora, indipendentemente dalla definizione di cosa sia il divino nella concezione gnostica, \u00e8 sostenibile la tesi che la gnosi moderna possa fare capo all&#8217;ateismo, alla visione di una realt\u00e0 integralmente immanente, senza cadere, semmai, in un forma pi\u00f9 o meno esplicita di panteismo? Eppure, da basi tanto incerte e contraddittorie, non sono mancati gli esegeti e i continuatori di Heidegger i quali hanno voluto fare della sua filosofia la versione contemporanea dell&#8217;eterna gnosi. La cosa pi\u00f9 esiziale \u00e8 che fra quegli ammiratori e continuatori c&#8217;\u00e8 il teologo gesuita Karl Rahner, che ha esercitato un influsso decisivo nella cosiddetta <em>svolta antropologica<\/em> del Concilio Vaticano II.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che altro \u00e8 la gnosi, non questo o quel sistema gnostico, ma la gnosi eterna, se non lo sforzo umano di conquistare una verit\u00e0 assoluta per<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[168,263],"class_list":["post-26434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gnosi","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26434\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}