{"id":26430,"date":"2018-09-07T01:55:00","date_gmt":"2018-09-07T01:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/07\/la-forza-della-societa-si-basa-sulla-stabilita-affettiva\/"},"modified":"2018-09-07T01:55:00","modified_gmt":"2018-09-07T01:55:00","slug":"la-forza-della-societa-si-basa-sulla-stabilita-affettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/07\/la-forza-della-societa-si-basa-sulla-stabilita-affettiva\/","title":{"rendered":"La forza della societ\u00e0 si basa sulla stabilit\u00e0 affettiva"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 \u00e8 forte quando si basa sulla stabilit\u00e0 degli affetti, e perci\u00f2, in ultima analisi, quando si basa sulla famiglia, vista come una unit\u00e0 organica, essenziale, irrinunciabile, che non deve essere messa a repentaglio alle leggera, anzi, che non deve <em>mai<\/em> essere messa in discussione, se non in casi rarissimi e assolutamente eccezionali, di comprovata e urgente necessit\u00e0, ma che, in via ordinaria, deve essere considerata come una realt\u00e0 definitiva e indissolubile, come lo era per i nostri nonni e tutti i nostri antenati. Certo, allora non c&#8217;era il divorzio: e quindi, come amano ripetere i progressisti di ogni tinta e gradazione, compresi molti cattolici e perfino qualche sacerdote, come padre David Maria Turoldo, le nostre sventuratissime nonne dovevano sopportare Dio sa quali terribili angherie e maltrattamenti dai loro insensibili e tirannici mariti, e trascorrere una intera vita nell&#8217;umiliazione, nella sofferenza e nell&#8217;amarezza. Noi, per la verit\u00e0, non abbiamo alcun ricordo di tale martirio familiare a spese della donna, e siamo certi che ben pochi di quelli della nostra et\u00e0, frugando nei loro ricordi e interrogando i loro genitori, ne avranno cognizione. Senza con ci\u00f2 voler escludere che dei casi di maltrattamenti ci siano stati (e non sempre a spese della donna, comunque; anche se in forme diverse, il malcapitato poteva anche essere l&#8217;uomo), quella dell&#8217;inferno familiare e del carcere a vita per la moglie \u00e8 una leggenda creata dalle signore femministe negli anni &#8217;60 e &#8217;70 del Novecento, allo scopo di predisporre il terreno per il raggiungimento del loro agognato obiettivo, la legalizzazione del divorzio e poi, naturalmente, dell&#8217;aborto, caposaldo ancor pi\u00f9 necessario sul percorso della &quot;liberazione&quot; femminile.<\/p>\n<p><em>Ma se allora ci fosse stato il divorzio<\/em>, dicono le signore femministe, <em>credete forse che le nostre nonne avrebbero sopportato quella vita grama? Che avrebbero continuato a sacrificarsi fra le mura di casa, a consumarsi per amore dei figli o dei nipoti?<\/em> La domanda, in effetti, \u00e8 mal posta, perch\u00e9 capovolge le cause e gli effetti. \u00c8 un errore pensare che la legge sul divorzio &#8211; come quella sull&#8217;aborto, del resto &#8212; sia stata varata per venire incontro a una impellente, inderogabile esigenza della societ\u00e0; tanto pi\u00f9 che, quando si usa la parola &quot;esigenza&quot; \u00e8 segno che si sta barando al gioco. Al mondo non esistono le &quot;esigenze&quot;, ma i bisogni e i capricci: i bisogni sono qualcosa di necessario, i capricci evidentemente no. Le esigenze sono capricci che si tenta di far passare per necessit\u00e0. La questione, dicevamo, \u00e8 mal posta, perch\u00e9 quando la societ\u00e0, modernizzandosi e americanizzandosi, ha introiettato una sufficiente quantit\u00e0 di elementi egoistici, edonistici e distruttivi, ha cominciato a pretendere il divorzio (e l&#8217;aborto), perch\u00e9 il vincolo coniugale definitivo e irrevocabile si era tinto di colori minacciosi, era diventato uno spauracchio. I radicali, \u00e8 ovvio, come del resto hanno sempre fatto in tutte le loro esiziali &quot;battaglie&quot;, hanno presentato il divorzio come il male minore, cio\u00e8 come uno strumento col quale la parte debole poteva difendersi dalla parte forte e prepotente: perch\u00e9 una povera donna doveva lasciarsi martirizzare da un marito alcolista, infedele, violento (e dalli con la moda femminista di presentare sempre il maschio come il cattivo, e la donna come il candido giglio che subisce terribili oltraggi). E perch\u00e9 i bambini, povere creature, devono essere esposti essi stessi alle violenze del padre manesco, senza contare i traumi psicologici derivanti dal dover assistere ai continui litigi dei genitori? Oh, quanta delicatezza d&#8217;animo, quanta premura, quanta sollecitudine verso le donne indifese e i bambini innocenti! Ci sarebbe quasi da commuoversi, se la banda di Pannella &amp; Bonino non avesse avuto i suoi fini ben precisi da realizzare, sfruttando la minchioneria dell&#8217;italiano medio di buon cuore: la distruzione silenziosa, graduale e sistematica, della famiglia naturale, formata da un uomo e una donna, per sostituirla con le oscene famiglie &quot;arcobaleno&quot;. E infatti: ci sono volute un paio di generazioni, ma ci stiamo arrivando: nello spazio di soli cinquant&#8217;anni, la societ\u00e0 italiana \u00e8 stata cucinata a fuoco lento e ora \u00e8 pronta per compiere il salto definitivo: legittimare le unioni sodomitiche e lesbiche come altrettanto naturali di quelle fra l&#8217;uomo e la donna, e l&#8217;acquisizione della prole come un fatto da riservare alla diabolica tecnologia della fecondazione eterologa o al portafogli ben fornito per rendere possibile l&#8217;acquisto di un bimbo con la pratica infame dell&#8217;utero in affitto. Il bello, anzi, il tragico, \u00e8 che anche una parte dei cattolici e dello stesso clero ci \u00e8 cascata in pieno, quanto in buona fede non sapremmo dire: valga per tutti il gi\u00e0 ricordato padre Turoldo, il quale sia in occasione della &quot;battaglia&quot; radicale a favore del divorzio, sia in quella, di poco successiva, per la legalizzazione dell&#8217;aborto di massa, ebbe a dire &#8212; ineffabile gesuitismo, anche se lui personalmente non era un gesuita, ma un servita: veniva per\u00f2, teologicamente, dalla scuola della &quot;svolta antropologica&quot; e quindi dalla teologia capovolta del gesuita Karl Rahner &#8212; che erano entrambi dei mali, ma dei mali ancor maggiori erano, rispettivamente, il matrimonio ridotto a una gabbia e la procreazione subita come uno stupro, ragion per cui concludeva brillantemente che non poteva esimersi dallo stare dalla parte del pi\u00f9 &quot;debole&quot;. Guarda caso, il pi\u00f9 debole, per lui, non era il nascituro, e neppure il bambino sballottato fra gli avvocati dei genitori in fase di separazione e di divorzio: no, per lui il pi\u00f9 debole era sempre la donna, la quale, poverina, non doveva subire n\u00e9 il giogo di un marito oppressivo, n\u00e9 quello di una gravidanza non voluta. Quale impressionante somiglianza con i gesuiti e con i neopreti e i neocattolici odierni, per i quali la parte debole \u00e8 sempre e comunque &quot;il povero&quot;, cio\u00e8, secondo loro, l&#8217;immigrato: e non la pensionata costretta a vivere con quattrocento euro di pensione, e costretta a chiedere l&#8217;elemosina o a rubare il formaggio nei supermercati, ed esposta, per soprammercato, agli scippi, ai furti e alle rapine dei &quot;poveri&quot; immigrati, i quali, per arrotondare gli introiti nel periodo dell&#8217;iter giudiziario che dovr\u00e0 decidere se hanno diritto all&#8217;accoglienza, non trovano di meglio da fare che delinquere a man bassa, specialmente contro i soggetti per davvero pi\u00f9 deboli davvero, come i vecchi o i ragazzini.<\/p>\n<p>Quel che ci ha sempre colpito, nei racconti dei nonni e delle persone di una certa et\u00e0 (ipocritamente chiamate &quot;anziani&quot;, come se &quot;vecchi&quot; fosse una parolaccia, da quelli stessi che non vedono l&#8217;ora di sbatterli in casa di riposo, non appena creano qualche problemino alla tranquillit\u00e0 dei figli e dei nipoti) sono i racconti relativi alla loro lunga vita in comune con il rispettivo coniuge. E non solo i racconti, ma anche i personali ricordi del loro affetto, della loro dedizione reciproca. Il nonno e la nonna hanno vissuto insieme una vita intera in perfetta armonia, rispetto e comprensione: questo \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo visto, e questo \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo sentito anche sui loro fratelli e sui loro stessi genitori, i bisnonni che non abbiamo conosciuto: checch\u00e9 ne dicano le favole della cultura femminista, secondo le quali il matrimonio, specialmente nella societ\u00e0 patriarcale e pre-moderna, era pi\u00f9 o meno l&#8217;anticamera dell&#8217;inferno, specialmente, si capisce, per la povera donna indifesa e sfruttata. Ricordiamo quei lunghi abbracci, sia fra marito e moglie, sia fra i nonni e i loro genitori, cos\u00ec come ci sono stati descritti dai nostri genitori: lunghi abbracci di persone che si volevano bene per davvero, e che non si sarebbero sognate di andare dall&#8217;avvocato, anche se le pratiche per il divorzio fossero state &quot;normali&quot; e a portata di mano. Il fatto \u00e8 che il divorzio \u00e8 stato introdotto al preciso scopo di distruggere la famiglia, di scardinarla dall&#8217;interno, facendo leva sulle passioni disordinate degli uomini e delle donne, suggestionati dai miti e dalle chimere della modernit\u00e0, specialmente attraverso il cinema, la televisione, la pubblicit\u00e0, la musica leggera, la letteratura. Quanto fango \u00e8 stato gettato sulla famiglia e sul matrimonio, negli anni &#8217;60 e &#8217;70, al preciso scopo di creare il clima adatto affinch\u00e9 qualcuno ponesse sul tappeto la questione, improrogabile e indispensabile, del divorzio, come via di salvezza per tante creature innocenti e quotidianamente in pericolo! Ma la verit\u00e0 \u00e8 che dopo l&#8217;introduzione del divorzio, le famiglie si sono enormemente indebolite; prima, erano nel complesso salde e resistenti. Quando le persone sanno che esiste la scorciatoia per sottrarsi alle difficolt\u00e0, sono tentate di approfittarne, anche se non si trovano davvero in situazioni estreme: e la legge sul divorzio, come quella sull&#8217;aborto, introdotta, fraudolentemente, per porre rimedio alle situazioni disperate, \u00e8 divenuta uno strumento normale di ricomposizione delle famiglie e di pianificazione delle nascite. Questa \u00e8 la verit\u00e0: dovevano essere rimedi eccezionali e sono diventati la norma. E la psicologia degli uomini e delle donne \u00e8 stata profondamente influenzata e modificata appunto dal sapere che tale scappatoia esiste, che c&#8217;\u00e8 un modo, perfettamente legale, per rimangiarsi le promesse, per fuggire davanti ai sacrifici, per sottrarsi alle responsabilit\u00e0. Il marito cade in depressione, diventa un peso, un fastidio? Nessun problema: si pu\u00f2 divorziare. La moglie invecchia, le sue rughe disturbano il senso estetico, c&#8217;\u00e8 una giovane amante pronta a sostituirla? Nessun problema: col divorzio si risolve tutto. E i bambini? Niente paura, nessun problema neppure per loro: ci sono fior di psicologi pronti a giurare e spergiurare che anche per i bambini \u00e8 meglio cos\u00ec, \u00e8 meglio una separazione &quot;pulita&quot; che una coabitazione forzata, e del resto i bambini dimenticano in fretta, si sa, quindi si adatteranno alla nuova situazione prima di quel che non si pensi. Bugie, naturalmente, e della peggiore specie, cio\u00e8 bugie pronunciate in assoluta malafede; ma che importa? Ripetete, tutti insieme una bugia, dieci volte, cento volte, mille volte, e alla fine essa diverr\u00e0 la pi\u00f9 pura, la pi\u00f9 cristallina, la pi\u00f9 sacrosanta verit\u00e0, e fior di galantuomini saranno pronti a giurare e spergiurare su di essa.<\/p>\n<p>Il segreto della forza della societ\u00e0, dunque, risiede nella stabilit\u00e0 affettiva. C&#8217;\u00e8 una bellissima opera pittorica che esprime questo concetto: l&#8217;affresco di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni a Padova, raffigurante <em>L&#8217;incontro di Gioacchino e Anna presso la Porta Aurea di Gerusalemme<\/em>. Vi \u00e8 una intensit\u00e0, nell&#8217;abbraccio fra quell&#8217;uomo e quella donna, e negli sguardi che si scambiano, e nelle labbra che si cercano (notevole audacia di un pittore medioevale che raffigura un soggetto sacro: sono i genitori della Vergine Maria), che s&#8217;imprimono nell&#8217;animo di chi guarda pi\u00f9 a fondo, e con maggiore efficacia, di quanto potrebbero fare mille parole. In quel&#8217;abbraccio, in quegli occhi, in quei volti, vi sono una tale densit\u00e0 d&#8217;affetti, una tale promessa di amore indefettibile, <em>tu sarai la mia donna e io sar\u00f2 il tuo uomo, per sempre, finch\u00e9 la morte non ci separi<\/em>, quali poche altre volte \u00e8 dato di vedere. Il segreto \u00e8 l\u00ec, in quella intensit\u00e0, in quella profondit\u00e0, in quella costanza, in quella seriet\u00e0. Quell&#8217;uomo e quella donna provano sentimenti veri e profondi l&#8217;uno per l&#8217;altra, e il legame che hanno deciso di stringere \u00e8 una cosa seria, che nessuna forza umana riuscir\u00e0 mai a separare. Oggi, nell&#8217;era del divorzio facile, quando vi sono persone che si separano e si risposano tre, quattro, cinque volte; o quando, come oggi \u00e8 ornai quasi la norma, le persone convivono senza sposarsi, n\u00e9 davanti agli uomini, n\u00e9 davanti a Dio, col sottinteso che non vogliono rinunciare alla loro libert\u00e0, e che sono pronte a riprendersela se qualcosa dovesse andare in maniera difforme dai loro desideri, facciamo fatica a capire quello sguardo, quel gesto. Ci sembrano favole, o, tutt&#8217;al pi\u00f9, cose di un passato lontanissimo. Noi viviamo in un mondo complesso, in una societ\u00e0 fluida, cos\u00ec pensiamo; e con questo siamo pronti a scommettere che noi non potremmo sobbarcarci un impegno di quella intensit\u00e0, di quella seriet\u00e0, con un altro essere umano, perch\u00e9 non si pu\u00f2 mai sapere cosa capiter\u00e0 domani, e poi perch\u00e9 non \u00e8 giusto rinunciare alla propria libert\u00e0 per legarsi indissolubilmente a qualcuno che, un domani, potrebbe deluderci, o dal quale potremmo noi desiderare di separarci, per passare ad un altro legame. Questa instabilit\u00e0 affettiva, questo passare da un legame all&#8217;altro, e, diciamolo pure, da un letto all&#8217;altro, perch\u00e9 oggi le cose vanno in questo modo, e gli uomini e le donne si ritrovano a letto insieme prima ancora di essersi conosciuti, prima ancora di aver capito cosa realmente provano l&#8217;uno per l&#8217;altra, o anche solo per capriccio, per divertimento, per gioco, salvo poi fare le vittime e alzare altissimi lamenti, invocando l&#8217;intervento del giudice e della forza pubblica, se l&#8217;altro, che ha preso la cosa sul serio, non ne vuol sapere di farsi da parte, non vuol capire che il giuoco \u00e8 terminato e che noi vogliamo riprenderci tutta la nostra libert\u00e0, tanto pi\u00f9 che non avevamo promesso nulla: questa instabilit\u00e0 affettiva, dicevamo, per non dire questa promiscuit\u00e0 sessuale, sono all&#8217;origine della debolezza fondamentale della nostra societ\u00e0. (Inutile precisare che non vogliamo, con questo, giustificare i molestatori sessuali, ma soltanto cercar di <em>capire<\/em> il fenomeno). Perch\u00e9 il fatto di non essere fedeli, fa di noi delle persone poco affidabili; e le persone poco affidabili godono di poca stima presso gli altri, ma, nell&#8217;inconscio, finiscono per avere anche poca stima di se stesse. E questo \u00e8 un ulteriore problema, perch\u00e9, dietro le apparenze del narcisismo, l&#8217;individualismo moderno \u00e8 venato di auto-disprezzo: molte persone non si vogliono realmente bene perch\u00e9 sentono di essere superficiali, leggere, inaffidabili ed egoiste; d&#8217;altra parte, non vogliono rinunciare a essere cos\u00ec, perch\u00e9 non sono disposte a rinunciare alla loro libert\u00e0. E non hanno capito, poverette, che la libert\u00e0, cos\u00ec intesa, cio\u00e8 come rifiuto di assumersi qualunque impegno e qualunque responsabilit\u00e0, non \u00e8 uno strumento di emancipazione, ma di schiavit\u00f9, la peggiore di tutte: la schiavit\u00f9 inflitta a se stessi. In fondo, il segreto della stabilit\u00e0 affettiva \u00e8 tutto qui: nel capire che i sentimenti sono una cosa seria, e che l&#8217;affettivit\u00e0 non va <em>mai<\/em> confusa con il principio del piacere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 \u00e8 forte quando si basa sulla stabilit\u00e0 degli affetti, e perci\u00f2, in ultima analisi, quando si basa sulla famiglia, vista come una unit\u00e0 organica,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[117],"class_list":["post-26430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}